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TEL AVIV, ISRAEL - MAY 22: US President Donald Trump and his wife Melania Trump(C) standing surrunded by Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu and his wife Sara Netanyahu (R) as Israeli President Reuven Rivlin and his wife Nehama Rivlin (L) during an official welcoming ceremony on his arrival at Ben Gurion International Airport on May 22, 2017 near Tel Aviv, Israel. This will be Trump's first visit as President to the region, and his itinerary will include meetings with the Palestinian and Israeli leaders. (Photo by Ilia Yefimovich/Getty Images)

Trump, Netanyahu e Mohammad Bin Salman: i distruttori dell’ordine mondiale neoliberista

DI FEDERICO PIERACCINI

strategic-culture.org

L’ordine mondiale neoliberista è in crisi da alcuni anni, senza segni di ripresa. La vittoria di Trump è espressione di una rottura della fiducia tra il popolo americano e le élite nazionali.

La tempesta perfetta. Così appare la situazione in Medio Oriente. Sempre più eventi sembrano condurre verso un cambiamento epocale nel delicato equilibrio di potere della regione.

Quest’ultimo è stato rapidamente modificato dopo la vittoria sul terrorismo in Siria da parte di Damasco e dei suoi alleati. Il nuovo ruolo di Mosca garantisce all’Iran uno spazio di manovra virtualmente illimitato nella regione. Le nuove basi militari iraniane in Siria si abbinano all’accordo tra Russia ed Egitto per la creazione di aree comuni di cooperazione contro il terrorismo.

In questo complicato contesto, Donald Trump emerge come un distruttore degli interessi USA nella regione. Osservando la cooperazione tra le forze democratiche siriane curde (SDF) e gli americani in Siria, possiamo vedere la genesi di tutti i problemi tra Ankara e Washington. La Turchia era solita impiegare l’Islam politico (Fratellanza Musulmana) come mezzo per destabilizzare il Medio Oriente e il Nord Africa, una volta una delle strategie centrali anche di Obama e del Dipartimento di Stato. La Turchia ora gravita verso l’ambiente multipolare di Mosca, Pechino e Teheran. Il ruolo conferito da queste tre nazioni consente ad Erdogan di manovrare abilmente tra nazioni alleate e fomentatori di estremismo islamico come il Qatar.

La Turchia è solo un esempio del delicato equilibrio su cui poggia la regione. Mosca è diventata l’unico mediatore per tutte le parti, e non sembra avere cattive relazioni con alcuna di loro. I sauditi compreranno il sistema S-400 dai russi; Netanyahu è costretto a cercare di influenzare Mosca per mantenere un qualche tipo di potere sull’Iran, ma con scarsi risultati. Mohammad bin Salman (MBS) è andato oltre, grazie a Trump ed al via libera del genero, arrestando dozzine di autorità e finanzieri sauditi (molto vicini a Clinton ed Obama), intraprendendo un genocidio contro gli yemeniti, armando i terroristi islamici wahhabiti in ogni angolo della regione, ed interrompendo ogni rapporto con il Qatar in una quasi-guerra che si sta rivelando manifestamente inefficace.

In questo caos incontrollato, e tra le fazioni leali verso gli Stati Uniti, Netanyahu sta vedendo missili israeliani, lanciati dall’incontestato spazio aereo libanese, venire abbattuti in Siria. MBS non riesce nemmeno a costringere il suo allievo Hariri a dimettersi; e persino Saleh nello Yemen è stato ucciso dopo aver tradito ed abbandonato gli Houthi. Abu Dhabi e Riyadh sono sotto il fuoco delle forze di Houthi, affrontando le conseguenze delle loro insensate scelte militari più vicine a casa. In Israele, il governo Netanyahu sta annegando sotto un mare di scandali di corruzione, con manifestanti nelle strade che chiedono le sue dimissioni. Le rivoluzioni colorate sono tornate a mordere la mano del padrone? Affinché l’Arabia Saudita eviti uno scenario simile, aggravato da una carenza di benessere a causa del calo dei prezzi del petrolio e delle casse svuotate dalle guerre, MBS ha deciso di arrestare e derubare tutti i suoi avversari. Trump non sembra preoccuparsi delle conseguenze di queste azioni, occupato com’è dal coordinare gli eventi ai massimi livelli con Xi Jinping in Asia e Putin in Medio Oriente.

Trump ha fatto una scelta saggia, rinunciando all’impossibile obiettivo di raggiungere l’egemonia globale, puntando invece a risolvere i problemi domestici. È impegnato a mantenere le promesse elettorali e, a tal fine, cerca di estrarre quanto più denaro possibile dai suoi alleati per riavviare l’economia statunitense, puntando ad una rielezione nel 2020.

In questo senso, la mancanza di interesse da parte dell’amministrazione americana in alcune aree del globo è emblematica. Da un lato la chimica tra Trump e Modi sembra essere buona, dall’altro le tensioni tra India e Cina, accresciute dalle dispute sui confini, sembrano essersi alla fine dissolte. Dopo il fallimento neocon di dividere Russia e Cina, anche le tensioni tra India e Cina sembrano essere ora in via di estinzione. Inoltre, in Ucraina, anche la decisione di inviare armi letali a Kiev è stata minimizzata, ed il paese ora affronta un contro-golpe guidato da Saakashvili (sì, ancora lui). L’Ucraina è un paese in disordine, che vive in prima persona le conseguenze di un cattivo atteggiamento atlantista, con le sue viziose politiche anti-Russia.

Il resto del mondo, con crescente smarrimento, osserva mentre ogni decisione viene presa senza alcuna spiegazione logica, come il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele. Gli unici a perdere in questo scenario sono naturalmente i più stretti alleati degli Stati Uniti: Israele e tutti i paesi arabi uniti dietro lo stato saudita (o, meglio, il suo denaro), che ora sono obbligati a difendere la causa palestinese. Che si tratti di incompetenza o di un’incapacità strategica di prendere posizione, poco importa il motivo per cui queste decisioni vengono prese. Trump, MBS e Netanyahu sono esattamente ciò di cui la regione ed il mondo avevano bisogno. Perché? Perché queste tre figure, grazie alle loro azioni, hanno riunito l’asse della resistenza in Medio Oriente, hanno fortificato la presenza russa nella regione ed hanno aperto la porta ai soldi asiatici per la ricostruzione, che poi si integrerà nella Nuova via della seta. Questi tre tirapiedi hanno aperto la porta alla sconfitta totale grazie alle loro decisioni sconsiderate.

Le nuove tecnologie, come la blockchain, ma anche la rivalutazione dell’importanza dell’oro, si accompagnano agli sforzi inesorabili di sganciarsi dal dollaro USA. Il potere militare americano è in crisi, ma il dollaro rimane la principale valuta di riserva del mondo. Oltre a consolidare le alleanze con gli avversari trasformandoli in amici, Mosca e Pechino puntano a creare un nuovo ambiente economico basato sul valore reale (valute supportate dall’oro) per minare la bolla speculativa finanziaria provocata dal dollaro, dalle banche centrali e da tutti quei sistemi finanziari che hanno creato un’economia totalmente fittizia, completamente sconnessa dalla realtà.

Trump si concentra sugli Stati Uniti e sembra non interessato agli affari globali, il che è un vantaggio per la stabilità globale a lungo termine. Nel frattempo, Russia, Turchia ed Iran stanno provando, con nuove soluzioni economiche e militari, a governare una regione che è l’epicentro del caos globale. La cooperazione nelle aree contese potrebbe raggiungere un nuovo livello con i soldati egiziani e cinesi che lavorano come forze di pace. Questo sembra essere un altro capolavoro russo per accelerare la pacificazione della regione ed ampliare lo spettro delle nazioni coinvolte militarmente nel nuovo ordine mondiale multipolare.

La crisi del sistema neoliberista-neocon è evidente, anche se i suoi media, sempre utili per la propaganda, cercano di ritrarre una realtà falsa ed artificiale. Il senso di disperazione si intensifica quando i media mainstream cercano di vendere al pubblico mondiale la fiaba dei malvagi russi che hanno cercato di influenzare le elezioni americane. Tuttavia, altre diffamazioni fatte, senza prova alcuna, coinvolgono la squadra olimpica nazionale russa e le accuse di doping. Le loro piccole vittorie, come la censura contro RT, mostrano il vero volto malvagio del vecchio ordine mondiale neoliberista.

MBS, Netanyahu e Trump rappresentano tutto ciò che c’è di sbagliato in Occidente e in Medio Oriente. Più cercano di sopravvivere e più danneggiano gli interessi delle élite neoliberiste, servendo solo a rivelare la loro vera faccia genocida (come in Yemen o Palestina) o addirittura ammettendo pubblicamente che ogni loro mossa politica è intesa a favorire gli Stati Uniti (la dottrina “America First” lo espone abbastanza apertamente e chiaramente).

L’ordine neoliberista si basa su un inganno deliberatamente perpetrato dai media mainstream. Nascondono le notizie per dare una visione specifica e parziale degli eventi. Per chi è  fermamente contrario a tale deriva guerresca e disumanizzante, si deve approfittare dell’opportunità presentata dall’improbabile trio MBS, Trump e Netanyahu. Spazzando via l’ipocrisia neoliberista, è più facile mostrare la brutalità dell’élite dominante occidentale. Questo trio improbabile ha persino ottenuto l’effetto più che inaspettato di unire quasi tutte le forze contrarie a questo ordine mondiale bellicoso, consolidando alleanze ed amicizie in varie aree geografiche.

Dal Nord Africa al Medio Oriente, passando per Sud America ed Asia, Washington non è più l’unica voce a dettare tutte le decisioni. A differenza del passato, D.C. non sceglie più per gli altri, ma preferisce invece non partecipare per evitare di rendere evidente la propria debolezza militare ed economica. Anche il ritiro dalla scena mondiale è una strategia, soprattutto se viene promossa come se fatta di propria volontà, piuttosto che essere costretta dalle circostanze.

 

Federico Pieraccini

Fonte: www.strategic-culture.org/

Link: https://www.strategic-culture.org/news/2017/12/13/trump-netanyahu-mohammad-bin-salman-destroyers-neoliberal-world-order.html

13.12.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

 

Pubblicato da Davide

  • Ronte

    Chi fra i primi (neoliberisti) e i secondi (MBS,Trump e Netanyahu) rappresentano Satana e Lucifero? Ma fateci il piacere….

    • Holodoc

      L’articolo non dice che sono dei santi, dice solo che stanno rompendo le uova nel paniere ai Neocon.
      Se Trump fa gli interessi degli elettori americani e se ne sbatte di spalleggiare con le forze armate USA i piani delle multinazionali, non può essere che un bene per tutti.
      E questo indipendentemente dal suo altruismo, anzi, probabilmente insieme ai lavoratori americani ci guadagna anche lui. Ma se è bene per la pace mondiale CHISSENEFREGA!

      • Pfefferminz

        Sulle prospettive della pace mondiale:
        come interpretare il fatto che Trump ha aumentato il budget degli armamenti negli USA da 610 a 700 miliardi di dollari ?
        come interpretare la pretesa di Trump che i Paesi europei aumentino dall’1% al 2% Il budget degli armamenti ? Questo aumento al 2% significherebbe per la sola Germania una spesa annuale per armamenti di 70 miliardi di Euro, cifra superiore alla spesa per armamenti della Russia.

        “Se Trump fa gli interessi di aziende e lavoratori americani…”
        Può darsi che Trump, inizialmente, abbia avuto l’intenzione di fare gli interessi di quelle aziende statunitensi che traggono i loro profitti da investimenti sul territorio USA e non dalla globalizzazione, dubito però che sia interessato alla condizione dei lavoratori, basti pensare a come si è arricchito.

        • Holodoc

          Esatto, vendere armi è l’unico pensiero di Trump perché sono l’unica industria americana ancora competitiva. Lui sta solo portando lavoro in patria.

          La minaccia dei missili in Corea, già scomparsa dai media, ha avuto l’effetto che Trump sperava: un mega contratto di fornitura di armi americane a Seul.

          • Ybodon

            vedi non è che la campagna mediatica della minaccia nucleare ha avuto come conseguenza la vendita delle armi a seul. Casomai é stata utilizzata per giustificarla. ma non credere che la campagna mediatica sia cosi importante. sono solo titolo di giornale e dichiarazioni, è un contorno ludico per l opinione pubblica e per nutrite i mass media.

          • Pfefferminz

            L’80% dei cittadini statunitensi non possiede nulla o ha dei debiti e il loro presidente accolla ai contribuenti l’aumento della spesa per armamenti. Si dice che l’Europa deve aumentare le spese militari. Non è una corsa al riarmo?

          • Holodoc

            Io non sto dicendo che Trump sia etico, dico che sta facendo gli affari suoi e dei suoi amici, non di lobby sovranazionali globaliste.

          • Pfefferminz

            Sì, l’avevo capito. E’ strano però che i sostenitori di questa tesi siano pronti a “perdonargli” tutto: l’aggressione alla Siria senza mandato ONU, i disordini provocati con la dichiarazione di trasferire la capitale a Gerusalemme, la corsa al riarmo.

          • Holodoc

            Gli americani erano in Siria fin dall’inizio della guerra a fianco dei “ribelli moderati” ma “di nascosto”. Trump in più ha solo inscenato un plateale bombardamento telefonato per far vedere agli amerregani che anche lui ha gli zebedei.

            La corsa al riarmo ha aiutato le aziende americane del settore, le uniche che ancora vendono qualcosa.

            Riguardo a Gerusalemme, ho già detto in altri post che il suo annuncio (solo quello ha fatto, niente altro) gli è servito per evitare l’impeachment.

          • Pfefferminz

            Mi è noto il fatto che gli americani fossero, con ogni probabilità, in Siria fin dall’inizio della guerra “di nascosto”. Volevo proprio mettere in rilievo che l’aggressione di Trump nei confronti della Siria è stata un “novum”, è stato un atto di violenza verso uno Stato sovrano, una palese violazione della Charta delle Nazioni Unite. Se definisci questa aggressione una messinscena, non ti rendi conto della gravità del fatto, a mio avviso. Prova a immaginarti un Paese straniero che bombarda l’Italia a quel modo: quale sarebbe la reazione dell’opinione pubblica? MI viene il sospetto che quelli che la pensano come te abbiano interiorizzato l’ideologia dell'”eccezionalismo”, secondo la quale gli americani sono “i buoni” e qualsiasi cosa essi facciano, lo fanno a fin di bene. “L’ordine mondiale neoliberista” non è per niente in crisi, dissento da quanto afferma l’autore, anzi è potentissimo e diffonde e inculca nelle nostre menti l’ideologia dell’eccezionalismo oltre ad obnubilarci con altre “distrazioni”.

          • Holodoc

            Pensi davvero che i siriani siano così idioti da non sapere che dietro i “ribelli” c’è sempre stata l’America?
            Loro in TV mica vedono Saviano e e Lilli Gruber!!!

          • Pfefferminz

            Non ho fatto nessuna osservazione sui siriani.

          • Holodoc

            Ah, non avevi specificato quale opinione pubblica…

            Immagino quindi ti riferissi a quella americana… quella che si è sciroppata anni e anni di Obama che ripeteva ogni giorno “Hassad must go”… e che si stava lamentando del fatto che il nuovo presidente “non avesse gli attributi” come il vecchio… perché se ti riferivi a questa, il bombardamento ha dissolto ogni suo dubbio!

            Ti ricordo che quel bombardamento fu fatto come ritorsione per il fantomatico “attacco chimico” di pochi giorni prima. Ed è stato il primo ed ultimo atto di guerra ufficialmente ordinato dal Presidente in Siria, chiudendo lì la questione degli attacchi chimici, usati per giustificare l’intervento ufficiale degli americani su mandato ONU (perché le bombe lanciate con la benedizione ONU sono “buone”, mentre quelle senza sono “cattive”, vero?).

            Se Trump avesse dato retta alle “colombe”, avrebbe invece scelto la via “pacifica” che consisteva nell’imporre un armistizio tra le truppe siriane e i ribelli/Isis, ufficializzando così la perdita del controllo da parte di Hassad di tutti i territori allora in mano ai suoi oppositori. Questo avrebbe balcanizzato la Siria e reso permanente il suo stato di guerra e l’esistenza del Califfato.
            In pratica avrebbe trasformato la Siria in una nuova Palestina.

            Non so se te ne sei accorto, perché i TG non ne parlano, ma Hassad adesso controlla di nuovo tutto il territorio nazionale e LA GUERRA IN SIRIA E’ FINITA CON LA SCONFITTA DEFINITIVA DELL’ISIS.

          • Pfefferminz

            Mi dispiace, Holodoc, ma c’è stato un malinteso.

            Ti riporto la mia frase:

            “Prova a immaginarti un Paese straniero che bombarda l’Italia a quel modo: quale sarebbe la reazione dell’opinione pubblica?”

            “Opinione pubblica” si può intendere in generale, italiana o internazionale.

            Il mio era un invito a riflettere sul fatto che noi occidentali accettiamo il fatto che gli americani o i nostri governanti vadano a bombardare Paesi stranieri che, dal canto loro, non sono mai stati ostili nei nostri confronti. Penso alla Francia nei confronti della Libia alla Germania nei confronti della Serbia. Oppure agli USA, come nel caso specifico di Trump, nei confronti della Siria.
            Se si invertono i ruoli, facendo un esperimento solo con il pensiero (infatti avevo scritto: “Prova a immaginarti…”), si capisce molto meglio l’assurdità delle azioni violente degli occidentali nei confronti di altri Paesi.
            Ci sono delle persone (non tu) che trovano “normale” che si aggrediscano Paesi che a noi non hanno fatto niente. Facendo questo esperimento mentale, forse capirebbero.

            Che la guerra in Siria è finita, l’ho appreso qui su CdC. Non mi informo guardando il telegiornale.

            Ti ringrazio dello scambio di idee e mi auguro che su Trump abbia ragione tu.

          • Ybodon

            I suoi amici sono lobby transnazionali globaliste……..

  • giorgio peruffo

    E chi le dice che le azioni di Trump siano sconsiderate visto che stà ottenendo quello che gli interessa?

  • Ybodon

    “L’ordine mondiale neoliberista è in crisi da alcuni anni, senza segni di ripresa. La vittoria di Trump è un’espressione di una rottura della fiducia tra il popolo americano e le élite nazionali.”

    L’ordine mondiale neoliberista continua a incassare miliardi di miliardi. La vittoria di Trump è un’espressione del suo assoluto potere sul popolo americano (e non solo).
    L’ordine mondiale neoliberista non corrisponde alle nazioni così come raccontato nell’articolo che parla appunto di “geografia” e “geopolitica” come era raccontata nei libri di scuola, cioè contrapposizioni tra interessi di nazioni diverse. La giudico dunque un’analisi banale e superficiale.

    “La crisi del sistema neoliberista-neocon è evidente”

    Non lo credo affatto. Ciò che può essere evidente è un intensificarsi della forza con cui il sistema neo-liberista sta manovrando distruggendo alcune cose e iniziandone altre. Se abbatto alcuni muri per ampliare casa mia intanto continuo ad avere il controllo dei lavori e secondo ciò che appare come “crisi” a causa di qualche maceria temporanea è in realtà il segno che sto bene e che sto rendendo la mia casa più grande, non che la casa sta crollando.

    “MBS, Netanyahu e Trump rappresentano tutto ciò che c’è di sbagliato in Occidente e in Medio Oriente. Più cercano di sopravvivere e più danneggiano gli interessi delle élite neoliberiste”

    MBS, Netanyahu e Trump sono burattini delle élite neoliberiste selezionati per la loro indole, ricattabiità in un “vivaio” già selezionato molto accuratamente e molto ristretto. Se mai dovessero decidere (e non si capisce perchè) di pisciare anche solo una schizzatina fuori dal vaso possono essere nebulizzati in men che non si dica.

    “L’ordine neoliberista si basa su un inganno deliberatamente perpetrato dai media mainstream. Nascondono le notizie per dare una visione specifica e parziale degli eventi. Per chi è fermamente contrario a tale deriva guerresca e disumanizzante, si deve approfittare dell’opportunità presentata dall’improbabile trio MBS, Trump e Netanyahu. ”

    il mainstream è uno strumento di controllo. L’ordine neoliberista si basa sul potere e sulla conoscenza e su rapporti “mafiosi” tra gruppi di potere. I media e il mainstream servono a far credere ingannando che MBS, Trump e Netanyahu rappresentino “una opportunità di cambiamento” positivo per i popoli e non per la suddetta élite.

    Dunque chi scrive articoli di questo tenore o ha interesse a mantenere l’inganno o è ingannato.

    • Holodoc

      Fammi un esempio di media mainstream che spalleggiano Trump, perché io sinceramente ne ho trovato solo di contrari.

      Netanyahu e MBS schiavi? E di chi? Tutti i leader mondiali fanno a gara ad andare a baciare loro i piedi, Putin compreso!

      • Ybodon

        gia la propaganda attecchisce anche in menti vaccinate. infatti senza la campagna del main stream su Trump tutti e dico tutti lo avrebbero visto per quel che è. È grazie al fatto che gli fanno campagna contro che tu e quelli come te hanno iniziato a vederlo in maniera diversa.!

        per il resto non ho parlato di schiavi ma di burattini ricattabili.

        • Holodoc

          Trump è un capitalista vecchio stampo che difende i suoi interessi, i quali differiscono da quelli dei Neocon, e che è sceso in politica per questo. Mai detto che sia un santo o un filantropo, al contrario di come vengono dipinti dal mainstream Gates, Bezos e Musk.
          Non lo ammiro, ma lo vedo come un bastone tra i raggi della bicicletta Neocon, e questa è ogni ragionevole dubbio una cosa positiva.

          • Ybodon

            Dovresti ammettere innanzitutto che se non avessero fatto campagna contro Trump non avresti mai pensato a uno delle icone della ricchezza e de liberismo mondiale che si mette di traverso alle elite.
            Dovresti ammettere che Trump ha avuto credito da un certo tipo di elettori, cioè i poveri americani, proprio grazie alla campagna contro, nei media tradizionali, e alla controinformazione che lo ha pompato, altrimenti nessuno avrebbe mai dato credito a un diretto discendente delle elite come uno che lotta contro le elite.
            E luii non ha fatto altro che alimentare queste polemiche con i suoi continui post e massaggi e dichiarazioni di evidente rottura che non facevano altro che stimolare proprio quelle reazioni che si sono avute.

            Come fate a non vedere un semplice GIOCO mediatico, io francamente non riesco a capirlo.
            I media servono per manipolare la gente e fargli accettare l’inaccettabile, con ogni mezzo, e non ci vuole uno scienziato per capire che per fare accettare Trump ai poveri americani avrebbero dovuto attaccarlo e non incensarlo.
            E infatti ci sono riusciti…gabbando tutti (o quasi) ancora una volta
            E ancora una volta voialtri sempliciotti credete alla battaglia e all’odio tra Trump e Clinton…gente che si arricchisce dalle stesse fonti, frequenta gli stessi ambienti partecipa alle stesse “riunioni” da una vita intera!
            Come c’è gente che ci ha messo una vita a capre che sinistra e destra in italia si spartivano il potere fingendo di odiarsi in tv.

            E quindi, alla fine, se non riuscite a vedere queste semplicissime e lapalissiane dinamiche, significa che non avete in realtà capito molto di come funziona la propaganda, come si muove il potere.

            E io resto davvero allibito…………..mi scuserete.

          • Holodoc

            Se la campagna mediatica contro Trump fosse stata solo un bluff (chi ci crede vota Clinton chi non ci crede vota Trump ma tanto sono entrambi nostri burattini quindi va bene lo stesso) tale campagna sarebbe cessata ad elezioni finite, come è successo quando, ad esempio, hanno vinto i Bush.

            Tale campagna invece è diventata ancora più violenta, arrivando anche a mettere in discussione la legittimità del voto (russiagate) e ad ostacolare ogni sua mossa politica, obbligandolo in alcuni casi a conformarsi alle potenti lobby mondialiste.
            Niente di tutto ciò era successo dopo le elezioni precedenti in cui entranbi i candidati erano provenienti da élites neocon/neoliberal.

            Ripeto, Trump può anche essere la persona più spregevole degli USA, non me ne frega niente, ma è dato di fatto che sta rompendo le uova nel paniere ai meocon/neoliberal e questo è un bene per l’umanità.

          • Ybodon

            come vuoi…..

          • Ybodon

            La campagna mediatica contro Trump continua e continuerà per dare l’immagine del presidente folle, col dito sul bottone, del pazzo capace di qualunque cosa, in modo che quando ad esempio decide di spostare l’ambasciata USA a Gerusalemme (e non lo decide certo lui alzandosi dal letto col piede sbagliato..o giusto…dipendendo dal punto di vista) tutti possono essere mediaticamente contro Trump.
            Se lo avesse fatto Obama sarebbe stato diverso. Lui era rappresentato come paciere.
            E’ la narrazione che conta nel mass media non la realtà. Loro propongono una versione alterata della realtà da dare a consumo delle masse.
            Trump deve rappresentare il presidente fuori dagli schemi capace di abbassare di 14 punti la tasse alle corporations, di moltiplicare le armi, di continuare l’opera dei muri ai confini col messico etc.
            Se devi fare delle cose brutte non le farai fare all’abbronzato paciere ma al pazzo scalmanato sopra le righe. E’ UNA FINZIONE….lo capisci?

            Al cinema i cattivi sono rappresentati sempre con sguardi truci, capelli unti, sorrisi maligni etc.
            E’ la narrazione politica segue gli stessi schemi.
            Non puoi far ammazzare un povero gattino a spiderman…..lo farà Goblin….
            Spiderman rappresenta il buono, goblin il cattivo.
            E questi ruoli nella narrazione politica sono determinanti.

            MA ATTENZIONE io sto sempre e solo parlando della NARRAZIONE.
            Trump ha accettato il ruolo di presidente incontrollabile fuori dagli schemi e lo interpreta benissimo.
            FINE.
            poi la realtà politica e geopoitica non la devi desumere dagli atteggiamenti di Trump ma dai FATTI incontrovertibili.

  • cdcuser

    Ottima la scelta dell’articolo.

  • Luigi Zambotti

    Trump ha fatto una scelta saggia, rinunciando all’impossibile obiettivo di raggiungere l’egemonia globale, puntando invece a risolvere i problemi domestici.

    Mi auguro, ma non ne sono certo, che il Trump sia ALMENO saggio perchè la sua America é questa:

    Chaos In Chicago: Officials Call For UN Troops

    Chicago Commissioner asks UN to deploy peacekeepers to the violence ridden city.
    The city of Chicago in Illinois has established a reputation in recent years for shocking violence on the streets. As this year comes to a close, the official figures show that the city has seen an astonishing 3400 shootings and more than 650 murders in the course of
    the past year.

    Ma poi c’è Baltimora nelle stesse condizioni e chissà quante altre comunità piccole o grandi.

  • Tipheus

    L’autore dà per scontato che Trump sia un difensore del neoliberismo morente e lo osanna solo perché “sta sbagliando tutto” (come gli altri due). Poi però dice che si discosta da questa linea e accetta un mondo multipolare. Faccio appena notare che le due affermazioni sono mutuamente inconsistenti.
    Io ammetto di non saperlo ancora valutare bene. Secondo me rappresenta gli interessi dell’élite secondaria industriale e commerciale USA (non diversa dalle omologhe nel resto del mondo) e non di quella primaria di carattere finanziario. E secondo me, al di là di quello che ci raccontano, si sta a poco a poco consolidando, dopo i primi tentativi di disarcionarlo.
    In fondo potrebbe essere un buon amico di Putin, e la decisione su Gerusalemme, boh?!, tra la tattica per dividere l’avversario (riuscita), e la strategia di fare finalmente esplodere tutte le contraddizioni senza sopportarne il peso più di tanto. Non mi sembra uno stupido. Però ammetto che forse potrei non aver capito bene.
    Per il resto, è vero, la società USA è in preda a disordini crescenti. Ma non sono tutti attribuibili a lui.
    E’ un basso impero in declino, pieno di contraddizioni. Abbiamo il coraggio di dire che i disordini a Roma nel III secolo erano tutti responsabilità di Gordiano III o di Filippo l’Arabo? L’impero USA è sul viale del tramonto o magari solo del ridimensionamento relativo. E chi tiene il volante in questo momento può fare tante cose, ma non impedire questo trend.

    • Tipheus

      Direbbe Hegel, come di Napoleone, “Trump è lo spirito di questi tempi incarnato”.

    • Holodoc

      Concordo.
      Riguardo a Gerusalemme… riconoscerla capitale ha riportato la causa palestinese sotto i riflettori mondiali… se ti pare un regalo ai sionisti…

      • Ybodon

        cioè come vedere la realtà rovesciata pur di darsi ragione…..
        se avesse voluto fare qualcosa pro Palestina avrebbe imposto a Israele di liberare i territori occupati e li avrebbe minacciati in qualche modo. tutti sappiamo che Trump è un filosionista e che della causa palestinese non gliene può fregare di meno come a tutto il resto di quegli assassini ipocriti genicidi che sta lassù in cima la piramide dalla quale si nutrono.
        ma ognuno vede quel che vuol vedere……

        ps Israele ringrazia…..e gongola…… non so se te ne sei accorto

        • Holodoc

          Sì, protestano come non hanno mai smesso di fare in 40 anni, solo che per dare contro a Trump lo hanno fatto vedere in diretta al TG1, che della Palestina erano almeno 10 anni che non parlava!!!

          Secondo te Trump, che governa un paese dove una minoranza di ebrei pari al 2% dei suoi abitanti ha il potere che sappiamo, ha la libertà di imporre qualcosa a Netanyahu???
          Guarda che il POTUS non è il dio in terra che i film di Hollywood vogliono far credere, soprattutto se è deciso ad andare in direzione contraria del Deep State di Washington.

          • Ybodon

            cioè israele ringrazia, i palestinesi e tutto il mondo arabo protesta e Trump lo avrebbe fatto per mettere in risalto la causa palestinese al Tg1?

            dai Holodoc……………….

          • Holodoc

            No, certo che no. Ha fatto quel polverone per boicottare il voto sull’impeachment. I congressisti non potevano votare come razzista (era questa la motivazione per l’impeahment) chi aveva appena osato sostenere la causa sionista oltre ogni ragionevolezza.

            La visibilità della protesta palestinese è solo un effetto collaterale.
            E se gli effetti collaterali della politica di Trump sono questi, ben vengano.

  • Vamos a la Muerte

    “Le nuove tecnologie, come la blockchain, ma anche la rivalutazione dell’importanza dell’oro, si accompagnano agli sforzi inesorabili di sganciarsi dal dollaro USA”: sulla blockchain non sono affatto d’accordo.
    Il Bitcoin, di cui si parla tanto in questi giorni, non sono altro che l’ultimissima versione di quest’’”economia totalmente fittizia, completamente sconnessa dalla realtà”.