INIZIATA LA GRANDE RIVOLTA DELLA LIRA

INIZIATA LA GRANDE RIVOLTA DELLA LIRA
DI AMBROSE EVANS PRITCHARD




Il più grande partito unico nel parlamento italiano per numero di voti ha gettato il guanto di sfida, chiedendo un referendum sull’ euro per metter fine alla depressione e per salvare la democrazia - scrive Ambrose Evans-Pritchard.

Il dado è tratto in Italia. Il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo ha lanciato una petizione per promuovere il ritiro dell’Italia dall'Unione Monetaria Europea e per il ripristino della sovranità economica.

"Dobbiamo lasciare l'euro il più presto possibile", ha detto Grillo, parlando ad un raduno durante il fine settimana.
"Stasera stiamo lanciando un referendum consultivo. Raccoglieremo mezzo milione di firme in sei mesi - un milione di firme - e porteremo il nostro caso in parlamento, e questa volta, grazie ai nostri 150 parlamentari, dovranno parlare con noi ".

Da quando questo comico battagliero si è imposto sulla scena politica, le élite della zona euro avevano creduto che il partito non fosse, in fondo, euroscettico e comunque che non volesse seriamente ritornare alla lira.

Questa illusione è stata infranta.

Un referendum in sé non sarebbe vincolante, ma una "legge di iniziativa popolare" lo sarebbe sicuramente. Per la prima volta, si è avviato in Italia un processo che imposterà un dibattito nazionale sulla unione monetaria - che potrà spingersi fino a un voto sulla adesione all'UEM - che non potrà essere facilmente controllato.

Gianroberto Casaleggio, il co-fondatore del partito e guru dell’economia, mi ha detto oggi che il Movimento Cinque Stelle - o Cinque Stelle - aveva già esposto le proprie richieste a maggio scorso, proponendo la creazione di Eurobond per appoggiare la UEM e l'abolizione del Fiscal Compact imposto dall'UE. "Sono passati cinque mesi e non abbiamo rivevuto nessuna risposta. Ci hanno completamente ignorato" - ha detto.

Il Fiscal Compact è una follia economica, significa obbligare l'Italia a dover prevedere enormi avanzi di bilancio per decenni. Così la depressione sarebbe ancora più profonda e spingerebbe il rapporto con il debito ancora più in alto e sarebbe quindi scientificamente controproducente. Saranno gli storici ad emettere un verdetto che condannerà quei mascalzoni che hanno voluto imporre questa atrocità in Europa.

La mia opinione è che l'Italia non sarebbe riuscita a ripristinare la redditività all'interno dell'UEM, nemmeno se la Germania avesse accettato le due condizioni (un'idea impossibile). E' già troppo tardi ormai, l'Italia ha perso il 40% di competitività sul costo del lavoro contro la Germania da quando il marco e la lira stabilirono un cambio fisso-perpetuo a metà degli anni 1990.

Qualsiasi tentativo di mettere in atto una "svalutazione interna" sullo stile irlandese, in una economia chiusa già in deflazione, sarebbe suicida, e innescherebbe un crollo del sistema bancario italiano con una esplosione dell' indice di indebitamento pubblico e privato. Ho il sospetto che Casaleggio abbia un punto di vista simile al mio. "Un quarto dell'industria italiana è scomparsa. La nostra valuta è sopravvalutata e non possiamo fare niente restando dentro l'euro" - ha detto.

La critica dei Cinque Stelle all'UEM non si limita solamente all'economia, benché questo sia un punto di importanza cruciale, ma si rivolge anche alla difesa della sovranità italiana, all'autogoverno, alla democrazia ed è contro gli abusi di un meccanismo comunitario che ha usurpato le funzioni parlamentari.

"Io non do via la mia sovranità a nessuno", ha detto Casaleggio.

"Mio nonno ha combattuto tre anni con i partigiani. Se volete la mia sovranità, dovete venirvela a prendere, non basta sventolare una lettera della BCE. Dovete venire ben armati, come come fecero quando ci provarono l'altra volta " - ha detto.

La lettera della BCE - la Lettera, come la chiamano in Italia - fu il diktat segreto inviato al presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi nel mese di agosto 2011 dove si chiedevano drastiche "riforme" di tutti i tipi. Una lettera simile fu inviata al capo della Spagna. Il quid pro quo era l'acquisto delle obbligazioni.

La minaccia implicita era che la BCE avrebbe rifiutato di assumersi la sua responsabilità come prestatore di ultima istanza, a meno che Berlusconi non si fosse dimesso. Lui non lo fece, o almeno tentò di non farlo. L'acquisto delle obbligazioni fu bloccato e il rendimento dei titoli italiani a 10 anni schizzò oltre il 7% . Berlusconi fu rovesciato.

Ho sempre pensato che queste due lettere sarebbero diventate l'incubo della BCE, e dell'Unione Monetaria stessa, e pare che adesso stiano presentando il conto.

"[Mario] Draghi [il Presidente della BCE] ci ha detto che i governi che non avessero fatto le riforme sarebbero stati buttati fuori. Draghi non è un membro del governo e non so con quale autorità possa esigere queste riforme: non ha il diritto di ordinarci niente né direttamente né indirettamente " - ha detto il signor Casaleggio.

Cinque Stelle ha vinto con il 26% dei voti nelle elezioni politiche italiane dello scorso anno, più di ogni altro partito unico. (Non ha preso la maggioranza ufficale, per effetto delle particolari modalità previste dal sistema parlamentare italiano). Ha 108 deputati e 54 senatori.

E' vero che il premier Matteo Renzi quest'anno ha rubato la scena a Beppe Grillo, ma Cinque Stelle non è svanita. E' arrivata seconda alle elezioni europee a maggio con il 21.5% dei voti. I suoi 17 deputati siedono con l'UKIP a Strasburgo.

La luna di miele di Renzi è già finita, e in ogni caso ha fatto un errore di valutazione strategica. Il giovane prodigio ha strappato il potere con un colpo di Stato interno al suo partito nel mese di febbraio - con brillantezza tattica, per essere sinceri - basandosi sul presupposto che l'Italia avesse ormai toccato il fondo dopo sei anni di depressione, con una caduta del PIL del 9.1%, del 24% della produzione industriale e con una disoccupazione giovanile al 43%.

Aveva creduto al mantra, tanto ben orchestrato, che l'Europa stava sull'orlo di un nuovo ciclo di ripresa spontanea, poggiando sulla crescita mondiale, e si era convinto che tutto quello che doveva fare sarebbe stato solo galleggiare sulla marea che stava salendo. Invece, è sprofondato di nuovo nella crisi.

L'errore di Renzi è comprensibile. Un pio desiderio può convincere, come certe idee sulla ripresa che si affidano a teorie come quella di Irving Fisher - della deflazione del debito - o come quella di Knut Wicksell - la contrazione del debito e l'allineamento dei tassi di interesse possono generare delle spontanee spirali virtuose - oppure la più recente teorie di Michael Woodford, sul tasso di cambio reale .

L'Italia è già in una tripla recessione, la sua economia è tornata a livelli di quattordici anni fa. L'OCSE dice che la crisi si trascinerà ancora per gran parte del prossimo anno e che la crescita sarà solo dello 0.1% nel 2015.

Ricordiamoci che il governo Monti tre anni fa disse che il rapporto del debito italiano sarebbe arrivato al 115% nel 2014. In realtà ha raggiunto il 135.6% del PIL nel primo trimestre di quest'anno, con un aumento che si sta avviando al 5% del Pil ogni anno, nonostante una serie di pacchetti di austerità, e un avanzo di bilancio primario del 2.5%.

Antonio Guglielmi di Mediobanca ha lanciato un monito il mese scorso perché questa situazione è "catastrofica per le finanze del Paese". Il debito schizzerà automaticamente verso 145% il prossimo anno (secondo i vecchi calcoli, e resterà sotto il 140% in base alle nuove norme contabili). "Stavolta sta scoppiando una bomba nucleare, se Draghi finisce per non fare quasi niente, l'Italia è morta " - ha detto.

Stavolta non stiamo parlando del solito difetto morale nell'Italia degli ultimi anni, si tratta di un effetto meccanico, un "effetto denominatore", con un onere del debito che cresce, mentre alla base c'è un PIL nominale che si contrae.

Il punto è molto semplice. Il tasso di interesse medio sul debito pubblico in Italia si aggira intorno al 4%, quindi il pagamento degli interessi costa circa il 5,5% del PIL. A meno che il PIL nominale non cresca alla stessa velocità, il rapporto PIL/debito deve continuare a salire. Qualsiasi riforma strutturale sarebbe senza dubbio auspicabile, se fine a se stessa, ma non avrebbe nulla a che vedere con questo rapporto numerico.

L'attuale crisi italiana è interamente dovuta al fallimento della politica monetaria e al rifiuto della BCE di raggiungere il suo obiettivo di inflazione, o di rispettare i propri obblighi scritti nel Trattato di Lisbona per sostenere la crescita. (E sì, la BCE ha un doppio mandato come prevedono le leggi del trattato UE). Quindi in queste circostanze più saranno le riforme drastiche che farà l'Italia, peggiori saranno i risultati immediati. Come tutti sanno gli effetti a breve termine delle riforme portano ad una immediata contrazione (a breve termine).

Non sono male i risultati raggiunti in tutte e tre le principali economie dell'UEM: il Fronte Nazionale, in Francia, ha vinto le elezioni europee di maggio chiedendo un ritorno immediato del franco francese; AfD, il partito Anti-euro tedesco si è improvvisamente imposto in tre parlamenti regionali chiedendo un ritorno del marco tedesco; e ora Cinque Stelle vuole un ritorno della lira in un paese che è stato sempre affidabile e con una passione europeista da oltre 60 anni.

Qualcosa da pensare ci sarebbe.

Ambrose Evans-Pritchard

Fonte: http://www.telegraph.co.uk

Link: http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11159649/The-great-Lira-revolt-has-begun-in-Italy.html

13.10.2014

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l'autore della traduzione Bosque Primario

Commenti (54)

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Mostra commenti 20 caricati
    1. Simec 15 ottobre 2014

      Il M5S ha perso l'occasione storica di provare a fare una rivoluzione, si è fatto normalizzare dal regime.
      Grillo, ti ricordi chi era il professor Auriti? Con che coraggio oggi cambi bandiera e torni a parlare di MONETA....Ma è tardi. hai perso la credibilità
      Da questo EURO-NAZISMO della troika ci usciremo, si, ma non colle scartoffie di regime, bensì con la lotta, forse la guerra civile o mondiale o la rivoluzione, non con queste cazzate-
      Quando mancherà il pane in tavola lo capiremo meglio e muoveremo il culo. solo allora. purtroppo...

    1. Mattanza 15 ottobre 2014


      Secondo me ci si potrebbe concentrare sull'aspetto meramente monetario, mi sa che il resto vien da se....e poi è molto più facile dirgli: Noi ci stampiamo la Nostra moneta e son cazzi nostri, che obbligarli a schiodare (fuori le basi militari USA dal territorio).

    1. Teopratico 15 ottobre 2014

      Ma poi che differenza fa? E' meglio il nulla? La realtà non è mai rigida come la legge, certo che sfidare la propaganda è rischioso, ma rimanerne schiacciati è peggio ed è quello che sta accadendo.

    1. mimmogranoduro 14 ottobre 2014

      Svalutare la lira del 25/30%?rispetto a quale moneta?mai pensato che se l'italia esce dall'euro,l'euro non esiste più-L'Italia è un contribuente netto dell'europa,non siamo i pezzenti d'europa,vi è difficile comprendere che noi siamo l'europa?che senza di noi non esiste più ne questa europa ne l'euro?

      Svalutare,magari,sarebbe l'unico meccanismo per farci ripartire-
    1. francescosantoianni 14 ottobre 2014

      Come “attivista” (metto le virgolette per la buona pace di qualcuno) del Movimento Cinque Stelle sono profondamente deluso da Grillo che butta a mare la parola d’ordine di non pagare il Debito pubblico e, verosimilmente, nella illusione di recuperare i suoi voti che ora stanno ritornando alla Lega, sposa questa sostanzialmente inutile mobilitazione per “uscire dall’euro.

      E se qualcuno ha tempo da perdere può dare una occhiata a questo post: http://www.francescosantoianni.it/wordpress/2014/10/12/grillo-debito-pubblico/

    1. Quantum 14 ottobre 2014

      L'Euro è stato progettato apposta per distruggere i paesi membri che l'adottavano, ad esclusione di chi ne controlla l'emissione, ossia Francia e Germania, che hanno progetti specifici per paesi come l'Italia!


      Inoltre uno dei vantaggi di una moneta propria sovrana è proprio la fluttuazione, e con il sistema che proponi tu credo sia impossibile.

      Ma non capisco che problema ci sia a mantenere ognuno la sua moneta, tanto il cambio è ormai operazione automatizzata in ogni tipo di transazione.

      Oppure avere doppia moneta, Euro per commercio coi paesi che lo desiderano, e Lira da usare internamente.
      Danimarca, Svezia, Ungheria, Inghilterra, Lituania, funzionano esattamente con la doppia moneta, non mi pare si stiano strappando le vesti o sia soffocati dalla burocrazia e dai problemi di cambio e convivenza tra le due monete.

    1. GiovanniMayer 14 ottobre 2014

      Molto interessante l'evento dell'articolo linkato.

      Sarebbe già un grande inizio.
      E dovrebbe avere un prosieguo.
      Però non sembra così impossibile da realizzarsi.
    1. warewar 14 ottobre 2014

      L'uscita è sicuramente possibile, ma sarebbe più dolorosa della soluzione esposta da Zibordi e Cattaneo (Certificati di Credito Fiscali) perché avremmo una svalutazione dei 400 mld di titoli nelle banche (con conseguente fallimento di alcune) e ci sarebbe una vendita copiosa dei 700 mld di titoli in mano ai non residenti (con conseguente caduta del valore dei titoli in mano agli italiani).


      http://www.bancaditalia.it/statistiche/finpub/pimefp/2014/sb53_14/suppl_53_14.pdf
    1. italy4d 14 ottobre 2014

      Consiglio vivamente la lettura di studi seri sulla questione. L'uscita non è facile ma è certamente possibile, lo dicono premi nobel ed economisti di tutto il mondo. Nel dopoguerra ci sono state una settantina di nazioni che sono uscire da unioni monetarie e le modalità di uscita sono ampiamente note e studiate. Per cominciare potrebbe leggere BAGNAI (blog Goofynomics, 11 milioni di lettori in tre anni di pubblicazioni). Sempre ammesso che voglia davvero informarsi

    1. italy4d 14 ottobre 2014

      Consiglio vivamente la lettura di studi seri sulla questione. L'uscita non è facile ma è certamente possibile, lo dicono premi nobel ed economisti di tutto il mondo. Nel dopoguerra ci sono state una settantina di nazioni che sono uscire da unioni monetarie e le modalità di uscita sono ampiamente note e studiate. Per cominciare potrebbe leggere BAGNAI (blog Goofynomics, 11 milioni di lettori in tre anni di pubblicazioni). Sempre ammesso che voglia davvero informarsi

    1. italy4d 14 ottobre 2014

      Consiglio vivamente la lettura di studi seri sulla questione. L'uscita non è facile ma è certamente possibile, lo dicono premi nobel ed economisti di tutto il mondo. Nel dopoguerra ci sono state una settantina di nazioni che sono uscire da unioni monetarie e le modalità di uscita sono ampiamente note e studiate. Per cominciare potrebbe leggere BAGNAI (blog Goofynomics, 11 milioni di lettori in tre anni di pubblicazioni). Sempre ammesso che voglia davvero informarsi

    1. italy4d 14 ottobre 2014

      Consiglio vivamente la lettura di studi seri sulla questione. L'uscita non è facile ma è certamente possibile, lo dicono premi nobel ed economisti di tutto il mondo. Nel dopoguerra ci sono state una settantina di nazioni che sono uscire da unioni monetarie e le modalità di uscita sono ampiamente note e studiate. Per cominciare potrebbe leggere BAGNAI (blog Goofynomics, 11 milioni di lettori in tre anni di pubblicazioni). Sempre ammesso che voglia davvero informarsi

    1. atene85 14 ottobre 2014

      400 miliardi in mano alle banche. Bene. E tutti quelli che sono nei fondi pensione e nelle polizza vita ramo I quanti sono?


      Il debito pubblico, ormai, è tornato quasi tutto a casa. In Italia.
    1. vic 14 ottobre 2014

      E' veramente strano questo titubare nell'indire un referendum.


      Tanto ci fregano. Ma che razza di ragionamento e'?
      Se ci si mette in testa che tanto ti fregano, non fai piu' niente.

      Perche' vai al centro commerciale che tanto ti fregano?
      Perche' fai benzina che tanto e' una fregatura?
      Perche' paghi le tasse se poi se ne fregano di usarle in modo decente?
      Perche' vai a lavorare che tanto ti fregano con uno stipendio da fame?

      No, gli italiani devono assolutamente riscoprire il meccanismo della democrazia diretta. Anzi devono scoprire il diritto di iniziativa, Pritchard da buon alngosassone l'ha capito.

      Se il referendum e' l'analogo di una battaglia, allora via, ci si prepara senza tanti si, pero', ecc.

      Quelli che parlano di rivoluzione e contemporaneamente ignorano la via del referendum a mio avviso sono assai pericolosi nel caso la rivouzione loro riuscisse. Sarebbero i primi ad impedire ulteriori referendum.

      Comunque l'Italia necessita' anche di iniziative popolari.
      Che sono versioni referendarie propositive anziche' abrogative.

      La vera rivoliuzione e' la riscoperta della sovranita' popolare, cioe' dei meccanismi del referendum e dell'iniziativa.

      Esattamente quei meccanismi che i superburocrati dell'UE si guardano bene dal citare nelle loro esternazioni manifeste od occulte che siano, tipo "lettere al governo".
    1. Matt-e-Tatty 14 ottobre 2014

      L'euro è una moneta illegale.

      Lo stato italiano non ha alcun controllo sull'€.

      La Costituzione della repubblica italiana non contempla ne lì'euro ne l'UE.



      Su questi temi non servono referendum, serve solo la restaurazione della Carta Costituzionale e posti liberi nelle carceri.

    1. AlbertoConti 14 ottobre 2014

      Cito Cesare Sacchetti:
      "I quattro elementi che costituiscono le parti vitali
      dello Stato nazione del XX secolo possono identificarsi nelle quattro sovranità:
      legislativa, territoriale, monetaria e militare. Qualora venisse a mancare uno o
      più di questi elementi, la struttura stessa dello Stato nazione sarà compromessa
      e sostituita da una nuova struttura sovranazionale, non controllata e dai tratti
      dispotici, intollerante al dissenso e pronta a reprimere con la macchina della
      propaganda mediatica quegli elementi che minacciano il trionfante cammino
      dell’accentramento del potere."

      La micidiale macchina di distruzione
      degli Stati Nazione viene ora punzecchiata da Casaleggio in rappresentanza "del
      primo partito unico italiano" (che non è un partito e ci tiene a non
      esserlo).

      Personalmente son felice che esista il M5S, e vi ho anche
      aderito, anche se "uno vale uno", ma ce n'è uno "più uguale", ed è proprio
      quello di cui meno mi fido.

      La domanda che mi pongo è quindi molto
      pertinente: è questo il modo migliore, o comunque possibile e potenzialmente
      vincente, di affrontare il mostro della stegocrazia lobbistico-finanziaria (che
      non è un ipotesi di complotto, visto l'ultimo mezzo secolo di prove storiche
      inconfutabili)?

      Se questo sarà la via italiana alla controrivoluzione
      finanziaria, ben venga, sono anche disposto a seguirla camminando sulle mani. Ma
      se è l'ennesima fregatura di lorsignori ...... guai a loro.

    1. GiovanniMayer 14 ottobre 2014

      Mi permetto di citare Pepe Escobar che, a sua volta, cita non so chi, nell'articolo "guerra pura a Teheran" (articolo precedente a questo, qui su cdc):

      "La miglior difesa è l'attacco; e per attaccare è necessario disporre di alcune idee; in questo momento non ci sono idee. L'immaginazione oggi è l'immagine, e l'immagine è al potere. Non c'è per niente fantasia, c’e’ solo immagine".
      Credo che calzi a pennello, sia in generale per il governo, sia in particolare per il m5s.
    1. clack 14 ottobre 2014

      43, 44 e 45? ;)

    1. MarioG 14 ottobre 2014

      Come diceva anche un altro commentatore, piu' il tempo passa e piu' la dissipazione del patrimonio residuo (di beni, capacita' produttive, competenze) si assottiglia. Quando saremo un guscio vuoto ho i miei dubbi che la situazione sara' reversibile. E' la decadenza di una comunita' accaduta innumerevoli volte nella storia, e di solito non si torna indietro.
      In secondo luogo, suggerirei di non concentrarsi sul mero aspetto monetario. L'evolversi della configurazione geopolitica, in particolare in rapporto alla strategia americana sull'Europa, e' il perno centrale di ogni discorso sulla sovranita', qui da noi.

    1. Rosanna 14 ottobre 2014

      La perdita di sovranità non è per nulla reversibile, perché una volta crollato l'euro, noi riprenderemo la sovranità monetaria, di conseguenza in parte quella economica ed anche quella politica ... perché un collasso istituzionale di portata storica travolgerà la coscienza del paese ...

      Ricordate che in Argentina il governo nel 2001 è scappato sugli elicotteri ...

      "Le proteste del 20 e 21 dicembre 2001 a Plaza de Mayo ,
      dove i dimostranti si scontrarono con la polizia. Esse si conclusero
      con diversi morti e accelerarono la caduta del governo. Alla fine De la
      Rúa abbandonò la Casa Rosada in elicottero il 21 dicembre."

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