COMUNISTI? QUANDO LA DEMENZA SENILE E LA SUBALTERNITA’ BIO-TECNOLOGICA FANNO TRADIRE MARX E LENIN…

...che in numerosi scritti sostenevano come il nemico principale fosse l'imperialismo e come, dunque, perfino i feudatari indiani e latinoamericani andavano sostenuti nella lotta contro il colonialismo britannico e spagnolo e per l'indipendenza, bene primario. Mentre i Taliban non sono neppure signorotti feudatari, ma i contadini che li hanno spazzati via. Con una nota sui salvatori della faccia agli USA e deturpatori della faccia dei Taliban

Di Fulvio Grimaldi per ComeDonChisciotte.org

Dei bravissimi compagni, tuttora comunisti, in uno della dozzina di minuscoli partitini che si fregiano dell’illustre nome, dai quali molte volte sono stato invitato a presentare miei documentari sulle recenti guerre, dal Vietnam alla Jugoslavia, dal Medioriente all’America Latina, mi vorrebbero per una conferenza sull’Afghanistan. Mi hanno chiesto di fargli avere i materiali che ho dedicato ai recenti avvenimenti (www.fulviogrimaldicontroblog.info) e mi hanno fatto avere questa loro assurda locandina, destinata a denigrare la lotta vincente di tutto un popolo e far piacere unicamente ai colonialisti in fuga, seviziatori del paese per vent’anni. Al punto di introdurvi, a rimedio al proprio fallimento, il loro mercenariato di tagliagole ISIS e di contractors.

Non hanno neppure il colossale, epocale danno, economico, politico, sociale e soprattutto di immagine nell’opinione mondiale di una simile sconfitta e cacciata dal paese delle cui immense risorse mineraria (indispensabili per le nuove tecnologie) volevano appropriarsi. Sono arrivati alla grottesca conclusione – autentico omaggio a USA e NATO – di rappresentare una resistenza indomita di due decenni come una finzione alle dipendenze dell’imperialismo. 

Sulla base di cosa? Primo, di un’avversione pseudo-dirittoumanista ai Taliban, stile Boldrini-Soros, da portatori di una cultura occidentale della quale hanno assorbito le ipocrisie eurocentriste e tutte le menzogne propagandistiche. Secondo, del fatto che dopo vent’anni di insuccessi americani e stragi di afghani da bombardamenti (almeno 350.000 vittime), i Taliban hanno costretto Trump e poi Biden al negoziato. Dei cui esiti tutto resta da vedere, anche alla luce dell’importante ruolo che nello scacchiere stanno svolgendo potenze amiche come Cina e Russia.

Naturalmente, data le posizioni del tutto opposte sulla fuga degli USA e dei loro fantocci e sulla vittoria di popolo conseguita dai Taliban, ogni collaborazione risulta esclusa. 

Ma inoltro la mia risposta a questi che, nonostante il madornale errore, restano amici, per esprimere ancora una volta tutta la mia desolata disillusione sull’incapacità di coloro che un tempo rappresentavano la speranza e gli obiettivi delle masse. Erano eredi di un 1917 e di un 1789 e di quelle lotte rivoluzionarie, per uscire da una visione subalterna e sclerotica su chi siano amici e nemici, sia quanto alla globalizzazione bio-tecnologica-totalitaria, sia quanto alla geopolitica imperiale e alla resistenza dei popoli.

Franco Fracassi, a che gioco giochi?

Nel momento in cui Trump e poi Biden, su evidentissima sollecitazione del Deep State neocon USA, hanno utilizzato il pretesto del virus manovrato dalla Cupola finanziaria globalista, per lanciare una furibonda campagna contro la Cina, attribuendole quella e ogni altra nefandezza, entra puntuale in campo il collega Franco Fracassi con una sua inchiesta sul virus fabbricato dai cinesi e uscito dal laboratorio di Wuhan. La disputa sulle origini del virus, cinese, statunitense, pipistrelliano, resta del tutto aperta, in mancanza totale di prove inconfutabili dell’una o dell’altra versione. Resta la partita geopolitica di netta propaganda nella quale ognuno si schiera secondo tendenza. Del resto, conta, più dell’incerta origine, l’uso che i maggiorenti dell’operazione sanitaria della cosa hanno fatto.

Ora rispunta Fracassi a mettere in discussione l’evidenza clamorosa di una disfatta epocale del ventennale colonialismo bombarolo e seviziatore sociale USA e Nato in Afghanistan. Attribuisce, l’investigatore, alla maniera di questi cari vetero comunisti in disarmo ideologico, un evento che urla al mondo la crisi dell’imperialismo americano e dei subalterni a null’altro a una grande messa in scena. In tale sceneggiata i Taliban, non più ventennale movimento di liberazione, sono ridotti a infame strumento collaborazionista, alla faccia degli amici russi e cinesi, presentissimi nel paese con investimenti e cooperazione, del secolare nemico anglosassone colonialista. L’infamia risulta abbagliante dalla disponibilità dei Taliban di accedere a un negoziato col nemico a Doha.

Bravo Fracassi, salvata la faccia agli USA e ribadita al mondo la faccia turpe e anche traditrice dei Taliban.

Ecco la mia risposta all’invito alla conferenza sull’Afghanistan

COMUNISTI? QUANDO LA DEMENZA SENILE E LA SUBALTERNITA' BIO-TECNOLOGICA FANNO TRADIRE MARX E LENIN...

Ti invio del materiale – interviste e scritti miei – sull’Afghanistan. Del resto si trovano nel mio blog, www.fulviogrimaldicontroblog.info, su Facebook, Telegram e VK.

Non credo che lo apprezzerai e vorrai farne uso, anche in vista di una mia presentazione a Zagarolo, dato che esprime una visione e un’analisi nettamente diversa e opposta alla vostra che ritengo tragicamente sbagliata.

Il fatto che un occupante sia costretto a una fuga indecorosa, dimostrazione del consenso che il movimento di liberazione nazionale Taliban vanta presso la stragrande maggioranza della popolazione, smentisce tutte le teorie di una subalternità dei Taliban agli USA. Che sono addirittura ridicole, alla luce del colpo epocale inferto a Biden e all’imperialismo occidentale da una debacle che più catastrofica non  poteva essere. Come si evince anche dai disperati e livorosi clamori e dalle geremiadi del verminaio politico-mediatico degli utili idioti e amici del giaguaro.

Il semplicismo con cui si considerano gli accordi di Doha una resa dei Taliban agli USA rivela una scarsissima competenza geopolitica e una visione infantilmente schematica dei rapporti di forza che, sempre, si esprimono tra scontri e negoziati.

Da una posizione di assoluta forza dei Taliban, sostenuti dal popolo davanti a un governicchio fantoccio di ladri e corrotti, dopo vent’anni di stragi e di insuccessi di USA e NATO, saggiamente i Taliban, vedendo il nemico in posizione di debolezza e mancanza di opzioni, per porre fine a questo strazio del loro popolo, hanno deciso di negoziare. Per lo più si deve ricordare che Trump voleva a tutti i livelli porre termine alle “inutili guerre infinite” degli USA e della Nato.In questa foto scattata il 13 agosto 2021, combattenti talebani stanno su un veicolo lungo il bordo della strada a Herat, la terza città più grande dell'Afghanistan, dopo che le forze governative si sono ritirate il giorno prima dopo settimane di assedio. (Foto AFP)Si vedrà quali sono i termini del negoziato. Probabilmente ci saranno delle aperture dei Taliban agli interessi economici USA, bisognerebbe vedere a quali condizioni  e soprattutto in quale quadro dei rapporti e investimenti di Cina e Russia, rispettosi della sovranità degli Stati.

Gli USA sono inguaiati in tutto il mondo, dall’America Latina al Medioriente, le loro rivoluzioni colorate e i colpi di Stato falliscono da Hong Kong al Myanmar, dall’ISIS lanciato contro Iraq e Siria ai contraccolpi in America Latina. Se dal loro ritiro ricaveranno qualche partecipazione all’enorme ricchezza mineraria afghana, in subordine a Cina e Russia, sarà già tanto e varrà bene la fine dell’incenerimento degli afghani, donne col burka comprese, mediante missili e le bombe USA e NATO, noi compresi.

Quanto a gente dipendente dal dollaro USA (quelli del governo afghano sono tutti in banche USA e ora sono stati congelati da Biden, tanto è padrino dei Taliban!), converrebbe che i comunisti si occupassero di quanto è successo in Vietnam e va succedendo a Cuba. Dove il “dollaro USA” è riuscito e, rispettivamente, va riuscendo ad assicurarsi nuovi servi. 

Di Fulvio Grimaldi per ComeDonChisciotte.org

Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org

Notifica di
8 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
ndr60
Utente CDC
21 Agosto 2021 18:54

Ho visto proprio oggi l’intervista di Fracassi su Byoblu. Egli afferma che i Taliban si sarebbero accordati con gli americani: la fine della guerra in cambio della continuazione del commercio di oppio (fondamentale anche per BigPharma, visto che è la base per molti farmaci analgesici). Be’, anche per la droga in sé, che veniva comodamente trasportata sugli aerei USAF e NATO senza antipatici controlli doganali. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Grimaldi, di tutto ciò.

LuxIgnis
Utente CDC
Risposta al commento di  ndr60
21 Agosto 2021 19:15

Da quello che ho letto riguardo l’oppio i Talebani hanno dichiarato che ne vieteranno la produzione.
Dall’articolo di Pepe Escobar tradotto dall’Antidiplomatico:
https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-pepe_escobar___i_nuovi_talebani_a_scuola_di_comunicazione_e_diplomazia_da_russia_e_cina/39602_42744/

ndr60
Utente CDC
Risposta al commento di  LuxIgnis
22 Agosto 2021 12:24

Ho letto l’articolo, molto interessante. Se i Taliban faranno davvero quanto promesso, dovranno però riconvertire molto territorio ad altre coltivazioni, incentivando i contadini, e non sarà una cosa semplice. Quanto alla CIA, le rimane la Colombia.

Giovanni01
Utente CDC
21 Agosto 2021 20:58

Gentile Fulvio, non me ne voglia, ma sua la troppo assidua attenzione alle vicende “lontane” ha fatto sì che le sfuggissero i particolari di ciò che abbiamo vicino. Non si è accorto che Rolex, audi e villa al mare, ovviamente ben protetta da incursioni di “vu comprà”, altrimenti definite risorse, sono gli elementi che contradistinguono l’odierno “vero” comunista??

Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  Giovanni01
22 Agosto 2021 9:51

Fammi capire, una volta per tutte, mettendo da parte giudizi e valutazioni sui diversi sistemi politici.

Credo che tutti sappiamo che la scelta di fare il missionario o il monaco appartengono ad una specifica sfera esistenziale.

Assodato questo, che cosa vieterebbe ad uno ricco, che vive nel nostro sistema con le regole, gli usi e i costumi vigenti nello stesso, di desiderare il comunismo.

Allo stesso modo, nessuno può impedire ad un povero in canna di desiderare di vivere nel capitalismo più sfrenato dichiarandolo ai quattro venti e battendosi per le sue idee, senza commettere un gravissimo sopruso.

AlbertoConti
Redazione CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
22 Agosto 2021 14:17

Con la libertà si può fare di tutto, ma qualcuno ha proposto lo strano esperimento del cammello che si vuol far passare dalla cruna di un ago, per far capire quanto fosse improbabile che un privilegiato fosse veramente libero di rinunciare ai suoi privilegi, per qualunque motivo.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da AlbertoConti
Primadellesabbie
Utente CDC
Risposta al commento di  AlbertoConti
22 Agosto 2021 14:55

Non per un qualunque motivo, ma per seguirLo, accettandone la impegnativa visione, derivante da conoscenze fuori dalla portata umana, ed eretica rispetto a quella dominante in quel momento.

Applicata al nostro caso implica un giudizio sommario che nessuno è in grado di dare.

E comunque quante persone anelano a delle situazioni di ogni genere che non sarebbero in grado di reggere?

E questo non ha nulla a che vedere con la validità dei loro ideali.

Cosa facciamo, ci mettiamo a giudicare o ad esprimere il nostro scetticismo caso per caso, secondo la nostra personale indole o secondo indizi arbitrari dettati da questa?

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Primadellesabbie
Bertozzi
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
22 Agosto 2021 16:38

“Assodato questo, che cosa vieterebbe ad uno ricco
…di desiderare il comunismo.”

Non ci credo, ma è una domanda seria?
Ricchezza/povertà – Comunismo, non le sembrano un tantino antitetiche?

A meno che non si prospetti una società dove TUTTI hanno “il Rolex audi e villa al mare, ovviamente ben protetta da incursioni di “vu comprà” – che per definizione non esisterebbero in quanto anche loro con Rolex audi e villa al mare…

Temo che dalla mentalità degli anni 70/80/90 del rosso impegnato per il proletariato ma con barchetta governante e tripla casa proprio non si riesca ad uscire. Fa bene @Giovanni01 a stigmatizzarla… Come se ancora ce ne fosse bisogno.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Bertozzi
8
0
È il momento di condividere le tue opinionix
()
x