La Trasparenza prima di tutto: l’Istituto Superiore di Sanità revisiona la sua pagina sul vaiolo

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di Pegaso
comedonchisciotte.org

Attorno alla metà di Maggio è stata diffusa la notizia di alcuni casi di vaiolo delle scimmie in persone di ritorno dalle isole Canarie; in altri paesi europei si sono verificati altri casi analoghi. Il 21 Maggio 2022 l’Istituto Superiore di Sanità ha aggiornato la pagina del suo portale dedicata al vaiolo [nota 1], quello umano; dal confronto tra le due versioni si possono individuare le aggiunte, le cancellazioni o le trasformazioni del testo e quindi formulare delle congetture sui moventi che hanno condotto a tale tempestiva revisione. La pagina risulta infatti invariata almeno dal Marzo 2019, come dimostrato dalle copie disponibili sul portale ‘archive.org'[nota 2] e presumibilmente lo è a partire dai primi anni di questo secolo quando sono state fatte delle aggiunte, riferentesi agli attentati al World Trade Center dell’11 Settembre 2001, ad un testo preesistente.

Nel seguito troverete alcuni dei paragrafi affetti dall’aggiornamento, scelti per l’entità della variazione o per la sua pregnanza, nella versione originale seguita dalla corrispondente revisione e da un breve commento; non sempre esiste una corrispondenza diretta tra i paragrafi: in alcuni casi le informazioni sono state cassate, in altri aggiunte oppure sono state distribuite diversamente nel testo.

Originale
Il vaiolo è una malattia contagiosa di origine virale che nel 30% dei casi risulta fatale. L’ultimo caso conosciuto di vaiolo nel mondo è stato diagnosticato nel 1977 in Somalia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato ufficialmente eradicata questa malattia nel 1980.

Revisione
Il vaiolo era una malattia contagiosa di origine virale, dichiarata eradicata nel 1980, grazie alla vaccinazione. È stata una delle malattie più devastanti conosciute dall’umanità e ha causato milioni di morti prima di essere eradicata. Si ritiene che fosse esistita da almeno 3000 anni.

Commento
Notare l’attribuzione dell’eradicazione alla sola vaccinazione, sicuramente fondamentale, e non anche all’insieme delle politiche sanitarie ed igieniche messe in atto per quello scopo; la dichiarazione di eradicazione del 1980: WНА33.3 ‘Declaration of global eradication of smallpox'[nota 3, pag. 1] non contiene alcun riferimento alla vaccinazione ma all’implementazione delle raccomandazioni contenute in una precedente dichiarazione del 1958: WHA11.54 ‘Smallpox Eradication’ [nota 4] rafforzate da una seguente del 1967: WHA20.15 ‘Smallpox Eradication Programme'[nota 5]; la prima delle due elenca una serie di requisiti per lo sviluppo, la distribuzione e la conservazione dei vaccini, l’individuazione di altri mezzi atti allo scopo nelle aree dove il vaiolo persisteva nonostante le ripetute campagne vaccinali, lo studio delle misure per evitare le complicanze dovute al vaccino; la seconda contiene una lista di risoluzioni per favorire il programma di eradicazione: a) eliminazione delle difficoltà amministrative e devoluzione di sufficienti risorse al programma, b) produzione vaccini di adeguata purezza e potenza, c) intensificazione del controllo delle migrazioni interne ai paesi affetti, ed infine d) conduzione di una sorveglianza epidemiologica nelle zone di contagio.
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Originale
Riserve del virus, per motivi di studio, sono mantenute ufficialmente solo in due laboratori in condizioni di stretta sicurezza: uno negli Stati Uniti e uno in Russia. Non si può però escludere che esistano altri depositi di virus, in violazione a quanto prescritto dall’Organizzazione mondiale della sanità. Soprattutto dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, negli Stati Uniti e in altri Paesi del mondo è tornata la paura di una possibile epidemia di vaiolo generata da un deliberato rilascio di virus nell’ambiente.

Revisione
Riserve del virus sono mantenute ufficialmente solo in due laboratori in condizioni di stretta sicurezza: uno negli Stati Uniti e uno in Russia.

Commento
La possibilità di esistenza di riserve clandestine e quella di un loro rilascio intenzionale sono state rimosse, sviando il sospetto che queste cose possano veramente accadere; peraltro anche questi due depositi, nei quali sono confluiti tutti gli altri esistenti, avrebbero dovuto essere distrutti già dal 1993, poi rimandato al 1999; a seguito della riluttanza di Russia e Stati Uniti a disfarsi delle loro scorte, l’Assemblea Mondiale della Sanità ha consentito il mantenimento temporaneo di quelle per scopo di ricerca. La discussione in ambito scientifico sull’opportunità di distruggere questi ultimi depositi del patogeno si è articolata nei due decenni scorsi tra chi propone di eliminare il rischio che comporta la ricerca in corso sul vaiolo e chi sostiene che le scorte possano essere utili nello sviluppo di nuovi vaccini (per cosa, per il vaiolo che è eradicato da quarant’anni?), farmaci antivirali (avverso quale virus?) e test diagnostici (idem). Un’indagine condotta nel 2010 per conto dell’OMS, ha concluso che non vi sia alcuna essenziale questione di sanità pubblica che giustifichi Stati Uniti e Russia a mantenere riserve di quel virus [nota 6].
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Originale
Allo stato attuale, non c’è nessun motivo perché la vaccinazione antivaiolosa venga reintrodotta.

Commento
Questo paragrafo è stato espunto: sembrerebbe non essere più così certa l’assenza di motivi per la reintroduzione della vaccinazione antivaiolosa.
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Originale
Il contagio avveniva per contatto diretto tra le persone oppure tramite i liquidi corporali infetti o gli oggetti personali contaminati come abiti o lenzuola. Un comune veicolo di contagio erano la saliva o le escrezioni nasofaringee delle persone malate che mettevano a rischio chiunque fosse vicino.

Revisione
La trasmissione dell’infezione avveniva per contatto diretto o indiretto con il virus presente nelle lesioni cutanee, o attraverso la diffusione di goccioline respiratorie emesse con la tosse e gli starnuti.

Commento
Saliva e muco nasale, già contemplati tra le modalità di contagio, vengono adesso rappresentati nella loro versione ‘cinetica’, più congeniale ad un loro utilizzo pandemico.
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Originale
Il periodo di incubazione della malattia, durante il quale non si manifestano sintomi, dura da 7 a 17 giorni. In questo periodo raramente avviene contagio, che invece comincia alla comparsa dei primi sintomi (febbre, malessere, emicrania, dolori muscolari e talvolta vomito). Questa fase può durare da 2 a 4 giorni ed è caratterizzata da alte temperature. Successivamente compare una eruzione cutanea molto caratteristica, consistente in piccole macchie rosse, ed è questo il periodo in cui i malati sono più contagiosi. La comparsa delle macchie può durare circa 4 giorni e comincia dalla lingua e dalla bocca. Quando le macchie della bocca si infettano diventando vere e proprie ulcere, nuove eruzioni cutanee interessano tutta la pelle, a partire dalla faccia fino alle braccia, le gambe e poi le mani e i piedi. Solitamente l’intero corpo viene ricoperto di macchie nel giro di 24 ore. Quando compare l’eruzione cutanea le febbre scende e la persona comincia a sentirsi meglio. Nel giro di 3 giorni, però, le macchie si trasformano in vescicole purulente. Contemporaneamente la temperatura sale di nuovo e rimane alta finché le pustole non cicatrizzano, diventando crosticine che cominciano a squamarsi e si staccano.
Nel giro di 3 o 4 settimane dalla comparsa dei sintomi, la maggior parte delle pustole si è seccata e comincia a staccarsi dalla pelle, lasciando su di essa una cicatrice profonda, nota come butteratura. La fase di contagio cessa con la caduta di tutte le crosticine.

Revisione
Il vaiolo si presentava generalmente con una caratteristica eruzione cutanea. Il periodo di incubazione della malattia durava da 7 a 19 giorni (media 10-14 giorni). Il periodo prodromico, della durata di 2-4 giorni, era caratterizzato dalla comparsa improvvisa di febbre elevata (40 °C), malessere, cefalea, stato di prostrazione, grave lombalgia, dolori addominali, e talvolta vomito, un quadro clinico che ricordava l’influenza. Dopo 2-4 giorni, la febbre diminuiva e si sviluppava un’eruzione cutanea molto caratteristica, consistente in lesioni individuali contenenti virus infettivo che progredivano attraverso stadi successivi di macule, papule, vescicole, pustole, quindi croste che cadevano dopo 3-4 settimane. Le lesioni apparivano prima sul viso e sulle estremità, compresi i palmi delle mani e le piante dei piedi, e successivamente sul tronco (distribuzione centrifuga). Erano ben circoscritte e allo stesso stadio di sviluppo in una determinata area. Molti sopravvissuti al vaiolo hanno cicatrici permanenti su vaste aree del corpo, in particolare sul viso.

Commento
Sono state espunte tutte le informazioni relative alla tempistica della contagiosità; altrove si dichiara sommariamente che questa inizia coi primi sintomi e termina col distacco delle crosticine. Viene aggiunto il termine ‘sopravvissuti’, di chiara valenza evocativa.
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Originale
Il vaccino antivaioloso è tuttora composto da un virus simile a quello del vaiolo, il virus Vaccinia di origine bovina. Il vaccino contiene il virus vivo e per questo la vaccinazione dev’essere effettuata con molta cautela per evitare una diffusione del virus a zone del corpo lontane dal punto di inoculo. Inoltre, il vaccino ha molti effetti collaterali.
La vaccinazione antivaiolosa garantisce una elevata immunità contro il vaiolo per 3-5 anni, dopodiché il livello di protezione decresce. Se una persona è nuovamente vaccinata, l’immunità dura più a lungo. Storicamente, il vaccino si è provato efficace nel prevenire l’infezione da vaiolo nel 95% delle persone vaccinate. Si è dimostrato efficiente anche a contatto già avvenuto, purché somministrato entro pochi giorni dall’esposizione al virus.

Revisione
Il vaccino antivaioloso utilizzato per eradicare la malattia è composto da un virus simile a quello del vaiolo (ma meno dannoso), il virus Vaccinia di origine bovina. Storicamente, il vaccino si è dimostrato efficace nel prevenire l’infezione da vaiolo nel 95% delle persone vaccinate. Grazie al periodo di incubazione relativamente lungo per il vaiolo, la vaccinazione entro un periodo di quattro giorni dopo l’esposizione era efficace nel prevenire o attenuare la malattia clinica.

Commento
Le annotazioni circa la pericolosità della vaccinazione sono state espunte, così come le cautele conseguenti ad essa, tra le quali figura quella di evitare la diffusione del virus nel corpo; a questo proposito va notato come la vaccinazione contro il vaiolo non avvenisse per inoculazione tramite un ago ma per scarificazione, ovvero praticando una incisione superficiale con una lancetta a due lame. Sull’esistenza di cospicui effetti collaterali rende testimonianza la stessa World Health Assembly che, nella risoluzione WHA33.4 ‘Global smallpox eradication’, immediatamente seguente la dichiarazione di eradicazione, chiede urgentemente di interrompere la vaccinazione generale, mantenendola esclusivamente in essere per i ricercatori a rischio [nota 3, pag.2]:

“The Thirty-third World Health Assembly … URGES, in particular, the immediate implementation of the recommendations on the discontinuation of smallpox vaccination except for investigators at special risk”
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Originale
In reazione alla vaccinazione possono comparire febbre, mal di testa e irritazioni su tutto il corpo. In qualche caso però si manifestano complicazioni gravi che possono arrivare fino alla morte. In passato, circa 1000 persone ogni milione di vaccinati per la prima volta presentavano qualche tipo di reazione al vaccino, come allergie o sintomi di tossicità, o, in qualche caso, una diffusione del virus in tutto l’organismo. Nella maggioranza dei casi non si trattava di condizioni a rischio elevato. Le persone con maggiori probabilità di effetti avversi sono quelle che hanno diverse malattie della pelle (eczemi, dermatiti) o quelle con sistemi immunitari indeboliti (chi ha ricevuto un trapianto, chi sta subendo un trattamento per il cancro, i sieropositivi, i malati di cuore). In tempi più recenti si stanno studiando le correlazioni, verificate in qualche caso, tra la somministrazione del vaccino e l’emergenza di problemi cardiaci (attacchi di cuore e angina). Negli anni ’60 e ’70, quando la vaccinazione era in uso, furono riportati rari casi di infiammazione cardiaca.
Con la nuova ondata di vaccinazioni negli Stati Uniti, in seguito al programma speciale del governo Bush attuato a partire dall’autunno 2002, è stato possibile evidenziare con maggiore precisione l’esistenza di complicazioni cardiache conseguenti la somministrazione del virus. Degli oltre 25 mila civili statunitensi, quasi tutti operatori sanitari, vaccinati negli ultimi mesi, poco meno di una decina ha riportato problemi di cuore e in due casi (a fine marzo 2003) le persone sono morte. Tra il dicembre 2002 e la fine di marzo 2003 sono stati vaccinati oltre 325 mila militari americani. Circa 1 su 20 mila ha manifestato problemi di infiammazione cardiaca. I problemi si sono verificati solo in persone che ricevevano il vaccino per la prima volta.

Revisione
La vaccinazione può causare reazioni avverse incluse eruzioni cutanee, febbre e mal di testa. In alcuni gruppi di persone, in particolare le persone immunocompromesse, le complicanze del virus vaccinale possono essere gravi e anche mortali (in 1/milione di persone vaccinate). Data l’eradicazione, la vaccinazione di routine contro il vaiolo è stata sospesa nel corso degli anni ’70 e ’80 in tutti i Paesi occidentali. Negli Stati Uniti l’ultimo caso di vaiolo si è avuto nel 1949 e la vaccinazione è stata interrotta nel 1972. In Italia, la vaccinazione è stata sospesa nel 1977 e ufficialmente abrogata nel 1981. Oggi sono disponibili nuovi vaccini (di seconda e terza generazione) più attenuati e non replicanti, approvati per usi specifici da diverse autorità regolatorie nazionali. La vaccinazione è raccomandata per il personale di laboratorio che lavora a contatto con il virus vaccinia o altri virus orthopox in strutture di riferimento o di ricerca specializzate.

Commento
Viene sostituito il tasso di incidenza di reazioni avverse di ogni tipo, pari a 1000 su milione, con il tasso di incidenza di reazioni avverse gravi o letali, quest’ultime presumibilmente pari a 1 su milione; è stata eliminata la casistica dei fattori di rischio per reazioni avverse, come quelli assai ampi delle malattie cutanee e delle immunopatie; espunta anche l’associazione tra la vaccinazione e l’insorgenza di cardiopatie. Eliminata completamente la dimostrazione dell’esistenza di complicazioni cardiache conseguente la vaccinazione nei militari Usa, pari a circa 50 casi su milione. Infine viene enfatizzata l’esistenza di nuovi vaccini, più attenuati, di seconda e terza generazione; a questo riguardo la pagina sul vaiolo è stata nuovamente aggiornata il 26 Maggio con la sola eliminazione della menzione della seconda generazione di vaccini, lasciando il riferimento solo alla terza.
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Originale
Dopo l’11 settembre 2001 il governo statunitense si è allertato contro il rischio di un attacco bioterroristico. Ha quindi cominciato a produrre nuove dosi di vaccino per essere in grado di immunizzare la popolazione americana nel caso di una nuova epidemia di vaiolo e all’inizio di dicembre 2002 il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha offerto la possibilità ai cittadini americani che lo desiderano di vaccinarsi contro il virus del vaiolo. A fine marzo 2003 sono stati vaccinati oltre 350 mila americani, tra civili appartenenti alle istituzioni sanitarie e militari impegnati in azioni di guerra in Iraq. Dopo che si sono verificati alcuni casi di reazione alla vaccinazione, le istituzioni sanitarie americane hanno pubblicato delle Linee Guida per dare indicazioni ai medici sull’opportunità di sospendere la vaccinazione in persone che presentano condizioni cardiache e che, quindi, possono correre rischi finché gli effetti collaterali della vaccinazione non saranno esplorati più a fondo. L’Italia possiede oggi 5 milioni di dosi di vaccino antivaioloso che attraverso le diluizioni possono arrivare a 25 milioni di dosi. Tuttavia, date le complicanze possibili, il ministero della Salute sconsiglia una vaccinazione estesa alla popolazione in assenza di pericolo imminente.

Commento
Tutto il paragrafo è stato espunto: la ‘Guerra al Terrore’, mai conclusasi, non viene citata; vengono così cassate le dichiarazioni sulle complicanze possibili e sulla scarsa conoscenza degli effetti collaterali dei vaccini, quelli nuovi ed attenuati, di seconda e terza generazione.

Come riportato in un altro articolo su questo portale, con impressionante tempestività è stata aggiornata anche la analoga pagina del NHS, il servizio sanitario nazionale britannico, e parimenti è in corso una ‘battaglia’ di aggiornamenti e controaggiornamenti, 17 in meno di due settimane, della voce ‘vaiolo’ su Wikipedia [nota 7].
Cosa si sta apparecchiando a nostra insaputa?

PEGASO
Tratto dal post del forum di Comedonchisciotte.org
Pubblicato da Tommesh
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Archivio modifiche della pagina web https://www.epicentro.iss.it/vaiolo/
PAGINA ORIGINALE – 04 Aprile 2022 (formato PDF)
PAGINA CON AVVISO DI AGGIORNAMENTI IN CORSO – 20 Maggio 2022 (formato PDF)

NOTE:

Nota 1: https://www.epicentro.iss.it/vaiolo/
Nota 2: https://web.archive.org/web/20190301000000*/https://www.epicentro.iss.it/vaiolo/
Nota 3: https://apps.who.int/iris/handle/10665/154893
Nota 4: https://apps.who.int/iris/handle/10665/88784
Nota 5: https://apps.who.int/iris/handle/10665/89474
Nota 6: http://www.who.int/entity/csr/resources/publications/WHO_HSE_GAR_BDP_2010_4/en/index.html
Nota 7: https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Vaiolo&action=history

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