IT-Alert, l’erosione dello spazio privato

Dopo l'inizio della sperimentazione in varie regioni italiane, domani mercoledì 27 settembre alle ore 12 toccherà alla regione Lazio: tutti gli smartphone attivi saranno raggiunti da un messaggio di test IT-alert, il nuovo sistema di allarme pubblico nazionale.

IT-Alert, l’erosione dello spazio privato

L’introduzione di IT-Alert, il nuovo sistema di allerta della Protezione Civile italiana, rischia di passare relativamente inosservata, come uno dei tanti piccoli cambiamenti che osserviamo disporsi silenziosamente l’uno dietro all’altro, in questi grigi tempi di attesa e di apparente calma piatta.

Pur essendo passato relativamente in sordina, si tratta in realtà di un momento radicale e dirompente, altamente significativo, paragonabile e addirittura superiore per gravità al ben più rumoroso green pass.

IT-Alert è un servizio pubblico di informazione della popolazione sulle emergenze in corso, che viene fornito utilizzando direttamente un bene privato dei cittadini. È equivalente per funzione alla televisione, con cui già da tempo l’informazione pubblica si è introdotta direttamente negli spazi privati. Il televisore, tuttavia, è sempre rimasto un prodotto di consumo non indispensabile alla vita civile, sebbene capillarmente diffuso e velocemente divenuto un importante fattore e requisito dell’omologazione sociale nella società di massa.

L’informazione televisiva, attraverso la quale la percezione della realtà della massa viene raccolta in un singolo canale e uniformata – e ciò, oltre che tramite i notiziari, attraverso la pubblicità e i prodotti di intrattenimento di massa, è già in effetti da sempre sottilmente dispensatrice di ordini e disposizioni, ma la sua fruizione è ancora condizionata all’azionamento di un pulsante.

La novità dello smartphone è che esso non si limita più a essere un prodotto di consumo e un requisito dell’omologazione a livello sociale. Il possesso di uno smartphone non è formalmente richiesto dalla legge, ma ciò non gli impedisce di essere oggi quasi indispensabile al pieno inserimento nella vita civile di milioni di persone. Del televisore si può ancora fare a meno senza particolari disguidi, ma rinunciare allo smartphone, e ancor più alle funzioni di telefono cellulare, espone a una serie di speciali difficoltà e rinunce, che lo rendono ogni giorno di più uno strumento normale della convivenza civile, sempre meno oggetto di consumo e sempre più appendice. Si tratta di una differenza sostanziale, di uno stacco notevole, anche se non per forza è stato percepito. Lo smartphone è, per le sue stesse concrete necessità di utilizzo, sempre appresso al suo possessore, e soprattutto sempre acceso. È chiaro che nel momento in cui lo Stato, all’esito di questo processo di profonda integrazione nella quotidianità di ciascuno, decida di servirsene come di un televisore, cioè come di un erogatore di informazioni ai cittadini, le condizioni di fruizione risultano completamente inedite e capovolte.

Il green pass ha costituito sicuramente un tangibile ribaltamento della base costituzionale dello Stato. Con quell’esperimento si è segnato l’inizio del passaggio dalla struttura dello Stato di diritto, nel quale la sfera privata è in linea generale nella piena disponibilità del singolo, e lo Stato può intervenire con puntuali limitazioni di volta in volta stabilite per legge, alla struttura opposta, tipica degli autoritarismi, in cui il godimento di diritti è possibile soltanto previa autorizzazione statale. Nel primo caso il cosiddetto interesse pubblico o bene comune prevale su quello privato in specifiche circostanze previste dalla legge, mentre nel secondo caso questa prevalenza è la regola. In realtà, a questo ribaltamento dei principi giuridici non corrisponde davvero uno sconvolgimento delle iniziali condizioni di soggiogamento dell’individuo al potere. A ben vedere, già in tutti i sistemi liberali sorti dalla Rivoluzione Francese la libera disponibilità della sfera privata resta tale soltanto in quanto giuridicamente riconosciuta dallo Stato in forma di diritti. Lasciando da parte le considerazioni morali, è un controsenso o un’ipocrisia sostenere che i diritti preesistono all’ordinamento: nella realtà, il riconoscimento dei diritti da parte di un sistema coincide per forza fin dall’inizio con la loro concessione. In termini di rapporti di forza, se il singolo ha goduto di più o meno ampie libertà sulla propria sfera, non è certo mai stato perché egli abbia potuto vantare un certo diritto avente forza propria, ma perché quel diritto, tutt’altro che innato, gli è stato accordato. Quella che sta cambiando, ed è senz’altro un cambiamento della massima gravità pratica, è soltanto la modalità con cui questi diritti vengono concessi, alla luce dell’evoluzione storica che il potere e la società in genere hanno conosciuto dagli albori dello Stato liberale. A parità di soggiogamento, stanno cambiando cioè i correnti principi giuridici a cui la società accetta di conformarsi nel ricevere i diritti.

IT-Alert consegue a questa trasformazione dell’impianto giuridico, ma costituisce un’innovazione molto più impressionante e preoccupante del green pass perché nasce dalle nuove possibilità offerte dalla tecnologia e riguarda innanzitutto le concrete possibilità di ingerenza del potere sulla sfera dell’individuo. Con questo sistema un bene privato, seppure anfibio – già trasformato da semplice bene di consumo di proprietà privata a strumento della vita civile, quindi già caricato di una funzione pubblica e inserito nelle strutture civili, viene utilizzato dallo Stato per inviare comunicazioni istantanee ai cittadini unilateralmente, cioè senza previo consenso. Infatti a differenza della televisione, che richiede l’accensione del televisore, IT-Alert raggiunge ciascuno attivamente. L’avviso consiste in un suono sgradevole e allarmante e in una voce automatica che comunica alcune informazioni, non è possibile ignorarlo e deve essere spento manualmente.

A differenza dei palinsesti televisivi, le comunicazioni della Protezione Civile invadono autoritativamente lo spazio privato del singolo. In questo modo, e soltanto in questo modo, il potere comincia ad avere istituzionalmente accesso a tempi e spazi che in passato non gli era possibile raggiungere. Il ribaltamento dei principi costituzionali introdotto dal green pass anticipa e rende comprensibile e inquadrabile dalla massa questa invasione, garantendone l’accettazione o ammorbidendo la reazione di chi dissente. Dopo avere eliminato il concetto di sfera privata intangibile a livello giuridico, subordinandola giuridicamente al cosiddetto interesse pubblico o bene comune, è possibile passare senza grandi resistenze a una inedita erosione della sfera privata nella realtà. Tutto questo meccanismo avviene naturalmente a livello psichico, prima che fisico. La trasformazione del diritto coincide con quella delle barriere psichiche personali, la conseguente invasione che viene così permessa è essenzialmente psichica. Con IT-Alert, non esistono più uno spazio e un tempo esterni alla dimensione pubblica e alla sua narrazione, essendo la mente di ciascuno costantemente e istantaneamente raggiungibile. La sola possibilità che ciò avvenga è importante per impostare un nuovo modo di concepire la propria vita. Dove possiamo nasconderci, se il potere può raggiungerci ovunque? E se constatiamo che non possiamo nasconderci da nessuna parte, dove sarà la nostra casa, chi diventeremo noi?

IT-Alert si inserisce nel percorso di istituzionalizzazione dello stato di emergenza. Con questo sistema, la psiche di ciascuno resta fin da subito costantemente esposta alla possibilità di essere avvertita del pericolo, è cioè sempre in allerta. Inoltre, esso è perfettamente funzionale alla rapidità e snellezza delgoverno per decreti, fine ultimo di tale istituzionalizzazione: è chiaro che in futuro IT-Alert servirà per aggiornare ciascuno istantaneamente sui nuovi comandi a cui attenersi, a meno di volersi convincere che l’intera macchina sia stata davvero implementata come servizio per avvertire la popolazione dellecatastrofi indicate dalla scarna e improbabile lista fornita dalle spiegazioni ufficiali. Se anche lo si volesse credere, bisognerebbe comunque concludere che il beneficio di un simile sistema non può giustificare l’inversione dell’ordine civile e della vita individuale da esso determinata. Basi valoriali squilibrate portano a riprodurre lo stesso squilibrio nella risoluzione dei problemi, e questo è un errore tipico della vuota pragmaticità di cui è impregnata la nostra epoca.

Anche a prescindere dallo specifico utilizzo per cui IT-Alert verrà impiegato, la profondità del male che questa modalità comunicativa porta alla vita di ciascuno è inedita. Le nuove infrastrutture di videosorveglianza e riconoscimento operano negli spazi pubblici. I sistemi di tesseramento digitale e cittadinanza a punti eredi del green pass costituiscono forme evolute dei classici sistemi sanzionatori, che associano violazione della regola e punizione fisica. Chiunque conosca a fondo la natura del potere non si è stupito nel vedere introdotto il green pass, ma si è impressionato nel ricevere il primo avviso di allerta sul proprio smartphone. Il green pass ha comportato serissime conseguenze nella vita di chi non vi si sia adeguato, IT-Alert può essere apparsa una inutile seccatura momentanea. Ma perdere il proprio spazio di sovranità psichica è un danno che si rivelerà alla lunga ben più grave, e per l’autorità più fruttuoso, della perdita del lavoro. L’autorità non è interessata a privarci del secondo, ma del primo. Nella società del controllo, IT-Alert apre le porte ad altre possibili incursioni nell’intimità del singolo.

Lo smartphone si presta all’istituzionalizzazione delle intercettazioni di massa, le quali renderebbero trasparenti le mura dello spazio privato non soltanto dall’interno, ma anche dall’esterno. Avere rinunciato così facilmente alla privatezza del proprio spazio psichico renderebbe meno insopportabileanche l’installazione di sensori sottocutanei, e infine meno sconvolgente l’introduzione delle tecnologie di trasparenza cerebrale. Il motivo per cui IT-Alert non ha allertato i dissenzienti come avrebbe dovuto, è perché non costituisce un danno diretto per la vita materiale, a differenza del green pass, ma soltanto per quella, più sottile e impalpabile, della psiche. Se io dovessi programmare l’introduzione a livello sociale di una novità potenzialmente sgradita, imparerei dai miei errori e terrei in gran conto questa caratteristica del comportamento umano.

L’invito è naturalmente quello di sbarazzarsi il prima possibile di uno strumento ad oggi pericoloso e inessenziale, magari optando per un telefono cellulare più rudimentale ma più sicuro, oppure di fare altrimenti in modo che il proprio telefono non sia raggiungibile da IT-Alert.

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Luca, Gruppo studenti no Green Pass Udine

21.09.2023

Fonte: https://studentinogpudine.wordpress.com/2023/09/21/it-alert-lerosione-dello-spazio-privato/

Commenti (53)

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    1. robertocasiraghi 26 settembre 2023

      A me sembra che una prima linea di contestazione di questa modalità invasiva sia denunciare la palese violazione delle norme sulla privacy. Il garante della privacy deve poter arginare questa prepotenza, altrimenti che ci sta a fare? Ogni cittadino deve poter consentire esplicitamente, o non consentire, la ricezione di questi importuni, udito-laceranti e panicogenici messaggi. Chi in questa serie di commenti ha parlato di virus ha pienamente ragione e ci permette di ipotizzare che vi sia stata un'altra grave ed evidente violazione del codice penale, un vero e proprio reato informatico commesso dall'Ente statale che ha inviato sia il messaggio che l'eventuale virus. Come nel caso del covid, saranno gli avvocati sensibili ai diritti civili a mobilitarsi e ad ottenere dei primi risultati. La nostra difesa, immediatamente efficace, consiste però, come molti hanno ricordato, nel tenere un secondo telefonino vecchio stile che fa solo le telefonate come device principale e accendere lo smartphone solo per gli spid e i contatti con le banche. Teniamo comunque presente che dal 2024 una nuova direttiva europea prevede l'obbligo sui nuovi cellulari di avere la batteria sostituibile da parte dell'utente, cosa molto importante perché solo togliendo la batteria si è sicuri non solo di non ricevere più i messaggi di allarme indesiderati ma anche di non poter essere tracciati con millimetrica precisione. Finché la batteria rimane dentro, il cellulare via software potrebbe essere riacceso.

    1. Divoll 26 settembre 2023

      "fare altrimenti in modo che il proprio telefono non sia raggiungibile da IT-Alert."

      E come si fa? Qualcuno me lo potrebbe spiegare, per cortesia?

    2. albsorio 26 settembre 2023

      https://www.money.it/it-alert-come-attivare-o-disattivare-le-notifiche-su-smartphone

    3. Divoll 26 settembre 2023

      Grazie

    1. Astronauta 26 settembre 2023

      “””IT-Alert si inserisce nel percorso di istituzionalizzazione dello stato di emergenza.“““
      Quale emergenza? Intanto l emergenza campi flegrei e vesuvio sembra non esista,nessuno ne parla,ma la gente a napoli le scosse le sente. Non han bisogno dell it alert.
      Nessun pericolo dicono.
      Questi sono pericoli veri invece. E dulcis in fundo la protezione civile a napoli non ha piani di evacuazione perche ….non ci sono strade per far defluire la gente in fuga.

      „““Nella società del controllo, IT-Alert apre le porte ad altre possibili incursioni nell’intimità del singolo.““
      le porte si chiudono se lo smartphone si butta via.

    1. albsorio 26 settembre 2023

      https://www.money.it/it-alert-come-attivare-o-disattivare-le-notifiche-su-smartphone

    1. me-stesso 26 settembre 2023

      Non si può scioperare dallo smartphone.
      Per accedere al tuo conto corrente devi avere l'app. Una volta per accedere al mio conto on line via pagina web era sufficiente avere un generatore di chiavi, ora la banca ha messo a disposizione unicamente l'app per generare le chiavi di sicurezza. Per qualsiasi servizio pubblico devi avere lo Spid, etc etc.
      Non c'è scelta.
      Hanno vinto

    2. Brule 26 settembre 2023

      Ma si può lasciare a casa. E si può avvisare i propri familiari che sono grandi, che se in una città o paese hanno bisogno di contattarci, perchè hanno bisogno di aiuto, devono cavarsela da soli.
      Qui sembra che viviamo tutti sui tepui amazzonici.
      Se uno gironzola sugli e negli Appennini un dumbphone può essere utile (anche se a mio parere è meglio un pennato).

    3. mago 26 settembre 2023

      de piu` un satellitare...scherzi a parte da noi questa settimana 3 fungiatt ci hanno lasciato le penne e le colonne di soccorso e elicotteri in giro a cercarli,in certi casi la tecnologia potrebbe anche aiutarti.

    4. Nonso 26 settembre 2023

      Ora io non so, ma questo è troppo vero, si può lasciare a casa, per poco tempo, un tempo ragionevole. Per poi tornare a prenderlo.

      Quando mi capita di farlo, viaggio davvero diversamente, consiglio a tutti di provare una passeggiata senza: una goduria.

    5. emilyever 26 settembre 2023

      Anch'io lascio lo smartphone a casa che ho dovuto comprare per la app del conto bancario e perchè ho contatti che comunicano solo con wapps, ma esco solo con il nokia.

    6. Astronauta 26 settembre 2023

      Per accedere al conto puoi usare il pc e il codice arriva sul cell,non ha importanza se e‘ smartphone o altro

    7. ducadiGrumello 26 settembre 2023

      io lo lascio a casa: ogni volta (e accade abbastanza spesso) che vado in cantina - fra l'altro lì non prende, tiè; quando vado a spasso col cane o a fare trekking leggero/medio; quando mi capita di uscire a cena.

    8. Divoll 26 settembre 2023

      Io non faccio online banking (e l'ho fatto sapere in banca), quindi la scelta esise ancora.

    9. Fantine 26 settembre 2023

      Si può sempre scegliere.
      È che, come nello specifico (spid, homebanking etc) è difficile.
      E ci vorrebbe maggiore coesione.
      La verità è che il problema non sono loro, o meglio lo sono, ma non riuscirebbero se i più si rifiutassero, non come monadi, ma uniti.
      Perciò, in fondo, il problema non sono loro, il problema siamo noi.

    1. mago 26 settembre 2023

      Mi ricordo quando tempo fa ho comperato un Apple Watch per lavoro ogni tre per due mi diceva e mi dave dei consigli su come fare e migliorare i miei movimenti fino a dirmi quando dovevo andare a dormire e riposare,a parte la possibilità di fare pagamenti io dello smartphone quando smettero di lavorare lo buttero`nel primo Ecocentro vicino.
      Già le app.che devi scaricare sono diventate troppe e perfino dei doppioni inutili.

    1. massimo70 26 settembre 2023

      sono curioso di vedere se , quando sarà il turno della Liguria, il mio Nokia 3320 resisterà alle lusinghe dell'alert o se per la prima volta mi darà una delusione.

    2. Spartan 26 settembre 2023

      Tranquillo. i GSM sono intoccabili. Il mio nokia E66 con sim GSM non ha ricevuto alert di nessun genere

    3. emilyever 26 settembre 2023

      Il mio Nokia 3310 in Lombardia ha resistito. Auguri!

    4. andreabsni 26 settembre 2023

      pure il mio nokia 1208

    5. Divoll 26 settembre 2023

      Spero sia anche il mio caso, allora

    1. Shax 26 settembre 2023

      Stanno testando sempre più il livello di ansia che il popolo può gestire, implementando la strategia covid.
      Non a caso ormai ogni pioggia è allerta, ogni giornata di sole è a rischio ondata di caldo...e ovviamente il sistema non è pensato solo per le allerte meteo/terremoto, ma avrà importanti risvolti anche in ambito sicurezza, soprattutto con un'occidente sempre più aggressivo ed in guerra trasversale contro il resto del mondo...

    2. Brule 26 settembre 2023

      Sì serve solo a terrorizzare una popolazione che si presta per altro al gioco.

    1. uomospeciale 26 settembre 2023

      è arrivato anche a me in veneto quanche giorno fa e faceva un casino tremendo.
      Se uno sta telefonando secondo me gli parte il timpano.

    2. Astronauta 26 settembre 2023

      Chi vende apparecchi acustici ringrazia

    1. AlbertoConti 26 settembre 2023

      Verissimo! Nessuna esagerazione, questa è una mossa tipica da "cavallo di Troia", che prelude a ben altri intrusioni nella vita intima di ciascuno. Aggressioni che la "tutela della privacy" non tutelerà affatto, come tutti i vari "garanti" che non garantiscono una cippa (si tratta di "soluzioni" ideate come al solito dagli stessi che hanno creato il problema).

      Personalmente mi tengo stretto il mio vecchio samsung, una saponetta che fa solo telefonate e sms. Per chi non può proprio rinunciare alle funzioni dello smartphone il mio consiglio è quello di trasferire tutti i contatti telefonici e il vecchio numero su un telefonino tipo il mio, e tenersi lo smartphone con un altro numero, dedicato solo alle funzioni extra-contatti telefonici.

      Del resto che l'uso dello smartphone corrisponda ad una mutazione antropologica è chiaro come il sole, ed è un ottimo esempio della necessità di riflettere sui rischi (sottovalutati) delle nuove tecnologie in rapporto ai benefici (sopravalutati).

      Il 5G attuale e i prossimi 6G e 7G sono sempre più armi militari sdoganate con la caramella ai bambini deficienti, che ci cascano come asini qual sono (e come li vogliono allevare i giostrai del momento).

    1. Jimbo 26 settembre 2023

      In buona sostanza con lo smartphone siamo giá microchippati.

    2. Astronauta 26 settembre 2023

      Il fatto e‘ che uno si microchippa da solo pagando anche per lo smartphone che ti microchippa.
      Poi non bisogna dar la colpa a terzi

    3. Fantine 26 settembre 2023

      Hai ragione, Astronauta.
      E come dice bene @Nonso: "Ti creo il bisogno, poi lo uso contro di te".

    4. Fantine 26 settembre 2023

      È proprio così, Jimbo!

    1. LuxIgnis 26 settembre 2023

      Per legge la possibilità di disabilitarlo dovrebbe essere garantita.
      In effetti sul telefonino si disabilita ma poi si deve vedere quanto sarà vero.
      Domani lo saprò 😁

    2. Jimbo 26 settembre 2023

      In ERomagna l'esperimento venne fatto poco dopo l'alluvione, ero in Toscana.
      Mi é stato detto che a una buona parte non arrivó il messaggio.
      Ma il problema non é se il test funziona, ma se il 100% lo accetta senza porsi un problema, se non c'é uno straccio di societá, un brandello di associazione che si mette di traverso.
      "Ma che vuoi, ti indichiamo la strada per metterti in salvo dall'alluvione.
      Tu sei fermo ai megafoni e agli altoparlanti!".

    3. LuxIgnis 26 settembre 2023

      Ognuno è artefice del proprio destino. A me interessa che si abbia sempre la possibilità di dissentire e rifiutare un qualunque servizio anche se fosse di nobili intenzioni.
      Se questo avviene non c'è nessun problema.
      Se gli altri hanno ancora bisogno di un "papà" e di una "mamma" per indirizzare la propria vita (e sono tantissimi) è un problema loro. Vuol dire che hanno veramente sprecato la loro vita.
      Se devono poi coinvolgermi per forza nelle loro psicopatie allora è un'altra cosa.

    4. Nonso 26 settembre 2023

      Pienamente d'accordo...

      Ma (non parlo di IT-alert) è diverso quando un servizio, anche se di fatto non obbligatorio, è reso obbligatorio surrettiziamente. E il GP insegna. Lo smartphone è questo.

      Cioè, mamma e papà sono guardie armate.

      Ti creò il bisogno, poi lo uso contro di te.

    1. Servus 26 settembre 2023

      Oltre ai problemi sociali e di privacy qui descritti sicuramente dirompenti occorre segnalare che questo IT-ALERT per arrivare a tutti i telefonini con un messaggio personalizzato comprendente anche un bottone di "ok" che non serve ad altro che a chiudere solo temporaneamente il messaggio, infatti ricompare dopo qualche minuto anche spegnendo e riaccendendo il telefono, deve essere inoculato nei cellulari tramite un software apposito, ovvero un vero e proprio virus. Ho infatti provato in tutti modi a spegnerlo e cancellarlo senza risultato, evidentemente ha proprietà particolari specifiche di un software costruito appositamente che bypassa i normali controlli del sistema operativo (Android nel mio caso).
      Non essendo questo Alert una APP scaricata sul telefono di conseguenza risulta che è un virus inoculato in tutti i cellulari.

      Devo segnalare poi che dopo qualche giorno aver ricevuto questo Alert, mi sono capitati anche fatti molto strani come ad esempio questo: alcune foto che avevo inviato tramite whatsapp ad un amico sono state tramesse tutte insieme alle 20:00 in punto ad altri amici; qualcuno mi può spiegare un fatto del genere?

    2. IlContadino 26 settembre 2023

      L'altro giorno mi chiama un amico per andare ad arrampicare, gli dico che sono costretto a passare per via di un dolore al ginocchio.
      L'indomani apro l'app del meteo e compare una pubblicità: "Dolori alle ginocchia? Prova questo rimedio"
      Sono rimasto basito, anche perché non ho fatto nessuna ricerca in proposito, zero.

    3. LuxIgnis 26 settembre 2023

      Non esagerare, si chiamano sincronicità, capita più spesso di quello che si crede e da sempre. 😁

    4. IlContadino 26 settembre 2023

      Sì, può essere, però non è la prima volta che lo smartphone mi fa di questi scherzetti.
      Finché non mi propone la pubblicità del viagra non mi preoccupo più di tanto:-)))

    5. Hero of Sky 26 settembre 2023

      sono accaduti anche a me episodi simili, e non una sola volta. In qualche occasione non avevo proprio detto nulla, solo pensato. Ricordo, un paio di anni fa, stavo pensando una cosa (non ricordo cosa) e sulla barra di ricerca di youtube mi appare come primo suggerimento prima ancora che iniziassi a digitare.

    6. LuxIgnis 26 settembre 2023

      Beh spero che quella non sia sincronicità!
      Comunque io uso poco il telefonino e molto di più il computer. Nonostante ho blocchi popup e adsense di tutti i tipi in alcuni siti escono fuori certe pubblicità che non ti dico.

    7. ducadiGrumello 26 settembre 2023

      è perchè sei un arrampicatore di fama mondiale

    8. sbregaverse 26 settembre 2023

      Ah ecco non sapevo si chiamasse sincronicità vedere una donna nuda e lui che mi diventa duro.

    9. Nonso 26 settembre 2023

      ._.

    1. ducadiGrumello 26 settembre 2023

      comunque, il fatto che sia palese l'intenzione di concentrare così tante funzioni e meccanismi di controllo nello smartphone rende in fondo fragile il progetto: basta non usarlo, o meglio basterà non usarlo quando si riterrà raggiunto un livello non sopportabile di intrusione nella propria vita.

    2. LuxIgnis 26 settembre 2023

      Pare sia salita e di molto la vendita dei "dumb phone", cioè telefoni che fanno solo il telefono.

    3. Jimbo 26 settembre 2023

      Quello é il punto debole ma chi non lo userebbe?
      Quanti aderirebbero a uno sciopero degli smartphone di un giorno ? E di una settimana?
      Comoditá e opportunitá sono il cavallo di Troia.
      Da un certo punto di vista sembra meno violento del Greenkazz ma potenzialmente é persino peggio.
      La cosa che fa piú paura é l'assoluta mancanza di discutibilitá.

    4. ducadiGrumello 26 settembre 2023

      non mi stupisce. Io ho lo smartphone (un modello ridicolo della wiko, quelli a prezzi di saldo) essenzialmente solo perchè alcuni babbei di clienti mi fanno gli ordini con whatsapp, altrimenti penso ci avrei già rinunciato. Cosa che comunque farò quando appunto riterrò non più tollerabile la violazione del mio spazio vitale

    5. uomospeciale 26 settembre 2023

      Bisogna vedere quando questo livello di sopportazione verrà raggiunto, e sopratutto SE verrà mai raggiunto.
      Ormai tolleriamo senza fiatare un tale livello di ingerenza nelle nostre vite private, e abbiamo delegato una tale quantità di potere economico, decisionale e giudiziario al governo da essere praticamente degli schiavi in casa nostra.
      Potrei scrivere un elenco di tutto quello che non possiamo più fare senza dover chiedere un permesso o pagare una tassa, ma mi ci vorrebbero settimane.
      Anche all'interno delle famiglie, nei rapporti affettivi e tra le persone lo stato da decenni è entrato a gamba tesa stabilendo il dare e l'avere a "norma di legge" .
      Per qualsiasi controversia il conto da pagare, e per quanto pagarlo, lo decidono i giudici.

    6. ducadiGrumello 26 settembre 2023

      sicuramente il livello di sopportazione è diverso da caso a caso ed è probabile che qualcuno non arriverà mai al punto di rottura. Io ci sono estremamente vicino.

    7. Divoll 26 settembre 2023

      Basterebbe tenerlo spento e accenderlo solo quando si vuole mandare un messaggio o fare una chimata?

    8. Divoll 26 settembre 2023

      Io credo di averlo oltrepassato. Ho scelto di vivere in una casa singola e separata proprio per non permettere a nessuno di decidere per me, nemmeno su uno spillo, ogni volta che visito i genitori (in condominio) mi assalgono istinti omicidi :-D
      E questo, in piccolo. Figuriamoci per le varie ingerenze "in grande"...

    9. ducadiGrumello 26 settembre 2023

      perfettamente comprensibile

    10. ducadiGrumello 26 settembre 2023

      sono più o meno in questo stadio in effetti. L'idea adesso è comprare un vecchio Nokia da usare durante il giorno, poi alla sera spostare la sim sullo smartphone e vedere se c'è qualcosa da ruscare coi clienti

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