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LA SINISTRA ITALIANA CHE NON HA FUTURO. PERCHE' NON HA PASSATO

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

E’ una calda domenica d’estate, afosa e noiosa. Il che può indurre a derive narcisistiche. Da cui la scelta di estendere pubblicamente una confessione intima della mia esistenza.

Ieri notte, a letto, chiacchierando con la mia compagna, a un certo punto le ho detto, con disperata sincera amarezza: “Io odio la sinistra italiana, li odio davvero tutti. Io sono uno di sinistra, da sempre. Come me la metto?”.

E’ il paradosso della mia esistenza, sezione passione civile. Per il momento non ha soluzione.Mi auguro che questa confessione venga condivisa da qualcuno, mi farebbe sentire meno perverso. Altrimenti, va bene uguale. Vi invidio nelle vostre sicurezze.

Mi sono interrogato a lungo sui perché la sinistra italiana sia la più squallida d’Europa e del mondo occidentale. Vado spesso a spulciare nei siti e bloggers della sinistra democratica, di cui mi fido, in Germania, Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Spagna, Portogallo, Olanda, Argentina, Usa, Colombia, Peru, Uruguay. Leggo cose diverse, opinioni molto spesso contrastanti, su alcuni aspetti discordo, su altri concordo, ma l’aspetto per me –in quanto italiano- più avvilente e triste consiste sempre nel dover registrare l’esistenza di una notevole intelligenza attiva, priva di vanità e narcisismo auto-referenziale. Usano argomentazioni elaborate e pertinenti alla loro specifica situazione locale. Come mai? Perché loro sì e noi no? Qual è la differenza tra loro e noi?

Soltanto gli italiani sono mitòmani. Questa è una caratteristica della nostra etnia che è chiaramente borderline: si eccita e si risveglia soltanto quando arriva la necessaria scarica di adrenalina socio-politica nell’intravedere l’orlo del precipizio (vero) che li fa arrapare tutti (per l’appunto “the border”, da cui il nome diagnostico); a quel punto, si viene presi da una intensa eccitazione che provoca di solito, come ogni bravo psichiatra sa, delle inconsulte reazioni ciclotimiche le quali, inevitabilmente, portano (quando va bene) verso una specie di apparente equilibrio ma che la stessa sinistra provvederà poi a squilibrare totalmente per riavvicinarsi a passi da gigante verso il proprio suicidio. Quando va male, invece, sfociano in derive inconsulte, popolate di allucinazioni, fantasmi, isterismi che producono un comportamento collettivo patologico.

Mi sono chiesto. “come mai?”.

Che cos’è che da noi, non va?

Ho chiesto anche ad altri di cui apprezzo l’intelligenza e cultura. Ho ricevuto diverse risposte, nessuna delle quali mi ha mai soddisfatto. Vi propongo, quindi, la mia.

Rispetto alle altre nazioni civili occidentali, la sinistra italiana ha un ritardo (se va bene) di circa 60 anni, davvero molto. Se lo traducete in tempi storico-sociali, sarebbe come dire che un francese si accorge che c’è stata la rivoluzione e hanno ghigliottinato il re soltanto nel 1849. Si accorgono che hanno scoperto l’America nel 1552 e ancora non sanno che la scienza è stata in grado di spedire un uomo sulla Luna e riportarlo indietro. Ecc,ecc.

Che cos’è che ha provocato questo ritardo che altri non hanno?

La realtà è complessa e quindi le concause sono innumerevoli. In teoria.

In pratica non è così.

Io ho identificato un elemento che ci rende unici. Ahimè, in negativo.

Ed è il seguente: “l’incapacità di assumersi la responsabilità socio-psico.economico-culturale delle tragedie vissute collettivamente–quando esse si verificano- e di conseguenza la propria totale incapacità al limite della idiozia di poter elaborare il lutto”.

Gli italiani non hanno mai elaborato il lutto. Non ne sono capaci. Come i bambini piccoli che non capiscono (nel caso il nonno muoia all’improvviso) che cosa sia accaduto. Quando c’è qualcuno che spinge verso l’elaborazione del lutto (necessario per poter progredire, questo è il senso dei funerali, dei pianti, degli strazi e delle celebrazioni; finite le quali si va avanti con la vita) ebbene, il malcapitato viene silenziato, eliminato, sottaciuto. Siamo un’etnia che vive in un perenne stato di rimozione collettiva, condannati da se stessi a questo Alzheimer sociale, a una beata amnesia di massa che non consente di vivere la realtà in maniera lineare, come “progresso” (nel senso di andare avanti creativamente per costruire una società migliore) bensì ci condanna a una lettura della realtà circolare: “dovunque e comunque si spinga in avanti, si ritornerà giocoforza al punto di partenza”. Quindi, non è possibile essere progressisti. Non è possibile perché è inutile. Socialmente non si viene identificati, né riconosciuti. Tantomeno ascoltati.

Per poter rialzare la cresta, e cioè “diventare progressisti” è necessario elaborare il lutto. Una volta esaurita l’elaborazione, si chiude quel capitolo e si procede verso il futuro.

Gli italiani sono cresciuti dal 1946 al 2012 passando da un Falso a un altro Falso.

Quindi, tutta la realtà politica degli ultimi sessant’anni è stata arbitrariamente falsificata. Tant’è vero che gli italiani sono l’unica etnia del pianeta che ha perso una guerra mondiale “a sua insaputa”. La doppiezza togliattiana (squisita ipocrisia clerico-comunista) si è sposata ed è andata a nozze con la doppiezza della borghesia rampante destrorsa (squisita ipocrisia clerico-.fascista) che ha sempre mostrato il proprio muso duro –quando lo ha fatto- in maniera sotterranea, clandestina, ambigua, vedi stragi varie, complotti, tentativi di golpe, assassinii di varia natura. E’ l’unica nazione d’occidente in cui, negli ultimi 60 anni, la magistratura non è stata mai in grado di identificare i colpevoli e i responsabili di stragi, di omicidii eccellenti, ecc. Ogni tanto qualche sicario finisce dentro. Tutto qui. Ma non esistono mandanti.

La sinistra ha costruito il Grande Falso negli anni’50. Adorato e accolto con trionfo (clandestino) dalla destra e dalla Chiesa. Spingendo il popolo italiano a interiorizzare il concetto e l’idea che, in realtà, il 25 aprile 1945 gli italiani hanno concluso la guerra vittoriosamente: FALSO.

Gli italiani hanno provocato una guerra, l’hanno combattuta con ferocia (come tutti) l’hanno persa determinando un disastro tragico. Ma nessuno glie l’ha detto.

Non aveva interesse a farlo la Chiesa, altrimenti sarebbe stata costretta a provare la complicità di Pio XII con Adolf Hitler. Lo stanno facendo santo con applausi da parte della sinistra italiana.

Non aveva interesse la destra, altrimenti avrebbero dovuto processare, giudicare e incarcerare i responsabili fascisti divenuti nel 1946 democristiani, liberali, alcuni addirittura socialisti e comunisti. Come ad es. (tanto per dirne uno) l’esimio prof. Carlo Tullio Argan, storico dell’arte, grande sindaco comunista di Roma, il quale nel 1943 venne promosso a direttore generale del minculpop (ministero della cultura popolare) nonché direttore generale delle belle arti, fascista, razzista, che compilò per i maggiori Kappler e Priebke l’elenco completo delle opere d’arte private italiane da dirottare in Germania, il 50% delle quali svanite nel nulla. Nessuno ha mai pensato di fargli una domanda. In compenso accolsero la sua domanda di iscrizione al Partito Comunista nel 1947.

Non aveva interesse la sinistra, altrimenti, nell’elaborare il lutto, si sarebbe spiegato che il fascismo godeva di consenso autentico, che gli italiani amavano sul serio Benito Mussolini, che erano entusiasti di massacrare civili inermi, che erano stati appoggiati dallo stesso Togliatti con il suo celebre manifesto del 1936, e che essere fascisti apparteneva a una parte vera e autentica dello spirito italiano. Riconoscere l’autenticità di questa matrice, parlarne a viso aperto, con furioso spirito critico, poteva essere fondamentale –nell’accettarla- per “rigenerarsi in una auto-educazione evolutiva e risanatrice” e comprendere che la struttura mentale del fascismo porta inevitabilmente alla soppressione della democrazia prima, del garantismo poi, all’abolizione dello Stato di Diritto, e infine alla guerra e alla miseria. Per non ripeterla. La Sinistra, invece, nascose surrettiziamente, agli italiani, il fatto che il paese avesse perso la guerra, trasformando la resistenza in una vittoria. Cosa che non è aderente alla realtà. Così, il popolo italiano è cresciuto pensando (e qui ha posto le basi della propria essenza da mitòmani) che la guerra l’avesse vinta. Che era stata una grande vittoria di popolo. Che gli italiani avevano fatto la rivoluzione contro il fascismo e l’avevano abbattuto perché avevano capito. FALSO. Il 25 luglio del 1943 il fascismo è stato mandato in pensione dai fascisti, questa è la verità storica. Nello stesso modo ha fatto la sinistra nel 1993 quando è crollata la Democrazia Cristiana, accogliendo nel proprio seno i transfughi, senza avviare neppure una discussione aperta su che cosa era stato ed era per gli italiani, cercando di comprendere le ragioni del fatto che per 50 anni il popolo avesse votato per quel partito. Così, nel 1989, quando è crollato il comunismo sovietico, la sinistra ha steso un velo pietoso sulle complicità italiane con quel sistema di potere, pensando che cambiando nome e sigla, si sarebbe potuto fregare la Storia. Così hanno fregato il popolo. Emblematica la frase di Indro Montanelli del 1998 “L’Italia è l’unico paese capitalista al mondo dove il comunismo non è mai caduto”.

Penso che dobbiamo ricominciare dal 1946.

Perché noi, stiamo ancora lì.

L’Italia è un paese clerico-fascista, che vi piaccia o non vi piaccia.

Aveva ragione Pier Paolo Pasolini.

Seguitare a pensare che sia una nazione evoluta e democratica significa perdurare nel Falso e non aiutare le giovani generazioni a dotarsi di strumenti adeguati per comprendere e quindi “poter essere progressisti”.

Un solo esempio storico di una cultura lontana dalla nostra, ma ben più matura ed evoluta: il Giappone.

E’ accaduto nell’agosto del 1985 quando Ronald Reagan andò in Giappone per commemorare i 40 anni dal lancio delle bombe atomiche. Gli americani avevano chiuso l’accordo con i russi per abbattere il comunismo di lì a tre anni e avevano iniziato a lavorare insieme per smantellarlo. Si andava, quindi, alla costituzione di un Nuovo Ordine Mondiale. Reagan arrivò con una grandiosa sorpresa. Andò dall’Imperatore e da bravo americano che non capisce niente gli disse qualcosa del tipo: “sono passati 40 anni, siamo amici e alleati di ferro, ormai di voi ci fidiamo; il mondo sta cambiando. Quindi, ho il permesso del governo e dei miei generali, di proporvi di rivedere il trattato del 1945. Potete ricostituire il vostro esercito e noi ritiriamo le nostre basi. Che ne dite? Non è una meraviglia?”. Gli americani pensavano così di vender loro armi spingendo il Giappone a una gigantesca spesa per militarizzarsi. Dopo due giorni di consultazione con il governo l’imperatore rispose: “grazie, siete dei coccoloni. No. Non vogliamo. Abbiamo appreso la lezione, Noi non vogliamo armarci. Esiste ancora, ed è troppo forte nella struttura mentale giapponese, una sottesa idea di predominio militare che noi vogliamo invece addormentare finchè non l’avremo eliminata per sempre. Preferiamo tenerci i soldi per costruire infrastrutture”. Gli americani tornarono a casa pensando che i giapponesi erano pazzi e non sapevano fare il business. In compenso, la Toyota, la Nissan e la Mitsubishi (considerata allora un nulla rispetto alla poderosa industria automobilistica statunitense) strappò le concessioni governative per costruire automobili in Usa, occupando manodopera locale. Gli americani accettarono entusiasti. Quattro anni dopo avevano steso le automobili americane che in Usa nessuno voleva più acquistare e dal 4% arrivarono al 45% del volume complessivo di vendite.

Ma i giapponesi hanno elaborato il lutto. Così come hanno fatto i tedeschi. Nella primavera del 2011 quando l’Europa e gli Usa hanno deciso di attaccare la Libya senza motivo, la Germania disse loro: “noi non partecipiamo e non vogliamo avere niente a che fare con questa storia, non vogliamo partecipare a guerre colonialiste di sapore imperiale che possano produrre nefasti contraccolpi in Germania. Ci asteniamo e ci mettiamo in una condizione di neutralità”.. L’Italia ci è andata con cipiglio fascista, con la stessa identica idiozia con la quale nel 1936 andò in Etiopia. Quale sarebbe la differenza? Quale lezione ha mostrato il paese –soprattutto la sinistra- di avere appreso?

Un altro esempio più recente di sapore spettacolare.mediatico ma utile per comprendere.

15 giorni fa all’europeo di calcio, in finale, la squadra nazionale di calcio ha perso per 4 a 0 giocando come dilettanti allo sbaraglio. In un paese normale, la reazione sarebbe stata A) prendersela con i giocatori al grido di “siete degli atleti miliardari, vergognatevi non sapete fare il vostro lavoro” oppure B) “Prandelli è un allenatore che fa schifo, ha mandato in campo gente decotta, non sa fare il suo lavoro”. E invece, sono diventati tutti eroi, protagonisti di “una esperienza straordinaria, unica, davvero una prestigiosa vittoria del collettivo” parole testuali dette da Prandelli e sottoscritte anche da Napolitano. Anche in questo caso, una sconfitta è stata trasformata in una vittoria, e questo fa incorporare un Falso.

E’ ciò che mediaticamente, in maniera subdola e criminale, sta facendo il management del PD con Mario Monti. Ci sta facendo perdere tutte le partite internazionali per 4 a 0 e ci vengono a dire che si tratta di gigantesche vittorie del collettivo.

De che?

L’Italia clerico-fascista sta affondando l’Europa. Lo fa attraverso Mario Draghi e Mario Monti.

Perché stupirsi che Silvio Berlusconi ritorni in campo dato che non ne è mai uscito e conosce a menadito questo paese?

Non è un caso che la vicina Francia (loro la guerra l’hanno vinta) che ben conosce la perversione ipocrita dell’Italia dato che noi li abbiamo pugnalati alle spalle il 10 giugno del 1940, comincia a prendere sempre di più le distanze dall’Italia.

In questa nazione clerico-fascista, i media parlano del nuovo asse Hollande-Monti. E’ Falso. Non c’è nessun asse. Hollande è un nemico di Monti. Si detestano a vicenda. Hanno politiche diverse. Obiettivi diversi. Strategie diverse. Per non parlare del fatto che uno è stato eletto con larghissima maggioranza, l’altro ha fatto un golpe finanziario.

La sinistra progressista, quella che aspira all’applicazione di un modello di socialismo liberale in Italia, è orfana. L’importante è saperlo. L’attuale modello di regime proposto da Monti/Passera con l’appoggio di Bersani/Casini/Berlusconi è un modello clerico-fascista, ben interpretato e rappresentato dalla Bindi, Letta, Franceschini, che non vogliono il riconoscimento delle unioni di fatto, che non vogliono il riconoscimento delle coppie tra gay, che non vogliono tassare il clero né meno che mai la finanza vaticana, e che stanno attuando una politica mediatica persuasiva basata su dei chiari assunti di matrice autoritaria che pescano in quella tradizione del fascismo italiano, autentico ed esistente, che agli italiani piace tanto.

Non c’è nessuna differenza tra il ridicolo Mussolini che falcia il grano a petto nudo e il patetico Monti che di corsa si precipita a un convegno di finanzieri miliardari nell’Idaho, unico esponente politico al mondo, perché nessuna persona dotata di pudore vuole oggi farsi vedere insieme a loro.

Qui viene presentato come un successo dell’Italia. Lo dice anche la repubblica.

Dobbiamo rimboccarci le maniche e ripartire dal 1946, cioè tre generazioni fa, per cercare di dar vita a una ipotesi decorosa di progressismo politico.

Altrimenti, attacchi personali violenti come quelli di Casa Pound contro Filippo Rossi, direttore de Il Futurista, diventeranno ben presto norma consolidata.

Io non voglio essere un borderline sociale.

E voi?

Sergio di Cori Modigliani
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it
Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/07/la-sinistra-italiana-che-non-ha-futuro.html
15.07.2012

Pubblicato da Davide

  • GioCo

    Ma per favore!
    “italia” da tanto che se ne abusa è diventata una parola scabrosa in sé!
    Non si riesce mai a sentire qualcuno che dica chiaramente che questo è un paese certamente “finto”, cioé costruto da colonizzatori, com’é successo in tante altre nazioni nel mondo, ma che le persone che vi abitano sono comunuque umani, persone come tutte le altre in questo lurido mondo!
    Basta biasimare e inveire contro “l’italiano”, un costrutto, una maschera da commedia funzionale come pulcinella per descrivere lo stereotipo del napoletano medio che dice tutto e niente, e serve principalmente per non capire.
    Cosa significa “Gli italiani non hanno mai elaborato il lutto”?! Il lutto di che e di chi? Abbiamo oggettivamente una classe politica impresentabile, ma davvero quella ingelse, francese o spagnola è migliore?! Davvero l’erba del vicino è “sempre più verde”? Ma qualcuno ha fatto un analisi di come si vive oggi in America, la mitizzata America? Forse, così come andiamo a cercare con il lanternino chi ha idee e le espone ma fa più figo perchè “Ammerigano”, o comunque non è Italiano (che è già di per se è marchio di sfiga) dovremmo cercale allo stesso modo in Italia, perchè se è vero che ci sono tante persone impresentabili, è anche vero che quelle presentabili restano nell’ombra.
    Inoltre vorrei chiundere con una battuta: se chi è cittadino e si riconosce di sinistra smettesse di blaterare di sinistra e facesse sinistra, allora semplicemente questa poilica impresentabile sparirebbe, anche se i pagliacci che la rappresentano adesso non sparissero fisicamente.

  • ottavino

    Insomma l’autore, dopo lungo preambolo, ci dice che la sinistra serve al progresso dei finocchi…

  • AlbertoConti

    Forse più che non elaborare il lutto non abbiamo elaborato l’occupazione fisica, economica dei vincitori-invasori, finendo per cadere nella sindrome di Stoccolma. Siamo la provincia USA più importante geopoliticamente, un punto fermo che contribuisce non poco a tener su ancora l’impero morente. E ovvio che la nostra “classe dirigente” sia rappresentativa del vuoto pneumatico, che si fa riempire da tutti i peccati del mondo. Ed è pur vero che ci rappresenta eccome, nella nostra patologia esistenziale. Siamo “il popolo che non c’è”, salvo davanti alla TV a guardare lo stesso pallone da 60 anni, e forse più.

  • anventur

    Si.

  • Fabriizio

    Insomma l’autore, dopo lungo preambolo, ci dice che il problema è la Chiesa Cattolica …

    Pensa che io credevo che fossero artefici di questa crisi gli aderenti d’oltreoceano di altri simpatici monoteismi !

    Di Cori – Modigliani evidentemente non la pensa cosi’.

  • Anais

    Lucida analisi, da leggere e rileggere perché ogni capoverso offre più di una riflessione.
    Analisi che esorta anche all’approfondimento storico di quel che è diventata l’Italia, che io non so più definire né Nazione né Paese, e che apre lacune nascoste o evitate della propria cultura: della mia di sicuro, scolastica e obbediente ai dettàmi dell’epoca in cui ho studiato storia e geografia tra le altre materie.
    Negli ultimi tempi sto cercando di capire, di unire i puntini, di assemblare al meglio il nozionismo che ho ricevuto dalla scuola e dall’università ahimé lasciata a metà perché non potevo più studiare e contemporaneamente lavorare senza dormire la notte.
    Mi ritrovo nei pensieri e nei dubbi, nella tristezza e nella rabbia di chi pur essendo da sempre per l’evoluzione e il progresso, per il mantenimento e salvaguardia dei diritti fondamentali dell’umanità ha sempre riposto fiducia alla ” sinistra” e l’ha votata pervicacemente anche quando era evidente che dall’abolizione della scala mobile i cosiddetti partiti dalla parte dei deboli avevano abdicato al ruolo e tradito milioni di persone.
    E’ vero, mi sento di condividere la definizione di Italia clerico-fascista, coadiuvata anzi controllata dalla chiesa cattolica romana che è la più grande S.p.A. planetaria, in barba ai bei discorsi papalini contro il materialismo e il potere

  • vimana2

    Ancora con la boiata di Pio XII collaboratore di Hitler? muahhahahahahaha si è un artico di un SINISTROSO dei tanti…..

  • Nauseato

    Mi ripeterò … ma tantè.

    «E che ne pensa della società italiana ?»

    «Il popolo più analfabeta, la borghesia più ignorante d’Europa» …

    È la domanda di un giornalista e la risposta data dall’intervistato che nel film è interpretato da Orson Welles.
    Tratto da La Ricotta [www.youtube.com], film di Pier Paolo Pasolini, anno 1963.
    Credo che nel succo, tutto o quasi stia in queste poche parole. E per la destra e per la sinistra. Per tutto e tutti.

  • Nauseato

    Be’ … gli “altri” neppure per quello.

  • Anais

    Dimenticavo: vanità e narcisismo auto-referenziale sono fortissimi, mentre debolissima è l’autentica RESPONSABILITA’, cioè saper rispondere in primis a se stessi, dunque elaborare quel che accade e certo anche il “lutto” di una sconfitta pesante come quella della 2^ guerra mondiale, ho letto da qualche parte che stiamo ancora pagando i danni di guerra o manca un anno o poco oltre, mentre la Germania ha saldato i suoi debiti di guerra (se non ricordo male): il che mi aveva acceso una domanda, e cioè visto che Italia e Germania erano le sconfitte dell’ultima guerra….come mai la Germania ha assunto lo scettro del comando? Per chi si muove la Germania? USA-Francia-GB erano le vincitrici e dunque secondo me è probabile che la Germania stia eseguendo qualche ordine impartito…La stessa triade? Può essere, ma il Vaticano c’entra sempre con le guerre, non le ha mai osteggiate, basta approfondire e si trovano i link che riportano a certe sue società di comodo che commerciano in armi, c’è un certo progetto mondiale in questo senso: l’Impero Cattolico Romano…Tedesco?
    Beh non ho mai sentito approfondimenti autentici da nessuna sponda, tutti concordi nel non diradare nebbie e nell’occultare tra migliaia di segreti di Stato verità incredibili

  • Affus

    non un accenno al referendum taroccato del 1946 , manipolato da Togliatti e De Gasperi , dove gli italiani in larga maggioranza scelsero la monarchia,non che io sia un monarchico ….ma ci ritrovammo nella repubblica democratica clericofasciocomunista .
    Le cose bisogna dirle tutte .se le si vuol dire .

  • lucamartinelli

    Certo, aggiungiamo pure che anche le elezioni del ’48 sono state truccate. ma che vogliamo? eravamo servi dalla fine della guerra e servi siamo ancora. tutto il resto della nostra storia è solo una conseguenza di quei fatti. saluti

  • misunderestimated

    Il culo è la xxxx del futuro. Grazie PD, Berlusconi può finalmente dormire tranquillo.

  • misunderestimated

    Tra l’altro secondo l’autore l’italia (e non si riferiva sicuramente ai soli dirittoumanisti al potere) sembra abbia partecipato alla campagna di Libia 2012 con lo stesso slancio di Etiopia 1936. Senza parole…

  • robybaggio80

    Chi si prende la briga di far sapere a Di Cori Modigliani che Hollande non è l’uomo descritto in questo articolo, ma l’ennesimo falsario messo lì al potere dal Vero Potere per tenere a bada un popolo beone, come gli altri, come quello francese? E che la “neutrale” Merkel è una donna molto, molto pericolosa perché profondamente fascista nonostante la maschera da tedescona efficiente e onesta? Ha ragione solo su Prandelli e l’esempio calcistico e sulla non-vittoria dell’Italia della Liberazione. Il resto lascia molto a desiderare. Anche se è (parzialmente) vero che la sinistra in Italia non è mai esistita, gli altri Paesi con una sinistra dal grande passato sono finiti comunque molto male.

  • amensa

    Questo articolo sottolinea brillantemente la mia posizione. Quello italiano è un popolo che non vuole responsabilità. Alla fine della guerra i giapponesi chiesero scusa al loro imperatore per aver perso la guerra. I tedeschi accettarono i processi, chiesero scusa al mondo e chiesero una possibilità di redimersi. Gli italiani appesero il duce in piazzale lotto ed il giorno dopo non c’era più un fascista in giro nemmeno a pagarlo. Capite la differenza ? il nostro sport nazionale è cercare un capro espiatorio cui addossare tutte le responsabilità dei NOSTRI fallimenti. Questa purtroppo è la nostra realtà come popolo.

  • siletti86

    Ahahah!!!! Complimenti: bella questa!!!!!

  • siletti86

    E’ un bell’articolo, ma mi lascia alquanto perplesso su alcuni passaggi!!!! E’ un mix tra cose giustissime (come direbbe l’autore “alquanto elaborate”) e gravi imprecisioni. Secondo me la Verità “sta nel mezzo”.

  • tania

    Ma pensa … E che “slancio” avrebbero avuto le armi chimiche di Graziani ?

  • consulfin

    fossi al cospetto dell’autore, mi piacerebbe chiedergli: perchè occorre sempre fare ricorso alle solite categorie? Che senso ha dire che non ci piace la “sinistra” se in realtà non ci piace la combriccola bersani-letta-ichino-veltroni-…? Hanno il monopolio della sinistra costoro? Posto che la destra debba essere identificata come parte politica che accoglie il capitalista, il fascista, il liberale della mano invisibile ecc. La sinistra dovrebbe raccogliere tutti gli altri e non solo (e non sono) i bersani-letta-ichino-veltroni-… i quali, guarda caso, sembrano promuovere proprio le ragioni della destra. Siamo un paese che, in parlamento (e non nella società) è rappresentato da due destre: una più esplicita (e, per questo, più simpatica) capeggiata dal berlusca e l’altra più spocchiosa e meno organizzata che si fa chiamare sinistra. Non mi sembra però che nel panorama mondiale non ci siano altri paesi nella stesa situazione. Bisognerebbe informare l’Autore che, stando a quanto si legge sui giornali e i mezzi di informazioni che in qualche modo si dicono “non allineati”, addirittura gli Stati Uniti sembra si trovino nella stessa situazione. D’altronde, se uno è il padrone da servire, che sia berlusconi o che sia bersani, sempre gli stessi obiettivi devono perseguire. Può cambiare lo stile, ma non la sostanza. E lo stesso vale per obama o per mccain. è forse una sinistra che piace all’autore quella offerta dal partito socialista greco? o da quello spagnolo? o da tony blair?
    Una delle caratteristiche fondamentali che dovrebbero essere proprie delle persone di sinistra è la scarsa attitudine ad intrupparsi; contrariamente alle persone di destra, non dovrebbero sentire l’urgente bisogno di identificarsi con un capo. Dovrebbero, in altri termini, dimostrare un certo tasso di anarchia. E allora perché identificarsi con qualcuno? La sinistra è ognuno di noi. Io credo di essere di sinistra e sono diverso da bersani e ancor più diverso da fassino. E non li filo proprio quelli del partito democratico (che,lo voglio ricordare, non sono comunisti. Veltroni ha detto che non lo è mai stato). Non li ho mai votati e mai li voterò. Per questo mi sento la coscienza leggera e non me la prendo tanto. Il nostro Di Cori Modigliani li ha forse votati? Con questo articolo vuol forse dirci che si sente responsabile di aver contribuito a far sedere sugli scranni parlamentari personaggi di quello squallore? allora è la coscienza sporca che parla!

    Ma poi, perchè il Nostro si fa chiamare Di Cori Modigliani? Un cognome solo non basta?

  • nuvolenelcielo

    Alla faccia del non fare ricorso alle vecchie categorie… Qui è tutto un: sinistra = buoni, destra = cattivi, un analisi molto moderna, un gran passo avanti… Su “la sinistra è ognuno di noi”… il climax.

  • consulfin

    scusami, ma quello che dici (sinistra=buoni, destra=cattivi) lo hai letto tu ma non l’ho scritto io. eppoi, che ci sarebbe di strano? se fossi convinto che a destra (dove ho collocato fascisti – non credo si possa contestare che i fascisti sono di destra – capitalisti e seguaci del liberismo senza regole. quindi persone che hanno un determinato modo di vedere le cose del mondo e non “buoni” o “cattivi”)… se fossi convinto che a destra c’è del buono, che ci sono programmi e progetti che possano soddisfare i miei bisogni sociali perché diavolo dovrei collocarmi a sinistra? Non ti sembra normale che, una volta fatta una scelta, io la difenda? Almeno fino a quando non mi si presenta l’occasione di cambiare idea lasciami essere partigiano! tu invece hai scelto? o sei nel guado e vuoi restarci in eterno? Se è così prova a vedere cosa scriveva un certo Gramsci a proposito degli indifferenti.
    ad ogni modo, grazie per la considerazione
    M.

  • Noumeno

    Mah, semplicemente in altri paesi se la sinistra non fa la sinistra via a calci nel culo, qui da noi coloro che l’hanno rovinata la sinistra sono sempre li da trent’anni.

  • nuvolenelcielo

    L’ho letto io, perché l’hai detto tu…, come dimostra perfettamente la tua risposta. Comunque fai bene a difendere le tue prese di posizione, ci mancherebbe, ma non puoi metterti a fare un discorso contro le “vecchie categorie”, perché tu sei una vecchia categoria. E nel bel mezzo del guado ci sei tu. Anzi nel bel mezzo di un videogioco. Fai pure il partigiano in assenza di fascismo, buon divertimento

  • Skoncertata63

    La sinistra è esistita eccome. Vorrei tanto che Enrico Berlinguer fosse qui a postare un suo commento e con lui altri politici del partito comunista degli anni 50-70. Loro potrebbero raccontare qualcosa che smorzi il tragico quadro sopradescritto. In Italia la sinistra non esiste più come corpo unico, questo e’ vero, è smembrata in centinaia di liste e movimenti di livello nazionale, regionale, comunale, rionale e individuale. Il de profundis lo abbiamo già ascoltato, il lutto c’e’ ed e’ stato piu’ che elaborato. Io ho speranza che nonostante il Cavaliere del Lavoro (?!?) Silvio Berlusconi vada dicendo che si vuole ricandidare, questo non avverrà. Nel frattempo sono diventati elettori giovani che quando il Cav. Silvio arrivò a Palazzo erano appena nati. Ebbene, io punto su quelli. Punto sui diciottenni di oggi, punto sul loro libero pensiero e sulla loro positività, non condizionata dalla storia dell’ultimo secolo. Loro votano solo chi parla chiaro, chi si mette in gioco, chi li guarda in faccia, e soprattuto votano chi ha una vita personale trasparente e possibilmente un monoreddito. Perchè chi ha la pancia piena non muove un passo per nessuno se non se stesso o un suo familiare…

  • segretius

    pio xii dava ordini al terzo reich, per essere esatti.

  • Skoncertata63

    Mah, questo vale per tutti, sinistra, destra, centro-sinistra, centro-destra e anche per le aree estreme dei partiti: quelli che 30 anni fa erano “radicali” o “estremisti” ora li ritroviamo nelle zone moderate. L’Italiani non sono dei bravi rinnovatori, tendono al riciclo spinto (e non parliamo di rifiuti, purtroppo)

  • Jor-el

    votano?

  • italosvevo

    Pasolini era un grande aveva capito più lui della societa italiana ,quarant’anni fa che noi adesso proprio a causa di quell’ignoranza che obnubila le menti .
    Comunque tutti i partiti comunisti mondiali si sono accodati al carro del
    vincitore più che altro per pigrizia ed un po’ per paura , le molte occasioni per un ripensamento non sono mancate .
    1956-1968-1979 .

  • Gracco

    non vale la pena sprecare tempo per confutare le tue “tesi”, mi basta dire che sei un povero di spirito, intriso di idealismo borghese dalla cima dei capelli alle piante dei piedi…