L’abbigliamento dei poveri inquina, l’alta moda no

L'abbigliamento dei poveri inquina, l'alta moda no
Collezione Prada 2023 uomo?

Di Patrizia Pisino per ComeDonChisciotte.org

La vita va vissuta senza stress senza paura e angoscia per il domani, ma come si fa?
Si vive in una società che per tenerci soggiogati ci bombarda continuamente di prodotti e stili di vita preconfezionati che non rispettano l’essere umano ma solo il consumismo sfrenato. Ci inducono ad acquistare prodotti inutili solo per soddisfare un falso prestigio di possesso che secondo loro ci fa sentire persone alla moda e per questo ammirate, altrimenti soggette a critiche perverse.

Comprare per ogni stagione un guardaroba all’ultima moda diventa così un imperativo necessario solo per farsi ammirare, l’unico risultato: gli armadi stracolmi di abiti che vengono usati solo una volta.

I furbi produttori di abbigliamento hanno capitalizzato l'umana paura delle critiche, da cui siamo tutti oppressi. Lo stile di molti capi e articoli cambia ogni stagione. Chi stabilisce gli stili? Di sicuro non l'acquirente, ma il produttore. E perché li cambia così frequentemente? La risposta è ovvia: per vendere più vestiti.

Napoleon Hill, Pensa e arricchisci te stesso, 1938

Il mondo della moda e dell’alta moda sono settori con i più alti guadagni, gli stilisti creano abiti che ormai non hanno più niente di pratico e di utile, infatti si è arrivati al paradosso che sia i paesi nordici che quelli mediterranei utilizzano gli stessi capi di abbigliamento.

Si arriverà forse a produrre abiti uguali per tutti senza nessuna libertà di scelta solo per evitare il cosiddetto e reclamizzato cambiamento climatico?

Un tempo non molto lontano un abito era realizzato con tessuti naturali come la canapa, la lana, ora sostituiti da tessuti sintetici altamente inquinanti. L’allevatore in estate tosava le sue pecore, la lana venduta e una volta lavorata nei lanifici diventava il filo che generava il tessuto, prima con i telai a mano poi meccanizzati. Era una fiorente economia che coinvolgeva un numero di competenze diverse sino al consumatore finale, che acquistava un capo di abbigliamento che doveva durare nel tempo: una volta non più consono all’uso, veniva riutilizzato confezionandolo per un ulteriore destinatario, sino a diventare stracci da riutilizzare (perfetto esempio di quello che oggi chiamano economia circolare).

Il ciclo economico rispondeva a precise regole che di consumistico non avevano nulla, tutto veniva riutilizzato, niente sprechi, le discariche quasi inesistenti, l’inquinamento era una parola sconosciuta, la vita di ogni prodotto ben definita.

Guardate questo filmato del 1949 dell'Istituto Luce.

Ora, improvvisamente, dopo aver cancellato un passato "virtuoso", ci vogliono nuovamente convincere ad adottare le loro folli soluzioni.

Attualmente il manto delle pecore deve essere smaltito come rifiuto speciale perché ormai i tessuti sono prodotti dalle multinazionali che utilizzano prodotti sintetici altamente tossici e lavorati nei paesi come Turchia, India, Cina, Bangladesh a basso costo e con un elevato grado di tossicità per i lavoratori, che non vengono certo tutelati.

Ma questo vale per noi comuni mortali!

L’alta moda abbraccia la propaganda della sostenibilità, come ad esempio la Camera nazionale della moda italiana (CMNI) che per cambiare, come si vuol dire l’abito, cerca anche di diventare la mecenate delle nuove leve di stilisti nostrani (il cosiddetto capitale umano); ma a chi sono destinati questi capi ed accessori di abbigliamento che di pratico non hanno nulla, ma rasentano il ridicolo in nome dell’inclusione e del rispetto della diversità?

Sfilate di moda che sono più fini a se stesse basate essenzialmente su un concetto artistico, vere e proprie performance ma che certamente il ceto medio/basso non si può permettere.

Interessante il filmato spot del 2020 (in piena psico pandemia) dove Livia Firth direttore creativo di eco-age con la sua immagine di angelo trasforma il Teatro della Scala di Milano in un giardino fiorito virtuale dove fa sfilare i vari stilisti di tutto il mondo e personaggi politici, tra cui Conte e Sala, che si prodigano in assicurazioni sulla difesa del pianeta: uniti per la sostenibilità, l’equo sviluppo e il rispetto dei lavoratori nel campo della moda (immagine che anticipa la recente direttiva europea sul ripristino della natura).

Il "cambiamento climatico" ormai è diventato la leva per favorire un incredibile business finanziario. Le potenti lobby costruiscono il loro impero poco per volta, instillando quello che secondo loro è la corretta visione del nostro futuro: i ricchi sempre più ricchi nel paradiso, i poveri confinati in isolate fabbriche ed edifici circondati dalle grigie strade asfaltate (1).

L'Europa, come sempre, chi colpevolizza dell'impatto della produzione e dei rifiuti tessili sull'ambiente? Ovvio.. la popolazione mondiale di ceto medio/basso.

Ben lungi da considerare nociva l’alta moda, anzi, è un settore da incentivare: Bruxelles considera responsabile solo la cosiddetta moda veloce (fast fashion) colpevole dell’inquinamento provocato sia in fase di lavorazione che di smaltimento. Certo è la sola che il popolo può permettersi per i prezzi molto bassi e la grande quantità prodotta che, anche per la loro bassa qualità, vengono poi scartati e mandati al macero.

Per far fronte all'impatto che questo fenomeno ha sull'ambiente, secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, gli acquisti di prodotti tessili nell'UE nel 2020 hanno generato circa 270 kg di emissioni di CO2 per persona: questo significa che i prodotti tessili consumati nell'UE hanno generato emissioni di gas serra pari a 121 milioni di tonnellate. Troppo alti !

Così l'UE interviene riducendo gli sprechi tessili, aumentando il ciclo di vita e il riciclo dei tessuti, e cosa utilizza? Lo slogan dell'economia circolare da raggiungere entro il 2050. Come al solito la demagogia di un' Europa asservita al commercio neoliberista si ammanta di una necessità superiore: il cambiamento climatico per costringere i popoli a cambiare stile di vita e indicare, come una madre amorevole, la via giusta da seguire.

L‘Europa propone così di rendere i prodotti

più durevoli, affidabili, riutilizzabili, aggiornabili, riparabili, più facili da mantenere, rinnovare e riciclare, ed efficienti sotto il profilo energetico e delle risorse. (2)

Forse è una premessa verso una ulteriore disciplina delle masse, causa principale per le loro sconsiderate scelte del tanto demonizzato cambiamento climatico?

Vorrei vedere il guardaroba di Francoise Bettencourt Meyers, erede di L’Oreal o di Amancio Ortega, fondatore di Zara, (solo per citare alcune persone tra le più ricche del continente) se risponderà a tali requisiti?

Certo, non tutti noi poveri consumatori siamo a conoscenza che quando compriamo e laviamo una maglietta con il marchio Zara, realizzato in poliestere, contribuiamo all’ inquinamento da microplastica degli oceani!

Ma forse un lavoratore medio può acquistare un capo di alta qualità da brand come Canali o Marni pagando una giacca per uomo in velluto di cotone e cashmere stretch euro 1.990.00, o una giacca corta da donna per euro 1.445.00, ma attenzione.. devono durare per sempre! (3)

Come possiamo difenderci da questi attacchi alla nostra libera scelta? Non comperare d’impulso, informarsi prima di farlo per capire a chi sto dando i soldi per evitare di sostenere delle industrie che sfruttano il lavoro minorile e non rispettano nessun tipo di sicurezza sul lavoro; guardare le etichette e scegliere i tessuti naturali evitando quelli sintetici spesso causa di allergie; comprare solo se necessario senza gettare via quello che non si indossa più; se un capo che non è più della giusta taglia, si fa adattare da una brava sarta/o, se lo si strappa ripariamolo; se poi non si utilizza più donatelo.. ci sono varie organizzazioni come Humana People to People Italia che raccoglie i capi usati che vengono riutilizzati per distribuirli gratuitamente.

Un altro consiglio, ed è quello forse anche più creativo ed importante: recuperare le antiche competenze e creare noi stessi i vestiti da indossare.

Sono cresciuta senza problemi indossando gli abiti cuciti da mia madre, che mi ha trasmesso l'uso di ago e filo, così posso senza problemi creare abiti, borse, tende e tutto ciò che mi può servire: non è difficile staccarsi dal bieco consumismo che ci rende schiavi, il lavoro manuale può riunire i nostri amici e insieme condividere le nostre varie abilità che dovrebbero essere tramandate anche ai nostri figli.

La società ormai è divisa: le persone consapevoli che cercano di contribuire a creare un circuito virtuoso recuperando le vecchie e sagge raccomandazioni dei nostri avi, e le persone egocentriche che sicuramente parteciperanno alle effimere sfilate che si terranno a Milano dal 19 al 25 settembre prossimi, dove verrà presentata la collezione primavera/estate 2024 e dove sicuramente i più famosi stilisti di tutto il mondo realizzeranno una collezione che risponde ai dieci principi del Manifesto da loro sottoscritto per la sostenibilità della moda, ma sarà anche eticamente corretta?

Noi invece come Cenerentola con il nostro vestito di stracci riciclati staremo a casa, forse sognando il nostro principe che ci trasporterà in quel luogo incantato dove tutto è possibile: anche far cadere le barriere della superficialità e dell'apparenza per far trionfare la saggezza e il rispetto.

--

Coloro che fanno del vestito una parte principale di sé stessi finiranno, in generale, per non valere più dei loro abiti.

William Hazlitt, Saggi politici, 1819

Di Patrizia Pisino per ComeDonChisciotte.org

NOTE

(1) = https://www.cameramoda.it/it/green-carpet-fashion-awards-italia/2020/

(2) = https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_22_2013

https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20201208STO93327/l-impatto-della-produzione-e-dei-rifiuti-tessili-sull-ambiente-infografica

(3) = https://www.marni.com/it-it/giacche-GIMA0221IUUTP730.html?dwvar_GIMA0221IUUTP730_color=CHR79

Commenti (51)

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Mostra commenti 51 caricati
    1. lilithdea 27 agosto 2023

      Mi aspetto a breve un parere, magari in qualche meeting di comunione e liberazione, dove il cognato del(la) premier, ministro dell'agricoltura a sua insaputa, ci rassicurerà comunque che spesso certi poveri oltre a mangiare meglio dei ricchi, spesso vestono pure in modo più "umano".

    1. uomospeciale 26 agosto 2023

      Se vogliamo propria dirla tutta, sia la moda che il consumismo sono stati funzionali all'asservimento delle masse costrette a lavorare a vita comprando cose inutili per far girare la giostra, a beneficio sia degli stati che di pochi eletti super ricchi.
      E un elemento essenziale anzi direi proprio "cardine" di questo sistema sono state proprio le donne, da sempre le prime a seguire in massa ogni moda imbecille gettandosi nello shopping compulsivo da un lato e selezionando dall'altro gli uomini in base alla posizione socioeconomica che essi hanno raggiunto:
      Un uomo non avrebbe alcun bisogno di sbattersi, correre e primeggiare sugli altri uomini considerandoli rivali o nemici se non vi fossero le aspettative relazionali, sociali e riproduttive che lo spingono a farlo:
      E le regole di quel gioco le fanno le donne, almeno fino a quando gli uomini le accetteranno*

      * Ma ultimamente vedo sempre più uomini distaccati, e un giorno magari sarà il caso di approfondire su questo sito le conseguenze devastanti che avremo nell'immediato futuro dal divorzio sociale in atto e sotto gli occhi di tutti, visto che già oggi in Europa decine di milioni di uomini si sono fatti da parte smettendo di lavorare, produrre, difendere, e ottemperare per le donne, per lo stato, o per chiunque altro, lavorando solo per sé stessi e basta.
      ( e non era mai accaduto nella storia )
      E' come se un'intera di generazione di uomini si stiano semplicemente sedendo a bersi una birra e 'fanculo tutto & tutti.

    1. Nestor Halak 25 agosto 2023

      Negli anni 60 la narrativa dominante raccomandava effettivamente: "consumate il più possibile, farete girare l'economia e sarete felici", ma oggi l'esortazione del potere in fieri pare molto diversa: "non avrete nulla e sarete felici".
      La tendenza, mi pare, è quella di aumentare la polarizzazione sociale e ripristinare l'antica miseria per le classi subalterne. Il senso di colpa aiuta molto.
      Sono sempre più diffidente nei confronti del ritorno al "buon vecchio mondo antico". "Rivoltare il cappotto", potrebbe essere tranquillamente anche un consiglio di Schwab e mi sembra abbastanza imparentato col mangiare insetti o col rinunciare alla vacanza per non produrre CO2.
      Credo che occorra essere cauti su ciò che si desidera, perché il mondo dei nostri bisnonni non era meno infelice e meschino del nostro, solo molto più povero

    2. SDL 26 agosto 2023

      Ecco cosa ci ha portato la politica degli anni anni 60.

      UNA MONTAGNA DI VESTITI- L‘IMPATTO NASCOSTO DEI NOSTRI RIFIUTI TESSILI

    1. SDL 25 agosto 2023

      Ecco dopo la prima frase...leggo "Ci inducono ad acquistare prodotti inutili solo per soddisfare un falso prestigio di possesso che secondo loro ci fa sentire persone alla moda e per questo ammirate, altrimenti soggette a critiche perverse."
      E' tutto qui. Invece di parlare "voto si", "voto no","voto forse", ecco come si batte il sistema o comunque una lotta da fare:
      Acquistare solo quando ne hai bisogno e cose che soddisfano il bisogno in qualità. Si presuppone di avere conoscenza del sapere di come riconoscere la qualità. Siccome non sappiamo tutto, buona cosa spendere del tempo nello studiare e magari insegnare ai propri cari, cioè presuppone meno tempo perso sui social. Meno tempo sui social?, bene allora selezioniamo la qualità dei social, ops ma come facciamo a sapere della qualità dei social? bene si studia ed allora meno tempo etc etc
      Dopo un po di cicli la tua vita sicuramente migliora in qualità.
      E sopratutto e' alla portata di tutti.

    1. Cachafaz 25 agosto 2023

      Dovevi farti insegnare dall nonna materna...mi sa' che ormai non c'e' piu' nessuno, almeno in italia.

    1. Bertozzi 25 agosto 2023

      Nelle nuove linee programmatiche tecnologiche ecogreen della scuola dove non si useranno più penna e matita ma pad e paddini non ho letto che si insegnerà ai giovani il taglio e cucito, mi sarà sfuggito.

    2. sbregaverse 25 agosto 2023

      Per me il taglio è tutto sul cucito sono agnostico.

    3. emilyever 26 agosto 2023

      La scuola dovrà solo preparare alle nuove carriere digitali, così è scritto nel programma scuola 4.0. Però è prevista la presenza di un animatore digitale, vedremo che cosa si inventerà.

    4. lilithdea 27 agosto 2023

      Attendo allora il bando di concorso per questo ruolo:)

    5. emilyever 27 agosto 2023

      So che in una valle del Trentino l'hanno già attivato in una scuola media, ma siccome la connessione spesso salta passa il suo tempo a fissare lo schermo del pc

    6. lilithdea 28 agosto 2023

      Infatti è un ruolo prettamente inutile, non a caso inventato nella riforma la "buona scuola" targata governo Renzi. Ed il governo Meloni segue le sue orme anche in questo caso.

    1. BrunoWald 25 agosto 2023

      Se si impara a fregarsene del giudizio altrui, non solo gli armadi, ma anche la vita si svuota come per magia di un sacco di ciarpame.

    2. IlContadino 26 agosto 2023

      Qualcuno dice che ci si sente giudicati per quanto si giudica.

    1. Bertozzi 25 agosto 2023

      I tuoi avi erano così perché non avevano la pensione. E internet dove sputare retoriche banalità.

    1. carla 25 agosto 2023

      Ormai guardo alla moda per strada e sui negozi per capire cosa tirar fuori dall'armadio.
      La moda è un giro

    2. sbregaverse 25 agosto 2023

      Giro di valzer o di camper ¿?

    3. carla 25 agosto 2023

      Dal camper al valzer la moda ritorna sempre e siccomme ho la taglia di quando avevo 20 anni posso, se necessario, riciclare

    4. sbregaverse 25 agosto 2023

      Mela ricordavo mela la fantasmagorica taglia dei tuoi anni verdi......
      scusa l'indiscrezione, sora romita, anche il taglio è sempre quello...... di capelli s'intende ¿?

    5. carla 25 agosto 2023

      Ovviamente no, a 20 anni i capelli, grazie proprio all'età, mi arrivavano oltre le spalle, anche a 30 ero così, poi coi figli un taglio carrè e via, più comodo ma con sempre la possibilità di raccoglierlo d'estate.

    1. carla 25 agosto 2023

      Studio pubblicato su Nature da 32 autori di 24 istituzioni in 8 paesi rivela che i DATI SATELLITARI mostrano che c’è stato un AUMENTO del 14% nella vegetazione in 30 anni GRAZIE ALLA CO2!!! E’ l’equivalente di 2 continenti come l’America in più di verde!
      DISINTEGRATE le fesserie del WEF!
      Patrick Moore, fondatore di Greenpeace:
      “L’anidride carbonica in realtà è il nutriente più importante per tutta la vita sulla Terra. E senza di esso, questo sarebbe un pianeta morto. Non solo l’anidride carbonica è buona, è essenziale. Ed è una buona cosa che stiamo immettendo un po’ più di anidride carbonica nell’atmosfera”.
      Basta sacrifici per nulla!

    1. sbregaverse 25 agosto 2023

      Io sono io e voi (modaioli) non siete un :
      cazzomarro.( eh sì vi tocca , cari cenobiti, cercare il significato)

    1. sbregaverse 25 agosto 2023

      L 'abbigliamento del povero c'inquina.
      quello del ricco tombola.

    1. Kajros 25 agosto 2023

      Tutta propaganda derivata dalla scuola di francolforte , marxismo culturale etc etc

    1. natascia 25 agosto 2023

      La moda è stata
      uno dei motori fondamentali del conformismo: paura di essere criticati. Fino a qui esiste una logica, ma attualmente la moda significa anche logo, marchio, il veicolo privilegiato dei cambiamenti di costume sociale decisi dalla classe dirigente a partire dalla fine della seconda guerra mondiale.Un veicolo che dalla pseudo-liberazione della donna è passato al conformismo verso odiosi ed obsolescenti oggetti di culto. Ogni persona normale ne dovrebbe individuare la tossicità e starne alla larga.

    2. sbregaverse 25 agosto 2023

      Una moda che non ha mai preso PIEDE è quella di stare SCALZO.

    3. sbregaverse 25 agosto 2023

      O lo merito io il Prize o nessun'altro.

    4. Primadellesabbie 25 agosto 2023

      Uno dei motivi per cui il mondo della moda è stato aiutato ad allargarsi tanto è che la si è ritenuta una potente arma contro il comunismo (fonte Harari).

    5. Cachafaz 25 agosto 2023

      Sta zitto! Gli hai dato un suggerimento. Mancherebbe solo questo;

    6. sbregaverse 25 agosto 2023

      Immodestamente il Pulitzer è meritatissimo ma meglio il Nobel.

    7. natascia 25 agosto 2023

      Da Leone è “Il ritorno di Casanova”. Che stile.

    1. uomospeciale 25 agosto 2023

      E la macchina inquina.
      E il climatizzatore inquina.
      E le case inquinano.
      E gli allevamenti inquinano.
      E gli aerei inquinano.
      E l'elettronica inquina.
      E il tessile inquina.
      Sai che c'è?... E chi se ne frega!..

    2. uomospeciale 25 agosto 2023

      Devi lasciare il mondo in eredità a qualcuno?
      Tranquillo, il mondo sta benissimo e sopravviverà anche a noi.
      Ha superato di ben peggio.

    3. Bertozzi 25 agosto 2023

      Sì però fate in fretta!

    4. SDL 25 agosto 2023

      non tutte le cose che hai elencato inquinano allo stesso modo. Scegli per quello che ti serve e vai bene cosi.

    5. SDL 25 agosto 2023

      a lasciare questo mondo intendi?

    1. ric 25 agosto 2023

      anche i giovani d 'oggi tornano alla natura : erba , canapa , papaveri

    2. carla 25 agosto 2023

      Qualcuno ha usato o usa per condire l'olio di semi di canapa bio?
      Chiedo per conoscerne meglio le proprietà.

    3. sbregaverse 25 agosto 2023

      Lo usoooohooo l'ho usatooohooooh ma non abbastannnnzahhha per saperthhhiiiiihhhi dire gli efffffethhhiiiii.

    4. carla 25 agosto 2023

      Scherzi a parte dicono che anche lo stomaco con annessi e connessi ha bisogno di rilassarsi, calmarsi stare più tranquillo.

    1. ric 25 agosto 2023

      toh..lo diceva : Pelliccerie di ANNABELLA.....!

    1. Primadellesabbie 25 agosto 2023

      Sono più sensibile all'inquinamento estetico.

      Per due volte ho trascorso un'ora seduto a un caffè centrale di una città turistica a guardare la gente che passava, un'esperienza.

      Ripensandoci mi sono pentito di non aver chiesto, alle 2 o 3 persone esteticamente "normali" che ho intravisto, il permesso di fotografarle e magari...un autografo.

    2. gix 25 agosto 2023

      Devo dire che osservare gli altri, quando capita ovviamente, sta diventando anche per me sempre di più un'esperienza quasi mistica se non un pò inquietante. Una volta me ne sarei fregato ampiamente, avrei sicuramente apprezzato (come tutt'ora...) delle belle figure femminili ma per il resto nemmeno uno sguardo. Si corre il rischio di diventare pedanti, anche perchè non abbiamo tutti la capacità di uno come Alceste, di osservare e trarre delle conclusioni un minimo profonde. Forse, ad un certo punto, uno cerca di trovare negli stili, negli atteggiamenti, nelle fisionomie qualcosa che giustifichi la propria stessa esistenza in vita, o magari uno cerca di capire se ha sbagliato qualcosa e se può rimediare assumendo la postura giusta, chi lo sa. Forse è il richiamo dell'UNO, la ricerca della connessione con il tutto, poi uno riflette sul fatto che almeno la metà di quelli che osservi si sono fatti sparare in vena roba che non daresti nemmeno al proprio gatto/cane e dici chissene frega dell'UNO, se lo devo dividere con questi. Certo la bellezza aiuta, e forse sarà l'unica salvezza per il mondo, se solo uno sapesse cosa è la bellezza...

    3. sbregaverse 25 agosto 2023

      È di certo un'esperienza mistica, caro frate,
      ma bisogna limitarsi alla pura osservazione senza alcun commento mentale.

    4. Primadellesabbie 25 agosto 2023

      La bellezza salverà il mondo, dicevano, ma nessuno sembra prendere la cosa sul serio.

      Forse la bellezza è equilibrio, immaginato, desiderato, interpretato, indicato, inseguito, o addirittura quasi raggiunto.

      PS - I travestimenti più curiosi sono quelli da professionisti del tempo libero (l'anziano che per andare in bici si concia come un corridore del Giro d'Italia) o le pose per mostrare le unghie esagerate o esibire i tatuaggi, anche la disinvoltura con cui si porta a spasso l'obesità fuori controllo.

    5. SDL 25 agosto 2023

      "...anche la disinvoltura con cui si porta a spasso l’obesità fuori controllo"
      La bruttezza esiste ed anche la bellezza.

    6. nandoricciardi 25 agosto 2023

      Ma perché bisogna cedere sempre al proprio soggettivismo, frutto spesso di fobie? Ho più di 70 anni, vado in bici da corsa (fintanto che qualche automobilista nervoso non mi stira) perché, causa invecchiamento dita dei piedi, mi riesce meno doloroso pedalare che camminare. Insomma voglio solo fare un po' di movimento. E cosa dovrei indossare, un pantaloncino tecnico da ciclista o mutandoni di lana alla fantozzi?

    7. natascia 25 agosto 2023

      Una maglia di filo di scozia e un pantalone leggero in gabardine stile coloniale. Scarpe da barca in cuoio.

    8. Nestor Halak 25 agosto 2023

      Personalmente sarei per i mutandoni. Senza pubblicità.

    9. Primadellesabbie 26 agosto 2023

      Naturalmente vestiti come vuoi o ritieni opportuno, ma permettimi di esprimere le mie opinioni, o fobie come sospetti, senza risentirti troppo.

    10. absitiniuriaverbis 26 agosto 2023

      Si può anche andare in montagna calzando sandali. Se va tutto bene va tutto bene altrimenti...

      Misura, sempre.

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