Jacindamania

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Uno dei tanti mostri generati dal sonno della ragione che avvolge tutto l’orbe terracqueo si chiama Jacinda Ardern ed è il primo ministro della Nuova Zelanda, paese che, assieme alla vicina Australia, ha promosso misure repressive che non hanno precedenti nel cosiddetto “Mondo Occidentale”. Costei, dopo aver scalato i vertici del Partito Laburista (la “sinistra” neozelandese) scalzando politici di lungo corso, è entrata in carica nel 2017 come capo di un governo di coalizione, per poi condurre il suo partito ad una straripante vittoria nelle elezioni dell’ottobre scorso, in cui il suo trionfo sarebbe maturato sull’onda dei “successi” nella lotta alla tremenda malattia. I suoi interventi pubblici sono caratterizzati da un’arroganza che sfocia nell’autoparodia involontaria: ha avuto occasione di  parlare degli effetti avversi dell’inoculazione con il sorriso sulle labbra, mentre in un’altra circostanza non si è fatta scrupoli nell’interrompere una comunicazione ufficiale che stava trasmettendo da casa sua per parlare con la figlia. Quando la Ardern divenne una figura politica di primo piano, tutto il sistema massmediatico ne promosse l’immagine, arrivando a montare addirittura quella che chiamarono la “Jacindamania” . Chiaramente, nella costruzione di questo personaggio rientrano anche dettagli “glamour”, come il suo fidanzamento con un presentatore televisivo che conduce programmi sulla pesca, con il quale la donna non è potuta convolare a nozze a causa dell’emergere di nuove emergenze pandemiche. Jacinda Ardern, checché ne possano dire gli sceneggiatori che ne scrivono la vita, non è uscita dall’uovo di Pasqua, ma dal “Forum of Young Global Leaders”, ovvero il braccio “giovanile” del World Economic Forum, una fucina di maggiordomi, burattini e streghe dalla quale sono usciti tanti “giovani leader” che ora occupano posti di governo nei paesi direttamente controllati dalla cupola globale. Il “modello Jacinda” è esportabile dappertutto: un brivido corre lungo la schiena al pensiero che anche da noi, una volta giocate tutte le altre carte, possano tirare fuori dalla manica un asso come Jacinda Ardern.

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