Viaggio nelle piazze d’Italia, la resistenza continua. Fino a quando?

Redazione CDC

Chi c’è dietro alle manifestazioni no green pass che si stanno svolgendo in queste settimane? E’ possibile che siano davvero un paio di chat su Telegram ad aver portato decine di migliaia di persone a manifestare nelle piazze di 100 città italiane? Se non c’è nessun partito (o un’articolazione di esso), comitato o associazione a supportare e organizzare le manifestazioni la protesta non si incalanerà e non produrrà esiti concreti. I partiti, comitati e associazioni sembrano aderire a queste manifestazioni “spontanee” come Italexit presente a Torino per una raccolta firme contro il green pass, o a organizzare le proprie, come quella organizzata dal Fronte del Dissenso a Roma, dov’erano presenti il Movimento 3V, Ancora Italia con VisioneTV, e altre associazioni e canali d’informazione.

C’è confusione intorno a queste proteste, non c’è un movimento unificato e le logiche di “parrocchia” potrebbero prevalere. Continueremo a partecipare, a osservare e a dare il nostro contributo perchè la spinta popolare non sia vanificata. E’ l’unica cosa che ci può salvare, anche se forse è già troppo tardi.

 

TORINO

Ruggero Arenella

Il temporale che si è rovesciato sulla città un’ora prima dell’inizio della manifestazione ha scoraggiato i torinesi che amano lo shopping e le “vasche” in via Garibaldi ad affollare le vie del centro, ma non ha scoraggiato i torinesi che amano la libertà e la democrazia ad affollare Piazza Castello e gridare a gran voce contro la dittatura.

Alle 18 la piazza comincia a riempirsi, la composizione è assai eterogenea ma manca purtroppo quella categoria ormai assente in tutte le piazze: i ventenni (quantomeno tutte le piazze che non siano costruite artificialmente dai padroni del mondo: nelle manifestazioni delle Sardine, di Fridays for Future, Black Lives Matter e Antifa assortiti, i ventenni pullulano). I manifestanti riuniti in vari gruppi, più o meno nutriti, tutti senza nessuna sigla o simbolo, esibiscono cartelli e striscioni: “Immuniziamoci contro il Tecno-Capitale”, “Contro il green pass – contro il capitalismo della sorveglianza”, “Del mio corpo decido io”. Inizia ad apparire qualche megafono, e qualche coro: “Draghi, Draghi vaffanculo!”, “Bassetti, Burioni fuori dai coglioni”, “Giù le mani dai bambini” e ovviamente “Libertà , libertà, libertà, …”. La folla ormai è calda, ed è pronta a iniziare il corteo. Destinazione: la sede della RAI.

Da una prima stima mi sembra che in totale ci sia qualche migliaio di persone, ma è difficile capirlo. Quando il corteo entra in via Po invece si riesce a fare una conta più precisa. Il colpo d’occhio è notevole. Il grido “Libertà” si fa più forte, più corposo, viene dalla pancia, è arrabbiato e pieno di passione. Sempre più voci si uniscono. Per un attimo mi viene un brivido.

Corteo manifestazione no green pass Torino via Po 31 LuglioIn via Po, da piazza Castello a via Rossini, la folla occupa quasi tutto lo spazio. Sono circa 4000 metri quadrati, se si ipotizza che ognuno occupi un metro quadrato, i manifestanti erano circa 4 mila.

Via Po area da piazza castello a via rossiniIl corteo arriva nei pressi di via Rossini, a 200 metri dalla sede regionale della RAI. E’ forse il momento più sentito, la gente è fervente e la voce della folla si gonfia d’ira: “C’avete rotto il cazzo!”, “Vergogna, vergogna!”, Giù le mani dai bambini!” e altri cori si alternano. E’ il climax della manifestazione.

Via Po manifestazione Torino no green passCi sono sole due camionette e una dozzina fra carabinieri e poliziotti che bloccano l’ingresso di via Verdi, per impedire ai manifestanti di arrivare davanti ai cancelli della sede RAI. Le forze dell’ordine non sembrano particolarmente preoccupate. I manifestanti esprimono tutta la rabbia inveendo verso il palazzo, ai pochi che sbucano dietro le finestre, rigorosamente mascherati: “Venduti, venduti!”. Qualche breve, accalorato, comizio riceve applausi mentre continua un lungo, piacevole, minuto d’odio verso coloro che hanno dato un grosso contribuito alla riuscita dell’operazione Covid, e l’instaurazione dell’attuale regime. Una piccola soddisfazione che non impedirà purtroppo che da quella e le altri sedi della radio e TV nazionale venga trasmessa disinformazione e propaganda di regime senza sosta.

manifestazione no green pass sotto la sede RAIIl corteo riparte su via Rossini e la pioggia torna a scendere. La marcia è più lenta e gli animi sono più acquietati. Si vira su corso San Maurizio e mentre si sta per prendere la via per tornare su piazza Castello ci si ferma, si fanno due minuti di silenzio per Giuseppe De Donno. Il sentimento comune è di tristezza mista a rabbia. Un cartello sul petto di due manifestanti recita: “Omicidio di Stato”.

manifestazione no green pass Torino - coro per De DonnoSi riparte per piazza Castello, dove si concluderà la manifestazione. La piazza è mezza piena, la pioggia continua a scendere. Qualche breve comizio precede l’annuncio della prossima manifestazione, l’appuntamento è giovedì 5 nella stessa piazza, alle 21:30.

manifestazione no green pass Torino - piazza CastelloMentre la la manifestazione sta per finire facciamo un piacevole incontro, alle nostre spalle c’è Enrica Perucchietti! Colgo l’occasione al volo per chiederle un’intervista, che gentilmente ci concede.

FIRENZE

Jacopo Brogi

Non c’è un palco, si intravede un megafono ma poi scompare. Al momento, più polizia che manifestanti. Giuseppe De Donno, il medico prematuramente scomparso – che curò per primo la Covid – è il santo laico di Piazza della Signoria. Il suo nome passa di voce in voce, di volantino in volantino. De Donno è oggi il simbolo di una medicina per il popolo, tradita e uccisa da interessi multinazionali. In molti, manifestano anche per lui.

Gli uomini della Digos sono inconfondibili: gli unici mascherati in una piazza non proprio gremita, ma combattiva. Una signora dai capelli rossi legge un foglio a squarciagola: “Siamo qui grazie ai nostri nonni che hanno lottato e riconquistato la Libertà!”. La folla, ormai numerosa, si accende e si sente sicura: un unico corpo pronto a muoversi. “Tu obbedisci perchè finisca, ma è perchè obbedisci che non finirà mai!”, recita un cartello. La Firenze dello shopping, tornata da poco alla vita con un po’ di turisti stranieri, osserva diffidente e divertita queste migliaia di persone così pittoresche, tutte appiccicate e smascherate in un afoso sabato di fine luglio.

La manifestazione non è autorizzata e vorrebbe diventare un corteo per le vie cittadine. Inizia un confronto interlocutorio con le forze di polizia. “Siete disposti ad essere denunciati tutti??” Gridano dalle prime file, tutte al femminile. “Libertà!!”, la risposta collettiva. La moltitudine si muove, ormai nessuno può fermarla.

Persone di ogni età, pacifiche e preoccupate: “Sono vaccinato, doppia dose”, mi dice Gianluca. “Quindi non sono un No Vax, ho deciso di partecipare perchè i miei due figli – tredici e sedici anni – abbiano la facoltà di scegliere cosa fare, ma non adesso. Soltanto quando raggiungeranno la maggiore età. Non è giusto che debbano essere condizionati a farlo oggi perchè altrimenti gli negano il calcio e la danza, le loro passioni. Non va bene, per nessuno. Scrivilo questo: ognuno deve avere la libertà di scegliere”.

È una protesta trasversale, interclassista e spontanea. Si sono riuniti grazie al tam tam sui canali Telegram, e ormai le vie principali della città sono domate. Duomo e Repubblica, ora stanno inondando Mercato Nuovo. “Giù le mani dai bambini!, No Green Pass!”. Il ritorno a Signoria è gioioso e giocoso, ne nasce un gigantesco girotondo fra adulti e bambini che abbraccia l’intera piazza.

L’appuntamento è per la settimana prossima, stessa ora, stesso luogo. Proprio adesso, a manifestazione finita (circa 2000 presenze stimabili/ 400 per la questura), poliziotti in borghese stanno chiedendo documenti e generalità alla signora dai capelli rossi, colei che si è distinta più degli altri; l’hanno fermata quando chi protesta è tornato ad essere parte di un esiguo e isolato gruppetto. Mentre il vento si porta via il volantino più gettonato, quello con la citazione del medico eroe Giuseppe De Donno: “la terapia con il plasma costa poco, funziona benissimo, non fa miliardari. E io sono un medico di campagna, non un azionista di Big Pharma“.

NAPOLI

Massimo Cascone

Nella giornata di ieri, sabato 31 luglio, si è tenuta la seconda mobilitazione nazionale contro il passaporto sanitario, alias green pass, e, tra le tantissime città coinvolte, anche Napoli ha risposto presente all’appello.

Nel tardo pomeriggio, così come in tutta Italia, molta gente ha iniziato a radunarsi in piazza Dante per discutere e confrontarsi circa le modalità migliori per manifestare la propria contrarietà a questo provvedimento liberticida. Ovviamente ad aspettarli, oltre ad un dispiegamento di forze non indifferente – 4 camionette con personale in tenuta antisommossa – uno schieramento di giornalisti, altro braccio armato del sistema, pronti ad etichettare i manifestanti come complottisti e no vax.

Dopo un inizio un po’ fiacco, a causa sia delle alte temperature pomeridiane sia delle notizie contradditorie circa l’orario d’inizio – c’era chi pensava che l’appuntamento fosse alle 17.30, chi alle 18.00 – il numero di persone è progressivamente aumentato, attestandosi intorno alle 800/1000 persone.

Serrati i ranghi e terminata la trattativa con la digos per stabilire come si sarebbe dovuto muovere il corteo, è iniziata la marcia. Al grido di “Draghi Draghi vaffanculo”, “Libertà Libertà” e “Giù le mani dai bambini”, la folla si è riversata in strada, bloccando la circolazione e, scortata da due camionette all’inizio e altrettante alla fine del corteo, ha iniziato a marciare verso piazza Municipio: luogo d’arrivo il Comune di Napoli.

Durante il percorso, tantissimi si sono uniti al corteo, arrivando quasi a raddoppiarne il volume, a dimostrazione di come spesso l’esempio può essere il giusto grimaldello per smuovere le coscienze. Almeno 1500 uomini, donne e bambini uniti hanno dato dimostrazione di quanto sia importante portare avanti questa battaglia e noi, di questo, gli siamo grati.

Arrivati sotto il Comune intorno alle 20.00, con alle spalle uno striscione che chiedeva verità sulla morte del dott. De Donno, già ricordato con un lungo applauso durante il corteo, alcune persone hanno preso parola e hanno incitato tutti a prendere coscienza di quanto grave sia la situazione attuale. “Studiate, informatevi e non indietreggiate neanche di un passo di fronte la dittatura che imperversa” questo il messaggio principale. Intorno alle 20.45 la piazza si è sciolta naturalmente; da domani (domenica) incomincia un’altra settimana di pianificazione delle migliori mosse da fare affinchè le mobilitazioni non siano solo vane passerelle.

SALERNO

Moravagine

Anche nel feudo di Don Vicienzo De Luca si manifesta contro il lasciapassare verde e l’incombente dittatura sanitaria: 200 persone si sono radunate sabato in Piazza Portanova, nel centro storico. La piazza salernitana attesta lo stato della protesta nella provincia profonda: isolamento, spontaneità, disorganizzazione.

MILANO

Patrizia Ligabò

La seconda grande manifestazione spontanea partita da Piazza Fontana nel giro di una settimana, non era solo di “no vax”, come dicono i grandi media.

Vi erano anche pro vax, chi ci ha ripensato, e chi ci sta ancora pensando. Comunque persone di ogni fascia di età. I dubbi sono più che leciti (così come le domande) e sono umani. Lo scopo delle persone confluite in piazza è il bene comune, di tutti senza esclusione alcuna.

Uniti per difendere i nostri valori democratici, quelli su cui si fonda l’Europa; non divisi dall’odio verso l’altro, ciò che i potenti vorrebbero. Smembrarci, scansando le loro reali responsabilità. Quindi, siamo oltre la scelta personale di vaccinarsi o meno.

I motivi della protesta: In primis la libertà di scelta che deve essere garantita, senza se e senza ma. E, non secondaria, la libertà di informazione. Un’informazione che dovrebbe essere non filtrata in maniera fuorviante, o manipolata, o schierata con il regime. Ovvero, quel ruolo che il giornalista dovrebbe avere: fotografare la realtà che si presenta, con più imparzialità possibile.

Invece, le manifestazioni vengono riportate come flop, oppure non se ne parla proprio, non dando peso al popolo ed alla sua legittima espressione democratica.

Le forze d’ordine schierate erano tante, una presenza spropositata rispetto alle reali dimensioni della manifestazione. Celere, Guardia di Finanza, camionette dell’esercito. La mobilitazione era pacifica, ed in movimento, al grido ciclico e intermittente di “NO GREEN PASS!!; LIBERTA’!!; MILANO NON SI PIEGHERA’!!; GIU’ LE MANI DAI BAMBINI!! “.

Nessun cartello o simbolo di schieramento partitico, anche se si tenta già di strumentalizzare le proteste. Cartelli “SI VAX, NO GREEN PASS”. I giornalisti, cacciati alla prima manifestazione, stavolta non si sono presentati; ci sono invece fotografi e cameramen. Ad un certo punto, cortei minori sono confluiti nel principale, al grido di “LIBERTA’!!. Per chi ha capito, i provvedimenti che l’hanno limitata, sono stati devastanti sulle persone. Le possibili vaccinazioni obbligatorie per i minori, hanno mobilitato anche a Milano molti genitori, giustamente molto preoccupati.

Non vi è stato nessun episodio di violenza, nè scontro con le forze dell’ordine, ciò che è narrato dai media è fuorviante.

Il corteo si è recato sotto Palazzo Marino, sede del Comune di Milano e ufficio del sindaco. Molti passanti sono rimasti sorpresi al passaggio del corteo, ho udito più volte: ” Ma allora non sono così pochi come dicono” ed infatti non lo siamo.

Il green pass è uno strumento di controllo economico, non sanitario, che servirà per ricattare per vivere. In troppi, questo ancora lo ignorano, o ingenuamente, in buona fede, si affidano e si fidano. Quando taglieranno un miliardo – non sto scherzando – di posti di lavoro in tutto il mondo e vi toccheranno i denari e le proprietà, allora le piazze saranno stracolme, ma forse non così pacifiche e tolleranti.

Per quanto tempo ancora i media potranno ignorare una protesta che coinvolge centinaia di migliaia di italiani da nord a sud? Continuo a chiedermelo.

ROMA

Raffaele Varvara

A Roma, 5mila manifestanti sono scesi in piazza del Popolo al grido di “NO GREEN PASS”, guidati da gruppi di associazioni e movimenti che già da un anno si fanno portavoce di un dissenso sempre più partecipato. Si sono susseguiti vari relatori tra cui Moreno Pasquinelli, Luca Teodori, Francesco Toscano e il sottoscritto. Purtroppo si sono registrati momenti di tensione tra diversi gruppi ed è intervenuta la polizia per evitare il peggio. Lo scontro si è verificato tra chi rivendicava la spontaneità della manifestazione non accettando alcuna identità partitica o associativa e chi rivendicava il diritto a sfoggiare i propri simboli per dare un indirizzo politico/culturale all’evento. La polizia in assetto antisommossa si era schierata a separare le due fazioni di manifestanti che hanno dato vita a due manifestazioni parallele.  C’è ancora molto da lavorare per sanare questi conflitti superficiali e marginali rispetto alla gravità del momento nonchè sui rigurgiti di individualismo e di egoismo che costituiscono la controindicazione più grande per la ricerca dell’unità di un popolo.

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IlContadino
Utente CDC
2 Agosto 2021 17:03

Ho partecipato a varie manifestazioni in vita mia, a volte contribuendo all’organizzazione, altre giusto per dare un’occhiata da vicino agli eventi, a volte solo per curiosità; mi piace la folla, ha un modo di pensare tutto suo, non segue le dinamiche del singolo, ha un modo di agire a se stante, eppure a volte basta una parola o un gesto (del singolo) per sconvolgere gli eventi, mi garba assai. Quindi sabato sono tornato nella folla, da molto tempo non stavo in mezzo a così tante persone, inebriante. Ciò che mi ha colpito maggiormente è stato il senso di smarrimento che c’era fra la gente, non saprei come meglio descrivere “la vibra” della manifestazione. Non un relatore preparato o carismatico, non un vero programma di interventi, non una visione comune di intenti, dilettanti allo sbaraglio, me compreso! E’ talmente malvagio e violento ciò che ci stanno facendo che le brave persone non sanno come reagire, sono perse. Una notte da bambino mi sono svegliato per un forte terremoto: il letto ha iniziato a ballare, all’armadio sbattevano le ante, i cani in cortile abbaiavano di paura, sapevo che avrei dovuto fare qualcosa per mettermi in salvo. Mi sono rannicchiato sotto le coperte… Leggi tutto »

Primadellesabbie
Utente CDC
2 Agosto 2021 18:39

È il momento di ripensare i Templari?

Serve una immacolata Cavalleria per difendere la libertà sulle strade della vita, per difendere i pellegrini dai briganti malintenzionati e dai taglieggiatori che, come al tempo delle Crociate, non sono solo i malandrini di strada, ma anche i signorotti che controllano territori attraversati.

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da Primadellesabbie
LuxIgnis
Utente CDC
Risposta al commento di  Primadellesabbie
2 Agosto 2021 19:04

Anche i monaci Shaolin nacquero con questo scopo 🙂

GioCo
Utente CDC
2 Agosto 2021 21:33

Anche i sassi hanno capito che il laboratorio di Wuhan qualcosa c’entra. Ma la parte che non viene ribadita è la soprendente realtà che a gesite il laboratorio in Cina sulla GOF (Gain Of Function) dei corona era un ente militare americano finanziato dal governo americano tramite un ente controllato da Fauci, uomo chiave di tutta sta vicenda che faceva tutto ciò in palese contrasto con le leggi americane. Un capolavoro di diplomazia delle stronzate mi verrebbe da commentare. Ma se è avvenuto una volta… Cos’è che può impedire il rilascio “accidentale” di un nuovo e più potente agente patogeno che dia un altro colpetto alle ansimanti gestioni (catastrofiche) dei governi che spingono per inculare un intruglio sperimentale alla massa dei cittadini in sto accidente di occidente? Ci sono poi delle novità positive, ad esempio la partecipazione alle proteste di persone che si sono sottoposte alla terapia. Segno che un conto è accettare la realtà di doversi sottoporre a un esperimento per lavorare e un altro è costringere tutti a farlo. Naturalmente a me rimane oscuro come tutto ciò possa stare insieme in un discorso coerente ma sono strano e quindi non faccio testo. Ovviamente c’è poi dietro l’angolo l’opzione… Leggi tutto »

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da GioCo
RenatoT
Utente CDC
Risposta al commento di  GioCo
2 Agosto 2021 21:52

secondo me possono rilasciare veleni… ma gli agenti patogeni alla hollywood, con i relativi vaccini alla hollywood, non li sanno fare o probabilmente non possono. Ci terrorizzano con Ebola, Sars etc… ma ce l’hanno come sempre raccontato OMS e i telegiornali. Se avessero la capacitá di fare certe cose le avrebbero usate senza necessitá di fare guerre e avrebbero “veramente” terrorizzato le persone senza nemmeno usare i media. La gente sarebbe terrorizzata dai fatti. Secondo me Wuhan serve a tener su la storia degli agenti patogeni virali e batteriologici… serve a tener su la truffa della medicina moderna. La gente si ammala perchè è intossicata. La gente muore di iatrogenia non di malattie. La medicina moderna è una truffa colossale piena di bugie e propaganda. secondo me…

Ultimo aggiornamento 1 mese fa effettuato da RenatoT
Pfefferminz
Utente CDC
Risposta al commento di  GioCo
2 Agosto 2021 23:41

“Anche i sassi hanno capito…”

Non è l’unica interpretazione possibile. È plausibile, ad esempio, che sia stata cambiata l’etichetta all’influenza stagionale, la quale, guarda caso, è sparita. Con un test farlocco e il martellamento dei media tutto è possibile.

Già dato uno sguardo al bugiardino del tampone RT-PCR delle ditta BioMol per il SARS-CoV-2? “Specificità: interferenze non specifiche con il virus dell’influenza virus A (H1N1, H3N2, H7N9, H5N1), influenza virus B (Yamagata, Victoria), virus respiratorio sinciziale (Tipo B), adenovirus respiratorio (tipo 3, tipo 7), haemophilus influenza, Staphylococcus aureus, Streptococcus Pneumoniae etc. ”

Negli anni precedenti la pandemia si cercava di capire qual era l’agente patogeno. Dopo tutto è stato dichiarato Covid, forse…

gix
Utente CDC
2 Agosto 2021 22:19

Per quanto queste piazze siano la rappresentazione spontanea del sentimento di almeno una parte importante del popolo, prima o poi dovranno evolvere in qualcosa di più organizzato e durevole, se non vogliono estinguersi. Si può dare il nome che si vuole a queste possibili organizzazioni, ma dal momento che dovranno per forza affrontare argomenti e contrastare l’operato di governi (questo e forse futuri), finiranno fatalmente per occuparsi di politica, nel senso di ciò che è giusto fare e programmare per il bene del popolo. Non è tanto importante quindi se avremo uno o più partiti o movimenti così denominati, ciò che conta è iniziare limitando al massimo gli obiettivi da raggiungere, evitando per quanto possibile programmi a lunga scadenza, che, all’inizio (in seguito ovviamente sarà necessario programmare in maniera più articolata, ma ormai le cose da fare per ristabilire un minimo di sovranità popolare le conoscono in molti) distraggono solamente dagli obiettivi immediati. Gli Italiani, di qualunque idea, devono reimparare seriamente ad occuparsi di politica, dopodichè, parallelamente, torneranno anche i valori morali minimi per vivere in una comunità decente. A proposito, un partito, un movimento, un’organizzazione di uomini disposti finalmente a lottare per la libertà, con un 20/30 per cento… Leggi tutto »

Pfefferminz
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
2 Agosto 2021 23:17

Parole sagge e lungimiranti, Gix, ma secondo me al momento l’obiettivo più importante è quello di allargare la base delle proteste, sfruttando gli incontri in piazza per trasmettere anche ad altri la consapevolezza sulla deriva autoritaria incombente. Penso che sia sbagliato che partiti e partitini arrivino in piazza con le loro bandiere. Le proteste devono riunire il maggior numero di persone possibile e non devono esserci simboli di partito, cosa propagata giustamente dagli organizzatori del sito Basta Dittatura. La lezione che a mio avviso si può imparare dall’esperienza tedesca, in cui le lotte sono iniziate più di un anno fa, è questa: coinvolgere il più alto numero possibile di persone. Devono essere milioni a scendere in piazza…

gix
Utente CDC
Risposta al commento di  Pfefferminz
3 Agosto 2021 8:30

Hai ragione, appunto per questo dicevo che occorre coalizzare quante più persone intorno ad una sola o poche idee non necessariamente di lungo termine, anzi ben presenti nell’immediato. Una per tutte, l’idea di libertà, dal grenpas, dall’obbligo vaxxinale e da qualsiasi imposizione ingiustificata, in questo momento potrebbe raggiungere tutti. Non so in Germania come sia la situazione, ma credo che ci siano comunque forme di organizzazione perlomeno un pò più avanzate rispetto ad una spontanea manifestazione di piazza.

Pfefferminz
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
3 Agosto 2021 17:53

A mio avviso, l’esperienza tedesca ha mostrato che il numero dei manifestanti è stato insufficiente. Ci sono state grandissime mobilitazioni, forse anche di 300.000 persone il primo agosto 2020, ma per costringere il governo a dimettersi, servono milioni di partecipanti. I capi carismatici del movimento Querdenken hanno costantemente fatto notare che la resistenza non si fa guardando i video da una comoda poltrona, ma attivandosi. Da un lato ci sono pensatori geniali, come il Dr. Füllmich del Corona-Ausschuss o il Dr. Bodo Schiffmann, ma senza la mobilitazione delle persone reali a supporto nelle piazze, non si riesce a smuovere nulla. Questo è stato anche confermato dalle forze di polizia, secondo una testimonianza dell’autore e blogger Thorsten Schulte che avrebbe chiesto “Quando passate dalla nostra parte?”. La risposta è stata: “Quando saranno milioni di persone a scendere in piazza”.

Pfefferminz
Utente CDC
Risposta al commento di  gix
3 Agosto 2021 18:22

“Non so in Germania come sia la situazione, ma credo che ci siano comunque forme di organizzazione perlomeno un pò più avanzate rispetto ad una spontanea manifestazione di piazza.” https://t.me/RA_Ludwig/2827 (articolo in tedesco) Riassumo il contenuto dei 7 punti enunciati dall’avvocato di Querdenken Ralf Ludwig, in risposta all’intento da parte dell’Innensenator di Berlino Geisel di vietare l’organizzazione dei pensatori laterali. Questo è importante perché pare che, dopo il divieto della manifestazione, dopo le brutalità della polizia anche nei confronti di anziani e bambini, si voglia procedere al divieto dell’organizzazione tout court. 1. Non esiste un’organizzazione Querdenken. Esistono moltissime organizzazioni che, insieme e in relazione alle restrizioni corona, formulano una critica della società. 2. I gruppi non sono organizzati in modo gerarchico e centralizzato. 3. Tutti i gruppi hanno un comun denominatore: i valori che riguardano i diritti umani fondamentali. I gruppi hanno interiorizzato il desiderio di autodeterminarsi. 4. Esistono tantissimi individui singoli motivati che agiscono in nome proprio. 5. Le persone che fanno riferimento a Querdenken si basano sui fondamenti del diritto e della scienza. 6. Vogliono sostituire al dominio di vertice il consenso dei molti. 7. Sono favorevoli al dibattito e a rapportarsi gli uni con gli altri in… Leggi tutto »

clausneghe
Utente CDC
3 Agosto 2021 11:53

Bene. La guerra continua, prendiamo esempio dai Francesi e non molliamo, mai.
E bene che non ci siano bandiere e simboli, nemmeno il tricolore, lasciamolo agli abusivi che sono lo “Status quo”.
Se il nemico supera le linee rosse bisogna aggredirlo abbatterlo e annientarlo in un colpo solo, in un giorno al massimo due.
E’ così che si fanno le rivoluzioni, esse devono essere uno Tsunami di popolo che tutto rovescia..
Poi torna la calma e ci saremo puliti e liberati dai parassiti che infestano le nostre vite.
Abbasso il regime nazisanitario, abbasso il governo di questo Stato non sovrano.
Resistere, resistere e aspettare l’alba della furia popolare.

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