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Il Bitcoin è una reazione all’egemonia del dollaro?

DI FEDERICO PIERACCINI

La tecnologia blockchain e la nascita delle cosiddette criptovalute trovano radici in tre fattori: il progresso tecnologico; la manipolazione delle regole economiche e finanziarie globali; il persistente tentativo di indebolire le economie nazionali dei paesi che sfidano geopoliticamente il sistema americano. In questo primo articolo affronterò questi problemi da un punto di vista finanziario, nella prossima analisi intendo approfondire gli aspetti geopolitici ed ampliare la prospettiva su come Russia, Cina ed altre nazioni stiano approfittando di un sistema finanziario decentralizzato.

Molte economie nazionali sembrano aver iniziato il processo di protezione da ciò che sembra un’inevitabile tendenza economica. La de-dollarizzazione – dumping di dollari per altri beni di valore – è diventata popolare non solo per i paesi ma anche per la gente comune, come risultato della crescita tecnologica globale e del crescente accesso ad internet. Quasi tutti i mercati finanziari stanno riflettendo questa tendenza.

Il dollaro USA è la valuta di riserva più dominante al mondo. Le regole di pianificazione e finanziarie che accompagnano questa situazione sono decise negli Stati Uniti, a beneficio di Washington e di alcuni dei suoi alleati. Ciò si è visto nella creazione del petrodollaro, nell’abolizione del gold standard e nella più recente crisi finanziaria del 2008, con l’insensato quantitative easing. Tutte queste decisioni economiche sono state prese al preciso scopo di prolungare il dominio americano sull’economia globale, sostenendo artificialmente un sistema finanziario insostenibile.

Le conseguenze pratiche di questa insostenibilità hanno portato nel tempo a pensare ad un’alternativa pratica, sia per sfuggire al dominio del dollaro, sia per riassestare l’economia al valore reale. La necessità di aggirare questa situazione è diventata particolarmente urgente per quei paesi con una gran quantità di debito denominato in dollari, o dove si prospetta la possibilità di essere esclusi dal sistema di pagamento internazionale SWIFT.

Non è quindi un caso che paesi come Iran e Venezuela, ma anche Russia e Corea del Nord, abbiano fatto ricorso a metodi alternativi per operare nello spazio economico globale. La decisione di Washington del 2012, rimuovere le banche iraniane dallo SWIFT, ha fatto immediatamente scattare campanelli d’allarme in diversi paesi. La necessità di sfuggire alla possibilità di essere esclusi dallo SWIFT è divenuta urgente per i paesi minacciati da Washington. Un sistema di pagamento alternativo è così nato nel 2015, battezzato “Cross-Border Interbank Payments System” (CIPS), fondato, non a sorpresa, dalla Cina. Sostanzialmente una copia dello SWIFT, serve come sistema di riserva dovessero gli americani cercare di escludere dallo SWIFT paesi recalcitranti. Una soluzione più radicale è stata cercata dal Venezuela, con la creazione di una propria moneta virtuale. Il presidente Maduro ha annunciato la creazione di una criptovaluta statale, basata sul valore del petrolio e sostenuta da barili del valore di oltre cinque miliardi di dollari. Il Venezuela è stato costretto a fare questo passo a causa della scarsità di dollari USA nel paese, provocata dalla guerra economica portatagli dagli Stati Uniti, riusciti nell’intento di portare il paese in una profonda crisi.

Questa ricerca di nuova liquidità è una scommessa per Maduro, che spera di poter commerciare nella nuova valuta anche con paesi alleati, aggirando così i divieti internazionali. Si dice che anche la Corea del Nord usi bitcoin, eludendo così il sistema internazionale di divieti e blocchi.

Le sanzioni contro la Russia e l’influenza che l’America esercita con il dollaro sul sistema economico globale hanno portato Mosca e Pechino ad un accordo di de-dollarizzazione, stabilendo un gold standard basato sullo yuan. La Russia vende idrocarburi alla Cina, che li paga in yuan, che poi la Russia converte immediatamente in oro allo Shanghai Gold Exchange, bypassando così le sanzioni di Washington.

Questa situazione si sta replicando un paese dopo l’altro. Gli Stati Uniti aumentano la pressione finanziaria ed economica su altre nazioni tramite organismi internazionali come FMI e Banca Mondiale, per cui queste si stanno coalizzando per respingere le interferenze. La tecnologia ha facilitato questa strategia di decentralizzazione da Londra e Washington, il cuore finanziario e la causa principale di molti dei problemi globali attuali. Tra questi, la possibilità di stampare dollari in modo illimitato ha distorto le economie globali, gonfiando i mercati azionari e facendo aumentare a dismisura i debiti nazionali. Persino i mercati dell’oro sono manipolati, in virtù dell’abbondanza di denaro facile e di strumenti a schema Ponzi, come derivati ​​ed altre forme di leva finanziaria. Come facilmente prevedibile, e come visto nel 2008, se tutto dovesse crollare, le banche centrali salverebbero i propri partner tramite quantitative easing, garantendo un flusso di cassa illimitato e scaricando il peso sui contribuenti e sui piccoli attori nei mercati finanziari.

Probabilmente è troppo presto perché l’uomo comune capisca cosa sta accadendo, ma la realtà è che il dollaro si sta deprezzando rispetto ad alcuni beni più tangibili. L’oro però continua ad essere raccolto da meccanismi finanziari paralleli, ed altri strumenti vengono creati al solo scopo di manipolare i mercati su cui l’uomo comune cerca di fare guadagni modesti. Come per altri, il mercato dell’oro risente della forza combinata di dollaro USA, istituzioni finanziarie centralizzate e manipolazione del mercato. Entità come la FED (ed i suoi proprietari), colludendo in modo criminoso e collaborando con banche private, hedge fund, agenzie di rating e società di revisione, hanno fatto immense ricchezze, guidando il mondo in una truffa del debito che ha privato i normali cittadini del loro futuro.

I mercati delle criptovalute stanno esplodendo non solo per la diffusione di internet, degli smartphone e della crescente capacità di operare nel mondo digitale, ma anche perché sono visti come un’isola felice, lontana da regolatori finanziari centralizzati e banche centrali; in altre parole, dal dollaro e dalle monete fiat in generale. Se il bitcoin si rivelerà un saggio investimento a lungo termine si vedrà, ma il concetto di criptovaluta è qui per restare. La tecnologia alla base dell’idea, la blockchain, è un modello definitivo per transazioni economiche decentralizzate, senza alcun intermediario che possa manipolare e distorcere il mercato a piacimento. È l’antidoto al virus del debito che sta uccidendo la nostra società e diffondendo il caos in tutto il mondo.

Washington deve ora affrontare le conseguenze delle proprie folli azioni contro i suoi avversari geopolitici. La decisione di rimuovere l’Iran dal sistema SWIFT, e la guerra economica in corso contro Russia e Venezuela, hanno spinto la Cina a prevenire qualsiasi attacco diretto al proprio sistema finanziario, con un sistema economico alternativo. L’obiettivo è avvertire gli USA e relativi alleati che esiste un’alternativa economica ed è già operativa, pronta ad essere opposta al sistema euro-americano se necessario. Washington non sembra voler rinunciare al ruolo di manipolatrice e governatrice della finanza speculativa mondiale; per cui era consequenziale che si creasse un sistema finanziario che andasse contro quello attuale. La mancanza di anonimato e la centralità dei sistemi sono i due elementi fondamentali dell’attuale sistema che ruota attorno a Londra e Washington. Un sistema anonimo, decentralizzato e tecnologicamente affidabile potrebbe essere esattamente ciò che gli avversari geopolitici degli americani cercavano per porre fine all’egemonia del dollaro.

 

Federico PIERACCINI

Fonte: www.strategic-culture.org

Link: https://www.strategic-culture.org/news/2018/01/17/is-bitcoin-reaction-us-dollar-hegemony.html

17.01.2018

 

Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • Holodoc

    “… la guerra economica in corso contro Russia e Venezuela, hanno spinto la Cina a prevenire qualsiasi attacco diretto al proprio sistema finanziario, con un sistema economico alternativo. …”

    … che non è basato sulle criptovalute dato che è bastato l’annuncio cinese che le transazioni in bitcoin saranno proibite a breve, unito a indagini che hanno scoperto che il prezzo dei bitcoin è stato fatto crescere artificiosamente da alcuni exchange, per far crollare il valore di tutto il mercato di un buon 40%.

    • Luigi za

      Non solo, la Cina ha fatto anche questo:
      INIZIA LA PIU’ GRANDE CRISI ECONOMICA DAL
      DILUVIO UNIVERSALE ? CINA ABBASSA IL RATING AGLI USA. COME RISPONDERA TRUMP? di Antonio de Martini

      con tutto quello che ne consegue.
      Mr. Trump il Clown in chief USA potrà scrivere tutti i tweet che vuole, svalutare il dollaro (con le conseguenze ben descritte qui; AMERICA: UNA CRESCITA MODESTA E MODERATA! ) ma le pezze al c..o agli USA non gliele toglie certo coi tweet o coi proclami da spaccone.

      • Holodoc

        La crisi degli USA non è certo colpa di Trump, anzi, se trump è lì è proprio perché gli USA sono già in crisi nera da anni, altrimenti gli americani avrebbero rivotato per la combriccola Clinton/Bush.

    • dylan

      Scusami, ma se ci si mette pure qua a sparare notizie false allora siamo proprio apposto.
      Punto primo: trovami per cortesia dove sta la notizia che la Cina voglia proibire (?) il Bitcoin (e le altre 1500 criptovalute?), e come farebbe sopratutto a farlo. Chi afferma ciò non ha idea di cosa sta parlando. Si parla di regolamentare i siti di scambio, REGOLAMENTARE è ben diverso da PROIBIRE. Ma si sa, l’allarmismo e il panico delle pecore fa fare sempre un sacco di soldi. Pensa, un governo dice di voler regolamentare, i media poi trasformano per magia quel regolamentare in proibire, qualcuno apre una bella posizione short e dopo il panico si incassa e si ricompra a prezzi stracciati. Tanto per fare un esempio l’altro ieri in pieno panico ho comprato 200 euro di due criptovalute, una mi ha fatto da ieri ad oggi un più 70% l’altra siamo sul 50%. Solo il Bitcoin è salito più del 1000% nel 2017, credi davvero che un -40% sia tanto?

      Punto secondo: tu hai scritto “…unito ad indagini che hanno scoperto che il prezzo dei bitcoin è stato fatto crescere artificiosamente da alcuni exchange…”
      Anche qui ti prego di darmi la fonte di questa castroneria, dato che l’unica notizia in merito* riguarda il Bitcoin CASH che è un’altra valuta a sé stante, indagini interne ad UN SOLO EXCHANGE ossia Coinbase per inside trading da parte di alcuni dipendenti.

      Per piacere informatevi meglio su cosa è il Bitcoin prima di pappagallare le notizie dei giornalai con i banchieri sulle spalle, e per chi grida alla bolla speculativa beh mi spiace che non siate saliti sul treno qualche tempo fa, sareste meno iracondi ora.

      *http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-12-20/bitcoin-cash-vola-49percento-lo-sbarco-coinbase-ma-si-temono-manipolazioni–121315.shtml?uuid=AEKBxDVD

      • Piramis

        La Cina sta mettendo fuori gioco il mining di criptovalute, Bitcoin in primis, non la circolazione, che non potrebbe impedire.
        Circolazione che, però, comincia a perdere qualche pezzo in quanto, seguendo i dettami della Cina, Alibabà ha deciso di non accettare più pagamenti in criptovalute.
        Sulla stessa falsariga si stanno allineando altri paesi BRICS, recentemente il Brasile.
        Se vuoi riferimenti, in rete basta cercare, ma puoi iniziare da qui https://www.rt.com/business/415338-china-clampdown-bitcoin-miners-exodus/ dove puoi leggere un sunto di cosa sta accadendo, come e quali strumenti sono in cantiere per limitare la deregulation delle criptovalute.
        Poi il tempo mostrerà.
        Auguri per il tuo business

        • dylan

          Ok ma io ho voluto sbugiardare l’affermazione secondo la quale la Cina vuole proibire le transazioni, una cosa impossibile. Per il mining è un’altro discorso, già da qualche tempo se non erro i minatori cinesi non usufruiscono più degli incentivi statali sull’energia elettrica, il che implica l’aumento del valore intrinseco dato il maggior costo per la produzione di monete. Comunque non esiste solo la Cina, già molti minatori si sono spostati specialmente in nord europa o in Canada, io stesso ho un contratto di mining con un’azienda operante in Islanda dove chiaramente il raffreddamento degli impianti è meno oneroso. Ti ringrazio per gli auguri e auguro successo anche a te in ciò che fai, se ci credi sopratutto!

      • Holodoc

        Cavolo, tu sei iracondo nonostante i milioni di euro che hai incassato, senza di quelli saresti addirittura indiavolato!

        • dylan

          Mi spiace se sono parso aggressivo, ma sono stanco di sentire gente che ripete le bugie dei media. Non sai quanti ne incontro ogni giorno!
          Ribadisco quindi non c’è alcuna proibizione delle transazioni e le uniche indagini che ci sono sono limitate ad un sito per un’altra criptovaluta, non il Bitcoin. Forse sono anche di parte e forse non vedo la cosa come se la guardassi dall’esterno, ma ti dico una cosa, io ho 24 anni e vivo in un paesino di 2000 anime, non ho una famiglia che mi ha mandato all’università o in qualche azienda di parenti/amici e trovare un lavoro è sempre stato un dramma, finché non ho “buttato” soldi qualche anno fa in Bitcoin ero come tanti troppi giovani senza speranze ne prospettive. Ora non ho fatto i milioni come hai insinuato, ma ne ho abbastanza da non dovermi piegare a quello schiavismo che è oggi il lavoro, e spero nei prossimi anni di continuare così e andarmene da questo Paese di schiavi e padroni zombie e aprire un attività mia e fare ciò che mi piace. Personalmente infine, quello che posso dire sul Bitcoin è che mi ha liberato dal lavoro del cercar lavoro, scusami se è poco.

          • Holodoc

            Capsico, e mi scuso perché mi ero spiegato male: non si trattava di proibire le transazioni in quanto trasferimento di token ma in quanto pagamento di beni o servizi.

            Sono contento che tu riesca a sostenerti con i bitcoin, anzi, grazie al tuo intuito e competenza.
            Anche io mi sono avvicinato alle cripto soprattutto per capire dal punto professionale (informatica) come funzionassero.
            Capisco però che Stati (con la “S” maiuscola, come la Cina) cerchino di ostacolarli. Perché infondo si tratta di un gioco, come lo è la borsa o il poker, dove alla fine chi ci guadagna non lo fa perché produce ricchezza ma perché ci sono altri che perdono.
            E uno Stato che persegue il benessere di TUTTI non può assecondare il fenomeno.

  • Tipheus

    C’è molta ideologia messianica in questo articolo, per non guardarlo quanto meno con sospetto. La “moneta che ci libera” dall’oppressore. Mah.
    Comunque non sono d’accordo. Uno strumento finanziario quotato in dollari non è un’alternativa al dollaro. Uno strumento finanziario il cui valore è altamente volatile non sarà mai una “valuta di riserva”. Riserva di che? Di byte?
    L’unica cosa vera è che la dedollarizzazione è un processo in atto e si potranno utilizzare altre valute virtuali allo scopo. Ma solo “state-backed”. Le altre sono scommesse sui cavalli.

  • Vamos a la Muerte

    Il Bitcoin è soltanto l’ennesima bolla speculativa. Né più né meno.
    Il Sistema Finanziario Americano crollerà a breve perché è marcio fino al midollo proprio a causa di queste continue bolle finanziarie e speculative create artificialmente tra le quali il bitcoin fa parte a pieno titolo.

  • semmai è una valvola di sfogo per gli investitori in dollari che vogliono mettere al riparto e rimoltiplicare i loro investimenti stantii. Come? Investendo nelle startup di criptomonete e garantedosi quindi una grossa fetta di redditi di questo mercato fiorente e in forte ascesa