Decidetevi: o siamo complottisti o siamo negazionisti

Francesco Benozzo

Comedonchisciotte.org

Faccio di mestiere il filologo. Il filologo analizza le tracce, non si fida delle cose narrate superficialmente, diffida degli slogan e delle narrazioni uniche e condivise. Il filologo, per sua natura, ha l’obbligo di cercare soglie di comprensione inedite, di metterle al vaglio, di difenderle. Il filologo ha cioè l’obbligo, un tempo si sarebbe detto che ha l’obbligo “morale”, di essere quello che oggi si definisce spregiativamente un “complottista”.

Dopo Darwin, ognuno di noi che sia uno scienziato e non un pagliaccio inconsapevole, sa bene che l’idea classica, illuministica e kantiana di una cultura che aiuta a trarsi fuori dallo stadio barbaro degli inizi non può più esistere, e che il caso non viene affatto escluso dalle teorie evoluzionistiche: la selezione naturale non può assorbire completamente e definitivamente l’ingombrante presenza del caso e, in definitiva, lo stesso linguaggio scientifico, uscito dalle rassicuranti logiche di laboratorio, apre da un lato voragini misteriose e inquietanti su una realtà sempre meno comprensibile (anche in senso etimologico) e ammette, dall’altro, di dover continuare a fare i conti con i frammenti di una casualità irrisolta, con un disordine tanto più fastidioso quanto meno eliminabile.

Mentre fa luce nel caos, insomma, la scienza comprende di non potersi sottrarre al fatto di diventare uno strumento che ne amplifica le conseguenze.

Chi è, allora il complottista? Il termine è attestato per la prima volta in forma scritta in antico francese (sec. XII): complot, ‘folla, riunione di persone’, forse imparentato al latino cumulus ‘mucchio (di persone)’, o forse al latino complex ‘complice’, a sua volta da complicare ‘avvolgere insieme’. In tempi più recenti, il complottista è diventato nel linguaggio comune colui che non si fida di teorie esposte in maniera univoca e allineata. Spesso glossato come ‘paranoico’, il complottista ha in realtà in sé la vocazione anti-seriale a voler vagliare le informazioni, e questo si mostra tanto più vero in un’epoca in cui – come ricorda in questi giorni Elena Lamberti – la pandemia è a ben guardare soprattutto una pandeMedia: lo è in quanto una crisi, per sua natura complessa, può diventare un’isteria collettiva attraverso una semplificazione narrativa sistemica. Il complottista diffida proprio di questo: egli diffida della narrativa sistemica.

Ne consegue, evidentemente, che ciò che il complottista nega, ciò che noi complottisti filologi neghiamo, non è certo – come vorrebbe far credere l’etichetta affibbiataci di “negazionisti”, storicamente legata alle figure che negarono l’esistenza dell’Olocausto – qualcosa che ha a che fare con la triste storia dell’umanità. Al contrario, il complottista – noi filologi complottisti, io Francesco Benozzo filologo e complottista – nega, neghiamo, nego precisamente il contrario: egli, noi, io neghiamo la pretesa verità di chi ha deciso di considerare imprescindibili alcune acquisizioni e alcune procedure. Io nego ciò che la scienza ha elevato a dogma e ha passato agli organi di informazione. Io mi ribello alla creazione di questo Impero che ha fatto sì, subdolamente, che dalla retorica della verità si passasse, senza mezzi termini, a dei Regimi di verità, facendo in modo che le relazioni instabili diventassero – altrettanto subdolamente – dei sistemi generali di dominazione. Il complottista sceglie di continuo, rispetto a questo, di non sentirsi suddito di un’ideologia autoritaria dominante e di farsi portavoce di un consapevole dissenso. Il complottista, insomma, è il più feroce nemico del negazionismo autoritario.

Decidetevi dunque, oh Ministri, oh Rettori, oh professori, oh giornalisti al soldo, oh comparse prive di dignità, oh stupidi ignavi: decidetevi se darci dei “complottisti” o dei “negazionisti”: le due cose sono una il contrario dell’altra! Io nego la finta verità narrata senza pudore, ma rivendico la verità dei fatti e dei dati. Io sono uno scienziato consapevole. I negazionisti – oh Ministri, oh Rettori, oh professori, oh giornalisti al soldo, oh comparse prive di dignità – siete voi.

Lasciateci in pace. Non inventate aggettivi. Ogni vostra mossa linguistica sarà vagliata e messa alla berlina. Ci siamo stancati di essere giudicati in branco. Uscite dal vostro branco e confrontiamoci. Come individui e basta. Come individui pensanti. Il resto è solo la prova della vostra vigliaccheria. Ed è la prova del vostro negazionismo.

———

Francesco Benozzo, poeta-musicista stabilmente candidato al Premio Nobel per la Letteratura dal 2015, autore di oltre 700 pubblicazioni scientifiche, professore di Filologia all’Università di Bologna, coordinatore del dottorato in Studi letterari e culturali (Università di Bologna), direttore responsabile di tre riviste scientifiche internazionali, membro del comitato scientifico del “Centro Studi di Medical Humanities” (CMH), Condirettore del progetto interuniversitario “IDA: Immagini e Deformazioni dell’Altro” (Università di Bologna, Istanbul, Cairo, Blida, Shahid Beheshti, Rabat), Condirettore del centro di ricerca FIMIM – Filologia e Medievistica Indo-Mediterranea, Coordinatore scientifico del workgroup internazionale sul Paleolithic Continuity Paradigm for the Origins of Indo-European Languages.

21 Commenti
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lady Dodi
lady Dodi
8 Settembre 2020 10:59

Complotto! Conte s’è incontrato nottetempo con istituti di credito ecc per abolire il contante. La scusa: veicola il virus.

AlbertoConti
AlbertoConti
8 Settembre 2020 12:42

In tempi più recenti, il complottista è diventato nel linguaggio comune colui che studia, o preferibilmente per i ridicolizzatori professionisti della calunnia, colui che s’inventa i complotti altrui. Mai che si prenda in considerazione il significato più normale, cioè colui che i complotti li progetta e li realizza in prima persona. Se così fosse la dotta contrapposizione “complottista” “negazionista” acquisterebbe un altro significato: il vero complottista dev’essere il più acceso negazionista, come l’assassino in cerca di alibi, o meglio di occultamento di cadavere. Dal mio punto di vista, di osservatore dalla parte della vittima dei complotti altrui, noto un fatto grosso come una casa, che dico, più grosso di una mostruosa nave da crociera moderna: che la realtà è talmente distopica che studiarla equivale necessariamente a studiare i complotti tramite i quali si realizza tanta distopia. In altre parole io, complottista orgoglioso di esserlo, mi ritengo appartenente ad una minoranza illuminata che non teme il giudizio conformista e ottuso di chi non ha il coraggio di cercare la verità oltre le apparenze, a causa della fottutissima paura di non essere gradito al sistema che lo nutre, per fraudolento che possa essere. Il complotto da sempre, ed oggi ancor di più,… Leggi tutto »

Boss
Risposta al commento di  AlbertoConti
9 Settembre 2020 2:44

Una volta domandarono ad Alan Moore , il famoso fumettista ed occultista , cosa ne pensasse del complottismo e se esistesse una matrice primigenia , beh Moore fu molto drastico ed anche deludente per me , parlo di qualche anno fa , il Male ed i nostri guai non sono altro che conseguenza spiacevole del nostro modo di agire
” inconsapevole ” e ” miope ” !
Nel tuo discorso manca il libero arbitrio e la responsabilità delle proprie azioni ,
concetti che rimandano alla Libertà , ma quale Libertà cerchiamo ?
Quella del bambino o quella dell’adulto ?

catgarfield
catgarfield
Risposta al commento di  Boss
9 Settembre 2020 2:48

Il tuo convincimento, per me più accettabile quando declinato più scientificamente da Malanga che dai vari filosofi, mi lascia comunque sempre perplesso. Per esempio, l’internato in un lager nazista o il bimbo nato in un contesto di degrado terzomondista cosa dovrebbero pensare? Nel primo caso “ah se fossi scappato prima all’estero come gli altri” , nel secondo “ah se quand’ero spermatozoo l’avessi presa con più calma”. Mah 🙂

lady Dodi
lady Dodi
9 Settembre 2020 2:47

La filologia è a dir poco affascinante. E io ho avuto un periodo di grande passione per lei perché è la storia stessa dell’umanità. Ma questo in tempo di pace, ed ora non siamo in tempo di pace.
Noi qui apprezziamo ma “quelli” usano il sistema Goebbels, cioè ripetere la stessa cosa all’infinito.
Dobbiamo farlo anche noi.

Boss
9 Settembre 2020 2:21

Beh … queste sono le conseguenze per aver opposto ad una narrativa di sistema , una contro narrativa infantile fondata sul vittimismo sociologico. Vittimismo che nel quotidiano ci permea già come singoli ma che diventa Santo quando è collettivo .E’ possibile
continuare ad incolpare sempre un Qualcuno od un Qualcosa per le nostre sofferenze ?
E’ possibile continuare all’infinito nella critica senza mai concedere tempo e spazio all’autocritica ? NO, questo non è possibile , a meno di non aumentare le dosi di vittimismo
sempre di più fin quando poi si comincia a perdere il contatto con la Realtà e prestare
quindi il fianco alle accuse di ” negazionismo ” ! Di questo e di peggio è responsabile
la controinformazione in Rete , mai la credibilità del complottismo era scesa tanto in basso , mandando all’aria quanto di buono c’era ed è stato fatto !

ignorans
ignorans
Risposta al commento di  Boss
9 Settembre 2020 2:47

È possibile continuare a incolpare qualcuno o qualcosa per le nostre sofferenze?

Bravo, diglielo a quelli che ce l’hanno col virus.

Platypus
Platypus
Risposta al commento di  Boss
8 Settembre 2020 17:36

Se la controinformazione fosse qualcosa di seriamente pericoloso per il sistema non la permetterebbero.
ciononostante, un po’ di pensiero libero è sempre una buona cosa e godiamocelo almeno fino a quando non dovremo spostarci nel dark web per esprimere un’opinione che ci costerebbe una denuncia penale. non siamo troppo lontani da ciò.
Il vero pericolo è quello di creare un mainstream proprio in quella controinformazione che dovrebbe opporsi ad ogni mainstream. meglio essere “cattivi”, in qualsiasi senso, piuttosto che “irrilevanti”.

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  Boss
9 Settembre 2020 2:38

…. Ariuna sa che la guerra è sbagliata, ma deve combattere….

giovanni
giovanni
Risposta al commento di  Boss
8 Settembre 2020 19:44

…. Ariuna sa che la guerra è sbagliata, ma deve combattere….

Astrolabio
Astrolabio
9 Settembre 2020 2:44

Che i vili sian governati dai malvagi – è giusto»,
disse Plotino.

lady Dodi
lady Dodi
Risposta al commento di  Astrolabio
8 Settembre 2020 12:27

Grande!

Dante Bertello
Dante Bertello
Risposta al commento di  lady Dodi
8 Settembre 2020 13:44

La citazione era in fondo all’articolo pubblicato oggi da Maurizio Blondet.
Per la precisione…

maxjuve
maxjuve
9 Settembre 2020 2:22

Cerchiamo di riappropriarci del linguaggio corretto e non scendiamo nel campo truccato dal sistema preparato proprio per “fotterci”; i complottisti, letteralmente quelli che i complotti li preparano e li realizzano, sono loro, noi in quanto essere pensanti che non si accontentano delle loro “verità” di comodo, siamo casomai coloro che ragionando cercano di dipanare i fili dei loro complotti, formulando magari ipotesi ragionevoli a fronte delle loro spiegazioni del tutto irrazionali.

IlContadino
IlContadino
9 Settembre 2020 2:22

Con questi termini indottrinano i trogloditi, loro li usano come barriera, ci si barricàno dentro quando vengono chiamati al dialogo e al ragionamento, lasciamoli al loro destino all’interno delle loro tane.
Occupiamoci invece, in quanto esseri pensanti, dei termini coi quali cercano di indottrinare noi, molto più difficile identificare quelli, che di sicuro esistono, e ne veniamo condizionati. Ecco, con gli stessi occhi con cui osserviamo la povera massa di ipnotizzati, ogni tanto osserviamo noi stessi.

Bottiglia
Bottiglia
Risposta al commento di  IlContadino
9 Settembre 2020 11:10

Sono d’accordo caro Contadino… Pronto per la vendemmia?

uparishutra choal
uparishutra choal
9 Settembre 2020 2:22

Il bello è che i complottisti rivendicano la loro correttezza negando di essere negazionisti ..
La verità che li sospinge si ferma davanti a cancelli ..non può andare oltre..(hahahah)

ranen
ranen
9 Settembre 2020 2:22

Complottista è colui che si oppone alla narrazione ufficiale del gruppo di potere che ci governa, è essenzialmente l’”opposizione” (vera) che nega il valore reale della narrazione ufficiale e perciò stesso attribuisce a quella narrazione il valore di “complotto” ordito dal potere stesso. Il negazionista semplicemente nega il valore della narrazione ufficiale, perciò i due termini si equivalgono.
Che usino i termini che vogliono, saranno sempre a nostro danno e a favore del “politicamente corretto”.

CptHook
CptHook
9 Settembre 2020 2:44

Bello…

Boss
9 Settembre 2020 2:26

…. e continuavano a prendersela con l’informazione main-stream !
‘a verità è che sul piano dialettico siamo poco affidabili , perciò ci danno del
” negassionista ” , basta un commento come quello di Angelo ad evidenziare quanto traballante sia l’ impalcatura dove poggia la nostra contro-narrativa …comprensibile … nella nostra infatuazione ci rifiutiamo di testare con più serietà le nostre affermazioni ma gli altri lo fanno … eccome ! solo sul Covid abbiamo scritto e commentato tante di quelle cassate da scrivere un’enciclopedia , dovevamo prendere le distanze da certe narrative deliranti e sopratutto da certi squallidi VIP … non ci siamo fatti mancare proprio niente e il danno d’immagine ce lo siamo costruito con le nostre stesse mani …

XL
XL
9 Settembre 2020 2:21

“negazionisti”, storicamente legata alle figure che negarono l’esistenza dell’Olocausto
Che poi non è nemmeno vero, in quanto i cossiddetti negazionisti dell’olocausto non hanno mai negato i fatti storici documentati, ma proprio (come i cosiddetti complottisti) hanno contestato una parte della narrativa sistemica indimostrata e macchiata da parecchie menzogne – queste sì comprovate e dimostrate- uscite dal processo di Norimberga.