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Bagnai, batti un colpo!

DI MORENO PASQUINELLI

sollevazione.blogspot.it

Alla fine, con l’elezioni dei Presidenti di Camera e Senato abbiamo avuto la conferma che le carte le danno Di Maio e Salvini, e che i berluscones hanno dovuto abbassare la cresta.
La ragione è semplice: hanno vinto le elezioni e da soli godono di una solida maggioranza in entrambi i rami del Parlamento. Sono quindi loro che dettano le regole del gioco.

La partita dei Presidenti delle due camere fa storia a sé oppure è propedeutica alla formazione del governo? La risposta per chi scrive è sì, poiché tutto congiura a favore della tesi che ci sia già un patto tra Salvini e Di Maio per dare vita ad un governo giallo-verde. Ciò che, fino a prova contraria, conferma quanto abbiamo detto e previsto.

E’ meglio o è peggio? Come avevamo scritto, rebus sic stantibusè meglio per almeno tre ragioni: un governo giallo-verde, spingendo all’opposizione Pd e Forza Italia, i due alfieri dei poteri forti euristi, è la sola maniera per evitare che questi l’abbiano vinta ancora una volta. Meglio perché sarebbe la sanzione che la Seconda Repubblica è morta e sepolta. Meglio perché si aprirebbe una fase nuova. Per questo, come i nostri lettori sanno, noi abbiamo scommesso (PERCHÉ SÌ AD UN GOVERNO M5S-LEGA di P101).

Se ci sbagliamo, ove il patto tra Salvini e Di Maio prevedesse la subordinata d’imbarcare nel governo i berluscones malgrado non ci sia bisogno del loro sostegno, lo sapremo presto. Sarebbe una sciagura, sarebbe il segnale che i vincitori non vogliono davvero un governo contro i poteri forti euristi, che non vogliono ingaggiare la lotta della risovranizzazione.

Molto sapremo, a questo proposito, dalla composizione del governo.

Vada pure Di Maio come Presidente del Consiglio. La posta in palio vera —ove non si ricorresse a nuovi aleatori spacchettamenti—è chi sarà il Ministro dell’economia e delle finanze (MEF). Lì sono infatti puntati i riflettori di Bruxelles, Berlino e Francoforte, ergo, dei “mercati”. Da chi prenderà il posto di Padoan sapremo molte cose, anzi, sapremo quasi tutto. Sapremo se il governo giallo-verde resterà prigioniero della gabbia eurista o se ne vuole davvero uscire fuori, almeno adottando politiche monetariste e mercantilistiche che pongano fine all’austerità e alla deflazione salariale.

Per questo, tra tutte le figure possibili, Alberto Bagnai sarebbe senza dubbio il migliore Ministro dell’economia di un governo giallo-verde.

I sovranisti duri e puri ci diranno che per salire sul carro di Salvini, Bagnai – come segnalammo per primi il 14 febbraio scorso – ha messo nel cassetto l’uscita dall’euro e si è rimesso a vaticinare che è la Germania che se ne deve andare e che l’euro potremmo tenercelo noi. Una tale baggianata che preferiamo pensare sia solo una tattica dissimulatoria. Facciamo a capirci, non pensiamo affatto che il patto tra Salvini e Di Maio contenga la cosa più giusta da fare, l’uscita dall’euro e dall’Unione. Al massimo vorranno andare a battere i pugni sul tavolo di Bruxelles.

Bene: mandiamoci Bagnai a batterli, che di competenze ne ha più di tanti pseudo ministri economici. Se la farà sotto? Farà la fine di Tsipras? Tutto è possibile, facciamo in modo che non accada. E per farlo non si può stare alla finestra né, tantomeno, fare i gufi. Per farlo occorre che i battupugnisti sentano alle spalle tutto l’appoggio e la determinazione popolare. Occorre, va da sé, che Salvini e Di Maio tengano la schiena dritta.

Poi, se tra un pugno e l’altro, tra una pausa e l’altra delle riunioni europee, Bagnai vorrà fare accademia, amichevolmente tentando di convincere la Merkel che è la Germania a dover tornare al marco, faccia pure. Questo, detto con franchezza, non interessa a nessuno.

Quel che interessa, se parliamo del tavolo europeo, sono, a spanne, quattro cose da cui tutto per adesso dipende: che non sia rispettato il pareggio di bilancio, che la spesa pubblica aumenti e sia stracciata la regola del 3%, che siano cancellate le clausole di salvaguardia, che siano infine abolite le recenti anti-italiane normative sulle crisi bancarie.*

Non ci vorrà molto tempo per capire l’andazzo. Il DEF (Documento di programmazione economica finanziaria), come regola, dovrà essere presentato al Parlamento entro il 10 aprile. Anche ammesso che ci sia una deroga (i tempi sono stretti e gli euro-oligarchi sono in agguato) con quello si capiranno molte cose.*

Quindi: Alberto, se ci sei batti un colpo!

 

Moreno Pasquinelli

Fonte: http://sollevazione.blogspot.it

Link: http://sollevazione.blogspot.it/2018/03/bagnai-batti-un-colpo-di-moreno.html

24.03.2018

*Le teste d’uovo dell’establishment, augurandosi che il governo giallo-verde schianti presto sotto il peso delle difficoltà, insistono che tra reddito di cittadinanza e flat tax non è facile trovare la mediana. Vero. La mediana la si potrebbe trovare, appunto, ad una sola condizione: l’aperta violazione dei trattati capestro europei.

Pubblicato da Davide

8 Commenti

  1. I “Marxisti dell’Illinois” (così Bagnai chiama i sostenitori di Sollevazione) potrebbero anche avere ragione: Bagnai (suonatore di cembalo nonchè sedicente “uomo di sinistra”) approfittando di un attimo di disattenzione generale si intrufola nel carro leghista e si fa incoronare Principe del DEF. Ho però la netta impressione che i suoi modi da forte con i deboli e debole con i forti non gli permetteranno (qualora la disattenzione avvenisse davvero) che di fare la fine di Tsipras. Ma, al solito, staremo a vedere. Troppa è la confusione sotto il cielo….

  2. Mi sa che prima degli interessi economici del paese verranno prese in considerazione le convenienze politiche di ciascuno.
    Se cosi’ e’ mettiamoci pure tranquilli, c’e’ tempo fino alle elezioni del prossimo anno per parlare di scelte di politica economica.

  3. Il colpo Bagnai dovrebbe darlo sulla testa di Pasquinelli & C., che di baggianate se ne intendono da miopi e astigmatici della politica che sono. Dopo il “giorno triste” della candidatura di Bagnai nella Lega e dopo le dure e vittoriose lotte per la fondazione del mitico partitino dei sovranisti de sinistra, i nostri eroi adesso esortano chi hanno denigrato fino a ieri a farsi sotto seguendo le loro brillanti analisi politiche ed economiche.
    Mi ricordano molto quei falsi amici che dopo averti continuamente criticato ed umiliato per una tua presunta scelta “sbagliata”, il giorno dopo il tuo successo, che è stato la conseguenza di quella scelta difficile, vengono col sorriso a chiederti soldi e aiuto.

  4. Questo articolo di Pasquinelli, oltre ad emettere metaforicamente in sottofondo un fastidioso rumore, come di denti che cercano di incidere sul duro legno, contiene delle congetture politiche abbastanza fantasiose ed azzardate.

  5. Ecco apparire un nuovo gioco:il rosiko.

  6. Bagnai il miglior ministro dell’economia possibile ? Ma sapete quante decine di economisti hanno un curriculum accademico venti volte più corposo di Bagnai ? Credete che siano tutti servi della Spectre ? O non vi viene il dubbio che ( al di là di qualche singolo corrotto che può anche esserci , ma alla fine diventa irrilevante ) il sistema sia un pochino più complesso di come lo mostrano le spiegazioni complottiste ?
    Internet è veramente un mondo strano , per nulla liquido come si pensa , dove si formano club ermetici , incomunicabili tra loro , ognuno con le sue diagnosi spacciate ognuna come Verità , che in realtà sono solo le più cliccate : e cosa ci può essere di più vendibile e populista se non la Verità tanto semplice ( quanto irresponsabile e chiaramente di estrema destra ) del sovranismo ?
    Bagnai non è il “migliore” , Bagnai è semplicemente il più famoso nell’ “ambiente” sovranista : è stato molto abile nello scalare posizioni in questo “mercato politico” che si è aperto ; abile soprattutto nello spacciare la sua tesi dell’uscita dall’Euro come suffragata da premi Nobel dell’economia ( balla clamorosa , ma tanto questi “ambienti” internettiani sono appunto ermetici ) etc.

  7. […] ” tra reddito di cittadinanza e flat tax non è facile trovare la mediana.”

    Un bel reddito flat forse
    Ma io credo che sia più possibile una tax di cittadinanza…..

  8. Sostenere che si metteranno in discussione le 4 cose da cui tutto dipende (pareggio, spesa pubblica, 3% e clausole di salvaguardia) SENZA PRIMA USCIRE dal cambio fisso e’ un esercizio di fantasia aerofaga col botto.
    .
    Credo che il silenzio di Bagnai sia dovuto a questo.