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HOLLANDE E IL MONDIALISMO

DI IDA MAGLI
italianiliberi.it

Molti si rallegrano della vittoria di Hollande. Ma che ci facciamo con Hollande? Che ci facciamo noi, cittadini d’Italia, o di Francia, o di Spagna, o di Grecia, ecc.? Nulla, possiamo esserne certi, nulla, non ce ne facciamo nulla perché Hollande non sfiorerà neanche con un dito il problema vero: l’Unione europea. Ha promesso forse di abbandonare l’euro? Ha accennato, forse, alla mastodontica costruzione sovranazionale che sta uccidendo a poco a poco le Nazioni? No, Hollande è come tutti gli altri politici che imperversano in Europa: variazioni minime, quel tanto che serve a far credere ai popoli che esista ancora una dialettica politica, una destra e una sinistra, mentre gli addetti ai lavori finiscono di cuocere a fuoco lento ogni parvenza di democrazia per arrivare al governo globale, alla realizzazione del mondialismo. L’Unione europea è stata creata apposta, primo passo importantissimo, anzi determinante, per la globalizzazione. Se vediamo tante rovine intorno a noi è perché la mondializzazione si effettua proprio così: frammentando ciò che prima era unito. L’Ue sta svolgendo a meraviglia il proprio compito: distruggere le Nazioni, omologare gli Stati, sottraendo la sovranità, per giungere ad annientarli.

Togliere i soldi agli Stati è come toglierli al singolo individuo: non può vivere. I tanti suicidi di questi giorni, in Grecia come in Italia, ne sono un’avanguardia, e al tempo stesso rappresentano con tragica precisione il domani degli Stati. Dal centro mondialista arroccato in Europa, tramite la Bce, tramite il Consiglio e la Commissione, arrivano ogni giorno le pallottole stile Equitalia: si spara alle economie. Nessuno s’illuda: se vengono forniti dei soldi è soltanto per impedire che nella disperazione qualcuno degli Stati decida di sfuggire alla presa, di tagliare le corde che lo immobilizzano togliendogli qualsiasi possibilità d’azione.

In Italia si parla pochissimo, anzi per nulla degli “ideali” mondialisti che albergano nel mondo anglosassone fiancheggiato dall’Europa. Il termine “ideale” va preso nel suo significato concreto: è l’aspirazione, il desiderio, la meta di tutti coloro che si occupano di economia, di finanza, di Borsa, di banche. Il motivo è evidente: per fare qualsiasi operazione bisogna prima ridurre al minimo comune denominatore. Questo minimo comun denominatore nell’ambito degli “uomini” lo si raggiunge eliminando gradatamente le delimitazioni, i recinti, i confini, le disuguaglianze, le differenze, fino a quando si riuscirà ad avere a che fare con una enorme massa di individui tutti uguali. Questi singoli individui saranno soltanto dei “consumatori”, gente che compra e che vende, e Il mondo un unico mercato.

A guidarli, com’è ovvio, ci saranno gli economisti, i banchieri, come già succede nell’Unione europea. Guidarli, naturalmente, con il potere assoluto, con la dittatura, solo modo che i banchieri sanno adoperare, ma che continuerà a definirsi “democrazia”. L’esperimento in Italia è riuscito benissimo. I politici portano ancora allegramente il nome di “politici” malgrado siano stati esautorati dal Presidente di quella che finge di essere ancora una “repubblica” e non siano loro a governare, mentre danno il nome di “tecnici” a quelli che governano (cosa addirittura grottesca per quanto riguarda Mario Monti, con alle spalle una carriera che più “politica” non si può: è stato per ben due volte Commissario europeo).

Quale progetto più stupido e destinato al fallimento di quello mondialista? Non ci vuole molto a capirlo ed è sufficiente che qualcuno si scuota dall’attuale passività, si ribelli al suicidio.

Ida Magli
Fonte: www.italianiliberi.it

Link: http://www.italianiliberi.it/Edito12/hollande-e-il-mondialismo.html
7.05.2012

Pubblicato da Davide

  • Aironeblu

    Faranno danni enormi, ma alla fine credo che perderanno. Qualsiasi governo, anche locale, si evolve, ha un inizio e una fine, che dipendono da una molteplicità di fattori umani e ambientali impossibili da tenere sotto controllo. L’idea di imporre un governo mondiale è un esperimento che può essere realizzato solo nelle menti di questa classe di potere occulto, che lavora dietro le quinte, ma che è completamente avulsa dal mondo reale, gente che vive in ambienti artificiali iperprotetti con tutti i lussi, che si muove con decine di guardie del corpo, che vede il mondo reale dal filtro del potere: GENTE CHE NON CONOSCE LA REALTÀ UMANA, DEI NON-UMANI.

  • Giovina

    Con questa “filosofia” del mercato unico, e’ facile anche intuire dove ripongono, i suoi fautori, la speranza e l’aspirazione di poter fronteggiare le guerre eventuali, battendo questo pericolo sul nascere, ossia inglobando le nazioni, annullando le velleita’ delle sovranita’.

    Pero’ la strada verso la costruzione del mercato unico e’ lunga e sebbene si possa prevedere e provvedere a tutto, il tempo e’ sempre una par condicio, ossia una potenzialita’ a disposizione in egual misura sia dei mercanti che degli schiavi potenziali.

    Molta attenzione penso bisogna dare al potere religioso temporale che e’ interessato in gran parte a conservare la sua presa e quindi anche ad ampliarla se occorre, in sordina esso si allea ai poteri economici per la conquista del medesimo risultato, cementando con la stessa demagogia traditrice, e col suo linguaggio di serpente, la pressione e il controllo sulle masse.
  • Georgejefferson

    ”sono anni che ormai si parla del ritorno del nazionalismo….chiedersi come mai?pure io sarei un internazionalista forse,ma delle volte applicherei delle ricette di questo stampo, e non perchè sono fascista o che altro,anzi..ma semplicemente per protezione e perchè il processo di globalizzazione economica e culturalmente consumistia che abbiamo intrapreso è portato avanti SOLO ed esclusivamente da
    ELITES E PER LE ELITES.Quello che stiamo costruendo non è un società mondiale libera,solidale e realmente democratica,ma bensì una mega fabbrica globale dove gli uomini sono solo risorse umane,in una logica di produzione e
    consumo,da mettere in competizione tra loro per il guadagno di una minuscola percentuale della popolazione che detiene le leve del potere.Se non si capisce questo non si comprenderà ne le possibili soluzioni dei problemi e neanche le dinamiche sociali che ne usciranno.”……commento da un certo Maurizio dai commenti del fatto quotidiano

  • massi

    D’accordissimo su Holland. Un’operazione di “cosmesi” politica in stile Obama.
    A noi in italia tocca sperare in Grillo… non so se ridere o piangere.

  • Giovina

    Ciao George.

    A volte, anzi spesso, quando il cammino dell’uomo incontra dei seri ostacoli, quando gli uomini si trovano a combattere delle grandi battaglie, spesso perdendole, pensiamo che le soluzioni eventuali possono essere contemplate solamente tra quelle del passato, la’ dove una situazione, un tempo, almeno apparentemente, migliore, forse in parte, viene rimpianta e fatta tornare in auge.

    In realta’ io penso che il passato insegni a migliorare, a perfezionare, integrare tutti i tentativi, tutti i sacrifici fatti per la vita nobile dei popoli.
    Un vero nazionalismo deve rispettare e considerare la dignita’ di tutti i suoi membri e a sua volta riconoscere tale diritto alle altre nazioni.

    Rimanere nazioni in questo senso e nello stesso tempo relazionarsi con gli altri popoli – tenendo ben distinti i diversi ambiti, ovverosia economia nazionale con altra economia nazionale, politica nazionale con altra politica nazionale, cultura nazionale con altra cultura nazionale – puo’ essere possibile e garanzia di stabilita’ e mantenimento nel tempo, di quella spontanea e necessaria relazione fra le nazioni.

    Quindi e’ genericita’ sostenere ed affermare che la globalizzazione o una unione europea siano deleterie, quando bisognerebbe specificare bene cosa si intende con queste definizioni. Le nazioni si relazionano, per loro natura intrinseca, tra di esse, cosi’ come gli uomini di una stessa nazione tra di loro.

    Per cui, avendo presente il grave pericolo che l’interesse speculativo economico di pochi sta facendo correre al mondo intero, non si puo’ non ipotizzare la creazione di una controallenanza fra nazioni interessate a fronteggiare la malattia grave che le sta contagiando tutte.

    Dunque una coscienza nazionale e’ si auspicabile non senza, parallelalmente, intessere alleanze di comuni interessi di liberta’ e indipendenza allo scopo difendere proprio le liberta’ di tutti i paesi, perche’ rimanere da soli e frammentati potra’ favorire solo il rigurgito di potere e il facile riassorbimento nelle fauci bulimiche del potere globale finanziario.

    Intanto uscire dall’euro sarebbe la prima cosa da fare per diminuire la stretta e il tiraggio che sta strozzando le nazioni che l’hanno adottato e ricominciare con una certa liberta’ di azione.

    Una sorta di effetto di rimbalzo, contraccolpo, sicuramente lo si avra’, ma non sara’ quasi nulla in confronto alla distruzione totale, materiale e psicologica, che questo processo attuale di globalizzazione economica di interessi speculativi sta gia’ procurando alle genti del pianeta.

  • RicBo

    Quale progetto più stupido e destinato al fallimento di quello mondialista?

    Forse quello ultranazionalista, come quello della Magli o di Farage?

    Quanto deve durare ancora la deriva di questo sito, che ha oscurato completamente le tesi internazionaliste e anticapitaliste? che ignora il fatto che il 29 settembre ci sarà il primo sciopero generale europeo?

  • illupodeicieli

    @ RicBo Per le tesi internazionaliste e anticapitaliste, pensaci tu, così il sito avrà un’informazione più completa. Certo che non possiamo spersonalizzarci e perdere la nostra identità,come già avviene e non da adesso, perchè ce lo chiede l’Ue o il mercato. Noi vorremmo vivere con un ritmo di vita nostro e non invece imposto. C’è però il pericolo che alcuni processi possano, di punto in bianco, accelerare e così ci ritroveremo non come dice la Magli come consumatori, ma nella totale impossibilità anche di esserlo: ricordo che alcune produzioni sono già completamente automatizzate e quindi vuol dire senza o con poche persone; che alcune colture agricole sono ormai fuori dai confini nazionali. Non so se è da fascisti o destrorsi volere riprendere in mano la gestione dell’economia, e della politica, della propria nazione. Non la si vuole considerare più (la nazione) nella propria interezza? Ecco che ci sono la Lega al nord, i sardisti e separatisti nella mia regione ,la Sardegna, e quindi se non si può o vuole affrancare il paese dall’Ue , si separerà o cercherà di separare la propria regione o area geografica. O no?*
    * posso sbagliare e prendere granchi 🙂

  • tania

    I fascisti sono sempre confusionari quando parlano di “mondialismo” o “globalismo” .
    Io mi ricordo i fascisti ( quelli in divisa e quelli non ) picchiare con le loro spranghe i cosidetti no-global . Perchè , se anche loro criticavano la globalizzazione ? Perchè ai fascisti , ache quelli mascherati di rossoscuro(quasi nero) , non interessa una critica al capitale , interessa alzare roccaforti alla frontiera , cacciare i diversi , e proteggere il loro di capitale con dazi ed esercito .
    In realtà l’unica cosa che deve essere combattuta è la “globalizzazione” del capitale , del mercato , delle logiche del profitto , dello sfruttamento ecc.. E’ quello che bisogna combattere , non innalzare frontiere per respingere il diverso

  • Aironeblu

    @Ricbo, mi sembra che hai equivocato l’espressione “governo mondialista”, che sottintende il controllo totalitario del pianeta sotto un unico governo mondiale (il progetto degli ILLUMINATI, in sostanza), confondendo con il concetto di internazionalismo, dove si promuove una cooperazione a livello sovranazionale, così come si è tentato ad esempio con il socialismo. L’articolo di Ida Magli, che si schiera contro la massificazione della popolazione in funzione mercantilista è profondamente “antimondialista” e dunque anticapitalista, così come mi pare lo siano la maggioranza degli articoli riportati su CDC. Correggimi se ho interpretato male, ciao

  • RicBo

    parere mio, ma io credo che la maggioranza degli articoli riportati su CDC abbia uno stampo nazionalista destrorso, lontano dai veri concetti dell’internazionalismo, per compiacere il 75% dei suoi frequentatori abituali. “antimondialismo” è un’etichetta che puoi attaccare dove ti pare.
    ah, e non credo agli Illuminati. cioè: storicamente sono esistiti, era una piccola loggia massonica tedesca, non credo al significato di potere tentacolare che gli si dà oggi. è qualcosa che viene dagli USA (e dovrebbe far riflettere questo) ed è uno dei tanti nemici mitici che la destra si è creata per colmare il suo vuoto ideologico

  • Giancarlo54

    Ottima l’analisi ddella Magli. Vedendo le scomposte reazione di qualcuno direi che ha colto esattamente il problema. Bene così. E’ il momento di faare un discrimine tra chi sta con il potere mondializzato e chi no.

  • Marcobr

    Deja vu

    Genesi 11,1-9

    1 Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. 2 Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. 3 Si dissero l’un l’altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. 4 Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». 5 Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. 6 Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. 7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro». 8 Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. 9 Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.