Il mattino dopo

Il mattino dopo

CJ Hopkins
consentfactory.org

Questa è la parte più strana della PSYOP. È come il mattino dopo una festa in ufficio, in cui ci si sveglia con i postumi di una sbornia quasi incurabile e con il ricordo confuso di aver fatto un pompino a Bob della contabilità, in quella che era l'area della reception al nono piano o forse l'atrio del piano di sotto, mentre qualcuno che assomigliava vagamente a quel ragazzo dell’ufficio posta che sogghigna sempre filmava tutto con il suo telefono.

Sì, è il giorno dopo... quel rivoltante e rigurgitante coro che state sentendo è il suono di milioni di cultisti covidiani in ginocchio nei loro bagni di genere neutro che pregano il loro dio di porcellana.

È stato un bel viaggio, in questi due anni e mezzo, ma l'orgia di paura e odio è finita, l'isteria di massa si sta esaurendo e la realtà dei danni che hanno fatto comincia a diventare innegabile.

Migliaia e migliaia di persone sono state uccise, gravemente lesionate e rese permanentemente disabili, vittime di "vaccini" sperimentali di cui non avevano bisogno ma che erano state costrette a prendere. Le società sono state lacerate, le economie paralizzate, le istituzioni screditate, i precetti democratici, come lo stato di diritto e i diritti costituzionali, messi in ridicolo, gli amici e le famiglie si sono rivoltati l'uno contro l'altro, e così via, e la polvere non si è ancora posata. Ci vorranno molti anni per valutare i danni... o, piuttosto, per ricontestualizzarli, razionalizzarli, negarli e gettarli nel buco della memoria (e contemporaneamente "normalizzare" la distopia fascista della biosicurezza che i danni hanno reso possibile).

Questo processo è ormai ben avviato. Come sicuramente avrete notato negli ultimi mesi, i governi, le autorità sanitarie globali, i media aziendali e statali, l'industria culturale e le altre componenti chiave del "Reich Nuovo Normale" hanno gradualmente eliminato le "restrizioni Covid," riscrivendo "la scienza," riscrivendo la storia (cioè la scienza e la storia che avevano precedentemente riscritto), permettendo piccoli assembramenti, facendo quindi passare gradatamente le masse dalla modalità "emergenza" alla Nuova Normalità.

In altre parole, tutto sta andando secondo il piano.

Non si può tenere all’infinito la gente in uno stato di isteria totale. Quando si destabilizza e ristruttura radicalmente una società, la si colpisce duramente per alcune settimane o mesi (o anni in questo caso) e poi la si fa entrare dolcemente nella nuova "realtà." Dopo essere state sistematicamente terrorizzate, prese in giro, minacciate e tormentate in tutti i modi possibili per tutto il tempo in cui lo sono state, le persone saranno grate per qualsiasi cosa che assomigli alla "normalità," non importa quanto fascista possa essere.

Bisogna essere delicati nell'eseguire questa fase, in cui la stragrande maggioranza delle masse, dopo essersi autocostretta a credere a qualsiasi cosa avevate voluto farle credere durante la fase di shock e stupore, ora deve autocostringersi a credere di non aver mai creduto a tutto quello che avevate voluto farle credere allora, ma a credere a qualsiasi cosa voi volete farle credere adesso, che di solito contraddice completamente tutto quello che erano stati costretti a credere in precedenza (e che, in realtà, avevano veramente creduto) nel disperato tentativo di farvi felici, con la speranza che, forse, alla fine, avreste smesso di picchiarli, ingannarli e terrorizzarli in continuazione.

Ora, molte persone sembrano avere problemi a capire o ad accettare questo fatto, cioè il fatto che gli esseri umani sono in grado di autocostringersi a credere a qualsiasi cosa abbiano bisogno di credere per sopravvivere o rimanere in regola con la società "normale" (o qualsiasi corpo sociale di cui fanno parte e da cui dipendono per soddisfare i loro bisogni fondamentali). Non fingono di credere, letteralmente credono, nel modo in cui credono i convertiti religiosi, nel modo in cui crediamo oggi a cose a cui non credevamo dieci anni fa.

Devo dire che trovo piuttosto sconcertante la mancanza di comprensione e di accettazione di questo fatto da parte delle persone, poiché questa capacità è un attributo umano fondamentale che è stato documentato, più e più volte, nel corso della storia. Non è una "teoria" che ho appena inventato. È il modo in cui manteniamo la coesione sociale. È il modo in cui facciamo socializzare i nostri figli. È il modo in cui funzionano gli eserciti e i dipartimenti universitari. È una parte fondamentale del funzionamento dei corpi sociali: la conformità viene premiata e la non conformità viene punita. Non c'è nulla di nuovo in questo fenomeno. Da circa cinquemila anni le persone si conformano alle nuove "realtà" ufficiali e si sforzano di credere a tutto ciò che devono credere per sopravvivere al loro interno.

Tuttavia, è raro che si riesca ad osservare il processo in modo così chiaro. Di solito si svolge in modo più o meno invisibile nel contesto della normale vita quotidiana. È solo in occasione di improvvisi e radicali spostamenti da una "realtà" ad un'altra "realtà" che possiamo osservare persone che si autocostringono a credere a tutto ciò che ritengono di dover credere, o a quello che i loro governanti vogliono che loro credano, per sopravvivere e prosperare nella società (ad esempio, indottrinamenti di culti, conversioni religiose, scoppio di guerre, torture fisiche o subito dopo una rivoluzione politica).

Questo è ciò a cui stiamo assistendo dal marzo 2020, non ad un'ipnosi di massa o a una psicosi di formazione di massa, ma alle masse che si autocostringono a credere a tutto ciò che sentono di dover credere (o che sono state istruite dalle autorità a credere) per rimanere parte della società "normale" e non essere demonizzate dai loro governi e dai media, ostracizzati da amici e familiari, licenziati dal posto di lavoro, segregati, censurati, picchiati, arrestati dalla polizia o comunque puniti per il loro anticonformismo, mentre una nuova "realtà" veniva prodotta e imposta alle società di tutto il mondo.

Ed ora la loro "realtà" sta cambiando di nuovo o "la scienza si sta evolvendo" o qualsiasi altra cosa, e le assurdità a cui si erano autocostretti a credere vengono smascherate come... beh, come assurdità, e il loro comportamento fanatico e spesso fascista, come si è scoperto, non si basava assolutamente su nulla.

A molti di loro non potrebbe importare di meno, poiché il loro comportamento non è mai stato "basato" su qualcosa di diverso dall'assecondare il gregge e quindi sono semplicemente passati dall'odiare fanaticamente "i non vaccinati" all'odiare fanaticamente "i Russi," al sostenere fanaticamente i neonazisti ucraini e a fare fanaticamente qualsiasi altra cosa i burattini di GloboCap li inducano fanaticamente a fare dalle loro televisioni. Tuttavia, un numero significativo di loro ha conservato un numero sufficiente di facoltà critiche, tanto che l'essere trascinati avanti e indietro da una "realtà" ad un’altra "realtà" sta causando loro una lieve dissonanza cognitiva, confusione, vergogna o una psicosi borderline.

Che ci crediate o no, il mio cuore è con loro... con questi ex fanatici cultisti covidiani che mi volevano segregare dalla società, mettere a tacere e rinchiudere in un campo di internamento. Non posso rendere loro la vita più facile fingendo che non abbiano fatto ciò che hanno fatto (e che in troppi casi stanno ancora facendo) o fingendo che fossero ipnotizzati o in qualche altro stato alterato di coscienza, mentre facevano ciò che hanno fatto negli ultimi due anni e mezzo, ma immaginate come devono sentirsi ora che la festa è finalmente finita e che è arrivato il brutale mattino dopo.

Immaginate, a questo punto delle cose, di rendervi conto che tutto ciò che avete creduto, pensato e detto, il danno incalcolabile che avete fatto alle persone e alla società, non ha mai riguardato una pandemia, ma ha sempre riguardato il condizionamento delle masse a rispondere alla paura, alla coercizione e al controllo, come in un esperimento comportamentale pavloviano globale.

O prendete esempio dall'attrice Jennifer Gibson...

https://twitter.com/eclipsethis2003/status/1575531616469798912?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1575531616469798912%7Ctwgr%5Eebda9a6760ebdcf2518cb5ff502e8d9c1f6ca643%7Ctwcon%5Es1_c10&ref_url=https%3A%2F%2Fconsentfactory.org%2F2022%2F10%2F03%2Fthe-morning-after%2F

E ora arriva la parte davvero nauseante, quella in cui le autorità della Nuova Normalità ammettono di aver "esagerato" e che "sono stati commessi degli errori" e che si pentono profondamente di aver inutilmente ucciso e lesionato gravemente Dio solo sa quante persone, e di aver paralizzato psicologicamente innumerevoli bambini, e di aver accidentalmente destabilizzato e ristrutturato l'intera economia globale, mentre in un lungo articolo sul New Yorker spiegano che sono dispiaciuti, ma che in quel momento erano ubriachi, e giurano che non lo faranno mai più.

Dovreste ricordare questo episodio del 2004, dopo l'invasione e l'occupazione dell'Iraq, quando erano state pubblicate le foto di Abu Ghraib e le masse americane, che prima avevano urlato di gioia e gridato, sventolato bandiere americane e li avevano chiamati "beduini" e "negri della sabbia" ecc., erano state costrette a guardare in faccia se stesse e i loro crimini di guerra.

Dovreste ricordare come gli Americani avevano affrontato la loro vergogna. Esatto, avevano rieletto George Bush e avevano continuato ad uccidere e torturare Iracheni, Afghani e altre persone di colore assortite, urlando e gridando "siamo i numeri uno" e sventolando bandiere americane, perché "siamo in ballo e bisogna ballare."

Vedete, un'altra caratteristica fondamentale dell'uomo (oltre alla nostra capacità di autocostringerci a credere a tutto ciò che dobbiamo credere per sopravvivere e prosperare nella società) è che non tendiamo a gestire molto bene la vergogna. Tendiamo a reprimerla e a reagire in modo aggressivo a chiunque cerchi di costringerci ad affrontarla. Se non mi credete, chiedete ad un vostro conoscente che abbia subito (o che subisca ancora) una relazione abusiva. Chiedetegli come reagisce il suo aguzzino quando qualcuno cerca di fargli assumere la responsabilità del suo comportamento abusivo.

Non posso dirvi esattamente cosa accadrà nei prossimi mesi, ma già a gennaio vi avevo detto che ci sarebbero stati lamenti e stridore di denti, e lamenti e stridore di denti ci sono stati e, sicuramente, ce ne saranno molti altri... e probabilmente non solo lamenti e stridore. Questa è solo l'alba del giorno dopo. Ho la sensazione che non abbiamo ancora visto nulla.

CJ Hopkins

Fonte: consentfactory.org
Link: https://consentfactory.org/2022/10/03/the-morning-after/
03.10.2022
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

C. J. Hopkins è un drammaturgo pluripremiato, un romanziere e un autore di satira politica. Le sue opere sono state portate in tournée in teatri e festival. Attualmente vive in Germania.

Commenti (92)

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Mostra commenti 92 caricati
    1. natascia 8 ottobre 2022

      Finalmente un’artista che interpreta le esalazioni di questa società’ putrefatta, che sa frequentare le finestre di Overton e ci indica una messa a fuoco esterna. La gestione delle masse , della loro riduzione in schiavitu’, e la lotta tra diverse élite sono state e saranno sempre i fili che dirigono la storia umana. La differenza la può fare solo la grandezza. L’aver azzerato le nazioni , le comunità, la famiglia per globalizzare i popoli e le economie, ha dato un potere sconfinato a questa unica élite dominante. L’artista, il libero pensatore guarda e osserva la purificatrice e inevitabile catastrofe ben consapevole che le regole, la bellezza, derivano dalla natura che prenderà nuovamente il sopravvento tramite molte élite di ridotte dimensioni più umane e più controllabili.

    1. Bertozzi 7 ottobre 2022

      Che bell'articolo e che bei commenti. Mi compiaccio, pur leggendo molto avvilimento e delusione e impotenza... che vi devo dire dovevate sposare il culto Bertozziano e abbracciare il disincanto, e oggi avreste almeno la piccola gioia di sentirvi meno soli, di poter dire Oh, finalmente che lo vedete anche voi, che cosa? Beh, la vita. là fuori. A guardarla bene, negli ultimi 30 anni mica era una cosa diversa. La rana bollita, mi si dirà, è stato graduale, mica nessuno si è accorto di nulla. Come dice R66 la colpa è di quelli prima e poi di quelli prima e poi di quelli prima e via così. Piuttosto che cercare di capire perchè il bambino considera lo smartphone la sua realtà io mi sono sempre chiesto perchè il nonno ha passato la vita pensando che la tv e la radio e i giornali fossero una realtà ancor più vera. E no, non arriverà un'intemerata bertozziana (per una volta autoreferenziale pure lui) ma cionondimeno non credo che si possa negare che gli ultimi 30-40 anni - dalle stelle alle stalle - andrebbero studiati a puntino... Eppure è come che non lo guardiamo mai, quel periodo, guardiamo all'adesso e al bambino con lo smartphone. Presi dalla rapacità del quotidiano non riusciamo a fare quel piccolo passo indietro, in tutti i sensi. E invece no, come nel giro di una generazione lo stipendio di un figlio sia diventato la metà di quello di un padre e il costo della sua vita sia raddoppiato, che si sia abbandonato ciò che è il nutrimento dell'essere umano - lo spirito - senza mai nemmeno un'alzata di spalle da parte di nessuno andrebbe indagato dal punto di vista sociologico e filosofico e storico, soprattutto da noi complottari illuminati; con la giusta dose di autocritica certo, e di umilità, e di coscienza della propria pochezza, nonostante le buone o addirittura 'migliori intenzioni'. Guardare bene in faccia, o almeno provarci, gli elementi nocivi che si sono propagati anello dopo anello (La colpa è di quello prima e poi prima...) e ha portato linfa, generazione dopo generazione, alla vena viziosa. Che poi, a volerlo distillare e guardare bene non è altro a cui ridendo e scherzando abbiamo assistito in questi ultimi due anni: l'egoismo puro, quell'avere come primo pensiero solo il proprio culo, la propria fottuta individualità, a cui tutti devono rispondere, l'amico il fratello, il padre; Il vivere sulla carne viva azioni opere omissioni di persone perbene che fino al giorno prima erano riferimenti imprescindibili, vedere quanto è stato facile per loro accettare con manco uno sbuffo iniquità devastanti, discorsi umilianti, evidenze spietate, il tutto nel tempo, non è una botta veloce, via il dente via il dolore, no no, rimane, lo sentite che brucia sulla pelle giorno dopo giorno, e ciò che fa più male è sapere che domani, o domani l'altro, non sarà diverso. Che per un principio imparato non si sa dove e non si sa come e somatizzato in qualche maniera sinistra, per un fottuto piccolo principio rimarrebbero tranquillamente a guardarvi schiattare. Eccoti la totale rarefazione dei rapporti sociali lavorativi emotivi; la terra trema e la casa crolla; non te l'aspettavi? Forse quei rapporti erano solidi solo nel tuo immaginario. Mi spiace, davvero. Il culto bertozziano offre corsi di disincanto a 12.99 euro l'ora, prima lo sposi, prima ci riderai su.

    2. R66 7 ottobre 2022

      Cercando di indagare sulle cause del fenomeno di solito si ottiene una reazione sfuggente, credo che non si voglia affrontare le responsabilità di un qualcosa che è stato per il semplice fatto che è ancora.
      Si risponde che certi discorsi sono aria fritta, filosofia, pippe mentali, fino ad arrivare ad esagerazioni sensazionalistiche: "la gente ha fame adesso!" - come se negli anni '70/'80/'90, con pezzetti di gambero al lato della bocca, fosse diverso.
      Fortunatamente non siamo ancora a quel punto, nel caso, visto il ragionamento a pancia piena, ho qualche dubbio su una migliore qualità dello stesso a pancia vuota.
      Ma poi di che cosa stiamo a parlare, fino ad un certo punto è andato tutto perfettamente, d'un tratto le cose sono peggiorate e invece di risolvere con una magica X stiamo a blaterare, dobbiamo star zitti noi.

    3. Fantine 7 ottobre 2022

      Condivido molto di ciò che hai scritto.
      Ci sono state persone "fortunate" che evidentemente si sono ben scelte nella vita e durante la prova l'hanno affrontata insieme e condivisa. In famiglia e con i veri amici. Quando si ha questo si è davvero fortunati. Le famiglie spaccate da una pandemenza la dicono lunga sulla reale e profonda "condivisione" che non c'era, anche se a molti sembrava ci fosse (lasciando fuori quanti già da prima non erano sulla stessa onda di frequenza).
      E condivido anche che non è da oggi, ma è un percorso iniziato anni addietro di cui oggi si iniziano a raccogliere i frutti (o i resti) soltanto in maniera più evidente.
      Rispetto il tuo disincanto, ma per indole non mi appartiene.
      Il che non significa non vedere le cose per quelle che sono, ma, almeno per quanto mi riguarda, significa vivere con coerenza di ciò che siamo, di chi siamo, insieme a coloro che amiamo e che ci amano. E significa confidare là dove si può confidare.

    4. sarah 7 ottobre 2022

      Il clima di pandemenza e il terrore di stato hanno pervaso profondamente la nostra dimensione intima, hanno guastato legami che forse non erano già molto consolidati ma comunque esistevano tra familiari, amici e persino in alcune coppie. Essi sono stati messi alla prova e non appena l'esame è divenuto un po' più difficile, hanno fallito dimostrando forse il loro poco valore. Io credo però che anche questo aspetto concorra a dimostrare l'autentica malvagità dell'intento di chi ha compiuto le prime mosse e non necessariamente di tutti coloro che le hanno subite, seppur con reazioni per lo più deludenti. Appurato il fatto che nessuno ha agito per proteggere nessuno, che di finalità "mediche" non si è vista manco l'ombra e che il "nostro bene" è sempre stata una bieca presa per i fondelli, resta purtroppo da osservare l'impalcatura nuda e cruda di questo buio momento storico e ed essa ci mostra sempre più chiaramente il suo vero volto, il suo vero intento di trasformare le persone, invertire i significati di ciò in cui hanno sempre creduto e privarle a poco a poco del loro aspetto più umano, stigmatizzando, ahimè, sentimenti nobilissimi come la compassione e la solidarietà ( quella vera, per carità ), la capacità di apprezzare il bello e di ricercare la verità. I rapporti lacerati sono una dimostrazione di tutto questo. Quanto al disincanto per partito preso, beh, lo trovo anch'io una scelta difficile che non riuscirei mai a compiere pienamente. Ci mette sicuramente al riparo dall'amarezza profonda che si prova di fronte a molte esperienze quotidiane ma farei attenzione in questo campo: le dure riflessioni dell'autore dell'articolo non sono verità assolute ed egli stesso ammette di non sapere cosa accadrà tra qualche mese. Dunque faccio lo sforzo di leggere con cautela questi amari sfoghi perché rischiano, ancora una volta, di annebbiare il nostro giudizio più autentico e di non farci scorgere dei frammenti di verità che, invece, anche se non ce ne rendiamo conto giocano e giocheranno un ruolo importante oggi e nell'immediato futuro.

    5. R66 8 ottobre 2022

      Post valido anche per @Fantine .
      Credo che con il termine disincanto si voglia far riferimento al prima 2020, inclusi gli anni considerati popolarmente "belli" del secolo scorso.
      Per prenderla da un'altra angolazione, alla domanda: il periodo della Covid è stato socialmente brutto rispetto a quale altro?
      Cosa rispondere?

      Negli anni 70 ero un bimbo, negli 80 poco di più, dai 90 ho più o meno la base di pensiero attuale e non notando nelle persone grandi differenze da allora, nel rispondere dovrei usare una supposizione: forse a prima della mia nascita.
      Andando a leggere sui periodi precedenti e valutandone le persone ancora in vita, dico che bisogna reinventare tutto da capo.

      Questa operazione di svisceramento la stanno affrontando soltanto un ristrettissimo gruppo di persone, cosa che non contempla alcuna percentuale, altro che zero virgola zero qualcosa.
      Con tale carenza, come si può azzardare una qualsiasi proposta di miglioramento in stile urna, parata, raccolta firme e famiglia al seguito?
      Dopo tutto ciò invito ad immaginare come una persona che non voglia partecipare ad un ennesimo scempio, anche solo per amor proprio, possa percepire l'accusa di immobilità e di ignavia da parte di chi dello scempio non si è accorto affatto.
      Sui perché soprassediamo per pietà e per via dell'ora.

    6. sarah 8 ottobre 2022

      Certo, non ha torto in questo. Se le posso rispondere personalmente, posso dirle che già prima del 2020 mi trovavo su posizioni spesso non allineate alle tendenze di maggioranza e lo sciagurato evento del qo vid mi ha colta già in questa situazione, dunque non ritengo di essere stata "risvegliata" in modo particolare. Io piuttosto, rispondendo a @Fantine, cercavo di cogliere una peculiarità di questa vicenda ovvero la stigmatizzazione degli aspetti più "umani" delle persone ( che senza dubbio sono le stesse di prima ) e il contestuale incoraggiamento degli istinti più biechi in un modo che, a mio avviso, trova pochi precedenti. Discussioni tra amici, colleghi e familiari per ragioni esterne al contesto più intimo sono sempre accadute: negli anni '80 ricordo gli "scontri" con parole accese tra socialisti, DC ed altro, le liti calcistiche con toni autenticamente arrabbiati ma mai una cosa del genere. Prevalevano al limite il desiderio di primeggiare o di alzare la voce ma mai si era giunti a un tale livello di paura e conseguente non sopportazione dell'altro. Questo mi sembra un caso più grave. Senza dubbio l'attuale narrazione ha dovuto muovere i primi passi appoggiandosi a caratteristiche già intrinseche a molte persone ma le conseguenze sono state sorprendenti. Quanto alle scarse o nulle capacità di reazione, sono d'accordo con lei e rimarco ancora una volta la mia distanza da tutti coloro ( molti purtroppo ) che non hanno percepito tutto ciò come un fatto grave. Riferendomi però all'articolo, mi pare di vedere una certa rigidità dell'autore nel descrivere le categorie in cui si sarebbe divisa la società e quindi una certa sua fretta a trarre conclusioni che, per sua stessa ammissione, egli stesso non è in grado di individuare.

    7. R66 8 ottobre 2022

      Dando per scontato il riconoscimento del principio, per l'altro fattore incide la capacità di proiezione: se Mario è tale nel contesto X, come si comporterà nel contesto Y?

      Nessuno ha la sfera di cristallo ma non si può evitare di dire che durante i "bei tempi" l'egoismo trapelava alla grande, la manifestazione in forma minore era dovuta al surplus esterno, non a decisioni coscienti.

      Ritornando al presente, vedendo che Mario nel contesto Y ha moltiplicato la sua peculiarità precedentemente dimostrata in modo esponenziale, come si comporterà al prossimo giro (che probabilmente sarà più impattante)?
      Con l'opzione della penuria di beni o peggio della guerra, nel ricordo di questo periodo ci sembreranno dei gattini, così come lo sono sembrati prima rispetto ad ora.

      P.S.: è possibile usare il tu al posto del lei?

    8. emilyever 8 ottobre 2022

      Il periodo del covid è stato socialmente e spiritualmente brutto rispetto a tutti i tempi che lo precedono se penso a quello che noi in Lombardia sentivamo ogni giorno dirci verso le 18 in rete o in tv dal governatore Fontana e dal suo sgherro Gallera: " Se avete sintomi chiamate i numeri di soccorso solo quando avrete difficoltà respiratorie"... E sapere poi dalla rete, al telefono da persone care, che quei numeri, anche del medico di base, suonavano a vuoto. C'era un prima in cui anche davanti a malattie ben più gravi come un cancro, i medici dicevano:- Non si scoraggi e cominciamo un percorso"- C'era un prima in cui, anche nelle camere di ospedale di chi li allontanava infastidito, si affacciava quasi ogni giorno un prete per chiedere semplicemente come si stava. C'era un prima in cui, anche nel reparto di malattie infettive o degli immunodepressi, ci si accalcava con gli altri parenti davanti alla porta del reparto per gli orari di visita, pronti a bardarci di tutto punto, o per salutare, anche separati da un vetro, un nostro caro.
      Per questo mi sono "attaccata" così tanto, da marzo 2020, al prof Raoult, perchè mi ricordava l'umanità, la compassione, la medicina di prima, perchè diceva in tv e in rete alla popolazione di Marsiglia di stare calma, di non farsi prendere dal panico perchè gli attacchi d'ansia hanno manifestazioni molto simili alle crisi respiratorie (e io ne so qualcosa). Diceva che i test c'erano per tutti, e che nessuno sarebbe stato abbandonato: i sanitari, anche volontari, chiamavano loro i pazienti al mattino e alla sera per informarsi, e intervenivano con le terapie precoci. Ci diceva che un giorno, a bocce fredde, i paesi occidentali si sarebbero interrogati su questa isteria collettiva. Non so se quel momento arriverà mai, forse le emergenze continue ci sono anche per rimuovere quelle precedenti, senza un giudizio critico, solo nella speranza di tornare ad un "prima" dai contorni sempre più sfumati.

    9. Fantine 8 ottobre 2022

      Cara Sarah, benritrovata.
      Concordo appieno.
      Sono esattamente le questioni di fondo su cui interrogarsi e su cui spalancare gli occhi e tenerli ben aperti, insieme alla parte più buona e autentica della nostra anima, della nostra coscienza, della nostra essenza (ciascuno, al di là delle parole "anima, coscienza, essenza" colga il senso di ciò che esprimono di per sé e nel contesto).
      Sono le questioni di fondo di cui avevamo già "parlato" e su cui ci eravamo trovate.

      "resta purtroppo da osservare l’impalcatura nuda e cruda di questo buio momento storico e ed essa ci mostra sempre più chiaramente il suo vero volto, il suo vero intento di trasformare le persone, invertire i significati di ciò in cui hanno sempre creduto e privarle a poco a poco del loro aspetto più umano, stigmatizzando, ahimè, sentimenti nobilissimi come la compassione e la solidarietà ( quella vera, per carità ), la capacità di apprezzare il bello e di ricercare la verità."

      È esattamente questo il punto.
      Ed è uno spartiacque rispetto al passato.
      Difficile non riconoscerlo, non avvertirlo.
      A me sembra oltremodo evidente e significativo, nei modi, nei metodi, nei fini e nei risultati conseguiti.
      Come dice anche @emilyever, "c'era un prima".
      Sì, c'era quel prima.
      Insieme ad altro, certamente, ma c'era.
      E c'è ancora, in pochi, ma c'è.
      E non così pochi.
      E mi soffermo anche sulla consapevolezza che traspare nella parte finale del tuo commento, cara Sarah:

      rischiano, ancora una volta, di annebbiare il nostro giudizio più autentico e di non farci scorgere dei frammenti di verità che, invece, anche se non ce ne rendiamo conto giocano e giocheranno un ruolo importante oggi e nell’immediato futuro.
    10. Bertozzi 8 ottobre 2022

      Giusto per la cronaca, quello di cui parlo non è disincanto per partito preso, è disincanto sulla base di fatti che io vedo da 30 anni e che voi avete scoperto ieri e che credete che derivino dal covid o da qualche cattivone, no così non si va da nessuna parte. E quella verità che invocate o pezzi di verità rimangono lontani lontano.
      I miei non sono amari sfoghi ma ironici modi di vedere la realtà più dura.

      A @Fantine dico che amare coloro che amiamo e confidare in ciò in cui si deve confidare è molto più facile oserei dire necessario e imprescindibile e naturale solo dopo aver preso atto della propria fallibilità e di quella delle persone a cui vogliamo bene o crediamo di volere. Se rimaniamo incantati in qualche favoletta che ci raccontiamo vivremo sempre dei rapporti falsi con speranze false che guarda caso alla prima folata di vento covidiano ci sbattono per terra come fuscelli, lasciandoci stupiti e inermi.
      La mia è una visione profondamente positiva, mi spiace che non lo si afferri.

    11. Fantine 8 ottobre 2022

      Io appartengo alla categoria dei "fortunati" che condividono con le persone che amano. E vedendo la desolazione di famiglie e rapporti spaccati, vedendo la perdita di umanità e la ferocia spropositata di alcune persone (e non nei miei riguardi), ma di altri esseri umani, per giunta spesso malati e soli o semplicemente persone che stavano compiendo una scelta legittima, e a mio modo di vedere anche giusta, ti assicuro che la condivisione con le persone care è stata fondamentale.
      E benché avvertissimo la sensazione di impotenza e la "rabbia" che talvolta si affacciava dentro di noi per lo scempio che vedevamo, non abbiamo mai ceduto alla rassegnazione e, continuando nella strada delle nostre scelte di vita, non siamo rimasti a guardare.
      I miei rapporti sono autentici in maniera profonda, Bertozzi.
      Non so quanti possano dire altrettanto.
      Ma se ve ne sono anche qui su CdC sanno di cosa parlo e quale ricchezza siano.
      Non credo nelle favole, ma confido nel bene e nell'amore di chi amo e mi ama. E non solo.
      E non perché sono perfetti, come non lo sono io, ma perché sono le persone che sono. E sono tanto e danno tanto.
      Non credo sia necessario scendere nel particolare della mia vita.
      Ciò di cui io e @Sarah parlavamo era l'umanità su cui stanno lavorando in maniera non solo non celata, ma addirittura dichiarata.
      Anche in relazione a dei commenti pregressi di fine agosto.
      Per quanto mi riguarda è sempre la misura nelle cose, Bertozzi.
      Infine, ritengo che @Sarah si riferisse all'autore dell'articolo, non a te.
      E quanto al tuo disincanto, se dici che si tratta di una visione positiva, evidentemente lo è nei termini in cui lo intendi.

    12. R66 8 ottobre 2022

      Con questi ultimi post su un articolo che a breve scomparirà nel nulla, stiamo affrontando il Re di tutti gli argomenti.
      Invito caldamente @Bertozzi a strutturarci un thread nel forum in quanto la considerazione del "prima" e del "dopo" è fondamentale per comprendere quel che di solito si perde (e si evita) con numeretti e tecnicismi.
      Anticipo con certezza del 101% (sì, qui sto usando la sfera di cristallo, ho mentito, ce l'ho 🤣) che porterà ulteriori divisioni, ma sono inevitabili, anzi sono indispensabili se davvero si vuol percorrere altro che non sia l'addormentarsi nuovamente.
      Aspettando di poterne parlare in maniera più esauriente ti dico che il "prima" che tu vedi per me non esiste, da qui inizia il bivio, il disincanto di cui si discuteva e, in un impeto di positività massima, forse anche la spiegazione del perché il nemico del mio nemico non sempre è mio amico.

    13. R66 8 ottobre 2022

      Mai parola fu più travisata di questo benedetto disincanto, persino il pronome si sbaglia.🤣
      In ogni caso mi fa piacere che l'argomento interessa, seppur scommetterei meno sui possibili risvolti nel caso lo si dovesse affrontare a dovere.
      Dai, tutti insieme: @Bertozzi, forum, forum, forum...
      Non ti farai mica scappare l'opportunità di anticipare il disincanto alla portata di tutti che si svilupperà nei prossimi mesi spero. 🤣🤣🤣

    14. Bertozzi 8 ottobre 2022

      Ahahah vediamo R66 puoi anche farlo tu dai, oggi purtroppo sono impegnato tutto il giorno non riesco proprio...

    15. emilyever 8 ottobre 2022

      E' indispensabile che questo thread non finisca nel nulla, chi può o chi sa lo salvi, per piacere, sarà sempre un luogo "incantato" dove tornare, anche se immagino che sul prima e sul dopo torneremo spesso, pure parlando di erbe aromatiche:)

    16. R66 8 ottobre 2022

      No, no...
      Nel blog non avevo mai utilizzato la parola (azzeccatissima) disincanto, non credo sia giusto prendermene il merito. 😉
      Vorrà dire che attenderemo, poi ci metterò del mio senza riserve.

    17. Fantine 8 ottobre 2022

      Caro R66, dobbiamo intenderci sui termini, altrimenti corriamo il rischio di parlare lingue diverse e di cose diverse ;)
      In ogni caso la tua ironia mi piace ;)

    18. Fantine 8 ottobre 2022

      @sarah, @pfefferminz, @emilyever, @R66, @Bertozzi
      E agli altri compagni di CdC

      Per associazione di idee e dintorni, vi giro un brano di Vecchioni "Le lettere d'amore (Chevalier de Pas)" (tratto dalla poesia di Pessoa).

      "E costruì un delirante universo
      senza amore,
      dove tutte le cose
      hanno stanchezza di esistere
      e spalancato dolore.
      Ma gli sfuggì che il senso delle stelle
      non è quello di un uomo,
      e si rivide nella pena
      di quel brillare inutile
      di quel brillare lontano...
      E capì tardi che...

      Buon ascolto a tutti.

    19. R66 8 ottobre 2022

      Il problema di fondo è che Vecchioni non è mai stato Pessoa mentre Pessoa è stato (anche) Vecchioni.
      Da qui è facile intrecciare tristezza ed allegria e soprattutto i loro significati quando presi dall'osservazione esteriore.
      Dai, nel forum parleremo anche di questo, la cosa si fa interessante...

    20. Bertozzi 8 ottobre 2022

      Il problema di Vecchioni è che va da Gramellini a spiegarci il significato delle parole. Anche solo il vederlo citato in questo luogo mi dà il vomito.

    21. sarah 8 ottobre 2022

      Grazie per l'apprezzamento e per la citazione, sono felice di aver scritto parole che lei ritiene significative. Sono esattamente il mio pensiero.

    22. sarah 9 ottobre 2022

      Certo, mi fa piacere darci del tu. Io non vi conosco e parto sempre da un approccio formale che a volte è un'abitudine di cui non mi accorgo più nemmeno. Forse non diciamo cose poi così diverse, per stanchezza ieri sera la mia capacità di sintesi ( se ne ho una ) era un po' in crisi. Sicuramente non si può parlare di una precedente età dell'oro interrotta bruscamente da un risveglio inaspettato, tutti o quasi i presupposti erano già presenti. Molti però concordano sulla percezione di una relativa ( e non ben precisata ) "facilità" della vita precedente che tu attribuisci principalmente alle migliori condizioni materiali, se ho ben compreso. Questa è senza dubbio una considerazione esatta ma penso che vi siano anche altre cause: raramente accadeva, allora, di trovarsi di fronte a scelte tanto difficili, al limite dell'obiezione di coscienza. Forse anche per una minore consapevolezza individuale e collettiva, le vie da seguire sembravano più chiare, nette, tracciate. Le cattive condotte ufficialmente vietate secondo un principio che pareva abbastanza condiviso. Era bene o era male? Era solo apparenza? Si dovrebbe parlare troppo a lungo per dirimere un punto così ma sta di fatto che, dopo i consumistici anni '80, la situazione è andata progressivamente degradandosi fino ad una vera e propria crisi generale che, negli ultimi vent'anni, è stata accompagnata dal clima delle emergenze permanenti. Penso che la classe dirigente di allora non affrontasse problematiche meno complesse di oggi e subisse simili pressioni dall'esterno ( la lunga stagione delle "stragi di stato" lo dimostra appieno ) ma probabilmente era più abile nel dissimulare il suo doppio intento. Perché allora dovrebbe esserci un "prima" e un "dopo"? Perché, secondo me, l'evento qo vid ha introdotto una novità senza precedenti: ha smesso di censurare le cattive condotte e di dissimulare il suo vero intento facendo leva sugli istinti più "bassi" senza che la maggioranza se ne sia accorta. Pare strano, ma io credo che le melense immagini delle "infermiere che cullano l'Italia" e altre amenità simili in realtà intendessero consapevolmente preparare il terreno al clima d'odio e repressione dando ai più l'illusione di vivere in uno stato di grazia. Infatti gli effetti nefasti, guarda caso, non si sono fatti attendere e dal clima mieloso siamo passati ad invocare le fucilazioni, i cannoni, gli sputi nei piatti, i bambini chiusi fuori dai cancelli della scuola, l'arroganza e il cinismo di fronte alla morte ecc. Senza pudore e senza nemmeno il tentativo di celare le proprie incitazioni all'abiezione. Questo è, finora, il "prima e dopo" secondo me. Magari, e probabilmente hai ragione tu, le prossime occasioni saranno in grado di rincarare pericolosamente la dose.

    23. sarah 9 ottobre 2022

      No, @Bertozzi, assolutamente no. Magari li avessi scoperti ieri questi fatti. Purtroppo o per fortuna, questi ultimi 30 anni li ho vissuti anch'io qui in mezzo al "mondo". E di soprusi, ingiustizie, disillusioni e amarezza ne ho avuto la mia parte. Quando ho scritto "amari sfoghi", poi, non mi riferivo al suo intervento ma all'articolo qui sopra i cui commenti ( tutti secondo me ) hanno superato in valore il contenuto stesso espresso dall'autore. Dando quindi per scontato l'atteggiamento disincantato con cui tutti qui, immagino, guardiamo al mondo ragionavo con @Fantine di un processo che riguarda l'uomo stesso e le scelte che egli compie in questo particolare frangente dell'attualità forse perché ci è sembrato un aspetto più interessante delle semplici considerazioni categoriali di CJ Hopkins, o come si chiama.

    24. Fantine 9 ottobre 2022

      Vedi, non ho la televisione. Non lo sapevo neppure. Ero rimasta alla musica.
      Prendi un buon antiemetico.

    25. Fantine 9 ottobre 2022

      Sara, se ricordi, ci davamo del tu!
      Grazie a te delle tue parole.
      È sempre un piacere leggerti.

    26. Bertozzi 9 ottobre 2022

      Vedi, sei rimasta indietro, aggiornati.

    27. Bertozzi 9 ottobre 2022

      Leggendo i commenti con calma mi è passata anche quella poca voglia di esaudire la tua richiesta, se ne avevo. Mi spiace R! Il disincanto non è per tutti, e non si spaccia così, al primo/a che capita, tanto più che non ne si capisce nemmeno il significato - che invece mi sembra chiarissimo - e si parte in sdolcinati pipponi - caro di qua e cara di là - sull'essere amati e confidare in questo e quell'altro. Tu sei ancora più disincantato di me, se possibile, per cui non ne hai bisogno gli altri se la smazzino da soli, o si cerchino un video corso su YouTube.

      Ma alle varie @Fantine, @emilyever @sarah ecc che chiedono che questo argomento non finisca nel dimenticatoio consiglio la rilettura del thread del forum qui sotto postato in cui si è parlato di vecchi e giovani e dove senza colpo ferire una di loro ammise candidamente di preferire veder bruciare i suoi averi piuttosto che lasciarli ai giovani. E di particolare rilevanza anche vari commenti di gente molto posata educata e altruista, che scommetto ci è rimasta piuttosto male dal comportamento medio degli ultimi due anni, però in tal contesto non ha risparmiato strali e intemerate. È davvero molto istruttivo e può essere considerato un anticamera del disincanto, riuscire a leggere, e provare a capire cosa significhino quegli scambi e quelle parole lasciate cadere dai più.

      Piuttosto che un incanto o un disincanto mi sa che c'è bisogno di una scantata!

      https://forum.comedonchisciotte.org/notizie-dallitalia/ci-vuole-un-limite-di-eta-per-la-politica/#post-357455

    28. Fantine 9 ottobre 2022

      Nn frequento il forum.
      Ma in bocca al lupo per la conversazione.
      A presto, R66!

    29. emilyever 9 ottobre 2022

      Questa è proprio da ridere, o da piangere, o meglio, come accennavamo sotto un altro articolo, da risentire Milano e Vincenzo di Alberto Fortis, o leggere Marziale, e prima ancora Alceo, rivedersi la figura retorica dell'invettiva, l'uso del condizionale e del congiuntivo, poi magari dare una scorsa al mio testamento, e vedere eredi così giovani, e neppure parenti. Sarah, Fantine, avremo modo di riparlare degli argomenti di questo thread, come dei pregiudizi e dei rancori senza continuare qui. A rivederci

    30. logos 9 ottobre 2022

      Quí ci scappa il ferito :) .Non ti chiamo "caro amico" o finirò per essere stilettato anch'io. Non sono masochista, ma riconosco il valore di un sincero e fraterno fendente in affondo. Tuttavia pongo alla tua attenzione un quesito: cosa hanno in comune le persone da te citate? Alla ovvia tua comprensione dei fatti (essendo tu in mia opinione un uomo affilato ed intelligente), coglierai il perché, le persone di cui sopra, sono meravigliose. Basta attenersi alla argomentazione di un sempliciotto come John Gray e tutto acquista focus immediatamente. La diversità non è forse una cosa meravigliosa? Io adoro leggerle, mi rendono un coglione sognante. Sono persone speciali. Così come adoro leggere te e r66, mi sento con due amici in taverna. Sciogli il nodo alla cravatta e guarda il mondo attraverso i loro occhi. Potrebbe piacerti. Io intanto continuo a seguirti con interesse e preparo la benda nel caso in cui dovessi fraintendere (anche se so che non lo farai) la mia argomentazione.
      l.

    31. sarah 9 ottobre 2022

      No, dai, nessun ferito. Una discussione è una discussione e non si può essere per forza d'accordo con tutti. Mi dispiace di averla fatta sentire un coglione sognante, ma mi sento meno in colpa perché lei dice di trovare la cosa piacevole. Ma perché mai l'educazione e l'altruismo continuano a fare il paio con il buonismo ipocrita? E' tanto difficile distinguerli? Sono due mondi diametralmente opposti eppure noi cadiamo ancora così facilmente nella trappola che ci è stata tesa e che ci spinge a confonderli. E perché mai una persona "intelligente" dovrebbe rifuggire gli atteggiamenti educati o altruisti? Se è intelligente, li saprà distinguere dall'ipocrisia e non correrà il rischio di contaminarsi con la superficialità della "massa". Gray... pensi che avevo avuto la tentazione anch'io di attribuire le due diverse sensibilità a Venere e Marte, tanto per togliere un po' di tensione al dibattito, ma poi. Grazie comunque per averci definite " speciali e meravigliose", personalmente sono lusingata.

    32. logos 10 ottobre 2022

      Mi scuso ovviamente per il francesismo, ma esprimere il concetto in modo educato e lineare imponeva dei tempi di cui non disponevo (come pure rileggere il testo, vedi gli "orrori" grammaticali del correttore automatico del cellulare), e non avrebbe avuto lo stesso impatto. Un po' di volgarità alle volte non guasta, se usata per considerazioni personali o per enfatizzare un concetto e non per fini di offesa altrui. Lei ha parlato di sensibilità diverse, dunque visto che l'argomento in mia opinione è stato centrato non vi è altro da aggiungere. Semmai dovremmo più spesso utilizzare terminologia Francese per esprimere disappunto in merito ad un indirizzo sistemico che vorrebbe eliminare queste "differenze" che sono alla base della Vita e della Natura Umana, ed uniformare il tutto in un vuoto, desolato, pacchetto standardizzato semi biologico. ma sarebbe una operazione oltremodo lunga, estenuante ed off-topic. Dunque le porgo i miei saluti, e spero di rileggerla presto su questo canale.
      l.

    1. MGS 7 ottobre 2022

      "C.J.HOPKINS è un drammaturgo pluripremiato..." perché non torna, non si limita, a fare il suo lavoro? Delle sue e di altri opinioni, in cui tutti questi, in genere baciati dai successi di questo porco mondo e perciò stesso liberati dalla condizione di noialtri servi della gleba, di doversi uniformare, sottostare, pena perdita di lavoro, d'identità sociale, io me ne sbatto, anzi mi hanno stufato e mi fanno anche schifo. TU TI SENTI COSÌ TANTO BUONO DA COMPATIRE, ANZI DA PROVARE PENA, PER QUELLI CHE CHIAMI CULTISTI COVIDIANI? BUON PER TE PROBABILE MILIARDARIO DI M***A! Ma vedi di andare a cagare le tue opinioni tra i tuoi simili.

    1. Primadellesabbie 7 ottobre 2022

      R66 scrive:

      "Collettivamente parlando non si risolve di certo, ma perlomeno si da degli strumenti in più (o in meno a seconda dei punti di vista) al singolo. ..."

      Ti prendi la responsabilità di formare una persona con una cultura radicalmente originale rispetto a quella corrente (che non è mai stata così monotona come oggi), nella migliore delle ipotesi e se trovi terreno fertile, in una società che non è assolutamente preparata a riceverla, anzi la isola e la respinge?

      Purtroppo so di cosa parlo.

    2. R66 7 ottobre 2022

      Aggiungo un minimo di spiegazione giusto per far comprendere meglio il discorso.
      Una delle teorie che spesso sbandiero riguarda il fregarsene della direzione collettiva andando a creare con persone affini una sorta di bolla protettiva ovviamente appagante.
      Da qui il discorso si è sviluppato sui giovani.

      Dopo la premessa rispondo.
      Personalmente non me la son presa questa responsabilità, non ho figli, l'idea comunque la inseguo ugualmente, la mia visuale deriva dall'esclusione dalle pratiche attuali rivelatesi fallimentari, non ho nessuna verità.

      Quindi il rischio che prospetti c'è, ma va considerato in contemporanea all'altra (quasi) certezza: creare un ennesimo soldatino salvo poi insultarlo, anzi no, insultando i soldatini che hanno creato gli altri mentre loro insulteranno il mio, poi a seguire piove governo ladro e era meglio quando si stava peggio. 😉

    3. Primadellesabbie 7 ottobre 2022

      Il rischio è di tarpare proprio coloro che saprebbero sviluppare l'originalità e rendere diversi coloro che non sanno che farsene della diversità.

      Cedo di aver notato che proponi ragionamenti e soluzioni per blocchi coerenti che, scusami, ma reputo irreali.

      In una risposta precedente ho prospettato la possibilità di assecondare, anziché contrastare, la naturale tendenza a non uniformarsi quando compare che, se ricordo bene, non è tanto infrequente

      Un simile comportamento avrebbe anche un impatto positivo sulla società nel suo complesso, nei rapporti con il singolo.

      Negare lo smart a un bambino che non ne capisce la ragione sarebbe ben peggio che se ci avessero negato sistematicamente il pallone per giocare nel campetto.

    4. R66 7 ottobre 2022

      Secondo me non verrebbe tarpato alcunché, anzi al contrario si svilupperebbero meglio in un contesto sano, poi concordo con te che si toglierebbe del materiare con cui diluire il marciume e che forse indirettamente ha una grande responsabilità (merito o colpa che sia) nel tener in piedi il tutto, ma a questo punto risulta perfetta la risposta alla romana: 'sti...😉

      In definitiva sono d'accordo sull'assecondare le facoltà, meno sulla frequenza, che reputo scarsa, così se potessi incidere sul farle nascere anziché basarmi sul caso, lo farei.

    5. Primadellesabbie 8 ottobre 2022

      Comunque non si tratta di caso, ma di quantità fisiologica di persone sul comportamento delle quali poter contare.

    6. R66 8 ottobre 2022

      Un po' perché sono un mezzo analfabeta, un po' per via del supporto e un po' perché faccio 50 cose insieme, mi son rispiegato male un'altra volta.
      Mi riferivo al fatto che nessuno ha ancora capito il perché si sviluppa il pensiero critico in un individuo.
      Al momento c'è soltanto il buttare la persona nel mucchio e sperare che si verifichi il processo, chissà se accompagnarcelo fin dalla tenera età, quindi evitandogli il marasma, inciderebbe.
      Poi magari il criterio, ancora celato, si basa su tutt'altro, addirittura forse è proprio il marasma che gli dà vita.

    7. emilyever 8 ottobre 2022

      "La naturale tendenza a non uniformarsi" scrivi... ecco, non sono così sicura che non sia tanto infrequente, per lo meno per le generazioni sotto i 35 anni, quelle che, come notava Giorgio Bianchi in un video, si sono viste molto poco nelle piazze non green pass. Temo che sentano più rassicurante il " ma lo fanno tutti", e mi chiedo il perchè: perchè, cioè, i giovani protagonisti del '68, le femministe dell'autocoscienza di allora, hanno educato i loro figli e nipoti ad aver paura di "fare la differenza"? E' stato quello, voglio dire il 68, prima ancora dell'11 settembre, il grande inganno? magari per qualcuno è già assodato, io sono tarda e ci arrivo adesso, alle 3 di una notte insonne

    1. R66 7 ottobre 2022

      Nei fine settimana a volte si mangia insieme con tutta la famiglia, la più piccola, mia nipote, ha circa 2 anni.
      Quasi come un antropologo provetto mi diverto ad osservarne le dinamiche.
      Tra le tante, quando la bimba si fa male, la madre o la nonna la prendono in braccio, la consolano e dirigendosi verso un oggetto preso a caso, lo picchiano: "cattivo tavolo, cattiva sedia, cattiva mensola!".
      La piccola si calma.

      Una volta ho provato ad obiettare: "ma se le dite che la colpa è della sedia, tra 5 minuti ripeterà l'azione. Perché non tentate in qualche maniera di spiegarle che è lei che dovrebbe prestare attenzione?"
      Risposta: "non serve a niente, tu non hai figli e non capisci una mazza!"
      "Ok" - mi son detto - "forse hanno ragione".

      In effetti, nel tentare di accennare che il presente è stretta conseguenza del comportamento dei quasi ormai 3 anni trascorsi, a loro volta stretta conseguenza dei precedenti, non funziona neanche con gli adulti, figuriamoci con una bimba.
      Ho dovuto ricapitolare: "non forse, hanno proprio ragione!"
      Al che via con "cattivo Putin, Draghi, Conte, Fauci, Bourla, cattivi tutti!"

      Ma com'è che, a differenza della piccola, non si calmano?
      Non sarà che bisogna prenderli anche in braccio?
      Dove sbaglio?
      Mumble, mumble...
      Vi aggiornerò nel caso dovessi scoprire l'arcano.

      Intanto con ancora abbondanti e dignitosissimi 22 gradi centigradi la gente indossa già il golfino...

    2. danone 7 ottobre 2022

      Hai mai visto un oggetto qualsiasi, preso in mano da qualcuno, dirigersi contro cattivo Draghi, Conte, Fauci, Bourla, cattivi tutti? (ho tolto Putin istintivamente dalla lista)
      Forse è per questo che inconsciamente non si consolano.

    3. Ricciardo 7 ottobre 2022

      conformismo, anticonformismo, tesi, antitesi, corpi, anticorpi.

    4. emilyever 7 ottobre 2022

      Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Da quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino.
      San Paolo

      E' proprio qui il punto. Da bambini si ha il pensiero magico, si pensa che tutto sia animato, ed è forse anche questo parte dell'anima dei poeti e dell'origine del mito. Ma i bambini si lasciano anche incantare dal pifferaio di Hamlin..Credo che questo sia successo almeno dalle torri gemelle in poi, e con maggior evidenza e crudezza per il covid. un'infantilizzazione dell'umanità, sedotta da una narrazione che se avesse rispecchiato la realtà avrebbe troppo spaventato il bambino dentro di noi, che come tutti i bambini maltrattati continua ad amare i genitori e dipendere da loro. Scusate, di tanto in tanto mi diverto a fare la psicanalista da strapazzo...

    5. Pfefferminz 7 ottobre 2022

      "... che come tutti i bambini maltrattati continua ad amare i genitori e dipendere da loro."

      E si ritorna così a quel quesito cruciale: "Sei disposto a credere che i tuoi governanti possano non fare il tuo bene?" Recentemente ho rivolto la domanda ad un amico che non vedevo da tempo e la risposta è stata un secco no. Io non ho visto tanti risvegliati, ma molti che continuano ad aggrapparsi all'illusione che nulla sia cambiato, imbottiti di propaganda e refrattari a raggi di realtà. L'infantilizzazione và di pari passo con la tendenza di chi comanda a intrufolarsi nella vita di tutti giorni con istruzioni non richieste, "fa la doccia fredda", "mettiti un maglione in più", ecc.

    6. R66 7 ottobre 2022

      Risposta valida anche per @Pfefferminz.
      Perché mai tanta ostinazione nei rifiuti che presentate?
      Perché i più fanno finta di niente?
      Davvero sono le ridotte capacità intellettuali a non far collegare i puntini?

      A me non basta come risposta.

      Secondo me va ricercata in quello che succede interiormente quando si prova a non far finta di niente.
      Le cose che si facevano prima iniziano ad apparire diverse, la gente appare diversa, le emozioni, i sentimenti, tutto inizia a cambiare e...

      Inizia uno stato intermedio di durata variabile, una sorta di palude in cui mentre il vecchio è ancora presente si intravede in lontananza il nuovo, quasi fosse la chance decisiva, o di qua o di là.
      Questa è una fase cruciale per ognuno, ad alcuni capita una sola volta, ma capita a tutti.
      I più ne hanno timore e tornano indietro, tornano alle "certezze", alle abitudini, alle dipendenze e nessun altro può farci nulla.

    7. emilyever 7 ottobre 2022

      L'infantilizzazione di cui parlavo non era tanto un abbassamento delle facoltà intellettuali, ma qualcosa di più profondo su cui devono essere stati consultati psicologi e psichiatri, e di quelli bravi:quella paura che ricordava pfeffer di dover ammettere a noi stessi che chi si dovrebbe occupare di noi non vuole il nostro bene, non è buono, e ha assoldato molti pifferai magici in tutto il mondo. Dapprima, nel'20, Conte ha usato un codice materno: non uscire, non far tardi la sera torneremo presto ad abbracciarci ecc. Ma intanto si introduceva anche un codice militare: coprifuoco, guerra al virus, il nemico terribile ecc. Poi draghi ha usato il codice paterno: se non mi ubbidisci muori e fai morire, devi seguire il generale ecc.

    8. Pfefferminz 7 ottobre 2022

      "Questa è una fase cruciale per ognuno, ad alcuni capita una sola volta, ma capita a tutti."

      Non necessariamente. Ho il terribile sospetto che ci siano persone che non si pongono mai domande.

    9. R66 7 ottobre 2022

      Figurativamente immaginati davvero un campo da una parte, poi una palude e dall'altra di nuovo un campo.
      Chiunque prima o poi mette un piedino nel mezzo.
      C'è chi lo ritrae quasi subito (questi sono quelli che sembrano non farsi mai domande), c'è chi fa qualche passo, chi arriva abbastanza oltre e ritorna indietro, e chi l'attraversa completamente sbucando dall'altro lato.
      Considera anche che finché c'è vita...
      Quest'ultimo pensiero è purtroppo soltanto teorico, fino ad oggi non ho conosciuto nessuno che ha completato il percorso molto oltre la fase di giovinezza.

    1. Nestor Halak 7 ottobre 2022

      Sì, certo, le persone tendono a conformarsi a tutte le credenze correnti nella società di cui fanno parte, per quanto stupide possano essere, al fine di sopravvivere e prosperare in quella società.
      Lo si sapeva, altrimenti perché i nati in Arabia diventerebbero quasi tutti musulmani e i nati in Italia diventerebbero quasi tutti cattolici cattolici?
      Tuttavia in occidente ci facciamo vanto da secoli di avere inserito una valvola di sicurezza in questo meccanismo automatico, un giudizio secondo logica e ragione che dovrebbe aiutare a contrastare una caratteristica sociale che in certa misura deve pure esistere se vogliamo una società, ma che non deve essere totalizzante, se vogliamo che questa società abbia la possibilità di migliorare.
      Si tratta insomma, di una questione di misura e di equilibrio.
      Chi ha conservato sobrietà di fronte alla follia covid è benemerito, perché ha esercitato questa ragionevolezza, gli altri, a meno che non siano stati costretti a viva forza, hanno ceduto, il più delle volte ignomignosamente, ad una resistibile pressione sociale mandando la ragionevolezza e la logica, insomma il cervello, all'ammasso.
      Qualunque cosa pensino adesso non cancella la loro prepotente imbecillità pregressa, se ne rendano conto o meno.

    2. R66 7 ottobre 2022

      Il mio modo di ragionare si fonda molto sul quel tuo ultimo "a meno che".
      Sono sempre pronto a cambiare idea nel caso in cui dovessi vedere Fauci & C. che, come Sauron, riescono a spazzar via 50 fanti con un sol colpo di mazza, ma finché si tratterà soltanto di ordini, di parole insomma, mio zio non mi apparirà mai migliore di Fauci e quindi Fauci peggiore di mio zio (e del +95% di persone che conosco).
      Nei dialoghi con chi si crede "risvegliato", queste osservazioni noto che infastidiscono, mi imputano quasi una sorta di difesa verso non so chi; da parte mia ritengo che dopo aver superato il blocco mentale del "super-cattivo" si apre un mondo di possibilità.

    1. LuxIgnis 7 ottobre 2022

      Della vergogna si parla poco eppure è un "nemico" dell'uomo tanto quanto la paura a cui è molto correlata.
      Ci vergogniamo di tutto. E di cosa ci vergogniamo? Sostanzialmente di essere uomini. E vergognandosi non si può far altro che diventare degli automi. Poco più di macchine pensanti. Come le macchine che "pensano" in base a degli algoritmi, molte persone pensano per schemi ben stabili. Schemi dettati dalla società che decide quello che è giusto o sbagliato, quel che è corretto, quel che è morale, e via dicendo.
      Non c'è da stupirsi se poi di fronte a un problema, vero o fittizio che sia, le persone si comportano come descrive l'articolo.
      Un automa come un computer non può permettere che un suo algoritmo venga messo in discussione, creerebbe un crash di sistema. Chi conosce i computer lo sa benissimo questo. Ma se in un computer un crash di sistema può essere facilmente ovviato facendo al limite un reset del sistema, in un uomo questo è molto più complicato. Diverrebbe una crisi esistenziale, molto dolorosa, e per niente vista di buon occhio dalle istituzioni, pronte sempre ad arginare ciò che viene considerato deviante dal sistema; malato.
      Eppure è solo quella crisi esistenziale che dà l'opportunità di riprendere in mano il proprio destino, e allontanarsi dall'essere meramente un automa.

    2. Primadellesabbie 7 ottobre 2022

      E se la comparsa del computer, proprio nel momento in cui il comportamento dell'uomo sembra simularne il funzionamento, non fosse casuale?

    3. LuxIgnis 7 ottobre 2022

      È solo una conseguenza di un processo iniziato secoli fa.
      Ricorda che il sistema con cui funziona il computer noi ce l'abbiamo dentro sin dall'inizio: è l'emisfero Sx del cervello. Si comporta esattamente così, né più né meno. Funziona ad algoritmi, funziona sulla logica binaria (si o no, acceso spento), e sulle memorie e sulla ripetizione.
      Non è un problema di per sé: non saresti in grado di guidare un automobile senza. Il problema nasce quando prende il sopravvento e mette a tacere l'altra parte; diventi quindi come un automobile. Una macchina.

    4. indipendente 7 ottobre 2022

      È il classico gioco dell'ego. Si prova vergogna perché ci si sente inadeguati in qualche cosa. Superare l'impasse ti fa acquisire autostima. La paura non centra nulla, a meno che tu non sappia che stai mentendo di proposito, per nascondere le tue debolezze, ed hai paura di essere scoperto. In questo ultimo caso, senza che tu lo sappia, sei vittima del senso di colpa.

    5. Madrigalista 7 ottobre 2022

      vedasi a tal proposito le teorie di Steiner sul potere arimanico nei confronti dell'essere umano

    6. LuxIgnis 7 ottobre 2022

      Cos'è la vergogna se non la paura di essere quello che si è e del giudizio?

    7. indipendente 7 ottobre 2022

      Si tratta di semplice timore, disagio. Tutte cose che inconsciamente desideri superare. È sempre il motivo per cui nella vita spesso ti incasini. Il più delle volte che, anche a costo di una figuraccia, esci dalle situazioni scomode, ti senti sollevato nell'animo. La Paura è ben altra cosa, è l'antitesi dell'Amore, e insieme sono le due facce dell'ultima moneta: quella con cui paghi all'ultimo casello...

    8. LuxIgnis 7 ottobre 2022

      Anche la vergogna è l'antitesi dell'amore. Se hai vergogna non ami, e non fai nemmeno l'amore 😁.
      È proprio paura non disagio. Terrore direi.
      E se ci fai caso sono i due elementi più usati da chi vuol avere un controllo: instillare paura e vergogna.

    9. Primadellesabbie 7 ottobre 2022

      I cinesi dicono che gli oggetti si vendicano.

    10. indipendente 7 ottobre 2022

      Penso che ti stia confondendo con la "paura" del giudizio altrui. La si risolve smettendo di giudicare gli altri, perché così si creano solo confronti insalubri, determinati dalle differenze, più che dalle somiglianze.

    11. LuxIgnis 7 ottobre 2022

      Ma la vergogna è la paura di un giudizio altrui, ogni dizionario la riporta in questo modo. Il fatto è che di solito la vergogna non viene presa in considerazione e spesso anche viene considerata come qualcosa di positivo. Ma viene instillata subdolamente insieme alla paura sin da bambini. Tant'è che chi si vergogna non sa nemmeno che si sta vergognando. Ma è una catena dell'Essere. Una delle peggiori.

    12. indipendente 7 ottobre 2022

      Su una cosa dici bene: sono cose che si subiscono fin dalla nascita.

    1. Senna 7 ottobre 2022

      Ottimo articolo

    2. cruzaros 7 ottobre 2022

      e ottimi commenti

    1. FrankDax 7 ottobre 2022

      Buongiorno , credo che mai , come in questo caso valga la legge del “non c’è peggior sordo e cieco di Chi non vuol sentire e vedere” , e credo , lo stiamo constatando Tutti noi “reietti”… vediamo parenti , amici , conoscenti , che pur di fronte ad evidenze lampanti continuano a vedere il Re “vestito”… ma diversamente dall’articolista , non arrivo a perdonare o capire.. troppo forte è stata “la caccia all’untore” da parte di questa società malata… assurdamente capisco di più i “Padroni del Discorso” visto che almeno avevano uno scopo , anche se “malato”… ma amici & colleghi che si sono eretti a paladini di questa covid-idiozia proprio non arrivo a dargli più una chance… se pensiamo che si sono spaventati a morte per un influenza , ma scherzano e fanno gli sbruffoni su quello che sta accadendo ad Est , come se la Guerra fosse un videogioco od un telefilm su Netflix… capiamo inesorabilmente che siamo una società malata terminale , vale poco pensare che una minima parte si è risvegliata , la prevaricazione della maggioranza di idioti raggiungerà livelli impensabili nei prossimi anni , e non ci sono strumenti “pacifici” per cambiare la situazione . Non ho paura di quello che succederà , come non ho avuto paura della Pandemenza , sono solo molto avvilito , credevo nel miglioramento della società , ma la realtà è ben diversa , e questi ultimi anni hanno segnato un declino inarrestabile dell’essere pensante chiamato “uomo” , chissà , forse necessiteremo di una caduta “fragorosa” per ritornare a risorgere , ma per me , rimane lo stesso una dolorosa sconfitta dell’umanità .

    2. Primadellesabbie 7 ottobre 2022

      Potremmo esserci fatta un'idea errata dell'umanità.

    3. emilyever 7 ottobre 2022

      Anche in questa tragica occasione adotto il mio" capire sì, giustificare no", anzi giungo a capire e giustificare chi in un video confessa di essere sempre sceso in piazza per manifestare contro il green pass, e ora, davanti a quei negozianti che hanno messo in vetrina l'importo delle loro bollette ma in quei sabati di protesta impedivano l'ingresso per una toilet o un po' d'acqua ai manifestanti senza la tessera verde, ebbene lui ha risposto " è il karma". Lo so, sarà un pensiero meschino, ma chi non si accorge che "è tutto collegato" allora provi a salvarsi da solo o con il suo gruppo di sodali se li trova

    4. FrankDax 7 ottobre 2022

      Buongiorno , i fatti Ti danno senz'altro ragione , ma almeno per quanto mi riguarda , negli anni 70-80 pur con tutte le incongruenze del periodo (elevata dualità che sfociava spesso in violenza..) , c'era lo spirito e la ricerca , ognuno a suo modo di un ideale migliore ... ci si faceva domande del perchè eravamo quì su questo mondo... ci si dava risposte a volte ingenue , magari erano solo sogni o utopie ma esistevano nelle menti e nei discorsi di una grande fetta di persone... , dopo è arrivata quella che chiamo "manipolazione tecnologica" che ha dirottato gran parte della popolazione su uno stato di lobotomizzazione controllata . Non che la manipolazione non ci fosse stata a quei tempi (religione , giornali , partiti) , ma la presa era decisamente minore . Pensiamo al rapporto che si aveva da giovani con la Religione , con lo Stato , con le Forze dell'Ordine... erano visti di base come accerrimi avversari dello spirito ribelle che c'era dentro di Noi... ora la nuova religione (ScienzaH) e le Istituzioni , dalla popolazione giovanile non sono messe in discussione , anzi sono adorate e troviamo proprio nei giovani i peggiori Torquemada.. Concludendo forse ci siamo illusi su questa umanità , ma qualcuno ha "forzato" decisamente la mano , perchè accadesse tutto questo, non è stata una "involuzione" naturale.

    5. Primadellesabbie 7 ottobre 2022

      Sono particolarmente d'accordo con quanto scrivi della manipolazione per mezzo della tecnologia, usata spesso per risolvere problemi che non esistono ma che, grazie all'occasione di poterli risolvere, vengono aggiunti al bagaglio come fossero reali.

    6. R66 7 ottobre 2022

      Un'obiezione del genere avrebbe senz'altro senso immaginando che determinati suppellettili li abbiano portati gli alieni.
      Considerando invece che il prima ha creato il dopo, insultando il dopo si bastona doppiamente il prima, il quale avendo avuto meno suppellettili avrebbe dovuto dimostrarsi meno incline a perseguire il filone inquinato, ossia non crearlo affatto questo dopo.
      Eppure...

      A me la battuta di @primadellesabbie è piaciuta in relazione al senso per cui l'ho percepita: a livello collettivo non siamo in grado di fare diversamente, almeno non oggi.

    7. Fantine 7 ottobre 2022

      No, cara Emily, non è meschino pensarlo.
      E ti fa onore che tu ti ponga tali scrupoli, come molti di noi.
      È un po' cinico, ma legittimo.
      Poi si dovrebbero operare dei distinguo e avere comprensione per chi la meritava allora, come ora.
      A mio modo di vedere, dobbiamo, dove e come possiamo, perdonare, ma non dimenticare, come fanno i saggi.
      E continuare a tenere con noi le persone che negli ultimi anni hanno condiviso con noi.
      Il covid ha mostrato il vero volto delle persone.
      Abbiamo avuto delusioni e sorprese.
      Gli odiatori erano tali anche prima, ma molti sapevano nasconderlo forse meglio di altri.
      Non riesco a vedere più le cose e le persone come prima.
      In verità la mia scelta di vita l'ho fatta tanti anni fa, con la scelta del mio lavoro, che è anche altro, in prosecuzione di ciò di cui mi sono innamorata da bambina/ragazzina.
      E cerco di rimanere fedele a me stessa.
      Come molti con cui condivido la mia vita.

    8. FrankDax 7 ottobre 2022

      Buongiorno , siamo d'accordo che la colpa è anche Mia/Nostra (essendo Noi "il prima") che ha permesso che tutto questo succedesse , ma c'è una bella differenza tra "permettere" la creazione di un apparato tecnologico manipolatore e "crearlo consapevolmente" per questo scopo. La Mia colpa , è di non aver capito in tempo quello che si nascondeva dietro al "regalo tecnologico" , e me ne assumo la responsabilità , ma almeno l'ho capito... troppo tardi . Errroneamente , Mi sarei aspettato che almeno una grossa fetta di giovani (appunto perchè mi ricordavo la mia gioventù) seguisse questa presa di coscienza , ma così non è stato . Sulla considerazione "a livello collettivo non siamo in grado di fare diversamente, almeno non oggi"... sono in sintonia(purtroppo).

    9. R66 7 ottobre 2022

      Il giovane non avendo paragoni non può sottrarsene, dal suo punto di vista l'alternativa è il buio.
      Dirgli di non usare lo smartphone equivale a dirgli di non usufruire della socialità, non conosce altri modi, neanche li immagina possibili.
      Il "prima" deve fornire gli strumenti e farlo ora costa una fatica dell'anima, tanto di cappello a coloro che vi tentano, come si può ben vedere, anche in questo caso è una facoltà di singoli o di piccoli gruppi.

    10. absitiniuriaverbis 7 ottobre 2022

      Questo a cui ti riferisci è uno dei risultati aberranti di coloro che si credono missionari, ovvero portatori di una ed una sola verità : la loro.
      E ciò non si applica solo alla 'pandemia' al punto che è, almeno in tutto l'occidente, pane quotidiano.
      Maggioranze che non dialogano per capire ma solo per rispondere e, rispondendo, utilizzano i loro cliché standard che si concludono immancabilmente con minacce di fuoco e patimenti eterni.
      Anche qui su CDC, ci sono missionari. Qui dove per definizione, assioma, non si può fare altro che chiacchierare perché le scelte e le decisioni sono prese altrove.
      Ci vuole misura in tutto e per tutti.
      Perché 'meschino'? Se si può si aiuta ma farsi trascinare a fondo è assurdo: la vita è un valore. E, per chi crede vale 'aiutati che il ciel ti aiuta' missionari e non.

    11. absitiniuriaverbis 7 ottobre 2022

      Se ti avessi letto prima, avrei risparmiato ( si, sono ligure...) il mio commento.

    12. Primadellesabbie 7 ottobre 2022

      Si e no. È vero che c'è il meccanismo educativo che viene usato come strumento di conservazione, e non potrebbe essere diversamente*, ma ci sono delle resistenze e dei rifiuti, non sempre ingiustificati e spesso a misura di chi, a volte fin da giovanissimo, li esprime, basterebbe non contrastarli e, se del caso, incoraggiarli e apprezzarli. Si tratta di un'attitudine che la cultura può recepire e praticare.

      Non ci sarebbero state le epoche creative se non si fosse dato spazio alle tendenze dissonanti.

      * Per quanto capisco l'argomento gender è trattato altrimenti.

      PS - Quando parli di prima e dopo vedo che consideri situazioni e comportamenti monolitici, è irreale.

    13. Fantine 7 ottobre 2022

      No, caro Abs!
      Abbiamo sempre bisogno della tua saggezza!!!!

      Ps: oggi è 7 ottobre.... ;)

    14. R66 7 ottobre 2022

      Colpa mia che ho sintetizzato troppo, mi spiego meglio.
      Trovo inutile dire ad un ragazzino: "ma lascia stare quell'aggeggio infernale e esci a giocare con..."
      Con chi?
      Non c'è mica più nessuno in giro come una volta.
      Nel mio quartiere ad esempio, il campetto da calcio è usato soltanto dagli indiani per il cricket, almeno loro per qualche motivo ancora insistono sulla vecchia linea.

      La precedente forma di socialità va ricreata, quindi chi lo ritenesse opportuno dovrebbe organizzarsi con altri che la vedono in una certa maniera, circuiti di affini ecc...
      Da qui mi si obietta sempre con: "così li trasformi in Amish!"
      Beh, ora la battuta ci sta pure, ma il senso è quello, creare la bolla fin tanto che non si sviluppa una matura capacità di pensiero critico.
      Ecco perché ho scritto che "costa una fatica dell'anima".
      Cercando di ovviare all'impostazione del sistema con l'angolino settimanale di saggezza, inesorabilmente si perde, esso è più forte, non bisogna vergognarsi ad ammetterlo.
      Altre idee sono sempre pronto ad ascoltarle.

    15. Primadellesabbie 7 ottobre 2022

      Non si risolve tornando ai vecchi schemi, lo smart va superato, non negato.

      Come? Non so.

    16. R66 7 ottobre 2022

      Collettivamente parlando non si risolve di certo, ma perlomeno si da degli strumenti in più (o in meno a seconda dei punti di vista) al singolo.
      Quando questo singolo è un proprio caro, nel mentre di una soluzione migliore, lo ritengo importante.
      A volte mi sembra di aver dedicato più attenzioni io al cane, che altri ai propri figli.

    17. Primadellesabbie 7 ottobre 2022

      La banda si è assottigliata talmente che non mi riesce di risponderti.

    18. logos 7 ottobre 2022

      Ottima argomentazione che condivido. Come spiego ad un cieco i colori? Devo prima donargli la vista. Purtroppo non è possibile farlo. Ovviamente l'analogia non è calzante. Sarebbe più corretto dire: come tolgo la benda dagli occhi di chi l'ha indossata per tutta la vita essendo convinto che aprirli lo accecherà? E poi, perché dovrebbe importargli di essere cieco se gli occhi non li ha mai usati? Un paradosso oserei dire. La risposta alla prima domanda è semplice. Se non si può con la persuasione si usa la forza. La soluzione è semplice nei fatti. Atroce nelle sue conseguenze "immediate". Basta tagliare due cavi sottomarini qui e là. Il grande problema di oggi, in mia umile opinione, è che tutti trascendono il mondo reale attraverso un inganno virtuale (ghianda), invece che attraverso metodi considerati tradizionali. La cultura è out. La religione roba da Neanderthal, la scienza ha la H, l'Italiano non è trendy. La natura va combattuta con tutti i mezzi possibili in favore dell'artificio. Come si risolve? Due cavi qui e là.
      l.

    19. R66 7 ottobre 2022

      Purtroppo "tagliar due cavi" ora genererebbe Mad max.
      Si tratterebbe di sacrificare la propria esistenza in nome di un forse futuro.
      Anche questa è una logica e devo ammettere di averla abbracciata in passato, ora propendo più per la "bolla".

    20. logos 7 ottobre 2022

      Premesso che un mondo basato sulla legge del più forte è comunque più "naturale ed a misura d'uomo" del tecno scientismo totalitario che si prospetta se un evento rilevante non si verifica a deviare il corso della storia (come sembra in essere). L'unica differenza è che mentre noi giochiamo al piccolo Gandhi (versione new age dell' allegro chirurgo che è stato smesso altrimenti i bambini imparano che gli esseri umani hanno gli organi e non sono ibridi androidi), loro fanno uso attivo del sistema "legge del più forte", alla quale noi ogni 5 anni rispondiamo con una X, come in passato gli analfabeti che non sapevano firmare. Comunque Hai ragione nella sostanza. La mia voleva essere una provocazione critica alla base della tua corretta argomentazione. Giusto per ricordare alla platea che, È UNA POSSIBILITÀ. Come pure farsi esplodere in un supermercato, urinare controvento o urlare a squarciagola in una biblioteca. Oggi viene messo tutto in discussione tranne sradicare la rete (salvo negli ultimi giorni con mio stupore) ;)
      l.

    1. JA 7 ottobre 2022

      Solo in Italia, grazie ai ribolliti porci di Arcore ed alle sue zoccole ronzute, non ci si è ancora accorti che la narrativa è cambiata: siamo alla 5° ondata. :(

      PS Fosse vero, hanno imposto le mascherine in estate e le hanno abolite quando la stagione influenzale comincia. Se l'italiano non è un popolo bue ho veramente visto i porci volare.

    1. IlContadino 7 ottobre 2022

      Ottimo pezzo. Sembra quasi che chi ha creduto al virus killer poi se l'è anche preso, chi non ci ha creduto non ne è stato benedetto, una sorta di virus buono e caritatevole che omaggia chi lo rispetta, che snobba chi non lo considera. Questa l'esperienza circoscritta alle mie sole conoscenze, che non sono tantissime, ma forse sufficienti a dare una qualche indicazione.

    1. clausneghe 7 ottobre 2022

      Infatti. Non abbiamo ancora visto nulla.
      Quello che io vorrei vedere, sarebbe una tempesta di fuoco e fiamme scendere dal cielo per bruciare fino all'osso la dimora dell'Egemone aguzzino che in tutta la sua esistenza non ha mai smesso di guerreggiare rapinare uccidere devastare e vandalizzare.
      Vorrei vedere anche i nipoti dei pirati di Albione affogare in una gigantesca onda radioattiva e per finire vorrei vedere anche la nostrana "banda covid" linciata dai popolani affamati impazziti furenti
      Ma una vendetta karmica di tal genere può metterla in piedi solo il "Fattore di tutte le cose" o un suo prescelto sterminatore, come può esserlo, per esempio, colui che oggi compie 70 anni.
      Può darsi che festeggi con grandiosi "fuochi pirotecnici" come nessuno ha mai visto, parole sue, anche se fuor di metafora, lui le chiama armi..

    1. Primadellesabbie 7 ottobre 2022

      L'autore vive in Germania, dovrebbe essersi abituato alle sbronze del venerdì sera, senza le quali la socialità si azzera.

      Quella di cui scrive, purtroppo, è stata attuata e subita da persone savie, un'orgia di ragionevolezza.

    2. fiurdesoca 7 ottobre 2022

      pericolosissime le persone "savie"...

    3. Tashtego 7 ottobre 2022

      I "savi" di sion?

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