Il ratto d’Europa

Il ratto d’Europa

Nestor Halak per Comedonchisciotte,org

Mentre l’importanza geopolitica dell’Europa continua a calare, le condizioni economiche e sociali del continente sembrano essere in costante peggioramento il che non meraviglia di certo stante le scellerate scelte che sono state fatte e che continuano ad essere fatte dai vari governi che perseguono con ostinazione incrollabile sostanzialmente le medesime politiche fallimentari qualunque sia il colore politico con il quale si auto qualificano.

In realtà l’Europa ha potenzialmente un peso politico immenso, il problema è che non viene esercitato se non nel senso di appiattirsi sulle posizioni dei neocons americane senza la sia pur minima traccia di autonomia e a costo del sacrificio dei più vitali interessi del continente. Per la seconda volta nel giro di un secolo, il vecchio continente sembra anelare al suicidio, come già fece nel 1914. Ancora oggi risulta difficile comprendere pienamente le ragioni che portarono alla Grande Guerra: certo, si possono leggere innumerevoli opere storiche che ce le illustrano più o meno ampiamente, tuttavia anche dopo averle lette, è difficile liberarsi dall’impressione di non averle capite a fondo, dal sentore di una certa artificiosità, di ragionamenti costruiti ex post per rendere comprensibili i fatti che si sono succeduti.

Un’analoga impressione di irrealtà si avverte anche nella situazione politica corrente: che cosa spinge realmente i governanti europei ad accodarsi ad imprese che nel migliore dei casi non possono portare alcun vantaggio alle loro nazioni e nel peggiore e più probabile, portano dritte al disastro? Le elite dominanti sembrano completamente prese dai loro interessi comuni e dalle loro follie distopiche e mandano avanti politici dallo spessore culturale e umano francamente imbarazzanti, mentre le popolazioni sembrano essere vittima di un incantesimo di stupidità che impedisce loro di rendersi conto anche degli inganni più evidenti, come dimostra la grande pandemia di raffreddore assassino.

Eppure l’Europa è un fattore determinante per il destino del mondo in questo secolo e avrebbe potuto e ancora potrebbe cambiarne completamente il volto senza neppure dover ricorrere a guerre o particolari estremismi socio politici, ma semplicemente prendendo posizioni conformi ai suoi interessi e mantenendo il punto. Sfortunatamente per far questo occorrerebbero dei leader politici veri, non dei pupazzi ignoranti e probabilmente è proprio per questo motivo che coloro ai quali è consentito arrivare a posizioni di potere sono quelli che sono. Se invece di Macron, Scholz o la Von der Layen l’Europa avesse alla guida gente come Putin o perfino come il turco Erdogan, che per quanto lo si possa detestare, non si può comunque negare che tra i suoi pensieri ci sia quantomeno anche la Turchia, la sua nazione, cosa che riguardo ai nostri davvero non si può dire.

Il fatto è che in occidente la politica e conseguentemente le “istituzioni democratiche” hanno perso gran parte del potere a favore dei grandi potentati economici complici le riforme “liberiste” adottate nel corso degli anni, è questo che rende possibile l’ascesa di perfette nullità ai vertici delle istituzioni, poiché coloro che comandano davvero rimangono nell’ombra e sono esattamente quelle immense concentrazioni di ricchezza privata di cui le nuove tendenze politiche hanno consentito la formazione e che non possono per la loro sola esistenza non svuotare dall’interno le suddette istituzioni. I legislatori delle democrazie liberali del dopoguerra erano perfettamente consci del pericolo ed avevano realizzato una legislazione che permetteva di mantenere le leve del potere nelle mani delle istituzioni statali: i Beatles negli anni sessanta si lamentavano del fatto che quasi tutti i loro immensi guadagni andassero in tasse ed infatti non sono diventati dei Bill Gates ante litteram.

I nuovi oligarchi oramai al potere non ragionano più in termini di stati, ma in termini di profitti dei loro onnipotenti conglomerati finanziari o, tuttalpiù, ossequiano fantasiose follie distopiche che circolano in quegli ambienti come ad esempio la “green economy” , l’ideologia “woke” o lgbt +.

La trasformazione in senso oligarchico della società è stata resa possibile anche dal controllo indiscusso di tutta l’informazione che ha facilmente potuto gabellare le nuove norme per vantaggi per il popolo. Il controllo statale della moneta, delle industrie chiave, dei monopoli naturali, la forte progressività della tassazione o anche norme più particolari come il finanziamento pubblico dei partiti che era stato evidentemente introdotto al fine di correggere la sproporzione dei mezzi a disposizione delle classi dominanti rispetto a quelli delle parti politiche che sostenevano gli interessi popolari, erano tutte norme volte ad assicurare il potere in mani pubbliche. Ma evidentemente non è difficile convincere demagogicamente il popolino a “non dare i soldi delle tasse ai partiti ladri”, col risultato di dover alla fine pagare ben di più.

Già oggi chiunque può constatare semplicemente dalle telefonate ricevute che il vero pericolo non è tanto quello di essere imbrogliati dai molto pubblicizzati “pirati informatici”, bensì la certezza di essere imbrogliati, in perfetta legalità, dagli operatori del sistema o dai loro beneficiari che si sono spartiti le aziende pubbliche essenziali come le comunicazioni, l’elettricità, l’energia, i trasporti. Lo stesso vale per la privacy: il problema non sono i ladri di dati, ma i gestori del sistema.

In quella che è stata spacciata per la democrazia per antonomasia, gli Stati Uniti, per essere eletti a qualsiasi carica importante occorre disporre di notevolissime somme di danaro e chi le possiede è l’oligarchia che non le userà certamente per favorire gli interessi della comunità, fosse pure quella nazionale, ma esclusivamente i propri. La preoccupazioni costante dei “rappresentanti del popolo” è quella di essere rieletti e la loro rielezione dipende dall’appoggio degli sponsor, conseguentemente sarà a loro e solo a loro che risponderanno davvero: il volto pubblico è solo una farsa.

Il corrente secolo è iniziato con la caduta dell’Urss e con gli americani che si sono ritrovati ad essere l’unica superpotenza mondiale. Ciò rappresentava per l’Europa un’occasione epocale per riguadagnare la propria indipendenza e reimpostare completamente i rapporti internazionali in senso a noi più favorevole: c’era già istituzioni centrali, l’Europa nel suo complesso era una potenza economica oramai superiore a quella americana, fra i paesi europei c’erano potenze nucleari, gli Stati Uniti non erano più in grado di dominarli se semplicemente non fossero stati d’accordo, né con la forza né con il soft power. Nonostante la superiorità militare, bombardare Parigi non sarebbe mai diventato politicamente possibile.

Sarebbe stato sufficiente ritirarsi dalla Nato, sciogliere l’alleanza e invitare gli americani a tornarsene a casa. L’Unione Sovietica non era più una minaccia, il mondo non era più diviso in due, adesso la Nato non serviva più allo scopo per il quale era stata costituita. L’Europa era perfettamente in grado, finanziariamente, tecnologicamente, scientificamente, economicamente e militarmente di fare da sola. In Europa si costruivano aerei all’avanguardia in campo civile e militare, era in grado di far volare satelliti, di costruire i più grandi apparati scientifici al mondo: che necessità aveva di lavorare attivamente per mantenere in piedi l’impero americano? Tanto più che per distaccarsene non aveva bisogno di sparare: bastava semplicemente che decidesse che la Nato era cosa d’altri tempi, che non aveva bisogno della Banca Mondiale o del Fondo Monetario e tanto meno dell’Organizzazione della sanità, tutte controllate dagli Usa. Difficile fare le “sanzioni” a qualcuno che ha un’economia più grande della tua: anche se non è autosufficiente dal punto di vista energetico e alimentare, ci sono vicini che possono facilmente rimediare e a buon prezzo.

Al contrario da allora è stata tutta una corsa ad essere sempre più sottomessi ad un padrone che ha interessi diversi e mire messianiche ad un dominio del mondo che non può più permettersi. A quale fine questo zelo masochista, perché questa voglia di sottomissione ad un potere sempre più velleitario? Sarebbe inspiegabile se davvero l’Europa fosse controllata dai rappresentanti degli interessi dei suoi popoli, da un potere distinto da quello che comanda gli Usa.

L’Europa avrebbe potuto facilmente impedire la guerra in Ucraina, non aveva neppure bisogno di schierarsi, sarebbe stato sufficiente proclamarsi neutrali, non appoggiare il sopruso. Volete fare la guerra alla Russia? Le sanzioni? Prego accomodatevi, ma non con il nostro appoggio, non con le nostre risorse, non sul nostro territorio, noi siamo neutrali. In realtà, ancora oggi, è L’Europa che tiene in piedi l’impero americano, sono la Germania, l’Italia, la Francia, la Spagna, la Grecia è Bruxelles: se l’Europa semplicemente toglie l’appoggio e smonta la Nato, è game over, rien ne va plus, scacco matto, nun ce sta niente a fa.

Così come appare incredibile che una nazione istruita e moderna come l’Ucraina accetti di autodistruggersi e di sacrificare centinaia di migliaia dei propri connazionali per un’impresa destinata non a vincere una guerra, ma ad indebolire un nemico altrui, non a guadagnare l’indipendenza o la libertà perché se anche per assurdo vincesse la guerra, sarebbe comunque schiava degli Usa, altrettanto appare incredibilmente stupido che l’Europa sacrifichi la propria prosperità non per guadagnare potere, ma per rimanere al servizio di un padrone oramai con le pezze al culo.

Fedeltà canina, non c’è che dire, ma fedeltà resa possibile solo dal fatto che i veri centri di potere sono gli stessi in tutto l’occidente e hanno sede principalmente negli Stati Uniti.

Mi pare dunque che in esito alla guerra in Ucraina ed alla serie di sconvolgimenti attualmente in corso nel potere mondiale, non ci sia tanto da aspettarsi un crollo definitivo dell’occidente, ma più probabilmente un mondo di nuovo diviso in due principali sfere di influenza, quella occidentale e quella orientale che finiranno inevitabilmente per assomigliarsi, ma in quella orientale la politica e le istituzioni statali continueranno a riservarsi la maggior parte delle leve fondamentali del potere, mentre in occidente esso passerà sempre più nelle mani degli oligarchi, magari “visionari”, come quelli che sognano di “conquistare” Marte oppure di creare una razza di superuomini dalla vita lunghissima. Una società totalitaria che finirà per avere molti punti di contatto con quella sovietica di un tempo, dove lo spazio per la prosperità e la libertà individuale sarà praticamente inesistente. Solo che questa volta al comando non ci sarà un partito politico, ma una ristretta oligarchia privata più o meno nascosta che, anche grazie alle nuove tecnologie, deciderà tutto nelle nostre vite ed esclusivamente in funzione di quelli che percepirà come propri interessi, senza riguardo alcuno ad orpelli ridicoli come il buon senso o i diritti umani. Ne abbiamo già avuto qualche chiaro assaggio. E questa volta ci saremo noi dalla parte sbagliata del muro.

L’Europa avrebbe le potenzialità per far sì che ciò non accada, la piccola Ungheria mostra che opporsi è possibile.

Commenti (69)

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Mostra commenti 69 caricati
    1. omega 25 novembre 2023

      L'europa fa parte dell'Occidente, il quale continua a campare, al di sopra dei propri mezzi, sulle disgrazie altrui, magari procurate ad arte.

    2. Nestor Halak 25 novembre 2023

      Fosse solo questo, uno potrebbe dire: finché dura! D'altra parte tutti tirano l'acqua al proprio mulino.
      Quello che sostengo è che le odierne politiche europee sono contrarie proprio agli interessi europei e portano i paesi europei al disastro.
      Seguiti da vicino dagli americani.

    1. GioCo 24 novembre 2023

      Da sempre le oligarchie si occupano di una sola cosa: estrarre ricchezza. Come i parassiti. Non interessa loro altro. Però, se lo fanno dal territorio è il territorio che viene "depresso" e l'ambiente si fa invivibile, ad esempio con le miniere. Se lo fanno con le relazioni sociali, è l'affetto che viene "depresso", con la disperazione ad esempio della guerra, dell'indigenza e dell'insicurezza sociale delle bombe intelligenti. Se infine invece lo estraggono dalle persone, è il corpo che viene "depresso", per esempio con la medicina del profitto. Noi attribuiamo massimo merito a questi parassiti e gli diamo in mano tutto. Poi ci ritroviamo condannati ad essere come i cani abbandonati a bordo strada, divorati da zecche e pitocchi, incolpati perché così ridotti da chi e stato da noi eletto "esattamente" per ottenere quel risultato.

    2. Nonso 24 novembre 2023

      Il massimo merito de che? Parla per te.

    3. GioCo 25 novembre 2023

      Certamente, sempre! "Noi" intendo la società e mi pare indubbio alla prima occhiata. Quante persone hai mai visto manifestare "contro" uno qualunque degli oligarchi americani ? Giusto contro qualche politico, messo lì apposta, alla maniera trampiana. Per cui, semplicemente, constato... Poi se per te non vale, tanto meglio...

    4. Nonso 25 novembre 2023

      Nelle scelte, nelle azioni, la vera protesta

    1. Vincent1 24 novembre 2023

      Il CD governo comunista in unione sovietica si è realizzato non per le spinte sociali ma solo grazie alle lobby massoniche ebraiche.
      Ma quello che hanno realizzato è stato solo un totalitarismo, non un comunismo.
      Forse lo è anche quello che c'è in Russia oggi ma c'è una sostanziale differenza.
      Putin, Erdogan, Gheddafi ecc.. esercitano o hanno esercitato governi totalitari ma con l'interesse primario di mettere al centro il proprio popolo.
      Ciò non è accaduto con l'unione sovietica (figlio della massoneria) nè sta accadendo coi governi CD occidentali dove il popolo vive, combatte fra repubblicani o democratici, fra salvini o il PD per ritrovarsi alla fine sotto la guida di chi ha un solo interesse e cioè quello di conservare la sua poltrona con stipendio annesso. Il problema è grande, ma molto grande. Le dittature sarebbero da evitare ma le democrazie sono giganti di cartapesta. Le democrazie sono, per chi detiene il potere reale, PORTE APERTE per entrare e fare ciò che a loro più aggrada.
      Dobbiamo fare noi un grande reset. Dobbiamo cominciare a ricostruire l'uomo. Uno per uno facendo in modo, mediante informazione che ognuno di noi riesca a ragionare col proprio cervello. Solo con un grande zoccolo duro e coeso avremo forse qualche change.

    2. Jimbo 24 novembre 2023

      Dovremmo in effetti farlo noi il reset ma non ne abbiamo voglia, costa troppa fatica, si fa prima a fare un ordine su Amazon.
      Siamo fatti così.
      Il reset è obbligatorio (l'unica alternativa è l'eutanasia).
      C'è lo imporranno i soliti, Loro, se lo riterranno con un Grande Bang.
      A meno che ci salvi un reset non uccidentale.
      Io su questi ci conto.
      Per me è l'unica possibilitá di Salvezza.

    3. Vincent1 24 novembre 2023

      Io ho solo questa speranza. Vedo tante persone (pochissimi in percentuale) che stanno acquisendo coscienza. Bisogna lavorare solo su questo. La rivoluzione ce la possiamo scordare. Bastano 10 milioni di persone che urlano e loro si cagheranno sotto perchè in fondo sono dei vigliacchi.
      Se vedono il DURO, scappano. SONO DEI VIGLIACCHI:

    4. Jimbo 24 novembre 2023

      Basterebbero sí dieci milioni.
      Ma sono al calduccio dentro le bolle.

    1. Vincent1 24 novembre 2023

      Bellissimo articolo.

    2. Nestor Halak 24 novembre 2023

      Ma grazie!

    1. ric 24 novembre 2023

      tutta la natura resta in piedi grazie alla violenza, alla sopraffazione del piu' debole ed indifeso. A cominciare dalla capra che bruca l' erba al leone che sbrana la gazzella, al cuculo che si fa allevare mantenere la sua prole a danno di altre specie. Qualche bontempone definisce come "equilibrio" naturale queste forme di violenza che ogni specie mette in atto per perpetrare la propria esistenza.

      La specie umana non sfugge a queste regole , anzi la soppraffazione e lo sfruttamento dei suoi simili va ben oltre alla necessita' vitale di una esistenza , ma ben piu' ferocemente si attiva per avere privilegi superlui ed inutili Questa e' la natura del genere umano ben piu' feroce e deleteria fra tutti gli esseri viventi per tutto il pianeta .

      Come giustamente tu dici , il comunismo ha nulla a che vedere con un partito . Il comunismo e' un medoto " ancora da mettere in pratica " che sulla carta ha tutte le premesse per una vita civile , decorosa e giusta. mentre il liberismo camuffato da democrazia, da liberta'' assoluta sulla carta( dove? quando? ) nei fatti ci permette di assistere da millenni a guerre , privazioni , massacri e prevaricazioni-

      Il comunismo e' contro la natura umana ...ecco perche' resta la migliore forma di coesistenza fra le genti. Ed ecco perche' viene tanto criticato.

    1. Martin 24 novembre 2023

      Vincenzo, comprendo il tuo afflato idealista, ma il comunismo ha integralmente fallito, come dimostrato da Russia e Cina.

    1. Eugiorso 24 novembre 2023

      Gran parte dell'Europa, a partire dall'occidente, è colonia senza una vera autonomia politica dell'impero del male talassocratico - globalista statunitoide-perfida albione-ebrei, si tratta di colonie vili, ormai prive di anima e rette da collaborazisti che operano contro gli interessi vitali dei popoli, come nel caso eclatante dell'Italia, paese addirittura zombi ancora non-morto soltanto per un caso, ne consegue che da qui non può partire alcun cambiamento rilevante,alcuna lotta di liberazione, l'unico contesto in cui i cambiamenti epocali possono manifestarsi è quello dello scontro geopolitico in atto, da parte dell'impero malvagio cui siamo soggetti, contro le Potenze Libere, prima fra tutte la Russia, la quale, però, non ha ancora le forze e la volontà per intraprendere, su vari piani non puramente su quello militare(!), una lotta di lebrazione del vecchio continente ... sta cercando, al momento attuale, di mettere in sicurezza i suoi confini, eliminando il nemico più prossimo e infliggendo una sconfitta sul campo alla nato.

      Cari saluti

    2. Jimbo 24 novembre 2023

      Per cambiare seriamente le cose va radicalmente cambiato il modello economico e questo può essere fatto solo da un movimento oceanico esterno all'uccidente.
      Al quale gli uccidentali, noi uccidentali, proveremo a contrapporci anche con una guerra mondiale.

    3. Martin 24 novembre 2023

      Eugiorso, come il Terzo Mondo ha dovuto pagare l'infinito GAP determinato dalla rivoluzione industriale europea, cosi' oggi noi Europei paghiamo il GAP esistente con le rivoluzione di internet,delle telecomunicazioni e dei nuovi media, che si svolgono in USA e Cina. Noi qui in Europa abbiamo solo pensato a creare una nuova classe dominante, la burocrazia UE, che ci governa senza alcun mandato popolare. L'abbiamo voluto noi Europei, nessuno ci ha costretti: anzi gli USA inizialmente non volevano nemmeno l'Euro.
      Ora questa nuova classe dominante europea e' fatta di umili servitori della lobby globalista USA. I vari Scholz, Meloni, Macron, VDL etc sono e si comportano come umili scolaretti degli USA.
      Il ritardo culturale, prima ancora che politico, e' evidente, e riflette il ritardo delle società europee, che non generano piu' alcuna innovazione. Anche la Russia e' in ritardo, ma ha Putin, che dimostra che evidentemente il sistema politico russo e' ancora in grado di selezionare i migliori.

    4. Eugiorso 24 novembre 2023

      All'origine di quello che sarà il disastro europeo, cioè delle colonie dell'impero prive di autonomia decisionale, vedo oggi il tantativo di trasferire produzioni che contano dal vecchio continente al cuore nero dell'impero, gli usa, in tal senso i rapporti con la russia sono stati rovinati - non sappiamo se per qualche anno o per un lunghissimo periodo - le materie energetiche hanno subito aumenti draconiani, in cui l'aspetto speculativo si confonde con il pretesto "bellico", quindi per evitare che l'Europa-colonia si avviti su stessa in caduta libera, gli usa dovranno essere sconfitti a livello geopolitico, fino a dover essere costretti a "liberare" le colonie europee.
      I ritardi, ricorrendo condizioni favorevoli (liberazione dall'ordoliberismo e dall'impero) potranno essere colmati.
      Sovranità, rispetto delle tradizioni, giustizia sociale, Stato Etico e superamento della "democrazia"!

      Cari saluti

    5. Astronauta 24 novembre 2023

      E tu credi che l occidente ruesca a contrapporsi a qualcosa?

    6. Jimbo 24 novembre 2023

      Con la guerra.
      Quella grossa.

    1. Martin 24 novembre 2023

      Condivido gran parte dell'analisi, specie il mancato scioglimento della Nato a fronte dell'eliminazione unilaterale del Patto di Varsavia, ma la integrerei con due fattori.

      Il primo, storico, concerne la WW1. Certamente pesarono l'ostinata resistenza dell' Impero AustroUngarico, dato che nei Balcani dopo l'esempio delle unificazioni tedesca e italiana, non ne volevano piu' sapere di quell' Impero, e la volonta' inglese e francese di fermare l'esponenziale ascesa tedesca. Ma secondo me la ragione primaria e profonda per la quale tutti i Governi che combatterono la WW1 inviarono a sbudellarsi al fronte milioni di disgraziati nati a fine 800 - la generazione dei miei nonni - e' la seguente.
      La rivoluzione industriale aveva creato la massa del proletariato industriale, ed il modello economico liberale non interventista non sapeva letteralmente come gestirla: siamo molto prima delle politiche interventiste e sociali PRIMA fasciste e naziste e DOPO keynesiane.
      Prima della WW1, da vari fronti (cattolico, socialista e marxista) si invocava una modifica del modello di sviluppo, ma la borghesia liberale non aveva la piu' remota idea e non era in grado di procedere ad una riforma. Le dottrine cattoliche, socialiste e marxiste, dal proletariato industriale avevano intanto ormai raggiunto anche il proletariato contadino.
      A fronte di tale pressione interna, effettivamente la borghesia liberale dominante trovo' molto piu' facile e utile mandare al massacro milioni di persone. In sintesi, l'interpretazione marxista delle cause della WW1 e' in buona parte corretta. I tromboni delle classi alte che urlavano Trento e Strasburgo nascondevano ben altri problemi...................

      L'analisi in questione non ha valore meramente storico, perche' l'incapacita' di integrare valanghe di immigrati che si e' irresponsabilmente lasciati entrare (grazie principalmente alle guerre di Obama, che da Nero militante sordamente ostile alle società bianche europee, ha intenzionalmente provocato l'immigrazione, in accordo all'agenda globalista) e la crescente riduzione della classe media in Europa configura un quadro interno che per farla breve presenta ampie similitudini con quello pre WW1. Se non fosse per le atomiche russe, probabilmente gia' saremmo in una guerra convenzionale con la Russia, voluta dall' Occidente, non dalla Russia.
      I presupposti e gli interessi che rendono UTILE una guerra convenzionale che coinvolga l'Europa ci sono comunque tutti: ci vorrebbe un fronte europeo pacifista, ma non c'e'!

      L'altro punto che l'autore secondo me non considera adeguatamente e' che con la rivoluzione tuttora in corso di internet e delle telecomunicazioni - equivalente ad una seconda rivoluzione industriale - i rapporti di forza tra USA ed Europa si sono totalmente alterati a favore degli USA. La rivoluzione e' stata fatta dagli USA e dopo dalla Cina, non dall' Europa: tutti i vari Apple Amazon Msft Nvda Oracle etc sono americani o cinesi (Baidu Tencent, Baba', etc).Non ce n'è uno europeo!!!!!!
      Tralasciando il dibattito sulle cause di tale assenza europea, la rivoluzione in questione ha anche originato nuovi media infinitamente pervasivi (Facebook, Tweeter, etc), politicamente orientati in senso globalista, e tutti americani! Nel decennio iniziale del millennio, gli USA hanno occupato internet ed hanno pressoche' distrutto i media europei, con la totale cooperazione della Commissione UE e dei Governi europei, che non hanno compreso l'importanza della partita del controllo di internet, totalmente in mano agli USA.

      Morale, i rapporti di forza tra USA ed Europa negli ultimi 30 anni si sono totalmente sbilanciati a favore degli USA. Infatti anche e perfino la Commissione europea e' diventata una dependance degli USA.

      La classe politica europea e' stata tutto sommato adeguata fino alla rivoluzione di internet e delle telecomunicazioni, ossia fino a massimo parte degli anni 90. A partire dal nuovo millennio, il ritardo culturale rispetto agli USA e' evidente. Si e' pensato solo a creare una nuova classe dominante e imperiale, l'onnipotente burocrazia UE, sottratta alle regole primarie della democrazia, ossia di un Governo eletto dal popolo. Il progetto e' fallito, perche' in 20 anni l'Europa ha perso tra il 25% ed il 35% della ricchezza e del potere d'acquisto rispetto agli USA, e come noto, con la fine dell'energia a basso costo dalla Russia, voluta dagli USA, va sempre peggio!!!!!

      Chi oggi ha almeno 45-50 anni ricordera' gli Andreotti, Craxi, Mitterrand, Chirac, Schmidt, Kohl, Thatcher, Delors etc: indipendentemente dall'indirizzo politico, erano tutti in grado di confrontarsi con i Presidenti di USA, Russia e Cina. I nanerottoli che oggi governano l'Europa sono tutti scolaretti che prendono ordini dagli USA, e riflettono l'enorme ritardo delle societa' europee e delle elites dominanti europee rispetto a USA e Cina.

      Come il Terzo Mondo ha dovuto subire il GAP con la rivoluzione industriale occidentale - da cui il colonialismo, che fu un effetto, non una causa - cosi' ora l'Europa subisce il GAP della sua estraneita' alla rivoluzione internet e telecom di USA e Cina.

    2. Nestor Halak 24 novembre 2023

      Sostanzialmente d'accordo. L'articolo contiene considerazioni analoghe:

      "Fedeltà canina, non c’è che dire, ma fedeltà resa possibile solo dal fatto che i veri centri di potere sono gli stessi in tutto l’occidente e hanno sede principalmente negli Stati Uniti"

      certo non le sviluppa, ma è un articolo, non un trattato.

    3. Martin 24 novembre 2023

      Stiamo sempre piu' indietro in Europa, sia rispetto agli USA che alla Cina, ma ancora pensiamo di essere piu' avanzati o superiori.

    4. Nonso 24 novembre 2023

      nfatti

    5. logos 24 novembre 2023

      Valida argomentazione Martin. Non sono pienamente d'accordo, ma secondo me hai colpito un paio di volte in piena mascella. Ottima base su cui lavorare. La cosa su cui concordo meno in assoluto era il valore dei politici della precedente generazione. Uomini e donne si (non giullari), ma il "confronto" di cui parli, non era "confronto". Comunque stallieri. Dignitosi in alcuni casi, ma sempre sterco avevan da spalare. Sterco scaricato da chi non subiva, nei fatti concreti, la minima influenza dal loro "spalare". Gli si deve concedere il merito storico del fatto che la loro stalla puzzava meno di altre. l.

    1. Nestor Halak 24 novembre 2023

      Mi pare che tu abbia frainteso. L'articolo non contiene una critica al comunismo, anzi le politiche scellerate che elenca sono tutte di segno opposto.
      Che il livello di vita e di libertà personale in Unione Sovietica fossero inferiori a quelle godute mediamente in Europa occidentale mi pare un fatto che tra l'altro ha contribuito grandemente al fallimento sovietico.
      Che le evidenti carenze sovietiche fossero poi interamente dovute al "dittatore d'acciaio", mi pare una interpretazione molto semplicistica.

    2. ric 24 novembre 2023

      nella ex " unione sovietica " si devono considerare i difetti e le difficolta'che tutte le infanzie hanno nel muovere i primi passi... Unito certamente anche a alcune devianze che si sono verificate.

    3. sbregaverse 24 novembre 2023

      Ah, frà Nestorio, ti ricordi i bei tempi andati quando i comunisti mangiavano i bambini ¿?
      C'è qualche sora o frate che ne ha memoria ¿?
      O magari anche, in un viaggio gastronomico, li ha potuti assaggiare ¿?

    4. Nestor Halak 24 novembre 2023

      Temo che all'epoca i viaggi enogastronomici, come si dice adesso, non fossero di moda. E poi, diciamocelo, in Unione Sovietica si mangiava piuttosto male, questa è la sola cosa che mi sento di sottoscrivere in proposito, pur confessando di non aver mai assaggiato bambini.
      Devo dire che detesto pure i viaggi gastronomici di oggi: quelle cose in cui ti danno un calice di vino, che poi non è neppure mezzo calice, e te lo fanno pagare a peso d'oro perché bisogna bere "poco ma bene".
      Ah, i vecchi ubriaconi di una volta!

    1. indipendente 24 novembre 2023

      L'unico ratto che riesco a pensare, è quello che i più fortunati riusciranno ad arrostirsi nelle fredde sere invernali di un futuro non troppo lontano.

    1. PietroGE 24 novembre 2023

      l'Europa, o meglio la sua leadership, è prigioniera di una gabbia ideologica che si è costruita da sé a partire dal suicidio geopolitico conseguente alle due guerre mondiali. Si immagina, nei 'sogni' dei suoi leader, portatrice di diritti umani, democrazia e 'valori umanitari' e ha dimenticato quello che invece dovrebbe essere l'unico scopo da perseguire cioè il benessere dei suoi cittadini e una posizione strategica nel mondo tale da favorire i propri interessi. Non è capace neanche più di quello che deve essere il compito primario di una società cioè di trasmettere alla generazione successiva, anche a causa della crisi demografica, la propria identità culturale. È diventata un a ONG, e giustamente viene trattata come tale dalle altre potenze del mondo. Segno caratteristico di questa decadenza terminale è che chi invece vorrebbe promuovere a politica gli interessi primari dei popoli europei viene criminalizzato come estremista e razzista dal 'politicamente corretto' dominante. Quanto alla geopolitica di stampo europeo, semplicemente inesistente, le gelosie nazionali impediscono persino di fare una politica di difesa comune e ci si illude di essere protetti dall'inesistente 'ombrello nucleare' americano. Così si va verso l'abisso, altro che nuovo mondo di diritti individuali e democrazia.

    2. Martin 24 novembre 2023

      Per fortuna non c'e' una politica di difesa comune, altrimenti si finirebbe in guerra con una votazione a maggioranza in qualche corridoio di Bruxelles.... io aspetto solo che Trump vinca le elezioni: piazzera' una tassa del 10% su tutte le importazioni USA e poi si chiamerà fuori dalla NATO, come minimo tagliando esponenzialmente i fondi USA. Morale qui in Europa ci troveremo finalmente soli! Voglio proprio vedere come l'UE resistera', e come per esempio si controllerà per esempio un Paese come la Polonia che grazie ai contributi UE (ogni anno dal 2004 riceve circa il 5% del Pil in aiuti) ha messo su l'esercito piu' forte d' Europa e tanto per cambiare sta cercando grane con TUTTI i suoi vicini (Germania, Bielorussia, Russia e perfino Ucraina).

    3. PietroGE 24 novembre 2023

      In Germania c'è da anni dibattito sulla produzione di armi nucleari perché i tedeschi hanno capito benissimo che gli USA non accetteranno mai di sacrificare NY per Berlino, in caso di attacco nucleare. Visto che la UE non ha mai ratificato il Trattato di non proliferazione è possibile la produzione di armi nucleari a difesa dei confini europei. A quel punto anche se rimanesse la NATO, il suo ruolo verrebbe ridimensionato a tal punto che potrebbe anche essere abolita. Resta, appunto, da stabilire chi decide dell'impiego di armi nucleari quando non esiste una leadership europea perché non esiste una unione politica.

    4. Martin 24 novembre 2023

      Le atomiche le hanno gia' UK e Francia, in Europa. Se vince Trump e gli USA riducono esponenzialmente la loro presenza in Europa e nella Nato, ne saro' molto felice, ma qui in Europa senza il controllo e l'ombrello USA, temo proprio che rivoleranno gli stracci, Polonia in primis

    5. Eugiorso 24 novembre 2023

      Ricordo che anche nella prima campagna elettorale Trump parlava di un "ridimensionamento" della nato, o di lasciare parte della spesa agli europei e questo ha suscitato qualche speranza, poi è estato eletto e non ha fatto nulla, in tal senso, perché era troppo debole (ipotesi buona) o perché aveva mentito (ipotesi cattiva) ... Forse vale l'ipotesi buona, perché l'élite, nell'attesa di sconfiggero con i brogli elettorali la tornata successiva, gli ha letteralmente cambiato l'amministrazione, facendo fuori alcuni dei vecchi e inserendo neocon (bolton, ad esempio).

      Cari saluti

    1. absitiniuriaverbis 24 novembre 2023

      C'è una differenza, che si applica a tutto, tra il dire (le teorie) ed il fare (la pratica).
      Questa differenza si traduce nell'esasperazione dei concetti che, alla fine, riduce sempre il tutto a 'come ti controllo il pupo' e ritorniamo agli umani.

      La vecchia e sana greca 'misura' si é persa e siccome nessuno sapeva di averla, nessuno si è mai preoccupato di cercarla.

    1. Jimbo 24 novembre 2023

      Articolo che dà parecchi spunti.
      1) Le condizioni economiche e sociali hanno subito solo un lieve peggioramento nonostante le scelte volutamente scellerate.
      Gli europei stanno da dio, soprattutto gli italiani.
      2) Il peso politico europeo é in caduta libera, "non risorse, no party".
      3) Le élite teleguidate, i politici corrotti, la gente nelle proprie bolle sono accompagnati verso la decrescita economica infelice e la militarizzazione a difesa del fortino uccidentale (più riservisti e nessuno dice niente!!!).
      Loro non vedono strade alternative non volendo cambiare completamente il programma economico.
      Non le vedo neanch'io a dirla tutta.
      L'uccidente vive solo di soprusi e violenze ai danni di altri popoli, o continua a massacrare civili o perisce.
      Li vogliamo o no 'sti regali di Natale? E allora ... via di cannoni.
      4) A noi viscidi uccidentali sta bene così, non vogliamo mettere in discussione niente, basta che arrivino i panettoni, gli smartphone e gli schermi ultrapiatti, costi quel che costi in termini di vite altrui umane. Altrui però, niente attentati qui. Noi siamo gente pacifica noi.
      5) Continuare ad incolpare i media fantozziani ha poco senso, in pochi ci credono ormai. Facciamo finta di crederci perchè adoriamo lo status quo, gli yankee, gli spritz.
      I media spostano l'opinione pubblica sempre di meno.

    2. Nestor Halak 24 novembre 2023

      Credo il contrario, cioè che i media siano oggi più importanti di sempre per l'orientamento dell'opinione pubblica.
      Mi sembra anche palese che le condizioni di vita in Europa siano in costante peggioramento, anche se per il momento non sono ancora tali da innescare rivolte generalizzate.
      Infine non vedo nulla di male nell'apprezzare i miglioramenti delle condizioni di vita quando ci sono: alla fine sono certamente uno degli indici più importanti della riuscita di una società. Se stiamo tutti bene, meglio così, il masochismo non mi è mai piaciuto.

    3. Jimbo 24 novembre 2023

      La leggo sempre con piacere ma su questi tre punti la penso molto diversamente.
      La gente è ormai indifferente a tutto quello che succede e a quello che gli viene raccontato.
      Sta benone nonostante tutti parlino di grossa crisi. Non bene, benone.
      I miglioramenti delle attuali condizioni sono un male, vuol dire crescita (la crescita è il Male assoluto) non è a somma zero, vuol dire soprusi verso altri popoli, guerra, sangue.
      Continuerò a leggerla con piacere ma questi 3 sono punti basilari nell'affrontare questo tipo di discussione.

    4. ric 24 novembre 2023

      quali sarebbero i miglioramenti degli stili di vita occidentali ?

    5. Gino 24 novembre 2023

      La gente [...] sta benone nonostante tutti parlino di grossa crisi.
      Non bene, benone.

      Parli degli italiani vecchi.
      Ed anche parli come un vecchio.

      Per un vecchio (come anch'io lo sono) nulla vi è di più scomodo che dover cambiare le proprie più trite abitudini.

      Ed anche poiché molto probabile è che quando anche per i vecchi la condizione comune diverrà veramente insostenibile, quelli attualmente normalmente privilegiati saranno oramai deceduti.

    6. Astronauta 24 novembre 2023

      Nella realta non trovinulla.Usa la fantasia, tipomedia, vedrai che qualcosa trovi.

    7. logos 24 novembre 2023

      Dici il vero. Comunque sia possano essi vivere nella serenità guadagnata (chi più chi meno) fino al loro ultimo giorno. Sono la nostra memoria. E gli unici che possono, ad oggi, testimoniare di un minimo di cultura umana. Mi piaccion le fiabe, raccontane altre diceva il bambino al vecchio di Guccini. Oltretutto vederli finire i loro giorni nella miseria mi farebbe solo soffrire. Alcuni di loro hanno pure vissuto i drammi della guerra. Questo ha un valore. Almeno dovrebbe. Oggi più che mai. l.

    8. ric 24 novembre 2023

      ma no ... stanno tutti bene nrgli USA...se giri gli occhi altrove.!

      https://www.google.com/search?sca_esv=585073649&rlz=1C1CHBD_itIT1068IT1068&q=homeless+negli+usa&tbm=isch&source=lnms&sa=X&ved=2ahUKEwiQzMfi9dyCAxVwRPEDHe51DIUQ0pQJegQIDRAB&biw=1920&bih=969&dpr=1

    9. Jimbo 24 novembre 2023

      Si, ma gli italiani sono quasi tutti vecchi.
      E metá di quelli che non lo sono campano benone sulle spalle dei vecchi.

    10. ric 24 novembre 2023

      verissmo alla crescita e' necessario fare la TARA...

    11. Nestor Halak 24 novembre 2023

      Massimo rispetto per chi la pensa diversamente, specialmente se dissente con garbo, come nel suo caso.

    12. Nestor Halak 24 novembre 2023

      Ho scritto condizioni, più che stili, ma senza fare i pignoli direi che le condizioni di vita dell'italiano medio siano migliorate tantissimo dagli anni trenta ad oggi.

    13. Vincent1 24 novembre 2023

      Quello che @jimbo sta dicendo ha in verità molto senso e il tuo scritto ne accentua la veridicità. Il popolo è sempre più condotto dai media e i media ti dicono che stiamo bene.
      Il popolo ci crede e, quelli che in realtà non stanno bene, ne fanno, di fatto, un problema loro. Hanno fatto degli errori, hanno sbagliato, la vita è stata avara contro di me ecc. Nessuno, dico nessuno si pone il problema che la causa del male potrebbe essere da qualche altra parte.
      La TV ti fa vedere un mondo che con solo 14.99 euro hai diritto a una connessione ultra efficace. Cosa sono 14 euro? Niente. Quindi se io non me lo posso permettere, il problema è mio e, nel caso che in qualche modo io riesca recuperare i 14 euro, sono l'uomo più felice del mondo perchè sono entrato nel club.
      Pardon. Ho dimenticato i 99 centesimi.
      Scherzi a parte. Gli emarginati aumentano e quando si è emarginati si è fuori da ogni circuito, anche di quelli che possono far sentire la loro voce. Non esistono. Punto.

    14. ric 24 novembre 2023

      dagli anni 30 ad oggi mi pare ovvio...

    15. ric 24 novembre 2023

      santissime parole. L' arrivismo . la meritocrazia, il successo , la ricchezza ,come tutte quelle testimonianze materiali che determinano uno status di benessere , fanno da obbiettivo da raggiungere per ottenere la felicita' assoluta. Le televisioni ne fanno grancassa di risonanza per incolparti del tuo mancato risultato.

    16. emilia 25 novembre 2023

      "Gli Europei stanno da dio" Fino a quando?

    17. BrunoWald 26 novembre 2023

      TU adori lo statu quo, gli yankees... Io e molti altri no, benché sullo spritz potremmo metterci d'accordo.

      Secondo me ti manca parecchia prospettiva storica, le istantanee non sempre rendono un gran servizio alla verità, specie se prese sempre dallo stesso angolo, e rese sfocate da surreali sensi di colpa.

      (Commento modificato in versione più "light", sperando di render meglio l'idea)

    1. sbregaverse 24 novembre 2023

      Tutti al male tutti al male
      a mostlal le chiappe chiale
      tutti al male tutti al male.

    2. Nonso 24 novembre 2023

      C'è freddo

    3. sbregaverse 24 novembre 2023

      È metafola o fleddula ¿?

    4. Nonso 24 novembre 2023

      Comandamento

    5. Vincent1 24 novembre 2023

      Troppi 'Non So'

    6. Nonso 24 novembre 2023

      Eh, a chi lo dici

    1. Jimbo 24 novembre 2023

      In linea di massima sono d'accordo (bypasso i riferimenti all'ambiente) ma il cambiamento per certi versi comunista non puó che partire da altri popoli in altri continenti.
      Qui in uccidente siamo lessi dentro le nostre bolle.
      O ci salvano gli altri, persino gli africani, o noi andremo incontro all'eutanasia.

    2. absitiniuriaverbis 24 novembre 2023

      Pellerossa ed aborigeni vivevano in modo diverso.
      Pronti a riconsiderare lo stile di vita?
      All in?

    3. LuxIgnis 24 novembre 2023

      Se le persone si fermassero un attimo a riflettere sui sistemi di governo che conducevano questi due gruppi da te citati si accorgerebbe che loro la democrazia (vera, diretta)l'avevano raggiunta molto ma molto tempo prima di noi.
      Basti pensare alla legge federativa degli Iroquesi (sono una federazione di 5 tribù) da cui si è ispirata addirittura la costituzione americana.
      Invece loro sono i primitivi e noi siamo i civili avanzati.

    4. Jimbo 24 novembre 2023

      C'era del buono, sicuramente, ma non occorre tornare indietro di così tanto.
      Occorrerebbe però guardarsi intorno e un pò indietro, e indietreggiare un pò.
      Un bel pò.
      Per farlo bisogna però mettere in discussione tutto.
      Compreso il sistema economico.
      Quello attuale è vissuto sulle violenze efferate perpetrate ai danni di altri popoli.
      Al momento solo continuando a violentare palestinesi, ex indocinesi, diversamente colorati, possiamo continuare con l'attuale sistema.
      Ci sta bene il pandoro al sangue?
      Si. Fine. Eh ma i bimbi di Gaza?
      Non ce ne frega 'na fava.
      Diciamola tutta.

    5. absitiniuriaverbis 24 novembre 2023

      Avanzati come i cibi scaduti.

    6. Nonso 24 novembre 2023

      Più che altro scaduti come i cibi avanzati

    7. carla 24 novembre 2023

      Forse i sud africani

    8. Jimbo 24 novembre 2023

      Non sottovaluterei anche gli altri colorati.
      Io di sicuro sottovaluto gli occidentali.

    9. ric 24 novembre 2023

      come popoli siamo veramente in " avanzato stato di decomposizione "

    10. BrunoWald 26 novembre 2023

      Si, vedrete come vi salveranno gli africani...

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