Il mondo malato vuole uomini malati

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Fra le tante stucchevoli, paradossali e schizofreniche ricorrenze che ci si trova a subire in questo tempo delirante, rientra pure la giornata mondiale del malato, di cui oggi si celebra il trentennale. Nato nell’ambito della Chiesa Cattolica su diretto interessamento di Giovanni Paolo II, questo appuntamento nasce su presupposti sacrosanti, che vengono tragicamente disattesi nella quotidianità alla quale ormai abbiamo fatto il callo. Gli ospedali sono macellerie. La sanità pubblica è una mangiatoia. Gli anziani nelle case di cura sono abbandonati e lasciati morire come mosche. La medicina di base sul territorio va scomparendo. I medici di famiglia non visitano più i pazienti.  Vengono rinviate sine die visite oncologiche. A buona parte degli italiani è stato inoculato, con i noti pretesti, un veleno che, alla meglio, renderà milioni di persone clienti delle case farmaceutiche a vita. E poi, come se tutti questi danni non bastassero, ecco le beffe: farabutti in camice bianco che vomitano propaganda da tutti i canali, burocrati vaccinali con potere di vita e di morte, infermieri che continuano a ballare sui social (mentre le terapie intensive sarebbero al collasso eccetera eccetera) dimostrando quali sono i valori che li fanno stare al mondo. Sullo sfondo, si agitano altri minacciosi fantasmi: eutanasia, terapia ormonale per il cambio di genere, vasectomia climatica, medicalizzazione di ogni recesso dell’esistenza. Il mondo malato vuole uomini malati. La salute, del corpo e dell’anima, si può trovare solo fuori dagli ambulatori.

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