Effetto Draghi: le molte facce dell’austerità

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Sta aleggiando in Italia la visione secondo cui il premier Mario Draghi, godendo di ampio credito politico internazionale, potrebbe fare “Whatever he wants” in materia di conti pubblici, e stia permettendo all’Italia di rinunciare all’austerità e attuare politiche di bilancio espansive. Sebbene le previsioni sui disavanzi pubblici italiani, riportati del Documento di Economia e Finanza 2021 (DEF 2021) e nella sua nota di aggiornamento (NADEF 2021), sarebbero i più alti a partire dall’inizio degli anni ’90, è utile analizzare con molta attenzione questi dati per giudicare quanto siano davvero espansive le politiche messe in campo dal governo Draghi e se effettivamente l’Italia spenda di più rispetto ad altri paesi europei proprio grazie alla presenza di sua maestà, il presidentissimo Mario Draghi.

Per una questione relativa alla disponibilità dei dati, per poter svolgere un confronto europeo, attualmente si possono avere le previsioni di spesa e di deficit realizzate dalla commissione europea a maggio 2021 relative all’anno in corso. Chi ci racconta che l’Italia sta facendo politiche fiscali fortemente espansive, e quindi che lo Stato sta mettendo pesantemente mano all’economia per risollevarla dalla crisi, fa ad oggi riferimento a questa fonte. Stando a queste previsioni, l’Italia sarebbe uno degli stati che a fine 2021 avrà speso di più per sostenere l’economia, con un livello del rapporto deficit/PIL dell’11.7%, seguita dalla Grecia (10%), Francia (8.5%), Spagna (7.6%), e Germania (7.5%). Tuttavia, è importante sottolineare due aspetti: da un lato, per valutare il reale impatto espansivo di una politica di bilancio occorre fare riferimento al saldo primario e non a quello complessivo. Dall’altro, per valutare la discrezionalità di una manovra espansiva, quanto cioè essa derivi da un reale intenzione politica, una misura più efficace è rappresentata dal rapporto deficit/PIL aggiustato per il ciclo economico. Andiamo con ordine.

Per quanto riguarda la prima questione, rispetto al saldo complessivo, il saldo primario non considera la spesa per interessi sul debito pubblico. Questa spesa ha effetti macroeconomici sostanzialmente nulli in quanto finisce in gran parte nei profitti di banche e altre grandi istituzioni finanziarie e non va a finanziare aumenti di spesa e di consumi. Analizzando il disavanzo al netto degli interessi, queste differenze tra i Paesi si assottigliano. Le previsioni sul rapporto tra deficit primario e PIL (Tabella 1) ridimensionano la portata espansiva della politica fiscale del governo Draghi. Infatti, pur rimanendo uno dei primi paesi per rapporto tra saldo di bilancio primario e PIL (-8.4%), il divario con gli altri Paesi si assottiglia (ad esempio, la differenza rispetto alla Germania passa dai 4.2 punti percentuali se si guarda al saldo complessivo, ad un più modesto 1.4 se si guarda al saldo primario). La portata espansiva della manovra fiscale del governo sembra meno eccezionale, dunque, di quanto possa apparire.

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Tabella 1. Previsioni deficit-PIL primario.

Inoltre, per valutare la discrezionalità di una politica fiscale e quindi analizzare la tesi per cui l’esecutivo si sta impegnando senza tregua per risollevare le sorti dell’economia italiana, un indicatore fondamentale è il rapporto deficit primario-PIL aggiustato per il ciclo economico. Questo indicatore rappresenta in modo più chiaro la discrezionalità di una politica fiscale poiché non considera tutte quelle componenti di spesa che variano in modo automatico in quanto legate all’andamento del ciclo economico (come, ad esempio, la spesa per sussidi di disoccupazione che aumenta automaticamente quando la disoccupazione aumenta a causa di una recessione), senza che ci sia un vero cambiamento nelle scelte politiche. C’è inoltre da aggiungere che il drammatico calo del PIL registrato lo scorso anno, al quale non ha fatto seguito una ripresa di pari entità nell’anno in corso, comporta una riduzione fisiologica del gettito fiscale rispetto ai periodi pre-pandemia, con un naturale ‘ammanco’ di entrate nelle casse: questo elemento, al pari degli stabilizzatori automatici, contribuisce a far aumentare l’entità di un disavanzo indipendentemente dalle scelte politiche del Governo di turno. Come mostrato in Tabella 2, le previsioni deficit primario-PIL aggiustato per il ciclo italiane sono sostanzialmente in linea con i maggiori Paesi europei, come ad esempio Francia e Germania. Da ciò, inoltre, si evince come il disavanzo complessivo sia dovuto, oltre che alla spesa per interessi, anche alla drammatica severità della crisi in Italia.

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Tabella 2. Previsioni deficit-PIL primario aggiustato per il ciclo.

Vi è, inoltre, una questione più strettamente politica per valutare l’indirizzo, oltre che l’impatto economico, di una politica fiscale che riguarda le riforme economiche ed istituzionali che ad essa si accompagnano. Come abbiamo già osservato in diverse occasioni, gli interventi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) finanziate dal Recovery Fund (chiamato anche Next Generation EU) sono accompagnati da una strategia di riforme, clausole e condizioni subordinate all’erogazione dei fondi Europei. L’obiettivo di queste riforme e condizioni (ben 528), come ci siamo impegnati a dimostrare, è quello di rimuovere gli ultimi residui di stato sociale presenti nel nostro Paese, trasformandolo così in una economia di mercato al servizio del profitto privato che riduce al minimo i diritti sociali di molti, per favorire ulteriormente i privilegi economici di pochi. Le prime riforme approvate riguardano:

I) la semplificazione delle procedure amministrative che deregolamentano le procedure di appalto, minando una serie di tutele ambientali e di legalità e trasparenza delle procedure;
II) la riforma del processo civile e penale che porterà, ad esempio, ad una riduzione dei tempi per il pignoramento e lo sfratto dei nuclei famigliari insolventi che di solito non fanno parte delle classi sociali più agiate.

Altre riforme che penderanno come una spada di Damocle sulla testa delle classi lavoratrici saranno:

I) la riforma delle pensioni e l’innalzamento dell’età pensionabile;
II) il federalismo fiscale;
III) la riforma del mercato del lavoro.

Proprio su quest’ultima, i precetti del PNNR assumo dei tratti particolarmente infausti. La riforma, infatti, avrà l’obiettivo di “Aumentare il tasso di occupazione, facilitando le transizioni lavorative e dotando le persone di formazione adeguata”, “Ridurre il mismatch di competenze”, e “Aumentare quantità e qualità dei programmi di formazione dei disoccupati e dei giovani, in un contesto di investimento anche sulla formazione continua degli occupati”. Come abbiamo spesso sottolineato, dietro gli altisonanti proclami di migliorare la formazione dei lavoratori si celano le note politiche attive del lavoro. Queste, mentre da un lato si occupano di fornire alle imprese manodopera qualificata e formata a spese dello Stato, dall’altro si fondano su un presupposto teorico sbagliato. L’idea, cioè, che la disoccupazione sia frutto dell’inadeguatezza dei lavoratori e che l’occupazione si possa accrescere semplicemente incrementando le ‘abilità’ del lavoratore stesso. Ciò, tuttavia, è smentito sia dalla realtà dei fatti, sia dalla ricerca empirica ed economica che ha mostrato come l’aumento dell’occupazione si ottenga solo a seguito di un aumento della spesa per consumi ed investimenti. Il compito di determinare questi aumenti di spesa – specialmente in periodi di vacche magrissime – è dello Stato che, qualora volesse davvero sconfiggere la disoccupazione, dovrebbe impegnarsi in importanti politiche fiscali espansive.

La realtà dei fatti ci racconta, tuttavia, un’altra storia. Da un lato, la politica fiscale del governo Draghi non è così espansiva e salvifica come ci viene raccontato. Dall’altro, la sua azione si incardina in un sentiero reazionario, fatto di riforme liberiste e contro la classe lavoratrice, che ben chiarisce da cosa derivi questa “credibilità internazionale” celebrata dai commentatori: dal rappresentare una clausola indiscutibile di salvaguardia del sistema, a perenne tutela dell’interesse delle classi dominanti.

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Scelto da Jacopo Brogi e pubblicato da Verdiana Siddi per ComeDonChisciotte.org

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Rnamessaggero
Rnamessaggero(@rnamessaggero)
Utente CDC
24 Ottobre 2021 8:28

Si tutto vero e intuibile, non seguo molto l’ economia perché è come il tempo, basta guardare fuori dalla finestra, se poi ti metti a leggere che il 50% degli economisti prevede l’ aumento dell’ inflazione e il 50% no, abbiamo detto tutto. Draghi ? Spendere parole sull’ operato di uno che dovrebbe essere processato per concorso in crimini di natura privata contro l’ umanità non ha senso.
P.s.
Buona domenica ai portuali di Trieste e a tutti gli amici/fratelli che hanno risposto.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Rnamessaggero
Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  Rnamessaggero
24 Ottobre 2021 9:23

l’articolo, conferma con i numeri quanto sostengo da tempo nei miei articoli, ovvero si fa deficit per salvare l’euro ma non per salvare imprese e famiglie….. questo deve essere chiaro a tutti!!!!

Rnamessaggero
Rnamessaggero(@rnamessaggero)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
24 Ottobre 2021 15:12

Si fa deficit in certi stati per aiutare altri stati, forse così suona meglio, l’ euro è una media fra stati, così facendo si salva anche l’ euro, inutile dire che i privati dell’ euro considerano più importante la loro proprietà che l’ intera massa delle imprese e famiglie. Senza offesa, continui a divulgare ovvietà.

Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  Rnamessaggero
24 Ottobre 2021 17:30

Si fa deficit per trasferire soldi dal ceto medio all’élite.. cosi, va meglio. Quindi se per te sono ovvietà e quindi vuol dire che sei d’accordo con me .. io sono felicissimo!!!!

Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
24 Ottobre 2021 9:22

Ottimo articolo, che conferma con i numeri quanto sostengo da tempo nei miei articoli, ovvero si fa deficit per salvare l’euro ma non per salvare imprese e famiglie….. questo deve essere chiaro a tutti!!!!

sbregaverse
sbregaverse(@sbregaverse)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
24 Ottobre 2021 10:02

A SCAPITO dei PICCOLI……famiglie imprese……ecceterese ecceterese…

AlbertoConti
AlbertoConti(@albertoconti)
Redazione CDC
24 Ottobre 2021 9:50

Si dimentica un fatto fondamentale, l’allocazione delle (poche) risorse.
Il PNRR stabilisce priorità assurde rispetto alla drammatica situazione italiana: DIGITALIZZAZIONE e TRANSIZIONE ECOLOGICA.
Questo è uno schiaffo ai bisogni reali degli italiani più impoveriti da questo regime neoliberista, cioè la maggioranza degli italiani.

L’allocazione delle risorse, pubbliche e private, è il principale problema di questo capitalismo di rapina allo stadio terminale.

L’allocazione delle risorse significa indirizzare l’economia in una direzione particolare scelta dalle elite, forzandone il naturale corso storico.

Quando la gestione delle risorse è tutta in mano ad una ristretta elite, non può che essere strumentalizzata ai loro fini, che sono inesorabilmente fini antipopolari. Non nel senso che non piacciono al popolo, ma che proprio lo danneggiano gravemente.

La digitalizzazione vuol dire 5G, nocivo alla salute e foriero di sorveglianza di massa totalitaria e totalizzante.
La transizione ecologica vuol dire convertire la produzione verso consumi proibitivi per i costi non più accessibili alle masse impoverite che ne rimangono escluse (es. auto elettrica, incentivata con superbonus a carico del contribuente). Produzioni frutto di processi superautomatizzati con tanto di IA, che distruggono posti di lavoro. E gli eco-gretini applaudono! CO2 e SARS-COV2 sono spaventapasseri per merli che accettano questo scempio.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da AlbertoConti
Rnamessaggero
Rnamessaggero(@rnamessaggero)
Utente CDC
Risposta al commento di  AlbertoConti
24 Ottobre 2021 10:26

Effettivamente non si vede come si possa conciliare la produzione industriale robotizzata, la disoccupazione e il mercato dei beni prodotti, senza prevedere di eliminare fisicamente i disoccupati iniziando, per ragioni logistiche e strategiche, quando ancora sono occupati. Senza petrolio produrre energia elettrica è una chimera, le macchinine elettriche sono una palese ennesima presa per i fondelli, molto più intelligente e funzionale sarebbe stato produrre auto con meno cilindri, da 50km con un litro ad esempio. Da ciò si può dedurre quanto siano cretini i gretini e tutti i loro “bambini” stupidini 5gigati adottivi.

Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  Rnamessaggero
24 Ottobre 2021 10:54

Si concilia con un corretto uso della moneta moderna fiat ed una corretta politica fiscale…… se non viene fatto questo è solo e soltanto per una non volontà politica. “la disoccupazione è un crimine contro l’umanità”…. perché è frutto solo e soltanto di un deficit troppo basso da parte dei governi, ovvero dalla decisione umana di non voler creare dei numeri su dei computer.

danone
danone(@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
24 Ottobre 2021 13:01

Ti rinnovo l’invito a meditare sul fatto che dei numeri creati su dei computer sono delle semplici unità di conto e non possono essere considerati mai unità di misura del valore, se no è già arbitrio e truffa.
In un mondo che segue logica sarebbe da tso o da galera un equivoco del genere, nel nostro mondo è la moneta fiat.

Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
24 Ottobre 2021 15:01

Allora la moneta fiat è presente nel mondo da oltre 5000 anni e questo è un dato di fatto inconfutabile. Premesso questo, la moneta fiat è una unità contabile che ci permette di scambiarci i beni e servizi che produciamo. Da quando la moneta fiat è stata usata a vantaggio del popolo ad esclusivo uso del Signore, diciamo da 100 anni o poco più, il mondo ha avuto uno sviluppo esponenziale rispetto ai 2000 anni precedenti.. (esempi di sviluppo: per 2000 anni siamo andati a cavallo poi in 100 anni siamo andati sulla luna, nel 1900 nel mondo eravamo 2 mld oggi siamo 9 mld… quindi aspettativa di vita). Detto questo e confermato dalla realtà dei fatti….. dobbiamo prendere atto che da 20/30 anni a questa parte c’è stata una inversione di tendenza sull’uso della moneta moderna fiat… ovvero siamo tornati ad usarla ad uso esclusivo del Signore (vedi BC controllate da privati)…. ed infatti questo sta pordando le nostre vite indietro, caratterizzate da una deflazione salariale.. che in parole crude significa ritorno alla schiavitù. Tu caro Amico, confondi lo strumento dall’uso che se ne fa…… per questo arrivi ad affermazioni confusionarie. Un conto è lo strumento…. un conto è… Leggi tutto »

Rnamessaggero
Rnamessaggero(@rnamessaggero)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
24 Ottobre 2021 15:08

Fammi un elenco degli stati che battono ancora moneta e spiegami il perché possono farlo.

Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  Rnamessaggero
24 Ottobre 2021 17:28

Che ne fanno un uso corretto pochi…. ripeto tu fai confusine fra lo strumento e l’uso…. io sono un economista e ti spiego come funzionano le cose o meglio come dovrebbero funzionare, ovvero il corretto funzionamento.. mentre tu mi parli della corruzione, per combattere la corruzione devi rivolgerti alla gisutizia.

danone
danone(@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
24 Ottobre 2021 15:42

Non serve che mi ripeti tutta la pappardella ogni volta.
Ti voglio far osservare un punto preciso e basta.
Devi usare la logica, non le categorie mentali associative classiche.
Un numero generato dal nulla non può essere valore economico, lo diventa per convenzione, che oggi, ma da sempre, è un puro arbitrio di potere, imposto dall’alto.
Siccome abbiamo piena verifica che la convenzione che trasforma, nella percezione collettiva, un numero in un bene di valore, ci porta all’inferno, bisogna cambiarla.
Il modo più logico e corretto è lascarli ciò che sono, semplici numeri, percui l’uso contabile dei numeri è l’uso fisiologico naturale dei numeri, senza alterazioni date da arbitri e abusi della verità logica, che li fa numeri e non beni dal valore economico.
La moneta fiat nasce nel 71 con Nixon non 5000 anni fa.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da danone
Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
24 Ottobre 2021 17:26

Già ci sono prove della storia che Alessandro Magno dava valore alla sua moneta per mezzo della tassazione…. quindi altro che 1971. Il valore alla moneta fiat.. ovvero il fatto che venga accettata negli scambi lo da il fatto che lo Stato l’accetta in cambio delle tasse… se tu salti questo passaggio certo che sono numeri senza valore. Ma purtroppo tu e noi le tasse le dobbiamo pagare e quindi hai la necessità di lavorare per procurarti questa moneta, se domani il tuo Stato ti accetta le cipolle in pagamento delle tasse.. tu da domani ti metti a coltivare le cipolle. Danone se tu azzeri questo passaggio e fai finta che le tasse non si devono pagare…. beh allora puoi fare tutti i ragionamenti che vuoi….. ma fatto sta che non funziona cosi. Tu, ti puoi mettere d’accordo con la tua comunità di scambiarvi i beni primari e vivere del vostro lavoro.. come avveniva in passato ed in certe economie sottosviluppate prima dell’arrivo della moneta e della tassazione…. ripeto tu ti puoi mettere d’accordo… ma poi se vivi in Italia ti arriva la finanza e le tasse le devi pagare… e quindi questa moneta te la devi procurare e se… Leggi tutto »

danone
danone(@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
24 Ottobre 2021 19:31

Io rifletto, sei tu che non riesci ad uscire da schemi prefabbricati.
E’ ovvio che in un sistema contabile come propongo le tasse non servono, ma non servono nemmeno a livello di Stato.
Il paradigma monetario degli Stati, di oggi, è tutto fabbricato, ed è fatto anche male, perchè è illogico e criminale.
Fabbricarne un altro coerente con la logica e la giustizia oggettiva, mi sembra un miglioramento, non una strampalata, anche se è tutto da costruire.
Ma finchè voi economisti non vi schiodate dai pensieri scolastici-manipolativi non potete proprio capire.

Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
24 Ottobre 2021 21:44

Noi ci schiodiamo, ma tu non riesci a mettere in fila la tua idea….. e spiegare quello che vuoi fare. O meglio ce lo spieghi da tempo, vorresti diventare il Galileo del 2000, ma il tuo “baratto contabilizzato”, già è esistito nel mondo caro amico… e non ha avuto tutto quel successo che tu credi avrebbe fatto nella tua maniera.
Tu vuoi una moneta con la quale non ci si possono pagare le tasse e scollegata da uno Stato democratico.
Allora chi la emette questa moneta e chi ne da il valore??? chi garantisce gli scambi?? comincia rispondere alle domande, altrimenti noi non ci schiodiamo come dici tu.

danone
danone(@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
24 Ottobre 2021 22:53

Ma tu ce l’hai con Galileo per caso?
è la seconda volta che me lo tiri fuori.
Sto semplicemente confrontandomi su alcuni punti logici che spero passino nella comprensione, con uno scambio di commenti estemporanei, al di là di un progetto organico, che quando avrò, se mai riuscirò a comporlo, te lo farò certamente visionare, e se ti va potrai contribuire.
Sono idee diverse e vanno masticate per un pò prima di essere comprese nel verso giusto.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da danone
Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  danone
25 Ottobre 2021 8:40

Ma guarda io non ce l’ho assolutamente con galileo e mi piace dialogare con TE, se nomino Galileo è perché Tu ti proponi di inventare qualcosa di nuovo rispetto a quello che da 5000 anni esiste e quindi, non so se ti rendi conto della portata del progetto che è nella tua testa….. veramente, e SONO SERIO CREDIMI!!! LO GIURO!!!…. se tu riuscissi nella tua impresa sorpasseresti Galileo e salveresti l’umanità…. riusciresti nell’impresa che neanche Gesù Cristo è riuscito, ovvero eliminare la differenza di ricchezza sociale nel mondo. Detto questo, vai avanti io ti seguo e sarò felicissimo se tu farai l’impresa….. però devi avere il coraggio ma soprattutto l’umiltà di confrontarti e ragionare sulle problematiche che gente come me (che ha studiato a fondo la moneta fiat), ti pone….. perché ripeto come me ci sono altri che da 5000 anni lo fanno. Non stai parlando di migliorare un motore a scoppio per intenderci. Io ogni giorno ho a che fare con gente che cerca di trovare qualcosa di nuovo e di diverso rispetto agli insegnamenti della MMT, che ripeto non è una teoria nuova, ma è solo un framework che spiega quello che esiste da almeno 5000 anni. Ed… Leggi tutto »

danone
danone(@danone)
Utente CDC
Risposta al commento di  Megas Alexandros
25 Ottobre 2021 13:58

Nell’altro scambio ci siamo un pò presi, perchè tu hai un modo un pò arrogante di porti. Lo sai perchè ti conosci e non sei uno stupido, ti parlo francamente perchè io sono come te in fondo, molto arrogante, ma non stupido. Detto questo per chiarirci, ti rispondo che io non ho la pretesa di aver inventato niente di nuovo, infatti se rifletti, la nota di banco di medioevale memoria, assomiglia a ciò che propongo io. La nota di banco era una ricevuta di deposito (di solito oro), e “funzionava” non perchè era un valore economico, usata come contro-valore nello scambio, fenomeno che prese piede solo successivamente, quando gli orafi-banchieri capirono che potevano emettere note in quantità maggiore dei reali depositi custoditi, ma perchè era un informazione di rilevanza economica. Il numero, rappresentante del valore economico, scritto sulla nota, non rappresentava il valore economico della nota, che era un semplice documento (contabile), ma rappresentava-indicava il valore del bene reale depositato. Io voglio semplicemente ritornare a questo sistema di classificazione e contabilità dei veri valori, che appartengono ai beni/servizi reali, non a strumenti di scambio. La nota di banco, a differenza della moneta fiat, non pretendeva di essere considerata valore convenzionale,… Leggi tutto »

ducadiGrumello
ducadiGrumello(@ducadigrumello)
Utente CDC
Risposta al commento di  Rnamessaggero
24 Ottobre 2021 20:14

92 MINUTI DI APPLAUSI

Bertozzi
Bertozzi(@bertozzi)
Utente CDC
Risposta al commento di  AlbertoConti
24 Ottobre 2021 14:43

Gli schiaffi sono tanti e continui, non è forse uno schiaffo il bonus ristrutturazione al 110% che permette a chi ha già diversi immobili di guadagnare letteralmente e metter via il 10% su spese per rifarsi la terza o quarta casa a fronte di migliaia di famiglie che non hanno dove vivere o singoli che devono pagare cifre esorbitanti di affitto? Questo schiaffo in particolare è già un paio d’anni che arriva, le giovani coppie devono dar via anche i reni per pagare l’affitto o il mutuo, poi chi ha già diverse case gli rifà il makeup e ci guadagna pure. Ma in questo paese di boomer non mi pare si sia mai alzata una voce a parlare di questi scempi. E si sta parlando della cosa più importante per ogni essere umano, cioè dove trovar riparo e rifugio,ma no, mai una voce a tal riguardo, poi non ci stupisce che coi fondi non si aiutino i giovani o le famiglie ma si aiuti la transizione ecologica, cosa credete è sempre la stessa storia, hai la villetta dove ci metti il fotovoltaico o la minc**sta ecologica, ottimo, ti sgravo di tot e tot, sei un poveretto che vivi nel palazzone… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Bertozzi
AlbertoConti
AlbertoConti(@albertoconti)
Redazione CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
24 Ottobre 2021 16:23

Per la cronaca, rifarsi la terza o quarta casa non si può col 110% per efficientamento energetico.

Bertozzi
Bertozzi(@bertozzi)
Utente CDC
Risposta al commento di  AlbertoConti
24 Ottobre 2021 21:16

Ci prende la residenza uno dei familiari e problema risolto, non l’avessi fatte con le mie mani, ste pratiche. (Tutte di famiglie poco abbienti… Per la cronaca)

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Bertozzi
Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  Bertozzi
24 Ottobre 2021 17:33

Perfettamente d’accordo…. manca la volontà di fare una buona politica fiscale……questo è il punto vero!!!

Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  AlbertoConti
24 Ottobre 2021 17:32

Perfetto…. siamo sulla stessa linea… ovvero quello che scrivo da anni, oggi quello che manca è una buona politica fiscale e se non viene fatta è solo e soltanto per una non volontà politica.

Armin
Armin(@armin)
Utente CDC
24 Ottobre 2021 11:53

Aggiungo a tutte le ottime analisi di questa pagina che le crisi catastrofiche del 1929 (in America milioni di morti per fame!
e avevano vinto la Prima Guerra Mondiale!), quella del 2007, che è ancora in corso! è merito delle grandi menti dei banchieri che comandano in occidente (non si intendono neanche di finanza! sono dilettanti!). Auguri.

giggi251
giggi251(@giggi251)
Utente CDC
24 Ottobre 2021 16:39

Questo articolo non tiene conto della variabile più importante: l’inflazione. Ora siccome siamo 27 dobbiamo avere delle regole comuni. O si accettano o si ESCE dall’euro punto. Non si può pensare di cambiarle in base alla convenienza di una nazione. Se si alzano i tassi l’euro è morto. Se non si alzano l’inflazione ci porterà alla fame. Se usciamo dall’EUR avremo una svalutazione in doppia cifra. Colpa di anni di politiche errate. Comunque vada ci sarà da soffrire e molto

Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  giggi251
24 Ottobre 2021 17:18

In questo tuo commento a livello di verità economica ne hai azzeccate ben poche:
1) Una buona politica economica non fa bene ad una nazione e male ad un’altra (se hanno la stessa moneta), ma una cattiva politica economica come quella dell’eurozona fa male alla maggioranza e bene all’élite;
2) Se si alzano i tassi, ovvero lo spread l’euro è morto… è l’unica verità che hai detto;
3) I tassi alti semmai portano all’inflazione, ammesso che questa sia un problema…visto che con un buon uso delle tue politiche monetarie e fiscali la puoi gestire;
4) Se usciamo dall’euro avremmo una inflazione che ci porterà alla fame (semmai volevi dire svalutazione!!??), è una tua opinione che non trova riscontro con la verità economica e sicuramente ci sono altissime probabilità che non troverà riscontro neanche nella realtà, qualora avvenisse l’uscita;

lilithdea
lilithdea(@lilithdea)
Utente CDC
24 Ottobre 2021 21:51

Questo Mario è più ignobilmente asservito alle Lobby dell’altro Mario che in meno di due anni fece macelleria sociale. Poi riuscimmo(in parte)a liberarcene e soprattutto non andò al Quirinale, perché c’era già l’ignobile “RE Giorgio”. Di quest’altro Mario purtroppo non ce libereremo facilmente, magari al Quirinale ci metteranno una “donna” di paglia. E tranne intervenga la PROVVIDENZA citata dal Manzoni nel più che attuale capolavoro, quegli occhi da Leviatano saranno nei miei (nostri)incubi di cittadini depredati dei nostri diritti.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da lilithdea
Megas Alexandros
Megas Alexandros(@megas-alexandros)
Utente CDC
Risposta al commento di  lilithdea
25 Ottobre 2021 8:41

concordo in pieno sulla estrema necessita dall’arrivo della “PROVVIDENZA”

Mario Poillucci
Mario Poillucci(@mario-poillucci)
Utente CDC
25 Ottobre 2021 14:06

O perbacco come cambiano i tempi!!! Ora si chiamano e definisco ”facce” nel mentre la definizione e identificazione più consona, opportuna, razionale, puntuale corrisponde a deretani!!!!! Ma che volete fare tutto muta si evolve o si involve!!!!! Fate voi!!!

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