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IL GRASSO CHE COLA (LA NECESSARIA DENUNCIA DI LUCA RICOLFI )

DI MAURIZIO BLONDET

maurizioblondet.it

Il tipico giovane d’oggi  non  ha che lavori saltuari. Però non si fa  mancare le vacanze, non paga  affitto perché vive coi genitori, dai  quali erediterà la casa in proprietà  –  ha soldi in tasca per andare in 350 mila  a Modena  al concerto di Vasco Rossi  pagando  70 euro di biglietto, e per alimentare lo spaccio – onnipresente, corpuscolare, immenso  – di cocaina, hashish, eroina a scopo ricreativo. 

Vive in un paese  che ha perso il 25% delle sue industrie e  dove  ormai  quelli che lavorano in qualche attività  produttiva sono una minoranza, mentre  la maggioranza “non fa niente”,   ossia né studia né lavora, e nemmeno pensa.  Dove si perdono  saperi scientifici e tecnologici, competenze, qualità della cultura,  ma il giovane tipico – inteso come gruppo sociale  – non si allarma, non si mobilita  per migliorare se stesso e le cose, mettendosi a studiare, a combattere per una società migliore.  Vive di “tempo libero” infinito, deve andare per forza  al pub,  la discoteca è  il suo mondo.

Come mai?  Perché può permetterselo. Lo spiega l’ultimo saggio  – assolutamente essenziale  – di Luca Ricolfi, “La Società signorile di massa”:  vive consumando il grasso che cola  dai genitori e dai nonni.

Un  grasso spesso, soffice,  apparentemente inesauribile. Un ricchezza patrimoniale accumulata dai nonni fra conti correnti, azioni, obbligazioni, casse (prime e seconde) cassette di sicurezza, fondi all’estero  o nel materasso,  valutabile a 11 mila miliardi . Una cifra  superiore a quella di cui dispongono o privati tedeschi inglesi, francesi.  La sola ricchezza strettamente finanziaria (soldi liquidi o liquidabili)   assomma a 4.500 miliardi.

Una cifra astronomica, difficile persino da capire.  Confrontiamola con la spesa pubblica  annua dello Stato:  sugli 800 miliardi.  Non dice ancora niente.  Ricolfi –  il miglior sociologo-economista italiano – fornisce un dato che finalmente ci fa  capire: i giovani italiani hanno “l’aspettativa di eredità” più alta del mondo.  Ogni anno,  250 miliardi del patrimonio vengono ereditati.

Diciamo ancor più semplicemente:  ogni anno, i nonni (o genitori) che muoiono  lasciano ai figli o ai nipoti, un monte complessivo di 250 miliardi l’anno. I nipoti si trovano con questa ricchezza in case e denaro o titoli.  Senza averla guadagnata.

Già  questo dovrebbe mostraci la falsità della “narrativa”  vigente fra i politici di sinistra e fra i grillini, secondo cui  sono i giovani che mantengono i vecchi, che prendono pensioni eccessive, e quindi “rubano il futuro” ai nipoti.  Questo sarebbe vero se i giovani avessero  veri lavori, ossia pagassero i contributi previdenziali sui loro salari e stipendi. Ma come abbiamo visto, il numero di coloro che lavorano è un minoranza. I più “non fanno niente”,  e  spendono da gran signori.

Oltre alla droga, alla discoteca, ai “concerti”  eccetera,  Ricolfi segnala che la spesa del gioco d’azzardo è passata, dal 2003 ad oggi, dall’1,5%  all’8% del Pil.   In un  paese    povero e impoverito, gli italiani spendono 110 miliardi per il gioco d’azzardo, spesso online –  quasi quanto spendono per il cibo, a cui dedicano tante attenzioni: 140 miliardi.

Un consumo da gran signori, il gioco d’azzardo. Uno spreco come la cocaina a quintali, voce importantissima dell’import che i conti pubblici dovrebbero registrare  come passivo, e  stroncare i consumatori come nemici del popolo.

Ciò spiega perché  da noi non ci sono i Gilet Gialli a sfilare per la capitale, che viene sepolta dalla sua rumenta sovrabbondante, altro segno della “società signorile di massa”. Perché un paese, una società tollerano una disoccupazione giovanile del 30%, senza allarmarsi, spaventarsi e imporre politiche di sviluppo.

I giovani non sentono “la durezza del vivere” (come auspicava Padoa Schioppa)  sulla loro pelle, quindi non sentono l’urgenza di migliorarsi con sforzo e energia e carattere per sopravvivere. Sono quindi come sedati. E vivono in mondi di fantasia. Senza il contatto con la cruda realtà.

Ma  perché dovrebbero studiare, sforzarsi, migliorare? L’intera ideologia “permissiva” –  attraverso le mille   voci di pubblicità, spettacolo, sinistra fucsia  –   e dozzinalmente edonista li incita a godersi la vita, a  non impegnarsi in nulla; ora  ci si è messa persino la Chiesa,un tempo predicatrice di una morale rigorosa ed oggi  accoglientista e LGBT.  Sia chiaro che non è una colpa privata e individuale, quella di cui si accusa la gioventù vuota che vive del grasso che cola: è che sono mancati i traguardi, gli scopi a cui tendere, che non possono essere individuali ma hanno da essere collettivi. Indicati da un potere legittimo capace di porli, ed anche di imporli per far vivere l’Italia all’altezza della civiltà, anche nel futuro.

Luca Ricolfi  accusa in modo speciale “Il sistema dell’istruzione e della formazione universitaria”, che  (beninteso con la piena complicità  di famiglie, politici e mass media) hanno  offerto studi sempre più facili  e laureee in “scienza delel comunicazioni” o simili. Al punto che oggi, ci  sono uno  stuolo di giovani “sinceramente convinti di possedere le competenze che i loro titoli  di studio certificano”, mentre invece sono ignoranti. E appunto come i gran signori parassitari dell’ancien Régime  a Versailles  (anche loro grandi giocatori d’azzardo) non lavorano in attesa di ricevere offerte “alla loro altezza”.   E frattanto fanno  il personal trainer, il  passeggiatore di cani e il  dic jockey,

Il pericolo dei politici “signori”

Questa effetto rivela tutta la sua gravità nei politici della nuova generazione, che è salita bene o male al potere – i Salvini come i Di Maio o i Fico. Senza però distinzione di partito, abbiamo appena visto che  Enrico Letta non sa nulla di storia romana.

Quando si è al potere, l’ignoranza è gravissima.  Porta a attuare riforme sbagliate e malfatte come il reddito di cittadinanza e i quota cento. A voler chiudere l’ILVA di Taranto perché inquina, e sostiturla – con la gioia dei tarantini grilleschi – con le coltivazioni di cozze :  un lavoro beninteso a cui i grillini anti-Ilva non pensano di dedicarsi in proprio, perché lo faranno  fare agli immigrati a 1 euro l’ora. Da gran signori infatti (nota Ricolfi) hanno a sostenerli  il lavoro schiavistico, i negri e i maghrebini per fare “quei lavori che gli italiani non voglion più fare”.

Ma questa ignoranza è perfettamente visibile anche nella “sinistra”  che oggi governa coi grillini ignoranti.  Si vede dal fatto che sono incapaci (come lo è Salvini, del resto) di elaborare un  progetto di sviluppo complesso per il paese, una critica costruttiva, informata e competente  dell’euro che ci strangola e dell’Europa  che ci impone ricette rovinose.  Quando li si vede in tv, s’ intuisce che i quarantenni “economisti” non   sanno nulla dell’IRI e  di come funzionava. Né tantomeno di come lo Stato “ stampava moneta senza doversela far prestare dagli usurai internazionali, e con questa ha ricostruito l’Italia dopo la guerra . Certamente alla Bocconi non insegnano né della natura della moneta né della storia economica, dell’IRI e di   Schacht e dei suoi effetti MeFo.

Ora, i quarantenni – Di Maio come Salvini e come i giovini  Letta – non hanno alcuna idea di un sistema industriale, di come deve essere e  di come deve funzionare ed essere creato e difeso.   Di Maio non può che chiamare gli imprenditori “prenditori”, come tutti i grillini del Sud, perché non  conoscono altri imprenditori che i palazzinari loro padri, semianalfabeti, dipendenti dai lavori stradali eterni sulla Salerno-Reggio Calabria. E sono troppo “signori” per mettersi a studiare le industrie del Nord che esportano e funzionano, i loro problemi e la loro natura: hanno già studiato abbastanza.  Salvini, come s’è visto, non legge i dossier.  Anzi non legge niente, e  c’è da aver paura   a un suo ritorno al governo con “pieni poteri”.  Lui e i Di Maio non hanno saputo pensare ad altro  progetto economico che aumentare un po’ i consumi; come, in fondo, Renzi con gli 80 euro.   Gualtieri e i PD al governo che  puntano a far emergere il nero di idraulici e badanti, mentre le nostre aziende spostano la loro sede fiscale in Olanda o Lussemburgo sottraendo al Fisco miliardi.

Ancor  più pericolosa  è  la caterva di “giovani” nella magistratura: gente che non sa di latino e dunque di diritto romano, che ignora la filosofia del diritto ed  ha della legge una idea sommamente rozza e sommaria, da una parte di puro positivismo giuridico, senza  alcuna idea della responsabilità di “fare” giustizia,  dall’altra  l’uso della legge e dei suoi rigori  (carcerazione preventiva, intercettazioni,  manette agli evasori…)  per scopi  di  parte.

Avviene così che la generazione della società signorile di massa sta portando il   paese al declino, in perfetta buona fede, ascoltando capi ignorantissimi come Beppe Grillo con  le loro fantasie di decrescita. Ignoranti che generano altri ignoranti – ma saputi – e consumano, sprecano,  i capitali dei nonni che potrebbero essere   usati  per un grande progetto di rinascita nazionale  – che nessun “dirigente”   con voce in capitolo è in grado di elaborare ed indicare.

Generazione dopo generazione, diventiamo sempre più quel che si dice dei selvaggi: non dei primitivi, ma dei degenerati.

Se c’è una speranza? E’ nei 130- 250 mila giovani italiani laureati  e diplomati che ogni anno vanno all’estero per fare  lavori seri,  che sentono sulla loro pelle “la  durezza del vivere” e  sviluppano nel sacrificio di migranti carattere, cultura e dignità personale.  Quando questo paese avrà finito il grasso che cola – e sarà devastato dai negri e i giovani  dalla droga –  e la generazione di “signori pezzenti” sarà spazzata via dalla “durezza del vivere”  (probabilmente farà la fila alle ASL per farsi somministrare il suicidio assistito di massa, mancante com’è di ogni risorsa spirituale e motivo per vivere) questa è la forza che può ricostruirlo, quando  s’intende un leader vero li chiamerà.

 

Maurizio Blondet

Fonte: www.maurizioblondet.it

Link: https://www.maurizioblondet.it/la-necessaria-dejnuncia-di-luca-ricolfi-sul-grasso-che-cola/

28.10.2019

Pubblicato da Davide

4 Commenti

  1. “La ricchezza patrimoniale accumulata dai nonni… è valutabile a 11 mila miliardi,.” “La sola ricchezza strettamente finanziaria… assomma a 4.500 miliardi” “Una cifra superiore a quella di cui dispongono i privati tedeschi, inglesi, francesi”
    La ricchezza di un nucleo familiare tedesco ammonta a 60.000 euro, quella di francesi e greci è il doppio, quella degli italiani il quadruplo. All’arrivo della prossima recessione che già si fa sentire, saranno i cittadini tedeschi ad essere maggiormente in difficoltà rispetto a francesi, greci e italiani.

    Vorrei far notare che forse non è vero che i tedeschi siano stati agevolati oltre misura dall’euro. L’euro, che per loro è stato un marco svalutato, ha incrementato sì le esportazioni, ma la corrispondente ricchezza di queste esportazioni è “congelata” nei saldi positivi del Target 2, quindi non fruibile, ma soltanto un credito verso la BCE, del quale non si può chiedere il pagamento. La controprova è che i risparmi dei tedeschi sono molto inferiori a quelli degli italiani.

  2. Le élite contano sul fatto che fra poco tempo l’accesso limitato a una tecnologia che sarà fantascientifica (soprattutto in campo biomedico e AI) trasformerà le differenze di classe in differenze sostanzialmente biologiche ossia essere di classi differenti equivarrà a essere di specie diverse
    Col vantaggio che fino adesso alle specie diverse, bue cavallo etc, potevamo insegnare solo compiti elementari
    Tra poco la specie diversa inferiore saremo noi e ci potranno addestrare molto meglio

    Purtroppo per reagire ci vuole spirito di sacrificio, capacità di resistere alle privazioni, creatività…assolutamente impossibile ormai da decenni, non solo in questa generazione particolarmente disgraziata…

  3. Articolo penoso. I giovani di oggi sono vittime della generazione di debosciati nati nel dopoguerra che hanno rovinato il mondo, che giustamente oggi invece di prendersi le loro responsabilità li incolpano di tutto dopo avergli rubato tutto, futuro presente e passato; valori esperienze, saperi antichi, tutto distrutto dalla loro pigrizia e dabbenaggine, pane e marmellata sostituto dalle merendine mulino bianco, libri sostituiti da televisione prima e telefono dopo, gente andata in pensione a 50 anni che prende più di un qualsiasi lavoratore. Lavoro che non c’e più e non ha senso. Casse svuotate, fatiche dei nonni distrutte, tutto per il colletto bianco e la golf nuova ogni tre anni. Ma la colpa è dei giovani. Che proposte ha lo scrivente per i giovani? Avanti, proposte su! Che dopo avergli tolto tutto gli si dà pure la colpa. D’altronde colpevolizzare i giovani è lo sport di sempre. Curioso che poi voi anziani vi dobbiate comprare l’assistenza da stranieri perché i figli, nonostante tutto qualcosa imparano da voi, a prendere i soldi e scappare, fare poco e niente come gli avete insegnato.
    Andare a letto e coprirsi bene, che oltre al ridicolo e alla vergogna non rimane di articoli come questi. Non crediate di essere assolti con queste prese di posizione, non consolatevi, la colpa è vostra.
    La ricchezza astronomica di cui si parla chi l’ha messa via? I giovani? O i cavalieri del lavoro anni 80 e 90 che si son rubati tutto?
    Il grasso che cola chi lo ha accumulato?
    E poi basta, ancora con sta retorica della durezza del vivere da chi si è comprato casa in montagna e casa al mare con lo stipendiuccio e la fatica, ma basta, con gli stessi lavori i giovani di oggi non arrivano a metà mese, voi ci facevate il doppio mutuo, noi a vivere come i cingalesi, fino a sessant’anni in stanze condivise come voi da studenti. Umiliazione ogni giorno, questo deve affrontare chi vuole lavorare oggi. Voi battevate due tasti su un pc1 e vi credevate tutti Steve jobs. Facevate due buchi nella lamiera ed eravate in nuovo Henry Ford. Poi tutto è saltato e il cerino in mano rimane vai figli e nipoti. Umiliazione, ogni giorno. E poi è chiaro che passa la voglia e il mordente, e non si hanno esempi, se non di gente che di coca ne ha pippato e ne pippa ancora-vedi camera e parlamento- dagli anni 60 ad oggi sopra le spider e le barchette. Ma da dove vengono questi figli snaturati che aspettano solo il grasso che cola? Mah. E si permettono pure di parlare di metodo retributivo e contributivo… Voi con trecentomila lire (150 euri) di contributi per una trentina d’anni prendete pensioni da 1500 euro al mese per altri 40. E però a parlare e scrivere articoli così siete buoni sì. Incolpare sempre la parte più debole della catena. Come sempre, bravi.
    E il totale distacco di sta gente dai giovani si nota nel fatto che non si parli mai di come il mercato del lavoro cambi e sia cambiato, si parla di università quando si dovrebbe parlare di nuove tecnologie, marketing, avete mai sentito parlare di Influencer? Roba stramba vero? Eh, continuate a parlare di giovani, ma quelli che non avete distrutto, a cui non avete tagliato di netto le ali e le possibilità, quelli vi dimostrano ancora che possono inventarsi modi di vivere che voi ancorati ai clientelismi e ai modi anni 80/90 di vivere e lavorare non potrete mai capire. Ma biasimare si, ah in quello rimanete i numeri uno. Smettetela di fare figli solo per poi dargli la colpa dopo qualche lustro della vostra pochezza. I tempi duri della guerra hanno generato gente forte che ha creato i presupposti per tempi buoni – quelli in cui i 70/80enn di oggi si sono arricchiti- e dai tempi buoni e’ nata gente molla – i baby boomers nati tra il 45 e il 60 – che ha portato a tempi di nuovo molto duri, e ad articoli come questi e libri come quello in foto. E la gente molla è brava a parlare pontificare criticare, non certo costruire educare essere di esempio. Ma nonostante tutto verrete spazzati via dal sistema che voi stessi avete creato. Rappresentate a pieno il crepuscolo dell’occidente autoreferenziale.

    • Hai ragione nel dire che l’origine è da vedersi nella generazione del dopoguerra, ma qui non si tratta della classica diatriba giovani vs. vecchi.
      La questione non va discussa sulle colpe o sulla mancanza di volontà, ma sui risultati e sui possibili sviluppi degli stessi.

      Più in basso un utente ha postato un link di un esperimento che potrebbe risultare utile all’argomento, la fogna del comportamento —> https://it.wikipedia.org/wiki/Fogna_del_comportamento

      L’esperimento mette in risalto un punto critico in cui un gruppo sociale perde le normali funzioni di sopravvivenza.
      Ora noi non siamo topi ma noto comunque delle similitudini con la situazione attuale.
      Nel nostro caso un punto critico sarebbe ancor peggiore in quanto, per via della diversa capacità riproduttiva (in termini di tempo e numero) rispetto ai topi, non abbiamo nessun modo di recuperare.
      Colpe a parte io vedo una devianza reale e nuova, se non la vedete e non ci credete provate a chiedere ad uno psicologo se ha notato significativi cambiamenti nelle ultime leve digitali.

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