Home / ComeDonChisciotte / BRZEZINSKI: OBAMA DOVRA' AFFRONTARE IMMINENTI

BRZEZINSKI: OBAMA DOVRA' AFFRONTARE IMMINENTI

PROBLEMI IN POLITICA ESTERA

DI PAUL JOSEPH WATSON
Prison Planet

Il cofondatore della Commissione Trilaterale e consigliere di Obama ripete i commenti di Biden e Powell su una “crisi internazionale”.
Colin Powell aveva detto: “ci sarà una crisi che avverrà il 21 o il 22 di gennaio di cui ancora non sappiamo nulla”.

Zbigniew Brzezinski, cofondatore della Commissione Trilaterale e consigliere di punta di Obama, ha detto ieri alla CNN che Barack Obama dovrà fronteggiare ” imminenti problemi” nel campo della politica estera una volta che sarà entrato in carica, echeggiando così avvertimenti profetici recentemente pronunciati da Joe Biden, Colin Powell e Madeleine Albright.

“Il presidente ad un certo punto mi chiamò e mi chiese piuttosto abilmente chi ritenevo dovesse occupare i vari incarichi. E gli diedi consiglio. Infine ottenni il posto di consigliere per la sicurezza nazionale” ha detto Brzezinski, aggiungendo che Carter gli offrì quella posizione.

Durante un’apparizione al programma Global Public Square della CNN insieme al conduttore Fareed Zakaria, Brzezinski ha detto che il presidente Carter, dopo che ebbe conquistato la Casa Bianca, lo contattò per chiedergli chi avrebbe dovuto nominare a differenti incarichi, forse un l’allusione al fatto che Obama potrebbe fare altrettanto.

A seguire: “Consiglieri del Pentagono avvertono di una prossima crisi internazionale” di Steve Watson (Infowars).Zakaria ha chiesto a Brzezinski se il presidente eletto debba ” iniziare a mandare segnali a governi stranieri”.

“Penso che dipenda da due fattori– uno, dalla natura del presidente stesso, e, due, dalle circostanze” ha risposto Brzezinski.

“Penso che ciò che sta accadendo proprio ora –che non è altro che una crisi globale della leadership americana, niente meno di ciò–penso che il presidente eletto, chiunque sia–e ho la mia preferenza–debba iniziare a mandare subito dei segnali, e dovrà essere pronto ad affrontare alcuni problemi imminenti.”

L’avvertimento di Brzezinski sul fatto che Obama si troverà di fronte a problemi immediati sotto forma di una crisi in politica estera replica sensazioni simili espresse dal candidato vicepresidente di Obama, il senatore Joe Biden, che lo scorso mese ha detto in pubblico a Seattle: “Avremo una crisi internazionale, una crisi creata, che metterà alla prova la stoffa di quest’uomo”.

Biden fu veemente nella sua dichiarazione, affermando che era una ” garanzia” e una ” promessa” che Obama avrebbe affrontato una crisi internazionale e che decisioni ” dure” e “impopolari” si sarebbero dovute prendere per combatterla.

Colin Powell ha fatto dichiarazioni simili quando ha appoggiato Obama a Meet the Press, dicendo: “ci sarà una crisi che avverrà il 21 o il 22 di gennaio di cui ancora non sappiamo nulla”.

L’ex Segretario di Stato Madeline Albright ha anche detto a John Roberts, della CNN, “E’ solamente un dato di fatto… qualcosa di inaspettato, bisogna essere sempre pronti a ciò”.

Titolo originale: “Brzezinski: Obama Will Face “Imminent” Foreign Policy Problems”

Fonte: http://www.prisonplanet.com
Link
03.11.2008

CONSIGLIERI DEL PENTAGONO AVVERTONO DI UNA PROSSIMA CRISI INTERNAZIONALE

DI STEVE WATSON

Infowars.net

Il presidente di un’importante gruppo di esperti consulenti del Pentagono ha fatto eco alle affermazioni recenti tanto di Joe Biden che di Colin Powell, avvertendo che la prossima amministrazione dovrà affrontare una crisi internazionale entro un mese da quando sarà salita in carica.

Michael Bayer, presidente del Defense Business Board e consulente veterano del Pentagono ha annunciato durante un incontro pubblico alla fine della scorsa settimana che il nuovo presidente deve ” prepararsi per una probabile crisi entro i primi 270 giorni”.

Di conseguenza il Defense Business Board afferma che la nuova amministrazione dovrebbe porsi come obiettivo di ottenere la conferma dal senato di incarichi chiave del Pentagono entro i primi 30 giorni dall’inaugurazione, in modo da avere una squadra completa in carica per affrontare una tale evenienza, secondo quanto rivelato in un articolo di Inside Defense.

Il briefing di Bayer (PDF) afferma che la futura amministrazione “non deve aspettare giugno” per ottenere la conferma da parte del senato degli assistenti segretari e ottobre per i vice assistenti segretari.

Sotto il titolo “Primi 270 giorni” compare la seguente lista di presidenti con eventi di crisi accanto ai loro nomi, dato che la rivoluzione iraniana e gli eventi della Baia dei Porci furono entrambi progettati dalla C.I.A., e che l’incidente del Golfo del Tonchino, l’attentato del 1993 al WTC e l’11 settembre sono stati tutti mostrati essere eventi false flag, ci si chiede se la prossima crisi sarà ancora una volta qualcosa di simile:

L’ultimo avvertimento su di una ” probabile crisi” arriva dopo la ” garanzia” di Joe Biden [ora eletto vicepresidente n.d.t.] che una “crisi internazionale” si svilupperà poco dopo che il presidente Obama avrà assunto l’incarico.

“Non passeranno sei mesi che il mondo metterà alla prova Barack Obama come fece con John Kennedy,” Biden ha detto rivolto a un pubblico a Seattle all’inizio del mese.

“Ricordatevi che ho detto questo qui davanti a voi anche se non vi ricorderete nient’altro di ciò che ho detto. Attenti, avremo una crisi internazionale, una crisi creata [il termine utilizzato è “generated” che suggerisce l’idea di ” creato ad arte” n.d.t.], che metterà alla prova la stoffa di quest’uomo” ha continuato Biden.

Il tono sicuro con cui Biden ha fatto la sua previsione è stato incredibilmente convincente, e ha lasciato gli osservatori senza alcun dubbio che ci sarà una grossa crisi mondiale poco dopo che Obama avrà assunto l’incarico. “Segnatevi le mie parole, segnatevi le mie parole” ha sottolineato Biden, aggiungendo che dovranno essere prese decisioni ” dure” e “impopolari” in materia di politica estera.

“Vi prometto che accadrà,” ha aggiunto Biden, ” come studioso di storia e avendo servito con sette presidenti, vi garantisco che accadrà”.

La campagna elettorale di McCain ha attaccato i commenti di Biden in una recente pubblicità:

Lo stesso giorno in cui Biden faceva la sua profezia, Colin Powell è apparso a Meet The Press e ha affermato: ” ci sarà una crisi che avverrà il 21 o il 22 di gennaio di cui ancora non sappiamo nulla”.

Titolo originale: “Pentagon Advisors Warn Of Coming International Crisis”

Fonte: http://www.prisonplanet.com
Link
28.10.2008

Articoli scelti e tradotti per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Davide

  • myone

    I criteri di uscire da una crisi e mettere un paese al meglio, sono gli stessi di qualsiasi altro paese. Le misure sono le stesse, ed i mezzi gli stessi. Trovare soluzioni che cambiano un paese come l america e come il mondo intero, essendo coinvolti dagli stessi parametri, e’ trovare soluzioni che escono dal convenzionale, e che si potrebbe dire, riconvertono e convertono modi e sistemi d’ azione e di applicazione, che escono dal peggio e vanno al meglio, e che spingono il resto dell umanita’ a sovvenire, pena il peggio. Questo mi sembra improvabile, visto che, cambiare un ingranaggio di un sistema, richiederebbe di assettare tutto un sistema su quell’ ingranaggio, e che tutto il sistema, se ne adegui, creando spazi leali e piu’ umani, e che sopratutto come il sistema ormai e’ globale, cosi il cambiamento dovrebbe essere globale. Ma sappiamo che le possibilita’, in risorse, e in economia, non lascia scampo a caritas di ogni genere.

    Qualunque dura o difficile situazione, prospettata, se lo sara’, sara’ il solito colpo di mano, dove, creando una falla, se ne sottrarra’ benessere e potere e speculazione. Non sia mai cosi, in quanto, ora, e’ palese ed evidente agli occhi di tutti, del gia’ stato e del gia’ tendenzioso, sia come modo che come fine, che gli USA, hanno piu’ volte messo in atto, e di conseguenza, replicandolo, qualsiasi sia la ragione il movente o la scusa, sara’ solamente una chiara auto condanna messa in atto oltre i limiti, verso questo paese, istigando situazioni mondiali di ogni sorta, da quelle belliche a quelle terroristiche, secondo me, inimmaginabili per gli USA, di una dimensione mai vista e mai sopportata.

    Non ho ricordi, che gli slogan americani, adottati nel post elezioni, abbiano portato cambiamenti straordinari, ma solo cambiamenti che aspettavano di diritto e di prassi ad essere adottati. La barca americana, si e’ sempre mossa piu’ per gli arrembaggi, che per le salvazioni, e le salvazioni, erano sopratutto mirate e con tornaconti.
    Le intelligenze americane, o sono limitate, o sono anche troppo longimiranti, di sicuro, non sono mai chiare, dando sempre un colpo alla botte e un altro al cerchio. E questo significa, che non c’e’ intenzione di radicali cambiamenti, poiche’ la botte, rappresenta il mondo, e il cerchio, la tenuta degli interessi di quel paese, e il lavoro, non cambia mai e non si distoglie mai dal soggetto in discussione e in atto, come i modi non cambiano, anche se camuffati in molteplici aspetti.

    O Obama diventera’ un nuovo martire, andando contro corrente e contro tutti, nella conversione non convenzionale del logico logoro di questo sistema mondiale, o Obama, sara’ il piu’ semplice coglione di tutta la storia. Qualsiasi evento che si ripeta, ripetera’ solamente delle torbide e ingarbugliate messe in scena, che tutti conoscono e sanno a memoria. Non c’e’ stato presidente americano fra gli ultimi eletti, che non sia stato fautore di sovversioni e di guerre, e sopratutto che non abbia mirato all’ interesse di una nazione, che non e’ altro che il motore funzionante di una classe d’ elite e di potere economico e di rango. Come si fa a dire che Obama sia il prodotto di una volonta’ popolare di un cambiamento, e che il cambiamento, vadi sopra al potere di sistema, a quel sistema, che da da mangiare agli americani, ma che allo stesso modo, vuole tenersi in vita e vive, sul potere che ha radicato a livello mondiale?
    Se questo potere non ci fosse, l’ america non sarebbe america, sopratutto nel suo sostentamento e enella sua azione politica, e sarebbe uno stato disarmato, e alla merce’ del tutto, dalla razzia economica, alla confisca come stato e democrazia del terrorismo.

    Non sappiamo come funziona veramente il sistema politico di potere in america, e quali siano le menti e le trame che muovono le cose, quali siano li scopi, il perche’, e in che modo. Certo e’ che, dire delle cose cosi, o e’ avventato e gratuito, o e’ propio un trabocco del marcio che non si puo’ piu’ nemmeno occultare.
    Se gli eventi sono esterni, nessuno li puo’ nemmeno supporre. Se gli eventi, sono interni come movimento ed attuazione, il palesarli anzi tempo, sapendo di che razza e natura possano essere, ha solamente del ridicolo tragico, quasi che, la pazzia, si glofichi della sua stessa premeditata scelleratezza.

    Chi puo’ pensare, che eventi o novita’ cosi messi come punti di rilievo cosi importanti da mettere alla prova un presidente, con tutte le enfasi che ormai si sanno e che non cambiano mai, perche’, gli eventi sanno sempre di tragicita’, siano eventi di altri tipi, al di fuori dei conosciuti?

    Obama, il potere, l’ economia, la cosi detta america che conta, farebbe prima ad esporsi dicendo che vuole e dicendo che cosa decidera’, nel bene o nel male che sia, avrebbe piu’ un aspetto consono
    e leale, nella sua tragicita’ ormai prospettata, che creare invece delle messe in scena, dove non troverebbero nemmeno il piu’ cretino a crederle e a bersele.

    Penso che siamo tutti stufi della solita minestra in ogni respiro di questa aria globale, dalla politica alla finanza, dalle notizie e dall’ imbecillita’ a cui dobbiamo sempre sottoporci, da chi ci informa, a chi ci discute, a chi ci dirige e vuole educarci alla vita. Quante balle e quanto siamo anticappati, pieni di aria e miliardari di scurenge, inquinanti e irrespirabili.

    Berlusca ha detto che Obama e’ abbronzato. La cacca che rivuole il potere basandosi su ste minchiate gonfia il petto, promettendo un economia futura e un mondo migliore sulle creme a protezione 10. Obama stesso, replica che andra’ a prendersi un meticcio in canile per le figlie. Un meticcio come alla fine e’ anche lui.

    L ‘uomo vive di paradossi che sconfinano nel ridicolo, mentre non tova piu’ il bandolo della matassa, monitorato con algoritmi di alta ciberneutica, e non sa’ piu’ che sia la sua vera natura, dal pane quotidiano fino alla cacca che non sa piu’ che odore ha.
    Siamo in un modno di fenomeni, a partire dall’ alto, e purtroppo, ci hanno manipolato fino al punto che anche la base lo e’ e lo sta diventando totalmente. Non sappiamo piu’ fare un ____, pensare un ___, decidere un ___, siamo tutti con la testa nel pallone globale del niente che si fa tutto, che ci frega, ci manipola, e ci ubriaca, a tal punto da non riuscire piu’ a tenerci in piedi. Che bolgia.

    Quanto hanno da insegnarci gli animali, base fondamentale e di partenza dell’ essere umano.

    Per essere del resto, ci vuole altro, ma sicuramente poco, tanto poco, quel tanto poco che neppure sappiamo piu’ avere.