IT-Alert, l’erosione dello spazio privato

Dopo l'inizio della sperimentazione in varie regioni italiane, domani mercoledì 27 settembre alle ore 12 toccherà alla regione Lazio: tutti gli smartphone attivi saranno raggiunti da un messaggio di test IT-alert, il nuovo sistema di allarme pubblico nazionale.

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L’introduzione di IT-Alert, il nuovo sistema di allerta della Protezione Civile italiana, rischia di passare relativamente inosservata, come uno dei tanti piccoli cambiamenti che osserviamo disporsi silenziosamente l’uno dietro all’altro, in questi grigi tempi di attesa e di apparente calma piatta.

Pur essendo passato relativamente in sordina, si tratta in realtà di un momento radicale e dirompente, altamente significativo, paragonabile e addirittura superiore per gravità al ben più rumoroso green pass.

IT-Alert è un servizio pubblico di informazione della popolazione sulle emergenze in corso, che viene fornito utilizzando direttamente un bene privato dei cittadini.
È equivalente per funzione alla televisione, con cui già da tempo l’informazione pubblica si è introdotta direttamente negli spazi privati. Il televisore, tuttavia, è sempre rimasto un prodotto di consumo non indispensabile alla vita civile, sebbene capillarmente diffuso e velocemente divenuto un importante fattore e requisito dell’omologazione sociale nella società di massa.

L’informazione televisiva, attraverso la quale la percezione della realtà della massa viene raccolta in un singolo canale e uniformata – e ciò, oltre che tramite i notiziari, attraverso la pubblicità e i prodotti di intrattenimento di massa, è già in effetti da sempre sottilmente dispensatrice di ordini e disposizioni, ma la sua fruizione è ancora condizionata all’azionamento di un pulsante.

La novità dello smartphone è che esso non si limita più a essere un prodotto di consumo e un requisito dell’omologazione a livello sociale. Il possesso di uno smartphone non è formalmente richiesto dalla legge, ma ciò non gli impedisce di essere oggi quasi indispensabile al pieno inserimento nella vita civile di milioni di persone. Del televisore si può ancora fare a meno senza particolari disguidi, ma rinunciare allo smartphone, e ancor più alle funzioni di telefono cellulare, espone a una serie di speciali difficoltà e rinunce, che lo rendono ogni giorno di più uno strumento normale della convivenza civile, sempre meno oggetto di consumo e sempre più appendice. Si tratta di una differenza sostanziale, di uno stacco notevole, anche se non per forza è stato percepito.
Lo smartphone è, per le sue stesse concrete necessità di utilizzo, sempre appresso al suo possessore, e soprattutto sempre acceso. È chiaro che nel momento in cui lo Stato, all’esito di questo processo di profonda integrazione nella quotidianità di ciascuno, decida di servirsene come di un televisore, cioè come di un erogatore di informazioni ai cittadini, le condizioni di fruizione risultano completamente inedite e capovolte.

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Il green pass ha costituito sicuramente un tangibile ribaltamento della base costituzionale dello Stato. Con quell’esperimento si è segnato l’inizio del passaggio dalla struttura dello Stato di diritto, nel quale la sfera privata è in linea generale nella piena disponibilità del singolo, e lo Stato può intervenire con puntuali limitazioni di volta in volta stabilite per legge, alla struttura opposta, tipica degli autoritarismi, in cui il godimento di diritti è possibile soltanto previa autorizzazione statale. Nel primo caso il cosiddetto interesse pubblico o bene comune prevale su quello privato in specifiche circostanze previste dalla legge, mentre nel secondo caso questa prevalenza è la regola.
In realtà, a questo ribaltamento dei principi giuridici non corrisponde davvero uno sconvolgimento delle iniziali condizioni di soggiogamento dell’individuo al potere. A ben vedere, già in tutti i sistemi liberali sorti dalla Rivoluzione Francese la libera disponibilità della sfera privata resta tale soltanto in quanto giuridicamente riconosciuta dallo Stato in forma di diritti. Lasciando da parte le considerazioni morali, è un controsenso o un’ipocrisia sostenere che i diritti preesistono all’ordinamento: nella realtà, il riconoscimento dei diritti da parte di un sistema coincide per forza fin dall’inizio con la loro concessione. In termini di rapporti di forza, se il singolo ha goduto di più o meno ampie libertà sulla propria sfera, non è certo mai stato perché egli abbia potuto vantare un certo diritto avente forza propria, ma perché quel diritto, tutt’altro che innato, gli è stato accordato. Quella che sta cambiando, ed è senz’altro un cambiamento della massima gravità pratica, è soltanto la modalità con cui questi diritti vengono concessi, alla luce dell’evoluzione storica che il potere e la società in genere hanno conosciuto dagli albori dello Stato liberale. A parità di soggiogamento, stanno cambiando cioè i correnti principi giuridici a cui la società accetta di conformarsi nel ricevere i diritti.

IT-Alert consegue a questa trasformazione dell’impianto giuridico, ma costituisce un’innovazione molto più impressionante e preoccupante del green pass perché nasce dalle nuove possibilità offerte dalla tecnologia e riguarda innanzitutto le concrete possibilità di ingerenza del potere sulla sfera dell’individuo.
Con questo sistema un bene privato, seppure anfibio – già trasformato da semplice bene di consumo di proprietà privata a strumento della vita civile, quindi già caricato di una funzione pubblica e inserito nelle strutture civili, viene utilizzato dallo Stato per inviare comunicazioni istantanee ai cittadini unilateralmente, cioè senza previo consenso. Infatti a differenza della televisione, che richiede l’accensione del televisore, IT-Alert raggiunge ciascuno attivamente. L’avviso consiste in un suono sgradevole e allarmante e in una voce automatica che comunica alcune informazioni, non è possibile ignorarlo e deve essere spento manualmente.

A differenza dei palinsesti televisivi, le comunicazioni della Protezione Civile invadono autoritativamente lo spazio privato del singolo. In questo modo, e soltanto in questo modo, il potere comincia ad avere istituzionalmente accesso a tempi e spazi che in passato non gli era possibile raggiungere. Il ribaltamento dei principi costituzionali introdotto dal green pass anticipa e rende comprensibile e inquadrabile dalla massa questa invasione, garantendone l’accettazione o ammorbidendo la reazione di chi dissente. Dopo avere eliminato il concetto di sfera privata intangibile a livello giuridico, subordinandola giuridicamente al cosiddetto interesse pubblico o bene comune, è possibile passare senza grandi resistenze a una inedita erosione della sfera privata nella realtà.
Tutto questo meccanismo avviene naturalmente a livello psichico, prima che fisico. La trasformazione del diritto coincide con quella delle barriere psichiche personali, la conseguente invasione che viene così permessa è essenzialmente psichica. Con IT-Alert, non esistono più uno spazio e un tempo esterni alla dimensione pubblica e alla sua narrazione, essendo la mente di ciascuno costantemente e istantaneamente raggiungibile. La sola possibilità che ciò avvenga è importante per impostare un nuovo modo di concepire la propria vita. Dove possiamo nasconderci, se il potere può raggiungerci ovunque? E se constatiamo che non possiamo nasconderci da nessuna parte, dove sarà la nostra casa, chi diventeremo noi?

IT-Alert si inserisce nel percorso di istituzionalizzazione dello stato di emergenza. Con questo sistema, la psiche di ciascuno resta fin da subito costantemente esposta alla possibilità di essere avvertita del pericolo, è cioè sempre in allerta. Inoltre, esso è perfettamente funzionale alla rapidità e snellezza delgoverno per decreti, fine ultimo di tale istituzionalizzazione: è chiaro che in futuro IT-Alert servirà per aggiornare ciascuno istantaneamente sui nuovi comandi a cui attenersi, a meno di volersi convincere che l’intera macchina sia stata davvero implementata come servizio per avvertire la popolazione dellecatastrofi indicate dalla scarna e improbabile lista fornita dalle spiegazioni ufficiali. Se anche lo si volesse credere, bisognerebbe comunque concludere che il beneficio di un simile sistema non può giustificare l’inversione dell’ordine civile e della vita individuale da esso determinata. Basi valoriali squilibrate portano a riprodurre lo stesso squilibrio nella risoluzione dei problemi, e questo è un errore tipico della vuota pragmaticità di cui è impregnata la nostra epoca.

Anche a prescindere dallo specifico utilizzo per cui IT-Alert verrà impiegato, la profondità del male che questa modalità comunicativa porta alla vita di ciascuno è inedita. Le nuove infrastrutture di videosorveglianza e riconoscimento operano negli spazi pubblici. I sistemi di tesseramento digitale e cittadinanza a punti eredi del green pass costituiscono forme evolute dei classici sistemi sanzionatori, che associano violazione della regola e punizione fisica. Chiunque conosca a fondo la natura del potere non si è stupito nel vedere introdotto il green pass, ma si è impressionato nel ricevere il primo avviso di allerta sul proprio smartphone. Il green pass ha comportato serissime conseguenze nella vita di chi non vi si sia adeguato, IT-Alert può essere apparsa una inutile seccatura momentanea. Ma perdere il proprio spazio di sovranità psichica è un danno che si rivelerà alla lunga ben più grave, e per l’autorità più fruttuoso, della perdita del lavoro. L’autorità non è interessata a privarci del secondo, ma del primo.
Nella società del controllo, IT-Alert apre le porte ad altre possibili incursioni nell’intimità del singolo.

Lo smartphone si presta all’istituzionalizzazione delle intercettazioni di massa, le quali renderebbero trasparenti le mura dello spazio privato non soltanto dall’interno, ma anche dall’esterno. Avere rinunciato così facilmente alla privatezza del proprio spazio psichico renderebbe meno insopportabileanche l’installazione di sensori sottocutanei, e infine meno sconvolgente l’introduzione delle tecnologie di trasparenza cerebrale.
Il motivo per cui IT-Alert non ha allertato i dissenzienti come avrebbe dovuto, è perché non costituisce un danno diretto per la vita materiale, a differenza del green pass, ma soltanto per quella, più sottile e impalpabile, della psiche. Se io dovessi programmare l’introduzione a livello sociale di una novità potenzialmente sgradita, imparerei dai miei errori e terrei in gran conto questa caratteristica del comportamento umano.

L’invito è naturalmente quello di sbarazzarsi il prima possibile di uno strumento ad oggi pericoloso e inessenziale, magari optando per un telefono cellulare più rudimentale ma più sicuro, oppure di fare altrimenti in modo che il proprio telefono non sia raggiungibile da IT-Alert.

Luca,

Fonte: https://studentinogpudine.wordpress.com/2023/09/21/it-alert-lerosione-dello-spazio-privato/

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