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La CIA usa il Gay Pride della Georgia come un’arma

HENRY KAMENS
journal-neo.org

Chi ha detto che religione e politica non si mescolano? La religione è il salvavita di ogni politico: puoi mentire, imbrogliare e abusare della gente, ma se dici che i tuoi gesti sono motivati dalla religione, tutto ti sarà perdonato. Persino Trump è stato mandato da noi per salvare Israele!

Gli stessi gruppi religiosi sono più che felici di assecondare i peggiori uomini politici, se pensano che potrebbero dare loro maggior rilevanza e facilitare il raggiungimento dei loro obiettivi. Come gli evangelici possano sostenere un uomo come Trump, che ha sempre fatto tutto il contrario di quello che dicono le loro le Bibbie, è una delle più grandi ironie del sistema politico americano. Ma [gli evangelici] lo fanno perché sentono che il suo genere di politica ‘diversa’ dà loro una piattaforma più ampia da cui diffondere il loro messaggio; sono ancora “voci che gridano nel deserto” (Giovanni 1:23), ma se quel deserto è la Casa Bianca, allora potrebbero anche essere ascoltati.

Tutto ciò rende molto più triste il fatto che gli Stati Uniti siano così determinati, proprio per una questione politica, a combattere la religione. Gli stessi fanatici sostenitori della Bibbia che parlano di superiorità morale mostrando in pubblico la loro fede (Matteo 6: 5) non sono disposti a permettere che la religione detti la politica delle altre nazioni.

Ogni volta che la fede alza la testa negli Stati Uniti e nei loro alleati, questa è una brutta cosa, da tagliare alla radice. Ci viene detto che l’Islam è sinonimo di terrorismo, nonostante il fatto che tutti gli studiosi del Corano dicano il contrario. Che l’ebraismo equivale al sionismo, che cerca di minare il cristianesimo, mentre il cristianesimo stesso è una forza negativa che cerca di distruggere i valori secolari, come se ci fossero valori secolari senza un substrato religioso di base.

Ma non è difficile capire il perché di questa presa di posizione. La fede comune e la tolleranza verso le altre fedi sono il collante che tiene unite nazioni e genti. Costituiscono gran parte delle identità individuali e culturali di una nazione, sono ciò che fa credere alla gente di essere importante, e devono essere rispettate ed ascoltate, e non utilizzate unicamente nei ruoli prestabiliti da un potere più forte del loro.

Ricordate quei grandi cortei nei paesi comunisti, dove i partecipanti innalzavano i ritratti dei loro leader e mostravano la potenza militare e la forza della loro ideologia? Questo era l’unico modo in cui questi atei senza Dio potevano tentare di soppiantare la religione: usarne tutti gli aspetti esteriori per cercare di convincere la gente che la loro era l’unica fede, e da questa falsa fede erano stati stati drogati.

Gli Stati Uniti hanno sempre affermato di essere anticomunisti e di voler cambiare questi paesi. Eppure hanno sostenuto tutti i tentativi di “modernizzare” gli ex stati sovietici, e molti altri, eliminando dalla vita politica i valori religiosi e l’identità stessa delle popolazioni.

Questo, ovviamente, significa che le persone non sono veramente libere, ma possono solo scegliere fra le (inadeguate) opzioni che vengono presentate loro. Più grande è il solco che separa la gente dai politici, meno le persone si illudono che la loro classe politica lavori per la nazione, e non per i suoi padroni americani.

Libertà per gli schiavi

Un aspetto della “modernizzazione” che conosciamo tutti molto bene è il movimento per il Gay Pride. La maggior parte (se non tutte) delle religioni considera l’omosessualità, sia maschile che femminile, un comportamento peccaminoso, non consentito ai  credenti (Romani 1:27). Ogni nazione sulla terra è costruita anche su valori religiosi, da cui, a loro volta, originano quelli culturali, quindi, il considerare peccaminosa l’omosessualità è un concetto che fa parte di ogni cultura, indipendentemente dalla tolleranza mostrata verso i singoli gay.

Eppure, da molti anni si assiste al tentativo concertato di imporre un’accettazione sempre più ampia dell’omosessualità, come pratica e come cultura. Nessuno sta sostenendo che gli omosessuali debbano essere perseguitati o subire discriminazioni da parte della legge. Ma la continua promozione dell’omosessualità ha creato un potente movimento politico gay, la cui influenza fa sembrare insignificante, per esempio, quella del movimento delle donne o dei difensori dei diritti delle minoranze nere ed etniche.

Un tempo l’omosessualità era considerata una malattia mentale. Questo video degli anni ’50, realizzato da un ente pubblico, riflette gli atteggiamenti ufficiali del tempo. Ma, se qualcuno ora usasse esattamente le stesse parole del film, gli verrebbe subito detto che il matto è lui, visto che non ha la giusta mentalità nei confronti degli omosessuali.

Questi “giudizi clinici” non possono essere entrambi giusti allo stesso tempo, ma ci viene detto che questo atteggiamento è “scienza,” non politica. In un paese prevalentemente laico, questo potrebbe non avere importanza. Ma quando si condannano intere culture perchè la pensano diversamente e si deride la gente perchè non è abbastanza “tollerante,” “moderna” o “illuminata,” lo si fa perchè si ritiene che queste persone siano troppo ignoranti per avere voce in capitolo e che quindi non siano in grado di mettere in dubbio un vero ragionamento “scientifico.”

La Georgia nella mente

Alla luce di quanto sopra, ci si potrebbe aspettare che la Repubblica di Georgia, la capitale dell’Eurasia degli sporchi trucchi della CIA, sia in prima linea nella lotta fra la difesa delle tradizioni nazionalie l’idea che qualcun’altro ha della “modernità.” Infatti è proprio così: tramite USAID, NED e altre ONG di facciata, gli Stati Uniti finanziano da tempo gruppi che si oppongono, nel nome del Gay Pride, alle istituzioni religiose della nazione.

La Chiesa Ortodossa Georgiana è sempre stata un faro di identità nazionale, anche per i non religiosi o per i seguaci di altre fedi. I membri delle religioni di minoranza in Georgia (in gran parte islam, ebraismo e ortodossia armena non calcedoniana) si identificano come Georgiani all’interno di una religione minoritaria e riconoscono di buon grado che la maggior parte dei loro compatrioti georgiani appartengono a quella di maggioranza.

Nel 2010 c’era stata una sommossa all’Università Statale di Tbilisi. Gli studenti avevano protestato contro la messa in vendita un libro intitolato “Santa merda,” apparentemente scritto da un altro studente. Il libro era un vile attacco alla religione che, tra l’altro, equiparava direttamente la preghiera alla masturbazione. Era stato scritto per causare volutamente il massimo dell’offesa e agli studenti non aveva fatto piacere che i loro nomi fossero stati trascinati nel fango, come previsto, per le loro supposte simpatie verso un testo [blasfemo].

In ogni caso, lo studente autore del libro, al momento della sua pubblicazione, era lontano [dalla Georgia] e si stava godendo una vacanza all’estero, ben retribuito da misteriosi benefattori. Il libro era stato difeso da un’organizzazione chiamata Istituto Liberale, che aveva insistito sul fatto che i Georgiani erano stati danneggiati dalla religione e questo testo era un mezzo necessario per farli arrivare alla modernità. Naturalmente, a nessuno sarebbe mai stato consentito di attaccare pubblicamente un’istituzione del “mondo moderno,” come l’Istituto Liberale, nello stesso osceno modo, come avevano scoperto molti dei suoi avversari.

L’Istituto Liberale aveva forti legami con Mikheil Saakashvili e con il suo partito del Movimento Nazionale Unito. Quest’ultimo era stato finanziato dagli Stati Uniti, in modo che consentisse alla CIA di contrabbandare armi e droga in tutto il paese, torturare gli oppositori e sviluppare armi biologiche, tanto per citare solo alcuni dei suoi ben documentati crimini.

Saakashvili, a volte, veniva visto in chiesa, in occasione delle cerimonie di stato, ma passava il resto del tempo ad attaccare questa istituzione. Era stato lui ad introdurre per la prima volta in Georgia le marce del Gay Pride. Queste sono praticamente dei cortei che si snodano attraverso le vie del centro, dove i gay si comportano come eserciti conquistatori, non celebrando la loro esistenza ma il fatto di aver ricevuto il riconoscimento politico di gruppo culturale.

La maggior parte dei Georgiani  si sente a disagio ormai da molto tempo, nonostante sia stato detto loro che si sarebbero “abituati.” Non perché siano anti-gay, anche se questi eventi sono stati spesso caratterizzati dalle violenze dei partecipanti, ma perché si rendono conto di che cosa sta succedendo.

Gay Pride significa attaccare quella religione e quella cultura che hanno tenuto unito il popolo georgiano negli anni più oscuri della dominazione straniera. Significa attaccare i Georgiani per il fatto che sono Georgiani e pensare che questa sia una buona cosa. Se così non fosse, gli Stati Uniti non sarebbero così interessati a promuoverla, quando ci sono molte altre cose a cui potrebbero dedicarsi, come il rispetto per il pluralismo democratico, lo stato di diritto e il miglioramento del benessere materiale della popolazione locale.

Le leggi non possono cambiare tutto

La Chiesa Ortodossa Georgiana ha espresso dure parole contro l’evento gay di Tbilisi, definendo il Tbilisi Pride del 18-23 giugno “assolutamente inaccettabile” e un “peccato di sodomia,” invitando il governo a “non permetterlo.” E’ comunque interessante il fatto che i gruppi Gay Pride all’estero siano ben sponsorizzati dall’USAID e dai paesi europei, anche se, visto che i gay non hanno figli da mantenere, questi eventi dovrebbero autofinanziarsi, se non addirittura produrre un utile.

La gente potrebbe chiedersi perché c’è bisogno di religione. Perché organizzarsi attorno ad un qualcosa che non può essere provato con metodi “scientifici“? Beh, forse è perché lo stesso metodo “scientifico” è stato usato per giustificare le guerre e le uccisioni di cui, di solito, è incolpata la religione stessa. Dietro le attività malefiche si celano calcoli politici mascherati da “ragionamenti superiori” e, più ampi sono i settori in cui applicarli, maggiore è l’accettazione della pratica.

Trump ora vuole che la religione venga insegnata nelle scuole. Lo fa per assecondare la sua base politica. Tuttavia, sostiene anche la depenalizzazione dell’omosessualità nei paesi in cui è illegale.

Chiedersi se l’omosessualità debba essere soggetta a sanzioni penali è diverso dal domandarsi se debba essere promossa e celebrata. Durante le ultime elezioni parlamentari nel Regno Unito, il leader liberal-democratico Tim Farron è probabilmente costato moltissimi voti al suo partito, quando, nel corso di un’intervista, si era rifiutato di dire se, da cristiano, considerasse l’omosessualità un peccato. Anche se in parlamento, da liberale, aveva costantemente votato a favore di ogni misura pro-gay e anti-discriminazione e questo, in termini pratici, avrebbe dovuto essere sufficiente.

Doppio standard

Ma perché Trump vuole interferire nella legislazione relativa agli omosessuali degli altri paesi? Gli Stati Uniti hanno ancora la pena di morte per determinati crimini, molti altri paesi non più. La pena di morte è un principio religioso, se credete ad alcune interpretazioni della Bibbia a cui Trump piace far riferimento per giustificare il fatto che la ignora.

E allora, come mai Trump non chiede agli altri paesi di adottare la pena di morte, o le festività nazionali cristiane, o la monogamia, o qualsiasi altra pratica raccomandata dalla Bibbia? Potrebbe essere che si renda conto che queste misure non servirebbero affatto a criminalizzare i valori di qualcun altro, che perciò non perderebbe voce in capitolo sedendo a quei “sofisticati” tavoli del potere che gli Stati Uniti presiedono sempre?

Alcune persone, alcune volte

La comunità gay non è finanziata dagli Stati Uniti e dai loro alleati che promuovono i raduni del Gay Pride in nome dei diritti umani, al contrario. I gay vengono contrappongono ai loro compatrioti in una lotta per il controllo del potere, una lotta a cui molti di loro non hanno alcun desiderio di partecipare.

La maggior parte delle persone al mondo sono religiose e praticano la loro religione, in misura maggiore o minore. Quando si chiede ad un governo di obbligare i propri cittadini ad abbracciare valori contrari alla religione dominante, si minaccia l’intero paese e si bolla l’intera popolazione come arretrata; è come dire che le aspirazioni di un popolo non valgono nulla.

La religione ha giocato un ruolo importante nello sviluppo storico e culturale di nazioni ed individui. Indipendentemente dal fatto che il cittadino di una particolare nazione sia o no religioso, senza la religione non sarebbe quello che è oggi, e questo è risaputo!

Se le nazioni vogliono crescere e prosperare come entità sovrane hanno bisogno di riscoprire e promuovere i valori popolari, qualunque essi siano. Non è un caso che quando il Regno Unito era al culmine del suo potere, nel diciannovesimo secolo, la Chiesa d’Inghilterra avesse costruito chiese talmente grandi che, al giorno d’oggi, sembrano incongruenti.

L’aggressiva promozione pubblica del Gay Pride, che viene sempre accompagnata da vincoli politici e finanziari, è semplicemente un altro mezzo per ottenere il controllo delle risorse. Quegli stessi politici statunitensi che cercano il sostegno della destra religiosa sono felici di ignorare riguardo a questo tema i principali leader religiosi e ogni altra persona che si metta sulla loro strada. Apparentemente, la prosperità va solo a senso unico, e questo comporta l’esclusione dal flusso dei soldi di quante più persone possibili [e lo fanno] chiamandole devianti.

Sant’Antonio abate ce lo aveva detto tanto tempo fa “Chi ha più potere, Lui o Donald Trump?

Henry Kamens

 

Fonte: journal-neo.org
Link: https://journal-neo.org/2019/06/18/gay-pride-weaponized-by-cia-in-georgia/
18.06.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.