STIMOLI PER IL COMPLEANNO CINESE

DI CARL FINAMORE
Counterpunch

Sessanta anni fa, il 1˚ ottobre del 1949, Mao Zedong, leader della vittoriosa Armata Rossa e presidente della Repubblica Popolare Cinese, si trovava all’entrata della Città Proibita e dichiarava solennemente la fondazione della Repubblica Popolare Cinese. Di fronte a lui stava in celebrazione una moltitudine di 300.000 persone, radunatesi nella gigantesca piazza Tiananmen di Pechino. La grande ed iconica foto di Mao è appesa oggi esattamente alla stessa entrata a muro alto come testimonianza di quel giorno.

Il governo cinese, naturalmente, sta programmando festeggiamenti spettacolari per l’imminente Giornata Nazionale—e a buon vedere, dato che c’è molto da celebrare. Nel 1949 la Cina era un Paese sottosviluppato, fatto a pezzi dall’invasione giapponese del 1937 e da una guerra civile molto dura indotta da divergenti interessi coloniali stranieri esistenti da almeno un secolo.

Oggi la Cina è la terza più grande economia al mondo. È anche appena rimbalzata dalla caduta globale per segnare più del 7% di crescita a questo punto dell’anno. Davvero impressionante, anche se al di sotto del solito valore di espansione a doppia cifra del decennio passato.

Questa ripresa è ancor più notevole se consideriamo il calo del 20% nelle esportazioni, un tempo forza motrice della macchina economica cinese. Qual è, quindi, la spiegazione?

Diversamente dal tentativo dispersivo del Congresso statunitense di salvare le banche dalla bancarotta, che ha sperperato miliardi per compensare i banchieri e gli investitori per le loro perdite, il governo centrale cinese non-capitalista, battendo ogni record, ha stanziato nel tardo 2008 ben 586 miliardi di dollari concentrandoli con precisione chirurgica nella costruzione di infrastrutture e nello stimolo dei consumi.

Se paragonato, è lo stimolo più grande tra tutti i programmi di recupero economico. Costituisce già il 13% del PIL cinese e altri soldi sono stati promessi se saranno necessari.

Per esempio, ulteriori spese sono state giusto annunciate nel maggio 2009. Sono stati messi da parte 290 miliardi di dollari per sovvenzionare gli acquisti di vari elettrodemestici da cucina moderni e altri 733 milioni per gli acquisti di automobili più efficienti.

Il “barattare il nuovo per il vecchio”, come è stato soprannominato il piano, rappresenta una versione più ampia del programmaCash for Clunkers (“soldi per rottami”, programma federale di rottamazione, ndt) del preseidente Obama. Sebbene limitato alle automobili, “Cash for Clunkers” è stato annunciato come una delle poche storie di successo del piano di stimolo economico degli Stati Uniti. Fatto stà che, fra critiche di un’eccessiva spesa governativa, “Cash for Clunkers” è stato recentemente terminato, mentre la Cina sta discutendo di estendere anche al 2010 il suo più ampio programmo di scambio, “nuovo per vecchio”.

Nella sua edizione del 7 settembre 2009, il Businees Week ha chiesto una valutazione del piano di stimolo economico americano al guru della finanza John Gutfreund, lo stesso uomo che vent’anni fa incoronarono “Re di Wall Street”. “Gli Stati Uniti hanno ottenuto qualche successo, ma fondamentalmente,” ha osservato Gutfreund in modo franco, “sono riusciti a salvare le grandi banche. Non hanno concesso prestiti al pubblico. Il più grande prestito al settore pubblico è quello dell’auto, che adesso sta per finire”.

Apparentemente, la Cina è più seria per quanto riguarda stimolare la spesa domestica per riportare l’industria in movimento sullo sfondo di un mercato globale in grave depressione.

Per esempio, un’enorme rete ferroviaria che raggiungerà praticamente ogni città e paese è in fase di costruzione. La Cina sta spendendo nelle ferrovie assai più degli Stati Uniti grazie allo sviluppo di questo vasto, ecologico e ultramoderno sistema di trasporti nazionale che comprende linee pesanti per le merci, linee pendolari per i residenti in aree urbane, linee leggere per le brevi distanze e linee veloci per quelle lunghe.

Ciò procede mano nella mano con il monumentale sforzo della Cina di ridurre le emissioni di gas serra. Il presidente Obama, recentemente, lo ha descritto al Congresso come “il più grande tentativo nella storia di rendere la loro economia efficiente dal punto di vista energetico”.

Negli Stati Uniti, questi enormi programmi di investimenti verrebbero derisi in quanto coinvolgerebbero troppo il governo e causerebbero un eccessivo aumento del debito pubblico. Ma in Cina, vengono visti come l’organizzazione di progetti edilizi di fondamentale importanza, che producono servizi preziosi per la società nell’educazione e nella sanità, e rinvigoriscono i depressi consumi interni.

Naturalmente, tutto ciò ha il vantaggio ulteriore di dare occupazione a milioni di persone. Da questo punto di vista, l’approccio cinese è marcatamente diverso da quello statunitense e sembra avere assai più successo.

In un mondo afflitto da bassa produzione industriale, la resa indus
triale della Cina è cresciuta
del 9,1% nel secondo trimestre rispetto ad un anno prima, secondo RTE Business (16 luglio 2009). A giugno, la resa industriale è cresciuta del 10,7%. Il che dimostra uno stato di intensa attività nelle milioni di fabbriche e officine della nazione.

Il progresso ad un prezzo

Lo sviluppo economico del Paese è stato particolarmente accelerato a partire dal luglio del 2001, quando il governo seppe che avrebbe ospitato i Giochi Olimpici del 2008. Ma il ritmo frenetico di crescita economica ha lasciato alcune evidenti lacune, sia sociali che economiche.

Per quanto riguarda l’economia, c’erano già notevoli squilibri nella strategia del governo perfino prima del recente crollo del mercato globale. Per troppo tempo, l’importanza data dalla Cina agli investimenti nell’acciaio, nei macchinari pesanti, nei tessuti, nell’abbigliamento e nei prodotti elettronici destinati all’esportazione ha superato la produzione domestica che avrebbe favoritov i consumatori nella sanità, nell’educazione, nell’edilizia residenziale, nell’ambiente e nei servizi sociali.

Questa sbilenca strategia di investimenti ha determinato due fenomeni interconnessi. Il concentrarsi su un’economia d’esportazione spiega l’enorme surplus nei commerci che nel 2008 ha raggiunto il valore storico di 2 bilioni di dollari. Allo stesso tempo, i bassi investimenti nei beni finalizzati al consumo domestico sono risultati in considerevoli risparmi tra i disagiati lavoratori cinesi.            

La Cina, quindi, è un Paese pieno di miliardi di dollari non ancora spesi, e ciò spiega perché investitori tra i migliori al mondo stiano costruendo negozi nelle campagne cinesi.

Queste imprese straniere fanno enormi guadagni impiegando una manodopera istruita e a basso costo rappresentata da un sindacato dei lavoratori alquanto accondiscendente (ACFTU). Questo sindacato da 200 milioni di membri è stato, fino a poco fa, restio a sfidare gli “ospiti” investitori delle multinazionali che sono stati trattati più come partner che come avversari nelle contrattazioni collettive di lavoro.

Oltre a queste distorsioni di natura economica, ci sono annesse disuguaglianze sociali derivanti dalla passata concentrazione sulla produzione finalizzata all’esportazione.

Hanno ragione i critici che sostengono che la rapida modernizzazione del Paese nasconda notevoli ingiustizie di fondo, particolarmente gravi nelle zone rurali dove risiede la metà dei 1,3 miliardi di persone della nazione. Nonostante l’attuale spesa per lo stimolo dell’economia, le campagne rimangono in fermento dal discontento.

Secondo le statistiche del Ministero del Lavoro del 2007, ci sono 100 milioni di contadini disoccuppati e altri 26 milioni di lavoratori emigranti che stanno ritornando dopo essere stati recentemente dislocati dai lavori urbani.

È una crescente preoccupazione per le autorità, specialmente se associata alla palese differenza di reddito tra i lavoratori urbani e quelli rurali. Secondo l’Accademia cinese delle scienze sociali “il rapporto medio reddito urbano: reddito rurale era all’incirca 5 [su 1] nel 2008, in contrasto con il 2000, quando il rapporto era di 2,79 [su 1].

Enormi investimenti interni da parte del governo sono un tentativo di risolvere queste contraddizioni, ma questi interventi potrebbero essere ormai troppo poco e troppo tardivi.

Modernizzazione nonostante gli errori

Comunque sia, comprendendo quasi il 20% della popolazione mondiale, la Cina moderna registra alcune incredibili statistiche che impressionerebbero anche l’occidentale più scettico. Per esempio, la nazione ha 670 milioni di utenti di telefoni cellulari, 298 milioni di utenti internet, 50 milioni di blogger e 184 milioni di automobilisti. [ChinaToday.com]

Negli anni, l’esempio cinese ha consistentemente dimostrato gli enormi vantaggi di una pianificazione centralizzata, sebbene, come per i suo corrotti ex-alleati sovietici, il suo progresso sia seriamente ostacolato e distrorto dal ben radicato assetto burocratico e dall’orientamento estremamente antidemocratico del gruppo dirigente.

Enormi inefficienze e sprechi conseguono dalla mancata democratizzazione dell’economia burocraticamente pianificata. Inoltre, ogni volta che il popolo non viene consultato diventa assai meno comprensivo dei sacrifici che gli vengono chiesti quando questi errori interferiscono con la sua vita.

Tuttavia, lo storico balzo della Cina dal dimenticatoio al suo status di potenza economica del 21° secolo e gli impressionanti risultati delle recenti iniziative di stimolo all’economia illustrano in modo chiaro la superiorità di base di un piano di investimenti razionali centralizzato, perfino di uno così intrinsecamente difettoso, su un piano dettato unicamente dalla corsa caotica e insensata al guadagno individuale.

Questa fondamentale differenza spiega perché, negli Stati Uniti, osserviamo ancora che solo i pochi ricchi, piuttosto che il resto della popolazione, sono in fase di recupero.        

Carl Finamore vive a San Francisco e può essere raggiunto a [email protected] 

Titolo originale: “China’s Birthday Stimulation”             

Carl Finamore

Fonte: http://www.counterpunch.org/

Link: http://www.counterpunch.org/finamore09072009.html

07.09.2009


Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ALBERTO TADDEI

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Hamas
Hamas
20 Settembre 2009 , 23:16 23:16

IL SEGRETO DEL MIRACOLO ECONOMICO CINESE: IL GOVERNO POSSIEDE LE BANCHE ANZICHE’ IL CONTRARIO.

Sassicaia
Sassicaia
21 Settembre 2009 , 1:10 1:10

Il segreto del miracolo economico cinese:bambini che lavorano in condizioni
disumane per 20 ore al giorno,lavoratori sottopagati,produzione di merci
di bassissima qualita’ addirittura dannose per l’organismo in certi casi,condizioni igieniche da terzo mondo,mancanza dei diritti civili piu’ elementari:il tutto per un sistema che ha prodotto 200 milioni di super ricchi
e quasi un miliardo di pezzenti che vivono al limite della sopravvivenza umana:benvenuti nel paradiso dei lavoratori

Tonguessy
Tonguessy
21 Settembre 2009 , 1:16 1:16

Il PIL, ci informa wiki, “è il valore complessivo dei beni e servizi prodotti all’interno di un Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente l’anno)”. Quindi il giro di affari all’interno delle frontiere nazionali: qualsiasi movimento di denaro nazionale ne aumenta il valore, che sia l’acquisto di un bene di consumo, la riparazione di una autovettura causa incidente, i costi di un ricovero ospedaliero o le spese di un funerale. Questo il commento di R.Kennedy sul PIL http://www.decrescita.it/modules/xoopstube/singlevideo.php?cid=3&lid=5 Chi conosce le analisi della decrescita (Latouche o il nostrano Pallante) sa che una microcomunità è poco significativa dal punto di vista del PIL ma molto significativa dal punto di vista della sostenibilità ambientale. Nelle microcomunità i prodotti sono locali, con scarsissimo contributo al PIL, e l’esatto contrario nelle macrocomunità. Quindi smembrare le microcomunità e ingrossare le macrocomunità è un grosso affare per il PIL. Le megalopoli sono degli splendidi volani del PIL: chi fino a ieri viveva in campagna e consumava i prodotti della propria terra, una volta inurbato sarà costretto all’uso della moneta per procurarsi cibo e servizi, incrementando così il PIL. La Storia ci insegna che in ogni società che si trasforma da agricola ad industriale il PIL… Leggi tutto »

robertoquaglia
robertoquaglia
21 Settembre 2009 , 2:30 2:30

@Sassicaia: non so se tu abbia mai viaggiato in Cina. Forse piu’ che leggere i giornaletti o guardare la lavacervelli (tv) conviene farsi qualche viaggetto, osservare le cose con i propri occhi. Negli ultimi 12 anni sono stato diverse volte in Cina, sia per lavoro che per turismo (a giugno ho portato anche i miei due figli di 17 e 15 anni). Ho girato dal nord al sud (senza agenzie turistiche, ma sempre con amici locali, che mi hanno fatto vedere la “vera” Cina….interno Yunnan, Shanxi….) e ho visto tanta gente dignitosa (anche nella poverta’), laboriosa (sono sempre in movimento, sempre intenti a commerciare qualcosa), giovane e vogliosa (vai a Xian, citta’ di 8 milioni di abitanti di cui 1 MILIONE studenti universitari…ragazzi di 20/25 anni che vivono da soli lontano da casa, studiano e poi vanno a fare stage all’estero). Gente incuriosita dallo “straniero” ma assolutamente scevra di ogni atteggiamento fuori dal normale (non c’e’ gente che viene a piagnucolare per avere qualche moneta, e neanche gente che ti odia in quanto “diverso”!) Ho visto un’attenzione al cittadino che noi ce la sognamo (le banche sono aperte 7 giorni su 7 dalle 9 alle 17 per i Privati, mentre… Leggi tutto »

Sassicaia
Sassicaia
21 Settembre 2009 , 3:22 3:22

Nemmeno le centinaia di migliaia di cinesi che vivono in Italia si sognano
di tornare a vivere in Cina:una volta assaggiata la droga del capitalismo
occidentale e’ dura tornare ai metodi del socialismo.

nuunciaafamo
nuunciaafamo
21 Settembre 2009 , 5:26 5:26

Ti quoto in tutto.
Io ho vissuto a Shanghai per 14 anni, e confermo che è molto difficile immaginare la Cina da qui se non attraverso gli stereotipi promossi dall’informazione.

Avete mai visto dei cinesi che lavano vetri ai semafori ?

La risposta è no. Perchè non è dignitoso. In Cina tutti hanno diritto ad un pezzo di pane e nessuno si sognerebbe di cacciare un povero che chiede qualcosa – di solito da mangiare – avere fame perchè si ha meno degli altri non è lesivo della dignità: in Cina!

Qui nel mondo occidentale invece………

Tonguessy
Tonguessy
21 Settembre 2009 , 5:45 5:45

Curioso come tu stia prendendo le difese di una posizione che non conosci. A meno che tu non sia cinese, e trovi problematico il ritorno nella madre patria. Se così non fosse (come sospetto) allora potresti portare qualche statistica a sostegno della tesi. Infine se non fossi cinese nè potessi portare statistiche direi che questo è un’ottimo esempio di antropocentrismo.
“Patriotism is your conviction that this country is superior to all others because you were born in it.”
— George Bernard Shaw

Si può tranquillamente sostituire patriottismo con culturalismo e patria con cultura, nel qual caso:
“Culturalismo è la convinzione che la propria cultura sia superiore a tutte le altre perchè ci si trova bene.”

Eli
Eli
21 Settembre 2009 , 6:15 6:15

Attenzione. Sassicaia è un troll. Le argomentazioni e lo stile sono gli stessi di virgo_sine_macula.

Boero
Boero
21 Settembre 2009 , 6:34 6:34

Ma sono molto dubbioso su questo articolo,i cinesi stessi sanno di essere in bolla e sono scettici riguardo all’espansione del loro mercato interno.In Cina le banche prestano a man bassa ed è questo che gli permette di ”sostenere” la loro crescita.Hanno provato a chiudere i rubinetti del credito ma è subito venuto giù lo Shangai index di brutto,allora a quel punto li hanno riaperti.No,non ritoricheggiamo,una crescita economica indotta dall’espansione di credito si risolverà sempre in una depressione,che le banche siano o meno dello stato. I capitali prestati dalle banche cinesi infatti stanno seguendo la via della speculazione,non perchè ”anche i cinesi sono cattivi speculatori” ma semplicemente perchè questo è il risultato di una politica di tassi bassi e credito facile. Cosa Dicono i Cinesi 19:52 07/09/09 Ieri da Ambrosetti sul lago di Como c’era uno dei capi cinesi che ha spiegato candidamente tutto quello che c’è da sapere. “…se l’America continua a stampare moneta per comprare bonds avrà inflazione e crollerà il dollaro…bisogna che cambi appena possibile politica… in Cina c’è una bolla speculativa in borsa e negli immobili e può franare…ma abbiamo perso 20 milioni di posti lavoro (!!!) e anche noi dobbiamo pompare credito per ora anche se… Leggi tutto »

Boero
Boero
21 Settembre 2009 , 6:45 6:45

Come vedete da questo grafico http://intermarketandmore.investireoggi.it/files/2009/08/china-debiti-crediti-consumo.jpg è evidente l’aumento dei prestiti, avuto nell’ultimo anno: sono praticamente triplicati. L’aumento di questi prestiti ha certamente influenzato la ripresa del PIL (non dimentichiamo anche gli stimoli attuati in questa direzione), un ritorno al mercato immobiliare e, nocciolo della questione, un incremento del mercato azionario. Si signori, mercato azionario, in quanto sembra proprio che i cinesi ultimamente abbiano ripreso (vista la costanza e la semplicità di fare soldi) ad indebitarsi per acquistare azioni. In effetti, in una fase recessiva, ritrovarsi con lo Shanghai Index a quasi +90% da inizio anno, beh, non è proprio normale, come non è normale che circa 1.100 miliardi chiesti in prestito, sia finito in Borsa anziché in attività produttive. Anche perché, oggi, è più facile guadagnare in un borsa “fatta col righello” che investendo in azienda, con tutti i problemi macro a livello globale. Morale, il Governo vuole intervenire, ha capito l’anomalia e vuole fare qualcosa. Intanto ultimamente i NUOVi prestiti sono scesi un pochino, ripeto sono scesi, ma continuano ad aumentare considerevolmente. La domanda che dobbiamo porci è la seguente: se il Governo cinese interverrà in modo deciso, riuscirà il mercato ciense a reggere e non registrare un… Leggi tutto »

Boero
Boero
21 Settembre 2009 , 6:56 6:56

Credo che l’articolo migliore sulla situazione cinese finora l’abbia fatto Andrea Mazzalai,ritengo che la sua comparazione della Cina di adesso con il Giappone degli anni 80 sia azzeccata. DRAGHI DI CARTA! Ormai chiunque abbia solcato gli oceani finanziari ed economici in compagnia di Icebergfinanza in questi mesi, sa che la nostra stella polare è la storia, una storia che non si ripete secondo alcuni, ma che spesso si diverte a fare rima. Mark Twain amava ricordare che la gente di solito usa le statistiche come un ubriaco i lampioni: più per sostegno che per illuminazione. Io ribadisco che le mie analisi e le mie sensazioni propendono sempre più per un recupero esclusivamente statistico dell’economia, un’economia che guarda sempre più ai paesi asitici ed in particolare alla Cina. ” China today is where Japan was in the late ’80s, except with the greater political instability that comes with a semi-controlled economy and the lack of a social safety net (read: jobless, hungry people don’t write angry letters, they riot)…Today China projects to the world a similar image as Japan did in the 1980s… (seekingalpha) Certo, perchè no, oggi la Cina assomiglia al Giappone della fine anni ’80, eccetto una grande istabilità… Leggi tutto »

vic
vic
21 Settembre 2009 , 7:05 7:05

Ci credo che non vogliano tornare. Per conoscere un paese cosi’ ci vogliono parecchie vite. Un mio amico e’ rimasto la’ anche per motivi sentimentali. Ma prima di partire ha sudato 10 anni 10 per studiare un minimo di cinese! La solita trappola linguistica.

Dimmi un po’, tu che sei disincantato e del ramo, che dicono i Cinesi del 1421? L’han scoperta l’America (e mezzo mondo) allora si’ o no?

Con stima e divertimento

vic
vic
21 Settembre 2009 , 7:16 7:16

Ahah, loro rimangono qui per mille motivi. Uno e’ quello riproduttivo.

Conosco una sorridente coppietta che ha scodellato due (1+1) vispi pargoletti. Era la scusa buona per far venir qui anche il nonno, felice di far da baby sitter. Adesso sono in 5 a sorridere.

Un altro motivo comprensibile e’ quello dell’immortalita’!
I Cinesi in Italia non muoiono mai!

Le solite malelingue invidiose dicono che fanno il gioco di prestigio del morto che sparisce e poi rispunta ringiovanito con lo stesso passaporto.

Riconosciamolo che son pieni di risorse!

Cin cin ciao (salutino italo-cinese)

marsal
marsal
21 Settembre 2009 , 7:17 7:17

ehi Boero, ………Federico Rampini ti fa una sega a te…………

vic
vic
21 Settembre 2009 , 7:31 7:31

Io sto investendo nell’acqua e nei metalli. Ho tirato fuori la bouillotte di ferro di mia bisnonna. Devo dire che funziona proprio bene, e’ silenziosa e dura nel tempo. Tecnicamente perfetta.

Prendero’ profitto quest’inverno.

😉

mikaela
mikaela
21 Settembre 2009 , 8:31 8:31

Che sia un troll o uno del mossad o una donna non cambia niente, tanto non e´ l’ nico su CDC.

maumau1
maumau1
21 Settembre 2009 , 10:08 10:08

ma quale bolla….. tutt’al più magari un eccesso di emissione di moneta che potrebbe creare inflazione,ma questo è nulla rispetto alla creazione del debito che affligge i paesi occidentali…pregresso e quello dovuto alla nuova emissione che appena riparte di un pelo l’economia i prezzi risalgono di botto e crolla il potere d’acquisto.. ma dico io perchè non si usa il cervello prima di partire con gli schemini,bolla non bolla..chi è seduto sopra una enorme bolla quella dei derivati siamo noi..ed il governo cinese ha dato ordine a tutte le banche cinesi di non pagare tutti i contratti derivati(quindi esteri)che dovessero rappresentare una perdita per loro. Do you understand?E noi che aspettiamo a farlo visto che lo prevede anche la nostra legge?Ma nessuno lo ricorda..essendo i media delle banche…. Se c’è un pericolo per la Cina non è certo la bolla ma l’aver incamerato una enorme quantità di dollari che non sa più cosa farci e se sta liberando in silenzio acquistando 400tonnellate di dollari l’anno.. che sono circa 15miliardi di dollari l’anno,ma hanno 1trilione di dollari di depositi..quindi non c’e’ verso di esaurirli in oro…visto che se ne producono solo 2300tonnellate e siamo in calo.. verso i 1500… dovrebbero acquistare… Leggi tutto »

maumau1
maumau1
21 Settembre 2009 , 10:26 10:26

.. Cosa sarebbe dell’occidente se quei 3trilioni spesi dagli USA e gli altri 3 spesi in silenzio dalla BCE fossero andati alla ricostruzione dell’economia tramite il lancio di una vasta serie di iniziative di lavori pubblici e di ammodernamento? Avremmo gli stessi tassi di crescita Cinese e le banche private fallite.. Ma gli stati sarebbero meno indebitati cosi’ come lo è oggi ,prima sarebbero fallite le banche oggi fallirebbero gli stati… (e noi che voliamo al 121% ci chiederanno per rientrare ,la finanza internazionale,con a capo i soliti Goldman Sachs e Draghi o chi per lui,Citygroup e company magari l’ENI per diminuire il debito italiano che per il 60% è in mano straniera.. come fecero in passato con le privatizzazioni dove privatizzarono la BNL ,parte dell’ENI(il 63% ed i beni immobili che andarono a Goldmann Sachs) IRI e IMI e tante altre..tutte comprate per pochi soldi.. ) quest’anno il debito è stato di 100miliardi di euro ed è falso che l’Italia non abbia salvato le banche in quanto la BCE solo a giugno ha emesso 445miliardi di euro..e altre tranche ne aveva emesse e consegnati alle banche..a quelle italiane sono andate l’equivalente di 150miliardi di euro per essere salvate..ma quei… Leggi tutto »

maumau1
maumau1
21 Settembre 2009 , 10:35 10:35

la soluzione sarebbe fin troppo semplice se ci fosse qualcuno che la volesse applicare:

1)dichiarare illegali le banche centrali private come è secondo costituzione
2)arrestare tutti i banchieri centrali(e relativi azionisti)
3)ripristinare l’ergastolo per tutti quelli che hanno usurpato(banchieri)o ceduto(politici) la sovranità monetaria commettendo alto tradimento punibile fino al 2006,prima della depenalizzazione in sanzione pecuniaria di poche migliaia di euro da parte di Castelli(tempismo perfetto quindi qualcuno ha sempre saputo che stava per succedere qualcosa e che qualcuno poteva tirar fuori la questione,poi però fanno gli gnorri!!)
4)Sequestrare tutti i beni e denari estorti dalle banche centrali e relativi azionisti(tramite usurpazione della sovranità monetaria ,signoraggio ed evasione fiscale allegata)
5)riprendersi la sovranità monetaria
6)annullare quindi il debito che gli stati hanno con le banche centrali ossia il debito pubblico.
7)regolare la nuova emissione di moneta rispetto al PIL potendo sforare di un massimo(max inflazione consentita)o in negativo rispetto al PIL (massima deflazione consentita)

ciao

maumau1
maumau1
21 Settembre 2009 , 10:40 10:40

per sassicaia:
il boom cinese è dovuto agli operai sottopagati?
E’ una analisi superficiale e falsa.
Perchè mi si dire dove si producono il 70% delle merci USA se non in Cina?
Ed in Messico cosa ci fanno gli americani se non produzione a bassissimo costo?E in tutte le altri stati sudamericani come il Perù ,la Colombia etc..
E dove è il boom Americano…io l’unico boom che sento è quello sordo
del botto finale…

Siamo seri…i primi a sfruttare la Cina per il basso costo sono state le aziende occidentali…per 30anni poi i cinesi mica sono fessi,hanno imparato si sono messi in proprio e si sono messi a vendere da soli…
ma ancora oggi la maggior parte delle merci che girano nel mondo sono di origine cinese…ossia marchio europeo o USA ma fatto in Cina.

quindi visto che sia l’occidente che la Cina usa manodopera a basso costo..il boom doveva esserci anche in occidente ed invece c’è stato il botto..questa è una semplice dimostrazione per assurdo (ossia falsificando quello che hai affermato)che dimostra come la tua tesi è falsa.

buon vino rosso..

ciao

nuunciaafamo
nuunciaafamo
21 Settembre 2009 , 10:49 10:49

hahhahahaha……………..un “previdentissimo investimento sui “metalli leggeri” ………. hahahahahahaha

….grande Vic ……

Tonguessy
Tonguessy
21 Settembre 2009 , 13:54 13:54

Mr Cheng said China had lost 20m jobs as a result of the crisis and advised the West not to over-estimate the role that his country can play in global recovery.
Una frase che da sola illumina lo scenario cinese. Con buona pace della crescita del PIL cinese

Boero
Boero
21 Settembre 2009 , 14:30 14:30

è sufficiente aspettare,alla fine solo il mercato ha sempre ragione.Io comunque ritengo che se è pur giusto puntare sugli emergenti,preferisco Brasile e India,la Cina ha immesso un volume di liquidità sul mercato praticamente enorme,facendo coppia con gli Usa con cui oramai fa coppia da un pò.Io ritengo che la Cina sia talmente legata agli Usa che se questi saltano,salta anche lei.Ora tentano come possono di rendersi indipendenti,ma ci riusciranno?Secondo me no.Come ha detto uno dei loro leader il problema è che per usare le parole di Mr Cheng ”negli Stati Uniti spendono oggi il denaro di domani,i cinesi spendono domani i soldi di oggi”,ovvero CREARE UN MERCATO INTERNO E’ IL REALE ENORME PROBLEMA CHE DIFFICILMENTE SARA’ RISOLVIBILE,CERTO GLI INCENTIVI AIUTANO,MA IL RISCHIO DI TROVARSI CON UN GROSSO STOCK DI MERCI NON COMPRATE IN CINA E’ NOTEVOLE.Poi nessuno ha la sfera di cristallo,se non altro non metterei sul piedistallo un paese che alla fine sta pagando la crisi economica come tutti gli altri.La crescita segnalata dal governo cinese secondo me è fittizia,con l’arresto della globalizzazione anche la Cina si è fermata.

Boero
Boero
21 Settembre 2009 , 15:02 15:02

Comunque anch’io penso che diversificheranno,ma questo non vuol dire che non siano in crisi.

Boero
Boero
21 Settembre 2009 , 15:04 15:04

Se guardi anche Nouriel Roubini non crede ai numeri di crescita del pil forniti dal governo cinese. Per Roubini anche la Cina è in recessione. The Chinese Devil Wears Prada: Why 0% Growth is the New Size 6.8% PrintShare Delicious Digg Facebook reddit Technorati Nouriel Roubini | Jan 22, 2009 The Chinese came out today with their 6.8% estimate of Q4 2008 growth. China publishes its quarterly GDP figure on a year over year basis, differently from the U.S. and most other countries that publish their GDP growth figure on a quarter on quarter annualized seasonally adjusted (SAAR) basis. When growth is slowing down sharply the Chinese way to measure GDP is highly misleading as quarter on quarter growth may be negative while the year over year figure is positive and high because of the momentum of the previous quarters’ positive growth. Indeed if one were to convert the 6.8% y-o-y figure in the more standard quarter over quarter annualized figure Chinese growth in Q4 would be close to zero if not negative. Other data confirm that China was in a borderline recession in Q4 and that it may be in an outright recession in Q1: production of electricity plunged… Leggi tutto »

Boero
Boero
21 Settembre 2009 , 15:06 15:06

Anche Nouriel Roubini non crede ai numeri di crescita del pil forniti dal governo cinese. Per Roubini anche la Cina è in recessione. The Chinese Devil Wears Prada: Why 0% Growth is the New Size 6.8% PrintShare Delicious Digg Facebook reddit Technorati Nouriel Roubini | Jan 22, 2009 The Chinese came out today with their 6.8% estimate of Q4 2008 growth. China publishes its quarterly GDP figure on a year over year basis, differently from the U.S. and most other countries that publish their GDP growth figure on a quarter on quarter annualized seasonally adjusted (SAAR) basis. When growth is slowing down sharply the Chinese way to measure GDP is highly misleading as quarter on quarter growth may be negative while the year over year figure is positive and high because of the momentum of the previous quarters’ positive growth. Indeed if one were to convert the 6.8% y-o-y figure in the more standard quarter over quarter annualized figure Chinese growth in Q4 would be close to zero if not negative. Other data confirm that China was in a borderline recession in Q4 and that it may be in an outright recession in Q1: production of electricity plunged 7.9% in… Leggi tutto »

Eli
Eli
21 Settembre 2009 , 15:36 15:36

Vero! Ciao Mikaela!

ericvonmaan
ericvonmaan
21 Settembre 2009 , 16:10 16:10

D’accordo al 100%… ma vallo a far capire a quelli che ancora Berlusconi, Prodi ecc ecc
E’ così semplice eppure non lo vuol capire nessuno! Il nocciolo è solo quello… levategli i soldi e non avranno più il potere.

Matt-e-Tatty
Matt-e-Tatty
22 Settembre 2009 , 5:21 5:21

Daccordo… ma dovrebbe essere un movimento a livello mondiale perchè realisticamente parlando, se anche satasse fuori un movimento politico onesto (hahaha) e a cui interessa “l’interesse” del popolo (uhauhauha), supponendo pure che ottenesse la maggioranza dei voti e andasse al governo (e già a questo punto stiamo sguazzando a largo nel mare della fantapolitica… ho più possibilità di fare 6 al superenalotto che di vedere una cosa del genere), poi interverebbero delle forze che rimetterebbero “a posto” nell'”ordine” le cose… il problema è sempre lo stesso: tutti hanno un prezzo e se per caso salta fuori un incorruttibile si trovano sempre gli argomenti giusti anche per lui… ci sono dei precedenti di “cambiamento radicale” ma sono andati tutti a finir male in un modo o nell’altro… NON abbiamo alcuna speranza secondo mè…