DI ALAIN SALLES
lemonde.fr
Quasi sconosciuto solo due anni fa, il gruppuscolo neo-nazista è diventato un partito ufficiale con dei rappresentanti ufficiali che siedono sugli scranni del Parlamento.
È costantemente presente sui media sia per le reazioni dei suoi portavoce, sia per l'eco che provocano le loro multiple azioni e provocazioni. E queste immagini sono in genere meno bucoliche di quelle che fanno pensare al Peloponneso.All'inizio di settembre dei gruppi di uomini con un cappuccio nero hanno organizzato delle retate per controllare i mercati di Rafina vicino ad Atene e a Missolungi, verso ovest. Hanno chiesto i documenti agli immigrati, prima di saccheggiare le loro bancarelle. "Vendevano merci in nero. Lui abbiamo chiamato la polizia più volte, ma non è venuto nessuno. Siamo andati lì per difendere gli altri commercianti greci", ha detto Marlene Katinopoulou, un delegato del partito. L'Associazione Commercianti di Rafina ha inoltre accolto con favore l'azione di Alba Dorata.
Il Parlamento ha chiesto la revoca dell'immunità per tre membri del partito, nel contesto di un'indagine su questi abusi. "Ci aspettiamo giustizia. Il popolo greco poi scoprirà che si vogliono condannare i membri di Alba Dorata, mentre i politici che hanno rubato i soldi della gente non sono stati giudicati", risponde la signora Katinopoulou. Lungi dall'essere indebolito dalla critica negativa, il partito fascista vive. "Queste provocazioni servono ad Alba Dorata tra la gente a cui si rivolge principalmente: il piccolo ceto medio impoverito dalla crisi", ha detto l'analista politico Elias Nikolakopoulos.
In un episodio più noto il portavoce del partito, Elias Kasidiaris, in diretta televisiva ha tirato un bicchiere d'acqua in faccia a una deputata Syriza (sinistra radicale), prima di schiaffeggiare il suo collega comunista e fuggire. Si è tenuto nascosto per due giorni, prima di riapparire presentandosi come uno che era stato aggredito verbalmente. Il suo gesto l’ha reso popolare perché "non è stato percepito come uno schiaffo a una donna, ma come uno schiaffo al sistema politico," ha analizzato Georges Tzogopoulos della Fondazione ellenica per gli studi europei e stranieri, uno dei principali centri di studio greci. "Prima delle elezioni, i media hanno dedicato un sacco di trasmissioni ad Alba Dorata. Più media e politici prendevano posizione contro questa formazione, più il partito vedeva crescere i suoi sostenitori", aggiunge.
In una Grecia, duramente colpita dalla crisi economica e dalle misure di austerità, Alba Dorata prospera sul suo rifiuto dell'immigrazione e sull’aumento della criminalità, anche se è meno importante che in altri paesi europei. "Vogliamo aiutare il popolo greco che soffre", ha insistito Marlene Katinopoulou. Basandosi su un gruppo parlamentare di 18 deputati, il partito ha diritto a un rimborso di tre milioni di euro e alla protezione dei servizi di sicurezza. "Restituiremo questo denaro ai Greci".
UN RETE DI SOSTEGNO ALLA GENTE
Sul territorio, gli attivisti di Alba Dorata hanno creato reti di sostegno agli abitanti, scortano gli anziani quando vanno in banca, fanno la spesa per loro mentre vanno a caccia di immigrati nei loro quartieri. Il partito ha inoltre organizzato la distribuzione di cibo riservato ai Greci e hanno messo su una "banca del sangue greco", anche se i medici che ricevono il sangue promettono che è per tutti i loro pazienti.
Il prossimo passo di questa strategia sarà la creazione di un servizio di supporto per la ricerca di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 24% della popolazione attiva. Il partito sta cavalcando la crisi economica e cresce nei sondaggi: ora è accreditato dagli istituti di statistica ad un 9% - 12% delle intenzioni di voto. Pur condannando i piani di austerità, non vogliono abbandonare l'euro. Per il momento. "Quando avremo riaggiustato la nostra capacità produttiva, saremo in grado di tornare alla dracma", dice Katinopoulou.
Nella Sede del partito nei pressi della stazione di Larissi in uno dei quartieri di Atene, che cadono in rovina, giovani e meno giovani si riuniscono per un briefing. Un pope attende pazientemente. Marlene Katinopoulou, 27 anni, si unì al partito due anni fa, ma ha sempre votato per questo movimento, fondato all'inizio degli anni 90. Prima della riunione ha partecipato, insieme a una mezza dozzina di donne, ad un corso di difesa personale tenuto da un uomo con la testa rasata, come molti altri membri del partito.
Dopo l'ultima campagna elettorale, il movimento sta cercando di ammorbidire la sua immagine e dissociarsi dagli attacchi contro gli immigrati. "Condanniamo questa violenza", dice Marlene Katinopoulou. Tuttavia, gli attacchi contro gli stranieri continuano. Alla fine di settembre, nel nord della Grecia, un uomo è stato condannato a otto mesi di carcere per aver colpito un musulmano che affiggeva manifesti antirazzisti sui muri. Durante l'attacco, gli è caduto il casco e, per questo, è stato riconosciuto. Inoltre, poco prima dell'incidente, è stato visto uscire dagli uffici regionali di Alba Dorata, anche se sostiene di non essere iscritto al partito.
Il 25 settembre, il processo a Skordeli Themis, una ex candidata del partito alle ultime legislative di Atene è stato nuovamente rinviato. La signora Skordeli è implicata in attacchi contro gli afghani. Come il portavoce di Alba Dorata, Elias Kasidiaris, è sospettata di aver partecipato a un attacco razzista. Il suo processo è stato già rinviato più volte.
Il partito ormai rifiuta le etichette neo-naziste o fasciste. "Fascista è una parola italiana. Non siamo né italiani né tedeschi, siamo greci", afferma l'addetto parlamentare. La sua ideologia è un misto di glorificazione degli antichi fasti greci e di riferimenti alle idee dell’estrema destra. Il leader del partito, Nikolaos Michaloliakos, non ha esitato a negare l'esistenza delle camere a gas in un'intervista televisiva dopo le elezioni, e non è raro vedere le immagini di Hitler sul giornale del movimento. Come la bandiera del partito che, stranamente, ricorda quella nazista.
"Alba Dorata ha le sue radici nella storia della destra in Grecia, riferendosi alla dittatura militare [1967-1974], ma anche ai collaborazionisti durante l'occupazione tedesca [1942-1944]," dice Elias Nikolakopoulos politologo. "Il partito è forte nelle aree più colpite dalla crisi, ma anche nelle vecchie roccaforti dei battaglioni di sicurezza armate dai tedeschi per lottare contro la resistenza comunista”.
"È per colpa della crisi economica, che in Grecia abbiamo visto rinascere un movimento fascista, che si poggia su una base sociale” dice preoccupato il politologo Georges Sefertzis. “ Le dittature greche erano regimi autoritari senza radici sociali, Alba Dorata si rivolge ad una generazione giovane che non ha conosciuto il regime dei colonnelli e che non sa nulla della guerra civile che durò fino al 1949.
Questi sono uomini che identificano la democrazia con la corruzione e il clientelismo dei politici."
Alba Dorata non ha smesso di rendere inquieta la Grecia.
Alain Salles
Fonte: www.lemonde.fr
Link: http://www.lemonde.fr/international/article/2012/09/28/en-grece-la-banalisatio-d-aube-doree_1767494_3210.html
28-9-2012
Scelto e tradotto per www.ComeDonChisciotte.org da ERNESTO CELESTINI

AlbionDoesNotSingAnymore 5 ottobre 2012
Hai fatto un'analisi perfetta del sistema socio-economico attuale impostoci dal potere atlantico (e sionista), rappresentato dalle oligarchie economico-finanziarie statunitensi che consistono nei vertici del sistema bancario internazionale e dell'alta finanza, quindi nel capitale speculativo alleato delle grandi multinazionali (in particolar modo quelle petrolifere). Ottima anche la descrizione della gabbia costituita dall'"american way of life".
Parli però di "avventurismo tedesco" in relazione al pangermanesimo hitleriano. Il desiderio di unire sotto la stessa bandiera tutti i popoli germanici di per sè non è un crimine. Fino al 1938 la politica dell'appeasement di cui si fece promotore neville chamberlain aveva consentito alla Germania di acquisire l'Austria e i Sudeti, più il protettorato della Cecoslovacchia, la cui costituzione fu diversa da come viene comunemente raccontato, non si trattò di una vera e propria "invasione". Trascurando questo dettaglio, l'appeasment fu una politica funzionale agli interessi geopolitici britannici, da sempre tendenti ad impedire che un paese europeo si rafforzasse troppo, acquisisse l'egemonia continentale. A partire dal 1935 le preoccupazioni della gran bretagna erano volta ad impedire l'eccessiva crescita francese, ed a questo scopo firmò un accordo con la Germania e non ostacolò i progetti hitleriani. Giunse il nodo della polonia. L'ala più oltranzista del partito Nazionalsocialista chiedeva che fossero restituiti al Reich tutti i territori tedeschi sottratti con l'iniquo Trattato di versailles (Corridoio di Danzica, Alta Slesia e Prussia Occidentale), mentre Hitler avanzò richieste molto più ragionevoli. Egli intendeva poter costruire un'autostrada e una ferrovia a doppio binario che permettesse il ricongiungimento della Prussia Orientale alla madrepatria e ottenere il porto di Danzica, città libera che si trovava sotto il controllo doganale polacco e amministrata dalla Società delle Nazioni, abitata per oltre il 95% da tedeschi. Il Fuhrer offrì in un primo tempo la Slovacchia in cambio del porto di Danzica e i polacchi rifiutarono. Poi propose il prolungamento di dieci anni del trattato di non-aggressione stipulato tra Germania e Polonia nel 1934 e in aggiunta si offrì di garantire la difesa delle frontiere polacche, e la polonia all'epoca era una nazione fortemente militarista, in contrasto con tutti i paesi confinanti: oltre a quelli tedeschi, durante la prima guerra mondiale sottrasse dei territori anche alla Russia, nel dopoguerra invase la capitale lituana, Vilnius e nel 1938 la provincia cecoslovacca di Teschen, con un tiro mancino mentre le truppe germaniche marciavano verso i Sudeti. I tedeschi furono sottoposti, fin dal 1919 alle pratiche di assimilazione forzata, che vengono anche tanto rimproverate agli italiani per quanto concerne l'Istria, ma usuali per l'epoca. Subirono pesanti vessazioni e limitazioni della proprie libertà. Nel marzo del 1939 le trattative tra il Terzo Reich e il governo polacco stavano andando in porto quando la gran bretagna assicurò la propria protezione alla polonia in caso di guerra con la Germania e la invitò a respingere ogni proposta. Se non erro in maggio fu la volta della francia. A quel punto la polonia assunse un atteggiamento ostile alla Germania e quanto mai provocatorio. A questo proposito ricordiamo che nell'estate del 1939 il "kurier polski", principale testata giornalistica polacca titolava: "La Germania deve essere distrutta". Il comandante supremo delle forze armate polacche, edward rydzmigly dichiarava: "La polonia vuole la guerra con la Germania, e la Germania non potrà evitarla, anche se lo vuole" . I militari blateravano sulla "battaglia di Berlino" e il "confine sull'Elba". Un giorno la stampa proclamò che "la flotta polacca avrebbe fatto salami di quella tedesca, e le onde sarebbero diventate rosse di sangue fino alle bianche scogliere di Ruegen".
Fin dalla primavera del 1939 iniziò una una enorme campagna di propaganda anti-tedesca a mezzo stampa (avallata dalle autorità) che aizzava il paese contro la Germania e la minoranza tedesca in Polonia.
Hitler tentò in tutti modi di giungere ad una soluzione diplomatica favorevole per entrambi i paesi e di mantenere i buoni rapporti con la polonia. Il suo atteggiamento iniziò ad irrigidirsi quando l'ambasciatore polacco a Berlino ammonì i tedeschi, dicendo che un'ulteriore proposta avrebbe scatenato la guerra e si decise all'intervento quando a fine agosto la gran bretagna firmò un trattato con la polonia che subentrava a quello di non-aggressione stipulato dalla Germania nel 1934. Anche dagli USA arrivavano lettere in cui il presidente roosvelt garantiva il proprio appoggio ed esortava il governo polacco a non assecondare la benché minima richiesta tedesca. Un grande lavoro in tal senso fu svolto anche dall'ambasciatore statunitense a Parigi: mr.bullit, portavoce di roosvelt. Questo dicono i documenti ufficiali, se letti con obiettività e se non li si interpreta a proprio piacimento per piegarle alle proprie teorie colpevoliste nei confronti della "follia nazista". Un accordo pacifico era possibile, le proposte tedesche furono ragionevolissime e la colpa del conflitto è da ascrivere alle cosiddette "democrazie" che si misero di traverso e fecero di tutto per impedire che ciò avvenisse, invitando la polonia ad interrompere le trattative e ad assumere un atteggiamento provocatorio nei confronti della Germania. L'isteria popolare giunse al culmine nel mese di agosto. I giornali e i cabaret denigravano e ridicolizzavano il popolo tedesco. I membri della minoranza tedesca venivano continuamente aggrediti, perseguitati, arrestati senza motivo e le donne violentate. Oltre 58.000 cittadini polacchi di ceppo germanico furono orribilmente seviziati e trucidati, compresi donne e bambini. Questo fu il motivo che indusse il Fuhrer a non indugiare ulteriormente ed ordinare alla Wermacht di oltrepassare il confine polacco il 1 settembre del 1939, oltre alle misure iugulatorie del governo polacco contro l'economia della città di Danzica. Come sappiamo, il 3 settembre francia e gran Bretagna dichiararono guerra alla Germania Nazionalsocialista, provocando lo scoppio della seconda guerra mondiale.
Il governo del Reich raccolse accuratamente le prove di quei massacri in un corposo dossier. Quei documenti furono immediatamente considerati falsi, semplice "propaganda nazista". Ancora oggi gli storici ufficiali li considerano tali, sostenendo che si tratti dell'ingigantimento di alcuni crimini commessi dai cittadini polacchi contro i tedeschi come ritorsione per l'invasione del proprio paese. Tuttavia lo storico comunista tedesco Theodor Biernschenk, dopo un meticoloso studio di ben quattro anni, nel 1954 confermò che quei tragici avvenimenti furono realmente accaduti. Non si trattava affatto di propaganda bellica. Il giornalista socialdemocratico Otto Heike decise di confutare il suo rapporto, ma dovette ammetterne la totale fondatezza. Lo stesso fecero lo storico e legale americano Alfred-Maurice de Zayas, attualmente professore di diritto internazionale nella scuola di Ginevra "School of Diplomacy and International
Relations", già legale emerito dell'ufficio delle Nazioni unite High Commissioner for Human Rights, assieme ad altri ricercatori universitari.
Se poi vuoi dubitare di tutto ciò che non si confà alla versione ufficiale, dire che tutti i documenti che provano le buone intenzioni della Germania, la subdole manovre diplomatiche alleate (tra cui gli eloquenti dispacci degli ambasciatori americani), il deliberato intento di gran bretagna e francia di trasformare delle piccole controversie locali in un conflitto di vaste proprorzioni, i crimini dei polacchi contro la minoranza tedesca in polonia sei libero di farlo, ma significa esser fazioso e voler rigettare a priori ciò che non si vuol credere, arrampicandosi sugli specchi e rigirando la frittata come nel caso dell'invasione dell'URSS come attacco preventivo. I sostenitori della storiografia ufficiale sono dei maestri della mistificazione e nel difendere strenuamente la solita versione derivante dalla propaganda di guerra sovietica e alleata.
Dobbiamo anche aggiungere che il Fuhrer offrì diverse volte la pace agli anglo-francesi prima e agli inglesi dopo la caduta della francia. Proposte anch'esse molto ragionevoli e vantaggiose: proponeva il ritiro delle proprie truppe da tutti i territori non tedeschi, la costituzione di uno stato polacco (ma stalin si opponeva) e di uno cecoslovacco indipendente, garantiva la preservazione degli imperi coloniali ed il sostegno delle aziende franco-britanniche attraverso l'acquisto dei loro prodotti. TUTTE le proposte di pace furono rifiutate e la tragedia del conflitto mondiale più funesto della storia umana va imputata unicamente agli anglo-franco-americani e non all'"avventurismo" tedesco.