MES e Draghi - Futuro Europa

Il MES è morto, e l’assassino è Mario Draghi.

Lidia Undiemi

Lidiaundiemi.it

Quando ho iniziato nel 2012 la battaglia contro il MES, ho sin da subito creduto che il nemico numero uno fosse l’allora presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi.

Dopo tanti anni e con un po’ di studi alle spalle, devo dirvi che probabilmente non solo non è così, ma che Draghi è stato il principale oppositore del MES, e a quanto pare la sua strategia – che adesso vi spiego qual è – è andata a buon fine.

Tutto è iniziato nel 2012, quando l’ex presidente della BCE pronunciò la celebre frase «whatever it takes to preserve the euro. And believe me, it will be enough» (farò di tutto per salvare l’euro. E credetemi, sarà abbastanza). Tale frase ha avuto un ruolo cruciale nel rientro della crisi dello spread, e quindi nel salvataggio dell’Eurozona dal tracollo dei mercati.

Questa storia la conosciamo tutti. Ma queste parole rivelano molto altro.

Il 2012 va infatti ricordato anche per un altro importante evento: la comparsa del MES nello scenario europeo. Il MES (prima definito Troika) è stato sin da subito chiamato «fondo salva stati», nel tentativo di invocare qualcosa di positivo per i cittadini. In verità si è trattato di tutt’altro, perché il MES è un’organizzazione intergovernativa finanziaria che prevede che gli stati in difficoltà che richiedono un prestito debbano sottostare ad una serie di condizioni che altro non sono che stringenti politiche di austerità, tra cui principalmente tagli al settore pubblico come sanità, scuola, assistenza ai più deboli, ecc. Non solo, il MES si spinge sino al punto da pretendere riforme del lavoro in senso peggiorativo e contratta con lo stato in difficoltà finanche il cosiddetto prelievo forzoso sui conti correnti, come accaduto a Cipro.

Nel mio sito trovate tanti approfondimenti sull’argomento.

Il governo Conte ha più volte tentato di chiedere a nome dell’Italia un prestito a MES, cosa che avrebbe sottoposto il paese al commissariamento. Travolto da una valanga di polemiche, ha lanciato l’ipotesi di un ricorso al MES senza condizionalità (tecnicamente le riforme imposte prendono questo nome). Come ho già detto in un’intervista, e come poi confermato dalla stessa Germania, il MES senza condizionalità è impossibile.

Nel frattempo l’emergenza coronavirus spinge il paese verso una prospettiva di crisi economica devastante. Anche volendo far finta che il MES sia una cosa buona, le risorse non sarebbero comunque sufficienti per l’Eurozona.

Subentra un’altra crisi dello spread, e la nuova presidente della BCE Lagarde fa dichiarazioni clamorose (poi vi spiego bene perché clamorose): «Non siamo qui per chiudere gli spread. Questa non è la funzione o la missione della BCE. Ci sono altri strumenti e altri attori per gestire queste questioni». In pratica, fa esattamente l’opposto di Draghi, che aveva invece appunto sostenuto che non solo la BCE poteva e doveva intervenire, ma che ciò sarebbe stato sufficiente. Lagarde invoca altri soggetti, ed il riferimento è ovviamente anche al MES.

Travolta anch’essa da una valanga di critiche, Lagarde fa un passo indietro, e la BCE interviene con il Quantitative Easing.

L’emergenza intanto si aggrava, e nell’incertezza generale appare chiaro che le risorse messe in campo dal governo italiano non sono sufficienti.

Ad un certo, irrompe nella scena nuovamente Mario Draghi, che con una lettera pubblicata sul Financial Times dice cose dirompenti rispetto alla linea prevalente in Europa e tra i liberisti e i fan del rigore. Draghi sostiene che in una situazione di emergenza come quella attuale non bisogna avere esitazioni nel mettere da parte i vincoli di bilancio, lo stato deve intervenire per sostenere famiglie, imprese e lavoratori con strumenti forti e incisivi, liquidità, sussidi e taglio delle tasse (quindi non solo un rinvio).

A questo punto – anche perché in Parlamento ha trovato una certa ostilità da parte del M5S, della LEGA e di LeU – Conte capisce che se continua a far da solo nel proporre il MES rischia non solo una crisi istituzionale, ma anche un crollo di popolarità in favore di Draghi, per cui oggi si discute di una sua possibile candidatura a premier.

La questione MES però è solo rimandata, tra quindici giorni l’Eurogruppo si riunirà per tentare di trovare una posizione condivisa, ma vi sono forti dubbi perché la Germania e l’Olanda non sembrano avere alcuna intenzione di ricorrere ai coronabond o al MES senza condizionalità in favore di Italia, Francia e Spagna.

Questo è il punto della situazione.

In verità, queste notizie nascondono fatti ben più dirompenti, celano una guerra sotterranea iniziata nel 2012 tra Mario Draghi e la Germania, che spiega il motivo per cui Draghi è intervento in un momento specifico: il rischio che la BCE non facesse il suo mestiere e che questo avrebbe lasciato campo libero all’attivazione del MES con condizionalità.

I più attenti avranno di certo notato che in questo racconto manca un fatto importante che lo rende incoerente: quando Mario Draghi lanciò nel 2012 il programma OMT per salvare l’Eurozona disse che i paesi ne avrebbero beneficiato soltanto in cambio della richiesta di attivazione di un prestito al MES.

Vista in questo modo, non si può far altro che dire che Draghi era favorevole al MES.

Ma andiamo più in fondo.

Nello stesso anno, accade un fatto incredibile che è stato sottovalutato dall’opinione pubblica: un gruppo di tedeschi accusa la BCE di Mario Draghi di violare i trattati fondamentali con il lancio dell’OMT, sostanzialmente perché viola il divieto di finanziamento dei bilanci degli stati (artt. 123 e 125 TFUE) e perché viola i limiti del proprio mandato (artt. 119 e 127 TFUE).

L’accusa finisce dinanzi alla Corte Costituzionale tedesca che rinvia, con un atteggiamento non certo euro amichevole, alla Corte di Giustizia Europea (CGE).

Qui occorre una parentesi.

Il timore dei tedeschi è quello che con il sostegno della BCE, gli stati in difficoltà non mantengano il rigore di bilancio e non attuino le riforme di austerità necessarie a tal fine, cosicché la Germania si ritrovi a correre il rischio di doversi accollare il debito degli altri (questo ovviamente è tutto da dimostrare).

Dobbiamo però chiederci a questo punto: perché la Germania teme una tale situazione dato che l’OMT della BCE era subordinato all’adesione al MES, che vincola gli stati proprio al rispetto di quei presupposti?

Semplice: è stato sufficiente l’annuncio del programma OMT (mai attuato!), ossia la garanzia dell’impegno della BCE, a tranquillizzare i mercati. Tenuto conto che poi la BCE è successivamente intervenuta con altri strumenti a sua disposizione. Draghi ovviamente sapeva quello che faceva.

L’Italia, il paese forte per eccellenza colpito nel 2012 dalla crisi dello spread ha beneficiato della sua dichiarazione e non ha fatto ricorso al MES, sebbene abbia con il governo Monti attuato politiche di austerità. Ma una cosa è avere un governo che per un periodo di tempo limitato, in modo più o meno autonomo, ricorre all’austerità. Altra cosa è sottoporsi formalmente al MES per un tempo indefinito: i protocolli d’intesa possono durare anche decenni.

Il timore dei tedeschi è dunque fondato: se interviene la BCE, i governi potrebbero anche fare a meno del MES.

Chiusa la parentesi, ritorniamo alla disputa giurisprudenziale, perché è ovvio che non possiamo trarre la conclusione che Draghi sia contro il MES per la sola circostanza che ha abilmente composto una frase che ha neutralizzato il MES, quanto meno in Italia (altri paesi hanno dovuto farvi ricorso, ne parliamo in un altro momento).

La Corte di Giustizia Europea emette la sentenza Gauweiler in cui sostiene che non è vero che la BCE ha violato il suo mandato, e nel farlo fornisce una serie di interessanti paletti (molti già fissati nella sentenza precedente sul MES, nota come caso Pringle) basati sulla difesa di Draghi, e che avranno un preciso risvolto politico: rafforzare la capacità di intervento della BCE con il ridimensionamento del MES.

Attenzione, la Corte non dice mica esplicitamente questo, ma lo lascia intendere, principalmente quando afferma che anzitutto la politica monetaria è di esclusiva competenza della BCE, e che la crisi dello spread rientra tra le sue cause di intervento. Mentre ribadisce che il MES svolge funzioni di politica economica, quindi il concetto di stabilità finanziaria del MES attiene a delle ipotesi di non meglio precisate crisi finanziarie possibilmente identificabili nell’incapacità degli stati di reperire risorse finanziarie nel mercato.

Ma il passaggio cruciale è il seguente: vero è che la CGE ricorda che l’OMT prevedeva il ricorso al MES e alle condizionalità, ma è anche vero che ribadisce più volte il principio di indipendenza della BCE, tale per cui il richiamo al MES è per la BCE una facoltà e non un obbligo, considerato anche che l’OMT è uno dei tanti strumenti attivabili dalla BCE. Altrimenti, significherebbe ammettere che la politica monetaria della BCE è sottomessa alla politica economica, tra l’altro non di una istituzione europea ma di una organizzazione intergovernativa come il MES. Impensabile.

La partita poteva sembrare essere stata chiusa con un giudizio finale di compromesso da parte della Corte Costituzionale tedesca, che ha ridato il suo parere dopo la sentenza della CGE.

Francamente non ci voleva molto a dubitare di questa pace, perché anche in ragione di vuoti normativi importanti nell’ordinamento europeo, difficilmente i tedeschi erano disposti ad ingoiare il rospo.

La BCE finirà non a caso nuovamente sotto accusa appena qualche anno dopo. Sul mirino finiscono le attività di acquisto del settore pubblico sui mercati secondari (PSPP, meglio note come QE) realizzare tra il 2014 e il 2016, nonché la decisione della BCE sull’ammissibilità degli strumenti di debito negoziabili emessi o pienamente garantiti dalla Repubblica ellenica.

Ancora una volta, la CGE emette una sentenza (caso Weiss) in cui non soltanto ribadisce la legittimità delle manovre poste in essere dalla BCE, ma ne rafforza il potere, nel momento in cui specifica ancor meglio che l’accusa che la BCE possa interferire sulla politica economica degli stati membri è infondata, poiché è inevitabile che ciò accada, e che ad ogni modo i trattati non hanno inteso fissare una distinzione netta tra politica monetaria e politica economica, e che inoltre sia inevitabile che ciò abbia effetti sulla crescita economica. La cosa importante è che gli interventi della BCE abbiano come fine un obiettivo di politica monetaria, ossia la stabilità dei prezzi.

Anche questa volta i toni del rinvio della Corte Costituzionale tedesca non sono stati euro amichevoli, e la stessa si è riservata di decidere definitivamente il 5 maggio 2020, cosa che potrebbe effettivamente avere pesanti ripercussioni sul futuro dell’Europa.

Sin qui, il quadro delineato è abbastanza chiaro: la BCE può intervenire eccome in caso di crisi, e non è vincolata a nessun altra decisione di organismi esterni, a meno che non decida di farvi essa stessa riferimento.

In pratica, mediante una raffinata strategia difensiva, la BCE di Mario Draghi ha lasciato ai posteri una Banca Centrale assolutamente legittimata ad intervenire senza MES, anche con strumenti non convenzionali.

Non a caso, dopo la sbandata iniziale, Lagarde ha rilanciato il Quantitative Easing senza alcun riferimento al MES.

A questo punto, è il caso di rileggere con attenzione e per intero la famosa frase pronunciata da Draghi nel 2012: farò di tutto per salvare l’euro. E credetemi, sarà abbastanza.

Effettivamente è così, l’intervento della sola BCE è sufficiente per garantire gli stati e la sopravvivenza dell’Eurozona. Argomento, questo, che oggi si afferma sempre di più.

Alla luce di ciò, c’era da aspettarselo che proprio quando si stava decidendo l’intervento del MES su larga scala, Draghi abbia deciso di dire nuovamente la propria, e che abbia esplicitamente voluto (e anche potuto in ragione dell’evolversi degli eventi) dichiarare la necessità di non porre attenzione ai vincoli di bilancio e di attuare immediatamente politiche espansive, i presupposti esattamente opposti al ricorso al MES, che in tal caso verrebbe sostanzialmente nuovamente neutralizzato.

Questo è quello che emerge da una valutazione complessiva dei fatti, in cui non mi avventuro di certo a dire che Draghi era assolutamente un buono, ma di certo è stato l’unico che ha posto un argine concreto al MES in favore degli interventi della BCE, e dunque in favore degli stati in difficoltà. Il resto lo vedremo con l’evolversi degli eventi.

Nel 2012 il clima non era evidentemente così favorevole, il diniego dei tedeschi avrebbe potuto far crollare l’Eurozona già allora, e forse per tale motivo in circostanze di crisi come quella cipriota la BCE ha effettivamente spinto per il ricorso al MES.

Infine, è importante sottolineare, come probabilmente la riforma del MES sia stata dettata dalla necessità di conferire a tale organizzazione quella legittimazione politica persa con le sentenze della CGE.

Fonte: http://www.lidiaundiemi.it/2020/03/29/crisi-mes-e-lincredibile-verita-dellentrata-in-scena-di-draghi-spiegato-facile/

Pubblicato da Rugge

"Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo" Evelyn Beatrice Hall, The Friends Of Voltaire - "Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero" Anonimo (Il vecchio motto di ComeDonChisciotte)
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20 Commenti

  1. Se l’EU non approva una forma di Eurobond, implode.
    Draghi deve salvare a tutti i costi l’EU, come Conte, Salvini, Renzi. M5S non pervenuto.
    Se no questa gran pacchia dell’EU finisce

    “Ma una cosa è avere un governo che per un periodo di tempo limitato, in modo più o meno autonomo, ricorre all’austerità”

    20 anni di “pacchia” (…per loro)
    L’apoteosi dell’Europa come entita’ corale e’ stato il Rinascimento, fiorito grazie alla sua organizzazione politica: il Feudalesimo.
    Funzionava, e bene o male ha dimostrato di poter funzionare ancora oggi.
    Con l’UK poteva aspirare ad avere un senso diverso… senza siamo sempre li, non c’e’ organizzazione piu’ funzionale
    L’Italia e’ un insieme di ricchi feudi, “fiorenti”, come piace leggere sui libri di storia, e repubbliche marinare (porti) proiettati all’alta manifattura e ai commerci d’oltremare, e da cui estrarre laute imposte. Funziona.

  2. Se questa Undiemi è quella che conosco io, devo dire che è molto bella oltre che brava.
    Comunque una persona che a differenza dei più, osserva parole ma anche i fatti, senza farsi condizionare da retropensieri ideologici.
    Brava davvero. E bravo Draghi se le cose staranno così.

    • Ah le siciliane di sangue germanico, belle davvero e non solo. Ma l´ex (davvero) allievo dei Gesuiti, cosi` ben descritto dal Presidente pazzo (dicevano), avrebbe bisogno di “avvocati difensori” o die schöne Lydia si sta ritagliando un (giustissimo) posticino al sole?

  3. Draghi salvatore della patria..hummm qualcosa non torna

    • Io ho detto “se le cose stanno così”, ma questa Undiemi, credimi, sa il fatto suo. Sempre che sia quella che conosco.

  4. Ma i “crucchi” non ebbero una cancellazione parziale del debito nel febbraio del 1953? E adesso perché vogliono rompere i co###oni?

  5. ” il governo Monti attuato politiche di austerità. Ma una cosa è avere un
    governo che per un periodo di tempo limitato, in modo più o meno
    autonomo, ricorre all’austerità. Altra cosa è sottoporsi formalmente al
    MES per un tempo indefinito”.

    PREGO??? Il governo Monty (Python) è uno dei responsabili del disastro del nostro SSN cha ha subito tagli per 37 miliardi in 10 anni. Quei tagli sono ad libitum, e non capisco la differenza tra quei tagli ed altri tagli eventuali del MES (Mercato Europeo Scriteriato).

  6. Non mi meraviglierei se Draghi fosse un assiduo amante degli scacchi.
    Comunque… Cicero pro domo sua … salvatore dell’eurozona.

  7. Senza il “whatever it takes” e tutti i QE successivi l’euro sarebbe saltato e sarebbe stato un bene per l’Italia. O la Undiemi vuole dirci che dobbiamo ringraziare Draghi per aver salvato l’euro?

  8. Mi sto chiedendo: chi è che ha fatto cambiare idea alla Lagarde sulla sua prima uscita così disastrosa? Il suo predecessore? NO, non è nell’ordine delle cose che il re morto dia ordini al nuovo re. C’è dietro una regia che probabilmente sovrastava lo stesso Draghi ai suoi tempi, una regia che non so se solo crucca o anche yankee, o semplicemente apolide come un consorzio di fondi. Lo scopo però è chiarissimo, salvare l’euro ad ogni costo, come il nostro pronunciò a suo tempo nel ruolo di responsabile delle politiche monetarie europee.
    Noi sistema-italia siamo sempre stati rovinosamente danneggiati dal nascosto regista euroinomane, e al tempo stesso salvati dal naufragare all’interno dell’eurosistema, cosa che lo avrebbe comunque affondato un secondo dopo. Quindi massima coerenza nella regia, niente di strano.
    Oggi l’emergenza coronavirus impone altre dosi da cavallo di liquidità, da far pagare agli stati proporzionalmente ai loro spread, e siamo così daccapo, nella logica germanocentrica di questa UE. Il principio è vecchio come la FIAT, privatizzare gli utili e socializzare le perdite.
    Di questi doni meglio farne a meno. Timeo Danaos et dona ferentes!

    • Dai per scontato che la Lagarde abbia cambiato idea e che non ci sia collaborazione tra il vecchio re e il nuovo re. Io non ne sarei cosi sicuro, non è detto che la Lagarde abbia cambiato idea, avendo in realtà sempre pensato di mettere il carico su quello che ha fatto il suo predecessore e, soprattutto, i fatti dimostrano che i due re appartengono probabilmente alla stessa parrocchia. Comincerei a chiedere quale è il vero ruolo dei tedeschi, se è quello di far saltare l’Europa così come è o meno. Probabilmente qui si stanno combattendo solamente due diverse concezioni dell’Europa, una un pò più democratica e l’altra invece totalmente accentratrice e per nulla disponibile ad una gestione anche solo parzialmente locale-nazionale del potere. La seconda versione ha un indubbio vantaggio, è più facilmente infiltrabile e controllabile dall’esterno.

      • La mia impressione è che alla Lagarde hanno fatto cambiare idea gli stessi funzionari della BCE, resisi conto della gigantesca toppata di questa rozzona (in senso politico) alla sua prima uscita importante, in un momento particolarmente delicato. Non si era mai vista una così drastica e subitanea rettifica di un subordinato nella governance della BCE, a cui hanno fatto seguito i fatti.
        La Lagarde è francese, il loro spread sta a 44 contro il nostro 200 – 300 a seconda delle circostanze, teniamolo presente.
        Si è comportata come il classico elefante nella cristalleria, pensando forse di potersi comportare nello stile FMI.
        Comunque, chi per un verso, chi per un altro, gli alti papaveri hanno tutti una paura fottuta della deflagrazione dell’euro nel contesto della più grave crisi planetaria dopo il ’29.

    • Se le fonti di Magaldi sono buone (e in parte credo lo siano senz’altro) quando si parla di Draghi si parla di uno dei massimi esponenti della Massoneria conservatrice europea (forse addirittura il principale, la fonte è il libro “Massoni” del 2014, l’ho ripreso in mano durante questa crisi per verificare alcuni passaggi). A differenza di numerosi burocrati di passaggio Draghi pare realmente un grosso calibro, una sorta di re emerito che probabilmente non è diretto ma fa parte della regia, mantiene ampi poteri a prescindere dal ruolo istituzionale svolto in un dato momento, può far cambiare la rotta alla Lagarde e ora lancia messaggi letteralmente spiazzanti – in virtù delle sue posizioni storiche.

  9. Molto interessante la ricostruzione, la Undiemi è brava davvero ed ha individuato la vera motivazione concreta del conflitto in corso. Quello di cui non parla, ma molto probabilmente un’idea se la sarà fatta, è il perchè la Germania assume il ruolo di contrasto della Bce , nell’ottica di un’Europa che sulla carta entrambe le parti vogliono.

    • La Germania assume il ruolo di una nazione che preferirebbe la fine della Ue piuttosto che accollarsi il debito degli altri paesi, quindi, con buona pace degli europeisti con il San Daniele negli occhi, il progetto di un’Europa sensata (federale) e’ definitivamente tramontato. Oggi parliamo di quanto sia sbagliata l’Italexit, tuttavia, dopo una lunghissima “maratona” sul web, ho scoperto che nessuno mette in conto il fatto che proprio le nazioni del nord potrebbero definitivamente mandare a ca,are sia l’euro che la stessa Ue. Temo, con la speranza di sbagliarmi, che l’Italia si ritrovera’ in balia degli eventi proprio perche’ siamo gestiti da una classe dirigente politico – imprenditoriale INUTILE e criminale.

    • La Germania e il “ruolo di contrasto della BCE”. Secondo me le cose stanno così: le alte sfere, Merkel e Scholz inclusi, sono favorevoli all’euro e alla condivisione del debito. La popolazione invece no. I ricorsi alla Corte Costituzionale provengono da persone singole, politici ed economisti molto preparati sul lato tecnico. Le sentenze della Corte costituzionale tedesca sono in ultima analisi sempre pro-euro, hanno solo la parvenza di difendere la Costituzione. Sono i cittadini che premono per la non condivisione del debito e votano AfD. Di conseguenza la Merkel e consorti hanno paura di perdere il consenso.

  10. La Germania ha gestito “pro tempore” l’introduzione e il consolidamento dell’euro in Europa, attraverso la rigida applicazione delle regole di Maastricht ai paesi dell’eurozona. Queste regole e l’euro hanno finora favorito l’economia tedesca e penalizzato la crescita dei PIIGS. Il conflitto fra la Germania e questi paesi dell’Eurozona è stato finora mediato dalla BCE di Draghi, secondo l’ottima analisi e ricostruzione della Indiemi, ma con la paralisi di fatto di ogni attività produttiva si è creata una situazione d’emergenza che impone l’immissione urgente di una massiccia liquidità nel sistema finanziario e monetario dell’eurozona. Sul modo di finanziare la crisi si è divisa l’Eurozona, con la richiesta di 9 paesi inclusi Francia e Italia di emettere eurobond, nettamente rifiutata da Germania e Olanda, che però non possono uscire dall’euro, pena la perdita dei crediti target2 che vantano verso gli altri paesi (solo dall’Italia c/a 450 mld). Questo vincolo che prima costringeva gli altri paesi a subire i dictat tedeschi, li costringe oggi ad accettare una revisione delle regole e subire gli eurobond. Anche se volessero uscire dall’euro, l’euro sarebbe oggi comunque, la moneta dell’Europa gestita dalla BCE. Credo che ci stiamo orientando verso una moneta unica euro/dollaro, che unifica tutto l’occidente e costituisce l’80% delle riserve valutarie mondiali, in grado di contrastare la sempre crescente influenza dello yuan e dell’economia cinese in forte espansione.

    • I crediti target2 della bundesbank non sono crediti, ma mere scritture contabili alle quali si è voluto dare un senso (a fini statistici?) all’interno dell’eurosistema, fatto da una sola BCE e da tante banche centrali nazionali che rispondono alla BCE. Se si dovesse sciogliere questo sistema quei “crediti” di una banca centrale verso le altre si sciolgono anch’essi senza lasciare traccia, dal momento che in realtà sono già stati saldati dalle banche commerciali coinvolte negli spostamenti della corrispondente valuta in euro da uno stato all’altro. Quando Draghi ha ventilato questa minaccia contro i sostenitori di una qualche *-exit mentiva sapendo di mentire. Semplicemente bleffava per difendere l’ordine costituito, a sua volta truffaldino. Questo da la misura della statura morale di questo supermario (sull’altro è meglio stendere un velo pietoso).

  11. Nel mentre e` in pieno svolgimento l´ intervento Russo in Italia, specie del reparto di “GUERRA BATTERIOLOGICA“, mi riaffiora in memoria qualcosa che leggevo anni fa sul “nostro“ disgraziato intervento in Russia quando il Comando Italiano chiese di partecipare alla invasione. La richiesta venne accettata ad una fondamentale condizione ovvero l´ invio di truppe “AUTOTRASPORTATE“. Ebbene il Corpo di Spedizione Italiano fu inviato come truppe „AUTRASPORTABILI“, un ignobile sotterfugio, al che il comando Germanico usci con questa dichiarazione: “Con questi non si vince di certo, e per perdere ce la facciamo bene da soli!“ Nessuno si ricorda di questo, tutti parlano di scarpe di cartone, ma i nostri comandi (intendo civili) non sono cambiati nei metodi. Per nulla.
    Il blocco Germanico si sta giocando (con la Merkel in quarantena) le ultime carte, spero vincenti, per entrare finalmente nel blocco Euroasiatico, volete che condivida il suo destino con quello di un Popolo, simpatico ed anche amabile, che lascia, oltretutto, indirizzare il proprio alle Mafie Anglo-Massoniche e alle menti raffinatissime d´Oltre Tevere?
    Ho letto che Il reparto militare russo per la guerra batteriologica ha disinfestato un casa di riposo : tra quanto e` prevista la disinfestazione di Ghedi e Aviano? Qualcuno che ha avuto modo di leggere il Patto Trump-Putin, forse mi puo` delucidare? Sperare, come capita a me, che le Regioni del Nord si avviino verso una aggregazione dignitosa con l´ Europa Germanica, mi sembra azzardato per il semplice motivo che in Lombardia, ad esempio, governano gli eredi di quella servitu` che l´Aristocrazia milanese mando` al ricevimento , in occasione della visita di Stato, della Imperatrice Sissi e di Francesco Giuseppe (non Giuseppi) in sua vece! (Come riportato nel Film omonimo). In Veneto, che e` legato alla Lombardia, soprattutto, dal fatto di avere un ex Governatore agli arresti, i discendenti dei Reggitori, occulti e rispettati da tutto il mondo allora conosciuto, della “Repubblica“ sono espatriati , in incognito, secoli fa ed ora comandano gli eredi dei servi della gleba. Io nel mio insignificante “piccolo” mi associo a “Pupo“ (il Cantante non l´ex capo dei 5s) vero capo della Farnesina! E tifo per il successo del gruppo e delle proposte di Galloni, Conditi e altri, autentico programma salva Italia. Al Venerabile (dice Magaldi) e a Monti auguro un sereno “Ruhezeit“ sincero. In attesa (altrettanto sincero auspicio) della costituzione di una Norimberga italiana dedicata al tema della distruzione della quarta potenza economica del mondo in pochi lustri.