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UNA FILOSOFIA ENERGETICA PER TEMPI DI ENTROPIA

DI ANDREW MCKILLOP

Se cerchiamo una filosofia energetica che possa aiutarci nei momenti difficili, possiamo buttarci sui molteplici e controversi significati dell’entropia. Attenzione: questo è già stato tentato in passato da molte persone e con diversi approcci. Qualcuno ha anche anticipato troppo i tempi, discutendo su come esattamente formulare la Legge dell’Entropia – è così che viene chiamata – mentre altri, giustamente, ribattevano che è un principio e non una legge. Infine il tutto venne stabilito e definito, ma non si raggiunse mai la concordanza di tutti coloro che ne furono coinvolti. Costoro erano scienziati di tutti i tipi (soprattutto europei) del 19° secolo: ingegneri, esperti di meccanica, astronomi, matematici e addirittura politici, come Sadi Carnot. Più tardi, molti filosofi, storici, scrittori, giornalisti e altri politici si aggiunsero al gruppo. Come conseguenza di ciò, nessuno – al giorno d’oggi – sa esattamente cosa significhi di preciso la Legge (o Principio) dell’Entropia, ma sembra però che abbia un lato oscuro e possa coinvolgere le regole del caos.

Per iniziare, l’entropia verte solamente sull’ordine macromolecolare della materia; non concerne roba subatomica come la meccanica quantistica, le piogge di raggi cosmici e l’effetto tunnel nei diodi di silicio (senza il quale un qualsiasi PC da casa non potrebbe funzionare, altrimenti avrebbe bisogno di un edificio di 3 piani e un sistema di condizionamento tale da poter raffreddare i milioni di valvole necessarie). L’entropia probabilmente non ha voce in capitolo sull’espansione dell’universo o su come l’universo si sia inizialmente formato e poi diffuso in tutto, bhé… sì… in tutto l’universo. L’entropia forse non si applica a un qualche processo molecolare, soprattutto la fotosintesi, oppure non spiega come qualche pigmento fotosintetico funzioni nelle piante. L’entropia può darsi non si applichi, oppure abbia uno scarsissimo rilievo, su larghe scale, su ecosistemi multispecie, e così via…

La sola cosa che dobbiamo sapere sull’entropia è che ha valore zero solo laddove la temperatura sia allo zero assoluto, cioè quando tutte le molecole, e, di conseguenza, anche l’attività e il movimento macromolecolare, si fermano. Niente movimento, niente entropia. Qualsiasi tipo di movimento, frizione, vibrazione, cambiamento chimico, cambiamento magnetico e, naturalmente, ogni innalzamento di temperatura aumenta l’entropia; il che, in altre parole, significa che diminuisce l’ordine. Quando ci muoviamo verso grandi assembramenti di entità viventi (a loro volta grandi assembramenti di grandi molecole) questo “difetto fatale” è molto evidente. Così evidente che è molto probabile che i modi di contrastare l’entropia siano strettamente collegati, o geneticamente o comportamentisticamente impressi negli esseri viventi socialmente organizzati.

Grazie al cosiddetto libero arbitrio e a diversi carburanti fossili possiamo però scegliere di ignorarli.
Dimenticatevi di quel gene egoista che preoccupa gli elettori con l’innalzarsi della temperature del pianeta, dite loro che dovete per il momento subire delle grosse perdite in Iraq in modo che questo gene possa avere in un secondo momento solo piccole perdite elettorali. Questo gene non è paragonabile ai veri sistemi viventi – cioè il 99% della biosfera che non fa parte della razza umana – che contrastano l’entropia dall’alto di qualche miliardo di anni di esperienza. Questi giocatori seri e scafati preferiscono subire piccole perdite adesso per evitare grandi – o fatali – perdite poi. Questo è il principio dell’entropia per e nei sistemi viventi.

Gli Stoici lo hanno detto meglio

Tutto questo è iniziato attorno al 300 a.C., quindi è roba vecchia, nonostante sia la più longeva scuola di filosofia antico greca e romana: è durata infatti circa 550 anni. Per prima cosa, i primi stoici dissero che non c’era libero arbitrio e, proprio come dice il principio dell’entropia, non c’è un giro di giostra gratis. Quando hai finito e muori, vai da qualche altra parte dove dovresti o potresti fare meglio, ad esempio nutrire un po’ di vermi onesti. Noi, dicevano gli stoici, non sappiamo e non sapremo, mai. Andando molto vicino a quanto scopersero gli scienziati sull’entropia nel 19° secolo, gli stoici, così come i maledetti epicurei, spiegarono che tutto, ma proprio tutto è mischiato e fuso insieme. Quindi tutto è complesso e le cattive notizie viaggiano molto velocemente. Esattamente come un virus o un prione, l’entropia comunica la sua esistenza in tutto un sistema in un modo che ha del magico. Magia nera probabilmente, se si pensa che può spremere l’ultima goccia di energia chimica dal carburante della tua auto e trasformarla nell’energia necessaria per spostare la tua macchina direttamente nell’ingorgo dell’autostrada.
Dobbiamo alzare la nostra visione guardando all’ingiù nel sistema, piuttosto che all’insù. Così facendo, possiamo dimenticarci la paranoia, perché l’entropia è lì per aiutarci, in una maniera complicata, strana o buffa.
Ludwing von Bertlanffy, l’inventore della Teoria dei Sistemi che tratta di sistemi meccanici, elettrici, e anche sistemi elettronici, solari e atomici e in teoria (perché è una teoria dopotutto) anche di sistemi viventi, spiegò perché non voleva e non poteva accettare o credere nella dottrina darwiniana classica e nella cosiddetta “sopravvivenza del più forte”; non poteva perché vedeva esempi in apparenza troppo irrazionali e di comportamento assolutamente non competitivo nei sistemi viventi. Uno degli esempi riguarda le anguille di Comacchio nell’Oceano Atlantico. Piuttosto che starsene a casa loro nei fiumi e negli estuari europei e nord americani, queste anguille compiono dei viaggi transoceanici attraversando un terzo del pianeta per accoppiarsi e riprodursi. Durante questa odissea, muoiono come mosche, o meglio… come anguille di Comacchio, per fame, predatori e fatica. Un enorme numero di queste non arriva a incontrarsi e riprodursi; un numero ancora maggiore muore subito dopo essersi accoppiato e riprodotto, assieme ad una parte della loro prole.
Come Bertalanffy ha apertamente ammesso, le anguille di Comacchio, o anche gli abbastanza noti lemming scandinavi, non sembrano aver capito nulla della Teoria dei Sistemi, o dell’entropia. La Teoria dei Sistemi propone un costante adattamento – da parte dei sistemi inanimati – alle costrizioni dell’entropia. Quando e laddove vi sia un tracollo di riserve energetiche oppure un aumento del disordine localizzato, il resto del sistema cambia per controbilanciare e gestire questa perturbazione, ridurre lo stato di entropia e poi cercare di riportarsi indietro al precedente stato o livello di “equilibrio”. Questo succede per esempio nei sistemi solari. Dopo un po’, forse solo poche centinaia di milioni di anni dopo che la nube rotante di gas e il suo sole centrale hanno creato, strada facendo, un nuovo sistema solare e formato alcuni entità assimilabili a dei pianeti, il sistema è in grado (e lo fa) di espellere qualsiasi cosa che voglia farsi passare per pianeta, per esempio grossi asteroidi che cercano di intrufolarsi nella festa. Nel nostro sistema solare, probabilmente Plutone ha goduto di questo trattamento: c’erano già abbastanza pianeti e gli ultimi arrivati non erano ben accetti, è stato quindi lasciato ai margini. Le anguille di Comacchio e i lemming sembrano non aver conosciuto le gioie di questo approccio conservazionista e sembrano partecipare ad un gioioso party suicida, ma in effetti fanno la stessa cosa di un neonato sistema solare, solo che il loro metodo sembra bizzarramente stravagante.

Grazie, non interessa…

I sistemi viventi come le anguille o i lemming, o gli esseri umani, non sono principalmente ed esclusivamente interessati nel ridurre la crescita dell’entropia. Questo lo si può capire se ci limitassimo a misurare come, in una sola generazione, essi efficientemente usino l’energia, e se decidessimo di dibattere sul fatto che per esseri non viventi scorta-di-cibo = energia e entropia-minima = popolazione-massima. Nel caso delle anguille di Comacchio, lo stesso numero di queste ritornano ai loro fiumi e ai loro estuari natali. Dopo la festa del suicidio collettivo a cui partecipano nell’oceano, esse vivono tranquillamente, senza troppe discussioni e ansie sulle scorte di cibo – che è “energia” – con i pesci e gli anfibi loro vicini. Il risultato netto è che loro non devono competere, perché un’enormità di tempo fa è stato deciso che, per esempio, i pesci non devono competere con le rane e gli uccelli non devono competere con i serpenti, al di là di qualsiasi cosa abbia potuto dire o immaginare Darwin. In altre parole essi non “competono” con uccelli, o alberi, o esseri umani in gita di piacere, come invece il darwinismo afferma che dovrebbero: le anguille compiono un’azione preventiva, a modo loro. Le perdite che subiscono ogni anno sembrano a noi enormi, ma non a loro.
Quindi possiamo dire, per essere provocatori, che l’America sta facendoci un favore a consumare il 26% della produzione mondiale di petrolio per sostenere il 4,5% della popolazione, calcolando un consumo medio di 25 barili ciascuno. Secondo qualsiasi modello o teoria di sviluppo economico classico, sceglietene uno a caso, l’India e la Cina potrebbero o dovrebbero arrivare allo stesso folle livello di irresponsabilità e insostenibilità. Entrambe possiedono armi atomiche, e la Cina ne ha anche di termonucleari, quindi nessun tipo di “pressione” esterna su di loro è pensabile. Il problema però è il semplice fatto che è fisicamente impossibile produrre tanto petrolio, quindi non dobbiamo preoccuparci dei possibili effetti devastanti sul clima che potrebbero verificarsi. Sono i numeri a dircelo.
C’è comunque una grossa differenza tra le anguille di Comacchio e i lemming da una parte e gli americani dall’altra. I primi due sfruttano energie al 100% rinnovabili, mentre i secondi vanno ad intaccare la riserva di energia fossile. Ciò significa che se volete entrare nel gioioso circolo del suicidio di massa, fatelo, per favore, utilizzando energia rinnovabile e in maniera sostenibile. Più avanti nel tempo, quando biologi e analisti di sistema potranno studiare il vostro comportamento e concludere che è completamente irrazionale, sebbene suicidi, alcuni di voi potrebbero ancora essere in vita e rispondere: «E allora?».

Moderazione

Un’altra lezione della “legge” dell’entropia è l’antico principio della Moderazione. Non si può datare, ma è veramente roba vecchia, forse risalente al culto di Apollo del 3000 a.C. che venne poi istericamente abbattuto dai filosofi islamici, cristiani ed ebraici. Anche gli stoici, gli epicurei e i cinici credevano nella moderazione con la “M” maiuscola. Il miglior modo per comprendere questo principio è chiedersi come un’intelligenza media, ad esempio quella di un pappagallo, o di uno scoiattolo, o di una balena, o di qualsiasi forma di vita non umana, possa rispondere alla domanda: «Dovremmo massimizzare la nostra dipendenza da un’energia ricavabile da una risorsa fossile esauribile e, semplicemente bruciandola, cambiare irrevocabilmente il clima del mondo per centinaia o migliaia di anni?». Educatamente non considererebbero nemmeno il più piccolo dubbio su un’ipotesi così stupida, eppure economisti insigniti del premio Nobel ci dicono che è la migliore e unica cosa da fare! Noterete sicuramente l’errore di logica: se questa è l’unica cosa da fare, non c’è bisogno di chiedere se sia anche la migliore. Per poter capire cosa sia meglio, abbiamo bisogno di avere delle alternative. Abbiamo un disperato bisogno di alternative.
Tornando indietro nel tempo – quando le società umane si basavano al 100% su fonti di energia rinnovabili, e gli schiavi erano schiavi “energetici” – Socrate verso il 425 a.C. descrisse come una classe dirigente seria ed efficiente avrebbe dovuto operare. Primo: i buoni governanti lavorano solo nell’interesse del loro popolo. Come potevano questi buoni governanti evitare tangenti, accordi sottobanco, o una petroliera della Chevron chiamata “Bimboleeza Rice” in loro onore? Era semplice! Se i governanti ideali di Socrate avessero anche solo ipotizzato di cogliere il frutto cresciuto sul ramo più basso, o se avessero accettato un qualsiasi tipo di “regalo”, sarebbero stati giustiziati. Socrate forse si era solo allenato per uno dei suoi frequenti pistolotti moraleggianti, ma lo stoico Epitteto, schiavo liberato, nel 150 a.C. la mise giù in maniera migliore. Egli disse di spedirli da qualche altra parte, lontano, dove avrebbero potuto fare meglio di quanto non avessero fatto qui, in questo mondo e in questa vita dove non sono stati capaci di comportarsi correttamente. Sarebbe possibile trasferire la Casa Bianca al di là della Linea Verde a Baghdad, per garantire la sicurezza dell’energia nazionale così come la vittoria totale nella Guerra Globale sulla Terra? Su questa terra, intendo. Come disse Shakespeare, questo è il problema.
Né Socrate né Epitteto rimasero molto impressionati dalla democrazia; per loro democrazia e demagogia erano due facce della stessa medaglia, sebbene lo spessore stesso della medaglia – spessore sul quale può essere aggiunto ogni tipo di messaggio o simbolo fico per meglio imbrogliare il fiducioso – può far sì che un lato non sappia cosa ci sia scritto su quello opposto. Oggi, come sappiamo, negli USA si sta cercando di aumentare il volume delle esportazioni e ridurre il divario di scambi esportando la democrazia nel Medio Oriente, con un dividendo sulla pace (detto anche “bottino di guerra”) sotto forma di “maggiore esportazione di petrolio” dal territorio iracheno. Questa è la storia che abbiamo sentito, almeno fino al 2003. Infatti la democrazia-teocrazia instaurata in Iraq è un tale fallimento che non è nemmeno riuscita ad aumentare il volume di petrolio esportato! Molto probabilmente lo stesso risultato sarà ottenuto con l’esportazione della democrazia in Arabia Saudita, questo forse spiega perché nessuno si sia ancora preoccupato di farlo.

La risposta è “moderazione”. Gli USA potrebbero «quasi immediatamente» (così dicono loro) tagliare i consumi di petrolio del 50% per ogni loro abitante, portandoli così il consumo stesso a livelli europei. Gli europei potrebbero tagliare il loro consumo pro capite del 50% a loro volta. Tutti, in questo mondo alimentato a fossili, potrebbero entrare in questo circolo, sebbene le persone dei paesi più poveri, quelli che, in un anno, consumano un barile pro capite potrebbero ragionevolmente suggerire: «Hey bello, inizia tu.». Il culto della moderazione, come abbiamo detto, risale ad un’immane quantità di tempo prima dell’apparire di una qualsiasi delle cosiddette “Religioni del Libro”, ma il culto di Apollo iniziò con un dio orgiastico, bisessuale, serial killer che si stancò dei suoi eccessi. Si prese un anno sabbatico sotto le spoglie di pastore e tornò indietro moderato. Tutti noi possiamo fare così con l’orgia del petrolio, se non altro perché Peak Oil dice che non abbiamo altra scelta, anche se coloro che sono chiamati scherzosamente Leader del Mondo Libero (cioè la Comunità Internazionale) ci dicono che la cosa più simpatica e naturale da fare è lanciare un’altra guerra del petrolio, questa volta contro l’Iran. I paesi moderati moderano il loro desiderio di belligerare moderando il loro appetito di petrolio e trovandosi altre cose da fare, come ad esempio educare la loro popolazione e fornire assistenza medica ad ognuno.

Piccolo è bello.

Fritz Schumacher, che ha inventato questo slogan, ha anche affermato che qualunque filosofia che sia mai stata inventata ha almeno un granello o macchiolina di verità da qualche parte dentro di essa. Si è ovviamente dimenticato della dottrina della New Economy e della sua “filosofia” che carinamente dice che non abbiamo possibilità di scelta nel Non Futuro, ma scuseremo Schumacher per questo lapsus. Il suo slogan è denso di significato per un futuro energetico post-fossile ristrutturato, riprogettato e riorganizzato, se vogliamo una società e un’economia sostenibile. Primo: il potenziale entropico dei grandi sistemi è, per forza di cose, maggiore di quello dei piccoli sistemi, misuratelo pure come vi pare. Ciò include il numero totale di veri idioti, che aumenta “con” e “nonostante” il numero crescente di potenziali Einstein in ogni grande gruppo di persone. Anche il numero di possibili errori cresce, ciò significa che in un grande sistema è “disponibile” un numero maggiore di errori. Così come quello optato da diverse nazioni e linguaggi e culture, tutte minacciate dalla Globalizzazione, il modo in cui la natura riduce il numero di errori “disponibili” è quello di avere specie e phyla radicalmente diversi tra loro. Come abbiamo detto prima, pesci e uccelli o rettili e anfibi hanno vita difficile nel competere e mettersi i bastoni tra ruote gli uni con gli altri, perché sono completamente diversi gli uni dagli altri.
La temperature stessa è una misura dell’entropia, quindi processi a bassa temperatura sono più efficienti rispetto a processi ad alta temperatura. Questo ci fornisce una regola d’oro per cose semplici come il riscaldamento della casa: usare solo elettricità generata da energia eolica o idrica per riscaldare, sempre che non si trovino altri metodi di riscaldamento non elettrici, e non usare mai elettricità generata da energia geotermica per riscaldare degli ambienti. Il problema è infatti che nel mondo una media tra il 70% e il 100% dei sistemi di energia elettrica nazionali sono basati su risorse geotermiche e la richiesta mondiale di elettricità cresce circa del 7% all’anno.
La temperatura è movimento di molecole e i trasporti sono il singolo più grande utilizzatore di petrolio. Il numero di operazioni necessarie di creazione e trasporto per produrre e consegnare un qualsiasi bene di consumo (o prodotto intermedio usato per creare questo bene di consumo) è definitivamente al suo massimo nella New Economy globalizzata. Alcuni sono orgogliosi del fatto che il peluche, o il videogame della console dei loro figli, o il collare dei loro cani venga spedito da Guangdong con parti e componenti costruiti in Europa, India e Giappone, ma questo accade solamente perché l’energia è ancora economica, maledettamente economica. Questo però non durerà, quindi preparatevi a divenire più autosufficienti per quanto riguarda i peluche.
Il trasporto meno esigente in termini di energia è il trasporto su acqua, questo aiuta a capire perché l’80% della popolazione mondiale abiti entro 80 Km dalle coste del mare. Nelle città il trasporto su acqua si riaffaccerà, aiutato dalla velocità con cui il livello del mare si sta alzando. Possiamo avere tubi di spedizione ad acqua, trasparenti e facilmente controllabili per la sicurezza, e sistemi di trasporto che portano qualsiasi tipo di imballaggio e peso, che si snodano attraverso città a basso consumo energetico completamente ristrutturate. Quei tassisti di risciò di New York potranno spingere i pedali di gondole finto-veneziane e mostrare ai turisti le zone di acquicolture sostenibili della città, gli ex palazzi trasformati in gigantesche serre multipiano. Acqua, acqua ogniddove. Città del Messico, prima di essere cambiata totalmente dagli invasori spagnoli, era una città galleggiante con costruzioni a 4 piani costruite su zattere di vegetazione e aveva circa 50.000 abitanti, un bel target di popolazione per una metropoli ristrutturata e a basso consumo energetico.
Naturalmente i sapientoni diranno che non è possibile raggiungere questo livello di sviluppo urbano partendo dal punto in cui siamo oggi. La risposta è che i grandi sistemi crollano e cadono o implodono molto rapidamente, come costruzioni di carte, ed è meglio essere al di fuori della zona di impatto quando ciò accade. Piccolo è bello anche quando il piccolo crolla, perché il buco che viene lasciato da riparare nella tela è piccolo a sua volta e facilmente riparabile. Infatti qualsiasi cosa sia riparabile è buona e questo oggi ha un nuovo nome: smontare e riciclare. L’industria di computer indiana ha un’enorme e diffusa base di hardware smontato e riciclato. Chiunque voglia un business plan per un’impresa di smontaggio e riciclaggio non ha che da chiedermi.

Ridurre è bello.

Il nocciolo di tutto è di diminuire quando è possibile, che è meglio che farlo quando invece si è obbligati. Un sacco di gente diversa lo sta facendo, nonostante il refrain ufficiale sia “Grande è Bello”. Prendete le previsioni demografiche mondiali. Tutti i demografi, inclusi quelli con il curriculum migliore, stanno ridimensionando le previsioni catastrofiche che avevano disegnato per il 2040 o il 2050. A partire dall’inizio degli anni ’90, il numero della popolazione nelle loro previsioni continua a diminuire, diminuire e diminuire. Nel 1990 ogni rispettabile demografo si sentiva obbligato a dire che nel 2050 al popolazione mondiale sarebbe stata di 15 miliardi di persone. Verso la fine degli anni ’90 i demografi hanno ridotto le loro previsioni a 12 miliardi. Ora la previsione comune non supera i 9 miliardi. La differenza è di 6 miliardi di persone, che è più o meno la popolazione attuale sulla Terra! In Europa alcuni paesi che avevano visto un boom demografico, come la Spagna e l’Italia, si prevede che entro il 2055 abbiano ridotto del 50% la loro popolazione. Questo non significa che italiani e spagnoli stanno morendo come mosche, bensì si tratta di un ridimensionamento demografico, forse un’anticipazione delle conseguenze dell’esaurimento delle risorse di gas e petrolio, o semplicemente la conseguenza di un calo nella crescita economica, della disoccupazione di massa, di città invivibili.
Con la giusta pianificazione e organizzazione la popolazione mondiale nel 1974 – 4 miliardi di persone – avrebbe potuto essere vicina al limite massimo, ma da nessuna parte nessuno di chi deteneva posizioni di potere ha voluto che fosse così. La ragione di ciò è semplice: la cosiddetta crescita economica altro non è che la crescita della popolazione. Se sovrapponiamo la curva della popolazione tra il 1950 e il 2005 di un qualsiasi grande paese con un’economia forte con l’indice dei movimenti di borsa sempre tra il 1950 e il 2005 dello stesso paese, possiamo vedere come le due curve quasi si confondano perfettamente.
Ridurre l’appetito di petrolio ed energia dell’economia sarebbe facile se la spinta demografica iniziasse a calare, ma tutto questo coinvolge anche il coefficiente di energia della crescita economica. Quello che scopriamo è che la cosiddetta dematerializzazione e il distacco dell’economia dall’energia si è bloccata al 1998. Il petrolio ha iniziato la sua tuttora infinita ascesa di prezzo nel 1999. Quindi vediamo come sia possibile avere contemporaneamente una generale riduzione della crescita demografica e, allo stesso tempo, un aumento dell’intensità energetica dell’economia mondiale. Un esempio può aiutarci a capire: la crescita della popolazione mondiale è al momento “limitata” a un numero che oscilla tra gli 80 e gli 85 milioni di nuovi esseri umani ogni anno. La produzione mondiale di nuove autovetture è di 80 milioni all’anno. Per ogni nuovo bambino nato una nuova macchina viene costruita, anche se non proprio nello stesso posto! L’unica cosa di cui possiamo essere sicuri è che entrambi questi numeri caleranno. Assieme a tutto questo anche i numeri della crescita economica sono destinati a ridursi.

Alcune conclusioni

Possiamo partire dalla situazione attuale per arrivare a qualcosa di nuovo, ma dobbiamo chiarire una volta per tutte cosa intendiamo con questo “qualcosa”. Al momento attuale, nessuno di chi sta al potere vuole parlare di questo e delle riserve petrolifere. Questi sono argomenti tabù. Parliamo pure del cambio di regime iracheno oppure di ciò che c’è in vendita su E-Bay questa settimana. In questo modo forse riusciamo a strappare ancora qualche giorno, o un giorno solo. Ma, quando la cacca comincerà a salire, i nostri grandi leader, inclusa la signora che ha tolto il suo nome alla superpetroliera, saranno fuori per pranzo e quindi irraggiungibili; ciò significa che dobbiamo fare le cose con le nostre mani, prima in piccoli gruppi, oggi piuttosto che domani, attingendo alle nostre motivazioni e apprezzando quello che stiamo facendo.
Le cose sono sempre state così. Il miraggio di una super nazione democratica e organizzata è un mito e una trappola per un sacco di ragioni diverse. La crescita dell’entropia va a intralciare i contenuti dei messaggi nei grandi sistemi e nelle grandi nazioni, sia che abbiano o no l’etichetta “democratico” appiccicata sopra. Le religioni organizzate giocano ancora un grosso ruolo, sebbene in declino, in tutto questo, e – come un controllo veloce qualsiasi sui media nazionali può dimostrare – le religioni organizzate hanno un modo molto efficace di legarsi ad uno stato organizzato per assicurarci una dose maggiore di caos.
Ognuno di noi è un grande assembramento di macromolecole, quindi ignoriamo l’entropia a nostro rischio e pericolo, proprio come le anguille di Comacchio, la differenza però sta nel fatto che loro lo sanno, mentre noi invece no. La consapevolezza delle leggi base della natura e della vita dovrebbero essere parte di qualsiasi processo educativo, ma lo stato e la religione ci sono arrivate prima e hanno riempito i testi scolastici di logiche indefinite e slogan insoddisfacenti. Deve avvenire un cambiamento e verrà. L’esaurirsi del petrolio significa che stiamo per andare verso “qualcosa” di nuovo, dove potremo o potremmo costruire qualcosa di migliore. Siatene certi!

Andrew McKillop

Fonte: http://www.countercurrents.org
Link: http://www.countercurrents.org/po-mckillop100406.htm
10.04.06

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARQO

Pubblicato da Truman

3 Commenti

  1. Complimenti al traduttore che si è sobbarcato una fatica quasi immane (ma non troppo, però abbastanza). Complimenti anche all’articolista che ci ha fornito una visuale del mondo un pò inconsueta ma vitale.

  2. ho studiato il Ciclo di Carnot, Ciclo Otto, Ciclo Diesel, Ciclo di Watt(macchina a vapore, motore esotermico).

    la conclusione e’ sempre una: meglio la bicicletta. consuma solo il petrolio e il carbone necessario a estrarre il ferro dal minerale grezzo, e ovviamente a plasmarlo.
    e poi e’ riciclabile.

  3. Coma hai ragione, Nello!

    Cosa c’è di più verde di una bicicletta?

    Ciao