Fuori l’acqua dal mercato e dal profitto!

Viaggio in Liguria, dove si combatte contro le privatizzazioni.

Fuori l’acqua dal mercato e dal profitto!
Il comitato Resistere X Essere #ionondimentico flash mob di dicembre 2023 davanti alla sede di Rivieracqua di Sanremo

Di Patrizia Pisino per ComeDonChisciotte.org

Stiamo attraversando il periodo più pericoloso da quando abbiamo abbandonato la nostra sovranità popolare per essere venduti come merci alle multinazionali. Lo stiamo vivendo giorno per giorno con queste direttive europee che stanno trasformando la nostra libertà di scelta e di azione. Le multinazionali hanno già messo le mani su tanti settori pubblici, spinte dai nostri politici che considerano il privato come miglior gestore dei servizi e ritengono in tal modo di sollevare il bilancio dello stato da questi oneri; ma se veramente questi servizi comportano solo spese, che interesse hanno le aziende private ad accollarseli? Il caso emblematico è la gestione dell’acqua pubblica: è ancora veramente pubblica? Un referendum indetto nel 2011 si era espresso contro la privatizzazione del servizio idrico e la remunerazione per il capitale investito dal gestore del servizio idrico.

Certo, un referendum dove gli interessi privati erano esclusi non poteva passare inosservato e, infatti, Mario Draghi inviò una lettera indirizzata al Primo Ministro italiano con la quale il direttivo della Banca Centrale affermava:

È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala”.

A dicembre 2011 il Governo Monti, col decreto cosiddetto “Salva Italia” convertito nella legge n. 214/11, trasferiva all’Autorità per l’Energia e il Gas ARERA le funzioni di regolazione e di controllo dei servizi idrici, con i medesimi poteri attribuiti all’Autorità stessa dalla legge n. 481/1995: "Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità". Da quel momento prese l'avvio una sistematica privatizzazione in quanto questo organismo ARERA (autorità di regolazione per energia reti ed ambienti) opera in piena autonomia rispetto alla politica del Governo e decide autonomamente tutto ciò che riguarda i settori essenziali per la vita dei cittadini (acqua, gas, energia elettrica, rifiuti e teleriscaldamento).

Da questo momento il SII - Servizio Idrico Integrato - passa sotto il controllo di ARERA, che inizia a mettere in atto tutta una serie di disposizioni che vanno in senso contrario alla vittoria referendaria. Per il 2012/2013 vara un nuovo metodo tariffario che non applica la normativa residuale, come da referendum, ma inserisce nuovamente la remunerazione del capitale investito (utile) con la denominazione “risorsa finanziaria” e, con tutta una serie di meccanismi artificiosi, considera il “profitto” come una voce di “costo” della gestione del servizio idrico. Tutto ciò porta ad un aumento delle tariffe che non corrisponde ad un miglioramento del servizio e a questa negazione dell'esito del referendum i cittadini cercano di opporsi ricorrendo anche al TAR. Nascono in tutta Italia vari comitati acqua che cercano coraggiosamente di difendere un bene che è demaniale; in Liguria nascono i comitati "La voce dei cittadini uniti per il bene comune", "Resistere x Essere#Ionondimentico". La lotta però è impari se si resta isolati, soprattutto nei piccoli comuni in cui i sindaci non hanno gli strumenti per procedere ad un affidamento diretto e devono quindi sottostare alle scelte imposte con la scusa che, in teoria, una gestione unica garantisce la qualità del servizio ma, all’atto pratico, garantisce solo l'inserimento di privati che non perdono nulla del capitale investito.
Quando la gestione dei servizi è concentrata in mano di pochi la voce del cittadino resta muta nonostante le apparenze di trasparenza delle autorità coinvolte.
Attualmente l’Italia è divisa in 62 ATO, Ambiti Territoriali Ottimali perimetrati dalle Regioni, con 334 operatori attivi sul territorio nazionale. Gli enti locali ricadenti sotto ciascun ATO hanno l’obbligo di aderire al corrispondente EGATO, che rappresenta l’unico soggetto all’interno del quale vengono esercitate le funzioni di organizzazione dei servizi, di scelta della forma di gestione, di determinazione delle tariffe all’utenza (per quanto di competenza), di affidamento e controllo della gestione.

Per quanto riguarda gli aspetti operativi, la gestione del servizio idrico può essere affidata secondo una delle seguenti modalità: • esternalizzazione a terzi mediante procedure ad evidenza pubblica sulla base delle disposizioni in materia di appalti e concessioni di servizi; • affidamento diretto a società cosiddetta “in house” dell’ente affidante, purché sussistano i requisiti previsti dall’ordinamento comunitario e vi sia il rispetto dei vincoli normativi vigenti; • società mista pubblico-privata, la cui selezione del socio privato avvenga mediante gara c.d. “a doppio oggetto”.

Le funzioni di regolazione e controllo dei servizi idrici sono attribuite all’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) che, oltre a svolgere un ruolo rilevante in materia di controllo e monitoraggio, definisce regole-quadro che gli enti competenti declinano in funzione delle caratteristiche dei diversi contesti locali, con ricadute sull’organizzazione, la pianificazione, la tariffazione e la gestione del servizio.

Alla fine del 2023 sono scaduti molti affidamenti diretti della gestione (in house providing) del Servizio Idrico Integrato: la privatizzazione incombe. Sintomatico il caso della provincia di Imperia in Liguria dove il gestore Rivieracqua S.p.A prospetta la necessità di far entrare dei soci privati con la scusa di risanare il debito contratto negli anni (forse per cattiva gestione ?). Rivieracqua S.p.A. è attualmente gestita dal Commissario ad acta Claudio Scajola che sta predisponendo gli atti per trasformarla da società "in house" a società mista, a maggioranza pubblica ma con gestione affidata ad un socio privato da individuarsi a seguito di una gara europea (nota bene: europea). Tutto ciò per risanare una società che, nel corso degli anni, non ha saputo organizzare un servizio efficiente ma ha danneggiato gli stessi utenti.

Sono anni ormai che i vari comitati cittadini si sono mobilitati in difesa di una risorsa importante ed essenziale alla vita di tutti denunciando questa cattiva gestione. Lucia Canepa, portavoce del gruppo "Resistere x Essere#Ionondimentico", ha contattato la nostra redazione evidenziando la gravità della situazione che già da tempo i comitati cittadini cercano di denunciare. Come ci riferisce Lucia:

"Nel giugno del 2023, sapendo che da mesi la parte alta del paese dove vivo ha l'acqua solo per poche ore al giorno, decido di attivarmi e vado a parlare con il sindaco. Scopro così che i paesi sopra i 1000 abitanti sono stati praticamente costretti ad entrare a far parte di un ambito in cui diventano tutti soci di minoranza, almeno i piccoli centri, con un migliaio di azioni ogni mille abitanti. Per i comuni piccoli significa, praticamente, che devono assumersi gli oneri dell'essere soci ma non hanno più potere decisionale. Con il mio gruppo, Resistere X Esistere, decido di interessarmi, della problematica. Anche perché si inizia a parlare di aumenti delle tariffe con l'intenzione di applicare la retroattività dall'anno 2022, oltre al voler fare entrare soci privati per coprire i debiti dell' azienda. In questi mesi ho avuto tre incontri con il sindaco del mio paese. Con il mio gruppo e il rappresentante del gruppo unitiperilbenecomune, oggi candidato sindaco con quella che è diventata una lista civica( di cui faccio parte anche io e alcune altre persone del mio gruppo) abbiamo fatto un flash mob a dicembre, per farci dare delucidazioni sulla tariffa unica che è poi entrata in vigore a gennaio. In quell' occasione siamo stati anche a colloquio con il sindaco di Sanremo. A gennaio io e il suddetto Luca De Pasquale siamo andati a parlare con l'amministratore delegato di Rivieracqua e la dirigente Angela Ferrari. Anche loro ci confermano che c'è una volontà politica dietro alla creazione di quest'ambito. Ci siamo recati anche presso la Confesercenti per dimostrare il nostro sostegno al loro ricorso al Tar per il discorso dell'illegalità della retroattività. Iniziamo ad aiutare a raccogliere le firme da loro promossa. A nostra volta iniziamo la petizione per chiedere al commissario idrico che non si facciano entrare investitori privati (il bando è addirittura aperto agli stranieri). Ultimamente siamo stati a parlare con il sindaco di Cipressa che, assieme ad un altro borgo dell' entroterra, ha un contenzioso aperto con Rivieracqua. Il loro consorzio ha fornito l'acqua ai loro paesi e anche ad Imperia. Ciò nonostante i cittadini devono pagare le bollette, pur avendo accumulato un credito di circa 600.000 euro che l'azienda, visti i suoi 80 milioni di debito, dichiarati, non può saldare. Sembra sia stata fatta pressione dicendo loro che se continuano a voler portare avanti questa cosa gli toglieranno il consorzio senza dar loro nulla. Questa azienda avrebbe dovuto essere dichiarata fallita mentre sembra essere straprotetta da tutte le istituzioni della provincia. Un ombrello sotto cui presidente della provincia, prefetto, giudici e avvocati l'hanno posta da anni. Normalmente una società così indebitata viene liquidata in 3/6mesi..., questa continua ad esistere e sembra pronta ad accogliere investitori privati al 48 %. Sarebbe anche da capire chi possa aver interesse ad investire in un gestore così indebitato, che per legge non può produrre guadagni visto che dovrebbe poter percepire dagli utenti solo ciò che sono i costi di fornitura. Mi sorge una domanda spontanea. Non è che si è portati i comuni in una situazione, spesso, così esasperata per far sì che desiderino l'ingresso di privati nella speranza che possano tornar loro i soldi che gli vengono e che al contempo si siano falsificati i bilanci per far sembrare maggiore il debito in modo che qualcuno possa mettere le mani su un bene primario come l'acqua senza destare troppi sospetti? Ma questa, ovviamente, è solo una supposizione.. In un periodo come questo in cui, tra le varie emergenze liberticide, si parla sempre più spesso di emergenza idrica chi ha potere sull'acqua può imporre qualsiasi cosa ai cittadini di una nazione"

[caption id="attachment_204837" align="aligncenter" width="531"] Petizione popolare, depositata presso i comuni, presentata al Commissario ad acta presso la provincia di Imperia per l'esercizio delle funzioni di ente di governo dell'ATO Ovest per il servizio idrico integrato, contro la privatizzazione dell'acqua pubblica.[/caption]

Lucia ci ha anche specificato che a Ceriana, il comune dove vive (e dove Rivieracqua S.p.A. non ha ancora risarcito il comune del costo dei pozzi ma chiede comunque il pagamento del servizio), il sindaco ha dovuto far scavare, a proprie spese, due pozzi per poter ripristinare la fornitura dell'acqua alla parte alta del paese in quanto quasi inesistente, per oltre 1 anno e mezzo e per poche ore al giorno. Altro esempio eclatante di disservizio quello della rete di distribuzione dell’acqua di Andora, che riceve acqua salata invece di acqua potabile e non per un solo giorno ma per un anno intero, con gravi danni anche e soprattutto alla salute degli utenti, che hanno infatti manifestato varie patologie. Dopo un così grave disservizio, il 29 dicembre il Comune di Andora ha presentato un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, contestando il decreto relativo all’approvazione degli aggiornamenti tariffari e pianificazione territoriale.

Emblematico il caso del Consorzio presieduto dal sindaco di Cipressa, costretto a ricorrere ad un contenzioso in quanto Rivieracqua non ha pagato il trasporto dell'acqua che passa attraverso le condotte idriche di proprietà del Consorzio, formato da 520 soci tra privati ed enti pubblici tra cui il comune di Costarainera. L'assurdo è che ora il Consorzio si trova ad affrontare un debito di oltre 500 mila euro, somma che doveva ricevere da Rivieracqua e che per questo motivo non è in grado attualmente di pagare le bollette.

Come si è arrivati a questo? Il Sindaco ha riferito che “La situazione è precipitata dopo che il Commissario dell’ATO Idrico Claudio Scajola ha firmato un decreto con il quale ha dichiarato nulla la Convenzione siglata tra il Consorzio e Rivieracqua. Convenzione per altro avallata dallo stesso Scajola nel consiglio provinciale del 15 marzo 2021. Come Consorzio abbiamo presentato ricorso al Tribunale delle Acque, a Torino. Di fatto il decreto di Scajola ha dato la possibilità a Rivieracqua di continuare a non pagare”.

Ultimo atto scandaloso è stato l’aumento delle tariffe, con la scusa di cercare di arginare il deficit di bilancio, retroattive al 2022. Nel comune di Ceriana la tariffa attuale di 1,51 €/mc è passata alla tariffa unica di 2,80 €/mc, con un notevole aumento dei costi anche in considerazione del fatto che si sono aggiunti i conguagli dal 2022, tanto che la società ha tramesso una lettera agli utenti per la possibile rateizzazione e scusandosi per l'aumento necessario a risanare il bilancio e coprire i costi di gestione.

[caption id="attachment_204168" align="aligncenter" width="518"] Lettera da Rivieracqua agli utenti[/caption]

Contro i vari decreti relativi alla pianificazione tariffaria e ai corrispettivi per il servizio idrico integrato si stanno mobilitando in tanti. Sempre nei confronti di Scajola la Confesercenti ha presentato un ricorso al tribunale amministrativo regionale per la Liguria, che potete visionare qui (1) Confesercenti_ricorso_Commissario_ATO_ovest[1]

Anche Mario Robaldo, consigliere comunale di Sanremo, contesta la gestione di Rivieraqua che già a suo tempo aveva cercato di contrastare quando subentrò all’unica azienda totalmente pubblica funzionante da più di 115 anni, l'Amaie Spa.

A questo punto non è chiara la manovra politica di strenua difesa di un azienda che ha un debito catastrofico e difficile da risanare; sembra che tutto ciò sia stato deliberatamente gestito per favorire l'ingresso delle multinazionali. Attualmente i ricorsi sono ancora in atto e forse una forte e unita mobilitazione può ancora impedire che un bene essenziale come l'acqua cada in mano a privati che non lavorano certo al nostro servizio ma solo a quello del mero utile finanziario.

Di Patrizia Pisino per ComeDonChisciotte.org

29.03.2024

NOTE

https://www.riviera24.it/2023/12/aumenti-delle-tariffe-di-acqua-e-rifiuti-sit-in-di-protesta-a-palazzo-bellevue-844633/

https://www.imperiapost.it/668652/imperia-claudio-scajola-presenta-ai-sindaci-la-relazione-su-rivieracqua-il-percorso-verso-lingresso-del-socio-privato-e-i-contenziosi-in-atto

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2023/03/06/23G00025/sg

https://www.reteambiente.it/normativa/53281/delibera-arera-28-dicembre-2023-n-6392023ridr/

https://albocamerale.camcom.it/rl/sites/rl/files/lwa/111902/atto_26_2024_50_12_2024000056/GDOC2_D_9577425_bozza%20determina%20utenze%20acqua%202024.pdf

https://www.acquabenecomune.org/attachments/article/4280/Appello_scadenza_affidamenti_def.pdf

https://www.provincia.imperia.it/comunicato-stampa/2023/servizio-idrico-ecco-la-tariffa-unica-dal-2024

https://www.lavocediimperia.it/2024/01/17/leggi-notizia/argomenti/attualita-5/articolo/acqua-bene-comune-nuovo-appello-del-cimap-anche-la-nostra-provincia-e-in-serio-pericolo.html

https://www.imperiapost.it/652272/imperia-bollette-acqua-proteste-da-parte-degli-imprenditori-del-territorio-confesercenti-stiamo-valutando-con-nostri-legali-chiediamo-incontro-urgente-con-presidente-scajola?fbclid=IwAR155BJheqZd6Orm4VBMF5ER8zLh3ZYmomTi9x-klG09y4GcWoPO-UoHNT8

https://www.lavocediimperia.it/2024/02/12/leggi-notizia/argomenti/attualita-5/articolo/bolletta-dellacqua-arriva-la-stangata-a-imperia-aumenti-del-54-per-cento.html

https://www.siiato2.it/public/SII/Bollette_e_consumi/Tariffe/Articolazione_tariffaria/TARIFFA_2024.pdf

https://www.imperiapost.it/656936/guerra-consorzio-rivieracqua-per-un-debito-da-500-mila-euro-cipressa-e-costarainera-rischiano-di-rimanere-senza-acqua

Commenti (16)

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Mostra commenti 16 caricati
    1. Phantom 30 marzo 2024

      Questi comitati non servono a niente.Fanno finta di ascoltarvi(i sindaci),ma poi fanno come vogliono,e la colpa è solo vostra che li avete votati( i politici),poi vi lamentate.La soluzione è di mettervi tutti daccordo e non pagare più niente,vedrete che poi vi daranno retta,altrimenti buona fortuna.Perderete solo tempo e denaro.

    2. sbregaverse 30 marzo 2024

      Esattissimo.

    1. Ciaparat 29 marzo 2024

      ah ecco, "il comunismo, quello vero"... cioè quello che non c'è.

    1. sbregaverse 29 marzo 2024

      C'è qualcuno che ancora dubiti che l'acqua non sia merce ¿?
      C'è qualcuno che ancora dubiti che noi non siamo
      merce ¿?

    1. sbregaverse 29 marzo 2024

      Sono 35 anni che bevo e per tutti gli usi di cucina, la sola acqua in bottiglia.

    2. carla 30 marzo 2024

      Bottiglia di vetro o di plastica?

    3. sbregaverse 30 marzo 2024

      All'inizio vetro per anni; adesso 96 % plastica per il peso la praticità e la MIA pigrizia.
      Bevo circa un litro e mezzo di latte Mila senza lattosio al dì e questo è cartonato. (a lunga conservazione)

    4. carla 31 marzo 2024

      Anche noi in casa beviamo ca. 2 lt a testa di acqua, cerco sempre solo quella a basso contenuto di residuo fisso per i calcoli del marito, che poi con l'erba spaccapietra abbiamo risolto.
      Ma prevenire è meglio che curare e onde evitare che si riformino vai con basso residuo.
      Il problema invece è capire quella che non ha o ha meno arsenico.

    5. sbregaverse 31 marzo 2024

      Un amico ematologo ,a suo tempo, m'ha consigliato di bere acqua con il più alto grado di:
      pH
      in quanto ha riscontrato che risolve molte problematiche che riguardano il sangue.*
      Prima fra tutte l'osteoporosi.
      Dal mio canto ho individuato e uso Goccia di Carnia pH 8,34 sorgente di Fleons 1370 metri livello mare che garantisce inoltre la max purezza insieme alla oligomineralità.
      *In altre occasioni mi sono dilungato ad illustrare le ragioni scientifiche.
      (anch'io PRIMA avevo problematiche relative a calcoli renali e biliari)

    1. carla 29 marzo 2024

      In quanti negli anni 90 erano felicissimi del "privato è bello"?
      Conoscevo rag. di banca che per fare una telefonata si erano ridotti a digitare 4-5 cifre prima del numero da chiamare, ignorando, non so come visto che non vivevano su un albero, che sono sempre esistite le lobby e i cartelli soprattutto nel nostro paese.

    1. Falcon 120 29 marzo 2024

      Si ma il crimine più grave, é il nostro silenzio assenso, mai più, é ora di diventare Uomini.

    1. Falcon 120 29 marzo 2024

      Non solo l'acqua, ma anche l'aria, fiumi e laghi, territori, boschi, spiagge, mari e quant'altro é bene pubblico, e che pertanto deve essere gestito dai governi con leggi severissime sulla loro inviolabilità, al primo accenno di privatizzazione deve esserci la chiamata alle armi come quando si difendono i confini nazionali, abbiamo dormito da imbecilli per troppo tempo, dobbiamo riappropriarci di tutto quanto é nostro per legge di natura.

    2. ric 29 marzo 2024

      invece succede tutto l' opposto .Lo stato con il denaro dei cittadini costruisce strade , ponti e autostrade , centrali elettriche , e opere varie: poi al momento di rientrare con i pedaggi anche a lungo tempo ci mette un BASTARDO di privato tipo il magliaro...ad incassare milioni di euro.

      stesso vale per Enel , che produce energia , ma poi come con i bagarrini lo stato consente che qualche maiale di imprenditore comperi quantitivi enormi di energia dall' enel e li rivenda a privati. Esattamente come se un grande ristorante con una unica cucina permettesse che i camerieri ne facessero il prezzo al cliente ....

    3. Bertozzi 30 marzo 2024

      "Abbiamo dormito da imbecilli" oppure chi ci ha preceduto si è venduto anche le chiappe - nonché l'anima - per il benessere fantozziano di fine 900 e adesso ci si ritrova cosi.

    1. uomospeciale 29 marzo 2024

      Anche in veneto l'acqua continua ad aumentare, anche per lo scandalo della Miteni che ha inquinato le falde e le necessaire costosissime depurazioni.
      Mi toccherà scavare un nuovo pozzo?
      io sono cresciuto come il ragazzo della via Gluck e da bambino avevo il pozzo nella vecchia azienda agricola dei miei nel polesine.
      L'acqua era molto buona e veniva su fredda come il ghiaccio.
      Poi nel '90 i miei chiusero il pozzo allacciandosi all'acquedotto.

    2. uomospeciale 29 marzo 2024

      Infatti l'idea sarebbe quella di scavare un pozzo MOOOOOLTO profondo, in modo da andare a pescare la falda più pulita.
      Il pozzo dei miei poi chiuso, era stato scavato al tempo dei miei bisnonni, ma dopo più di 100 anni credo che sia inquinato come ormai un pò tutte le falde superficiali italiane da nord a sud.
      Cioè lo credo ma non lo so, magari dovrei analizzarla ma tanto non la bevo.
      Attualmente sono allacciato alla rete idrica del comune che ( dicono loro ) è sicura, ma ormai per abitudine uso l'acqua in bottiglia anche per fare le minestre.
      Di fianco al mio terreno scorre un canale apparentemente limpido, e so che molti in paese ci pescano dentro e lo usano per irrigare le verdure che poi si mangiano, ma io non mi fido.
      sono un malfidente.

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