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L’Artico russo come alternativa al Canale di Suez

DI NATALIA YANKOVA

fondsk.ru

Una nuova pagina nella storia della navigazione mercantile

Il 27 settembre 2018 la nave porta container Venta Maersk, di proprietà della più grande holding dei container danese Maersk, deve completare la sua rotta a San Pietroburgo, percorrendo il passaggio a nord-est. Questa è la prima spedizione al mondo di container refrigerati che percorre il passaggio a nord-est. La società statale russa [Rosatomflot] supporta la perforazione, a bordo della nave danese ci sono specialisti russi con esperienza nella navigazione artica.

“Questa è una rotta che va da Vladivostok a San Pietroburgo, con scalo in via preliminare a Busan (Corea del Sud) e poi a Bremerhaven (Germania), che oggettivamente apre una nuova pagina nella storia della navigazione mercantile, conferma la sicurezza, l’efficienza e la rilevanza dell’Artico russo, di tutto il passaggio a nord-est come corridoio internazionale” – ha detto il Presidente russo V. Putin, parlando al IV Eastern Economic Forum, tenutosi dall’11 al 13 settembre a Vladivostok.

Il passaggio a nord-est percorre i mari dell’Oceano Artico (di Kara, di Laptev, della Siberia orientale,dei Ciukci) e in parte dell’Oceano Pacifico (Mare di Bering). La sua lunghezza, dallo Stretto di Kara alla baia di Providenija, è di circa 5.600 chilometri. La nave Venta Maersk, carica di pesce della Kamchatka, ha lasciato il porto di Vostočnyj il 26 agosto. Di solito tali merci vengono consegnate tramite la Transiberiana o attraverso il Canale di Suez. Dal punto di vista geografico, i vantaggi di un percorso potenzialmente alternativo sono indiscutibili: la distanza dal porto di Vostochnij a San Pietroburgo, lungo il passaggio a nord-est, è di oltre 14.000 km e lungo la rotta oceanica attraverso il canale di Suez è di oltre 23.000 km.

Secondo le informazioni di Rosatomflot, il rompighiaccio nucleare 50 let Pobedy (n.d.T.traducibile in italiano come 50 anni della Vittoria), di proprietà di Rosatom, ha completato l’11 settembre, la perforazione per la nave porta container Venta Maersk, assicurando il passaggio sicuro della nave dal lembo dei ghiacci del Mare della Siberia orientale fino al lembo dei ghiacci nel mare di Laptev.

La missione principale della navigazione di Venta Maersk, come è considerata in Russia, è la prova che l’Artico russo può essere un’alternativa al Canale di Suez, nel passaggio dall’Asia all’Europa. I Danesi, definendo la spedizione come un “test” per determinare la sicurezza della navigazione,con disponibilità di base di carico (prodotti ittici russi), ne parlano in maniera più prudente: la holding Maersk valuta la redditività commerciale dei trasporti lungo il passaggio a nord-est.

Trasformare il passaggio a nord-est in un’alternativa al Canale di Suez non è facile, ci sarà un lavoro colossale da fare. Nel nord della Russia molto è stato trascurato. La nave sovietica “Aleksandr Sibirjakov” ha compiuto il primo viaggio attraverso il passaggio a nord-est nel 1932, la quale ha percorso la rotta da Arcangelo a Vladivostok. Dopo la campagna del “Sibirjakov”, con la decisione del Consiglio dei Commissari del Popolo dell’URSS, datata 17 dicembre 1932, è stata istituita la Direzione generale della Rotta Marittima del Nord, il cui compito era “continuare fino alla fine la rotta Mare del Nord, dal Mar Bianco allo Stretto di Bering, attrezzare questo passaggio, tenerlo in buone condizioni e assicurare sicurezza della navigazione su questo percorso.”

Tuttavia, negli anni ’60, i lavori per la costruzione della Ferrovia transartica sono stati praticamente interrotti, e persino le aree sviluppate del passaggio a nord-est sono state limitate esclusivamente all’ “utilizzo interno”.

Di conseguenza, nel 2017 il volume del traffico di merci lungo il passaggio a nord-est è stato di 10,7 milioni di tonnellate, mentre attraverso il Canale di Suez alla fine del 2017 ne sono passate 1,041 miliardi di tonnellate.

In un messaggio all’Assemblea federale del 1° marzo 2018, Putin ha definito il passaggio a nord-est “la chiave per lo sviluppo dell’Artico russo e delle regioni dell’Estremo Oriente”. Entro il 2025, il traffico merci qui dovrebbe crescere fino a 80 milioni di tonnellate. La crescita del volume di merci dovrebbe essere assicurata dall’introduzione di nuovi impianti di produzione di gas naturale liquido, in particolare l’impianto Arctic LNG, la cui prima linea [di produzione] sarà avviata nel 2022-2023, nonché lo sviluppo di nuovi giacimenti di petrolio e gas.

Nell’agosto 2018, il governo russo ha approvato il progetto “Северныйширотныйход” (ferrovia lunga 707 km nel Circondario autonomo di Yamalo-Nenets). Questa via è considerata una parte del passaggio a nord-est, collegherà la penisola di Yamal (la parte più promettente dell’Artico) con la terra ferma. La creazione di infrastrutture per il trasporto ferroviario sulla tratta Obskaja – Salekhard – Nadym è già stata avviata.

Allo stesso tempo vengono prese decisioni sulla grande flotta rompighiaccio. Per quanto riguarda l’esportazione di gas dal progetto Yamal LNG, verranno utilizzate 15 navi cisterna rompighiaccio per il gas naturale liquido, progettate per funzionare a temperature fino a meno 50 gradi e la penetrazione dei ghiacci di oltre 2 metri di spessore.

Il passaggio a nord-est ha un’altra importanza: suggella la cooperazione economica tra Russia e Cina. “Il passaggio a nord-est è di un terzo più breve della rotta tradizionale attraverso lo Stretto di Malacca e il Canale di Suez. È conosciuta come la “rotta d’oro” che collega l’Europa e l’Asia”, afferma Wang Qi, Direttore esecutivo dell’Istituto di cooperazione strategica tra Cina e Russia.

Come sostengono gli appassionati del passaggio a nord-est, una coerente messa in servizio di questa arteria marittima consentirà di ridisegnare la mappa commerciale del mondo.

 

NATALIA YANKOVA

Fonte: https://www.fondsk.ru/

Link: https://www.fondsk.ru/news/2018/09/17/russkaja-arktika-kak-alternativa-sueckomu-kanalu-46797.html

17.10.2018

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

 

 

 

Pubblicato da Rosanna

La mia insolita passione è quella di andare a caccia della "verità" nelle vicende contemporanee, attraverso gli interstizi dell'informazione, il mio vizio assurdo invece consiste nell'amare l'anonimato più della notorietà, la responsabilità più del narcisismo, l'impegno sociale più del letargo intellettuale. Allergica al pelo di capra e alle fake news.

2 Commenti

  1. Credo che il progetto sia collegato per qualche verso alle aspettative sul riscaldamento terrestre, analogamente a quanto si sta studiando per il mitico passaggio marittimo a Nord Ovest, attraverso l’artico canada/alaska.
    Non so, gli investimenti sarebbero immensi, si partirebbe praticamente da zero, ed io non sarei proprio sicuro dei ritorni.
    Fra l’altro esisterebbe la possibilità della via ferroviaria (che garantirebbe in egual misura lo sviluppo della Siberia), che mi sembrerebbe a naso più economica, veloce e praticabile. Comunque non dipendente dal clima. Per me, quindi, difficilmente questo progetto potrà avere dei numeri importanti in termini di flusso.
    Mi sembra, inoltre, che si esageri sull’alleanza “naturale” fra Russia e Cina. Non la vedo così semplice.
    Per me quest’alleanza è stata forzata dagli eventi. Ma che la Russia guardi più volentieri alla Cina che all’Occidente non ci credo. Non credo che la Russia voglia legare il proprio sviluppo in misura ancora maggiore alla Cina, a meno che non vi sia forzata senza alternative.
    Ma credo che quest’alternativa arriverà presto. Il competitor degli Stati Uniti è la Cina, non la Russia, che ha un Pil inferiore a quello italiano e che per di più è in crisi demografica.
    E’ nell’interesse degli Stati Uniti spezzare o allentare questo legame. Il resto credo che possa essere conseguente (non credo che Salvini sia andato in Russia a dispetto di Bannon).

  2. Notevole.
    Fanno benissimo.
    Ma non penso sarà un’impresa facile.
    Se ci riescono cambieranno molte cose nel commercio mondiale.