La Svizzera boccia con un referendum il “Green Deal” ed il “Riscaldamento globale”.

scenarieconomici.it

di Giuseppina Perlasca

Il Green Deal alla prova del voto svizzero viene messo in soffitta, anzi mandato a quel paese. Nell’unico paese in cui i cittadini sono chiamati ad esprimersi direttamente sulle politiche energetiche e le cosiddette politiche climatiche, questi mandano al diavolo i partiti e bocciano una legge già scritta dal parlamento. Concretamente, gli elettori hanno respinto tutte e tre le parti di una legge con votazioni separate: sulla CO2, sui pesticidi e sull’acqua potabile. Il voto ha respinto la misura con una maggioranza non ampia, ma sufficiente, 48% a 52%, e, per un certo verso, è stato il riproporsi del voto della città, o meglio delle ZTL progressiste, contro il voto della campagna. Non si può però parlare di un voto dei vecchi contro i giovani, anzi è l’esatto opposto: il 60% 70% degli elettori fra i 18 ed i 34 anni ha votato contro tutte e tre le parti della legge ecologica.

Questo voto è molto indicativo. Nelle ultime elezioni politiche i verdi avevano avuto un risultato lusinghiero per un partito quasi nuovo, con oltre il 13%, ma un conto è votare i Verdi perché sono di moda o parlano in generale di ambiente, una cosa diversa è accettare i sacrifici economici che le loro politiche vengono a comportare. Quando si è trattato di votare una tassa sui combustibili fossili e sui biglietti aerei gli elettori hanno mandato il cambiamento climatico a quel paese. Inoltre il voto è stato ben lucido e mirato e non alla carlona contro il governo: due iniziative, la prima per dare maggiori poteri al governo federale per combattere la crisi economica post Covid, ed il secondo per maggiori poteri alla polizia contro il terrorismo, hanno avuto l’approvazione di una larga maggioranza dei votanti.

Tra l’altro la Svizzera comporta solo lo 0,1% delle emissioni di CO2 mondiali, mentre è noto che qualsiasi accordo senza India, Cina ed i paesi del Sud Est asiatico sia solo una perdita di tempo e di denaro.

Il voto è importante perché è l’unica volta in cui un paese europeo ha liberamente votato su questi temi, portati in palmo di mano dai governanti, soprattutto se non devono rispondere direttamente al corpo elettorale. Potrebbe anche essere indicativo di un certo atteggiamento nelle prossime elezioni tedesche. Il verde piace finché è retorica, ma nessuno gradisce che gli mettano le mani nel portafoglio.

Fonte: https://scenarieconomici.it/la-svizzera-boccia-con-un-referendum-il-green-deal-ed-il-riscaldamento-globale-soprattutto-i-giovani-contrari/

Pubblicato il 21.06.2021

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Cincinnato
Utente CDC
25 Giugno 2021 11:19

Non comprendo l’entusiasmo. L’individuo vota per il proprio interesse anche se questo va contro l’interesse della comunità. Il problema è che l’interesse della comunità coinvolge, nolente o volente, ogni singolo individuo. La nostra costituzione prevede che non si possano indire referendum abrogativi di norme fiscali. Il motivo è evidente. Penso che si dovrebbe inserire anche per le norme di tutela ambientale. L’alternativa, in ultima istanza, sarà un regime autoritario. E a livello internazionale gli scenari che si prospettano non sono tranquillizzanti. Se ogni paese applica al proprio interno una legislazione che scarica sugli altri il problema ambientale prevedo nuovi motivi di conflitto in un ipotesi di governo mondiale. Naturalmente logicamente autoritario. Produttore.

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