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Il programma di governo di Donald Trump in 16 punti

DI ANTONIO DE MARTINI

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Poichè durante la campagna elettorale ci siamo occupati dell’elastico delle mutande di Trump e del marito di Hillary, ritengo di fare cosa buona elencando in sintesi programma di governo di Donald Trump, grazie al contributo della newsletter di Giovanni Palladino da cui ho attinto.

1) metterà un termine al numero di volte in cui un parlamentare può essere eletto. ( richiede un emendamento costituzionale). L’assenza di questo limite ha trasformato il Senato in una casta di bramini inamovibili. Ad esempio John Mc Cain siede in senato da sedici anni e precedentemente ha soggiornato alla Camera dei rappresentanti per diciassette anni. In tutto 33 anni. E’ ora che vada a casa.

2) Blocco delle assunzioni dei dipendenti pubblici con l’eccezione di militari, poliziotti e operatori sanitari.

3) Istituirà il divieto per cinque anni per i dipendenti della Casa Bianca di impiegarsi come lobbisti alla fine del periodo di servizio pubblico. Divieto a vita per essere al servizio di stati esteri.

4) Divieto ai lobbisti di stati esteri di fare donazioni per scopi elettorali negli Stati Uniti.

5) Rinegoziare ( o ritirarsi) dal trattato NAFTA che unisce USA, Messico e Canada. Parimenti, annunziare il ritiro dalla Transpacific Partnership ( Australia, Brunei, Canada, Giappone, Malesia, Nuova Zelanda, Perù, Singapore, Stati Uniti e Vietnam).

6) Cancellare tutti gli stanziamenti dati – o da dare- all’ONU per i programmi di cambiamento climatico e dirigere quei fondi sulla rete idrica e le strutture ambientali degli Stati Uniti

7) Togliere tutte le restrizioni che limitano l’estrazione delle riserve energetiche americane e dare il via a progetti infrastrutturali quali l’oleodotto Keystone ( dal Canada al Texas) bloccato da Obama per ragioni ecologiche.

8) Abolire tutti gli “atti esecutivi” presidenziali incostituzionali emanati dalla presidenza Obama. Molti riguardano atti di guerra decisi senza l’avallo del Congresso.

9) Cancellare ogni finanziamento federale alle città ( grandi comuni) che vietano alla polizia locale di collaborarre coi federali per la repressione della immigrazione clandestina. ( ad esempio non richiedendo i documenti alle persone interpellate).

10) Iniziare le procedure per la nomina del Giudice della Corte suprema mancante dopo la morte di Antony Scalia, defunto di recente. Ma ha anche dichiarato che ha “un elenco di venti giudici che difenderanno la costituzione”. Minaccia cioè un conflitto costituzionale ai giudici progressisti..

11) Espellere i due milioni di immigrati illegali che hanno commesso reati. Cancellare i visti di ingresso negli USA ai paesi che non si riprendono indietro questi immigrati. Sospendere l’immigrazione dalle aree del mondo in conflitto o dove c’è terrorismo.

12) Semplificazione fiscale mirata alla classe media riducendo gli scaglioni da 7 a 3. Una famiglia media con due figli avrà uno sconto fiscale del 35%. Le imprese scenderanno dal 35% al 17 e varerà un condono per i capitali dall’estero tassato al 10%.

13) Lavori sulle infrastrutture REVENUE NEUTRAL ossia lo stato non preleverà tasse da questi lavori realizzati con partnership pubblico-private per le quali conta mobilitare mille miliardi in dieci anni.

14) Lavorare col Congresso ( a maggioranza repubblicano ormai ndr) per rendere deducibili tutte le spese sanitarie per bambini e anziani, creando libretti di risparmio sanitari (con contributo statale per i meno abbienti) e abolendo completamente l’Obamacare. Piano di incentivi alle imprese che creano asili nido infantili in azienda.

15) Legge per contrastare l’immigrazione illegale. Due anni di prigione per rientro di un illegale, portati a cinque se l’infrazione è compiuta da una persona già condannata per altri reati.

16) Trovare una intesa con la Russia che calmi la situazione di tensione internazionale. Vuole inoltre una riforma della N.A.T.O.
per costringere gli alleati ad aumentare i propri stanziamenti sulla Difesa. ( il metodo migliore è far pagare per le truppe stanziate sui territori dei paesi alleati o ritirarle del tutto ndr).

Questi i provvedimenti principali che gli dovrebbero permettere di sostenere il programma di aiuti ai reduci di guerra – ormai numerosi e spesso in miseria- e contrastare con successo le politiche monetarie cinesi che sono la causa prima della delocalizzazione delle imprese che hanno impoverito la classe media e quella operaia americane ( assieme alla delocalizazione in Canada e in Messico e Singapore e Corea).

Adesso avete capito perché la buttavano in caciara…

 

Antonio De Martini

Fonte: www.facebook.com

Link: https://www.facebook.com/antonio.demartini.589/posts/1010715889074202

9.11.2016

Pubblicato da Davide

  • Persicus Magus

    Dalla prima pagina del Financial Times copincollo una parte di un articolo a pagamento molto interessante in cui si parla di politiche economiche, cosa di cui non si tratta nell’articolo postato.
    Fine del monetarismo, politiche fiscali di investimenti in infrastrutture, forse sostituita la Yellen

    The election
    of Donald Trump as US president will unleash a policy shift away from
    monetary policy towards fiscal measures in the coming months, some of
    his key advisers told the Financial Times.

    In particular, some members of his economic advisory team are convinced
    that central banks such as the US Federal Reserve have exhausted their
    use of super loose monetary policy. Instead, in the coming months they
    hope to announce a wave of new measures such as infrastructure spending,
    tax reform and deregulation to boost growth — and combat years of
    economic stagnation.

    Mr Trump’s campaign rhetoric has fuelled concerns about the future of
    Janet Yellen, the chair of the Federal Reserve, who faced unprecedented
    levels of criticism by the candidate during the campaign.

  • Apollonio

    La via che conduce alla Casa Bianca è sempre lastricata di buone Intenzioni…!
    le promesse sono facili da proclamare difficile realizzarle ed in quelle programma di promesse da marinaio ce ne sono molte il punto 4 – 5 -11 – 12 sono irrealizzabili perché
    significherebbe un Harakiri economico considerato la dipendenza che hanno con l’ estero
    per il loro altissimo Debt. se ci riesce sarà il rivoluzionario del secolo. ..

  • PietroGE

    Un programma da copiare.

  • Nicolass

    a bocce ferme il mea culpa dei giornalisti e giornalai a stelle e strisce sa tanto di patetico quando affermano di non aver capito il malessere che ha spinto molti americani a votare per Trump… qui non si tratta di incapacità o superficialità ma di qualcosa molto più grave. La stragrande maggioranza delle testate giornalistiche americane ha cercato deliberatamente di influenzare il voto americano tirando una lunga volata alla Clinton che fortunatamente non è andata in porto. Pensandoci a mente fredda è una cosa di una gravità inaudita di fronte alla quale non c’è scusante che tenga. La stragrande maggioranza dei media americani hanno cercato di fare intenzionalmente il lavaggio del cervello agli elettori americani per interessi di bottega, infischiandosene degli umori e dei sentori degli americani. Adesso cercano di mettere una pezza per coprire la loro malafede ma come si dice la pezza è peggio del buco. Gli americani hanno dimostrato con questa elezione che non è così facile farsi beffa del popolo come credevano i pennivendoli al solo del potere..

    • Nic

      Ma in che mani si trova la Press ammmeregana ?
      Cioè, chi sono i proprietari ?
      Forse amici di quelli che sperano in un intervento in Iran della Killary, come sempre dichiarto in campagna elettorale ?

  • Vocenellanotte

    E dell’Ucraina non dice niente? Uno Stato strafallito che campa con l’elemosina del FMI a guida USA che ha stravolto le regole elargendo i soldi e benché abbia un debito con la Russia di alcuni miliardi di USD che non può restituire.