Covid in India: serve integrità scientifica, non sensazionalismo

Nota della Redazione: siccome la tanto sbandierata situazione indiana è difficile da verificare e, comunque, l vari contesti, in una popolazione così ampia e con le differenze di urbanizzazione che coesistono, non ci consentono di controllare l’accuratezza delle fonti e la veridicità delle informazioni diffuse sia dal mainstream che dalle fonti alternative, proponiamo due diversi punti di vista, in modo da permettere ai lettori di formarsi la propria opinione e avere le basi per approfondire personalmente, magari riportando le proprie conclusioni nei commenti.

Un articolo con una visione diversa è stato pubblicato ieri.

***

 

L’epidemia di Covid in India e il bisogno di integrità scientifica, non di sensazionalismo

Realtà contro isteria nell’ultima festa della paura

 

Colin Todhunter – OffGuardian – 4 maggio 2021

 

I media occidentali stanno attualmente prestando molta attenzione all’India e all’apparente impatto della Covid-19. La narrazione è che il coronavirus sta devastando il paese – la gente sta morendo, i casi stanno andando fuori controllo e gli ospedali non sono in grado di farvi fronte.

In effetti sembra che in alcune parti del paese ci sia un grosso problema. Tuttavia, dobbiamo distinguere tra gli effetti della Covid-19 e l’impatto di altri fattori. Dobbiamo anche essere molto attenti alle notizie sensazionalistiche dei media che travisano la situazione.

Per esempio, alla fine di aprile, il New York Post ha pubblicato una storia sulla “ondata” di COVID in India con un titolo che diceva: “Filmati mostrano persone morte nelle strade”. Accanto c’era l’immagine di una donna che giaceva morta. Ma l’immagine era in realtà quella di una donna stesa a terra in un articolo del maggio 2020 su una fuga di gas in Andhra Pradesh.

Per cercare di fare un po’ di luce sulla situazione e andare oltre il panico e il sensazionalismo dei media, ho recentemente parlato con Yohan Tengra, un analista politico e specialista di sanità, di base a Mumbai.

Tengra ha condotto una buona quantità di ricerche sulla Covid-19 e sulla risposta globale ad essa. È  coautore di un nuovo rapporto: “Come l’interpretazione non scientifica dei risultati dei test RT-PCR e Rapid Antigen sta causando picchi fuorvianti di casi e decessi”.

Relativamente all’India, dice:

“Non sapremo mai statisticamente se le infezioni sono davvero aumentate. Per essere certi, avremmo bisogno di dati di persone sintomatiche che sono risultate positive con un test di coltura del virus o con la PCR che utilizza 24 cicli o meno, idealmente sotto i 20″.

Aggiunge che l’India sta vivendo principalmente casi asintomatici:

“Per esempio, a Mumbai, hanno dichiarato due giorni fa che del totale dei casi in città, l’85% era asintomatico. A Bangalore, oltre il 95% dei casi erano asintomatici!”

Nel suo rapporto, Tengra offre prove scientifiche che indicano fortemente che la trasmissione asintomatica non è significativa. Egli afferma che poiché questi casi comprendono la maggior parte del numero di casi dell’India, dovremmo mettere in discussione i dati così come i test PCR e i cicli utilizzati per rilevare il virus invece di accettare le cifre al valore nominale.

Come in molti paesi del mondo, Tengra dice che la gente in India è stata indotta a temere il virus all’infinito. Inoltre, hanno generalmente l’impressione di dover intervenire presto per superare con successo l’infezione.

Come fa notare Tengra:

“Il sistema medico stesso lavora per aumentare il numero di casi positivi. Anche con un test PCR negativo, stanno usando TAC e diagnosticando persone con Covid. Queste TAC non sono affatto specifiche per la SARS-CoV-2. Conosco personalmente persone a cui è stato chiesto di essere ricoverate dai loro medici solo sulla base di un test positivo (i medici possono ottenere una fetta del conto totale fatto quando indirizzano un paziente a un ospedale). Questo è successo anche a una celebrità di Bollywood, a cui è stato chiesto di essere ricoverato dai suoi medici senza sintomi e con solo una PCR positiva”.

Test PCR difettosi e diagnosi errate, dice Tengra, combinati con persone che vogliono intervenire precocemente anche con i sintomi più lievi, hanno riempito i letti, impedendo l’accesso a coloro che ne hanno davvero bisogno.

Affrontando la tanto pubblicizzata carenza di ossigeno, Tengra deduce che anche questo è il risultato di politiche inette, con le esportazioni di ossigeno che sono aumentate negli ultimi tempi, causando riserve scorte di riserva inadeguate di fronte a un aumento della domanda.

Secondo Tengra, l’anno scorso in India il tasso di mortalità per Covid-19 era oltre il 3 per cento, ma è ora sceso sotto l’1,5 per cento. Il tasso di fatalità dell’infezione è ancora più basso, con risultati di sierodiagnosi che mostrano che sono tra lo 0,05% e lo 0,1%.

I direttori dell’All India Institute of Medical Science e dell’India Council of Medical Research hanno entrambi dichiarato che non c’è molta differenza tra la prima e la seconda ondata e che ci sono molti più casi asintomatici questa volta che nella cosiddetta “prima ondata”.

Tengra sostiene che il principio è lo stesso per tutti gli agenti infettivi: infettano le persone, la maggior parte può combatterli senza nemmeno sviluppare sintomi, alcuni sviluppano sintomi lievi, un numero minore sviluppa sintomi gravi e un numero ancora minore muore.

Anche se con le giuste strategie di prevenzione e trattamento è possibile salvare delle vite, Tengra nota che la maggior parte dei medici in India usa farmaci inefficaci e non sicuri. Di conseguenza, egli sostiene che i tassi di mortalità potrebbero aumentare a causa di trattamenti inappropriati.

Come è successo in molti altri paesi, Tengra nota che il modo in cui le linee guida del certificato di morte sono strutturate in India rende facile per qualcuno essere etichettato come morto per Covid solo sulla base di un test PCR positivo o di sintomi generali. È quindi spesso difficile dire chi è morto per il virus e chi è stato mal diagnosticato.

E la questione della diagnosi errata non dovrebbe essere messa da parte alla leggera. In un recente articolo di Jo Nash, residente da lungo tempo in India, “India’s Current ‘COVID Crisis’ in Context“, si nota che il punto focale su cui si concentra la messaggistica dei media e la fonte di molte delle orribili scene di sofferenza – Delhi – è tra le città più inquinate al mondo, cosa che obbliga spesso a dover chiudere la città a causa degli effetti diffusi sulla salute respiratoria.

Nash sostiene anche che le malattie respiratorie come la TBC e le infezioni del tratto respiratorio come la bronchite che porta alla polmonite sono sempre tra le prime dieci cause di morte in India. Queste condizioni sono gravemente aggravate dall’inquinamento atmosferico e spesso richiedono ossigeno che può scarseggiare durante le crisi da inquinamento atmosferico, come accade in questo periodo dell’anno.

Di conseguenza, è ragionevole affermare che non tutto è come potrebbe sembrare per quanto riguarda i resoconti dei media sulla situazione attuale.

È interessante come questa “seconda ondata” sia correlata al lancio del vaccino (Nash fornisce fonti ufficiali a sostegno di questa affermazione). Tengra ritiene che questo potrebbe non essere una coincidenza. Dice che i dati “AEFI” (eventi avversi in seguito all’immunizzazione) sottostimano enormemente il numero di reazioni avverse da vaccino nel paese.

Tengra dice che, sulla base delle indagini sul campo e dei dati raccolti da lui stesso, c’è un numero enorme di persone che si sono ammalate dopo la vaccinazione, molte delle quali sono poi risultate positive alla Covid e sono state ricoverate.

L’incentivo finanziario per i medici a diagnosticare le persone con Covid potrebbe anche significare che molte delle persone che sono malate con altre condizioni vengono registrate come pazienti Covid, mentre i letti per le persone con problemi di salute non Covid sono sotto occupati.

Due mesi fa, c’era molta esitazione sui vaccini in India e molte persone non accettavano la vaccinazione Tengra nota che il governo ha dovuto alzare la posta per spaventare la gente.

Egli sostiene:

“In questo momento siamo ad un bivio in termini di decisione del destino del nostro paese e sarà interessante vedere come andranno le cose”.

Tengra sta lavorando, con avvocati e altri cittadini preoccupati, per proporre azioni legali per contestare l’idea della trasmissione asintomatica e i test sulle persone sane. L’obiettivo è anche quello di migliorare i test in linea con i protocolli basati sull’evidenza.

Ma questo non è tutto:

“Contesteremo anche [i dati circa] l’attuale diffusione del vaccino, evidenziando i problemi dei test che sono stati condotti, gli eventi avversi, i decessi, i passaporti dei vaccini e altre questioni che circondano l’argomento”.

Tengra non è il solo a contestare la narrazione mainstream.

Un recente articolo dell’epidemiologo clinico professor Amitav Banerjee, sul giornale indiano National Herald, sostiene che la situazione attuale in India non è dovuta alla letalità del virus, ma al numero di persone finite in ospedale, che sta evidenziando le crepe nelle infrastrutture sanitarie pubbliche dell’India e l’iniqua distribuzione dei servizi sanitari. Anche nei momenti migliori, sostiene, c’è una mancata corrispondenza tra domanda e offerta. Non c’è da stupirsi, quindi, che ora vediamo un’emergenza – non proprio a causa della Covid.

Come Yohan Tengra, Banerjee mette in dubbio l’integrità scientifica delle risposte alla Covid e questo include il lancio dei vaccini e i problemi che questo in sé potrebbe portare:

“Fare una vaccinazione di massa con input incerti sull’efficacia è un grande azzardo. Abbiamo un vaccino contro la tubercolosi da decenni che ha zero efficacia nel prevenire la tubercolosi nella popolazione indiana. Inoltre, si teme che una vaccinazione casuale e incompleta della popolazione possa innescare dei ceppi mutanti”.

Riferendosi a un editoriale del British Medical Journal di K. Abbasi (‘Covid-19, Politicisation, Corruption, and Suppression of Science‘), Banerjee solleva preoccupazioni sulla soppressione della scienza da parte di politici e governi e sui conflitti di interesse di accademici, ricercatori e lobby commerciali.

Bannerjee dice:

“In un disastro globale, i leader mondiali, i loro consiglieri scientifici, compresi gli scienziati di carriera, sono sotto una pressione tremenda. Devono dare l’impressione di avere il controllo e possono ricorrere a modi autoritari per camuffare le loro incertezze. Queste tattiche deviano dall’approccio scientifico. L’attuale pandemia è piena di queste incertezze e quindi si è instaurato un circolo vizioso di repressione quando le autorità e i loro consulenti si trovano di fronte a un numero crescente di casi”.

Niente di ciò che è stato presentato qui vuole negare l’esistenza o l’impatto della Covid-19. Le persone in India stanno morendo – alcune a causa del virus, altre ‘con‘ il virus, ma molto probabilmente soprattutto a causa delle loro preesistenti condizioni di base, e ce ne sono altre che sono state diagnosticate in modo errato.

Anche se i dati sulla mortalità in eccesso non sono attualmente disponibili, Yohan Tengra nota che l’età media di coloro che sono morti nella prima ondata era di 50 anni. Questa volta è di 49 anni.

Il professor Banerjee dice che c’è opacità e offuscamento invece di trasparenza. Fa appello al coraggio morale degli scienziati consulenti del governo indiano: l’integrità scientifica è la necessità del momento.

Per finire, contestualizziamo la Covid e il resoconto dei media globali sulla situazione in India, tornando a Jo Nash.

“Anche se le morti presunte di Covid raggiungono il loro picco, più persone muoiono di diarrea ogni giorno in India e lo hanno fatto per anni, soprattutto a causa della mancanza di acqua pulita e servizi igienici che creano un terreno maturo per l’insorgere di malattie trasmissibili”.

Colin Todhunter

 

Link: https://off-guardian.org/2021/05/04/indias-covid-outbreak-the-need-for-scientific-integrity-not-sensationalism/

Traduzione di Arrigo de Angeli per ComeDonChisciotte

25 Commenti
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lurker
lurker
Risposta al commento di  emilyever
7 Maggio 2021 9:42

Il tasso di mortalita’ (case fatality rate) e’ il numero di morti rispetto al numero di ammalati (quindi infetti sintomatici). Se il numero di morti e’ stato basso, allora anche il numero di ammalati e’ stato proporzionalmente basso.

Deheb
Deheb
Risposta al commento di  lurker
7 Maggio 2021 12:52

Quello che hai descritto è il tasso di letalità

emilyever
emilyever
Risposta al commento di  Deheb
7 Maggio 2021 13:45

Infatti, il tasso di mortalità è il rapporto fra numero di abitanti e decessi

Deheb
Deheb
Risposta al commento di  emilyever
7 Maggio 2021 15:44

Sulla tua domanda iniziale: o c’è stato un problema di traduzione, o Tengra non ha capito il concetto.
Yohan Tengra lo presentano come un analista politico e specialista di sanità ma stando al suo profilo linkedin è ancora studente, praticamente un attivista.

AlbertoConti
AlbertoConti
7 Maggio 2021 4:47

Questo a mio parere è un elemento chiave per capire la vicenda indiana: “Due mesi fa, c’era molta esitazione sui vaccini in India e molte persone non accettavano la vaccinazione. Tengra nota che il governo ha dovuto alzare la posta per spaventare la gente.” Noi italiani ne sappiamo qualcosa sul ruolo che la paura ha avuto, e ancora ha dopo più di un anno, nel peggiorare la situazione epidemiologica. Oggi abbiamo un generale pennuto che è stato investito da Mr. Banchecentrali in persona della “mission” di vaccinare al più presto l’intera popolazione italiana, da 2 mesi a oltre 100 anni di età. Lo stesso generale che ha messo in scena la processione a passo d’uomo dei camion militari con una sola bara ciascuno in quel di Bergamo, una sceneggiata che rimarrà scolpita indelebilmente nel cuore e nelle menti di tutti gli italiani e non solo. Il primo effetto della paura è l’indebolimento delle naturali difese immunitarie, a cominciare da quella innata che come è noto interviene da subito a livello anche delle vie aeree superiori, stroncando l’infezione sul nascere e dando origine alla stragrande maggioranza di asintomatici, con al più bassa carica virale infettiva. In condizioni normali questi blandi trasmissori… Leggi tutto »

emilyever
emilyever
Risposta al commento di  AlbertoConti
7 Maggio 2021 5:14

Riprendo il tuo discorso sui vaccini, per chiedervi se anche voi non guardate con preoccupazione all’invito (magari ci sarà un articolo) di Biden a togliere i brevetti del vaccino a Big pharma, in modo che siano gli stessi Paesi poveri a produrli e distribuirli, e subito, almeno in tv, si è accesa la cartina dell’Africa, perchè” altrimenti, è il mantra quotidiano in tv, finchè non sarà vaccinato tutto il mondo, noi non saremo mai sicuri”. Ecco, ho pensato, vogliono che l’Africa si riduca come l’India, non possono tollerare che qualcuno si svegli un mattino e si chieda:- ma come mai in Africa (escluso il Sudafrica dove si “curano” all’occidentale) non c’è l’esplosione di casi e di morti che si prevedeva da un anno? Quanto mai opportuno, allora, per rispondere a questa domanda, è l’ultimo video dell’IHU di Marsiglia, del prof Parola (braccio destro di Raoult) intitolato – Smettiamo di dare lezioni all’Africa- Ricorda i numeri bassi di decessi e di contagiati nel Magreb e nell’Africa nera, perchè sono abituati a reagire senza panico alle infezioni respiratorie, c’è una medicina territoriale, si sono curati con i farmaci a buon mercato che usano da sempre, inutile ripeterlo, l’antimalarico e eventualmente un antibiotico.… Leggi tutto »

AlbertoConti
AlbertoConti
Risposta al commento di  emilyever
7 Maggio 2021 5:32

Le strategie per neutralizzare ogni esperienza positiva nell’affrontare la covid-19 sono evidenti a tutti i livelli, dai protocolli istituzionali reiterati (è la parola giusta, trattandosi di crimini evidenti come la tristemente famosa “tachipirina e vigile attesa”) fino alla demonizzazione delle politiche nazionali vincenti, come la prima Svezia e la prima India (*). Hai perfettamente ragione, ora resta l’Africa da neutralizzare, come testimone scomodo che l’alternativa al vaccino c’è. Intanto hanno già fatto fuori fisicamente i leader delle politiche “negazioniste” dell’approccio occidentale, come l’autore del plateale scherzetto della papaya risultata poi positiva al test PCR fatto da “loro” stessi. Come le cure efficaci della covid-19 sono insopportabili per la narrazione mainstream, così i dati macro di paesi o interi continenti “ribelli”. Una narrazione ormai diventata delirio del tutto irrazionale. E qui casca l’asino, la violazione di ogni razionalità proprio nell’occidente, l’erede della cultura razionale greca. Su questo terreno si può e si deve batterli. Il 2+2=3, o 5 il giorno dopo, sarà la tomba di questa truffa planetaria. Le nostre popolazioni sono in massima parte sotto ipnosi malefica, attendono solo di essere risvegliate. Diventiamo rivoluzionari restauratori del 2+2=4. (*) ricordo perfettamente il discorso del ministro della salute israeliano all’inizio del problema… Leggi tutto »

emilyever
emilyever
Risposta al commento di  AlbertoConti
7 Maggio 2021 8:07

Intanto dall’UK non giungono notizie incoraggianti, benchè il governo minimizzi, dando la colpa a comportamenti poco prudenti dei vaccinati, però, su 3842 pazienti che avevano ricevuto la prima inoculazione, 3534 sono stati testati positivi alla covid, fra questi 500 hanno dovuto ricorrere alle cure ospedaliere, 112 sono morte, però 82 di queste avevano più di 80 anni ed erano a rischio di altre comorbilità. Ma agli inglesi sarà stato detto che il vaccino tendeva a mettere al sicuro i più fragili e ad impedirgli un decorso grave della malattia o gli hanno raccontato un’altra storia? Sarei anche curiosa di sapere in che modo questi novantenni saranno stati poco prudenti dopo la vaccinazione: avranno abbracciato figli e nipoti che non vedevano da tanto tempo, come lo spot di Tornatore?

Il link è in inglese

https://www.lifesitenews.com/news/uk-report-shows-526-patients-admitted-to-hospital-with-covid-over-21-days-after-vaccination?utm_source=LifeSiteNews.com&utm_campaign=8676936ec7-Freedom_5_6_21&utm_medium=email&utm_term=0_12387f0e3e-8676936ec7-407765182

IlContadino
IlContadino
7 Maggio 2021 4:46

Ora è il turno dell’India. Anno scorso di questi tempi si seguivano i grafici svedesi. Siamo passati per i pipistrelli cinesi, le bare di Bergamo, i balletti sanitari, la papaya della Tanzania, la mascherina di Trump, la variante inglese, la politica libertina della Bielorussia, l’ambiguità russa, la stretta canadese, il coprifuoco, il piano vaccinale israeliano, il pass europeo… Sempre qui, presenti, a denunciare follie e soprusi, chi più ne ha più ne metta. E anche quest’anno un’altra primavera viene a sbocciare, indifferente ai mali dell’uomo, alle sue follie e ai soprusi. Che abilità abbiamo nel complicare le cose! Mamma mia!
Chiudi gli occhi, ascolta il vento, pace.

AlbertoConti
AlbertoConti
Risposta al commento di  IlContadino
7 Maggio 2021 5:10

Ottima filosofia e ottimo consiglio a livello individuale, se non fosse che non ci lasciano in pace, ci attaccano continuamente sempre più duramente.
Prima mi ero detto che era ora d’intervenire attivamente perchè ne avevano combinate troppe e ci avevano rotto le balle oltre ogni umano limite di sopportazione.
Adesso invece vogliono dichiaratamente mettere le mani sui bambini, su tutti i bambini, e di fronte all’enormità di questo crimine ogni altra considerazione scompare, ne viene travolta. Dobbiamo armarci e combattere questi criminali genocidi con le loro stesse armi, o con qualunque altra trovata, fino a fermarli, e magari toglierci qualche piccola soddisfazione vedendoli dietro le sbarre.

IlContadino
IlContadino
Risposta al commento di  AlbertoConti
7 Maggio 2021 5:31

Difficile non essere d’accordo con quanto scrivi. I bambini su cui vogliono mettere le mani sono gli stessi su cui già pende un obbligo vaccinale supportato da quasi ogni singolo genitore del nostro beneamato paese. Sono gli stessi bambini che stanno seduti e composti con la mascherina sulla faccia perché genitori e insegnanti dicono così. Gli stessi bambini che mi portavano in palestra mascherati (tonfo al cuore)…”ora bambini leviamo la mascherina così riusciamo a fare attività come si deve e a far gioire il corpo e lo spirito”, e per una volta, i genitori, muti!

Kozjak
Kozjak
Risposta al commento di  IlContadino
7 Maggio 2021 6:38

Ieri, bel tardo pomeriggio di sole, da uno spiazzo di una larga zona pedonale guardavo il porto dove ho lavorato ….un gruppo di ragazze adolescenti si allenavano alle mie spalle: scatti di corsa, ginnastica….erano il ritratto della gioia e della salute…tutte con la mascherina ben piazzata….
Non aggiungo altro

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  IlContadino
7 Maggio 2021 6:47

Oggi, notizia del mainstream, uno studente si è incatenato al banco senza la mascherina, come gesto di protesta. Risultato? Polizia, ambulanza, TSO.
E fine dei discorsi.

IlContadino
IlContadino
Risposta al commento di  Bertozzi
7 Maggio 2021 7:04

Sì, ho letto. Terribile, un no coscienzioso si trasforma subito in TSO imposto. Ed è la solita morbosa questione, lo fanno diventare un problema di lezioni in sicurezza. Turismo in sicurezza, palestra in sicurezza, teatro in sicurezza, ristorante in sicurezza, stadio in sicurezza…ma che diavolo vorrà mai dire “in sicurezza”?!! Boh, forse l’hanno spiegato al ragazzo di Fano

Bertozzi
Bertozzi
Risposta al commento di  IlContadino
7 Maggio 2021 7:09

Mah, se il problema è la sicurezza lo espelli e gli vieti di entrare, lo fai parlare con chi ti pare, lo fai pagare, no lo so scegli tu, non lo ricoveri provando a incasinargli il cervello, quello è da pazzi criminali veri (altro che fascisti nazisti comunisti eugenisti… questi sono il peggio del peggio, e vanno avanti indisturbati, e noi a belare a comando, poi mi si dice spesso di mettere da parte l’amarezza, tzè…)

IlContadino
IlContadino
Risposta al commento di  Bertozzi
7 Maggio 2021 7:19

La sicurezza è la nuova scusa, il pretesto. Un giorno una ragazza che conoscevo ha partecipato ad una manifestazione in Spagna: centri sociali, tafferugli con gli sbirri, più o meno le solite cose, però quella volta in caserma la incriminarono di terrorismo (non si è mai saputo il perché), non ti dico il tempo, i soldi e le energie che investì la famiglia per riportarla a casa. Oggi con “in sicurezza” ci fanno passare tutti per terroristi. Sono furbi oltre che malefici

Astrolabio
Astrolabio
Risposta al commento di  Bertozzi
7 Maggio 2021 16:59

Senza nessun avvocato che difendesse il ragazzo per vedere se le richieste erano lecite. Il Tso ce lo raccontano ma non possono farlo senza motivazione.
Ci stanno raccontando di tutto per farci paura.
E’a questo che mirano.

ducadiGrumello
ducadiGrumello
7 Maggio 2021 10:57

tutto il mondo è paese

rocks
rocks
7 Maggio 2021 16:14

Decessi covid ogni milione di abitanti:
India 171
USA 1719
magari in India non li contano tutti, magari in USA ne contano troppi… comunque… maddeccheaò!

Simone A
Simone A
8 Maggio 2021 2:02

Purtroppo su entrambe le sponde di questa discussione vedo solo un mare di cacciatori di gloria che urlano a caccia di visibilità, le folle di silenziosi lavoratori seri e professionali invece tacciono ma stanno creando i ponti: le terapie domiciliari, i farmaci efficaci, i metodi di diagnosi, le prassi per minimizzare i danni a lungo termine sia della malattia che delle cure e così via. Un esempio su tutti di quanto urlare faccia male al capire è l’autore che dice correttamente che la TAC non è un esame specifico per il COVID ma non intuisce che è l’esame perfetto per individuare le polmoniti interstiziali diffuse (quasi sempre di origine virale) che sono il sintomo primo e più preoccupante clinicamente del COVID stesso, a priori dall’individuazione del patogeno è proprio questa situazione clinica generalmente piuttosto rara il motivo di allarme. Riprende poi il meme della PCR ma non individua che il metodo di diagnosi è cambiato, il tampone rapido e i sierologici utilizzano anticorpi monoclonali, all’inizio effettivamente l’unico metodo usato era la PCR con marcatura ma tecnicamente è lento (20+ minuti solo per amplificare il DNA, poi ci sono i tempi di marcatura e lettura che vanno a portarlo a giorni… Leggi tutto »

Simone A
Simone A
8 Maggio 2021 2:02

Purtroppo su entrambe le sponde di questa discussione vedo solo un mare di cacciatori di gloria che urlano a caccia di visibilità, le folle di silenziosi lavoratori seri e professionali invece tacciono ma stanno creando i ponti: le terapie domiciliari, i farmaci efficaci, i metodi di diagnosi, le prassi per minimizzare i danni a lungo termine sia della malattia che delle cure e così via. Un esempio su tutti di quanto urlare faccia male al capire è l’autore che dice correttamente che la TAC non è un esame specifico per il COVID ma non intuisce che è l’esame perfetto per individuare le polmoniti interstiziali diffuse (quasi sempre di origine virale) che sono il sintomo primo e più preoccupante clinicamente del COVID stesso, a priori dall’individuazione del patogeno è proprio questa situazione clinica generalmente piuttosto rara il motivo di allarme. Riprende poi il meme della PCR ma non individua che il metodo di diagnosi è cambiato, il tampone rapido e i sierologici utilizzano anticorpi monoclonali, all’inizio effettivamente l’unico metodo usato era la PCR con marcatura ma tecnicamente è lento (20+ minuti solo per amplificare il DNA, poi ci sono i tempi di marcatura e lettura che vanno a portarlo a giorni… Leggi tutto »

emilyever
emilyever
Risposta al commento di  Simone A
8 Maggio 2021 3:55

Almeno alla tua terza domanda aveva cercato di rispondere l’articolo di France soir, di cui ti riposto il link, e che avevo già illustrato sotto l’articolo L’India e la covid: certo, nelle regioni dell’India dove continuano a curarsi come l’anno scorso con ivermectina e idrossiclorochina , non c’è tutto questo disastro, anzi, i numeri dei morti a causa della covid l’anno scorso da marzo a luglio erano stati 600.

https://www.francesoir.fr/opinions-tribunes/covid-19-en-inde-analyse-de-la-situation-ivermectine-et-hydroxychloroquine-sont

Simone A
Simone A
Risposta al commento di  emilyever
8 Maggio 2021 5:52

Argomento interessante che conosco, purtroppo esiste una buona documentazioe sugli effetti di entrambe ed effettivamente sono efficaci in alcune fasi dell’infezione, purtroppo in altre sono controindicati o causano un peggior esito nei postumi. Come ogni farmaco poi è diverso se si prende preventivamente (i chinini sono antimalarici con copertura) o come terapia sintomatica. Il problema che cercavo di sottolineare è proprio come gli hipe e la comprensione scorretta di alcune cose siano alla base di molto del caos, ognuno degli urlatori si lega ad un set di idee per farne un cavallo di battaglia vendendo la sua visione come la “soluzione finale” in una comoda confezione monodose. D’altra parte molto lavoro avviene con i metodi lenti e silenziosi della comune ricerca e questi spesso vengono sovrastati dalle grida anche sepiù potrebbero dare come soluzioni, il mio sarcasmo verso l’impronta indiana è poi molto legato al fatto che secondo metodi epidemiologici semplicemente i danni peggiori del COVID, i postumi dell’infezione, sarebbero ampiamente mitigati dirottando verso strategie di sanità e salute pubblica che nulla hanno a che fare con il virus specifico…… Purtroppo è più facile urlare e sparacchiare cavalcando i problemi immediati con soluzioni e fallimenti da “uomo forte” per raccattare… Leggi tutto »

emilyever
emilyever
Risposta al commento di  Simone A
8 Maggio 2021 7:32

In Italia l’ivermectina e l’idrossiclorochina sono state o silenziate o criminalizzate da subito, mentre in India, almeno l’anno scorso, erano state consigliate e ancora oggi compaiono nel protocollo terapeutico. Certo che entrambe queste medicine devono essere tarate sulle persone (no, per esempio, a chi soffre di favismo o ha problemi cardiaci) ma, come dici tu, gli studi randomizzati sono stati fatti, almeno sull’idrossiclorochina, in una fase avanzata della malattia e con dosi che erano 6 volte quella raccomandata e usata con successo a Marsiglia dal prof Raoult