Home / ComeDonChisciotte / L' UNICA CHANCE

L' UNICA CHANCE

DI PIETRO CAMBI
crisis.blogosfere.it

Mi dispiace, perchè l’unica chance di una transizione ordinata e non sanguinosa alla terza repubblica ( o quel che sara’, ehm) ce la stiamo giocando in questi mesi. Nessuno pensi che da noi non possa succedere quel che e’ rapidamente successo in Tunisia.
Sarebbe un grave errore, e sarebbe, dato il contesto storico, una affermazione eccezionale che va contro gli ultimi secoli di storia, anche italica.
Richiederebbe insomma una misura di ottimismo davvero eccezionale e prove straordinarie a sostegno.

Cosi stando le cose coloro a cui è dato il compito di riportare ad un minimo di decenza e progettualità la politica, cosi escludendo automaticamente tutti queli che NON sono genericamente indicati come “radicali” dai media, farebbero bene a costruire un programma all’altezza delle sfide che abbiamo davanti.
Giustappunto un programma “radicale”.Cosi non è, segnatamente, e non ci resta che, nel nostro piccolo, essere testimoni ne passivi ne silenziosi ma proattivi dei nostri difficili tempi.
Il segno, più di qualunque chiacchiera, l’hanno dato i lavoratori di Mirafiori.
Quando la maggioranza delle persone arriva al punto di mettere sul piatto il posto di lavoro, pur di non cedere all’ennesimo ricatto, vuol dire che è davvero con le spalle al muro ed ha già capito che, comunque vada, l’attuale situazione non offre alcuna ragionevole speranza di futuro per le persone normali.

Quando questo succede, ci metta secoli o millenni a succedere, l’esito storico è sempre lo stesso, sotto tutti i cieli ed in tutti i contesti.

Il trepido confronto con gli anni di piombo da parte dei nostri pavidi “decisori” fa capire cosa succede a non studiare né conoscere né, sopratutto COMPRENDERE la storia.

Se la conoscessero/comprendessero avrebbero dovuto ricordarsi di uno scambio di battute famoso:

« C’est donc une révolte ?»
« Non, Sire, c’est une révolution!»

E si sarebbero dati un poco più da fare, al di fuori delle seratine del bunga bunga.

Pietro Cambi

tratto dal’’articolo Cronache dal basso impero
19.01.2010

Pubblicato da Davide

  • stefanodandrea

    Ottimo
    La rivoluzione richiede un crollo e non si accontenta della crisi. Dobbiamo desiderare il crollo?
    “La crisi e il crollo” http://www.appelloalpopolo.it/?p=2610

  • luigiza

    Nessuno pensi che da noi non possa succedere quel che e’ rapidamente successo in Tunisia.

    Infatti io non lo penso, anzi..

  • Truman

    Si, anch’io penso che stiamo entrando (o siamo già entrati) in un periodo potenzialmente rivoluzionario. Ma non tutti questi periodi sfociano in una rivoluzione.

  • terzaposizione

    basterà un aumento del costo dell’happy hour per scatenare la rivolta/rivoluzione?

  • Kiddo
  • Matt-e-Tatty

    Io vedo molta gente che và a sciare e và al mare in estate, molta gente al ristorante e i bar gremiti per l’aperitivo…
    Le persone trovano scritto nei giornali dell’uno o dell’altro parlamentare coinvolto in inchieste sulla mafia ma torna alle urne e rivota per lo stesso partito… poi magari fanno gli scandalizzati per un vecchio laido dal portafogli gonfio che organizza festini con le puttane.
    Ascolto persone che parlano di un Marchionne come di un genio/benefattore e che palano dei lavoratori come di una cattegoria di parassiti, che devono star quieti e che è per il loro bene.

    Sarebbe questo il clima per una rivoluzione?

    La rivoluzione la fanno in luoghi in cui ieri andavano a lavorare e il denaro bastava per comprare da mangiare e poco altro, mentre oggi non si arriva alla 4° settimana o manca quel poco altro (e non parlo dell’aperitivo o della parrucchiera).

  • roberto_fiordaliso

    Anche io come te ci vedo bene e vedo che l’unica cosa che la gente sta chiedendo ora è un maggior potere di acquisto per poter emulare quelli che fingono di contestare, niente più, è tutto ok! 🙂

  • redme

    ..mi sembra un pò semplicistico associare crollo/rivoluzione….la rivoluzione, non rivolta, presuppone un cambio di sistema…una forza politica in grado di supplire immediatamente al vuoto di potere con la possibilita di sostenere scontri militari che inevitabilmente avverebbero…vista la ns situazione cosa avverrebbe in caso di crollo? i poteri sottostanti assumerebbero il controllo: sommariamente le mafie al sud, il complesso vaticano/ avanzi dello stato al centro e la lega/padroni al nord…sarebbe vantaggioso per il popolobue?…avremmo un livello di giustizia sociale superiore?…cmq non succederà un bel niente…mo comincia pure sanremo…

  • Ricky

    Che articolo idiota. L’Italia e l’Europa non sono la Tunisia, in Europa la societá é molto piú complessa, senza idee, morta perché molto piú vecchia anagraficamente e i cittadini hanno molto di piú da perdere rispetto a quelli degli Stati del Maghreb che sono, loro sí, autocratici e dittatoriali.
    Mi fanno tenerezza questi che vedono sempre la rivoluzione dietro l’angolo, senza accorgersi che il cambiamento é giá in atto, ora sembra poco o niente ma porterá in poche generazioni al superamento del capitalismo.

  • Diapason

    Prova a eliminare cocco e mignotte, e vedi che la rivoluzione la scatenano per primi i parlamentari!!! 😀