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Il 5S tornerà forte

DI MARCO GIANNINI

comedonchisciotte.org

Nel giorno in cui mi sono convinto ad acquistare “La fattoria degli animali” di George Orwell, opera che già sento entrerà a far parte della mia “Gestalt”, ho appreso che Luigi Di Maio, il tanto odiato dalla “opulenta macchina del fango” mediatico Luigi Di Maio, ha deciso che alle elezioni europee il M5s non solo si doterà di 10 punti programmatici comuni per una Europa differente (magari simile a ciò che fu la CEE cioè “a misura d’uomo”), ma permetterà ai Candidati di stilare un programma personale per valorizzarne le diverse sensibilità.

E’ lo spirito del Movimento che conoscevo quello di non dimenticare nessuno, di non lasciare nessuno indietro nemmeno nel campo delle idee.

Non appena acquistato questo libro, lungo la splendida costa della mia Lido di Camaiore, ho detto al mio fraterno amico Vinicio “l’uguaglianza non ha niente a che vedere con l’omologazione, l’omologazione ne è l’opposto, è schiavitù”.

“Sincronicità” direbbe Jung.

Devo dire che la mossa del vicepremier pentastellato è quanto di più opportuno potesse ideare in un’epoca di pensiero unico, una epoca in cui non si sente mai citare la democrazia ma in suo luogo si sente ripetere allo sfinimento il combinato disposto “democrazia liberale” manco che esser liberali (anzi neoliberisti, turbocapitalisti e globalisti) fosse sinonimo di democrazia.

Un socialdemocratico cosa sarebbe un violento? Oppure è un perseguitato perché descrive (aspira alla) la normalità?

Solo perché denuncia la falsità dell’equazione libertà di capitale = libertà dell’uomo e descrive i tratti della prima come pari a quelli di una “libera volpe in libero pollaio” quando non è accompagnata da quei controlli e limiti che gli Stati dovrebbero disporre nell’interesse del benessere del cittadino comune? (Non me ne voglia il Direttore del potentissimo “Istituto Bruno Leoni”, Mingardi che ha citato me ed il mio saggio “Il neoliberismo che sterminò la mia generazione” nel suo libro “La verità, vi prego, sul Neoliberismo” opera recensita, la sua, sul Corsera da De Bortoli).

Attenzione! Essere un socialdemocratico non ha niente a che vedere coi sedicenti partiti socialdemocratici europei. Essi per la maggiore sono un coacervo di interessi del capitale finanziario che nutre per miliardi di euro centinaia di rentiers cioè parassiti, “entità” che non hanno mai lavorato mezzo minuto in vita loro speculando finanziariamente sulle nostre vite.

Le vite della “plebaglia europea”, così definita da uno dei padri fondatori della UE, tale Jacques Attali banchiere francese (https://it.wikiquote.org/wiki/Jacques_Attali).

Le associazioni legate a doppio cordone con questi “aristocratici” cioè le sinistre radical chic, ad ogni benedetto convegno, blaterano “about” il “Manifesto di Ventotene”, tuttavia, come per magia, un gradino sotto a questi splendidi princìpi, compare il solito target: creare un mercimonio mondiale di esseri umani, noi compresi, che girovagano disperati per il mondo finendo per svolgere mansioni nei paesi dove sono sottopagati così che non pensino ad altro che a sopravvivere.

Montanelli affermava che in Europa i tedeschi sarebbero entrati da tedeschi, i francesi da francesi e gli italiani da europei (cioè da fessacchiotti). Questo perché era a conoscenza di come le élite, per decenni, attraverso premesse dotate di alti ideali utili (affinché ci si fermasse alla superficie, ipnotizzati da cotanta dialettica e melassa) avessero inculcato nel dna mentale della nostra gente quella forma di perbenismo omologante, spacciato per “umanesimo” e tanto in voga nel “socialismo liberale” (un ossimoro). Il socialismo liberale ovvero il riferimento politico di chi smantella i diritti sociali per opera del “mercato”, spesso mettendo in competizione poveri locali con poveri migranti, riducendo la quota salari ed i diritti sociali di tutti in favore della quota profitti (di pochi): omologazione, del resto, equivale a controllo.

Vorrei rimembrare che in Italia il malcostume di distorcere le menti delle persone confondendo inopportunamente il neoliberismo con altro, vide il suo esordio con Silvio Berlusconi negli anni ’90 (liberismo = libertà) ed i risultati sono stati evidenti a tutti: tranquilli le sue SPA (il portafoglio dei suoi splendidi pargoli), adesso sono al sicuro; lo sono dal 2011, da quando cioè di tali aristocrazie è suddito (come garanzia della sua fedeltà c’è Tajani, bontà sua…).

Sono certo, mi auguro venga colta l’ironia, che agli italiani non importasse poi molto del futuro dei propri figli, agli italiani interessavano le sorti dei vari Piersilvio, Barbarella, Marina ecc.

La rete è cosparsa di cloni di Berlusconi (haters) che non fanno altro che ripetere “reddito di nullafacenza”, “reddito di nullafacenza”, “reddito di nullafacenza”, in altre parole di persone che mentono sapendo di mentire, questo tanto per regalare altro “amore” al proprio popolo (come quando Silvio votò il Governo Monti).

Di Battista nel frattempo afferma che “se non avremo più Europa, l’India e la Cina ci faranno il mazzo” ma sa bene che questa affermazione, citando Fusaro, è una perla di cretinismo economico (ammesso e non concesso che fosse di tipo economico), (in)utile ad apparire moderati a quell’elettorato, ad esempio i pensionati, ingenuamente (ingiustamente) indottrinato (spaventato) dal mainstream di Confindustria.

Il vero populismo è infatti quello che i media inculcano con messaggi subliminali in ogni dove, parlando delle virtù taumaturgiche di questa Europa citandola indirettamente perfino durante i reality.

Il populismo non è quello descritto dai giornali, populisti si è se si mente.

Nelle intenzioni e nella fattibilità delle proposte.

Il 5s in nemmeno 8 mesi di Governo ha quasi completato l’approvazione del pacchetto seguente: abolizione vitalizi, riduzione di 350 Parlamentari pur mantenendo due Camere, Reddito di Cittadinanza.

Non mi pare populismo visto che legiferano mantenendo quanto promesso e hanno davvero aperto in questo modo la casta come una scatoletta di tonno.

Ho alcune osservazioni da fare però:

  • Perché Casalino non chiede ai suoi principali simboli (Di Maio e Di Battista) di illustrare continuamente in TV questi risultati?
  • Perché non spiegano che con due Camere, nel passaggio che intercorre tra le due approvazioni, in quel mesetto, si dà il tempo ai cittadini, di accorgersi se qualcuno sta per approvare provvedimenti pro lobbies (cioè corruzione)?
  • Perché non denunciano che viviamo in un paese devastato da cataclismi idrogeologici e che questo stato di cose rende oltre che inutile anche insensata la TAV (ci sono altre priorità) e che quando i politici dell’opposizione, affermano rabbiosi che non ci sono investimenti è solo perché hanno il dente avvelenato per la Torino-Lione essendoci dietro gli interessi delle solite caste? Sono i partiti di opposizione semmai che accettavano i dogmi imposti dalla UE operando in conseguenza i tagli sugli investimenti (mentre il Governo ha resistito al 2.04%).
  • Perché non diffonde una grande verità e cioè che il Reddito di Cittadinanza italiano è il più normato in Europa (ricordo che il RDC c’è in tutta Europa)? Come ogni legge ha degli aspetti critici ma perché non dire che mille cittadini tolti dalla miseria contano più di un furbetto? Non si getta il bimbo con l’acqua sporca soprattutto quando il bimbo sono persone che altrimenti dovrebbero lavorare in nero, rubare o perfino prostituirsi.

Al riguardo un annetto circa fa, suonai il campanello di allarme sulle vulnerabilità del RDC ma quello prodotto da questo Governo ha effettivamente posto rimedio alla maggior parte di esse. Certo, incide fortemente sulla povertà assoluta e non su quella relativa ed è ancora privo di un salario orario minimo, ma comprendo che sia frutto di un compromesso con la Lega (però il salario orario ci vuole o si rischia un caso Hartz).

Aggiungo che qualora ci fosse anche la corsa al cambio di residenza, è sensato scandalizzarsi per una piccola percentuale dei 5, 6 miliardi totali del RDC quando ogni anno decine di miliardi se le intascano le banche internazionali mediante speculazione (a causa delle regole di Maastricht), evasione ed elusione?

Mi raccomando ai pentastellati: non rendete il RDC a tempo (cioè non rinnovabile come vorrebbe Garavaglia della Lega), in tal caso diverrebbe un conto alla rovescia e cioè un sussidio come gli altri, visto che perderebbe la sua funzione cardine: la sicurezza di non rimaner mai indietro (fattore che stimola i consumi quando si ha un lavoro).

Tornando alle affermazioni di Di Battista inerenti la Cina e l’India gli ricordo che “le dimensioni nel campo economico non contano” (cit. Bagnai). Anzi!

Un paese eccessivamente popolato di norma “è forte” perché mettendo in competizione centinaia di milioni di morti di fame opera la svalutazione del lavoratore, la “deflazione salariale” al fine di contenere i costi di produzione e l’inflazione (che penalizza l’export) tenendo alto il tasso di disoccupazione e bassi i salari!

Questa UE sta rincorrendo Cina e India in questo campo e non ci pensa neanche ad essere solidale. E’ ancora questo l’habitat che vogliamo?

La verità è che un paese è solido se ha una moneta forte quanto la sua economia, se ha una spesa pubblica primaria non eccessiva, se non è reduce da decenni di deficit e dispone di una bilancia commerciale in equilibrio (uno studio di Villemot e Durand, cioè di due grandi menti francesi, Università della Sorbonne, dimostra che l’Italia in caso di “Uscitaly” è la realtà più solida in UE).

Di Battista se quando parla di Cina e India si riferisce invece alla sfera geopolitica (multilateralismo vs unilateralismo) di cui all’italiano interessa il giusto ha ragione: è vero che in politica estera gli USA comandano sul nostro suolo, (Alessandro sa bene come finì per noi la seconda guerra mondiale) e ci vedono come una bellissima portaerei ma dopo l’epoca delle stragi e dopo l’idillio Bush-Silvio, gli USA si sono un po’ disimpegnati dalle nostre questioni interne.

La politica italiana, i partiti italiani, sono infiltrati da soggetti esteri (eufemismo, forse dovrei dire eterodiretti grazie alla “sensibilità” dei politici italiani verso il dio danaro), soprattutto europei; si osservi ad esempio chi detiene il nostro debito pubblico estero: Francia, Inghilterra e Germania.

Non lo nego, solo gli inglesi mi stanno simpatici forse perché non mirano a colonizzarci, almeno in codesta fase storica, mentre le altre due nazioni citate, ci impongono, attraverso i partiti tradizionali e col supporto dei media, scelte ideologiche smentite dalla letteratura scientifica economica, drenando benessere e lavoro (e quelli sì che interessano agli italiani!) dalla nostra Patria verso “Aquisgrana”.

Seguendo le indicazioni di costoro (dei partiti tradizionali) gli italiani hanno dato con fiducia le leve della nostra BC all’UE: per ripagarci da Bruxelles ci scatenano contro lo spread (se avessimo una BC non esisterebbe).

Un tradimento ” verso ciò che i nostri padri ed i nostri nonni sognavano.

C’è chi si chiama “Liberté ed egalité” (LeU) e chi si chiama come il partito globalista per eccellenza (il Partito Democratico USA) ma in ogni forza politica tradizionale italiana le suddette “sensibilità” sono miste cioè sono riferite a paesi diversi ed alle più disparate lobbies mondiali (ad esempio Soros).

Si rallegrino costoro! Al loro fianco adesso potranno contare su un De Falco in più contro questo Governo.

Il volto reazionario di Macron, ed il razzismo contro gli italiani manifestato dal liberale Guy Verhofstad di Alde (sì sempre Alde! La ragione per cui nel gennaio 2017 lasciai i 5s dopo 5 anni di fatiche e amore) sono vomitevolmente appoggiati dalla stampa nostrana (aprite gli occhi italiani!) e dimostrano che l’Europa non esiste se non nel suo estremismo e nell’odiosa eugenetica strisciante di cui è impregnata.

Ciò che non si dice è che queste reazioni sono emerse in seguito alla questione neocoloniale (altro che Gilet Gialli!) sollevata da Di Battista (elogio) e rivela che quella del romano non è mera propaganda che si dissolve dopo il voto europeo! Non potrebbe essere altrimenti perché quando si rivela una verità, anzi, una bomba, del genere si provoca una deflagrazione ed in Africa sono stufi del franco visto che è una palla al piede al loro sviluppo, alla loro emancipazione; dopo le rivelazioni di Di Battista si sono alzati i riflettori su codesta tematica in un intero continente e là si stanno organizzando movimenti di protesta su scala sovranazionale.

Come affermato dal romano non si può stare una settimana fermi sulla Sea Watch se non ci si occupa della radice dei problemi ed il 5s ha una identità se da un lato ferma l’immigrazione clandestina e dall’altro ragiona in questo senso.

Non credo sfugga che da quando il M5s ha subito una sconfitta (in Abruzzo) mi piaccia molto di più.

La mia storia di attivista del resto è sempre stata questa; quando il 5s era in difficoltà io ne facevo parte, quando saliva nei sondaggi e giungeva “la fiumana” di opportunisti pronti a dire “YES” tradendo tutti i valori (che non avevano), io me ne andavo scornandomi proprio con loro (di colpo più “realisti del Re”) che cercavano di approfittare delle mie legittime perplessità (diverso è il comportamento di chi prima si fa eleggere sotto una insegna e poi la tradisce, se hai una carica devi rispetto a un simbolo ed ai tuoi elettori, altrimenti sei un cialtrone).

Credo che non siano coincidenze: quando il 5s con coraggio si batteva su “posizioni di minoranza” chi ci credeva accettava anche di essere deriso dalla moltitudine, quando il 5s saliva nei sondaggi attraeva ogni personaggio in cerca di poltrona, di norma proprio quelli che fino a pochi minuti prima davano dei mentecatti ai “grillini”.

Ho visto una stretta di mano tra Di Maio e Salvini (https://www.youtube.com/watch?v=jne5kMRa43A) e sento molta positività; mi auguro di cuore che il capo politico (e meno male c’è un capo e quel capo) strutturi sul territorio il Movimento in prima persona senza delegare. Secondo me lo strutturerà sulla base della più grande apertura, sulle capacità, sulle competenze ed idee e non sulla base di ciò che ha fatto fuggire migliaia di persone e cioè le agendine telefoniche con i numeri degli eletti (pronti a creare stramaledette correnti), le dinamiche di gruppo, le imboscate, l’ignoranza ecc.

Quando vedrò chi hanno candidato capirò se in questo articolo ci ho visto bene: chi divide in destra e sinistra anziché in cittadini e lobbies è servito.

Come dice De Masi (quello che ha utilizzato il M5s per farsi conoscere salvo poi cercare di avvelenarlo con i soliti concetti di destra e sinistra tanto cari al PD e a Silvio Berlusconi da Arcore https://comedonchisciotte.org/domenico-de-masi-ma-cose-la-destra-cose-la-sinistra/) il ragazzo nato ad Avellino “impara velocemente”, cioè ha una intelligenza brillante e questo con buona pace di Matteo Renzi che se ne è uscito, dopo aver deformato il paese, con insulti degni di un nerd viziatello intento sul divano a giocare alla play.

Ps:

Già che ci sono non mi tiro indietro nemmeno stavolta e propongo altri piani di lavoro:

  • Creazione di una Radio che non lasci a Radio Radicale le dirette dal Parlamento.

 

  • Convocare come 5s la Gilda degli insegnanti (del resto anche Salvini spesso si è sovrapposto alle competenze di Ministeri pentastellati chiedendo loro un parere ) (https://www.orizzontescuola.it/autonomia-gilda-governo-freni-questa-corsa-verso-la-spaccatura-del-paese). Le perplessità di questo Sindacato, cui sono iscritto da pochi mesi, le condivido. Certe tematiche devono ricercare il massimo della condivisione e la scuola dovrà essere un cuore pulsante per il M5s. Il Gilda è un Sindacato molto serio e libero; anni fa proposi al Movimento di dotarsi di organizzazioni operanti nelle Università, nelle Istituzioni in generale e nelle aziende. Si inizi.
  • Gli italiani sentono parlare di tutto tranne che di economia e sociale! A noi italiani importano lavoro, salari più alti e garantiti, IVA e accise. Lo so che sono impossibili vere politiche espansive essendo questo Governo figlio anche di Mattarella (Moavero, Tria) e Draghi (Giorgetti), lo comprendo, ma perché non proporre un tavolo Europeo in diretta streaming (e magari a reti unificate), durante il quale si illustrino costi e benefici dell’unione monetaria, paese per paese?

Dati prima e dopo la moneta unica dell’import, dell’export, della quota salari, dei salari reali, della disoccupazione, sforamenti del deficit/PIL, sforamenti dell’export, , evoluzione del rapporto di cambio Marco/Lira in vista di Ecofin, legame tra import/export e il cambio deciso il 24/11/96 (Ecofin), legame tra import/export e il target 2 ecc.

Sarebbe la volta che ai vari Fico e Nugnes daremmo qualcosa di simile (lo streaming) al Movimento prima versione (ma sicuri che loro ricerchino quello?) ma per qualcosa di affine ai bisogni del popolo e non per portare acqua al mulino dell’ideologia radical chic.

Non lo so ma quando sono ispirato significa che il Movimento sta intraprendendo la strada giusta, magari ne resterò deluso nuovamente (e scriverò altri pezzi su questo network) ma se tutto va come credo le 5 stelle torneranno presto a piacere.

In bocca al lupo (viva il lupo) Luigi Di Maio, il 5s si risolleverà forse anche meglio di prima perché finalmente ben delineato!

 

Marco Giannini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

16.02.2019

Pubblicato da Davide

7 Commenti

  1. Servono capacità e idee concordo.Se il m5s resta a fare il partito ligio alla UE finisce presto

  2. Dopo anni che il movimento parlava di referendum per uscire dalla UE, appena i grillini sono adati al governo hanno subito annunciato che il referendum “non e’ (piu’) all’ordine del giorno”. Deluso gia’ dalla Raggi a Roma, indignato per il tentativo di formare un governo col PD, la giravolta sul referendum e’ stata la goccia finale. Bye-bye.

  3. Dai toni dei commenti rimango molto deluso. Questo sito come tanti altri dovrebbero rappresentare un’alternativa digitale a quei confronti di piazza o ai laboratori politici che erano le scuole di partito, invece che essere l’ennesimo stadio digitale dove si scontrano gli ultras della politica. Quello che voglio dire, è che qualche volta si potrebbe provare ad instaurare un confronto costruttivo anziché esclusivamente critico sui temi politici. Senza aspettare verità calate dall’alto(perché se aspettiamo il nuovo messia o un squadra di salvatori invece di mobilitarci anche solo intellettualmente stiamo freschi), noi stessi qui potremmo porci dei questi sui vari problemi che affliggono la nostra società, analizzarli, discuterli e magari provare ad elaborare soluzioni alternative, invece di stare ore a insultarsi e a saltarsi addosso per qualsiasi commento nel tentativo di dimostrare di aver ragione mentre tutti gli altri hanno torto. Ad esempio, siccome in questi articolo si parla molto di economia, perché non apriamo una discussione sulla sostenibilità mondiale del sistema capitalistico sia esso di matrice neoliberale o keynesiana? E magari appurata la non sostenibilità, quale modello alternativo adottare o creare dal nulla? Infondo nonostante internet sia solo un enorme e pervasivo sistema di controllo, ci offre dei mezzi per radunare menti e provare a costruire una coscienza collettiva diversa da anteporre al sistema unico dominante. Spero accetterete l’invito, e non lo considererete soltanto una sparata troppo idealista o utopista.
    P.S. seguo CDC da un anno ho visto tanti bei spunti nei commenti, forse uniti potremmo dar vita a quel cambiamento che il nostro governo ci ha promesso, ma che purtroppo stenta a darci.

  4. Rispondo qua ad alcune sollecitazioni. Quando si legge un articolo e si pongono domande su di esso si vede. Quando invece non si è letto ma si lasciano segni della propria presenza improduttivi e sol per fare casino la questione va chiusa. Chiaramente nell’elaborare articolo ci si basa sempre su dati ISTAT recenti ma ha senso anche questa precisazione? Nessun senso dato che si vorrebbe imputare la recessione di un intero continente (Europa) ad una manovra approvata un mese fa. Nessun cenno a Attali, nessun cenno al Franco, nessun cenno alla proposta riguardante lo ‘streaming’ nessun cenno ma commentatori multinick che ammorbano con le stesse frasi di Emma Bonino, Martina, Berlusconi e Radio Radicale. Alle europee il 5s inizierà un recupero che si concretizzerà se risponderà alla richiesta di cambiamento (leggasi benessere). Di Maio è intelligente… Tanti cari saluti

  5. Il m5s è come la lega del passato,quella di bossi,che serviva solo a valvola di sfogo.La lotta non è destra contro sinistra,ma POVERI contro RICCHI.

  6. Due consigli per il MoV
    1) liberarsi della Casaleggio & Associati, e quindi dalla buffonata Rousseau ( buona al massimo per un sondaggio: vi possono accedere solo gli aderenti al Mov, un di cui degli italiani, e neanche tutti solo quelli della prima ora, un di cui del di cui)
    2) imparare a non cacciarsi in trappole ideologiche che sistematicamente si rivoltano contro di loro; (esemplari la defenestrazione della Muraro – che non poteva avere preso alcuna decisione in quanto titolare di un contratto di consulenza, e i consulenti consigliano ma non decidono – per poi sostituirla con la vispa teresa Montanari e il Caso Diciotti: siete stati eletti per prendere delle decisioni e poi chiedete al “di cui del di cui” che “dobbiamo fare ?” facendo finta di essere democratici, invece fate la figura o di pavidi incapaci o di coglioni incapaci)
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    a proposito della Diciotti: facciamo un’ipotesi: se si fosse accostata al Pattugliatore una nave umanitaria per trasbordare le risorse per portarle in un porto sicuro fuori dalle nostre acque territoriali, che so in Olanda o in Germania, questa operazione sarebbe stata impedita ? Non credo proprio, quindi dove sta il sequestro di persone ?
    Se impedisco a qualcuno di entrare a casa mia, al massimo mi si può rimproverare di averlo cacciato, non di averlo sequestrato.

  7. Non si riesce a votare …
    ora partirà il tormentone sulla validità di una votazione su un server sotto attacco, con quesiti da “Avanti un altro” ecc
    Comunque volevo vorate Si, ossia non processare, perché non c’è stato nessun sequestro, se volevano le navi umanitarie potevano trasbordare le risorse e trasportarle altrove, li hanno invece abbandonati, traditi, usati per creare un caso politico, altro che sequestro.