Fuori un ministro, dentro due mossa degna della Dc di Fanfani

DI PIETRANGELO BUTTAFUOCO

ilfattoquotidiano.it

Ci volevano i M5S a far tornare la Dc. Togli uno e ne metti due. Questo ha fatto Giuseppi Conte. Una trovata, questa di separare l’istruzione, di Amintore Fanfani e poi perfezionata da Ciriaco De Mita quando al Ministero per la Ricerca e l’Università nominò Antonio Ruberti. D’altronde, si sa: il governo è nato per rimediare ai danni fatti da quello precedente. Presieduto da lui stesso va da sé – giusto un dettaglio – ma è il signor Conte lui. È uno ed è due. Ha tolto il sé per mettere se stesso.

La location è quella di Villa Madama tanto adorata dal Cav che vi faceva le conferenze del fine anno adesso toccato in sorte a Giuseppi Conte, un democristiano delle file remote pur sempre segnato dal berlusconismo o forse ben istruito da Rocco Casalino: coglie l’esatto orario dei due tg, 1 e 2, e ne approfitta per salutare i telespettatori. I giornalisti che fino a quando era un gialloverde – alleato con la Lega – lo schifavano, lo sfottevano per il curriculum, per la sua aria di uomo in Lebole, adesso, per il miracolo della legittimazione del Pd lo trattano adesso meglio di una figlia femmina. L’intercalare del cerimoniere durante la conferenza è tutto un “se ce lo concede Casalino…”, “se Rocco vuole…”.

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Pubblicato da Davide

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8 Commenti

  1. Complimenti all’autore per il pelo che dimostra di avere nel provare a dare una parvenza di argomentazione alla nullità di questo governo. La vecchia DC al confronto erano dei giganti. Anche questo commento ha più peso dell’azione del Giuseppi 2.

    • Quoto tutto anche le maiuscole.
      Bella la foto con la stelassa Casalino dove il bisconte fa una figura da pochette. Entrambi cotti e stracotti.

  2. In realtà la nuova compartimentazione che ha messo assieme scuola ed università è un papocchio, dato che tanto i frame culturali che le finalità sono ben diverse. Spero quindi che a questa separazione segua anche la separazione delle due aree, oggi indistintamente sotto la stessa coperta del MIUR.

  3. E che sarà mai.
    L’importante è la democrazia.

  4. Gli insulti e le minacce che ha rifilato a Salvini mentre gli si balcanizza la maggioranza, soccorsa da un gruppetto di responsabili di FI raccattati da Gianni Letta, non fanno presagire niente di buono per le sorti processuali del leader leghista.
    Forse per quello che la Lega sta cercando di reclutare qualche altro senatore dei 5 stellasse per staccare la spina al governo onde mandare Salvini a Palazzo Chigi e blindarlo.
    La rielezione sicura al senato potrebbe bastare per reclutarne sette o otto.

  5. E io pago.

  6. Governo di cui non ci si può fidare. Mentalità ambigua da checche, di chi intende mettertelo sui quel posto intendo…

  7. Non credete ai sondaggi di gradimento riguardo al Premier.
    Conte farà la fine di Alfano mentre i 5stelle sono già in rapida liquefazione per crisi identitaria.