Dalla fine all'inizio per immaginare un futuro di pace

Siamo a un bivio: o ripensiamo la pace, come pace interiore per garantirci la nostra stessa sopravvivenza oppure non ci resterà che augurarci la pace perpetua, per un umanità malata terminale

Dalla fine all'inizio per immaginare un futuro di pace
Di Raffaele Varvara per Comedonchisciotte.org
Ci hanno fatto credere di aver vissuto 70 anni di pace, tuttavia non solo le guerre ci sono sempre state ma quella che convenzionalmente chiamamo “pace”, in realtà è stata solo la pausa tra due conflitti. L’io egoico-bellico da millenni è stato abituato a costruire la pace a partire dall’armonizzazione delle strutture esterne del mondo. Per la prima volta nella storia, stiamo capendo che la vera pace si costruisce a partire dall’armonizzazione prima di tutto delle parti interne all’ io egoico-bellico, poiché solo a partire da uno stato di autentica pace interiore possiamo costruire un mondo senza guerre. Le guerre rappresentano la proiezione esterna dei conflitti interni e la pace costruita a tavolino negli incontri diplomatici è caduca, effimera.
La vera pace si costruisce “dandosi pace” interiormente con il risultato che tutti i nostri piccoli ii, convergono nell’unità, in un io in comunione. Oltre la sovranità nazionale, urge ritrovare un io sovrano, quel direttore d’orchestra capace di dirigere tutte le parti in modo da ottenere una sinfonia corale e armonica.
Siamo dunque a un bivio: o ripensiamo la pace, come pace interiore per garantirci la nostra stessa sopravvivenza oppure non ci resterà che augurarci la pace perpetua, per un umanità malata terminale. Tocca agli uomini e alle donne che hanno già compiuto un percorso di guarigione, accompagnare la vecchia umanità verso un sereno fine vita e avviare un vero e proprio percorso di riabilitazione, di ri-centratura dalla devianza indotta dal potere, di disassuefazione dalle abitudini tossiche del sistema. La fase più profonda dello scompenso degli equilibri interiori e sistemici si manifesterà in forma catastrofica; tuttavia non c’è da disperare perché l’apocalisse intesa come “rivelazione”, rappresenta un passaggio necessario per la rinascita. Il raggiungimento del fondo è propedeutico per l’umanità a dare un colpo di reni e risalire.
Questo fenomeno denominato da Ulrich Beck, catastrofismo emancipativo, può riscontrarsi anche a livello individuale: se al sopraggiungere di un infarto, ne consegue, il miglioramento dello stile di vita del paziente, allora quell’evento acuto è positivo perché, in fondo, ha operato un cambiamento migliorativo.
La diagnosi è ormai chiara, la terapia è nella Costituzione; il principio attivo non risiede nelle parole o nei principi fondativi, bensì nella straordinaria esperienza di sintesi che ha dato vita alla Costituzione. Il principio, l’inizio della nuova vita, si genera a partire dalla scintilla creativa ottenuta dall’unione degli opposti. Per fulminare il potere con un inedito lampo creativo, ciascuno di noi è chiamato a divenire l’equilibrio tra gli opposti, la sintesi perfetta tra tutti i poli: bisogna essere di sinistra e di destra, materialisti e animici, tecnici e mistici.
Solo così potremo opporre alla forma più grande di oppressione, la più forma più grande di libertà che risiede nell’atto del dare inizio alle cose, di essere principio di nuova vita, di riscoprire la potenzialità divina che risiede in ciascuno di noi.
Da questa prospettiva di pace interiore possiamo operare una dilatazione quantica e sconfinata di pensieri originali, non condizionati, rivoluzionari che si trasformano prima in parole, poi in fatti. Ci hanno fatto credere che non esiste alternativa a questo mondo in decomposizione. Dilatare i nostri pensieri, invece, per visualizzare il nuovo mondo, non è uno sterile esercizio di immaginazione utopica ma una pratica interiore di rinnovamento, guarigione e liberazione e, al contempo, una prassi rivoluzionaria rigenerante.
Dilatiamo ora i pensieri fino a immaginare come diventare agenti di pace.
Analizzandolo più in profondità, il conflitto tra le due superpotenze mondiali, è, in realtà, uno scontro tra il bene e il male, tra il 99% dell’umanità oppressa inconsapevolmente, disgregata e servile e l’1% delle oligarchie organizzate.
L’umanità è pronta ad archiviare l’io egoico-bellico foriero di guerre e conflitti ma questa volta non sarà un liberatore straniero a fermare la guerra, bensì l’intera umanità, liberata interiormente ed organizzata in un blocco sociale mondiale, ad intervenire nella storia ed evitare l’estinzione dell’uomo.
La furia cieca dell’io egoico-bellico, tuttavia, non si può reprimere, il suo potenziale distruttivo va lasciato sfogare per l’ultima volta nella storia, ma si devono evitare al massimo le sofferenze e le ripercussioni a lungo termine. Il blocco sociale rivoluzionario mondiale non può intervenire prima poiché il tempo della sua organizzazione è più lento rispetto al tempo dell’avanzata distruttiva dell’io egoico-bellico.
Il blocco sociale dovrà accompagnare l’ io geo-ego-centrato a toccare il fondo, impedendogli però di sprofondare in un abisso irreversibile. La furia genocida dell’ io egoico-bellico residuante nelle compagini conflittuali, va disinnescata per evitare il punto di non ritorno: l’internazionalizzazione di una guerra nucleare che distruggerebbe in pochi minuti tutto il progresso tecnologico conquistato in centinaia di anni.
Il progresso tecnologico invece è un patrimonio da preservare poiché grazie ad esso, se usato a favore della nuova umanità, organizzeremo i rapporti economici e sociali in modo più razionale. Oggi grazie al progresso della tecnica (di questo va dato atto al capitalismo) possiamo garantire un esteso livello di benessere a tutti.
La vittoria della nuova umanità e la sconfitta dell’io egoico-bellico di stampo comunista o neoliberista, si realizzerà a partire dalla consapevolezza che:
1. l’umanità si salverà da sola, c’è nessun liberatore esterno stavolta!
2. l’umanità nascente dovrà avviare un lungo percorso di recupero, cura e riabilitazione di un pensiero sconfinato e creativo,
3. l’ uomo nuovo sarà chiamato a centrare lo stato del suo io, istante per istante per non ricadere nelle trappole dell’io egoico-bellico (rivoluzione permanente).
Per schiudere alla vittoria della nuova umanità, la politica esercitata per mezzo della democrazia, limitata ai soli confini nazionali, è una via necessaria da percorrere ma non sufficiente, nè decisiva. Tutti gli strumenti della democrazia convenzionale hanno creato crepe nel muro dell’ordine dominante ma per abbatterlo, serve sconfinare con la nostra immaginazione e aprire a inedite soluzioni su scala internazionale.
La politica risponde integralmente agli interessi di un capitale sempre più irriformabile perché non disponibile a concedere nessuna modifica che metta in discussione il dogma del mercato e, di conseguenza, la propria stessa supremazia assoluta. Essendo il piano politico convenzionale irrimediabilmente contaminato e compromesso, la rivoluzione non sarà l’effetto di un processo lineare che avviene all’interno di un gioco istituzionale, bensì la risultante di nuove forme che si daranno i corpi sociali nel dispiegare il conflitto di classe.
La rivoluzione sarà dunque l’esito di una ritrovata e rinnovata coscienza/soggettività dell’umanità oppressa organizzata su scala internazionale; per favorire la formazione di questo rigido blocco sociale rivoluzionario mondiale, possiamo e dobbiamo utilizzare la globalizzazione a nostro vantaggio per trovare nuovi punti di contatto e inedite intese tra gli oppressi di tutto il mondo.
La ri-consapevolezza di una nuova umanità organizzata in un blocco sociale mondiale, porterà all’automatica de-competitivizzazione degli individui su scala globale. Ripudieremo le logiche competitive che mettono contro lavoratori cinesi e lavoratori europei perché rappresentano la causa della maggior parte degli scompensi fisici e psichici. Far ristagnare gli esseri umani nella competizione vuol dire far vivere gli uomini in uno stato perenne di dissonanza cognitiva, una frattura tra ciò che si sente/crede profondamente e ciò che si fa in forma manifesta. Se l’uomo continua a vivere in uno stato di dissonanza e non diventa consapevole di queste logiche contro-natura, prima o poi gli si presenterà un conto salatissimo, fatto di malattie, traumi/incidenti/guerre o disagi psichici: la depressione è infatti acclarata come il male del secolo; in generale, la correlazione tra lo stato di salute di una popolazione e le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza, è nota e dimostrabile.
Il folle sistema in cui siamo inseriti, ormai, non sta più in piedi per rispondere ai bisogni della collettività ma, oggi, al contrario, utilizza gli individui ponendoli in competizione perenne gli uni contro gli altri, per autoperpetrarsi. La de-competitivizzazione dell’umanità, in seguito al suo processo di ri-consapevolezza, equivale a colpire al cuore il sistema. Il superamento dall’io egoico-bellico in competizione all’io in connessione rappresenta un colpo mortale per il potere.
In conclusione, “Di Sana e Robusta Costituzione” che da comitato presto diventerà "organizzazione popolare rivoluzionaria", offre al dibattito, 3 spunti di immaginazione per la pace e la convergenza dei popoli. Immaginate come può essere, liberata dall'io egoico-bellico, un' umanità...
1. ri-consapevole – con una ritrovata coscienza degli oppressi su scala globale che porti alla formazione di un blocco sociale rivoluzionario mondiale,
2. senza competizione tra i lavoratori,
3. affrancata dai lavori alienanti per mezzo della tecnologia. L’ uomo non deve più lottare per guadagnarsi la sopravvivenza ma il suo tempo sarà impiegato per compiere il travaglio transfigurativo dall’io in competizione all’io in connessione...e avete compiuto l'atto rivoluzionario della giornata!

W la PACE, W la RIVOLUZIONE!

Di Raffaele Varvara per Comedonchisciotte.org

Commenti (23)

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    1. Fantine 2 luglio 2022

      "Il principio attivo non risiede nelle parole o nei principi fondativi, bensì nella straordinaria esperienza di sintesi che ha dato vita alla Costituzione". Scrive l'autore.

      "Il principio attivo" (e mi pesano le dita a chiamarlo così) risiede invece proprio nelle parole e nei principi fondativi.
      E penso alla "dignità umana", che in Costituzione viene intesa come principio costituzionale.
      E questo a prescindere dalle considerazioni che si tratti di un valore (in ambito giuridico o etico o filosofico) o di un dato metagiuridico. Un principio costituzionale di cui si colgono le molteplici implicazioni che esso porta con sé e le molteplici applicazioni.
      La nostra Costituzione ne è intrisa, benché non si richiami o definisca il concetto in sé.
      E i pastrocchi, che pure vi sono in Costituzione, che resta sempre bella, per quanto imperfetta, sono il risultato di quella "sintesi", che sintesi non è.
      E che neppure dovrebbe esservi, quando ci si deve intendere sull'essenziale.
      Poi cosa sia l'essenziale non è così complesso, è che ciascuno tira l'acqua al suo mulino. Ma l'acqua resta acqua.
      E poi viene la democrazia. Ma questa è un'altra storia o un'altra favola.

    1. natascia 2 luglio 2022

      L’uomo risponde a schemi ben definitI detti bisogni primari :sicurezza propria e della prole, alimentazione, riparo. Una volta raggiunti l’uomo inizia a crescere. Schemi semplici che tuttavia sono subito elusi alla bisogna da chi conosce bene le debolezze dell’animo umano. Le guerre sono inevitabili. “Se vuoi la pace preparati alla guerra”. Guerra non significa bombe atomiche, significa scontro che può essere anche verbale, economico e altro. Il leader si distinguono nello stile dello scontro e nel rispetto per i bisogni primari delle popolazioni che essi rappresentano. Molti dei problemi attuali derivano da incapacità, demenza , e da malattie psichiatriche dei leader attivi oggi. Il crollo dell’Occidente esprime i leader in ragione dei suoi problemi. Solo quando i nuovi leader avranno la forza necessaria per avviare al vero pensionamento di tutta una serie di inadeguati e criminali, si potrà ricominciare a sperare .

    1. BrunoWald 1 luglio 2022

      La fantasia al potere!
      Ma con la sfiga di vivere in quest'epoca atroce, anziché nei psichedelici anni Sessanta, in qualche spiaggia della California. Peccato.
      La fantasia è un dono divino, nell'ambito che le appartiene. Al contrario, confondere la realtà con le proprie fantasticherie e pii desideri è disastroso.

      • "Per la prima volta nella storia, stiamo capendo che..." Il 90% della gente non sta capendo un piffero, come sempre.
      • La pace interiore, per non parlare dell'"io sovrano", è l'ardua conquista accessibile (forse) a chi ha seguito per decenni un percorso "di guarigione", come dice Varvara: pensare che possa essere condivisa dall'umanità a un livello abbastanza significativo da modificare la natura della società significa essere peggio che ingenui.
      • Le guerre non rappresentano affatto "la proiezione esterna dei conflitti interni", ma la conseguenza di dinamiche impersonali, inerenti al funzionamento di società complesse, come l'esperienza ha mostrato dal neolitico in poi. Fino ad oggi, non è apparsa alcuna alternativa all'esistenza del potere, e dei conflitti che esso implica.
      • "L'io geo-ego-centrato", al pari della "dilatazione quantica e sconfinata" del pensiero, è una pippa mentale dell'immaginario new age/sinistrorso. Esiste la natura umana, così com'è fino a prova contraria, con la quale dovrà fare i conti qualsiasi progetto politico alternativo. A patto che tale progetto disponga della forza necessaria ad imporsi - e si torna al famoso "io egoico-bellico" del Varvara... - perché in caso contrario potrà solo chiacchierare.
      • Gli oppressi sono complici degli oppressori, come l'ultimo biennio ha dimostrato oltre ogni possibile dubbio.
      • Il "blocco sociale rivoluzionario mondiale" è un'altra fantasticheria.
      • La tecnologia è intrinsecamente alienante (questo è forse l'unico punto che si presta a una seria discussione).
      • "non sarà un liberatore straniero a fermare la guerra..." Ma quale liberatore straniero? Quando mai?

      Dulcis in fundo, l'autore ritiene che "il potenziale distruttivo va lasciato sfogare per l’ultima volta nella storia, ma si devono evitare al massimo le sofferenze e le ripercussioni a lungo termine." A mio avviso, qui si sfiora una comicità quasi sublime. Nulla di strano, visto che la Costituzione è il suo "principio attivo".
      PS: non ho nulla contro Raffaele Varvara. La mia critica va alle tesi, non alla persona.

    2. Arian Van Heisen 1 luglio 2022

      Quoto parola per parola...!
      è difficile mettere d' accordo un popolo figuriamoci, l' Internazionale

    3. sbregaverse 1 luglio 2022

      ERGO ci si salva SOLI, al dettaglio, ovvero si attende
      l'Apocalisse che ci salverà all'ingrosso.

    4. absitiniuriaverbis 2 luglio 2022

      Non ricordo, e non lo ritrovo, chi scriveva (più o meno) : se ti senti a disagio in questo mondo è perché sei destinato a disegnarne uno nuovo.

      L'avevo trovato intrigante ma purtroppo non qualificava né come né dove e, soprattutto, non includeva commenti inerenti la variabile determinante: il tempo necessario a farlo.

      Ci sono teorie, corroborate da qualche fatto, che indicano come, seppure lentamente, un modo di vedere o di pensare o di comportarsi che nasca nello spirito ( non parlo di influencers e di chi li segue) diventi di 'massa' partendo da 'singolo'.
      Vedremo, meglio, vedrete e vedranno se il tempo consente.

    5. Fantine 3 luglio 2022

      Concordo appieno.
      E complimenti per la chiosa finale.
      La cortesia è sempre mirabile.
      È bello, però, augurarsi di allentare le catene e abbandonare la rassegnazione.

      Mi permetto di segnalarti solo che per l'autore "il principio attivo" non risiede nei principì fondativi, ma nella "sintesi". Affermazione sulla quale non concordo affatto con l'autore, come ho scritto nel mio commento.

    6. Fantine 4 luglio 2022

      La teoria della massa critica.

    1. Eugiorso 1 luglio 2022

      Resta valida, anzi validissima la nota locuzione latina "Si vis pacem, para bellum" ... esattamente come hanno fatto i russi, che se ne intendono, dai primi anni duemila.

      Cari saluti

    1. sbregaverse 1 luglio 2022

      Travaglio trasfigurativo dell'io?!
      Adesso mi è chiaro!
      Tutti con Marco sul monte TABOR in attesa di :
      TRASFIGURAZIONE.

    1. indipendente 1 luglio 2022

      Varvara sei confuso. Se parli di scontro tra Bene e Male, allora non puoi parlare di 99% di oppressi e 1% di oppressori. Se parli di armonia interiore, dovresti anche capire che in quel 99% di "oppressi" c'è tantissimo "Male" che deve inevitabilmente essere bilanciato. È la legge del karma bellezza! Varvara, un consiglio, comincia a pensare di più alla tua pace interiore, e poi continua scrivere articoli se proprio non ne puoi fare a meno.

    1. clausneghe 1 luglio 2022

      W la Pace viva la Rivoluzione grida l'infermiere scrittore e ne ha ragione, da vendere.
      Ma il guaio è che ci sarà sì la Pace ma sarà molto simile a quella già descritta da un antico cronista e cioè: "La chiamano pace ma è un deserto" riferito alla pax Romana, cioè lo sterminio dei nemici.
      Andrà a finire con lo scontro di Armageddon dove " Grandi e piccoli generali e soldati, tutti saranno dati in pasto agli uccelli"
      e noi possiamo solo stare attenti a non finire nei "danni collaterali" e sopravvivere alla carestia. Dopo di ciò se saremo ancora vivi assisteremo alla nascita di nuove gemme e nuovi fiori quando il sangue degli impuri ("triperati collusi con la Bestia") si sarà raffreddato. Orsù dunque siate ottimisti, speriamo di essere nel piccolo ma giusto numero di persone testimoni ancora in vita per osservare gli eventi a venire..

    1. sbregaverse 1 luglio 2022

      Recession ut secession.
      Mica male l'idea proposta;
      contro proposta parallela:
      ritirarsi ( recession) nella PAX, senza contrario, dando un taglio (secession) a tutto il resto buttato nella caldera.
      N.B. SEMPRE SION in cauda!

    1. LuxIgnis 1 luglio 2022

      In teoria sono più che d'accordo e credo hai centrato bene le dinamiche in corso, e quindi appoggerò per quel che posso iniziative di questo genere.
      Ma credo che ormai sia solo un pio desiderio. La vecchia umanità deve essere sì accompagnata ma non dico dove. Dove non potrebbe più tornare a fare danni.
      In definitiva, penso che l'umanità è spacciata. Quelli che sono invischiati nel vecchio, e sono tantissimi, non hanno nessuna intenzione di mollare quelle piccole cose che hanno. Sono come le scimmie intrappolate nelle trappole del vaso dove gli basterebbe aprire la mano per riconquistare la libertà ma non lo fanno.
      Quelli che hanno compreso che c'è qualcosa che non quadra, non hanno le forze per opporsi a un sistema, perché questo è un sistema che ha contaminato anche le più piccole cose in ogni dove. Uscire fuori dal sistema è impossibile.
      Poi ci sono gli "illuminati", i puri, quelli che hanno capito tutto e fanno a gara a chi ce l'ha più lungo rientrando totalmente nelle dinamiche da te descritte.
      Rimangono pochissime persone, dove pensi che possiamo andare?
      Penso che questa umanità tutta, vada lasciata andare dove vuole, nell'abisso che gli compete. Il malato è terminale, non c'è cura alla follia.
      Saremo travolti anche noi, pazienza. Ci sono infiniti universi e mondi da esplorare e saranno sicuramente migliori di questo.
      Ma vale la pena lottare anche se sarà la sconfitta. Perché non si lotta per qualcun altro si lotta per l'integrità della propria anima.

    2. danone 1 luglio 2022

      “ È preferibile sforzarsi di accendere un lume, anziché inveire contro le forze oscure del male ”
      (Federico Caffè)

      “Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente.
      Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta“
      (Buckminster Fuller)

      Lo ricordo a chiunque si faccia prendere troppo dal lato oscuro della visione :-))
      Che vada in malora chi vuole o sceglie di andarci, gli altri andranno dove sapranno costruire percorsi percorribili.
      La lotta ha senso solo se abbiamo prospettive credibili.

    3. LuxIgnis 1 luglio 2022

      La gramigna ha infestato il campo ormai, o la distruggi o lasci il campo.
      Si è arrivati a un punto in cui è tutto compromesso. Saranno le generazioni future, se vorranno e se ci saranno, a creare di nuovo qualcosa di buono dalle macerie.
      Io ho fiducia nei giovani, A noi non resta che lasciare testimonianza, per questo vale sempre lottare anche senza utilità o prospettive. Anzi, soprattutto senza.

    1. Arian Van Heisen 1 luglio 2022

      " Sana e Robusta Costituzione "

      Ma a quale Costituzione si riferisce l' articolista ?

    2. Fantine 2 luglio 2022

      Ciao, Arian.
      È un gioco di parole. La Costituzione è quella italiana.

    3. Arian Van Heisen 2 luglio 2022

      No , non era sarcastica , comunque la C.I. è fuori dal contesto
      della situazione oltre che anacronistica in diversi aspetti , per usare un ' eufemismo similmafiosa tipo l' art. 67

    4. Fantine 2 luglio 2022

      Menomale che c'è. La Costituzione.

    5. Arian Van Heisen 3 luglio 2022

      La costituzione viene interpretata o applicata proprio come fa la Magistatura Italica dipende se conviene o meno alle Elite.
      Comunque il trsformismo della classe politica italica è dovuto proprio alla C.I. nell' art. 67 una volta che hanno ricevutil mandato poi fanno l' esatto contrario di quello per cui erano stati eletti.
      Arian

    6. Fantine 3 luglio 2022

      In verità, per scelta dei padri costituenti, i nostri parlamentari non hanno il vincolo di mandato (come ad esempio in altre nazioni). Quando diventano parlamentari sono i rappresentanti di tutti.
      E questo, a mio parere, è preferibile. Senza che io lo elegga a dogma.
      Che poi per lo più e in diverso modo non facciano né gli interessi di chi li ha votati, né quelli del popolo italiano che rappresentano (e lascio il beneficio del dubbio per qualcuno, ove vi fosse), sono d'accordo con te.
      Come concordo sulla Costituzione calpestata, come la verità, negli ultimi anni.
      Tuttavia, la Costitizione nel nostro ordinamento funge davvero da guida e argine.
      Che poi la politica, non quella nobile, ma la asservita agli interessi dei centri di potere, riesca ad entrare nei vari ambiti, anche questo è purtroppo vero.
      Ed è sempre accaduto.
      Forse è la misura nelle cose. Come dicevano i latini.
      Forse oggi è troppo.
      È il problema dell'asticella. O della corda ;)

    7. Arian Van Heisen 3 luglio 2022

      " Quando diventano parlamentari sono i rappresentanti di tutti. "

      Al tempo della Costituente l' art. 67 aveva uno scopo, ora con l' evoluzione tecnologica informativa non ha più senso anzi produce quel fenomeno deleterio proprio per la Democrazia il TRASFORMISMO che ormai è diventato endemico in Italy per cui il voto viene costantemente tradito per cui produce l' astensionismo degli Elettori e la coptazione degli Eletti verso i poteri Forti.
      diventando i camerieri del Deep State altro che rappresentanti di tutti

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