Home / Spazio utenti / Le bombe come democrazia

Le bombe come democrazia

Ricordo un giorno di tanto tempo fa, durante una delle solite visite folkloristiche di Carlo d’Inghilterra ad uno dei paesi del Commonwealth, uno scalmanato salì sul palco, si pose di fronte al principe e gli sparò al cuore (Per fortuna, si seppe dopo, era tutto a salve).
Io che avevo visto politici italiani vomitare per la paura di un attentato, Ford e Regan buttarsi a terra per l’esplosione della lampadina di un fotografo, Clinton gridare aiuto perche’ i bambini africani gli si erano avvicinati troppo, vedere la’, per televisione, questo rappresentante di una stirpe e di una razza che non mi appartengono rimanere impassibilmente ritto davanti al proprio carnefice, mi fece una certa impressione e mi dissi che quell’uomo sì, aveva dignita’ da vendere.
Ma mi sbagliavo.E’ davanti ai nostri occhi in questi giorni, e’ impresso nelle pellicole in bianco e nero, e’ inciso nella Storia, che la dignita’ in Inghilterra non e’ di un solo uomo ma di un popolo, e ringrazio il nostro Dio di avercela data in Europa, una Nazione così….

Detto questo però, non posso condividere i peana più o meno interessati di quei soloni che guardano con viso torvo la telecamera e ammoniscono tutti coloro che si pongono in posizione critica nei confronti della guerra, di questa fazzolettata di incapaci che governano il mondo, di come stiamo affrontando le emergenze.
Perche’ dopo il doveroso silenzio e il rispetto per il dolore che ha colpito la nostra Nazione (ebbene sì, non possiamo non dirci londinesi) continueremo imperterriti a sbraitare contro questa strategia che ci sta portando inevitabilmente verso la distruzione.

Perche’ quelli che hanno fatto i capelli bianchi come me lo sanno che le bombe hanno SEMPRE rafforzato il potere, hanno sempre rimesso in sella capi di governo traballanti, rafforzato controlli antidemocratici e zittito i dissidenti.

Il caso Galloni, uscito chissa’ perche’ in questi giorni, forse e’ solo una resa dei conti tra bande del basso impero, ma forse e’ qualcos’altro.
E chi non impara dalla Storia, e’ inevitabilmente condannato a ripeterne gli errori.

Buona guerra a tutti.

Aldo Vincent
http://www.ciaoteheran.com

Pubblicato da Truman