Starlink pronta a espandersi: arriva in Italia l’ultima creatura di Elon Musk?

quifinanza.it

La compagnia satellitare sembra aver aperto una consociata anche nel nostro Paese. Ecco cosa farà.

Starlink potrebbe ben presto arrivare anche in Italia. L’ultima creatura di Elon Musk, nata come tutte le altre nello scetticismo generale, sembra essere pronta a espandersi anche nel nostro Paese. Come fatto notare da qualche curiosone, infatti, nelle ultime settimane del 2020 è stata registrata presso la Camera di Commercio di Milano la società “Starlink Italy srl”, sussidiaria dell’olandese “Starlink Holdings Netherlands BV” e al momento inattiva e senza alcun codice ATECO. La descrizione dell’attività, però, tradisce l’origine dell’azienda, che dovrebbe occuparsi delle stesse attività della casa madre. Ma che cos’è Starlink e perché

Che cos’è Starlink

Nata da una costola di SpaceX (la compagnia spaziale di Elon Musk che, tra gli altri, opera anche per conto della NASA), Starlink è il nome di una costellazione di mini-satelliti collocati in Orbita Terrestre Bassa (LEO, a circa 400 kilometri di distanza dalla superficie terrestre) per l’accesso a Internet satellitare a banda larga e bassa latenza. A regime, la costellazione Starlink dovrebbe essere composta da circa 12 mila mini-satelliti, capaci così di garantire una copertura di rete globale.

L’obiettivo finale di Starlink e di Elon Musk, infatti, è quello di garantire a tutti l’accesso a Internet a banda larga, indipendentemente da dove ci si trovi a vivere. Per questo l’eclettico imprenditore statunitense ha deciso di puntare con forza sulla connessione Internet satellitare: le caratteristiche di questa tecnologia permettono di portare la connettività ovunque, anche nelle località difficilmente raggiungibili da altre tecnologie (come la fibra ottica o la FWA).

Come funziona Starlink

Starlink non è la prima (né l’unica) compagnia che punta a offrire una connessione a Internet satellitare su scala globale. A differenza dei player già sul mercato, però, l’azienda di Elon Musk presenta alcune peculiarità tecnologiche che, sulla carta, potrebbero contribuire a determinarne il successo commerciale.

A differenza delle altre compagnie Internet satellitare, Starlink opera su di un’orbita di più bassa. Questo le consente di eliminare il problema della latenza (l’intervallo di tempo che intercorre tra il momento nel quale l’utente prova ad accedere a una risorsa e il momento nel quale la risora è effettivamente disponibile), ma la obbliga a “coprire” la superficie terrestre con un numero di satellite molto maggiore.

Per ottimizzare il funzionamento della rete e garantire a tutti i possibili utenti una connessione stabile e veloce, Starlink intende disporre i 12 mila satelliti della sua costellazione su tre diverse orbite: 1.600 satelliti verranno portati a 500 km di distanza dalla superficie terrestre; 2.800 satelliti opereranno a 1.150 chilometri di distanza dalla superficie terrestre; i restanti 7.500 satelliti lavoreranno a 340 chilometri di distanza dalla superficie terrestre. Il segnale dei satelliti potrà essere captato grazie a delle semplici antenne paraboliche, poi “decodificato” grazie a degli speciali modem.

Nei primi test di trasmissione operati negli Stati Uniti, Starlink ha fatto registrare performance degne di nota. La velocità media di download è stata di 60 megabit al secondo, mentre la velocità di upload si è fermata a poco meno di 18 megabit al secondo. L’obiettivo, una volta che la costellazione sarà a regime, è quello di garantire una velocità di 1 gigabit al secondo con tempi di latenza nell’ordine dei 30 millisecondi. Insomma, più o meno come la fibra ottica domestica.

Starlink in Italia: cosa sappiamo

Come accennato, al momento Starlink è operativa solamente negli Stati Uniti e in modalità “sperimentale”. Allo stesso tempo, però, l’azienda sta espandendo le proprie attività anche in Europa, tramite consociate create ad hoc. La sede principale del Vecchio Continente si trova in Olanda, mentre il ramo italiano è attualmente inattivo. Dalla visura camerale, però, sappiamo che si occuperà di “conduzione, manutenzione e gestire di gateway costituite da antenne paraboliche e la relativa fornitura di servizi e/o reti di comunicazione elettronica via satellite, compresi i servizi di internet”. Esattamente ciò che vuole fare Starlink su scala globale.

Fonte: https://quifinanza.it/innovazione/video/starlink-italia-cosa-fa/453887/

Pubblicato il 24.01.2021

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Holodoc
Holodoc
25 Gennaio 2021 , 19:55 19:55

Questo per chi crede che gli stati potranno mantenere in futuro il controllo della rete Internet sul proprio territorio… e anche per chi immagina che andando a vivere in remote località di montagna sarà al sicuro dalla sorveglianza e dalle radiazioni del 5G… che ingenui…

Gianfranco Attanasio
Gianfranco Attanasio
Reply to  Holodoc
26 Gennaio 2021 , 14:44 14:44

Tempo addietro avevo letto di brevetti nordeuropei ( Estonia ? ) per convogliare Internet attraverso le centrali elettriche e distribuirlo in tutte le case con i normali cavi elettrici. Da questa idea e’ nato PowerLink, una applicazione intradomestica e basta: ma perche’ non adottarne la variante estesa ?

Holodoc
Holodoc
Reply to  Gianfranco Attanasio
26 Gennaio 2021 , 15:21 15:21

Bella domanda.

Forse è più facile da violare di una rete con struttura piramidale (backbone – operatore – centrale di zona – armadio – ultimo metro).

Molto più interessate era il modello di rete open che qualcuno una quindicina di anni fa aveva ipotizzato potesse essere realizzata usando il wi-fi come collegamento peer-to-peer tra più nodi senza la necessità (e il controllo) di un provider di servizio… simile a quello che accade tra i radioamatori. Fu creato pure uno standard tecnico per produrre router compatibili, ma ovviamente tale modello di rete non ha preso mai piede. Si chiamava Wireless Mesh Network, ti giro la descrizione che ne dà Wikipedia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Wireless_mesh_network

Comunque non mi lamenterei della fibra. Fibra = niente radiazioni.

uparishutrachoal
uparishutrachoal
Reply to  Gianfranco Attanasio
26 Gennaio 2021 , 15:53 15:53

Immagino ci sarebbero enormi problemi di gestione e di diritti per la diffusione..e gli stati potrebbero bloccare questi cavi o ricattare per il transito..
Lo spazio è un territorio neutro..dove Musk ha carta bianca..

Holodoc
Holodoc
Reply to  uparishutrachoal
26 Gennaio 2021 , 18:36 18:36

ok ma senza licenza non può occupare l’etere con il segnale dei suoi satelliti… nemmeno se trasmettono dallo spazio…

Caio Dreto
Caio Dreto
Reply to  Gianfranco Attanasio
26 Gennaio 2021 , 17:43 17:43

Oltre 20 anni orsono me ne parlava un tecnico dell`ENEL circa loro il progetto di utilizzare le normali linee elettriche, capillari e funzionanti, per convogliare dati.

giovanni
giovanni
Reply to  Holodoc
26 Gennaio 2021 , 16:30 16:30

Per le radiazioni non mi preoccupo molto, sono meno problematiche le emissioni satellitari in quanto siamo circa tutti alla stessa distanza dalla sorgente, contrariamente ai ripetitori terrestri, per chi ha la sfiga di averli davanti casa….

giovanni
giovanni
26 Gennaio 2021 , 16:32 16:32

Così gli appassionati potranno scaricarsi un super porno in un paio di secondi!