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CATALOGNA: SEGUI I SOLDI

DI PEPE ESCOBAR

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Non c’è niente di  meglio che seguire i soldi, come dice il Professore di Economia Xavier Sala-i-Martin, dell’Università di Columbia, Chief Advisor del World Economic Forum (e coautore del Global Competitiveness Report) oltre  che 14° economista più influente del pianeta.

Questo video è un MUST SEE e un pezzo di assolo assoluto. Se capisci un po’ di spagnolo puoi comprendere bene l’intreccio di cui parla.

Comunque, per tutti,  ecco di cosa si parla.

Xavier Sala-i-Martin sottolinea che tutto il debito pubblico della Spagna, di cui si parla tanto, incluso il debito del governo regionale catalano, è stato contratto a nome del re di Spagna:

“È un debito fatto dalla Spagna che ha già un debito pari al 100% del PIL. Se la Catalogna dovesse dichiarare l’indipendenza domani, e la Spagna dovesse  dire che “sarà cacciata dall’UE per almeno tre generazioni”  oltre alle altre minacce che potrebbe fare la Spagna, NOI risponderemmo : “Bene, allora anche questi piccoli documenti di debito (obbligazioni), ve li tenete voi almeno per le prossime tre generazioni “.

All’improvviso la Spagna si ritroverebbero con  un PIL molto più basso e un debito pubblico molto più alto (circa il 125%)  ed un rapporto debito / PIL del 125% non sarebbe sopportabile. La Spagna non sarebbe in grado di pagare il debito che deve alle banche spagnole, che sono i maggiori titolari di obbligazioni spagnole. E questa sarebbe una rovina per loro e provocherebbe un bagno di sangue finanziario “. — Questa è l’opzione nucleare del governo catalano.

Se il nano-Franco Rajoy – con l’appoggio di quei pagliacci di Bruxelles– continua a comportarsi come un criminale, mandando polizia a pioggia e facendola arrivare anche da altre parti della Spagna oltre che dalla Catalogna (di questo si sta discutendo ora, sbattendo in prigione politici catalani o revocando l’autonomia della Catalogna (questa è l’opzione nucleare di Madrid), direi che ormai c’è ben poco da scommettere.

Il problema è che non c’è nessuna negoziazione possibile con il nano-Franco perché lui non vuole nessuna negoziazione. E quei vigliacchi di Bruxelles – che hanno dietro Rothschild e  Roi- Soleil-Macron, tra gli altri – se ne sono lavate le loro sporche mani e si sono messi dalla parte del Nano-Franco, come ho già  scritto sia io, che tanti altri.

Bruxelles è un Valhalla di mascalzoni. La Catalogna fa parte dell’euro. Come si può permettere Bruxelles di giustificare l’espulsione di una delle zone più ricche della EuroZona, quando la stessa UE  ha fatto di tutto per impedire che fosse espulsa la Grecia, il cui PIL è molto più basso di  quello prodotto in  Catalogna?   E … se l’UE dovesse espellere anche altre regioni che avessero la cattiva idea di dichiararsi indipendenti, questo significherebbe che l’euro perderebbe valore ancor più  rapidamente –  cosa che, comunque, non sarebbe necessariamente una cattiva idea.

Pepe Escobar

Fonte:  https://www.facebook.com/pepe.escobar

Link:   https://www.facebook.com/pepe.escobar.77377/posts/10155662868611678

3.10.2017

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • Davide

    La secessione catalana: un’analisi economica e finanziaria
    Per dare un contributo al dibattito sul
    referendum catalano per la secessione, proponiamo un articolo che
    affronta la questione dal punto di vista economico e finanziario.
    Naturalmente le questioni e gli aspetti sono anche altri ma riteniamo
    che questo punto di vista sia stato troppo trascurato. Ed invece dà un
    senso alla vicenda e pone la UE in un ruolo centrale per dirimere la
    questione.

    La vicenda della secessione catalana, se osserviamo gli eventi degli ultimi anni, fa parte sicuramente di un processo di accelerazione di conflitti territoriali e politici che è un effetto diretto del crack globale del 2008. Il referendum scozzese, la Brexit, la stessa primavera araba
    si possono riassumere in questo tratto unitario di spiegazione. Poi
    ogni vicenda ha il proprio retroterra storico ma, fatto sta, che quando la grande finanza esplode la geopolitica ne risente.

    CONTINUA QUI http://www.senzasoste.it/la-secessione-catalana-unanalisi-economica-finanziaria/

  • Davide

    La secessione catalana: un’analisi economica e finanziaria

    Per dare un contributo al dibattito sul
    referendum catalano per la secessione, proponiamo un articolo che
    affronta la questione dal punto di vista economico e finanziario.
    Naturalmente le questioni e gli aspetti sono anche altri ma riteniamo
    che questo punto di vista sia stato troppo trascurato. Ed invece dà un
    senso alla vicenda e pone la UE in un ruolo centrale per dirimere la
    questione
    CONTINUA QUI http://www.senzasoste.it/la-secessione-catalana-unanalisi-economica-finanziaria/

    • DesEsseintes

      E ovviamente Senza Soste, essendo di sinistra, non capisce una mazza.

      Infatti termina con:

      “Nel frattempo una cosa sembra chiara: senza una visione chiara di quale modello economico promuovere, e quale sistema politico a supporto, a sinistra ci vuole la giusta cautela in questa vicenda.”

      Cioè “Aspettiamo a prendere posizione”.

      Aspettiamo che?
      Che i giochi siano fatti?
      La mentalità rigidamente burocratica del “comunista” di una volta si fonda su un precetto essenziale: “Mai fidarsi del popolo”

      L’ominondi sinistra diventa comunista per “dirigere” non per generare “emancipazione”.
      È arrivismo senza vergogna IL CUI ESITO, OSSIA “LO SCOPO”, È FARSI COOPTARE.

      Qui, sulla vicenda catalana, una persona veramente di sinistra DEVE PRENDERE POSIZIONE SULLA LOTTA, NON SULLE INTENZIONI.
      Quindi deve prendere posizione ORA, non a giochi fatti se gli conviene.

      In Catalogna si sono verificati:

      A) una sollevazione pacifica di popolo interclassista che ha avuto la forza di subire la repressione del potere SENZA MOLLARE

      B) uno stato centrale che ha messo in atto una repressione violenta e sconsiderata dopo aver “giocati” con le prerogative autonome della Catalogna e aver negato un referendum che invece in UK era stato concesso.

      Una persona di sinistra può non conoscere le reali intenzioni della Generalitat ma sa per certo che si sta verificando “UNA LOTTA DI POPOLO” contro “UNO STATO OPPRESSIVO” quindi non può non sostenere “IL POPOLO”.

      Dal punto di vista strategico poi è evidente che l’eventuale trionfo di una disobbedienza civile costituirebbe un precedente politico e in un certo senso giuridico per giustificare successive ribellioni anche, ovviamente, contro lo stato centrale di Bruxelles.

      Infatti non a caso la UE alla fine ha preso una posizione pro Madrid.

      Chi è anti europeo di sinistra o di destra deve esprimere il suo appoggio alla lotta catalana in quanto richiesta di democrazia e di autodeterminazione perché se non lo si facesse INEVITABILMENTE ci si triverebbe ad appoggiare la repressione dello stato centrale messa in atto da Rajoy.

      Senza Soste invece si mette a soaccare il capello in quattro e illustra ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, i motivi per cui la sinistra dei movimenti è allo sbando e la sinistra istituzionale si è fatta cooptare vendendosi al suo nemico e abbandonando il suo popolo.

      • MarioG

        Ma il suo giudizio tiene conto di quanti siano i catalani contrari all’indipendenza? Io non sono sicuro di quanti siano, perche’ non posso valutare l’attendibilita’ dei vari dati sparsi in rete.
        Se fosse vero, come si legge da qualche parte che piu’ del 40% sono contrari, cioe’ tanti quanti sono a favore, dove va a finire la presunta “lotta di popolo”?
        Se e’ vero che hanno gia´ una sostanziale autonomia, culturale prima di tutto, visto che il catalano e’ lingua ufficiale, e puntano semmai all’autonomia fiscale, il suo discorso cadrebbe. Certo, uno stato completamente indipendente, avrebbe ulteriori prerogative di indipendenza, vale a dire la difesa e i trattati internazionali. Aspira a queste (con annessi oneri economici) la Catalogna?
        Comunque, ripeto, bisognerebbe prima valutare come e’ divisa la quota degli aventi diritto che NON ha votato al referendum, ovvero quanti di essi hanno espresso la contrarieta’ col non voto. Ha qualche informazione su questo?

        • DesEsseintes

          Ma il tuo giudizio tiene conto di quello che ho scritto?
          Eh?
          Sempre dure righe all’inizio e die righe alla fine, vero?

          La battaglia per l’indipendenza consiste nel richiedere il referendum.
          Chi lo ha negato il referendum?
          Perché gli inglesi lo hanno concesso?

          Per esempio la mia idea è che non è escluso che alla fine si conceda un vero referendum senza interventi della polizia e in quel caso non sono assolutamente sicuro di chi vincerà.
          Ma dal risultato delle urne sarà uscita la volontà popolare che è quello che conta.
          E LA VOLONTÀ POPOLARE, caro lettore superficiale e pecione, vuole certamente che il referendum venga celebrato.

          Quindi di fronte allo stravolgimento immotivato dello Statuto messo in atto dal governo centrale, di fronte alla non concessione di un referendum che aveva tutti i numeri per poter essere indetto, di fronte alla sconsiderata e insoiegabile reazione violenta di Madrid, una persona di sinistra non può che sostenere la volontà democratica.
          Solo la stupida interferenza di Madrid ha portato a un referendum di cui non si è più in grado di valutare la validità ma al quale i cittadini devono necessariamente aggrapparsi per poter continuare la loro lotta.

          Uno si sinistra DEVE sostenere la richiesta di democrazia del popolo.
          Uno di destra è esentato con giustificazione in quanto non adatto alla elaborazione di un pensiero autonomo.

          PS adesso state a vedere che si fissa solo sull’ultima frase.
          È di destra…

          • a-zero

            eh su via con queste amenità, allora quelli di sx hanno il QI alto e gli puzzano i piedi? Allora parli come quell’utente che nei commenti sul tema immigrazione stabilito il catalogo delle mansioni lavorative su base etnica denotando un punto di vista di ‘utilizzatore del lavoro e della vita altrui’?

            Lo potete fare e crederci, però finite nell’ammasso industriale ideologico che fa strame delle peculiarità umane individuale, quindi, della libertà.

      • cap1971

        La Scozia è uno stato all’interno del Regno unito L’Ingnilterra non poteva negarlo in nessun modo il referendum, il caso della Spagna è molto diverso, il referendum è stato giudicato illegale quindi anche se si fosse fatto, senza la repressione, la sua valenza sarebbe nulla, i catalani fanno parte della Spagna e devono sottostare alle leggi di tutto il paese i politici catalani sono, secondo me, dei criminali

        • DesEsseintes

          Sì ma la discussione sull’ampliamento delle autonomie andava avanti da anni fino a che invece di progredire c’è stato un passo indietro.
          Come mai?

          È vero che la costituzione spagnola vieta il referendum ma intanto non ti autorizza a politiche arbitrarie come quelle che sono state messe in atto relativamente allo Estatut ma poi le norme possono essere riviste quando un intero popolo ne faccia richiesta.

          Ripeto: se gli concedevano il referendum fra un paio di anni mentre nel frattempo regolavano la questione dell’Estatut aumentando le prerogative sull’autonomia fiscale come richiesto dai catalani, secondo me al momento del voto avrebbero vinto i contrari all’indipendenza.

          Vorrei farti presente che le tue considerazioni hanno un validissimo fondamento ma io cercavo di focalizzare il discorso sulla posizione da prendere riguardo a una protesta di popolo nei confronti di uno stato centrale. Lí sono assolutamente convinto che ai cittadini europei conviene che si crei un precedenti in cui la disobbedienza civile “vince” e non a caso la UE, che lo ha capito in ritardo, si sta affrettando a offrire un prudente sostegno a Madrid.

          Dopodiché aspettiamo lo svolgimento dei fatti perché comunque è una situazione complessa di cui non sappiamo tutto.

          • cap1971

            le norme possono essere ridiscusse si vero certamente, ma in un ambito istituzionale e non arbitrariamente come hanno fatto i politici catalani, il problema è che i politici catalani se ne sono infischiati della costituzione e della legge promulgando un referendum per l’indipendenza, se avessero chiesto un referendum per avere più autonomia dal governo centrale ci sarebbe stato, la protesta del popolo assurda e ridicola anche se io condanno le violenze da parte della polizia.

          • DesEsseintes

            Ma questo è il problema, che a causa di una controversa sentenza della Corte Costituzionale il processo di definizione e implementazione delle autonomie è tornato indietro.
            Ossia, attenzione, la Corte Costituzionale si è intromessa in una legge che era già stata approvata.
            Suo diritto, sta lí per quello, ma si parla di leggi che hanno un altissimo valore simbolico e a detta di molti osservatori spagnoli è stato un atto imprudente che ha causato la deriva attuale della situazione.

            Quindi se non sai già tutto ti linko due articoli interessanti

            Questo che è molto significativo perché di marzo del 2006 e già si comprende lo sconcerto della società catalana che ormai si sente tradita dallo stato centrale

            http://www.huffingtonpost.es/2016/03/29/estatut-catalan_n_9563842.html

            Questo del 2010 sulla decisione della CC di cancellare ben 14 articoli dallo Estatut

            http://www.huffingtonpost.es/2016/03/29/estatut-catalan_n_9563842.html

          • cap1971

            la corte costituzionale si è espressa sul referendum non sulla legge, è il referendum ad essere incostituzionale, la legge può essere incostituzionale, come in tutti paesi, ma basta rimuovere i paletti sulla sua incostituzionalità ed il gioco è fatto, i politici catalani hanno forzato la mano è lì il problema, oggi la Spagna si rischia una guerra civile per dei politici mediocri, ripeto la reazione del governo in carica è stata ultra eccessiva, ma i politici catalani dovrebbero andare in galera

          • DesEsseintes

            E allora non leggi…scusa ma se non leggi quello che scrivo e non dai almeno un’occhiata ai link serve a poco, no?

            LA CORTE COSTITUZIONALE SI È ESPRESSA SULLA LEGGE DELLO STATUTO.

            Ho messo i link, leggili e poi si discute sui fatti e non sul sentito dire.

          • cap1971

            i link li ho aperti ma non leggo lo spagnolo e neanche lo parlo, scusa la mia ignoranza in materia di lingua, ma ti giro il seguente link, in italiano
            http://formiche.net/2017/09/30/10-falsita-indipendentista-catalano/

          • DesEsseintes

            Ma lo spagnolo è quasi uguale all’italiano,
            Comunque se cerchi in italiano sapendo fra l’altro che c’è stata una sentenza del 2010 del Tribunal Constitucional a proposito della “Cataluna” (spagnolo) o “Catalunya” (catalano ma in catalano è più difficile anche se sempre abbastanza facile) vedrai che le cose sono più complesse di quello che credi.

            Madrid si è comportata in modo pienamente franchista come è lunga tradizione di quello stato capace, grazie alla propria famosa insipienza, di mandare a p… anche le più spettacolari posizioni di preminenza geopolitica

          • giulio pelernei

            Infatti il secessionismo sotto il lemma dell’identità catalana è rinato in quel periodo e l’11 settembre del 2012 ANC organizzò una Diada storica che servì come propellente per trasformare il problema: “Malgrado tutto, ci bastava più autonomia”, nel problema: “Visto che siete coglioni, vogliamo l’indipendenza”.

      • a-zero

        Beh, per non generalizzare troppo, la rete dei comunisti, annoverabile come sx (vedi Contropiano), è filo-catalana (filo-CUP) dalla prima ora per andare fino in fondo. Appunto a riguardo menzionai il fatto che altri comunisti mettevano l’accento su come non lavorare per il “re di Prussia” bensì per l’autonomia di classe. Ma l’autonomia di classe non si stabilisce per decreto burocratico, è un fatto culturale che per annientarlo ci hanno messo decenni. Per ricostruirla ci vorrebbe tempo, come un albero.

        PS: imparo del multilinguismo di certe grandi nazioni, vedi India. Ti andrebbe di darmi la tua definizione del concetto di “nazione” e se per te essa coincide con quella di “stato”?

        • DesEsseintes

          Cito:

          “Ti andrebbe di darmi la tua definizione del concetto di “nazione” e se per te essa coincide con quella di “stato”?”

          😀

          • cap1971

            Uno stato è la totalità dei cittadini che compongo una nazione, il governo dello stato è la rappresentanza eletta, democraticamente, dai cittadini che compongono la nazione

          • a-zero

            La definizione da manuale di ed. civica coincide anche con i tuoi concetti (cioè l’idea che ti sei fatto in vita tua) di nazione e stato?

          • Tizio.8020

            Quindi, secondo quetsa definizione, noi NON abbiamo un Governo?!

          • a-zero

            manco la sfinge oh … interrogato l’oracolo rise! ok, dovevo portare almeno un paniere di fichi, non si va al tempio a mani vuote 🙂

          • DesEsseintes

            Non è silenzio oracolare che se cominci con le definizioni non si finisce più.
            A me interessano le condizioni per le quali un popolo torna a essere popolo e le prime due sono che la classe dominante si riconosca parte dello stesso popolo con i suoi subalterni, l’altra che esista una forte mobilità sociale unita a un costante ricambio delle élite.
            Ma una opinione nella quale credo ma ce ne possono essere altre.

          • a-zero

            Ok, ok, capisco.

            Volevo solo approfittare di te come cultura, per quanto hai sciorinato nelle discussioni. Infatti l’utente sotto mi ha dato una definizione da manuale che sembra innocua e neutra, ma è un piombo denso di ideologia.

            Cmqe le parole (i significanti) sono importanti, sono uno strumento di governo. Se uno è bravo a svuotare i significanti e a far scivolare i significati allora è bravo a fregare molti.

            Forse anche la tua prospettiva (opinabile) deve fare i conti con le parole. Stato, nazione, individuo non sono parole di poco conto.

  • maltos maltus

    Qualche esperto in economia mi potrebbe spiegare perche la soglia del 125% di rapporto debito / PIL viene postulata come insostenibile mentre in Italia si viaggia verso il 132,6% e il Giappone è al 200%?

    • Eric Maria Gerets

      Bravo!

    • Paco Gutierrez Cabarettista

      il debito in Giappone appartiene prevalentemente ai Giapponesi.Quello italiano alla
      BCE

      • lorenzovalla

        Ciò non è più vero da anni e non è una spiegazione. Il debito del Giappone è sostenibile perchè il Giappone è emittente della valuta nella quale sono denominati i titoli di stato. Non è un vero debito, è una partita di giro.

        • Eric Maria Gerets

          Bravissimo!

        • Paco Gutierrez Cabarettista

          Hai indirettamente confermato quanto sopra.
          Un debito generato da uno stato per lo stato (Scusa e i Giapponesi chi sono?) , coperto da una moneta propria, e’ perfettamente sostenibile.L’Italia ha privatizzato la sua valuta e il debito e’ nelle mani di un consorzio privatissimo di banche.

        • lusc sbar

          Ma che cavolo scrivi?

    • Mario Poillucci

      Se privo uno stato sovrano della libertà di battere, stampare moneta ma lo costringo, come nel caso della serva, futile, smidollata italietta, a ”rifornirsi” presso borse, mercati, investitori, speculatori, lo tengo per i c….ni! Non può più agire, così come una persona che si affida ad uno o più ”cravattari”! L’Italia è in balìa della malavita! Se la gentuccia dedita a tv, giochi a premio, calcio, slot ed altre criminali invenzioni non si desta e cerca di acquisire dignità, onore e decenza siamo canne al vento!!!

      • cap1971

        l’Italia è in mano a dirigenti politici delinquenti che hanno messo in mano il paese, la patria, a degli stranieri, dovrebbero essere processati, tutti nessuno escluso, da una corte poplare per alto tradimento

        • panchis

          Ogni popolo é responsabile dei suoi governanti.

          • cap1971

            Non quando questi vengono imposti da altri o nominati dai partiti, come da noi, vedi vecchia/nuova legge elettorale vedi anche tutti i vari Monti, Letta, Renzi

          • panchis

            E invece é proprio in quei casi che siamo maggiormente responsabili. “La Sovranitá appartiene al Popolo” é il piú grande dei diritti che possediamo ed ogni diritto é legato ad una responsabilitá, in questo caso custodirla e difenderla, cosa che non abbiamo fatto negli ultimi 25 anni e questo é il risultato. E frignare perché non ce la rispettano non é una difesa.

          • fastidioso

            Ma se tu voti Genoveffa e questa, nel bel mezzo della legislatura, cambia casacca, che fai ?
            Gli spari ?

          • panchis

            Insorgi, che non vuol dire per forza sparare. Immagina solo per un attimo che quei 200.000 che si sono fatti in quattro per assistere al concerto di Vasco fossero invece andati tutti davanti a Montecitorio, con la stessa determinazione…

  • Antonio XV

    Qui Escobar che ammiro tantissimo non mi pare che ci azzecchi… Sulla Catalogna mi vado formando un’opinione alquanto diversa… Per prudenza, anziché sparare le mie opinioni in formazione, preferisco attendere… Seguire gli sviluppi sul campo, e leggere le analisi altrui…

  • johnny rotten

    C’è inflazione di economisti ultimamente, e anche escobar si sbaglia se non considera che un’uscita della catalogna sarà comunque negoziata, probabilmente con mediazione u€.

  • giulio pelernei

    Grande Sala i Martin.
    Adesso si capisce perché Felipe era mooolto nervoso l’altra sera.

    • DesEsseintes

      Era molto nervoso.
      Non sembrava un re ma un signore poco convinto di essere all’altezza del ruolo che cercava di darsi un contegno mentre ripeteva frasi evidentemente suggerite da altri.

      Come hanno reagito nella Spagna non catalana, sono rimasti delusi?
      I catalani immagino cosa possano aver pensato.

      • giulio pelernei

        Durante il discorso di Felipe alcuni catalani hanno inscenato una cacerolada, della serie: “Non ci rappresenti”.
        Ieri sera Puigdemont ha risposto a Felipe con un breve discorso… tutto in catalano.
        In sintesi, gli ha detto: “Caro Felipe, noi siamo ancora disposti a dialogare ma quello che hai detto ieri non va bene”.
        Nessuno si era mai permesso di parlare in questo modo a un Re.
        Tutti siamo in attesa di cosa succederà lunedì, vale a dire, se ci sarà o meno la dichiarazione unilaterale d’indipendenza con la successiva creazione della Repubblica de Catalunya.
        Prevedo l’arresto di Puigdemont e tutti leader indipendentisti.
        Nel frattempo il Banco Sabadell ha deciso di trasferire la sua sede fuori della Catalunya e sembra che la Divisione Corazzata di Valencia sia pronta ad intervenire.

        • DesEsseintes

          Secondo me non riusciranno nemmeno a iniziare la riunione per la dichiarazione di indipendenza che fra l’altro è già stata annullata dalla Corte Costituzionale.

          Voglio vedere come reagirà il popolo catalano, la questione è tutta lí.

          • giulio pelernei

            Per ora tutto il movimento ha dimostrato un pacifismo quasi esagerato.
            Ma se Puigdemont & C. vengono arrestati chissà cosa può succedere.

  • DesEsseintes

    BLOOMBERG

    La separazione della Catalogna non è una questione di soldi

    https://www.bloomberg.com/news/articles/2017-10-05/anatomy-of-a-bad-marriage

    Attenzione che se si capisce questo si vince.

    • Nat

      DesEsseintes ha detto: “La separazione della Catalogna non è una questione di soldi”.

      Al di là del fatto che niente è bianco o nero, Bloomberg titola “Not
      Just Money”. E’ solo il titolo… e conclude più chiaramente dicendo:

      “But
      the violence that marred the Oct. 1 vote has focused Catalans’ minds on
      issues other than euros. “At some point the economic considerations
      start to be
      irrelevant and identity becomes paramount,” says Ghemawat. On Oct. 1, he says,
      “we took a giant step in that direction.” —With Charles Penty and Esteban Duarte”

      E comunque c’è Bloomberg e Bloomberg…

      • DesEsseintes

        Sí, ne ho parlato in altri post.
        Il vantaggio economico che pensi di ricavare da una lotta del tipo “indipendenza” è il mezzo col quale veicoli un’ideale che non è economico.
        Un’ideale che normalmente preesiste alla motivazione economica, ma a volte è generato da quella restandone indipendente, altrimenti da sola non muove la gente.

        Non sto negando l’importanza dei fattori materiali ma come dice l’articolo, a un certo punto l’economico diventa irrilevante rispetto all’ideale.
        Sull’economico è difficilissimo agire se ci si confronta con qualcuno più forte.
        Sull’ideale paradossalmente può avvenire il contrario quindi qualcuno potrebbe iniziare a rifletterci su per fare magari delle scoperte interessanti.
        Non è detto e soprattutto non si è costretti a farlo, che sembra una fede la convinzione della preminenza del materiale, qualcosa che autogratifica come una patente di “Ahò…che te credi…io nun me faccio fregà da nisciuno…”.
        Eppure provando a guardare le questioni da un punto di vista inconsueto a volte ci si accorge di implicazioni inaspettate.

  • Vamos a la Muerte

    Vabbè, abbiamo capito che Pepe Escobar è un fanatico dell’indipendentismo catalano.
    Articolo (si fa per dire) sconclusionato e accecato dall’Ideologia.

    • giulio pelernei

      Quale ideologia?

  • lorenzovalla

    Sono d’accordo su un punto: Bruxelles è un Walhalla di mascalzoni.
    Arriverà in Piddinia questa verità?

  • Nathan

    Intanto il titolo ricorda una battuta sulla mafia seguimi soldi ti porteranno dai mafiosi. Al di là di questo tutt’a questa storia non può essere ricondotta a una mera questione di soldi altrimenti sarebbe stato facile creare delle compensazioni tipo Alto Adige e li tenevi buoni. Qui la questione mi pare essere più etnica ma viene mascherata bene in quanto nessuno vuole quello che può generare uno scontro basato su ragioni etniche cioe guerra vera. Ora però stanno facendo la scena di chi c’è la più grosso e nessuno vuole mollare ma devono farlo perché basta poco per dare inizio a movimenti violenti , senza dimenticare che un eventuale cedimento del governo centrale darebbe fiato ad altri movimenti separatisti anche violenti già in essere in Spagna. La vedo dura da risolvere come questione.

  • a-zero

    Una domanda: Rotschild è più in alto di Soros? Come si relazionano attualmente?

  • Roberto

    Stati confini e bandiere sono le cose più pericolose e criminali, inventate dai ricchi e potenti che si conoscono e sono anche parenti, per fare ammazzare fra loro i poveri che non si conoscono. E con la guerra ci guadagnano in potere e soldi sempre solo loro… e sapete benissimo chi sono, i loro nomi sono citati anche in questo articolo.

    • Paco Gutierrez Cabarettista

      Vallo a dire ad Israele

    • lusc sbar

      Caspita sei così incazzato pur essendo nato nel periodo in europa con meno guerre della storia. Pensa com’eri se nascevi nel medioevo. Facilmente non sapevi né leggere, né scrivere, saresti morto di peste o di una banale influenza, e i denti già partiti a 40 anni. Che bello è essere nel 2017 a cazzeggiare su internet eh?