CINA: CRESCITA COL TRUCCO

CINA: CRESCITA COL TRUCCO

DI NICOLETTA FORCHERI

http://www.stampalibera.com/ e http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/

Intervista a Marco Saba, studioso del Centro Studi Monetari, autore di “Bankenstein”, “O la banca o la vita” e di “Moneta Nostra”, quest’ultimo in attesa di pubblicazione.

In Report di domenica scorsa, sul debito pubblico, il nodo del problema è stato affrontato?

La Gabanelli ha inquadrato il problema dal solito punto di vista e cioè che lo Stato per autofinanziarsi può unicamente aumentare le tasse o emettere nuovo debito nella forma di titoli di stato. E’ il tipico atteggiamento che dimentica che esiste anche l’emissione monetaria. Con il sistema attuale, lo Stato emette titoli del debito poi monetizzati dalle banche. Se lo Stato invece emettesse moneta sovrana com’erano i biglietti di Stato, non solo rimborserebbe il debito pubblico ma dimezzerebbe pure l’inflazione.

Ma dal punto di vista tecnico, gli esperti dicono che se lo Stato emette direttamente moneta, aumenta per l’appunto l’inflazione.

E’ un argomento pretestuoso. Al contrario, con l’emissione diretta di moneta si riduce di metà l’inflazione. Come? Emettendo direttamente moneta, lo Stato non avrebbe bisogno di stampare anche i titoli del debito che scomparendo dalla circolazione, dimezzerebbero effettivamente gli strumenti monetari disponibili. I titoli di stato aumentano infatti la massa monetaria perché sono sempre stati considerati uno strumento super liquido, come i contanti, dal mercato finanziario. E per di più fanno anche guadagnare: sono una rendita parassitaria.

Il meccanismo di produzione monetaria in cambio di titoli del debito pubblico è un trucco per privatizzare gli utili e socializzare le perdite dell’elite che si nasconde dietro ai proprietari delle grandi banche d’affari.

Ma c’è un’altra obiezione, di tipo politico: come può lo Stato emettere moneta visto i vincoli del Trattato di Maastricht e della politica monetaria europea?

Il Trattato UE non prevede in alcuna sua parte che gli Stati membri non possano emettere una moneta diversa dall’euro e a corso libero. Questo è particolarmente evidente nel caso della Gran Bretagna che, pur partecipando alla BCE, emette banconote in sterline.


Quanto ci costa questo giochetto dei titoli di Stato?

Tremonti l’ha detto a Report: dobbiamo emettere 500 miliardi di titoli del debito all’anno, un importo che cresce annualmente, con l’aumentare del debito pubblico, in modo apparentemente inarrestabile (si autoalimenta). Considerando che il costo cash per lo Stato del rinnovo del debito è del 5% del PIL (in contanti), significa che lo Stato deve pagare quest’anno circa 63 miliardi di euro prelevandoli dalle tasche dei cittadini: un vero e proprio pizzo..

Se la soluzione fosse così semplice, perché nessuno ci pensa?

Primo, perché oltre all’eliminazione dell’inflazione, si eliminerebbero anche le rendite dei cosiddetti “rentier”, che sono le cinquanta famiglie che da cento cinquant’anni tengono in scacco il paese. Secondo, perché chi elabora piani in tal senso si ritrova spesso con grossi problemi di salute (vedi Sharon).

Come mai in Cina la crisi non si fa sentire?

Sulla Cina, l’economista Fedele De Novellis dell’università di Genova dice a Report che il paese fa tutti gli investimenti necessari per la ripresa e l’economia del paese. Ma De Novellis non spiega che la Cina può fare questi investimenti senza debito grazie al signoraggio statale percepito sull’emissione monetaria che vale circa il 7% del PIL(2) mentre da noi il signoraggio privato sulle banconote in euro assorbe il 5% del PIL. Con una differenza per le entrate statali del 12% del PIL tra attivo e passivo, che ci condanna al debito e alla perdita costante di competitività rispetto alla Cina. Infatti sia la Banca centrale che le banche principali cinesi sono tutte controllate dallo Stato. Come in Iran, Corea del Nord e Cuba.

Iran, Corea del Nord e Cuba sono considerati paesi canaglia, come mai non la Cina?

Perché la Cina ha le bombe atomiche, gli altri paesi no. Quindi quando uno Stato cerca di dotarsi della bomba atomica, probabilmente è perché vuole la libertà di scegliersi la sua politica monetaria. Il caso italiano invece è una patologia a parte: abbiamo le atomiche ma non abbiamo capito la loro funzione…

Se capisco bene, la questione monetaria influenza i rapporti diplomatici e le scelte geopolitiche?

Si, dobbiamo tener presente che in questo momento stiamo assistendo a uno scontro tettonico tra la piattaforma economico-bancaria occidentale e quella islamica, mentre la Cina sta alla finestra a guardare e probabilmente, sgombrato il campo, nascerà lì il prossimo impero economico-bancario. Da questo punto di vista, i suoi partner naturali saranno Russia e Sud-America.


In cosa consiste lo scontro tettonico?


Ufficialmente è uno scontro religioso tra islam e occidente ma in realtà verte sul mercato monetario e la concezione di far banca. Fondamentalmente, il sistema bancario occidentale si appropria sia del capitale sia degli interessi mentre la banca dell’islam si appropria solo del capitale, poiché gli interessi sono proibiti dalla shari’a. Inoltre un concetto che appare tanto rivoluzionario in Europa come quello di reddito di cittadinanza è già in vigore da anni in alcuni paesi arabi.

Quanto conta il petrodollaro in questo scontro?

Saddam Hussein è stato catturato e ucciso perché aveva iniziato a vendere il petrolio in cambio di euro. In realtà petrodollaro significa l’obbligo di acquistare il petrolio in dollari, in particolare in titoli del debito USA, aumentandone artificialmente la domanda. Il giochetto di produrre titoli in eccesso è stato tirato al massimo e la Cina che sta dando segni di impazienza, con il controllo della sua politica monetaria sta conquistando sfere di influenza in concorrenza con l’Occidente.

Si può riassumere affermando che la tanto vantata competitività della Cina risiede solo in questo?

Si, direi in modo prevalente. In realtà questo è il vero tabù. Infatti, è nell’interesse dell’elite occidentale dire che i cinesi riescono a fare prezzi bassi perché lavorano come schiavi, per non rivelare il trucco cinese dell’emissione monetaria diretta su mandato statale.

Se volessimo fare la stessa cosa che fa la Cina, saremmo in grado di proporre un modello concorrenziale sicuramente migliore perché da noi, almeno in teoria, esiste un controllo democratico dello Stato. Ma sarà difficile, in Italia, con l’élite attuale che presenta un coraggiogramma perfettamente piatto…

Intervista a cura di Nicoletta Forcheri

Fonte: http://www.stampalibera.com/ e http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/

Link: http://www.stampalibera.com/?p=6618

27.10.2009

(1) Moneta Nostra si può scaricare dal sito

http://www.scribd.com/doc/20265666/Moneta-Nostra

(2) Money Demand and the Potential of Seigniorage in China Geneviève BOYREAU-DEBRAY (Banque mondiale)

http://publi.cerdi.org/ed/1998/1998.21.pdf

Commenti (67)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. duca 6 novembre 2009

      Scusa, leggo solo ora: non lo ritengo un mito, ma una delle possibilità. E il fatto che i miei studi e rimembranze siano piuttosto arrugginiti non era inteso in senso ironico, è proprio così! Grazie per il link che cercherò di leggere approfonditamente.

    1. LucaV 3 novembre 2009

      Ormai ci rinuncio con te...sei un caso disperato ed irrecuperabile.

    1. LucaV 3 novembre 2009

      Il mito della deflazione!!!! Eccone un altro...ma basta!
      SCUOLA DI MATRICE AUSTRIACA DI ECONOMIA. WWW.USEMLAB.COM
      Se sei una persona intelligente, fai reset degli studi universitari e leggi quel sito!

    1. LucaV 3 novembre 2009

      OROOOOOOO!!!!OROOOOOOO!!!!

    1. ericvonmaan 30 ottobre 2009

      Se vogliamo usare il buon senso, anche l'oro e l'argento sono asset fittizi, privi di vero valore: infatti in caso di reale crisi e carestia le tonnellate di oro non ti servono a nulla mentre quello che serve è pane da mangiare e acqua da bere...
      il vero oro di una società, di una nazione, di uno stato, ciò che da reale valore alla sua moneta, è il valore EFFETTIVO della sua ricchezza e della capacità di produrne: ecco perchè la moneta dello Zimbabwe non vale nulla: non perchè è "statale" ma perchè dietro la moneta non c'è nulla, non c'è un economia fiorente, e non ci sono le basi per prevedere che in futuro le cose possano drasticamente migliorare.
      Se una nazione ha risorse naturali da sfruttare e/o una società ben organizzata che produce beni e servizi interessanti da comprare, allora la sua moneta assume un valore effettivo. La copertura in oro non c'entra nulla. Qua il problema è che le banche centrali (private, non pubbliche, sù, Lino...) hanno manovrato a loro piacimento le politiche monetarie creando ad arte degli enormi squilibri tra moneta emessa e controvalore in beni reali. E perchè? Perchè sono private, appunto, e le loro finalità sono quelle di arricchire i proprietari e non quelle di servire la collettività. Ecco perchè l'emissione del denaro e la gestione delle poltiche monetarie DEVONO essere di proprietà PUBBLICA, e gestite da istituzioni statali, indipendenti, che abbiano come fine il bene pubblico e non il profitto dei proprietari.
      Dobbiamo avere fiducia nel sistema, non possiamo pensare che "i politici sono tutti ladri e mafiosi, meglio i privati". No! Allora secondo questo presupposto diamo la polizia e i carabinieri ai privati, la magistratura ai privati, la sanità ai privati, la previdenza sociale ai privati... no!
      Certi servizi DI BASE devono rimanere allo stato, e avere finalità di pubblico servizio ed utilità, non di profitto per i proprietari.
      E basta con questa cazzata dell'oro, è veramente assurda. L'oro in situazioni di mercato normale è un asset come un altro, ma in casi di emergenza come guerre, carestie, crisi, non vale assolutamente niente. Meglio avere terra da coltivare, buoni ospedali, una società ben organizzata, un buon sistema scolastico in grado di produrre cultura e innovazione, e un sistema di governo che aiuti i più deboli a non essere divorati dagli squali... che ci sono e ci saranno sempre, per questo occorre uno stato e un governo in grado di equilibrare le forze... altro che oro.

    1. marimari 30 ottobre 2009

      LA FELICITA' NON DIPENDE DAI SOLDI
      QUELLI DANNO LA BASE PER L EQUITà o iniquità ECONOMICA

    1. marimari 30 ottobre 2009

      l'avevo capita come una cosa sarcastica che inficiava tutto quello che avevi detto prima, come per dire, che sogno del cazzo assomiglia al fascismo...

    1. marimari 30 ottobre 2009

      Dimentichi il trucco contabile della BCE che fa sì che quel signoraggio non possa mai essere speso in finanziamenti controllati e voluti dalpopolo visto che sparisce e svanisce nei trucchi contabili. In Cina visto che l'emissione monetaria è direttamente in mano allo Stato, egli non deve indebitarsi per ottenere la liquidità, la produce direttamente e incamera il signoraggio.

    1. duca 30 ottobre 2009

      Non è per amor di polemica, anzi mi pare, sperando di non annoiare chi legge, e anche te, evidentemente, che la discussione sia stimolante: come ti immagini allora che debba funzionare la circolazione monetaria in assenza di una banca centrale? Torneremmo alle singole banche con potestà di emissione (ricordi il crak della Banca Romana?) oppure sarà direttamente il Tesoro a battere moneta? Ma in ogni caso anche il Tesoro farebbe di fatto la funzione di una banca centrale. Oppure ci scambieremo dei "certificati" in cui ci attestiamo vicendevolmente di aver eseguito prestazioni, ceduto beni, comprato beni autocertificando il valore della transazione (che inflazione! :o) )?

    1. duca 30 ottobre 2009

      Potrebbero anche essere le conchiglie del Riff delle Isole vergini se la comunità internazionale si mette daccordo.
      Non metto in dubbio che il dollaro sia carta straccia, ma se lo è, lo è solamente perchè ce lo hanno fatto diventare pilotando l'economia sottostante, rappresentata dal dollaro, a precipitare dentro un baratro senza fondo.
      Chiaro che oggi, in base alla convinzione diffusa in tutto il mondo, radicata da millenni, ma tutto sommato irrazionale, che l'oro ha un valore per sè, anche io comprerei oro se potessi, dato che è, agli occhi di quasi tutti, il bene rifugio per eccellenza: certo se le cose dovessero andare veramente ma veramente male, non te lo potrai certametne mangiare, mentre magari un ettaro di terra con un orto curato bene potrà valere tutti i lingotti del mondo...
      Ciò non toglie che la moneta, così come le azioni di una società, rappresenta il valore di una data economia e la componente di "irrazionale fiducia" che gli attori economici ripongono in quella economia. Se la fiducia si perde, non c'è oro che tenga: che la tal moneta abbia o meno un sottostante in lingotti è piuttosto ininfluente, la gente venderà la tal moneta e cercherà semmai di accaparrarsi un po' di "originale" giallo.

    1. duca 30 ottobre 2009

      Quindi la quantità di moneta rimane invariata e denomina una quantità maggiore di beni: per cui, avendo uno stesso montante M di moneta immodificabile per via del fatto che la quantità di oro è data, il lavoratore dovrà mano a mano percepire meno soldi, i beni mano a mano dovranno costare di meno, magari la BC dovrà ritirare i tagli grandi di moneta e fare emissioni di banconote da centesimi di *nome valuta* e poi millesimi e così via... I miei ricordi degli studi universitari sono ormai un po' datati ed arrugginiti, ma mi pare che questo complessivamente si chiami deflazione e normalmente dovrebbe portare ad una depressione dei consumi, dato che tutti rimandano gli acquisti aspettando che i prezzi scendano: un po' come avviene oggi, peraltro, o no?

    1. LucaV 30 ottobre 2009

      Infatti...dove c'è una banca centrale non c'è libertà economica. Dove non c'è libertà economica non c'è libertà individuale. L'economia è un'espressione dell'azione umana.
      Chi ha parlato di paesi migliori della Cina? Il mio discorso non si adatta a nessun paese, perchè in tutti i paesi "sviluppati" non c'è libertà economica poichè c'è una banca centrale che manipola e distorce.

    1. LucaV 30 ottobre 2009

      In Cina lo fanno eccomeeeee! La banca centrale cinese è statale e si comporta come faceva bankitalia prima del divorzio. Naturalmente la Cina non è lo Zimbabwe...quindi. Inoltre mantiene il valore della sua moneta perchè ha accumulato un sacco di titoli USA e compra ORO. Si sta accorgendo però, alla faccia di Keynes, che tra i titoli USA e l'ORO è meglio l'ORO. Chissà quale sarà il feticcio, la carta straccia forse?

    1. LucaV 30 ottobre 2009

      Non si svaluta un bel fico secco, perchè la moneta aumenta di potere d'acquisto. Quindi il commerciante o l'imprenditore che diminuisce il prezzo dei suoi beni vede diminuire anche il prezzo delle materie prime che compra per fare i beni che vende. E così l'operaio.
      Il reddito mantiene il potere d'acquisto.
      Il feticcio è Keynes e chi ha causato la crisi del '29 (che non è stata colpa dell'oro!).

    1. duca 30 ottobre 2009

      Ritorniamo al discorso della neutralità dello strumento: in Cina potrebbero ma non lo fanno, così come anche la BCE potrebbe erogare denaro secondo logiche "politiche" (nel senso nobile del termine). Certamente è più difficile che uno strumento privato in mano a privati, con la parte pubblica che ne fa da cameriere, possa agire in senso politico (sempre nel senso nobile del termine).

    1. ericvonmaan 30 ottobre 2009

      "che sogno del cazzo" era ovviamente una battuta, in realtà a quello che ho scritto ci credo, mi aspettavo solo gli insulti degli adoratori dell'oro...

    1. duca 30 ottobre 2009

      Keynes non aveva certamente la risposta a tutti i mali, ma credo che avesse ragione definendo l'oro un feticcio. Se io ho un'economia che va a mille e il PIL mi aumenta del 100% in un anno, ma non ho un grammo d'oro in più per aumentare la quantità di moneta circolante senza svalutare?

    1. duca 30 ottobre 2009

      Ma che centra?
      Forse che nell'Inghilterra della rivoluzione industriale erano tutti felici?
      Non è che in Cina non si rispettino i diritti umani o lavorino come schiavi perchè c'è una banca centrale a controllo statale...
      D'altra parte il Paese campione del capitalismo liberista si gingilla con prigioni subumane (Abu Graib, Guantanamo...) e con extraordinary renditions a gogò... Forse perchè loro invece hanno la FED che è privata?

    1. LucaV 29 ottobre 2009

      Infatti in Cina sono tutti contenti e felici!

    1. LucaV 29 ottobre 2009

      In Cina la banca centrale è statale, come in Italia fino al 1981. Quindi quando lo stato Cinese ha bisogno di soldi..dice alla banca stampali!
      Allora la definizione vecchia di signoraggio è giusta!

Visualizzati 20 di 67 commenti approvati.