Home / ComeDonChisciotte / La Banda di Lucy Stein è sbarcata a Mosca

La Banda di Lucy Stein è sbarcata a Mosca

DI ISRAEL SHAMIR

UNZ.com

Riuscirà un gruppetto di fanatici di Putin a vincere le elezioni per la Città di New York ?
Chissà, forse senza spargere sangue e facendo poco rumore, potrebbero anche riuscirci. Comunque alle elezioni della scorsa settimana, le forze filo-americane hanno conquistato un terzo dei seggi del Municipio di Mosca.
Uno shock bello forte, leggermente mitigato dal silenzio dei media che ha accompagnato sia le elezioni che i risultati delle elezioni.

Di solito, non mi occupo molto della politica interna russa (a differenza di quella estera). Sono campanilisti, oscuri e non democratici. Questo vale per la politica interna in tutti i paesi che conosco, ma in Russia i partiti non sono nemmeno competitivi tra di loro. La longa manus del Cremlino cerca di gestire il risultato con la stessa sottigliezza che hanno usato i democratici alle primarie con Debbie Wasserman Schultz.

Stavolta hanno avuto un’idea apparentemente brillante: quanto sarebbe stato bello se fossero andate ai seggi elettorali solo poche persone! Perché no, solo quelli che chiedevano espressamente di votare. Così non è stata fatta nessuna pubblicità, zero annunci, zero copertura televisiva. Le persone hanno avuto una vaga consapevolezza delle elezioni municipali e la cosa è stata tenuta con un profilo tanto basso che solo pochi hanno partecipato: poco più del dieci per cento dell’elettorato. Questo cinico sotterfugio si è rivelato un pessimo flop.
A Mosca ( l’unico posto che conta veramente in Russia) i tre principali partiti di opposizione, i comunisti, i nazionalisti e i socialisti favorevoli al Cremlino, sono stati decimati. I loro voti sono stati scippati dai liberali filo-occidentali, quelli “con i geni buoni”, “quei biondini a cui bisogna stringere la mano”, tutti epiteti legati vagamente all’idea che hanno i russi su tutto quello che ha a che fare con un prospero- giudaismo, o con la nomenclatura sovietica ebrea.
Tra i nomi più conosciuti c’è Lucy Stein, giovane giornalista ebrea di una certa notorietà – che ha fatto un calco di gesso dei suoi seni e ha filmato un video di un ragazzino maltrattato dalla polizia di Putin. Un altro nome conosciuto è Maxim Katz, giovane attivista ebreo, che ha organizzato la deposizione di fiori sul luogo dell’assassinio del leader dell’opposizione, Nemtsov, ricavandone probabilmente qualche vantaggio personale.
Questi giovani (tutti sui vent’anni) sono stati guidati da Dmitry Gudkov, parlamentare russo, figlio di un altro parlamentare russo. Questa cosa ci ricorda qualcosa della House of Lords, ma Gudkov-il-Vecchio è un ex colonnello del KGB, oligarca, boiardo di Stato, piuttosto che erede di una carica ereditaria. Quelli di Gudkov hanno fatto una coalizione sciolta con la Yabloko (la Apple russa), un partito liberale di una certa importanza ai tempi di Yeltsin, che si oppone alle politiche di Putin, vuole la restituzione della Crimea all’Ucraina e una alleanza con l’Occidente liberale.

Mentre gli altri partiti non hanno mosso un dito, i liberali si sono premurati di partecipare a queste neglette elezioni e i loro elettori sono andati a mettere la loro scheda nelle urne. Per questo hanno importato tutta la tecnologia americana e uno dei promotori di Sanders, Vitali Shklyarov, uno che è nato in Russia, è andato a mettere in piedi quello che hanno chiamato un “Uber politico”, una app per il web che serve a campionare candidati e per catturare elettori. Oltre al fatto che questi hanno speso enormemente più dei loro concorrenti.

Sta arrivando la Democrazia ? Ma che davvero! Questo è stato un esempio chiaro di vera interferenza (al contrario di quella fantasiosa) nelle elezioni straniere. Mentre l’ FBI – di tutte le prove di cui ha sempre parlato non è riuscita a produrre niente di veramente tangibile sulle interferenze russe nelle elezioni statunitensi – una indagine di Facebook “ha rivelato di aver venduto fino a 150.000 $ in annunci politici tra il 2015 e il 2017 a entità pro-Cremlino”, le interferenze USA nelle recenti elezioni di Mosca sono state enormi, potenti ed efficaci. Le forze filo-americane hanno speso più di sessanta milioni di dollari a Mosca, secondo stime molto caute, ma probabilmente hanno speso molto di più. E i fondi sono venuti dall’estero.

L’idea stessa di una interferenza russa sulle elezioni USA era affascinante ma sciocca. I russi non giocano nello stesso campionato, se si parla di tecnologie politiche. Gli americani stanno molto più avanti, perché sono cresciuti in un ambiente molto competitivo. L’unica possibilità che possono trovare i russi per competere ed avere elezioni oneste, sarebbe usare una tecnologia come quella che usano gli americani, vale a dire entrare in aperta competizione contro le interferenze straniere. Il Cremlino potrebbe e dovrebbe seguire il percorso di ogni dollaro USA spesso dalla banda Stein-Katz e ribattere con la stessa durezza che usano gli americani contro l’interferenza immaginaria dei russi. Ma che vi credete che i russi siano come gli americani? Ne dubito. I wiseguys che hanno manipolato le elezioni per il Cremlino faranno tutto il possibile per non parlarne più e non c’è stato, nemmeno, qualche media russo di una certa importanza che ne abbia parlato, per ordine esplicito del Cremlino.

Abbiamo le prove per sostenere quando parliamo di interferenze USA nelle elezioni russe: una confessione fatta dal coordinatore di Open Russia, organismo politico creato da Michael Khodorkovsky. Questo oligarca – che fu uno degli uomini più ricchi della Russia – si è fatto nove anni di prigione per enorme evasione fiscale, per corruzione, criminalità organizzata e tentato omicidio, uno degli squali più brutali e spietati che abbiano mai nuotato nelle più torbide acque dell’attività e della politica russa.

Khodorkovsky è stato un agente americano che ha usato per molti anni la sua influenza in Russia e dopo essere stato perdonato dal presidente Putin, si è trasferito all’estero ed è diventato il perno di una campagna clandestina guidata dagli Stati Uniti per il cambiamento di regime in Russia. Insieme ad altri oligarchi esiliati (e ricercati), come Nevzlin, che abita a Tel Aviv e Chichvarkin, che abita a Londra, Khodorkovsky è uno che manda pacchi di soldi all’opposizione filo-occidentale in Russia.

Il suo coordinatore Maria Baronova è stata molto vicina a Khodorkovsky, ma da qualche tempo, si è allontanata da lui, nel suo blog di Facebook ammette che “Gudkov e Katz fanno parte di un progetto segreto di M. B. Khodorkovsky” mentre altri elementi dell’opposizione fanno parte di un progetto pubblico di Khodorkovsky. In altre parole, tutta la campagna è stata organizzata da Washington, o forse da Langley.

Come abbiamo appreso su Wikileaks riguardo ai messaggi del Dipartimento di Stato, questo è il modo in cui oggi agisce la C.I.A. per orchestrare i cambiamenti di regime: invece di mandare denaro in una valigia direttamente all’opposizione, usano gli oligarchi come intermediari. Questo procedimento è stato usato in Siria a partire dal 2006, così come fu usato in Libano, e ora viene messo in atto a Mosca.

Il sistema politico post-sovietico russo, che ha messo in piedi la squadra dei capoccioni di Putin, ha una parte di colpa. I comunisti, i nazionalisti di Zhirinovsky e i socialisti di Mironov sono stati umiliati e addomesticati in un modo tanto assoluto da aver perso le palle, la volontà, il desiderio di vincere – e anche i loro elettori. La gente ci si è abituata. Il partito di governo Russia Unita non è meglio; è un clone privo di denti di un inutile PCUS, del Partito Comunista dell’Unione Sovietica che fu smantellato da Gorbaciov e Yeltsin senza nessuna opposizione da parte di milioni di persone aventi diritto al voto. È un partito fatto da persone che vogliono avere potere e privilegi. I vincitori delle recenti elezioni municipali di Mosca non sono solo i figli della nomenclatura “i biondini con la faccia pulita”, ma sono stati scelti dallo Stato Profondo degli USA. Lo hanno fatto usando il know-how americano e il denaro pubblico americano. Questa è stata una interferenza reale e di grande successo, e gli organizzatori sono rimasti a debita distanza.

L’Ucraina era stata governata da un Partito delle Regioni, più o meno come quello al governo in Russia, guidato dall’ On. Victor Yanukovych, il partito è caduto a pezzi dopo il colpo di stato e i suoi membri hanno abbandonano la nave che affondava il più presto possibile.

Anche Russia Unita si dissolverà se le cose andranno male e guarderà impotente Khodorkovsky che entra al Cremlino e probabilmente lo applaudirà. Il 70% che oggi sembra appoggiare Russia Unita, non costituisce nessuna garanzia per una corsa indipendente di Putin. Sarebbe meglio se Putin facesse affidamento su quadri meno imponenti, ma più affidabili e più devoti. Diceva Lenin, “una piccola alice è meglio di un grosso scarafaggio”.

(Questo vale anche per altri paesi, come hanno dimostrato Trump e Corbyn: i loro grandi partiti non sono affidabili, su un partito piccolo affidabile fatto solo da veri sostenitori si potrebbe scommettere meglio.)

I portavoce del Cremlino si difendono, ricordando quanto siano limitati i poteri dei deputati eletti che, per legge, possono avere responsabilità solo per questioni municipali. Tuttavia, non è raro che, in una situazione rivoluzionaria, questi organismi possano gestire un potere ben maggiore. In Francia, nel 1789, il parlamento era stato eletto per essere consulente del re, ma presto assunse tutti i poteri e tagliò la testa del re. Nell’Unione Sovietica del 1991, il parlamento della Federazione Russa aveva ben pochi diritti, in quanto era soggetto al parlamento sovietico, ma si prese tutto il potere e spaccò l’URSS.

Dimentichiamo Navalny e cominciamo a pensare che il prossimo presidente della Russia potrebbe chiamarsi Maxim Katz e che Lucy Stern potrebbe essere il suo ministro degli Esteri. E sarà così, a meno che Putin non saprà fare qualcosa di meglio in occasione delle prossime elezioni presidenziali.

Israel Shamir è raggiungibile presso [email protected]

 

Fonte: http://www.unz.com/

Link: http://www.unz.com/ishamir/lucy-stein-gang-rides-moscow/

18.09.2017

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

 

Pubblicato da Bosque Primario

  • RenatoT

    L’articolo è formattato male. Si vede male sia su Firefox che Chrome.

    • Primadellesabbie

      Usa Safari e clicca sulla funzione lettura (le righette alla sinistra, accanto all’indirizzo).

      • RenatoT

        non sono su Osx 🙂

    • Davide

      Adesso dovrebbe essere a posto, Mi fai sapere?

      • Luigi za

        Si ora formattazione corretta. Uso Firefox

      • RenatoT

        E’ ok ora 🙂

  • DesEsseintes

    Vedi che l’avevo detto che Israel Shamir è pessimista…allora ha ragione PCR?

  • Tonguessy

    I partiti sono inaffidabili? Ma guarda un po’….prima te li rendono inutili (le ideologie sono morte, fine della storia) poi ti dicono che i partiti sono inaffidabili con un certo rammarico, ed ecco il coniglio dal cappello: “Su un partito piccolo affidabile fatto solo da veri sostenitori si potrebbe scommettere meglio”. Tipo il partito comunista americano? Fedelissimi, ne sono sicuro. Purtroppo la democrazia è su base numerica, non fideistica. Vince chi prende più voti. Quindi Shamir ci sta dicendo che i partiti grossi non funzionano, ma quelli piccoli in compenso servono a poco. Ma perchè scrive di queste cose allora? Non sarebbe meglio che parlasse di uragani, riscaldamento globale, alien abduction o qualsiasi altra dimensione dialettica dove esiste almeno un margine di discussione?

    • Truman

      “la democrazia è su base numerica, non fideistica” è un mantra di oggi, abbondantemente sopravvalutato.
      Antonio Gramsci non lo ricordo dedito a fare la conta dei voti, eppure l’onda lunga della sua idea di “partito principe” e di egemonia della cultura del partito sulle altre si dimostrò vincente in ambito democratico. Ho di recente provato a cercare quanto spesso ricorre la parola “mito” nelle “note sul Principe” di Gramsci e non è difficile notare come essa è frequente, anche con riferimento al “mito del Principe”.
      Va forse ricordato che Gramsci era marxista, e non è difficile individuare nel marxismo un mito portante, quello di un lontano futuro comunista in cui ciascuno avrà secondo i suoi bisogni, un mito che a me riappare una rielaborazione dell’escatologia cattolica, del secondo avvento e del giudizio finale.
      Ritornando a Shamir, se lo leggiamo come uno che vede la necessità di un nucleo forte ed affidabile nel partito, un’ideologia coerente che sia propulsiva, la frase può avere senso.
      Una noterella sulle ideologie: secondo me le singole ideologie possono anche morire (anche se di solito resta sempre qualcosa in ideologie successive) ma quando esse muoiono ne nascono altre. Noi abbiamo bisogno di far coagulare le nostre idee in sistemi organizzati, perché le nostre capacità sono limitate. Chiamali sistemi concettuali se la parola ideologia ti sembra usurata, ma comunque si ricreano in continuazione e quando sono cresciuti cominciano a combattere tra di loro.

      • Tonguessy

        Gramsci (come tutti i pensatori della sua epoca) erano intrisi di speranze moderniste. Su quel periodo è calato il sipario. Forse non definitivamente, ma questo lo sapremo solo in futuro. La postmodernità si fonda sulla polisemia, ovvero sulla ridondanza di significati. Oggi “sinistra” è Blair, D’alema e Renzi. Ai tempi di Gramsci questa deriva era impensabile.
        I miti (e gli archetipi) fanno parte del bagaglio dell’inconscio collettivo, e possono avere coniugazioni differenti a seconda del periodo storico.Ma ad un certo punto possono anche venire sradicate quasi completamente da altre narrazioni, più potenti per una serie di ragioni. Per esempio dal sopravvento della matematica, base di ogni (o quasi) interazione sociale di una certa rilevanza che abbia a che fare con la scienza (e tale viene definita anche la capacità di fare proiezioni sul futuro politico di uno Stato, al netto di miti una volta rilevanti).
        Tornando all’articolo: non ho comunque compreso il senso di volere presentare come “indispensabile” il partito piccolo e agguerrito nel moderno quadro delle democrazie. Di partiti piccoli e indispensabili è zeppa la storia d’Italia (il PSI “ago della bilancia” giusto per citarne uno) che poi di colpo sono spariti senza che qualcuno ne sentisse la mancanza.
        Diverso è il discorso sulla narrazione, sull’inconscio collettivo. Ma qui credo che ci stiamo avventurando un po’ troppo oltre…..

  • clausneghe

    Mah, se l’Anticristo cui accennava P.C.R è davvero tanto abile quanto perverso, da riuscire a “incantare” tutto il mondo, non c’è da stupirsi se in questa guerra globale ibrida, infinita e senza limiti che gli Arconti del destino umano hanno lanciato, si usino le tecniche più sottili ma non meno devastanti delle atomiche pur di vincere e prendere del tutto il controllo dell’umanità o meglio di quel che ne resterà.
    Quindi, se Putin è il problema lo spazzeranno via, a nulla servono le esibizioni di forza come la Zapad 2017, il nemico è anche all’interno delle mura del Cremlino, è la famosa quinta colonna. ora ancora più pericolosa. come spiega bene il Shamir.

    • Luigi za

      @comedonchisciotte-e4873aa9a05cc5ed839561d121516766:disqus
      ,, se Putin è il problema lo spazzeranno via, a nulla servono le esibizioni di forza come la Zapad 2017,,

      Però è ben strano, a meno che sia stato un errore di trduzione dal russo, che l’abbiano definita:
      Si chiama ZAPAD 2017 – letteralmente ‘OVEST’ – ed è l’esercitazione
      congiunta con le forze armate bielorusse che simula la neutralizzazione
      di una teorica rivolta armata
      finanziata da un Paese immaginario..
      .

      Link:
      La più grande esercitazione militare
      condotta dalla fine della ‘guerra fredda’: cosa vuole dirci la Russia
      con le sue grandi manovre?

      Esercitazione contro una rivolta non una aggressione armata. Organizzare una rivolta contro Governante che gode del favore dell’80% della popolazione la vedo molo dura.
      Ed allora rivolta dove e da parte di chi?

      • clausneghe

        Ho letto la pagina da te linkata, conoscevo il significato della parola Zapad ma non sapevo che lo scopo strategico sarebbe quello di esercitarsi contro una rivolta armata sponsorizzata da fuori.
        Di fronte ad una Maidan Russa ad esempio, potrebbero ben poco missili aerei e carri armati, come abbiamo visto in Ucraina.
        Putin ha bisogno della fedeltà assoluta, cosa per niente garantita.
        I suoi nemici ne sanno una più del Diavolo, che li consiglia.

  • Primadellesabbie

    L’ho messo qualche giorno va che se inciampa Putin…

    E ci stanno certamente lavorando sodo!

  • Mario Poillucci

    adam israel shamir? Cribbio tre indizi integrano una prova!
    Comunque sia a.i.s. non fatevi illusioni tu ed i tuoi padroni tantomeno soros ed altre forme tumorali interplanetarie! VLADIMIRO ve lo piazzerà SEMPRE in quel posto ove si dice non batta mai il sole! E’ un grande giocatore di scacchi il VLADIMIRO e vi sodomizzerà sempre e comunque e, chissà, vi potrebbe anche piacere!!

  • Gianfranco Attanasio

    La quinta colonna aveva un asset istituzionale in precedenza, tale Medvedev, oggi cancellato ( almeno in Occidente ) dalla figura prepotente di Putin. E’ ben possibile che la prima mossa sia quella di farlo resuscitare politicamente per riassorbire le velleità J. ( lo è anche lui come tanti altri ), depotenziando ogni possibile ‘pericolo’ di un ribaltone proveniente da quella parte.
    Ma questo eventuale ‘ribaltone’potrebbe davvero portare ad un ‘appeasement’ internazionale sulle vecchie basi dell’egemonia USA ? Penso proprio di no. Oramai i giochi sono fatti e l’America è in declino irreversibile. Inoltre, è mia impressione che i ‘Padroni del Discorso’ abbiano scelto un ALTRO CAVALLO: la Cina. Più organizzata sul piano infrastrutturale interno ( il che garantisce profitti a lungo termine facilmente pianificabili e gestibili ), più determinata a gestire socialmente le conquiste economiche ( potenza dell’ideologia comunista ancora in vita ! ), più stabile nella sua dirigenza monolitica è ben possibile che prenda il controllo del pianeta col benplacito e l’aiuto dei cabalisti gerosolimitani. Il liberismo è servito a destrutturare l’Occidente: le spoglie le raccoglieranno altri.

  • Wal78

    Che articolo sconclusionato, un altro che come PCR legge solo le cose come bianco o nero.
    – Innanzitutto va la pena non solo di ricordare ma sottolineare che non erano le elezioni comunali ma dei municipi di Mosca che non hanno alcun potere decisionale, poichè Mosca è una città federale. L’Opposizione liberale in realtà ha vinto nel 22% dei distretti (non un terzo) ma tutto il resto chi l’ha preso intelligentone? L’affluenza alle urne è stata del 14%….questo già dice tutto. Ricordo che per li sindaco di Mosca votò solo il 30%
    – Si dimentica di dire che ci sono state le elezioni dei governatori , tutte vinte da uomini del Cremlino. E i liberali vanno in giro cianciando entusiasti per aver vinto 22 distretti di Mosca
    – Che a Mosca ci sia un terzo dell’elettorato (come a San Pietroburgo) che vota i liberali è noto da tempo. D’altronde non si può pretendere che tutti votino un unico partito, sarebbe ridicolo. Ma le elezioni politiche sono tutta un’altra cosa.
    – Smetterei di ritenere i Russi degli idioti come la stragrande maggioranza degli occidentali. Dopo la caduta dell’Unione Sovietica la popolazione russa è molto più vaccinata rispetto alla propaganda politica in confronto a noi.
    – Della “democrazia” intesa come elezioni i russi se ne fottono altamente. Quello che i russi vogliono è un’autocrazia, non gliene frega assolutamente nulla di andare a votare in continuazione e su qualsiasi cosa. Alle elezioni presidenziali e governative partecipano sempre in tanti (perchè li sta il controllo del potere), alle parlamentari e comunali sempre in pochissimi
    – Dubito seriamente che qualunque partito che abbia come programma la restituzione della Crimea, il cedere alle richieste occidentali, l’indebolimento internazionale della Russia possa esprimere un presidente col supporto del popolo. Nemmeno Navalny parla di restituire a Crimea, ma di che parlate?
    – Khodorkovsky non conta una mazza. La quinta colonna in Russia era ampiamente rappresentata da Medvedev e Ukulayev. Ukulayev è ora in carcere per tangenti, Medvedev ha una popolarità bassissima e Putin ha lasciato che Navalny lo attaccasse pesantemente
    – Il Partito delle regioni in Ucraina era sostenuto prevalentemente dall’Est del paese (il paragone con Russia Unita non c’entra per niente)

  • Trollerball

    Israel Shamir ci sta dicendo anche altre cose importanti.
    Parla di Michael Khodorkovsky, oligarca ebreo senza scrupoli che negli anni novanta si era impadronito della Yukos, rimasto in carcere dieci anni e poi rilasciato da Putin. La sua storia la trovate qui:
    http://www.lettera43.it/it/articoli/politica/2013/12/20/mikhail-khodorkovsky-profilo-dellex-boss-di-yukos/106456/
    Questo tale, Michael Khodorkovsky, sta ora finanziando due giovani ventenni ebrei, Lucy Stein e Maxim Katz, a suon di milioni. Il metodo è lo stesso sperimentato da Soros in tutto il mondo. In questo caso non si chiama Open Society Fundation, bensì Open Russia. Michael Khodorkovsky lavora insieme ad altri oligarchi esiliati (e ricercati), come Nevzlin, che abita a Tel Aviv e Chichvarki. Entrambi sono ebrei.
    Shamir parla anche di Vitali Shklyarov, uno che è nato in Russia, anche lui ebreo, tornato a Mosca per mettere in piedi quello che hanno chiamato un “Uber politico”.
    Shamir la chiama banda Stein-Katz, il nome dice già tutto, e pensa che in futuro potranno prendere il potere in Russia, il che significherebbe la fine. Queste sono pedine dell’elite finanziaria globale e stanno lavorando sottobanco, con enormi disponibilità finanziarie, insieme a chissà quant’altra gente, per sottomettere la Russia dal suo interno, cosa che sembra più facile da realizzare, soprattutto quando Putin non ci sarà più. E prima o poi questo succederà. E una volta caduta nelle mani dell’elite finanziaria e dei suoi servitori sarà impossibile risollevarla. Shamir dà per scontato che o prima o poi ce la faranno. Questa convinzione è presente anche in altri suoi post.

    • oriundo2006

      Tu dici ( bene ) : ..”soprattutto quando Putin non ci sarà più’’. Ma è lo STESSO Putin di prima o è stato sostituito da una controfigura ? Pongo la domanda perchè qualche dubbio mi è venuto pure a me, guardando le diverse immagini di Putin degli ultimi anni. Non sembra più lo stesso…e aggiungo che se prima un Berlusconi spesso e volentieri si fiondava a Mosca per consigli, chiarimenti, pour-parler, oggi stranamente non lo fa più da un pezzo. Il dubbio è appunto quello, della sua scomparsa e sostituzione. Tieni però presente che i Russi dopo Putin, ritenuto uomo di dialogo e non uomo ‘forte’ ( parecchi lo vorrebbero assai più determinato ) voteranno Shoigu…e saranno dolori per tutti.

      • Trollerball

        Shoigu è del ’55, Putin del ’52. Non so quante possibilità abbia di succedergli. Non conosco bene la situazione in Russia, e non so chi possa subentrargli, ma o prima o poi la piovra SionUSA riuscirà a mettere le mani sul potere. Soldi, informazione, pedine, paggi, servitori, perfetta conoscenza delle dinamiche che muovono il popolo, grande esperienza. Ha tutte le carte in regola per prevalere. Putin mi pare sia sempre lo stesso. Berlusconi non lo frequenta più perché le due amicizie Putin-Gheddafi gli sono già costate care. E’ più tranquillo ad Arcore, frequenta chi lo può difendere da Vivendi. E poi non può più fare grandi affari con la Russia, quindi non ha motivi per tornare dall'(ex)amico Vladimir. Il quale del resto non avrebbe tempo da dedicargli, visto poi come si è comportato col grande amico Muhammar…

  • cristina cappugi

    Meno male che Putin, noto pivellino, gode dei consigli di Shamir

  • Covpepe

    Non hanno speranze di fare alcuna “rivoluzione” con appena una manciata di voti percentuale a livello nazionale, oltre che l’ostilità dell’esercito e della Chiesa ortodossa.

  • pianista

    Mi permetto di dire che “conservative estimates” è meglio tradurlo con “stime caute”, piuttosto che “stime molto conservatrici”, perché altrimenti sembra che siano stime fatte dalla destra tradizionalista.

    • Truman

      ok, fatto.

      • pianista

        Beh, grazie della considerazione. Non vorrei essere sembrato troppo pignolo, ma mi è venuto così 😛

  • Gianni Iannelli

    il futuro è nelle mani di Dio, intanto oggi rosicate cari (si fa per dire) sionisti

  • Gianni Iannelli

    Diciamo che soros (o il suo metodo) ispira l’azione dei sionisti che vogliono fare le scarpe a putin. Putin lo sa, e quando Netaniau che sente il fiato sul collo dell’iran gli ha chiesto aiuto, Putin gli ha ricordato che i suoi amici ebrei americani e soros stanno tramando contro la russia. E allora che fa netaniau? Stramaledice pubblicamente soros e va a trovare il miglior amico di putin in europa: victor orban. Per quanto riguarda la banda ebrea di mosca, potrà ricevere tutti i dollari che vuole, tanto tra un poco non potrà più spenderli, inoltre avranno ben altro da pensare quando esbollah comincerà a starnutire ai confini di israele