CATALOGNA: SEGUI I SOLDI

DI PEPE ESCOBAR

facebook.com

Non c’è niente di  meglio che seguire i soldi, come dice il Professore di Economia Xavier Sala-i-Martin, dell’Università di Columbia, Chief Advisor del World Economic Forum (e coautore del Global Competitiveness Report) oltre  che 14° economista più influente del pianeta.

Questo video è un MUST SEE e un pezzo di assolo assoluto. Se capisci un po’ di spagnolo puoi comprendere bene l’intreccio di cui parla.

https://www.youtube.com/watch?v=JaqsJ978Zm8

Comunque, per tutti,  ecco di cosa si parla.

Xavier Sala-i-Martin sottolinea che tutto il debito pubblico della Spagna, di cui si parla tanto, incluso il debito del governo regionale catalano, è stato contratto a nome del re di Spagna:

“È un debito fatto dalla Spagna che ha già un debito pari al 100% del PIL. Se la Catalogna dovesse dichiarare l’indipendenza domani, e la Spagna dovesse  dire che “sarà cacciata dall’UE per almeno tre generazioni”  oltre alle altre minacce che potrebbe fare la Spagna, NOI risponderemmo : “Bene, allora anche questi piccoli documenti di debito (obbligazioni), ve li tenete voi almeno per le prossime tre generazioni “.

All’improvviso la Spagna si ritroverebbero con  un PIL molto più basso e un debito pubblico molto più alto (circa il 125%)  ed un rapporto debito / PIL del 125% non sarebbe sopportabile. La Spagna non sarebbe in grado di pagare il debito che deve alle banche spagnole, che sono i maggiori titolari di obbligazioni spagnole. E questa sarebbe una rovina per loro e provocherebbe un bagno di sangue finanziario “. — Questa è l’opzione nucleare del governo catalano.

Se il nano-Franco Rajoy – con l’appoggio di quei pagliacci di Bruxelles– continua a comportarsi come un criminale, mandando polizia a pioggia e facendola arrivare anche da altre parti della Spagna oltre che dalla Catalogna (di questo si sta discutendo ora, sbattendo in prigione politici catalani o revocando l’autonomia della Catalogna (questa è l’opzione nucleare di Madrid), direi che ormai c’è ben poco da scommettere.

Il problema è che non c’è nessuna negoziazione possibile con il nano-Franco perché lui non vuole nessuna negoziazione. E quei vigliacchi di Bruxelles – che hanno dietro Rothschild e  Roi- Soleil-Macron, tra gli altri – se ne sono lavate le loro sporche mani e si sono messi dalla parte del Nano-Franco, come ho già  scritto sia io, che tanti altri.

Bruxelles è un Valhalla di mascalzoni. La Catalogna fa parte dell’euro. Come si può permettere Bruxelles di giustificare l’espulsione di una delle zone più ricche della EuroZona, quando la stessa UE  ha fatto di tutto per impedire che fosse espulsa la Grecia, il cui PIL è molto più basso di  quello prodotto in  Catalogna?   E … se l’UE dovesse espellere anche altre regioni che avessero la cattiva idea di dichiararsi indipendenti, questo significherebbe che l’euro perderebbe valore ancor più  rapidamente –  cosa che, comunque, non sarebbe necessariamente una cattiva idea.

Pepe Escobar

Fonte:  https://www.facebook.com/pepe.escobar

Link:   https://www.facebook.com/pepe.escobar.77377/posts/10155662868611678

3.10.2017

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

55 Commenti
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Davide
Redazione CDC
5 Ottobre 2017 12:32

La secessione catalana: un’analisi economica e finanziaria
Per dare un contributo al dibattito sul
referendum catalano per la secessione, proponiamo un articolo che
affronta la questione dal punto di vista economico e finanziario.
Naturalmente le questioni e gli aspetti sono anche altri ma riteniamo
che questo punto di vista sia stato troppo trascurato. Ed invece dà un
senso alla vicenda e pone la UE in un ruolo centrale per dirimere la
questione.

La vicenda della secessione catalana, se osserviamo gli eventi degli ultimi anni, fa parte sicuramente di un processo di accelerazione di conflitti territoriali e politici che è un effetto diretto del crack globale del 2008. Il referendum scozzese, la Brexit, la stessa primavera araba
si possono riassumere in questo tratto unitario di spiegazione. Poi
ogni vicenda ha il proprio retroterra storico ma, fatto sta, che quando la grande finanza esplode la geopolitica ne risente.

CONTINUA QUI http://www.senzasoste.it/la-secessione-catalana-unanalisi-economica-finanziaria/

Davide
Redazione CDC
5 Ottobre 2017 12:34

La secessione catalana: un’analisi economica e finanziaria

Per dare un contributo al dibattito sul
referendum catalano per la secessione, proponiamo un articolo che
affronta la questione dal punto di vista economico e finanziario.
Naturalmente le questioni e gli aspetti sono anche altri ma riteniamo
che questo punto di vista sia stato troppo trascurato. Ed invece dà un
senso alla vicenda e pone la UE in un ruolo centrale per dirimere la
questione
CONTINUA QUI http://www.senzasoste.it/la-secessione-catalana-unanalisi-economica-finanziaria/

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Davide
5 Ottobre 2017 12:58

E ovviamente Senza Soste, essendo di sinistra, non capisce una mazza. Infatti termina con: “Nel frattempo una cosa sembra chiara: senza una visione chiara di quale modello economico promuovere, e quale sistema politico a supporto, a sinistra ci vuole la giusta cautela in questa vicenda.” Cioè “Aspettiamo a prendere posizione”. Aspettiamo che? Che i giochi siano fatti? La mentalità rigidamente burocratica del “comunista” di una volta si fonda su un precetto essenziale: “Mai fidarsi del popolo” L’ominondi sinistra diventa comunista per “dirigere” non per generare “emancipazione”. È arrivismo senza vergogna IL CUI ESITO, OSSIA “LO SCOPO”, È FARSI COOPTARE. Qui, sulla vicenda catalana, una persona veramente di sinistra DEVE PRENDERE POSIZIONE SULLA LOTTA, NON SULLE INTENZIONI. Quindi deve prendere posizione ORA, non a giochi fatti se gli conviene. In Catalogna si sono verificati: A) una sollevazione pacifica di popolo interclassista che ha avuto la forza di subire la repressione del potere SENZA MOLLARE B) uno stato centrale che ha messo in atto una repressione violenta e sconsiderata dopo aver “giocati” con le prerogative autonome della Catalogna e aver negato un referendum che invece in UK era stato concesso. Una persona di sinistra può non conoscere le reali intenzioni della Generalitat… Leggi tutto »

MarioG
MarioG
Risposta al commento di  DesEsseintes
5 Ottobre 2017 13:44

Ma il suo giudizio tiene conto di quanti siano i catalani contrari all’indipendenza? Io non sono sicuro di quanti siano, perche’ non posso valutare l’attendibilita’ dei vari dati sparsi in rete.
Se fosse vero, come si legge da qualche parte che piu’ del 40% sono contrari, cioe’ tanti quanti sono a favore, dove va a finire la presunta “lotta di popolo”?
Se e’ vero che hanno gia´ una sostanziale autonomia, culturale prima di tutto, visto che il catalano e’ lingua ufficiale, e puntano semmai all’autonomia fiscale, il suo discorso cadrebbe. Certo, uno stato completamente indipendente, avrebbe ulteriori prerogative di indipendenza, vale a dire la difesa e i trattati internazionali. Aspira a queste (con annessi oneri economici) la Catalogna?
Comunque, ripeto, bisognerebbe prima valutare come e’ divisa la quota degli aventi diritto che NON ha votato al referendum, ovvero quanti di essi hanno espresso la contrarieta’ col non voto. Ha qualche informazione su questo?

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  MarioG
5 Ottobre 2017 13:57

Ma il tuo giudizio tiene conto di quello che ho scritto? Eh? Sempre dure righe all’inizio e die righe alla fine, vero? La battaglia per l’indipendenza consiste nel richiedere il referendum. Chi lo ha negato il referendum? Perché gli inglesi lo hanno concesso? Per esempio la mia idea è che non è escluso che alla fine si conceda un vero referendum senza interventi della polizia e in quel caso non sono assolutamente sicuro di chi vincerà. Ma dal risultato delle urne sarà uscita la volontà popolare che è quello che conta. E LA VOLONTÀ POPOLARE, caro lettore superficiale e pecione, vuole certamente che il referendum venga celebrato. Quindi di fronte allo stravolgimento immotivato dello Statuto messo in atto dal governo centrale, di fronte alla non concessione di un referendum che aveva tutti i numeri per poter essere indetto, di fronte alla sconsiderata e insoiegabile reazione violenta di Madrid, una persona di sinistra non può che sostenere la volontà democratica. Solo la stupida interferenza di Madrid ha portato a un referendum di cui non si è più in grado di valutare la validità ma al quale i cittadini devono necessariamente aggrapparsi per poter continuare la loro lotta. Uno si sinistra DEVE… Leggi tutto »

a-zero
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
6 Ottobre 2017 6:43

eh su via con queste amenità, allora quelli di sx hanno il QI alto e gli puzzano i piedi? Allora parli come quell’utente che nei commenti sul tema immigrazione stabilito il catalogo delle mansioni lavorative su base etnica denotando un punto di vista di ‘utilizzatore del lavoro e della vita altrui’?

Lo potete fare e crederci, però finite nell’ammasso industriale ideologico che fa strame delle peculiarità umane individuale, quindi, della libertà.

cap1971
cap1971
Risposta al commento di  DesEsseintes
5 Ottobre 2017 14:33

La Scozia è uno stato all’interno del Regno unito L’Ingnilterra non poteva negarlo in nessun modo il referendum, il caso della Spagna è molto diverso, il referendum è stato giudicato illegale quindi anche se si fosse fatto, senza la repressione, la sua valenza sarebbe nulla, i catalani fanno parte della Spagna e devono sottostare alle leggi di tutto il paese i politici catalani sono, secondo me, dei criminali

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  cap1971
5 Ottobre 2017 14:42

Sì ma la discussione sull’ampliamento delle autonomie andava avanti da anni fino a che invece di progredire c’è stato un passo indietro.
Come mai?

È vero che la costituzione spagnola vieta il referendum ma intanto non ti autorizza a politiche arbitrarie come quelle che sono state messe in atto relativamente allo Estatut ma poi le norme possono essere riviste quando un intero popolo ne faccia richiesta.

Ripeto: se gli concedevano il referendum fra un paio di anni mentre nel frattempo regolavano la questione dell’Estatut aumentando le prerogative sull’autonomia fiscale come richiesto dai catalani, secondo me al momento del voto avrebbero vinto i contrari all’indipendenza.

Vorrei farti presente che le tue considerazioni hanno un validissimo fondamento ma io cercavo di focalizzare il discorso sulla posizione da prendere riguardo a una protesta di popolo nei confronti di uno stato centrale. Lí sono assolutamente convinto che ai cittadini europei conviene che si crei un precedenti in cui la disobbedienza civile “vince” e non a caso la UE, che lo ha capito in ritardo, si sta affrettando a offrire un prudente sostegno a Madrid.

Dopodiché aspettiamo lo svolgimento dei fatti perché comunque è una situazione complessa di cui non sappiamo tutto.

cap1971
cap1971
Risposta al commento di  DesEsseintes
5 Ottobre 2017 14:49

le norme possono essere ridiscusse si vero certamente, ma in un ambito istituzionale e non arbitrariamente come hanno fatto i politici catalani, il problema è che i politici catalani se ne sono infischiati della costituzione e della legge promulgando un referendum per l’indipendenza, se avessero chiesto un referendum per avere più autonomia dal governo centrale ci sarebbe stato, la protesta del popolo assurda e ridicola anche se io condanno le violenze da parte della polizia.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  cap1971
5 Ottobre 2017 15:16

Ma questo è il problema, che a causa di una controversa sentenza della Corte Costituzionale il processo di definizione e implementazione delle autonomie è tornato indietro.
Ossia, attenzione, la Corte Costituzionale si è intromessa in una legge che era già stata approvata.
Suo diritto, sta lí per quello, ma si parla di leggi che hanno un altissimo valore simbolico e a detta di molti osservatori spagnoli è stato un atto imprudente che ha causato la deriva attuale della situazione.

Quindi se non sai già tutto ti linko due articoli interessanti

Questo che è molto significativo perché di marzo del 2006 e già si comprende lo sconcerto della società catalana che ormai si sente tradita dallo stato centrale

http://www.huffingtonpost.es/2016/03/29/estatut-catalan_n_9563842.html

Questo del 2010 sulla decisione della CC di cancellare ben 14 articoli dallo Estatut

http://www.huffingtonpost.es/2016/03/29/estatut-catalan_n_9563842.html

cap1971
cap1971
Risposta al commento di  DesEsseintes
5 Ottobre 2017 15:35

la corte costituzionale si è espressa sul referendum non sulla legge, è il referendum ad essere incostituzionale, la legge può essere incostituzionale, come in tutti paesi, ma basta rimuovere i paletti sulla sua incostituzionalità ed il gioco è fatto, i politici catalani hanno forzato la mano è lì il problema, oggi la Spagna si rischia una guerra civile per dei politici mediocri, ripeto la reazione del governo in carica è stata ultra eccessiva, ma i politici catalani dovrebbero andare in galera

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  cap1971
5 Ottobre 2017 15:43

E allora non leggi…scusa ma se non leggi quello che scrivo e non dai almeno un’occhiata ai link serve a poco, no?

LA CORTE COSTITUZIONALE SI È ESPRESSA SULLA LEGGE DELLO STATUTO.

Ho messo i link, leggili e poi si discute sui fatti e non sul sentito dire.

cap1971
cap1971
Risposta al commento di  DesEsseintes
5 Ottobre 2017 15:51

i link li ho aperti ma non leggo lo spagnolo e neanche lo parlo, scusa la mia ignoranza in materia di lingua, ma ti giro il seguente link, in italiano
http://formiche.net/2017/09/30/10-falsita-indipendentista-catalano/

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  cap1971
5 Ottobre 2017 16:21

Ma lo spagnolo è quasi uguale all’italiano,
Comunque se cerchi in italiano sapendo fra l’altro che c’è stata una sentenza del 2010 del Tribunal Constitucional a proposito della “Cataluna” (spagnolo) o “Catalunya” (catalano ma in catalano è più difficile anche se sempre abbastanza facile) vedrai che le cose sono più complesse di quello che credi.

Madrid si è comportata in modo pienamente franchista come è lunga tradizione di quello stato capace, grazie alla propria famosa insipienza, di mandare a p… anche le più spettacolari posizioni di preminenza geopolitica

giulio pelernei
giulio pelernei
Risposta al commento di  DesEsseintes
5 Ottobre 2017 19:05

Infatti il secessionismo sotto il lemma dell’identità catalana è rinato in quel periodo e l’11 settembre del 2012 ANC organizzò una Diada storica che servì come propellente per trasformare il problema: “Malgrado tutto, ci bastava più autonomia”, nel problema: “Visto che siete coglioni, vogliamo l’indipendenza”.

a-zero
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
6 Ottobre 2017 6:37

Beh, per non generalizzare troppo, la rete dei comunisti, annoverabile come sx (vedi Contropiano), è filo-catalana (filo-CUP) dalla prima ora per andare fino in fondo. Appunto a riguardo menzionai il fatto che altri comunisti mettevano l’accento su come non lavorare per il “re di Prussia” bensì per l’autonomia di classe. Ma l’autonomia di classe non si stabilisce per decreto burocratico, è un fatto culturale che per annientarlo ci hanno messo decenni. Per ricostruirla ci vorrebbe tempo, come un albero.

PS: imparo del multilinguismo di certe grandi nazioni, vedi India. Ti andrebbe di darmi la tua definizione del concetto di “nazione” e se per te essa coincide con quella di “stato”?

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  a-zero
6 Ottobre 2017 9:55

Cito:

“Ti andrebbe di darmi la tua definizione del concetto di “nazione” e se per te essa coincide con quella di “stato”?”

😀

cap1971
cap1971
Risposta al commento di  DesEsseintes
6 Ottobre 2017 10:28

Uno stato è la totalità dei cittadini che compongo una nazione, il governo dello stato è la rappresentanza eletta, democraticamente, dai cittadini che compongono la nazione

a-zero
Utente CDC
Risposta al commento di  cap1971
10 Ottobre 2017 23:18

La definizione da manuale di ed. civica coincide anche con i tuoi concetti (cioè l’idea che ti sei fatto in vita tua) di nazione e stato?

Tizio.8020
Utente CDC
Risposta al commento di  cap1971
13 Ottobre 2017 11:24

Quindi, secondo quetsa definizione, noi NON abbiamo un Governo?!

a-zero
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
10 Ottobre 2017 23:16

manco la sfinge oh … interrogato l’oracolo rise! ok, dovevo portare almeno un paniere di fichi, non si va al tempio a mani vuote 🙂

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  a-zero
10 Ottobre 2017 23:48

Non è silenzio oracolare che se cominci con le definizioni non si finisce più.
A me interessano le condizioni per le quali un popolo torna a essere popolo e le prime due sono che la classe dominante si riconosca parte dello stesso popolo con i suoi subalterni, l’altra che esista una forte mobilità sociale unita a un costante ricambio delle élite.
Ma una opinione nella quale credo ma ce ne possono essere altre.

a-zero
Utente CDC
Risposta al commento di  DesEsseintes
13 Ottobre 2017 14:17

Ok, ok, capisco.

Volevo solo approfittare di te come cultura, per quanto hai sciorinato nelle discussioni. Infatti l’utente sotto mi ha dato una definizione da manuale che sembra innocua e neutra, ma è un piombo denso di ideologia.

Cmqe le parole (i significanti) sono importanti, sono uno strumento di governo. Se uno è bravo a svuotare i significanti e a far scivolare i significati allora è bravo a fregare molti.

Forse anche la tua prospettiva (opinabile) deve fare i conti con le parole. Stato, nazione, individuo non sono parole di poco conto.

maltos maltus
maltos maltus
5 Ottobre 2017 14:06

Qualche esperto in economia mi potrebbe spiegare perche la soglia del 125% di rapporto debito / PIL viene postulata come insostenibile mentre in Italia si viaggia verso il 132,6% e il Giappone è al 200%?

Eric Maria Gerets
Utente CDC
Risposta al commento di  maltos maltus
5 Ottobre 2017 14:39

Bravo!

Paco Gutierrez Cabarettista
Paco Gutierrez Cabarettista
Risposta al commento di  maltos maltus
5 Ottobre 2017 14:57

il debito in Giappone appartiene prevalentemente ai Giapponesi.Quello italiano alla
BCE

lorenzovalla
Utente CDC
Risposta al commento di  Paco Gutierrez Cabarettista
5 Ottobre 2017 18:16

Ciò non è più vero da anni e non è una spiegazione. Il debito del Giappone è sostenibile perchè il Giappone è emittente della valuta nella quale sono denominati i titoli di stato. Non è un vero debito, è una partita di giro.

Eric Maria Gerets
Utente CDC
Risposta al commento di  lorenzovalla
6 Ottobre 2017 0:33

Bravissimo!

Paco Gutierrez Cabarettista
Paco Gutierrez Cabarettista
Risposta al commento di  lorenzovalla
6 Ottobre 2017 11:16

Hai indirettamente confermato quanto sopra.
Un debito generato da uno stato per lo stato (Scusa e i Giapponesi chi sono?) , coperto da una moneta propria, e’ perfettamente sostenibile.L’Italia ha privatizzato la sua valuta e il debito e’ nelle mani di un consorzio privatissimo di banche.

lusc sbar
lusc sbar
Risposta al commento di  lorenzovalla
9 Ottobre 2017 18:00

Ma che cavolo scrivi?

Mario Poillucci
Utente CDC
Risposta al commento di  maltos maltus
5 Ottobre 2017 15:06

Se privo uno stato sovrano della libertà di battere, stampare moneta ma lo costringo, come nel caso della serva, futile, smidollata italietta, a ”rifornirsi” presso borse, mercati, investitori, speculatori, lo tengo per i c….ni! Non può più agire, così come una persona che si affida ad uno o più ”cravattari”! L’Italia è in balìa della malavita! Se la gentuccia dedita a tv, giochi a premio, calcio, slot ed altre criminali invenzioni non si desta e cerca di acquisire dignità, onore e decenza siamo canne al vento!!!

cap1971
cap1971
Risposta al commento di  Mario Poillucci
5 Ottobre 2017 15:38

l’Italia è in mano a dirigenti politici delinquenti che hanno messo in mano il paese, la patria, a degli stranieri, dovrebbero essere processati, tutti nessuno escluso, da una corte poplare per alto tradimento

panchis
panchis
Risposta al commento di  cap1971
5 Ottobre 2017 18:37

Ogni popolo é responsabile dei suoi governanti.

cap1971
cap1971
Risposta al commento di  panchis
6 Ottobre 2017 10:26

Non quando questi vengono imposti da altri o nominati dai partiti, come da noi, vedi vecchia/nuova legge elettorale vedi anche tutti i vari Monti, Letta, Renzi

panchis
panchis
Risposta al commento di  cap1971
6 Ottobre 2017 18:12

E invece é proprio in quei casi che siamo maggiormente responsabili. “La Sovranitá appartiene al Popolo” é il piú grande dei diritti che possediamo ed ogni diritto é legato ad una responsabilitá, in questo caso custodirla e difenderla, cosa che non abbiamo fatto negli ultimi 25 anni e questo é il risultato. E frignare perché non ce la rispettano non é una difesa.

fastidioso
Utente CDC
Risposta al commento di  panchis
7 Ottobre 2017 18:30

Ma se tu voti Genoveffa e questa, nel bel mezzo della legislatura, cambia casacca, che fai ?
Gli spari ?

panchis
panchis
Risposta al commento di  fastidioso
7 Ottobre 2017 18:44

Insorgi, che non vuol dire per forza sparare. Immagina solo per un attimo che quei 200.000 che si sono fatti in quattro per assistere al concerto di Vasco fossero invece andati tutti davanti a Montecitorio, con la stessa determinazione…

Antonio XV
Utente CDC
5 Ottobre 2017 14:55

Qui Escobar che ammiro tantissimo non mi pare che ci azzecchi… Sulla Catalogna mi vado formando un’opinione alquanto diversa… Per prudenza, anziché sparare le mie opinioni in formazione, preferisco attendere… Seguire gli sviluppi sul campo, e leggere le analisi altrui…

johnny rotten
johnny rotten
5 Ottobre 2017 15:25

C’è inflazione di economisti ultimamente, e anche escobar si sbaglia se non considera che un’uscita della catalogna sarà comunque negoziata, probabilmente con mediazione u€.

giulio pelernei
giulio pelernei
5 Ottobre 2017 15:34

Grande Sala i Martin.
Adesso si capisce perché Felipe era mooolto nervoso l’altra sera.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  giulio pelernei
5 Ottobre 2017 16:00

Era molto nervoso.
Non sembrava un re ma un signore poco convinto di essere all’altezza del ruolo che cercava di darsi un contegno mentre ripeteva frasi evidentemente suggerite da altri.

Come hanno reagito nella Spagna non catalana, sono rimasti delusi?
I catalani immagino cosa possano aver pensato.

giulio pelernei
giulio pelernei
Risposta al commento di  DesEsseintes
5 Ottobre 2017 16:48

Durante il discorso di Felipe alcuni catalani hanno inscenato una cacerolada, della serie: “Non ci rappresenti”.
Ieri sera Puigdemont ha risposto a Felipe con un breve discorso… tutto in catalano.
In sintesi, gli ha detto: “Caro Felipe, noi siamo ancora disposti a dialogare ma quello che hai detto ieri non va bene”.
Nessuno si era mai permesso di parlare in questo modo a un Re.
Tutti siamo in attesa di cosa succederà lunedì, vale a dire, se ci sarà o meno la dichiarazione unilaterale d’indipendenza con la successiva creazione della Repubblica de Catalunya.
Prevedo l’arresto di Puigdemont e tutti leader indipendentisti.
Nel frattempo il Banco Sabadell ha deciso di trasferire la sua sede fuori della Catalunya e sembra che la Divisione Corazzata di Valencia sia pronta ad intervenire.

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  giulio pelernei
5 Ottobre 2017 16:56

Secondo me non riusciranno nemmeno a iniziare la riunione per la dichiarazione di indipendenza che fra l’altro è già stata annullata dalla Corte Costituzionale.

Voglio vedere come reagirà il popolo catalano, la questione è tutta lí.

giulio pelernei
giulio pelernei
Risposta al commento di  DesEsseintes
5 Ottobre 2017 16:59

Per ora tutto il movimento ha dimostrato un pacifismo quasi esagerato.
Ma se Puigdemont & C. vengono arrestati chissà cosa può succedere.

DesEsseintes
DesEsseintes
5 Ottobre 2017 16:51

BLOOMBERG

La separazione della Catalogna non è una questione di soldi

https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-10-05/anatomy-of-a-bad-marriage

Attenzione che se si capisce questo si vince.

Nat
Nat
Risposta al commento di  DesEsseintes
5 Ottobre 2017 19:27

DesEsseintes ha detto: “La separazione della Catalogna non è una questione di soldi”.

Al di là del fatto che niente è bianco o nero, Bloomberg titola “Not
Just Money”. E’ solo il titolo… e conclude più chiaramente dicendo:

“But
the violence that marred the Oct. 1 vote has focused Catalans’ minds on
issues other than euros. “At some point the economic considerations
start to be
irrelevant and identity becomes paramount,” says Ghemawat. On Oct. 1, he says,
“we took a giant step in that direction.” —With Charles Penty and Esteban Duarte”

E comunque c’è Bloomberg e Bloomberg…

DesEsseintes
DesEsseintes
Risposta al commento di  Nat
5 Ottobre 2017 19:45

Sí, ne ho parlato in altri post.
Il vantaggio economico che pensi di ricavare da una lotta del tipo “indipendenza” è il mezzo col quale veicoli un’ideale che non è economico.
Un’ideale che normalmente preesiste alla motivazione economica, ma a volte è generato da quella restandone indipendente, altrimenti da sola non muove la gente.

Non sto negando l’importanza dei fattori materiali ma come dice l’articolo, a un certo punto l’economico diventa irrilevante rispetto all’ideale.
Sull’economico è difficilissimo agire se ci si confronta con qualcuno più forte.
Sull’ideale paradossalmente può avvenire il contrario quindi qualcuno potrebbe iniziare a rifletterci su per fare magari delle scoperte interessanti.
Non è detto e soprattutto non si è costretti a farlo, che sembra una fede la convinzione della preminenza del materiale, qualcosa che autogratifica come una patente di “Ahò…che te credi…io nun me faccio fregà da nisciuno…”.
Eppure provando a guardare le questioni da un punto di vista inconsueto a volte ci si accorge di implicazioni inaspettate.

Vamos a la Muerte
Vamos a la Muerte
5 Ottobre 2017 17:34

Vabbè, abbiamo capito che Pepe Escobar è un fanatico dell’indipendentismo catalano.
Articolo (si fa per dire) sconclusionato e accecato dall’Ideologia.

giulio pelernei
giulio pelernei
Risposta al commento di  Vamos a la Muerte
5 Ottobre 2017 18:18

Quale ideologia?

lorenzovalla
Utente CDC
5 Ottobre 2017 18:20

Sono d’accordo su un punto: Bruxelles è un Walhalla di mascalzoni.
Arriverà in Piddinia questa verità?

Anonimo
Anonimo
6 Ottobre 2017 3:18

Intanto il titolo ricorda una battuta sulla mafia seguimi soldi ti porteranno dai mafiosi. Al di là di questo tutt’a questa storia non può essere ricondotta a una mera questione di soldi altrimenti sarebbe stato facile creare delle compensazioni tipo Alto Adige e li tenevi buoni. Qui la questione mi pare essere più etnica ma viene mascherata bene in quanto nessuno vuole quello che può generare uno scontro basato su ragioni etniche cioe guerra vera. Ora però stanno facendo la scena di chi c’è la più grosso e nessuno vuole mollare ma devono farlo perché basta poco per dare inizio a movimenti violenti , senza dimenticare che un eventuale cedimento del governo centrale darebbe fiato ad altri movimenti separatisti anche violenti già in essere in Spagna. La vedo dura da risolvere come questione.

a-zero
Utente CDC
6 Ottobre 2017 6:44

Una domanda: Rotschild è più in alto di Soros? Come si relazionano attualmente?

Roberto
Roberto
6 Ottobre 2017 11:49

Stati confini e bandiere sono le cose più pericolose e criminali, inventate dai ricchi e potenti che si conoscono e sono anche parenti, per fare ammazzare fra loro i poveri che non si conoscono. E con la guerra ci guadagnano in potere e soldi sempre solo loro… e sapete benissimo chi sono, i loro nomi sono citati anche in questo articolo.

Paco Gutierrez Cabarettista
Paco Gutierrez Cabarettista
Risposta al commento di  Roberto
6 Ottobre 2017 13:53

Vallo a dire ad Israele

lusc sbar
lusc sbar
Risposta al commento di  Roberto
9 Ottobre 2017 18:06

Caspita sei così incazzato pur essendo nato nel periodo in europa con meno guerre della storia. Pensa com’eri se nascevi nel medioevo. Facilmente non sapevi né leggere, né scrivere, saresti morto di peste o di una banale influenza, e i denti già partiti a 40 anni. Che bello è essere nel 2017 a cazzeggiare su internet eh?