Il mito della produttività

Siamo davvero lieti di comunicarvi l’inizio della importante collaborazione tra ComeDonChisciotte.org e CSEPI (Centro Studi Economici per il Pieno Impiego).

Un attento osservatore della realtà, oggi, non può fare a meno di notare che la società è attraversata da dinamiche molto complesse, che richiedono una comprensione a tutto tondo di quanto accade, alla luce sia dei fatti economici sia di quelli afferenti la sfera politica che costituisce il vero terreno sul quale si dipanano le “mosse” strategiche, incardinate entro quei rapporti di forza vero fulcro di questa società.

Una situazione, dunque, che non può essere analizzata compiutamente se non si dispone degli “strumenti” interpretativi necessari atti a decodificare la realtà: occorre fornire una “chiave” di lettura.

Grazie a questa collaborazione, cercheremo fattivamente una sorta di unità di intenti che integri ed amalgami l’analisi tecnica-economica a quella politica-sociale.

Per una informazione libera e indipendente dal Potere, ma anche dai dogmi e dalle superstizioni culturali con cui esso cerca da sempre di addestrare le menti degli Uomini.

IL MITO DELLA PRODUTTIVITA’

Di Fabio Di Lenola, Centro Studi Economici per il Pieno Impiego – (CSEPI) per CDC

Possiamo definire la produttività come il rapporto tra l’output (prodotti effettivamente realizzati) e gli occupati totali (meglio ancora se consideriamo le ore totali lavorate).

Se a parità di ore lavorate (o addirittura con meno ore lavorate), l’offerta di prodotti aumenta (ipotizzando che tutti i costi di produzione restino invariati), possiamo immaginare che il prezzo finale di tali beni scenda, rendendoli più convenienti e aumentando le vendite degli stessi.

Come ha fatto giustamente notare l’economista Guglielmo Forges Davanzati, su un articolo apparso tempo fa su Micromega online, la questione della produttività non è affatto cosi scontata come sembra, in particolar modo per quel che riguarda la sua misurazione:

“L’impossibilità di misurazione (della produttività) discende da due dati di fatto. In primo luogo, la quantità prodotta dipende dalle modalità di organizzazione del lavoro e, in particolare, dal fatto che, di norma, essa varia al variare del grado di cooperazione fra lavoratori all’interno del processo produttivo.

In secondo luogo, le economie contemporanee sono caratterizzate da una rilevante incidenza del settore dei servizi, nel quale la quantità prodotta non è misurabile, se non quando i servizi vengono venduti e, dunque, può esserlo solo in termini monetari. In terzo luogo, è praticamente impossibile ‘isolare’ il contributo del singolo lavoratore dalla dotazione di capitale della quale dispone, così che non è possibile imputare al singolo lavoratore il suo specifico contributo alla produzione. Da ciò discende che, per entrambi i casi, non è possibile fornire una misurazione fisica della sua produttività.”

La seconda evidenza che vorremmo sottolineare è se aumentare la produttività, per aumentare la quantità di prodotti da offrire sul mercato, sia una scelta logica oppure derivi da concezioni meccaniche dell’economia e sorpassate. Il riferimento è alla legge di Say, che descrive un mondo in cui l’offerta traina la domanda. Aumentare la quantità di prodotti è sempre sinonimo di garanzia di vendita, secondo questo postulato.

Ci permettiamo di dissentire.

Dal nostro punto di vista, la produttività dipende dalla domanda di beni e servizi, e non potrebbe che essere cosi. Citando il prof. Alberto Bagnai, per un barista è importante vendere più caffè possibili, non produrne il più possibile!

Diventa scontato quindi, che l’incentivo ad investire da parte del barista, per migliorare il processo produttivo attraverso tecnologia e nuove tecniche di lavoro (esempio generalizzabile per la classe imprenditoriale), non può che venire da una maggiore domanda di caffè. Solo e soltanto in quel momento l’impresa (a fronte di probabili aumenti di vendite nel breve e medio periodo) si assumerà il rischio di investire denaro per ammodernare la sua catena produttiva. La situazione italiana ed europea non pare al momento prefigurare una situazione in cui la domanda aggregata torni ad essere il motore dello sviluppo e della produzione.

Per quel che riguarda gli eventuali vantaggi che deriverebbero dal calo dei prezzi, determinato dall’aumento della produttività, i problemi da rilevare sono almeno tre.

  • In primo luogo, il capitalismo utopico di Adam Smith, in cui opererebbe la mano invisibile del mercato, non descrive l’attuale società odierna, in cui classi con interessi contrapposti si affrontano quotidianamente. I prezzi dunque non sono riconducibili a semplici variazioni dei livelli di domanda ed offerta , ma dipenderebbero fondamentalmente dal costo del lavoro e delle materie prime. Il libero mercato utopico di Smith e dei liberisti nostrani in salsa neoclassica, non esiste, e la società è dominata da cartelli e da monopoli , non perché lo stato e la burocrazia interferiscano nelle “naturali leggi del mercato” (autoregolanti) , ma esattamente perché la dinamica stessa delle società capitalistiche rende l’uomo (inteso come soggetto ontologico) alienato, distrugge i legami sociali e il senso comunitario del vivere. Effettuata questa premessa è chiaro che ritenere che all’aumento della produttività i capitalisti (intesi come classe dominante) decidano di abbassare i prezzi appare piuttosto ingenuo. La realtà potrebbe essere un profitto crescente, piuttosto che un prezzo in discesa.
  • Il secondo punto che ci preme sottolineare è far notare che se l’imprenditore decidesse di investire, i benefici sui prezzi non potrebbero che verificarsi nel lungo periodo, dato che nel breve periodo l’impresa vedrebbe maggiorati i suoi costi, causa l’investimento effettuato.
  • Il terzo punto da mettere in evidenza è se realmente la domanda , specialmente in periodi di depressione (come il periodo che stiamo vivendo), sia più o meno elastica a variazioni del prezzo. L’evidenza empirica ci dice di no.
    E l’evidenza è sotto i nostri occhi visto che l’Europa è avvitata in una spirale deflazionistica (calo dei prezzi), ma la domanda di beni e servizi continua drammaticamente a calare.
    Possiamo concludere che il rapporto tra domanda e prezzi è molto flebile, e tende ancora a diminuire in periodi in cui l’economia nazionale è particolarmente depressa.
    In questo momento neppure il settore estero ci può venire in soccorso, data la recessione che abita nella maggior parte dei paesi europei, e data la miope strategia europea che mira al consolidamento fiscale e al taglio degli stipendi su scala continentale.

Per maggiori approfondimenti sul tema rimandiamo al testo del prof. Emiliano Brancaccio, l’Anti Blanchard 2012.

L’ultimo argomento che andremo a disquisire rimanda a Marx ed alla sua teoria sulla caduta tendenziale del saggio del profitto come contraddizione interna al sistema capitalista.
Non crediamo che questa teorizzazione di Marx porti necessariamente al collasso del sistema, ma vorremmo analizzare questa formulazione per far risaltare alcune problematiche che si innescherebbero nel processo produttivo.

Un aumento degli investimenti in capitale fisso (macchinari e tecnologie), tende a modificare la composizione del capitale, diminuendo la quota del capitale variabile (salari).
Questo processo tende naturalmente ad espellere sempre maggiore forza lavoro dal processo produttivo e non è ben chiaro chi dovrebbe riassorbirla.

Il processo potrebbe essere alleviato riducendo l’orario di lavoro mantenendo stabile il potere d’acquisti e la disoccupazione potrebbe essere assorbita lanciando un piano di lavoro garantito per impiegare la forza lavoro nel settore dei servizi, nella cultura, nelle energie rinnovabili e nella cura dell’uomo.

Ma questo è un tema che ci riserviamo di trattare in seguito.

Di Fabio Di Lenola, Centro Studi Economici per il Pieno Impiego – (CSEPI) per CDC

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

 

69 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
VincenzoS1955
VincenzoS1955
25 Gennaio 2021 6:07

Mettendo per un attimo da parte Marx, con la parola ” produttività” intendo la produzione dei beni atti a soddisfare i reali, materiali e spirituali, bisogni della gente in armonia con l’ambiente, senza generare contrasti sociali, rispettando la natura e gli altri esseri viventi nostri compagni di viaggio su questa Terra. Parlo dei reali bisogni della gente non quelli artefatti, superflui e gonfiati del capital-consumismo.

ITALIA ENSEÑA
ITALIA ENSEÑA
Risposta al commento di  VincenzoS1955
25 Gennaio 2021 16:48

Problema: tutti coloro che lavorano per i settori del superfluo, includendo la PA.

Truman
Truman
25 Gennaio 2021 6:30

Bah, personalmente mi sono convinto da lungo tempo che l’attuale sistema capitalistico ricerchi strategicamente l’inefficienza, pur rircercando tatticamente l’efficienza (=produttività). Questa contrapposizione, che a qualcuno potrebbe apparire strana, corrisponde alla contrapposizione tra macroeconomia e microeconomia, nella prima si vuole la crescità, l’aumento del PIL, l’aumento dei consumi; nella seconda (la microeconomia) si vogliono i risparmi, i tagli, l’efficienza, la decrescita.
A fare un esempio, l’attuale gara a demolire automobili praticamente nuove, per sostituirle con automobili elettriche, è uno spreco colossale camuffato da risparmio, che però aiuta ancora una volta ad opprimere il cittadino comune con tasse nascoste (la necessità di acquistare un’auto nuova) per mantenere i rapporti di potere attuali nei quali gli Agnelli, dopo avere succhiato il sangue allo Stato italliano, continuano ad arricchirsi con operazioni finanziarie.
E’ il caso di notare che il potere è pieno di paradossi, e questo è solo uno dei tanti esempi che si possono trovare.
Per quanto mi riguarda tendo a pensare che il mito della produttività sia il segno di una politica incapace o semplicemente traditrice degli interessi nazionali.

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Truman
25 Gennaio 2021 6:46

la cosa è semplice. Siccome c’è chi ci guadagna da ogni aspetto del processo produttivo, cio anche dalla rottamazione, dalla produzione di nuove auto dalla vendita, dall’estrazione di minerali, dall’estrazione del carburante usato, alla produzione di nuove batterie e estrazione dei nuovi minerali che serve per farle etc etc etc, allora si spiega facilmente tutto.

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  Truman
25 Gennaio 2021 6:47

Oppure la strategia è quella di rendere inviso il capitalismo al popolo, portandolo all’eccesso, per far credere che sia il comunismo, l’unica forma di governo adatta alle masse.

Con le democrazie occidentali non sono riusciti, finora, ad avere un controllo sui popoli, come è avvenuto nei paesi con regimi comunisti.

Ma potrebbe anche essere, che il loro intento, sia quello di accumulare patrimoni tali da far si che un giorno, noi si diventi tutti loro sevi della gleba.

A tal proposito vi è un articolo su controinformazione, che rivela come gli uomini più ricchi del Mondo, stiano facendo incetta di terre. Link sotto:

https://www.controinformazione.info/il-latifondismo-dei-globalisti/

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 6:53

no certo, le dittature fasciste non sono mai esistite.

e il liberismo è uno spauracchio per far disamorare la gente al capitalismo e portarla ad essere comunista

Beh che dire…..complimenti

la fantasia non ti manca, prova a scrivere dei romanzi distopici dove mischi i famosi fischi con i lazzi

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  Violetta
25 Gennaio 2021 8:00

Ho detto che le dittature fasciste non sono mai esistite? Se si, mi faccia vedere dove l’ha letto.
Eccone qua un altro che pensa siano di destra, coloro i quali parlano male della sinistra, invece io parlo male di entrambi.

Lei invece è uno dei tanti che si nasconde dietro un nickname per la mancanza di coraggio.

Io i libri ( saggi, non romanzi) li leggo, a differenza sua, che, da come scrive, denota una grave carenza culturale.

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 9:26

ma rispondi nel merito invece di badare alla mia carenza culturale

O dobbiamo fare la lotta c chi ha letto o studiato di piu?

Pensa che io scrivo anche i libri, e su argomenti che forse non sai nemmeno che esistano, perciò….o rispondi nel merito o lascia perdere

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  Violetta
25 Gennaio 2021 8:33

E comunque si dice: “fischi con i fiaschi”.

Prima di scrivere legga libri, ed impari.

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 9:25

AHAHHAAH

hai ragione!!! ho preso un fiasco per un fischio anche io!

McBane
McBane
Risposta al commento di  Violetta
25 Gennaio 2021 15:45

Un whisky maschio senza raschio.

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 7:01

La verità è che tutta la storia da Marx in poi, è stata una lotta del Capitale per distrugger del’ideologia di Marx che voleva “bilanciarlo” contrapponendogli il potere delle classi operaie, e che voleva togliere dalle mani dei capitalisti la proprietà privata dei mezzi di produzione per mantenerli Pubblici ovvero dello Stato ovvero di tutti.

Gli USA, società capitalista per eccellenza non hanno fatto altro che bombardare e distruggere tutte le società anche solo vagamente non capitaliste e tendenti a una economia anche solo vagamente comunista.

Hanno lottato contro il comunismo con tutte le loro forze, con la propaganda, con le bombe con tutti i loro mezzi.

Oggi in UE tutto lo sforzo è distruggere ciò che resta dei residui del socialismo, delle social democrazie, dello stato sociale, della “mano” dello Stato.

Ma poi certo ognuno può anche scambiare un topo per un elefante…..ci mancherebbe

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  Violetta
25 Gennaio 2021 7:45

E come mai, se gli USA hanno lottato contro il comunismo, il banchiere Jacob Schiff, direttore della banca Kuhn & Loeb di New York, fu uno dei maggiori finanziatori di Lenin (ma non fu il solo)?

I mezzi di produzione non possono essere totalmente statali, come non devono essere solamente privati.
Ci vuole un equilibrio tra pubblico e privato, ad esempio i beni essenziali (acqua, energia, le banche commerciali, i servizi, devono essere pubbliche)

Quando lei parla di USA, crede forse vi sia una nazione che decide per il proprio interesse?
E’ lei che non sa riconoscere quei poteri, che sono oramai transnazionali e non si possono identificare in una nazione, ma sono diversificati nel Mondo.

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 8:05

Lenin era un burattino, ci vuole tanto a capirlo?

Voi invece lo sapevate che in Italia Berlinguer era figlio della nobiltà sarda? Un marchese.

Mentre Napolitano era figlio della contessa di Napoli.

Feltrinelli anche lui era marchese.

Voi furbi sinistri italici vi siete fatti dominare dalla nobiltà, e neppure ve ne siete accorti…

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 8:45

Che Berliguer e Cossiga fossero cugini è un fatto ben noto…

P.S.: era imparentato anche con il presidente Segni.

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  Holodoc
25 Gennaio 2021 9:34

Su Napolitano invece si fanno illazioni ben più penetranti.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 9:49

Evvabé, da uno che è stipendiato dalla Columbia University che ti puoi aspettare???

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  Holodoc
25 Gennaio 2021 9:53

La somiglianza con Umberto2…

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 14:55

… questa non la sapevo… la somiglianza è davvero inquietante…

ferdy
ferdy
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 20:41

Napolitano, era il comunista preferito di Henry Kissinger, Andava negli Stati Uniti a parlare nelle università, nel tempo in cui negli Stati Uniti i comunisti venivano arrestati. Vedi mo che comunista.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 8:45

Che Berliguer e Cossiga fossero cugini è un fatto ben noto…

P.S.: era imparentato anche con il presidente Segni.

ferdy
ferdy
Risposta al commento di  Holodoc
25 Gennaio 2021 15:35

Era un’altro cugino

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 8:20

Quanti morti ci sono stati in Russia dopo la rivoluzione? Decine di Milioni.

E la maggior parte erano contadini, forse anche loro avrebbero preferito zappare sotto lo Zar, ma essere vivi…

Tra voi e quelli di destra non vi è una grande differenza, inneggiate a regimi che hanno solo portato morte e disgrazie. Siete estremisti, ma più vicini di quanto pensiate.

Io sono equidistante da entrambi, per fortuna.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 8:49

“… forse anche loro avrebbero preferito zappare sotto lo Zar, ma essere vivi…”

E qui si svelano gli altarini: tu allora sei di quelli che preferiscono stare agli arresti domiciliari anziché correre il rischio (minimo) di morire di Covid (e te lo dico io che sono positivo al tampone!!!)

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 8:49

“… forse anche loro avrebbero preferito zappare sotto lo Zar, ma essere vivi…”

E qui si svelano gli altarini: tu allora sei di quelli che preferiscono stare agli arresti domiciliari anziché correre il rischio (minimo) di morire di Covid (e te lo dico io che sono positivo al tampone!!!)

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  Holodoc
25 Gennaio 2021 9:06

Io paura non ne ho.
Però avrei voluto chiedere ad un padre di famiglia se avrebbe preferito vedere i propri figli morire o averli vivi a zappare per lo Zar (ho scritto “forse” nel commento).

E tu preferiresti vedere morire i tuoi figli, oppure…

Se si è soli è più facile fare i coraggiosi, ma quando si ha una famiglia, posso anche capire chi decida diversamente…

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 9:51

Pare che dopo la Rivoluzione molti non se la siano passata bene comunque…

danone
danone
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 11:23

Meglio vivere da schiavi o morire da uomini liberi?
La risposta giusta non c’è perchè è una scelta personale, quindi anche tu puoi decidere solo per te. Qualcuno potrebbe preferire vedere morire i figli nel tentativo di non farsi rubare la libertà, piuttosto che vederli caricati in vagoni e portati nei campi di lavoro a vita.

ferdy
ferdy
Risposta al commento di  danone
25 Gennaio 2021 15:34

Mi sa che devi incominciare a preoccuparti perche schiavo lo sei già. come tutti noi.

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 8:51

Eccolo qua un negazionista!

L’ho detto, tra voi comunisti ed i fasci-nazisti, non vi è alcuna differenza. Sareste capaci di negare anche l’evidenza più palese.

La democrazia ce la stanno togliendo, e quelli come voi che siete nostalgici dell’URSS (come i nostalgici di Benito), gli state dando una mano.

Io da un anno a questa parte zitto non lo sono stato.
Sono anni che dico quello che penso, e sempre col mio nome e cognome, perchè non sono nè pecora, e nè coniglio, Io.

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 9:27

Nell’arco di 24 ore ho dovuto rispondere a: Maxjuve, Violetta e Nuvola Rossa, sentandomi dare del fascista e quant’altro, dopo un po’ anche io mi stufo.

Comunque negare i milioni di morti nell’ex URSS, non è intellettualmente onesto. Chi veniva mandato nei gulag e vi è ritornato, non ha dei bei ricordi, Solgenitzin insegna.

Quello che vedete letto sopra i miei commenti è il mio nome e cognome, se tutti scrivessero mettendoci la faccia, verrebbero scritte molte meno boiate, se non altro per non fare brutta figura con chi li conosce.

E dare della pecora invece? E’ il bon ton che lo prevede?
Ho solamente reso pan per focaccia…

Comunque basta fare come me e come altri, palesarsi.
In fin dei conti io pecora non ritengo di esserlo, avendo sempre espresso contrarietà al lockdown, lei invece che si nasconde cosa può dire in merito?

ITALIA ENSEÑA
ITALIA ENSEÑA
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 16:55

Meglio il patto di Varsavia?

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 9:20

non credo di capire. Sono i “capitalisti” a lottare contro il comunismo.
E quei poteri transanazionali di cui parla sono capitale per eccellenza.

Il “modello Amazon” è capitalismo per eccellenza.

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  Violetta
25 Gennaio 2021 9:49

Per capire certe disamine bisogna avere delle conoscenze mirate, altrimenti lei continuerebbe a farmi domande, e io ho anche altro da fare.

Si legga, per cominciare, il saggio “Massoneria e Sette Segrete” di Epiphanius, ediz. Controcorrente

Si domandi come mai i banchieri di Wall Street abbiano finanziato sia Lenin che Hitler.

Dietro a tutto vi è la “Finanza Internazionale”.

Holodoc
Holodoc
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 9:53

La finanza cerca di fare affari in tutte le situazioni. Semmai sarebbero stato Lenin o Hitler a dover rifiutare finanziamenti dai plutocrati.

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 10:00

eccone un altro che “mi manda a leggere”. Ma roba da matti! Non si sta discutendo su cosa finanzia wall street. Stiamo discutendo mi pare, del fatto, che è assurdo pensare che le “elite transnazionali” siano interessate a un modello comunista. Casomai a un modello “falso comunista”. La cosa che Lei, caro signore, coraggiosissimo perchè mette nome e cognome, (ma poi non risponde nel merito…..) tralascia, è appunto la cosa logica e ovvia che siamo in un eccesso di liberismo e non certo di comunismo. Come ho gia scritto, tutta la storia del capitale dalla sua origine è stata ed è quella di “dividere” la forza “bilanciatrice” della classe lavoratrice e di eliminare lo stato sociale. Lei ha sanità di stato gratis, perchè è stata una conquista socialista che il capitale e i capitalisti hanno combattuto e combattono ancora la dove ci sono i residui (UE) mentre nella società capitalista per eccellenza la sanità è a pagamento. E questo è evidentemente, ma fin troppo evidentemente, il modello che si sta ormai finendo di portare avanti, la sanità come esempio ma vale per i diritti del lavoratore (modello Amazon) e di tutto lo stato sociale conquista socialista. Non basta leggere….poi bisogna… Leggi tutto »

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  Violetta
25 Gennaio 2021 10:51

Cito: “Casomai a un modello “falso comunista”. E quale sarebbe il “vero modello comunista”? Dove è stato concretizzato? In quali nazioni non ha prodotto povertà? Il troppo liberismo se lo sono preso le elite per accentrare il potere, ma queste sanno benissimo che l’unica forma di governo che consenta loro di controllare il popolo è il comunismo, dove sono tutti poveri, a quel punto nessuno potrà intaccare il loro potere. Io sono contrario al capitalismo d’assalto come è in USA. In Italia quando c’era un centro, negli anni ’50-’70, la sanità era pubblica e a certe categorie furono i sindacati a ridurgliela. Ho dimenticato di mettere la sanità tra i beni essenziali che devono essere pubblici assieme all’acqua e all’energia. Qui si sta parlando di comunismo (o fascismo), e nessuno di voi ho letto essere critico con esso. Quando dico che deve esserci un equilibrio è perchè gli estremismi sono deleteri. Poi, le democrazie che abbiamo avuto nei decenni passati, sono certamente migliorabili, ma proporre regimi di estrema sinistra da una parte, o di estrema destra dall’altra lo ritengo folle. Siete presi dal dualismo che ci hanno imposto, difatti anche da noi vi è o il centro-destra o il centro-sinistra,… Leggi tutto »

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 11:21

Quando dico che deve esserci un equilibrio è perchè gli estremismi sono deleteri.

ma io sono perfettamente d’accordo

ferdy
ferdy
Risposta al commento di  Violetta
25 Gennaio 2021 20:53

Nel Nuovo Ordine Mondiale che stanno costruendo, vi sarà anche un po di comunismo per tutti quelli che saranno considerati superflui e non utili a loro. A questi sarà dato il reddito di cittadinanza e saranno sterelizzati. e nel giro di mezzo secolo avranno dimezzato la popolazione del mondo.

ferdy
ferdy
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 15:47

Ma e abbastanza semplice, I grandi banchieri dell’epoca erano della stessa etnia di Lenin, e tutta quella etnia li, aveva deciso di far fuori lo Zar, come attualmente, anzi già da più di un secolo, hanno deciso di fare il grande reset e Nuovo Ordine Mondiale.

GFRANZ BERT
GFRANZ BERT
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 11:46

Basta partire dal presupposto che dietro qualsiasi rivoluzione ci sono sempre stati i banchieri. Il fatto che si siano presentati sotto forma di semplici prestatori di denaro, come banche vere e proprie, o banche centrali, a partire dalla rivoluzione repubblicana inglese, poi quella francese, per arrivare alle rivoluzioni russa, nazista e, in misura ridotta, fascista, non deve ingannare. Che poi alcuni risvolti, di queste rivoluzioni, gli siano sfuggite di mano, non vuol dire assolutamente che non c’abbiano messo pesantemente la mano. Potrei anche affermare, con assoluta certezza, che non si fa nessuna rivoluzione se dietro non c’è un finanziatore.

ITALIA ENSEÑA
ITALIA ENSEÑA
Risposta al commento di  Dante Bertello
25 Gennaio 2021 16:53

Il privato non necessariamente e’ demonio e lo stato acquasanta.

ITALIA ENSEÑA
ITALIA ENSEÑA
Risposta al commento di  Violetta
25 Gennaio 2021 16:52

In Usa lo stato e’ presente piu’ di quanto i comunisti credano.

Annibal61
Annibal61
25 Gennaio 2021 6:33

Io non condivido assolutamente nulla di questo articolo. Il ” libero mercato” di Adam Smith è esistito fino al 2008, fino al fallimento Lehman Brothers cioè. In quel lontano dì avrebbero dovuto fallire tutte le banche d’ affari triple A presenti “nel mercato che si autoregola” secondo gli insegnamenti di Smith. Invece, analizzate le conseguenze che sarebbero state simili al crollo del ’29, pochissimi operatori di vertice scelsero di intervenire attraverso i QE e la Federal Reserve con l’ acquisto di titoli tossici. Questo non è il libero mercato di Adam Smith quindi. Assomiglia piuttosto ad un interventismo di tipo centrale- collettivistico volto a “risanare” le perdite che tanto ricordano gli interventi quinquennali URSS e l’ economia dirigistica comunista. Di fatto quindi siamo in pieno bolscevismo, altro che libero mercato e sistema capitalistico…sistema SEPOLTO nel 2008! Pure le misure sanitarie sul COVID 19 vanno in questa direzione in quanto creano depressione economica e conseguente azzeramento dei tassi di interessi. Acque tranquille per Wall Street quindi, stavolta però acque bolsceviche.

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  Annibal61
25 Gennaio 2021 6:41

te pareva che tu non ci vedevi il comunismo la dove c’è il liberismo piu sfrenato. BOh ma come fai?mah

Annibal61
Annibal61
Risposta al commento di  Annibal61
25 Gennaio 2021 8:19

A chi è andata la proprietà – disponibilità dei terreni confiscati ai kulaki? Nel sistema bolscevico ci sono i lavoratori noti ( la massa ignorante, povera gente proprietaria di nulla) ed i “proprietari ignoti” che di fatto esistono e sono quei pochi che dirigono tutto: vertici di partito, vertici di grandi aziende collettivizzate, massoneria talmudista e non, multinazionali, precisando che il termine multinazionale non è esatto perchè nel sistema comunista perfetto le nazioni non esistono.

Annibal61
Annibal61
Risposta al commento di  Annibal61
25 Gennaio 2021 8:42

Il problema sta nella massa istruita ignorante …gli utili idioti. Sono convinti di vivere in una società comunista che di fatto non lo è.

PietroGE
PietroGE
25 Gennaio 2021 7:13

-La definizione di produttività usata non è quella solita. In generale la produttività misura la quantità (e qualità) del prodotto rispetto a ciò che si usa per produrlo. Questo comprende il lavoro, le materie prime, l’energia il costo del capitale e qualche altro fattore secondario. Non è solo il rapporto tra l’output e il numero di occupati, anche se quest’ultimo costituisce uno dei fattore più importanti del computo. -L’economia europea è, piaccia o no, integrata in un mercato internazionale dove chi produce a costi più bassi conquista i mercati e porta a casa i capitali necessari per lo sviluppo economico e tecnologico ( e militare) più il welfare. Vedere l’esempio della Cina negli ultimi decenni. I discorsi ideologici lasciano il tempo che trovano perché non fanno i conti con la realtà. -D’accordo sul fatto che “Il libero mercato utopico di Smith” non esiste, i Paesi asiatici hanno fatto negli ultimi decenni una guerra economica all’occidente, copiando prodotti con il reverse engineering, e hanno approfittato della folle apertura dei mercati per conquistare fette di mercato prima nei settori a bassa tecnologia poi man mano anche nei settori più avanzati e strategici come i computer e le telecomunicazioni. Se l’occidente non risponde… Leggi tutto »

PietroGE
PietroGE
Risposta al commento di  PietroGE
25 Gennaio 2021 9:09

Certo, quando uno per 40 anni ti frega la tecnologia, la colpa più che di quello che frega è di quello che si lascia fregare. Sul perché si lascia fregare, il discorso sarebbe troppo lungo.

PietroGE
PietroGE
Risposta al commento di  PietroGE
25 Gennaio 2021 12:47

Si lascia fregare perché è stato rincoglionito da decenni di ‘technology transfer’. aiuti allo sviluppo, antirazzismo e simili scemenze e non si è accorto che quelli che venivano in occidente venivano a rubare tecnologia, brevetti e know how, Invece di mettere dazi, gli scemi aprivano i mercati e inserivano la Cina nel WTO, una mossa da idioti patentati che stiamo pagando con milioni di disoccupati. Negli USA si stanno svegliando, tardi, ma meglio tardi che mai. Da noi è ancora notte fonda.

Predator
Predator
25 Gennaio 2021 7:15

C’è un budda in riva ad un lago in mezzo al nulla, lancia un sasso e vede le onde concentriche increspare la superficie.
I pesci che ci sguazzano s’iniziano a chiedere perchè mai c’è stato quel fenomeno, tirano giù i ragionamenti più assennati, ma nessuno di loro sa che colui che ne è stato l’artefice, ha semplicemente voluto disturbare la quiete del sistema, perchè quella quiete lo disturbava.
La mia opinione è che noi ci arrovelliamo a dedurre e ragionare su questioni complicate, ma non ci accorgiamo che, forse, la ragione è più banale, la produttività potrebbe essere il sasso che sta distruggendo un sistema che prima era in equilibrio, ma adesso ci fa perdere la testa.
E siccome noi siamo pesci, non andiamo oltre la superficie del lago.
E probabilmente l’obiettivo è distoglierci dal vero problema.

danone
danone
25 Gennaio 2021 7:28

Scusate se sembro ripetermi, ma è proprio così. Purtroppo si parte sempre dalla coda dell’asino invece che dalla testa e vicino alla coda sappiamo che c’è il q.lo, non il cervello. Bisogna evolvere tutti i paradigmi, anche quelli economici. E’ l’idea di uomo che fa tutto il resto. Se per me l’uomo può essere uno schiavo, che mi da manodopera a costo zero, la produttività ingloberebbe l’efficientismo dei parametri schiavistici, alzando il saggio di profitto dei padroni di uomini, e i conti economici andrebbero a gonfie vele. Se per me l’uomo può diventare uno schiavo salariato, si creerebbe l’economia industriale dis-umana che conoscemmo ai tempi di Adam Smith e poi per rimbalzo di Marx, con tutti i sotto-paradigmi annessi, che formano sostanzialmente ancora la visone economica produttivistica-consumistica di oggi. Inutile perderci nello studio dell’ottimizzazione dei modelli economici, senza aver prima messo in chiaro la natura, i bisogni e le necessità dell’uomo che deve alimentare gli stessi processi economici-produttivi dei modelli adottati dalle società. Se accettiamo che il destino dell’uomo è l’auto-coscienza, capite che tutti i modelli socio-economici-culturali dovranno avere questo imprinting di partenza, se invece ci va bene l’uomo utensile del profitto, o l’uomo poco mister e molto robot dell’era… Leggi tutto »

Nino
Nino
25 Gennaio 2021 7:54

La produttività (trascuro per il momento le diverse definizioni) è attualmente fine a se stessa e se va bene distrugge le risorse di Genitore1Terra (…!), se va male, noi. E, se la domanda è fiacca, ecco entrare in scena tutti gli strumenti necessari a provocare bisogni o ad inventarne. A chi giova se non a coloro che ne traggono un guadagno per quanto solo immediato? E chi sono costoro ai quali le Costituzioni consentono di fare della Terra un deserto inospitale in virtù di un vantaggio individuale o di ‘gruppo di potere e controllo’, ? Detto quanto sopra, la produttività dovrebbe essere asservita alla politica che deve mirare al benessere sociale. Non il contrario. Quindi, dal mio punto di vista, solo tutta la produttività che tende a ridurre il consumo di risorse quali materie prime ed energie, in tutto il ciclo di vita del prodotto, è irrinunciabile. Ricordo statistiche in merito al fatto che oltre 80% delle risorse sono consumate per mantenere il livello di vita di (mi scuso, non ricordo il numero preciso, nessun aiuto? ) mezzo (?) miliardo di persone… ed i rimanenti 6.5? Ritorno ai miei amati greci classici che parlavano di ‘misura’ quindi equilibrio non l’equilibrismo… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Primadellesabbie
25 Gennaio 2021 7:55

“Per una informazione libera e indipendente dal Potere, ma anche dai dogmi e dalle superstizioni culturali con cui esso cerca da sempre di addestrare le menti degli Uomini.”

Siamo alle solite, grandi premesse…e poi ci si rituffa nell’economia, se pensassimo a Paesi più piccoli* ed omogenei o, al contrario, compositi come la Svizzera?

O a strutture gerarchiche diverse dalla piramide, o a sistemi in cui chi vuole raggiungere posizioni di comando debba rinunciare alla ricchezza per sé e per la propria gente, o a ‘isole’ ciascuna con visione politica uniforme, o a corpi di polizia formati da agenti nominati dalla gente del quartiere?

Ecc. ecc.

*La dimensione attuale é dovuta a necessità belliche di epoche andate.

PS – Faccio sommessamente notare che chi ci sta mettendo nel sacco non si é incaponito, si é svincolato da “superstizioni culturali” e opera immaginando un’orizzonte libero.
Le difese vecchie divengono inutili all’apparire di armi nuove.

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Risposta al commento di  Primadellesabbie
25 Gennaio 2021 7:57

E allora?

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Risposta al commento di  Primadellesabbie
25 Gennaio 2021 8:08

E chi parla di paradiso?

Primadellesabbie
Primadellesabbie
Risposta al commento di  Primadellesabbie
25 Gennaio 2021 8:16

Lascia perdere va.

Paul
Paul
25 Gennaio 2021 8:31

Ottima iniziativa. Nel merito dell’articolo: focalizzerei l’attenzione sul concetto di costo più che su quello di prezzo. I meccanismi descritti sono corretti, ma l’obiettivo in questa era di iper-competizione non è vendere di più ma rubare quote di mercato ai concorrenti in una spirale drammatica di abbassamento dei costi di produzione, o meglio, del rapporto costo/qualita’. Quanto alla caduta tendenziale del saggio di profitto, l’intervento preferito di….politica economica… è sempre stato la distruzione di base produttiva attraverso le guerre, adesso ci sono le pandemie..

Lupis Tana
Lupis Tana
Risposta al commento di  Paul
25 Gennaio 2021 9:52

Benvenuto…

GFRANZ BERT
GFRANZ BERT
25 Gennaio 2021 8:52

La “produttività” è ed è sempre stata oggetto di strumentalizzazione politica, in base alle necessità del momento. Scaricando o sui lavoratori o l’ imprese questo tipo di responsabilità, a condizione che la politica, che dovrebbe fare da regolatore, che non fa o non lo sa fare, sia fuori da questa responsabilità. Premesso che si debba produrre solo quello che il mercato richiede o che potenzialmente potrebbe richiedere, inteso come bisogni latenti, i livelli di produttività sono legati ad una moltitudine di variabili, difficilmente controllabili in toto, che diventano quasi totalmente incontrollabili da parte dell’impresa e, tanto meno, dal lavoratore, che in questo processo è sempre stato l’ultima ruota del carro. Facciamo un esempio banale, per rendesi conto. Due soc, produttrici dello stesso prodotto, ambedue con attrezzature, macchinari di ultima generazione, ambedue con la stessa resa pezzi/ora, ma collocate una i Vietnam e una in Italia, in Vietnam il costo del lavoro è 1/12 che in Italia ed incide suo prezzo finale del prodotto finito per il 25%, quindi il prezzo finale, sul nostro mercato, del prodotto vietnamita sarà, a parità di qualità, del 20% inferiore, rispetto il prodotto italiano. E’ colpa della soc. produttrice? E’ colpa degli operai? E’ colpa… Leggi tutto »

AlbertoConti
AlbertoConti
25 Gennaio 2021 8:57

Parafrasando Galimberti: “il massimo degli scopi con l’impiego minimo dei mezzi” Questa dovrebbe essere la corsa alla massimizzazione della “produttività”, che può diventare essa stessa un mezzo per secondi fini, ben descritti anche nel commentario. Questa definizione vale anche nel regno animale, dove gli istinti preservano l’economia dell’individuo e della specie. Un leone sfamato non spreca energie a rincorrere una preda, anche se casualmente se ne presenta un occasione, che a nostro giudizio sembrerebbe imperdibile. Ma per gli umani l’evoluzione della produttività coincide con la gara tecnologica, almeno nei Paesi economicamente più avanzati. In un futuro già oggi ipotizzabile, la fabbrica interamente robotizzata, senza l’impiego di lavoro umano, avrebbe una produttività infinita, potrebbe continuare a produrre anche senza l’umanità che ne consuma i prodotti, magari ottimizzando il riciclo completo dei prodotti rottamati da nuovi, ed ovviamente la sinergia con gli altri centri di produzione. L’unico modo per uscire da questo percorso distopico è il rispetto dell’uomo, diversificato territorialmente in Popoli eterogenei, e dell’ambiente, in ogni sua forma naturale o antropizzata. Ogni popololo ha la sua economia e dovrebbe avere la sua moneta che la rappresenta, nel rispetto reciproco, che ammette le differenze, al contrario della globalizzazione imposta (dalle multinazionali, cioè… Leggi tutto »

Violetta
Violetta
Risposta al commento di  AlbertoConti
25 Gennaio 2021 9:49

E’ solo l’interesse economico a portare a un eccesso di produttività che poi diventa infatti disfunzione. Siamo in una crisi di eccesso di produttività inutile. Faccio sempre l’esempio della carta igienica: Ma è normale che in una società normale sia normale avere centinaia di “modelli” di carta igienica? Pensate quante risorse, dal pubblicitario all’operaio, al venditore, passando per tutta la catena, BUTTATE per un prodotto “in più”, totalmente inutile. (oltre le risorse materiali) E lo stesso vale per le automobili e tutto il resto. Non puoi aprire una farmacia se nel raggio di alcuni chilometri ce ne sono altre. Lo stesso dovrebbe essere per la “produzione” e per questo i “mezzi di produzione” non possono essere privati perchè è la comunità che deve decidere in maniera utilitaristica, ma per tutta la società, cosa si produce, come, quanto, quando. E deve essere lo stato, ovvero la comunità, a “modificare” il proprio “asset” produttivo in base alle esigenze del momento. Il liberismo vuole che lo stato non possa mettere mano sulle aziende private, non possa influenzare il mercato dietro la teoria della “mano invisibile” di Smith. E’ ovvio che il mercato lasciato a se stesso si autoregolamenti, come diceva Smith, il problema… Leggi tutto »

GFRANZ BERT
GFRANZ BERT
Risposta al commento di  Violetta
25 Gennaio 2021 13:05

Ma è normale che in una società normale sia normale avere centinaia di “modelli” di carta igienica?
Certo, dipende dal culo sul quale dovrà essere usata.
E’ noto che tutti i culi non sono uguali.

Nino
Nino
Risposta al commento di  Violetta
25 Gennaio 2021 23:50

… con la gramigna si fa un decotto molto salutare e con l’ottica (non ricordo se genitore 1 o 2) si fanno frittate… per dire!
Così per alleggerire…

uparishutrachoal
uparishutrachoal
25 Gennaio 2021 9:12

Il fatto è che siano troppi..quindi la produttività come concetto quantitativo domina il mondo..perché le masse consumano molto e cose di pessima qualità..invogliando la produzione conseguente..
Se le masse potessero diventare qualitative non sarebbero più masse..ma un grande numero di gente consapevole..che comprerebbe e produrrebbe cose durature e belle..e si applicherebbe poi a soddisfazioni meno devastanti che non cercare di aumentare il PIL a tutti i costi..
Ma la gente preferisce avere dieci camicie a prezzo irrisorio e che si rompono piuttosto che averne due che durano tutta la vita..e magari sono pure belle..
Il giorno che la gente comprerà le cose per la durata e la qualità..senza badare al prezzo..ma che sarà sempre un risparmio rispetto all’economicità che non dura..allora la maggior parte dei problemi saranno risolti..
Alla fine è sempre l’uomo la radice di tutti i problemi..
I sistemi economici sono solo la scelta di quali crisi produrre..

.

colzani2
colzani2
25 Gennaio 2021 11:20

Di quale lana stiamo discutendo? Caprina?

giuseppe abruzzese
giuseppe abruzzese
25 Gennaio 2021 11:44

Porre la produttività come ” il rapporto tra l’output (prodotti effettivamente realizzati) e gli occupati totali (meglio ancora se consideriamo le ore totali lavorate)” non è corretto.
La produttività si calcola sulla quantità di prodotto per ora lavorata, quindi non su una base allargata (gli occupati) ma semplicemente su una base unitaria (tot prodotto in tot tempo). Poi se volete farete tutti i conti sul totale, ma la base è sempre quanto produco (notate che il termine è neutro perché la produttività dovrebbe essere un dato neutro) in un tempo determinato.
Anche il dato tecnico del maggiore o minore avanzamento delle condizioni di lavoro non interessano in quanto il calcolo va fatto su condizioni pari e quindi ogni avanzamento tecnologico va considerato a parte.
Quindi il seguito del discorso, al di là dell’essere in accordo o meno con quanto esposto, non viene a svolgersi dalla premessa fatta.

Anche il legame tra domanda e offerta non esiste, in quanto il cambiamento delle condizioni di lavoro è legato soprattutto al variare delle condizioni tecnologiche, che permettono quella diminuzione di tempo nella produzione, e anche (e secondo me soprattutto) alle differenti condizioni di vita che discendono da un processo produttivo con altri metodi.

Maurizio
Maurizio
25 Gennaio 2021 13:10

faccio sommessamente notare che la chiave resta sempre la domanda, cioè noi.
Domanda in molti casi indotta, e in altrettanti casi dedotta, dai ns dati… personali e anche sensibili.
I ns dati sono il fattore più costoso per “loro” oggi, altro che investimenti…

Opinioni personali ovviamente

Roberto Giuffrè
Roberto Giuffrè
25 Gennaio 2021 22:47

Ma visto che si cita Marx riguardo alla produttività, egli diceva che alla lunga il RoE (reddito proprio da capitale) sarebbe crollato a zero. In un blog di una università si smentiva questa affermazione di Marx scrivendo che il RoE è cresciuto sempre per un un secolo di circa il 12% annuo. Ok, ma come hanno fatto i capitalisti a farlo crescere comunque per così a lungo? Mi sono venuti in mente molti dettagli interessanti… 1. sfruttamento lavoro minorile fino al dopoguerra; 2. introduzione psicologia freudiana con Edward Bernays, il nipote di Freud, per creare bisogni effimeri spinti dai bisogni primari della libido e dell’ego; 3. creazione del cartello della lampadina, e l’obsolescenza pianificata che tutt’ora vige nonostante sia formalmente vietata; 4. emancipazione della donna, per portarla fuori di casa e metterla in competizione con l’uomo, stessi lavori e spesso salari inferiori; 5. immigrazione, porti migranti per metterli in competizione con gli autoctoni per abbassare i salari; 6. meccanizzazione spinta man mano che si va avanti col progresso tecnologico; 7. ultima novità, perseguire stabilità dei prezzi e bassa inflazione, impedisci svalutazione funzionale delle monete e quindi dove non puoi svalutare questa per guadagnare devi svalutare il costo del lavoro; 8.… Leggi tutto »