Home / Anti-Empire Report / Yemen – Tenere Hodeidah è l’ultima possibilità per gli Houthi

Yemen – Tenere Hodeidah è l’ultima possibilità per gli Houthi

 

MOON OF ALABAMA
moonofalabama.org

Dal MoA review della settimana scorsa:

• October 31 – Yemen – After 200,000 Died An Embarrassed U.S. Finally Calls For Negotiations

Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) e i loro mercenari hanno ripreso il loro deciso attacco in direzione di Hodeidah. Se dovessero catturarla, controllerebbero tutti i rifornimenti destinati alle zone popolate dagli Houthi. I Sauditi e l’UAE sembra stiano utilizzando i 30 giorni concessi loro da Trump per conquistare il più territorio possibile.

L’attacco condotto dagli Emirati Arabi Uniti è quasi riuscito a circondare Hodeidah. La città e il suo porto sono l’unica via di accesso rimasta per portare rifornimenti alimentari ai 20 milioni di persone che vivono nella capitale, Sanaa, e nei territori montagnosi del nord. Se Hodeidah dovesse cadere, gli Houthi e i loro alleati dovrebbero arrendersi ai Sauditi o vedere il loro popolo morire di fame.

Il Consiglio Norvegese per i Rifugiati (NRC), che opera in Hodeidah, fa sapere che:

E’ rimasta solo una via di terra percorribile fra la città di Hodeidah e Sanaa e c’è il grosso rischio che ulteriori attacchi aerei o terrestri alla strada o ai ponti possano interrompere completamente questa via di comunicazione fra le due città, bloccando l’ultimo canale rimasto per i rifornimenti di cibo, carburante e medicinali per molti dei circa 20 milioni di Yemeniti che dipendono dalle importazioni che arrivano da Hodeidah per poter soddisfare i loro bisogni primari.

Attualmente, gli Houthi cercano di utilizzare la stessa tattica che aveva bloccato i precedenti tentativi dell’UAE di conquistare Hodeidah. Interrompono le lunghe lineee di rifornimento dell’UAE, che corrono da sud a nord a ridosso della costa occidentale e che riforniscono le forze attaccanti (in rosso) di cibo, carburante e munizioni. Se le ultime notizie sono veritiere, [gli Houthi] sarebbero riusciti a farlo in due località.


E’ relativamente facile interrompere per qualche ora una linea logistica. E’ molto più difficile mantenerla bloccata. Il paesaggio lungo la costa è piatto e le truppe mercenarie dell’UAE dispongono di carri armati, artiglieria e supporto aereo, tutte cose che mancano agli Houthi. Essi sono in pratica truppe da montagna e non hanno modo di difendersi in campo aperto. Devono far ricorso a continui attacchi di sorpresa, in località diverse lungo le linee di rifornimento, in modo da prendere sempre alla sprovvista le forze dell’UAE. Alle volte questa tattica funziona (foto). Non si sa se hanno riserve di uomini e munizioni per continuare a lungo questi attacchi.

Fin dall’inizio della guerra dei Sauditi e dell’UAE nello Yemen, la strategia saudita era stata concepita per affamare i territori montagnosi fino alla resa. Gli attacchi aerei sono stati concentrati sui pozzi, sugli allevamenti, sulle fattorie, sulle infrastrutture per la pesca e sulle vie di rifornimento. Hanno bloccato le vie del contrabbando e ostacolato l’arrivo degli aiuti umanitari. Hanno preso il controllo della banca centrale yemenita e hanno volutamente creato una iperinflazione.

Un po’ di cibo di contrabbando arriva ancora sui mercati di Sanaa, ma è troppo caro per la maggior parte della popolazione. L’NRC ribadisce che:

il Survival Minimum Expenditure Basket (SMEB) [paniere minimo di spesa per la sopravvivenza], comprendente cibo, acqua, prodotti per l’igiene e combustibile per la cottura degli alimenti era stato rivisto la settimana scorsa e portato a 73,000 YER (104$) al mese, mettendo in evidenza un aumento dei costi del 40% dal luglio di quest’anno. L’inflazione dei prezzi dei generi di prima necessità, insieme al rapido deprezzamento del riyal yemenita e l’impossibilità di accedere ad un reddito sono fra i fattori chiave per il peggioramento della crisi alimentare yemenita.

In un editoriale del Washington Post il capo del Comitato Supremo Rivoluzionario Mohammed Ali al-Houthi scrive che:

Il blocco della città portuale è stato voluto per mettere in ginocchio la popolazione yemenita. La coalizione usa carestia e colera come armi da guerra. Sta anche ricattando le Nazioni Unite, minacciando di tagliare i loro finanziamenti, come se si trattasse di carità e non di un obbligo sancito dalla legislazione internazionale e dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza.

Gli Stati Uniti vorrebbero apparire come degli onesti mediatori, ma, in realtà, partecipano, e talvolta anche in prima persona, all’aggressione contro lo Yemen.

Ieri gli Stati Uniti hanno annunciato che avrebbero cessato di rifornire in volo gli aerei sauditi che bombardano lo Yemen. Tutto questo significa molto poco. I Sauditi dispongono di una loro flotta di aerocisterne e si sono fatti tutta l’esperienza necessaria per usarla. Gli aerei dell’UAE partono da una basa in Eritrea e non hanno bisogno di rifornimenti in volo. Il supporto di intelligence ai Sauditi e le consegne di altro materiale bellico da parte degli Stati Uniti continuano. Sul terreno ci sono anche truppe americane, che probabilmente coordinano gli attacchi aerei dell’UAE e dei Sauditi.

Il Ministro degli Esteri russo ha criticato la tattica americana di chiedere un cessate il fuoco fra 30 giorni e nello stesso tempo intensificare i combattimenti:

“… Tenendo conto che Washington offre supporto militare diretto alle unità della coalizione che combattono nello Yemen, viene rimessa in discussione la sincerità delle dichiarazioni statunitensi in favore di una precoce cessazione della fase attiva del conflitto yemenita,” aveva detto il ministro.

“Fino ad ora, tutto sta ad indicare che gli Stati Uniti non hanno nessuna intenzione di cambiare la loro politica sullo Yemen e che le forze che si stanno affrontando militarmente in quella nazione stanno ancora pensando di risolvere il conflitto con la forza,” aveva insistito il ministro.

Chiedere un armistizio fra 30 giorni e cessare i rifornimenti in volo degli aerei sauditi sono per gli Stati Uniti solo foglie di fico, per prendere le distanze da una carestia pianificata che sta affamando milioni di Yemeniti. Gli Stati Uniti hanno tutta l’influenza necessaria per far sì che l’UAE e i Sauditi cessino i loro attacchi su Hodeidah. Agli inizi di ottobre, lo stesso presidente Trump aveva affermato che i governanti sauditi non sarebbero durati due settimane senza il sostegno americano. Non era un’esagerazione.

Se l’amministrazione Trump lo volesse veramente, la guerra in Yemen finirebbe domani. Invece sta pensando di dichiarare gli Houthi un’organizzazione terroristica. Questo passo porterebbe ad un’ulteriore escalation, che renderebbe molto più difficoltosi eventuali colloqui di pace.

Gli attacchi dagli Houthi contro le linee di rifornimento costiere della coalizione sono la loro ultima possibilità di impedire la caduta del porto di Hodeidah e l’imminente carestia per milioni di persone.

Auguro loro buona fortuna.

 

Moon Of Alabama

Fonte: moonofalabama.org
Link: https://www.moonofalabama.org/2018/11/yemen-why-holding-hodeidah-is-the-houthis-last-chance.html#more
10.11.2018
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.