Una critica radicale alla Civiltà – Intervista a Enrico Manicardi

Le parole sono pietre

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Si pubblica sotto la registrazione dell’incontro di ieri sera su Come Don Chisciotte – Le parole sono pietre con Enrico Manicardi, filosofo anarco-primitivista ed esponente del Circolo Libertario “La Scintilla” di Modena”. Mai come in questo caso la trasmissione è stata tribolata: essendo fra tecnofobi, è il minimo che possa accadere. Ad ogni modo, ecco una carrellata degli argomenti presi in esame.

01.00 La Grande Messinscena del Coronavirus: un punto di vista anarchico. Una critica a 360 gradi a tutte le istituzioni. La medicina uccide. Le religioni di Stato oggi sono la scienza e la tecnologia.

04.00 Il conflitto fra Natura e Cultura. Il dogma della visione germofobica del mondo. La gerarchia nasce, storicamente parlando, con la figura dello sciamano: gli insegnamenti di Murray Bookchin. Il progetto di deresponsabilizzare le masse e delegare tutto agli “esperti”. Le tante assurdità della “teoria del contagio”. La medicina fonda il suo dominio sulla paura, costruendo a tavolino “nemici” pericolosi.

15.00 Le sperimentazioni biotecnologiche chiamate “vaccini: l’edificazione di una società di malati farmacodipendenti.

18.45 La guerra della Civiltà contro la Vita. Tutti siamo arruolati in questa guerra, ma dalla parte sbagliata.

23.30 L’anarco-primitivismo come critica radicale alla civilizzazione. La confusione fra le cause e gli effetti. Il capitalismo è l’ultima, terminale fase della Civiltà. La reificazione della terra, degli animali, delle persone.

33.00 La civilizzazione conduce alla disabilità di massa. Siamo in una gabbia dorata collocata su un treno che corre impazzito verso il dirupo: il problema è il treno stesso, non chi ne è alla guida. 10000 anni di Civiltà rappresentano un tempo limitatissimo nella totalità della storia umana: in precedenza, l’Umanità era vissuta in armonia con la Natura per milioni di anni. Le ricerche di Kevin Duffy sulle popolazioni di cacciatori e raccoglitori sopravvissute al processo di civilizzazione forzata. La possibilità di sfuggire ad una pseudoesistenza di consumatori compulsivi.

46.00 Il mondo ci costringe ad aver bisogno della tecnologia, convincendoci che essa abbia una portata liberatoria. La tecnologia è invece il problema: l’universo artificiale che è stato messo in piedi ci sta distruggendo, sottraendoci capacità innate e alimentando ulteriori dipendenze dal Sistema.

51.30 I processi di decivilizzazione personale per sfuggire alla domesticazione. La differenza fra la mentalità del “prigioniero” e quella dello “schiavo”. Non viviamo grazie alla Civiltà, ma nonostante la Civiltà. Riabituare corpo, testa e cuore alla vita libera. Scendere dal treno è possibile.

Per chi volesse scrivergli, l’indirizzo mail di Enrico Manicardi è [email protected] .

 

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