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DIVERTIAMOCI CON LE TENDENZE

DI RICHARD HEINBERG
Post Carbon Institute

Se continuasse l’attuale evoluzione demografica…

La popolazione degli Stati Uniti salirà a oltre 600 milioni entro il 2080 e nel 2150 raggiungerà le dimensioni dell’attuale Cina.

La popolazione mondiale raggiungerà i 14 miliardi entro il 2075 e 30 miliardi entro il 2105.

Se continuasse l’attuale trend energetico…

Entro il 2015 la Cina importerà più petrolio degli Stati Uniti.

Entro il 2030 la Cina assorbirà tutte le esportazioni mondiali di petrolio disponibili, lasciando nulla per gli Stati Uniti o l’Europa.

In soli otto anni la Cina brucerà tanto carbone quanto viene bruciato oggi in tutto il mondo

Il gas naturale sarà praticamente gratis negli USA nel 2015.

Le riserve americane di gas naturale si esauriranno entro il 2025.

Se continuassero le attuali tendenze economiche…

L’economia cinese sarà otto volte maggiore entro il 2040.

L’economia cinese sorpasserà le dimensioni dell’attuale economia mondiale entro il 2050.

Il debito federale degli USA raddoppierà – da 14 a 28 miliardi di dollari – entro il 2022.

Nel 2072 il debito federale ammonterà a 896 trilioni di dollari, pari a 1.629.091 dollari per ogni americano (considerando una popolazione statunitense pari a 550 milioni)

In base al raddoppio delle famiglie negli Stati Uniti che vivono con meno di 2 dollari pro capite al giorno avvenuto tra il 1996 e il 2011, in 150 anni ci saranno all’incirca 1,5 miliardi di americani che vivranno praticamente senza reddito.

Il numero di miliardari nel mondo (cresciuto da 793 a 1210 in soli due anni, dal 2009 al 2011) eguaglierà la popolazione mondiale in soli 70 anni (tenuto conto della tendenza precedente, questa notizia è particolarmente gratificante: dal momento che il tasso di crescita dei miliardari nel mondo supera il tasso di crescita in condizioni di povertà estrema negli Stati Uniti, ciò significa che ogni americano diventerà miliardario prima che suo nipote cada in povertà disperata).

Se continuasse l’attuale trend tecnologico…

Grazie alla legge Moore (secondo cui il numero di transistor che possono essere messi a buon mercato in un circuito integrato raddoppia approssimativamente ogni due anni) , entro venti anni i transistor avranno le dimensioni di un atomo e dopo un’altra generazione o giù di lì raggiungeranno le dimensioni di un elettrone.

Sarà infine possibile scaricare in un computer tutti i ricordi e persino la personalità di un individuo.

Se continuasse l’attuale trend ambientale…

Grazie al decennale declino nella conta degli spermatozoi, apparentemente causata dal proliferare di inquinanti ambientali a base di idrocarburi che simulano gli estrogeni, la specie umana si estinguerà entro i prossimi due secoli.

Con il consumo di carbone della Cina che cresce dell’8 per cento all’anno, le emissioni annuali mondiali di gas serra schizzeranno alle stelle, provocando ricadute ambientali multipli, che provocheranno lo scioglimento delle calotte polari, la morte degli oceani e il collasso della maggior parte della produzione agricola del pianeta.

Le tendenze tendono a continuare per un certo periodo, altrimenti non sarebbero tendenze. Ma a volte le tendenze in aree diverse lavorano l’una contro l’altra e finiscono per eliminarsi a vicenda. Infatti tutti i trend (eccetto forse l’espansione dell’universo) alla fine raggiungono dei limiti e si fermano o si invertono.

Siccome proiettare grandezze future in base alle attuali tendenze richiede una matematica relativamente semplice e poiché far questo a volte permette agli analisti di fare accurate previsioni a breve termine su cose come popolazione, volumi di vendita, prezzi delle materie prime, l’osservazione del trend può conferire una sorta di potere mistico. Possiamo prevedere il futuro – e magari anche trarne profitto!

Ma secondo un famoso detto di Benjamin Disraeli: “Ci sono tre tipi di bugie: le bugie, le maledette bugie e le statistiche.” Infatti, proiettando le attuali tendenze statistiche sul lungo periodo si arriva spesso a conclusioni assurde. Di qui la necessità, quando si osservano i trend, di conoscere (o almeno di essere in grado di indovinare con successo) quali sono importanti o banali e quali sono in grado di persistere più a lungo. Un abile osservatore sarà in grado di notare non solo il tasso di cambiamento in una certa grandezza, ma il tasso di cambiamento del tasso: per esempio, mentre la popolazione mondiale cresce di circa l’1,1 percento l’anno, il suo ritmo di crescita è diminuito negli ultimi anni e questo è un fattore importante nel prevedere la popolazione mondiale, per esempio, nel 2050 o 2100.

Oltre ad avere capacità di pensiero critico, i cittadini devono poter valutare le affermazioni basate sulle statistiche per armarsi contro le persone che hanno forti interessi politici, che diffondono un trend particolare. Sfortunatamente i responsabili politici non sempre hanno (o usano) queste abilità e così è frequente incontrare ipotesi irrealistiche sul futuro basate su tendenze che hanno poca possibilità di protrarsi per lungo tempo. Spesso non è solo una questione di pensiero sciatto: i responsabili politici vogliono che certe tendenze continuino – perché, se così non fosse, si scatenerebbe l’inferno.

L’esempio evidente è la crescita economica. I funzionari governativi assumono (sulla base delle tendenze nel corso degli ultimi decenni) che le economie nazionali continueranno a espandersi per sempre, proprio come i pianificatori dei trasporti ritengono che il traffico automobilistico prolifererà sempre di più. Quindi verranno giustificate altre autostrade e altre periferie e così il debito pubblico. Non dimentichiamo che, negli Stati Uniti, ci sono pochi indizi di una reale crescita economica alla luce dei livelli di indebitamento e di quelli demografici, oppure osservando che le miglia percorse da ogni veicolo sono significativamente diminuite negli ultimi anni. Ma si tratta di tendenze negative che i politici e i costruttori di strade cercheranno semplicemente di eludere. Ma potranno farlo? Certamente no se le forniture mondiali di petrolio continueranno a calare (un altro trend sconveniente): la scarsità di petrolio disincentiverà sia la crescita economica che l’utilizzo dei mezzi di trasporto.

Dato che le ipotesi del Business As Usual si basano sui numeri, questi sembrano rassicuranti e autorevoli. Ma quali sono i dati importanti?

Diversi dati sembrano allarmanti. C’è una tendenza, la tendenza delle tendenze! Potrebbe essere difficile sommare i trend inquietanti (contro quelli rassicuranti) nel mondo per determinare il tasso di variazione di quest’ultimo rispetto al primo. Ma è difficile evitare l’impressione soggettiva che molte tendenze in questi giorni puntino a risultati spaventosi o assurdi.

Un richiamo dalla realtà: una panoramica delle tendenze nell’anno 1200 avrebbe mostrato un cambiamento rapido e temporaneo di poche variabili (ad esempio del numero locale di morti per carestia) ma la maggior parte dei tassi di variazione sarebbe stata relativamente trascurabile. Non così nel 2012, dove i tassi di variazione della disponibilità delle risorse, abbondanza delle specie, concentrazione dei gas serra e livello del debito raddoppiano in decenni o, in certi casi, in pochi anni. Le assurdità– o le calamità – arrivano velocemente con questi ritmi.

Se molti indici di cambiamento stanno accelerando, ciò significa che ci stiamo avvicinando a una qualche sorta di discontinuità storica? E se così fosse, quando potrà arrivare? A cosa assomiglierà? Possiamo solo cercare di indovinare; tutto dipende da quale tendenza si rivelerà decisiva. Ci piacerebbe credere all’annoiato proverbio francese, “Più le cose cambiano più restano uguali”. Ma cosa succederebbe se la formulazione meno spiritosa fosse la più vera: “Più le cose cambiano più cambiano”?

In questa incertezza ci sono due cose che possiamo senz’altro affermare con un certo grado di sicurezza. La prima: molte delle tendenze attualmente più rilevanti non continueranno a lungo. La seconda: se vi piace il cambiamento, questo è un ottimo momento per essere vivi.

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Fonte: Fun With Trends

20.03.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ALESSANDRA BALDELLI

Pubblicato da supervice

  • Tonguessy

    Se continuasse l’attuale evoluzione demografica…

    La popolazione mondiale raggiungerà i 14 miliardi entro il 2075 e 30 miliardi entro il 2105.

    Certe estrapolazioni lineari sono solo baggianate, come sottolineato alla fine dell’articolo.

    “Nel 2001 l’indice mondiale di fecondità è sceso a 2,8 figli per donna, cifra ormai molto vicina a quel 2,1 che si limita ad assicurare la semplice riproduzione della popolazione, 1 per 1. Queste cifre permettono di pensare, in un futuro che cessa di essere indeterminato, forse per il 2050, una popolazione stazionaria, un mondo in equilibrio”

    Emmanuel Todd, sociologo e demografo: “Dopo l’Impero”, pg 32

    Todd è lo studioso che riuscì, grazie ad un intelligente studio su dati demografici ed altri parametri, a stabilire che l’URSS sarebbe crollato in breve tempo. Ed è lo stesso Todd che ha annunciato la fine imminente degli USA.
    http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/spettacoli_e_cultura/todd-intervista/todd-intervista/todd-intervista.html

  • Tetris1917
  • fernet

    Il prof Carbonstein mi ha detto in un orecchio che i cinesi non arrivano a 500 milioni

  • geopardy

    Todd mi sembra non affrontare minimamente nessuna delle questioni sollevate dall’articolo in oggetto.

    Non affronta il fatto che la popolazione cresca, anche se le previsioni, come ammesso dall’articolista, saranno sicuramente molto inferiori a quelle estrapolate,

    Non ci necessitano le estrapolazioni, perchè già oggi i dati sonno allarmanti, dal momento che le risorse sono accumulate da una porzione esigua degli attuali abitanti.

    Lo stile di vita attuale è stato fondato sull’oro nero, che ha caratteristiche assai difficili da sostituire con altro e, anche se fosse, probabilmente, ci vorrebbero degli investimenti enormi per riuscire nell’impresa, che non ci sono in questo moento, contrariamente a quanto è avvenuto nell’ultimo secolo petrolifero.

    Il modello di sviluppo capitalista ha come fondamento l’accumulo di denaro e quello a cui stiamo assistendo sono le logiche conseguenze, l’enorme flusso di danaro crea un enorme mondo degli affari, sempre più spesso in contrasto con l’economia reale, nel mondo di oggi si muove una massa finanziaria enormemente superiore a quella dei beni prodotti, che va ad erodere il valore del lavoro, creando bolle speculative senza precedenti, sia per frequenza che per dimensioni, rispetto ad un passato anche non lontano.

    Il problema non è soltanto demografico in senso di numeri generali, ma anche nella distribuzione per fasce d’età.

    In merito, consideriamo il sistema pensionistico vigente (almeno quello dei paesi sviluppati, negli altri non saprei), si regge sul fatto che una massa nettissimamente superiore di lavoratori, rispetto ai pensionati, siano in attività, poichè, è tramite il prelievo fiscale della parte attiva della popolazione che si pagano largamente le pensioni in essere, quindi, se avessi una contrazione nel numero di lavoratori e, contemporaneamente, un’espansione del numero in fascia pensionabile, cosa già in atto e derivante da un pronunciato allungamento della vita media da un parte e dal calo di nascite dall’altra, mi troverei in serie difficoltà e, aggiungendo in più, il fatto che le fasce super agiate non vengono adeguatamente tassate (almeno si ridurrebbe sensibilmente il gap finanziario negativo), probabilmente, ferme restanti queste condizioni, dovrei innalzare l’età pensionabile (giunge nuova o è già in atto da qualche parte?).

    Guardacaso, proprio ora che stavano per andare in pensione le generazioni degli anni ’50 , seguite poi, per il prossimo decennio da quelle degli anni ’60 (entrambi i periodi sono stati i più elevati per incremento delle nascite), arriva il signor Monti, non eletto da nessuno, ad allungare di addirittura 7 anni l’età pensionabile (operazioni simili, anche se non così esagerate, sono in corso un po’ in tutta Europa, l’unico continente attualmente in calo demografico).

    Quindi, hai ragione quando dici che i grandi numeri sono sempre fuorvianti, mentre sono quelli più piccoli ad esserlo molto meno.

    Fatto sta che ogni anno circa 70 milioni di persone in più abitano questo mondo, nonostante la contrazione percentuale.

    Si spiega semplicemente con il fatto che, pur calando in minima percentuale l’incremento, la base di conteggio è sempre crescente e per gli stessi motivi addotti per spiegare la crisi del sistema pesnionistico vigente (più lunga la vita media in un numero crescente di nazioni a fronte del numero diminuito di nascite in esse).

    Qui mi fermo, perchè ci vorrebbe una collana intera di libri per affrontare la questione, che è molto più complessa in un sistema concepito per crescere all’infinito, fondamentale alla riproduzione continua del capitalismo, data per scontata da Todd alla stregua della forza di gravità.

    Ciao
    Geo

  • Tonguessy

    Mah, non so dove tu abbia letto che Todd sostiene il capitalismo attuale. Forse sostiene un certo fordismo che è sicuramente lontano anni luce dall’attuale speculazione finanziaria che incamera qualcosa come 15-20 volte il PIL mondiale e mette in croce tutto il sistema produttivo (leggi la piccola e media borghesia) tramite delocalizzazioni, precariato e licenziamenti.
    Il problema è apparentemente semplice: se la “crescita” fosse minimamente diffusa in tutte le fasce sociali allora i problemi sarebbero sufficientemente sotto controllo. Invece si impone la crescita infinita nei settori speculativi e questo può avvenire solo se si impoveriscono gli altri settori. Le pensioni sono una delle voci che attualmente concorrono ai guadagni speculativi, facendoli pagare a chi ha lavorato una vita e si illudeva di potere finalmente fare a meno di alzarsi la mattina per soddisfare il padrone.
    Ciao

  • geopardy

    Mi sembra che siamo sostanzialmente d’accordo.

    L’affermazione sul capitalismo la fa al penultimo punto dell’intervista, dicendo che il crollo dell’ Urss dimostra che non c’è alternativa al capitalismo.

    Il fordismo è capitalismo e rappresenta una sorta di fase di transito al sistema del consumismo attuale, inglobando il concetto di operaio-consumatore ed aprendo la strada alla specializzazione nel lavoro.

    Cosa fosse l’Urss (una sottospecie di capitalismo di stato super centralizzato), probabilmente, sarà motivo di analisi in un futuro in cui si potranno realmente fare.

    A me ha dato sempre molto da pensare il fatto che certi burocrati si siano arricchiti ferocemente, prima ancora che il muro fosse, di fatto, completamente abbattuto, poi vengono fuori i conti correnti russi nelle banche nordamericane presenti da molti anni prima del crollo del sistema.

    Insomma, un’analisi accurata sarebbe necessaria, ma si sa che questo sistema si basa su slogan e non su serie analisi, lo stesso vale per la fase storica del fascismo e del nazismo, sulle cui cause profonde nessuno ha mai messo seriamente un evidenziatore.

    Di questo l’articolista, converrai con me, sembra abbastanza cosciente.

    A riguardo ti consiglierei di leggere, se non l’hai già fatto, “fuga dalla libertà” di Fromm per la parte riguardante la sociologia e la psicologia collettiva, oltre “così parlò Zaratustra” di Nietzsche.

    Ciao

    Geo
    I

  • kenoby

    si divertiamoci, secondo voi l’umanita come la conosciamo oggi arriverà dopo il 2050?????? HAHAHAHAHAHAHA divertiamoci.

  • andyconti

    Esatto. Ma se il sistema e’ basato sugli slogan e’ anche perche’ la maggiorparte della gente vive di slogan, compresi molti commentatori di questo blog. E quanti potranno capire Zarathustra se anche si mettessero a leggerlo? Per rispondere velocemente ai due casi storici citati, chiaramente l’Urss era un capitalismo di stato. In quanto al nazifascismo, all’inizio i due dittatori mantennero le promesse che la democrazia non aveva mai mantenuto. Verita’ storica senza voler giustificare minimamente gli orrori successivi. Buona iniziativa il proporre nuove letture, comunque.

  • Georgejefferson

    alcuni secoli fa le masse erano ancora peggio di oggi,manco riuscivano a leggere e ragionare su un semplice articolo,figurati zarathustra.Ora non si e’accresciuti un gran che,io compreso probabilmente…ma chi ha diretto questo seppur minimo accrescimento(ripeto seppur minimo)?…nessuno ha aiutato le masse e loro sono avanzate spontaneamente?Riguardo alla spontanieta,saremmo ancora a bruciare le streghe.Il problema e’il tradimento di larga parte di autisti,che di fatto sta fermando la macchina dell’ideale

  • andyconti

    Lo hai detto, le masse avanzano spontaneamente, o arretrano a seconda dei casi, il potere semplicemente agevola le caratteristiche delle masse secondo i propri interessi, e poi in definitiva il potere in gran parte deriva dalle masse stesse (vedi caso Bossi). Anche oggi bruciano le streghe in molti posti (es. Usa), e lo Zarathustra magari lo potevano leggere con il cuore piu’ i nostri nonni all’epoca in cui la Rai faceva cultura, che gli studentelli di lettere oggi con il loro cervello supponente e ottuso, poco diverso dai televidenti del Gf. Se dici che se cresciuto poco fai azione di modestia e questo ti rende onore, l’ignorante non sa mai di esserlo, quindi…..
    Non sono gli ideali che mancano oggi, e’ il cuore nel concepire la vita. I libri non sono molto utili se manca il sentimento.

  • Jor-el

    Le solite fregnacce.

  • michail

    “Nel lungo termine siamo tutti morti”