Di Raffaele Varvara per Comedonchisciotte.org
Dalla fine all'inizio per immaginare un futuro di pace
Siamo a un bivio: o ripensiamo la pace, come pace interiore per garantirci la nostra stessa sopravvivenza oppure non ci resterà che augurarci la pace perpetua, per un umanità malata terminale
Commenti (23)
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L’uomo risponde a schemi ben definitI detti bisogni primari :sicurezza propria e della prole, alimentazione, riparo. Una volta raggiunti l’uomo inizia a crescere. Schemi semplici che tuttavia sono subito elusi alla bisogna da chi conosce bene le debolezze dell’animo umano. Le guerre sono inevitabili. “Se vuoi la pace preparati alla guerra”. Guerra non significa bombe atomiche, significa scontro che può essere anche verbale, economico e altro. Il leader si distinguono nello stile dello scontro e nel rispetto per i bisogni primari delle popolazioni che essi rappresentano. Molti dei problemi attuali derivano da incapacità, demenza , e da malattie psichiatriche dei leader attivi oggi. Il crollo dell’Occidente esprime i leader in ragione dei suoi problemi. Solo quando i nuovi leader avranno la forza necessaria per avviare al vero pensionamento di tutta una serie di inadeguati e criminali, si potrà ricominciare a sperare .
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La fantasia al potere!
Ma con la sfiga di vivere in quest'epoca atroce, anziché nei psichedelici anni Sessanta, in qualche spiaggia della California. Peccato.
La fantasia è un dono divino, nell'ambito che le appartiene. Al contrario, confondere la realtà con le proprie fantasticherie e pii desideri è disastroso.- "Per la prima volta nella storia, stiamo capendo che..." Il 90% della gente non sta capendo un piffero, come sempre.
- La pace interiore, per non parlare dell'"io sovrano", è l'ardua conquista accessibile (forse) a chi ha seguito per decenni un percorso "di guarigione", come dice Varvara: pensare che possa essere condivisa dall'umanità a un livello abbastanza significativo da modificare la natura della società significa essere peggio che ingenui.
- Le guerre non rappresentano affatto "la proiezione esterna dei conflitti interni", ma la conseguenza di dinamiche impersonali, inerenti al funzionamento di società complesse, come l'esperienza ha mostrato dal neolitico in poi. Fino ad oggi, non è apparsa alcuna alternativa all'esistenza del potere, e dei conflitti che esso implica.
- "L'io geo-ego-centrato", al pari della "dilatazione quantica e sconfinata" del pensiero, è una pippa mentale dell'immaginario new age/sinistrorso. Esiste la natura umana, così com'è fino a prova contraria, con la quale dovrà fare i conti qualsiasi progetto politico alternativo. A patto che tale progetto disponga della forza necessaria ad imporsi - e si torna al famoso "io egoico-bellico" del Varvara... - perché in caso contrario potrà solo chiacchierare.
- Gli oppressi sono complici degli oppressori, come l'ultimo biennio ha dimostrato oltre ogni possibile dubbio.
- Il "blocco sociale rivoluzionario mondiale" è un'altra fantasticheria.
- La tecnologia è intrinsecamente alienante (questo è forse l'unico punto che si presta a una seria discussione).
- "non sarà un liberatore straniero a fermare la guerra..." Ma quale liberatore straniero? Quando mai?
Dulcis in fundo, l'autore ritiene che "il potenziale distruttivo va lasciato sfogare per l’ultima volta nella storia, ma si devono evitare al massimo le sofferenze e le ripercussioni a lungo termine." A mio avviso, qui si sfiora una comicità quasi sublime. Nulla di strano, visto che la Costituzione è il suo "principio attivo".
PS: non ho nulla contro Raffaele Varvara. La mia critica va alle tesi, non alla persona. -
Quoto parola per parola...!
è difficile mettere d' accordo un popolo figuriamoci, l' Internazionale -
ERGO ci si salva SOLI, al dettaglio, ovvero si attende
l'Apocalisse che ci salverà all'ingrosso. -
Non ricordo, e non lo ritrovo, chi scriveva (più o meno) : se ti senti a disagio in questo mondo è perché sei destinato a disegnarne uno nuovo.
L'avevo trovato intrigante ma purtroppo non qualificava né come né dove e, soprattutto, non includeva commenti inerenti la variabile determinante: il tempo necessario a farlo.
Ci sono teorie, corroborate da qualche fatto, che indicano come, seppure lentamente, un modo di vedere o di pensare o di comportarsi che nasca nello spirito ( non parlo di influencers e di chi li segue) diventi di 'massa' partendo da 'singolo'.
Vedremo, meglio, vedrete e vedranno se il tempo consente. -
Concordo appieno.
E complimenti per la chiosa finale.
La cortesia è sempre mirabile.
È bello, però, augurarsi di allentare le catene e abbandonare la rassegnazione.Mi permetto di segnalarti solo che per l'autore "il principio attivo" non risiede nei principì fondativi, ma nella "sintesi". Affermazione sulla quale non concordo affatto con l'autore, come ho scritto nel mio commento.
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La teoria della massa critica.
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Resta valida, anzi validissima la nota locuzione latina "Si vis pacem, para bellum" ... esattamente come hanno fatto i russi, che se ne intendono, dai primi anni duemila.
Cari saluti
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Travaglio trasfigurativo dell'io?!
Adesso mi è chiaro!
Tutti con Marco sul monte TABOR in attesa di :
TRASFIGURAZIONE.
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Varvara sei confuso. Se parli di scontro tra Bene e Male, allora non puoi parlare di 99% di oppressi e 1% di oppressori. Se parli di armonia interiore, dovresti anche capire che in quel 99% di "oppressi" c'è tantissimo "Male" che deve inevitabilmente essere bilanciato. È la legge del karma bellezza! Varvara, un consiglio, comincia a pensare di più alla tua pace interiore, e poi continua scrivere articoli se proprio non ne puoi fare a meno.
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W la Pace viva la Rivoluzione grida l'infermiere scrittore e ne ha ragione, da vendere.
Ma il guaio è che ci sarà sì la Pace ma sarà molto simile a quella già descritta da un antico cronista e cioè: "La chiamano pace ma è un deserto" riferito alla pax Romana, cioè lo sterminio dei nemici.
Andrà a finire con lo scontro di Armageddon dove " Grandi e piccoli generali e soldati, tutti saranno dati in pasto agli uccelli"
e noi possiamo solo stare attenti a non finire nei "danni collaterali" e sopravvivere alla carestia. Dopo di ciò se saremo ancora vivi assisteremo alla nascita di nuove gemme e nuovi fiori quando il sangue degli impuri ("triperati collusi con la Bestia") si sarà raffreddato. Orsù dunque siate ottimisti, speriamo di essere nel piccolo ma giusto numero di persone testimoni ancora in vita per osservare gli eventi a venire..
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Recession ut secession.
Mica male l'idea proposta;
contro proposta parallela:
ritirarsi ( recession) nella PAX, senza contrario, dando un taglio (secession) a tutto il resto buttato nella caldera.
N.B. SEMPRE SION in cauda!
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In teoria sono più che d'accordo e credo hai centrato bene le dinamiche in corso, e quindi appoggerò per quel che posso iniziative di questo genere.
Ma credo che ormai sia solo un pio desiderio. La vecchia umanità deve essere sì accompagnata ma non dico dove. Dove non potrebbe più tornare a fare danni.
In definitiva, penso che l'umanità è spacciata. Quelli che sono invischiati nel vecchio, e sono tantissimi, non hanno nessuna intenzione di mollare quelle piccole cose che hanno. Sono come le scimmie intrappolate nelle trappole del vaso dove gli basterebbe aprire la mano per riconquistare la libertà ma non lo fanno.
Quelli che hanno compreso che c'è qualcosa che non quadra, non hanno le forze per opporsi a un sistema, perché questo è un sistema che ha contaminato anche le più piccole cose in ogni dove. Uscire fuori dal sistema è impossibile.
Poi ci sono gli "illuminati", i puri, quelli che hanno capito tutto e fanno a gara a chi ce l'ha più lungo rientrando totalmente nelle dinamiche da te descritte.
Rimangono pochissime persone, dove pensi che possiamo andare?
Penso che questa umanità tutta, vada lasciata andare dove vuole, nell'abisso che gli compete. Il malato è terminale, non c'è cura alla follia.
Saremo travolti anche noi, pazienza. Ci sono infiniti universi e mondi da esplorare e saranno sicuramente migliori di questo.
Ma vale la pena lottare anche se sarà la sconfitta. Perché non si lotta per qualcun altro si lotta per l'integrità della propria anima. -
“ È preferibile sforzarsi di accendere un lume, anziché inveire contro le forze oscure del male ”
(Federico Caffè)“Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.
Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta“
(Buckminster Fuller)Lo ricordo a chiunque si faccia prendere troppo dal lato oscuro della visione :-))
Che vada in malora chi vuole o sceglie di andarci, gli altri andranno dove sapranno costruire percorsi percorribili.
La lotta ha senso solo se abbiamo prospettive credibili. -
La gramigna ha infestato il campo ormai, o la distruggi o lasci il campo.
Si è arrivati a un punto in cui è tutto compromesso. Saranno le generazioni future, se vorranno e se ci saranno, a creare di nuovo qualcosa di buono dalle macerie.
Io ho fiducia nei giovani, A noi non resta che lasciare testimonianza, per questo vale sempre lottare anche senza utilità o prospettive. Anzi, soprattutto senza.
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" Sana e Robusta Costituzione "
Ma a quale Costituzione si riferisce l' articolista ?
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Ciao, Arian.
È un gioco di parole. La Costituzione è quella italiana. -
No , non era sarcastica , comunque la C.I. è fuori dal contesto
della situazione oltre che anacronistica in diversi aspetti , per usare un ' eufemismo similmafiosa tipo l' art. 67 -
Menomale che c'è. La Costituzione.
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La costituzione viene interpretata o applicata proprio come fa la Magistatura Italica dipende se conviene o meno alle Elite.
Comunque il trsformismo della classe politica italica è dovuto proprio alla C.I. nell' art. 67 una volta che hanno ricevutil mandato poi fanno l' esatto contrario di quello per cui erano stati eletti.
Arian -
In verità, per scelta dei padri costituenti, i nostri parlamentari non hanno il vincolo di mandato (come ad esempio in altre nazioni). Quando diventano parlamentari sono i rappresentanti di tutti.
E questo, a mio parere, è preferibile. Senza che io lo elegga a dogma.
Che poi per lo più e in diverso modo non facciano né gli interessi di chi li ha votati, né quelli del popolo italiano che rappresentano (e lascio il beneficio del dubbio per qualcuno, ove vi fosse), sono d'accordo con te.
Come concordo sulla Costituzione calpestata, come la verità, negli ultimi anni.
Tuttavia, la Costitizione nel nostro ordinamento funge davvero da guida e argine.
Che poi la politica, non quella nobile, ma la asservita agli interessi dei centri di potere, riesca ad entrare nei vari ambiti, anche questo è purtroppo vero.
Ed è sempre accaduto.
Forse è la misura nelle cose. Come dicevano i latini.
Forse oggi è troppo.
È il problema dell'asticella. O della corda ;) -
" Quando diventano parlamentari sono i rappresentanti di tutti. "
Al tempo della Costituente l' art. 67 aveva uno scopo, ora con l' evoluzione tecnologica informativa non ha più senso anzi produce quel fenomeno deleterio proprio per la Democrazia il TRASFORMISMO che ormai è diventato endemico in Italy per cui il voto viene costantemente tradito per cui produce l' astensionismo degli Elettori e la coptazione degli Eletti verso i poteri Forti.
diventando i camerieri del Deep State altro che rappresentanti di tutti
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Fantine 2 luglio 2022
"Il principio attivo non risiede nelle parole o nei principi fondativi, bensì nella straordinaria esperienza di sintesi che ha dato vita alla Costituzione". Scrive l'autore.
"Il principio attivo" (e mi pesano le dita a chiamarlo così) risiede invece proprio nelle parole e nei principi fondativi.
E penso alla "dignità umana", che in Costituzione viene intesa come principio costituzionale.
E questo a prescindere dalle considerazioni che si tratti di un valore (in ambito giuridico o etico o filosofico) o di un dato metagiuridico. Un principio costituzionale di cui si colgono le molteplici implicazioni che esso porta con sé e le molteplici applicazioni.
La nostra Costituzione ne è intrisa, benché non si richiami o definisca il concetto in sé.
E i pastrocchi, che pure vi sono in Costituzione, che resta sempre bella, per quanto imperfetta, sono il risultato di quella "sintesi", che sintesi non è.
E che neppure dovrebbe esservi, quando ci si deve intendere sull'essenziale.
Poi cosa sia l'essenziale non è così complesso, è che ciascuno tira l'acqua al suo mulino. Ma l'acqua resta acqua.
E poi viene la democrazia. Ma questa è un'altra storia o un'altra favola.