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L’ESITAZIONE DELLA RUSSIA IN SIRIA E’ STATA UN ERRORE STRATEGICO ?

 

DI PAUL CRAIG ROBERTS

counterpunch.org

Un mese fa ho scritto un articolo “Chi esita è perso – e la Russia ha esitato”. Le conseguenze sono visibili ora:

  • Un report dell’ONU orchestrato da Washington ha accusato Russia e Siria di crimini di guerra ad Aleppo. Secondo il report “attacchi aerei indiscriminati da parte delle forze governative e dei loro alleati [la Russia] sulla parte orientale della città sono responsabili della maggior parte delle vittime civili. Ciò costituisce un crimine di guerra. In caso venga perpetrato volontariamente, come parte di uno schema diffuso o sistematico di attacco ai civili, si tratta di un crimine contro l’umanità”.

Il Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU ha votato per iniziare un’investigazione “indipendente”. Lo scopo è incriminare la Russia e Putin per crimini di guerra e “consegnare alla giustizia i responsabili delle violazioni”. Per di più “la situazione dovrebbe essere portata quanto prima di fronte alla Corte Internazionale. Ogni parte di questo conflitto deve sapere che verrà ritenuta responsabile per i crimini internazionali commessi – chiunque, senza alcun tipo di protezione selettiva o discriminazione”. Tenete a mente che Washington fornisce la maggior parte del budget dell’ONU e che l’ONU chiuderà un occhio circa il fatto che sono stati gli USA a mandare l’ISIS ad Aleppo.

Ovviamente nè Washington nè l’ONU saranno in grado di portare Putin davanti alla Corte Internazionale. Lo scopo di tutto è la propaganda. Tra le molte preoccupazioni di Washington c’è il fatto che alcune nazioni dell’Europa orientale, allarmate dal conflitto con la Russia in cui gli USA le stanno trascinando, minacceranno la NATO di dichiarare la propria non-partecipazione. Se la Russia verrà bollata come criminale di guerra, diventerà ancora più difficile per le nazioni che, follemente e senza riflettere, sono entrate nella NATO evitarne le conseguenze.

  • Washington è riuscita a mettere al potere in Polonia il partito di estrema destra Law and Justice. Questi agenti di Washington hanno riaperto la questione della morte del presidente polacco Kaczynsky in un incidente aereo, dichiarando che lo schianto era causato da un attentato terroristico russo, che aveva lo scopo di privare la Polonia della leadership politica.

Nonostante la mole di prove che dimostrano il contrario, i proclami del partito Law and Justice trovano terreno fertile grazie al terribile ritratto della Russia dipinto dalle campagne di demonizzazione di Washington. L’obiettivo finale è denigrare ed isolare sempre più la Russia e il suo governo.

  • Come portavoce eletta dei guerrafondai neocon, Hillary vuole che Washington crei una no-fly zone sulla Siria. Questa servirebbe a prevenire attacchi aerei siriani e russi contro le postazioni dell’ISIS. Sembra abbastanza chiaro che la Siria e la Russia non accetteranno alcun tentativo di impedire alla Siria l’utilizzo del proprio spazio aereo nazionale, in un conflitto contro forze inviate da Washington per rovesciare il governo siriano, come era successo prima con Gheddafi in Libia. La no-fly zone di Hillary sfocerebbe in un conflitto militare tra USA e Russia.

Per portare avanti la proposta della no-fly zone è stato riesumato lo stratagemma delle “armi chimiche”. Report creati ad hoc stanno comparendo a sostenere che le forze aeree siriane stiano sganciando armi chimiche sulla popolazione. Il 22 ottobre, l’Indian Express sosteneva che il 21 ottobre il Joint Investigative Mechanism dell’ONU aveva informato il Consiglio di Sicurezza che l’attacco chimico su Qmena “era stato causato da un elicottero delle Forze Armate Arabe siriane, che aveva sganciato un dispositivo da grande altitudine, il quale schiantandosi a terra aveva rilasciato la sostanza tossica che aveva colpito la popolazione”. Il report ha concluso che tre degli attacchi studiati erano siriani, uno dell’ISIS.

Il fatto che i Russi abbiano risolto la questione armi chimiche nel 2014, un anno prima del supposto attacco su Qmenas, prendendo possesso delle armi chimiche e portandole via dalla Siria, minimizza la credibilità del report. Comunque, i fatti non hanno mai giocato alcun ruolo nei 15 anni di attacco di Washington contro i musulmani e sicuramente i fatti non hanno giocato alcun ruolo nella demonizzazione della Russia.

  • Diana Johnstone ha concluso che Hillary vuole un cambio di regime in Russia e che userà la presidenza per ottenerlo.

È impossibile immaginare un proposito più folle più incauto ed irresponsabile. Molti membri del governo russo hanno affermato che le provocazioni e la demonizzazione della Russia hanno ridotto la fiducia tra le due potenze nucleari quasi a zero e che la Russia non combatterà mai più una guerra sul proprio territorio nazionale. Sergey Karaganov ha detto al giornale tedesco Der Spiegelche se gli USA e la NATO passeranno dalle provocazioni allo sconfinamento contro la Russia, una potenza nucleare, verranno puniti.

Molti folli pensano che una guerra nucleare non possa accadere, perché non avrebbe alcun vincitore. Comunque, i guerrafondai statunitensi, che hanno elevato le armi nucleari dal ruolo dissuasivo a quello di funzione di attacco preventivo, sicuramente non sono d’accordo sul fatto che una guerra nucleare non verrebbe vinta. Se le armi nucleari vengono considerate invincibili, non ha senso avere una dottrina di guerra che le considera mezzo per un attacco a sorpresa.

I Russi lo sanno e sono infastiditi dal fatto che Washington abbia ridotto la situazione tra USA e Russia più pericolosa che durante la guerra fredda. Lo stesso Vladimir Putin ha affermato che l’occidente non sente i suoi avvertimenti. In uno sforzo per evitare la guerra, ha fatto tutto il possibile con la diplomazia. Fa accordi con Washington che sa non verranno rispettati.

Ci sono stati molti eventi che gli hanno insegnato la lezione – l’invasione istigata di Washington dell’Ossezia del sud da parte della Georgia mentre era alle olimpiadi di Pechino, il colpo di stato organizzato in Ucraina mentre era alle olimpiadi di Sochi, l’abbandono degli Accordi di Minsk, i vantaggi ottenuti da Washington dal cessate il fuoco in Siria, la violazione da parte di Washington alla promessa di non portare la NATO ai confini della Russia, l’abbandono di Washington del trattato contro i missili balistici, le accuse alla Russia per l’MH-17, le e-mail di Hillary intercettate, ecc.

Washington di sicuro vuole sfruttare l’assistenza militare e diplomatica della Russia alla Siria per incolparla agli occhi dell’opinione pubblica di crimini di guerra. È stata l’esitazione russa in Siria a permettere a Washington di riprendersi dalla sconfitta dei suoi mercenari dell’ISIS e di controllare le spiegazioni per la sconfitta sul campo.

Gli attacchi aerei russi sull’ISIS in Siria avevano preso Washington con la guardia abbassata e avevano velocemente raggiunto le forze dell’ISIS supportate da Washington, ribaltando l’andamento della guerra. Se la Russia avesse finito il lavoro, la Siria sarebbe stata libera da forze ostili prima che Washington potesse riprendere fiato.

Al contrario, sotto la pressione degli elementi integrazionisti atlanticisti delle elite russa, il governo russo ha deciso di rallentare, annunciando la missione compiuta e ha fatto affidamento sul fatto che l’esercito siriano finisse il lavoro. Questo errore strategico ha permesso a Washington non solo di rifornire di munizioni l’ISIS che erano andate distrutte e di assoldare altri mercenari, ma con ancora maggiore importanza di trovare un piano per la rovina della Russia e di Assad.

Tempo che il governo russo capisse che fare un passo indietro era stato un errore e rientrasse nel conflitto, Washington aveva deciso che se Damasco non fosse stata “liberata”, la Siria avrebbe potuto essere fatta a pezzi, per mettere pressione su Assad. Per di più il governo russo ha continuato a posticipare la vittoria firmando accordi di cessate il fuoco che Washington ha usato per riarmare l’ISIS e come armi di propaganda contro la Russia.

Quale sarà l’esito del conflitto militare in Siria, la Russia si trova davanti un’accusa per crimini di guerra dai media occidentali, se non dal Consiglio per i Diritti Umani, e, se Hillary dovesse diventare presidente, una no-fly zone in Siria.

Questo è il gravissimo prezzo che Putin ha pagato per aver dato retta agli integrazionisti atlanticisti menzogneri e adoratori degli Stati Uniti che vogliono che la Russia sia accettata dall’occidente, anche se questo comporta a ridursi a semi-vassalli. Se ci sarà una guerra nucleare, gli integrazionisti atlanticisti russi si spartiranno la colpa con i neocon statunitensi. Tutti noi pagheremo il prezzo del disastro creato da questi pochi, i neocon guerrafondai e gli integrazionisti atlanticisti che desiderano l’approvazione di Washington.

 

Paul Craig Roberts è un ex assistente segretario del Tesoro USA e Editore Associato del Wall Street Journal. How the economy was lost è ora disponibile da CounterPunch in formato elettronico. Il suo ultimo libro è How America was lost.

Fonte: http://www.counterpunch.org/

Link: http://www.counterpunch.org/2016/10/24/was-russias-hesitation-in-syria-a-strategic-mistake/

24.10.2016

 

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione FA RANCO

 

Pubblicato da Davide

  • ws

    timeo danaos et consilia ferentes 😎

    magari PGR e’ in “buonafede”, ma credo che dopo l’ esperienza del 1991 i russi abbiano imparato a farsi i loro interessi senza ascoltare troppo i “buoni consigli” americani 😈

    • Pippo Spano

      Articolo di una superficialita’ disarmante .
      La presunzione di pensare che i Russi e SAA non conoscessero gli eventuali sviluppi di un “cessate il fuoco” temporaneo é scioccante.
      “Fra il bianco ed il nero ci sono perlomeno quindici tonalitá di grigio che l’occhio umano riesce a percepire”

      “Se la Russia avesse finito il lavoro” ….come se si trattasse di verniciare un muro!!
      Sicuramente questo pensiero gli é venuto seduto sul divano davanti al fuoco nella sua abitazione dall’altra parte dell’oceano!!

      Saluti

  • Mauro Elia

    Una cessione di sovranità da parte del governo Siriano (extraterritorialità) ai Russi di un “corridoio” nella zona non più sotto il loro controllo, che sia funzionale all’impedimento di costruire gasdotto, che sembrerebbe essere la causa di tutto.

  • vocenellanotte

    Ogni tanto mi lascio andare nel mondo dei sogni . . . . .
    Che fosse il trappolone architettato per attirare in guerra gli USA?
    Riflettiamoci. Chi ha da perdere di più in caso di conflitto? Sicuramente il MO (compreso Israele) che diventerà inospitale per millenni, e poi il tenore di vita degli “occidentali” in special modo US che crollerà fino all’età della pietra. I territori inabitati della Russia verranno preservati e continueranno ad avere la propria identità, lingua, cultura.

    • gianni

      Putin in un intervista ha detto :” Se sai che col nemico lo scontro e’ inevitabile devi colpire per primo ” siccome sanno per certo che gli USA vogliono annientare la Russia….

  • virgilio

    sto PGR lo pensavo un po piu serio!!

  • Quale errore strategico tutto è a favore della Russia. La Storia che sta scrivendo il presente non commette errori strategici. Che la Russia si trovi dentro un processo dinamico a suo favore è chiaro. Crimea, Siria, mancato Golpe in Turchia. Parliamo delle porte del Mediterraneo. La Storia ha deciso di fare entrare la Russia nel Mediterraneo, e resterà per decenni. Questi sono processi dinamici da non richiedere velocità ma basta visualizzare il cammino della lava, piano piano avanza e gli ostacoli sono quasi tutti superati. La Storia quando decide qualcosa avanza piano come lava, annienta tutto quello che incontra, ed la lava non può essere gestita dagli uomini. La Storia scritta in Daniele 11, non può essere modificata dagli uomini. Se la Russia è storia scritta in anticipo inesorabilmente avanzerà come lava perchè il vento della storia fa avanzare la sua flotta e dopo si capirà se è diretta verso Daniele 11:29,30.

  • Adriano Pilotto

    Allo stato attuale delle cose, ora, e nel contesto interno ed internazionale della crisi siriana, la domanda che Paul Craig Roberts non si pone, ma che probabilmente Putin s’è posto, è: è possibile chiudere la crisi siriana con la sola vittoria militare?

  • GioCo

    “Oggi ci occorrono nuove strategie per preservare la nostra identità
    in un mondo che cambia rapidamente, un mondo che è diventato più aperto,
    trasparente ed interdipendente. Questo fatto sfida praticamente tutti i
    popoli e i paesi in un modo o nell’altro, russi, europei, cinesi ed
    americani – le società di tutti i paesi, di fatto.
    (…) Per noi (parlo dei russi e della Russia) le domande sul chi
    siamo e chi vogliamo essere sono sempre più in primo piano. Ci siamo
    lasciati alle spalle l’ideologia sovietica, e non c’è ritorno. Chi
    propone un conservatorismo fondamentale, e idealizza la Russia pre-1917,
    sembra ugualmente lontano dal realismo, così come sono i sostenitori di
    un liberalismo estremo, all’occidentale.
    È evidentemente impossibile andare avanti senza
    auto-determinazione spirituale, culturale e nazionale. Senza questo, non
    saremo capaci di resistere alle sfide interne ed estere, né riusciremo
    nella competizione globale. Oggi vediamo una nuova tornata di questa
    competizione, centrate sull’economico-tecnologico e
    sull’ideologico-informazionale. I problemi militari e le condizioni
    generali stanno peggiorando. Il mondo diventa più rigido, e spesso
    scavalca non solo il diritto internazionale, ma anche l’elementare
    decenza” (Vladimir Putin, Valdai il 19 Settembre 2013).

    L’11-9 di quel famoso 2001 si celebrò difronte al mondo quel passaggio preparato con fatica nel decennio precedente, dall’unica corrente politica sulla scena mondiale rimasta con un Piano a Lungo Termine a impatto Globale, dopo il crollo del muro di Berlino: il PNAC. Chi lo celebrò (in generale il Mercato, in particolare Wall Street) era ben consapevole dei significati e delle ricadute che però inscriveva in un quadro di successo, tuttavia si celebrava praticamente l’opposto: la consegna armi e bagagli della politica mondiale alla retorica della propaganda e dell’informazione, cioè la frattura definitiva tra la volontà della maggioranza e quella di alcune precise minoranze molto molto minori (in termini numerici). In quei dieci anni che separavano il ’91 dal 2001 abbiamo visto un evento epocale passato come la Glasnost, cioè “trasparente” anche se il termine vuol dire “pubblicità”, cioè il salire alla ribalta di personaggi non eletti dal pubblico capaci “magicamente” di fare pubblicamente politica globale, come Draghi (ad esempio). La differenza da questi strani eletti, emersi tra gli specchi dei grattacieli come le illusioni ottiche dall’oggi al domani e i politici propriamente detti, è la facilità e naturalezza con cui possono chiudersi in sgabuzzini e farci dentro politica mondiale, senza farlo sapere a nessuno, con il consenso di tutti. Chiamarlo “scippo alla democrazia” è poco. In altre parole, gli accordi mondiali sono passati dall’essere atto formalizzato a livello pubblico e quindi con la ricerca del consenso pubblico, in accordo privato che se ne frega del consenso pubblico. Come io e te ci possiamo scambiare pillole per il mal di testa o email in un cinema e questo non frega niente al resto degli spettatori, questi si scambiano fette di potere globale, ritenendo la cosa privata e non condivisibile con nessun altro, mai. Solo i media hanno permesso questo passaggio, per ciò l’incensamento di Internet, padre padrone dell’informazione, pareva un corollario perfetto al successo di quest’unica agenda politica globale.

    Tuttavia i tempi sono stati cannati alla Grande. Ogni piano si costruisce su una previsione e le previsioni del ’92 non erano certo quelle formulabili poi nel 2001, ma il piano era in pieno slancio, un poco come un bungee jumper che salta dimenticandosi di allacciare la corda al corpo: è difficile allacciarla “in volo”, no?

    Con la crisi del 2008 tanti nodi sono venuti al pettine e uno di questi era la politica nazionalista russa data per morta: dopo 5 anni a Valdai la stessa presenta il conto delle illusioni globaliste ed è salatissimo perchè mette in nuce alcune contraddizioni di fondo irrisolvibili del PNAC inficiandone la messa in opera. A meno di non farle pagare ai globalizzati “dopo” aver consumato ogni “via di scampo” non era infatti possibile nemmeno immaginarla, ma era proprio questo che l’ha resa pensabile nel ’92. Cioè la presa di coscienza che fosse possibile in quel momento trasformare la superficie del pianeta in una “Grande Mauthausen”. Con tanto di forni crematori etc. etc.
    Questo la dice lunga sulla morale dei pianificatori, ma pure su come a certi livelli è considerata la massa nel suo complesso.

    Quando pigiamo i tasti sui social, pensiamoci. Perché le “Grandi Menti” di cui stiamo parlando sono poi al nocciolo, esattamente le stesse.