DI BRANDON SMITH
Ci sono certe regole importanti da seguire se si vuole entrare nel gruppo degli analisti economici mainstream che vengono ascoltati dai media. Ecco qualche annotazione che può servire a chi vuol entrare a far parte di questo gruppo di persone molto "speciali":
- Non discutere sul fatto che la realtà rappresentata dalle statistiche fiscali del governo non sia il vero quadro della salute dell'economia. Basta raccontare al pubblico le statistiche per quello che dicono e poi cambiare subito discorso.
- Rimanere quasi sempre concentrati su falsi dati positivi. Non dare mai una delusione alle masse, ma indicare qualsiasi dato positivo come elemento di evidente ripresa, parlando disperatamente dei pochi indicatori che possono dipingere un quadro più roseo. Parlare sempre di un mercato azionario al rialzo come sintomo di un'economia che sta migliorando anche se l'indicatore azionario di cui si parla è irrilevante per i fondamenti dell'economia. Cioè, fingere che il mercato azionario sia l'unica cosa che conta. Punto.
- Non parlare mai di calo della domanda. Evitare di menzionarlo a tutti i costi. Invece, parlare di un "aumento dell'offerta" e fingere che la domanda non sia un fattore di cui valga la pena parlare.
- Chiamare qualsiasi articolo che discute i tanti e sostanziali punti negativi dell'economia "doom porn – complottismo". Ripetere più volte "dove è la crisi?" Anche se i fondamentali della crisi sono sotto gli occhi di tutti.
- Fare il possibile per evitare di discutere dello stato di salute dell'economia e, se messi alle strette, travisare e stravolgere i dati per quando possibile. Confondere la discussione perdendosi in minuzie e con argomentazioni che non portano in nessun posto.
- Quando si verifica un incidente, parlare come se si fosse stati gli unici ad averlo preannunciato già tanto tempo fa. Per stare più tranquilli assicurarsi che nessun analista economico alternativo riesca ad essere ritenuto fonte attendibile, nel caso si dovesse fare un corretto esame del sistema fiscale.
- Sostenere che gli altri non dicono niente di speciale, sia quando lanciano moniti che nelle previsioni e che "tutti dicono solo quanto era già stato già detto a suo tempo" : non comportarsi adeguatamente significa rischiare il posto di lavoro.
Ora, diciamo che voi siete tra quelli che seguono queste regole con coscienza e religiosamente, in questo caso avrete buone possibilità di diventare il prossimo Paul Krugman o uno dei tanti soldatini di Forbes, Bloomberg o Reuters. Vi aspetta un bel lavoro facile e un comodo stipendio. Buona fortuna e che Dio vi accompagni!
Tuttavia, diciamo che voi siete una di quelle strane persone, che disgraziatamente hanno una coscienza e il dover fare da altoparlante e ripetere solo quello che dice l'establishment può non sembrarvi molto attraente. Oppure, forse avete solo un disturbo ossessivo-compulsivo e non potete sopportare l'idea che la "matematica creativa" sia messa alla base degli esami di dati economici. Qualunque sia il vostro caso, siete tra quelli che vogliono sottolineare i fatti salienti dell'economia, perché l'economia è vita: è la struttura che tiene insieme la nostra civiltà e se mentiamo nel raccontare quello che succede a breve termine, vuol dire che siamo preparandoci ad una catastrofe a lungo termine.
Quindi : Benvenuti in un'altra dimensione. Benvenuti nel mondo dell'economia alternativa.
Ogni aspetto dell'economia USA o dell'economia globale può essere presentato in due modi molto diversi a seconda che si vogliano "interpretare" i dati per adattarli a una conclusione preconcetta, o se si vuole semplicemente trasmetterli al pubblico per quello che sono veramente. Prendiamo come esempio il petrolio ed i petrodollari ...
Per illustrare la reazione che hanno avuto le istituzioni ufficiali alle legittime preoccupazioni economiche sul petrolio, vi consiglio vivamente di tornare indietro e leggere un articolo di Foreign Policy, la rivista ufficiale del Consiglio sulle relazioni estere, intitolato "Debunking The Dumping-The-Dollar Conspiracy", pubblicato nel 2009. L'idiozia di questo articolo era veramente sconcertante quando fu pubblicato, ma lo è ancora di più se letto in retrospettiva.
In primo luogo, è importante notare che Foreign Policy si rifiutò di riconoscere il fatto che il dollaro stava perdendo il suo status di petrodollaro, fino a quando Robert Fisk di The Independent, uno abbastanza vicino a quello che dicono i mainstream, osò infrangere il tabù, parlando di un trend che avrebbe potuto svuotare il dollaro dal suo stato di petrodollaro entro il 2018. La comunità economica alternativa aveva avvertito che il mondo si stava allontanando dalla supremazia USA sul petrolio, già parecchio tempo prima.
In secondo luogo, il CFR (Council on Foreign Relations) usa una sua tipica bugia quando si deve confrontare con la potenziale fine dello status del dollaro come riserva mondiale; il fatto che il dollaro sia la moneta di riserva mondiale perché "gli U.S.A rappresentano il maggior potere economico mondiale" è un falso perché è vero il contrario : gli U.S.A sono la maggior potenza economica del mondo solo perché il dollaro ha uno status di riserva mondiale. Lo erano anche quando erano la locomotiva industriale del mondo dopo la seconda guerra mondiale, ma questo era SOLO perché gli U.S.A. erano stato uno dei pochi centri della produzione al mondo che non erano stati demoliti da anni di distruzione cinetica. E' chiaro che se rimane in piedi un solo posto che funziona, i vantaggi economici sono enormi, e anche per gli investimenti internazionali, ma non durerà per sempre.
Oggi, ovviamente, gli USA sono stati superati da altre nazioni nel settore della manifattura e della produzione, e sono stati anche superati come maggiori importatori-esportatori globali. L' argomento della “supremazia” è una solenne immondizia.
In terzo luogo, quasi tutti i pericoli che Foreign Policy ha respinto definendoli, nel 2009, una "cospirazione", oggi sono diventati realtà. Proprio come aveva avvertito Robert Fisk, e come, molto prima di lui, aveva ammonito la comunità economica alternativa: molti cambiamenti sia nel mondo del petrolio che nei rapporti geopolitici hanno creato una spirale di sentimenti ostili al dollaro. È possibile che il dollaro non sarà più il petrodollaro entro il 2018? Assolutamente si ed ecco perché ..
Mentre gli Stati Uniti rimangono il maggior consumatore di petrolio del mondo secondo la Energy Information Administration (EIA), il consumo dell'America di prodotti petroliferi è enormemente diminuito negli ultimi anni; la diminuzione della domanda da parte dei consumatori Usa, sempre più poveri, ha lasciato i produttori di petrolio alla ricerca di nuovi acquirenti altrove. Il Forum Economico Mondiale ha rilevato nel 2015 una drastica flessione della domanda americana, a partire dalla crisi del debito del 2008, ma questa ammissione è stata largamente ignorata dai main-stream dei media.
È interessante notare che, mentre la domanda stava crollando, il prezzo per barile continuava a salire per effetto delle politiche inflazionistiche di QE inflitte dalla Federal Reserve. Quasi subito dopo che la Fed ha iniziato a ridurre il QE, i prezzi del petrolio si sono drasticamente rimessi in riga con la bassa domanda esistente. La EIA sostiene che nel secondo trimestre 2017 si sia registrato un aumento della domanda mondiale ed ha "proiettato" questa domanda crescente, includendovi anche una domanda interna americana più alta nel 2018, per cui questa supererà l'offerta.
Con l' Iran maggior fornitore di Europa e Cina, e sorpassando l'Arabia Saudita come principale fornitore di petrolio per l'India, l'ultima uscita di Trump per mettere maggior pressione economica può mettere più benzina allo sprint del motore che corre contro il dollaro- meccanismo di scambio primario per il petrolio. La domanda diventa, chi trae vantaggi dall'influenza USA sul petrolio e chi ne soffre? Più sono i paesi che soffrono per il fatto che il dollaro è la valuta di riserva mondiale, più sono i paesi che cercano un'alternativa.
Fonte : http://www.alt-market.com
26.10.2017
Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario
Anonimo 29 ottobre 2017
Ma questo che scrive???? Ma non li vede i ristoranti pieni, unico vero indicatore del benessere di una economia moderna????
Qualcuno in Italia dice così o sbaglio ......
Tizio.8020 29 ottobre 2017
Se avesse la pazienza di attendere l'orario di chiusura dei Supermercati ed Hard discount, prima di andare a guardare i ristoranti pieni, vedrebbe anche diverse persone "fare la spesa" , raccogliendo dai cassonetti i prodotti quasi scaduti appena gettati dai commessi.
cdcuser 30 ottobre 2017
Penso che Nathan era ironico;
sui "ristoranti pieni" Uriel Fanelli scrisse un articolo: http://informare.over-blog.it/2014/08/dinamica-della-crisi-che-sale-dal-basso-una-lucida-analisi-di-uriel-fanelli.html
Tizio.8020 30 ottobre 2017
Avevo capito, se noti dicevo "se avesse" , riferito all'articolista, non a Nathan.
Grazie per il link con l'articolo di Fanelli, l'ho salvato.