La nave dei folli

AVVISO PER I LETTORI: ComeDonChisciotte continua a subire la censura delle multinazionali del web: Facebook ha chiuso definitivamente la nostra pagina a dicembre 2021, Youtube ha sospeso il nostro canale per 4 volte nell'ultimo anno, Twitter ci ha sospeso il profilo una volta e mandato ulteriori avvertimenti di sospensione definitiva. Per adesso sembra che Telegram non segua le stesse logiche dei colossi Big Tech, per cui abbiamo deciso di aprire i nostri canali e gruppi. Per restare aggiornato su tutti gli ultimi nostri articoli iscriviti al nostro canale Telegram.

di Nestor Halak

ComeDonChisciotte.org

Un tempo gli italiani avevano un grosso complesso di inferiorità nei confronti dell’America (e temo lo conservino ancora), ma allo stesso tempo consideravano l’americano medio un sempliciotto che poteva essere abbindolato facilmente. I napoletani appena “liberati” potevano trattare la “vendita” di un soldato americano ubriaco (cioè dei suoi averi) pur rimanendo loro i veri perdenti. Più tardi li vedevamo turisti ignoranti e danarosi ai quali Totò poteva vendere la fontana di Trevi. Ho come l’impressione che ai nostri giorni la distanza si sia considerevolmente ridotta. La differenza di un tempo, infatti, più che su una maggiore cultura e più profonda comprensione del mondo, si basava sulla capacità di arrangiarsi e sulla diffidenza verso l’autorità ereditata dalla lunga convivenza con una vita dura e difficile. Ma in tempi recenti la nostra vita non è stata affatto più difficile della loro, probabilmente il contrario.

Stamani all’ingresso di un negozio di una catena di elettronica, ho assistito ad un gustoso episodio: due clienti coglioncelli stavano armeggiando con la macchinetta che controlla i pass all’ingresso quando una donna li ha superati per entrare, subito uno dei due l’ha richiamata “signora il grinpass!”. Lei, docile, si è messa in fila, ma siccome non si andava avanti, il coglioncello numero uno ha richiamato l’addetto: “mi scusi, l’apparecchio non funziona!” Quello si è appena voltato: “sì, è guasto, entrate pure se avete il grinpass!”. Eh, sì, cari miei, il popolo è più realista del re. Il grinpass oramai ce l’hanno e lo vogliono esibire, altrimenti a cosa è servito farsi il vaccino? A quanto pare, almeno inconsciamente, l’hanno capito tutti come stanno davvero le cose.

L’emergenza pandemica non è affatto finita nonostante adesso si parli solo di Ucraina, l’emergenza pandemica può finire soltanto con la cacciata di chi l’ha inventata, di chi attualmente detiene il potere e dei loro servi, niente di meno può bastare. Finché non sarà ridimensionato il Potere di Wall Street, di Google, di Microsoft, di Pfizer e della altre corporations, non finirà l’emergenza. Lo vedete da soli, se non c’è il vaccino, c’è Putin e poi, tra pochi mesi di certo torneranno altre dosi, altre varianti, altri vaccini, altre epidemie. Quando l’epidemia non c’è, diventa impossibile superarla. Bisogna distruggere il proiettore che la invia sullo schermo delle nostre vite.

Secondo Di Maio, Putin è un animale (ha parlato lo spirito superiore), secondo i media in coro è un criminale di guerra. Io consiglierei di aspettare per vedere come finisce la guerra, poiché notoriamente per diventare criminali di guerra, la guerra bisogna prima perderla. Avete mai visto un vincitore diventare criminale di guerra? Neppure se lancia una bomba atomica su un obbiettivo civile come il centro di una città popolosa. Anzi due. E Putin, a giudizio di affidabili analisti militari, la guerra l’ha già vinta, certo, deve ancora vincere la pace. Ma ormai ha passato il Rubicone, non si può più tornare indietro: il vecchio mondo del 2019, purtroppo non ritornerà.

Sì, le cose procedono piuttosto a rilento, mi pare che i russi non abbiano troppa fretta e penso che il grosso del loro esercito non sia affatto intervenuto fino ad ora. Mi sa che non sono troppo sicuri che la NATO non si voglia ficcare nel calderone e nel caso, si tengono pronti. Anzi, potremmo persino essere di fronte ad una contro trappola, per così dire, un dare tempo, uno stentare un poco, come ci fosse spazio per un finale alternativo a quello scontato ed un aiuto esterno potesse determinarlo. Del resto la guerra non è tanto tra Russia e Ucraina, ma tra Russia e NATO, ed una sconfitta dell’Ucraina, che allo stato appare inevitabile, è anche una sconfitta per la NATO, chiara e visibile sul palcoscenico da tutto il mondo conosciuto e non la prima, anche se sarà rabbiosamente negata da un apparato di propaganda che non ha uguali. Su questo i russi sono evidentemente inferiori.

In questo senso, mi pare che in Ucraina si giochi il futuro. Ma non sono certo un analista militare e non ho certezze sull’andamento del conflitto. Di certo per vincere non basta semplicemente prevalere militarmente, occorre conseguire gli obbiettivi politici prefissati prima di iniziare la guerra. Gli obbiettivi dichiarati dai russi sono la smilitarizzazione dell’Ucraina, il riconoscimento delle repubbliche del Donbass, ovviamente della Crimea russa e la sostituzione dell’attuale governo con uno neutrale. Più forse qualcun altro meno evidente che dipende dallo scenario che andrà a concretizzarsi. Probabilmente la divisione di quanto resta dell’Ucraina in tre pezzi.

I media continuano a parlare di colloqui e trattative sperando forse che la Russia ceda su qualche punto, ma con simili obbiettivi, su cosa si può trattare col governo Zelensky? Solo la resa incondizionata e un salvacondotto.

È chiaro che l’attuale governo non può avere un futuro, almeno se Putin non perde la guerra. Ma in televisione mostrano cartine, trasmettono discussioni sugli accordi in vari punti, cosa vuole la Russia, cosa vuole l’Ucraina (cioè la NATO), e stabiliscono ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, come fossero loro, povere comparse teatrali, i depositari del diritto di decidere. Io sono un occidentale e sto dalla parte dell’occidente, ma oramai da almeno due anni siamo in balia di pazzi criminali e di dementi al loro servizio, incapaci perfino di fare il loro stesso vantaggio. A quanto sembra, non sono più capaci di vedere la realtà e vivono dentro il loro delirio. Una malattia mentale inguaribile dai fatti sembra essersi impossessata dei più, chi ne è immune guarda sgomento il suicidio in corso e non si capacita.

La nave dei folli continua a navigare a vista da un’emergenza all’altra, senza poterne mai uscire, sempre facendo appello all’emotività del popolo, fabbricando nemici inesistenti, prendendo decisioni scellerate, evocando antichi demoni, inventando realtà oniriche e poi credendoci essi stessi, oramai perfettamente incapaci di orientarsi nella realtà vera, incapaci di individuare i loro veri interessi. Arlequin e la sua banda di demoni passano in televisione sulla barca urlante e suscitano sempre nuove visioni nel popolo. Quanto potremo andare avanti in questo modo senza autodistruggerci?

Guardate l’Europa: dopo due anni di follia pandemica nei quali ci siamo fatti più male possibile, adesso ci facciamo ancora più male con le “sanzioni”, prendendo parte ad una guerra di potere che non ci riguarda e per di più dalla parte sbagliata. Se continueremo a farci guidare da questa elite, la catastrofe è assicurata. Abbiamo già perso la libertà, quel poco di democrazia che avevamo, adesso stiamo perdendo il benessere che tanto faticosamente avevamo raggiunto a partire dal dopoguerra. Per nulla. Per acquisire cosa? Per conservare ad oltranza la supremazia mondiale di un’elite anglosassone?

Inesorabilmente, tutti i giorni, a tutte le ore, la propaganda va avanti. Ogni mezzo di informazione ne è pieno, ogni notabile, ogni personaggio televisivo, ogni cantante, ogni campione sportivo è arruolato e fa la sua parte, ripete pappagallescamente il mantra suggerito, sono tutti d’accordo, nessuna discrepanza. I virologi televisivi che hanno temporaneamente perso le luci della ribalta si rosicchiano le unghie coi camici spiegazzati. Adesso si parla solo dei russi bestiali e dei profughi ucraini, quattrocento andranno in Nuova Zelanda, è quasi nulla, ma c’è sempre l’effetto annuncio. Farebbe di più Bassetti ad accoglierne un paio in casa e tornerebbe a fare il divo. A nessuno viene in mente che mezza Ucraina era già emigrata prima della guerra, chi in Russia, chi in Europa. Neanche l’Ucraina banderista sembra fosse poi questo paradiso in terra, se così tanti fuggivano, ma a nessuna testa vuota tra i “famosi” viene suggerito nulla di simile, perciò nessuno lo dice.

Neanche la palese contraddizione vale a svelare l’inganno. Si può tranquillamente sostenere l’assurdo. In Italia, dove i fascisti non ci sono, almeno come organizzazione politica, si combattono attivamente i fascisti e si dà del fascista a chiunque sostenga che il paese debba avere una sua autonomia e che il governo italiano debba servire innanzi tutto gli interessi del popolo italiano, in Ucraina dove le organizzazioni apertamente fasciste ci sono e fanno parte del governo, si sostengono e si armano per difendere la democrazia e l’autonomia del popolo ucraino, peraltro anch’essa inesistente.

Con un simile sforzo di propaganda si potrebbe in realtà convincere la maggioranza letteralmente di qualsiasi cosa, perfino la più improbabile, perfino la più in contrasto con l’evidenza fisica. Da due anni a questa parte chiunque abbia un dubbio sulle politiche pandemiche o sui “vaccini” è ritenuto dai più un imbecille terrapiattista. Ebbene, se la campagna propagandistica in corso predicasse che la terra è piatta e il sole le gira attorno, con tanto di servizi filmati, di pareri del nostro inviato a New York e di consulenza scientifica di “esperti” nel ramo, in capo a pochi mesi i terrapiattisti diventerebbero la maggioranza. In fondo il sole, apparentemente, gira davvero intorno alla terra e chi potrebbe pensare di stare in piedi sopra un pallone? E quelli agli antipodi, allora, come farebbero a non cadere di sotto? Solo un pazzo può immaginare una simile sciocchezza.

Del resto, per avere la prova che gli uomini possono credere qualsiasi cosa se ben propagandata e se i notabili sono tutti d’accordo, basta leggersi un poco di storia. Prendete le credenze religiose, non le vostre che non sareste obiettivi, ma quelle di una delle innumerevoli religioni altrui o del passato. Non tanto le grandi sistemazioni teologiche che quelle possono sempre essere rese opache e metaforiche dietro i fumi della filosofia, ma quelle spicciole, quotidiane, che la gente crede davvero. Ci troverete le più stupide insulsaggini che pure tutti credevano e che rispettavano a costo di grandi sacrifici. Pensate a quante istituzioni, a quante congreghe di sacerdoti, sapienti e chiaroveggenti hanno prosperato nei secoli grazie ad un poco di propaganda ben diretta e vi accorgerete quanto sia più facile oggi che abbiamo i mezzi tecnici per raggiungere quasi tutti contemporaneamente e la gente non si separa dal proprio dispositivo di indottrinamento, neanche quando porta fuori il cane.

Quello che possiamo fare noi non ancora completamente zombificati, non è tanto proporre una contropropaganda – non abbiamo la potenza di fuoco necessaria – ma insinuare il dubbio: ah, sì, certo, Putin, la mascherina … ma siete proprio sicuri che non vi stiano prendendo per i fondelli?

Nestor Halak

Potrebbe piacerti anche
blank
Notifica di
35 Commenti
vecchi
nuovi più votati
Inline Feedbacks
View all comments
35
0
È il momento di condividere le tue opinionix
()
x