Sorprendente scoperta: il fegato rimane giovane anche in tarda età

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Non importa se hai 20 o 70 o 90 anni, il tuo fegato ha comunque poco meno di 3 anni. Il fegato umano, cioè, rimane un organo giovane per tutta la vita. La sorprendente scoperta è stata fatta da un team interdisciplinare di biologi, fisici, clinici e matematici guidati dal dottor Bergmann del Centro per le Terapie Rigenerative di Dresda (CRTD) della Technische Universität Dresden. Gli scienziati hanno utilizzato la datazione alla nascita al radiocarbonio retrospettiva e il loro lavoro è stato pubblicato su Cell Systems.

Il fegato è un organo essenziale che si occupa di eliminare le tossine dai nostri corpi. Dal momento che si occupa costantemente di sostanze tossiche, è probabile che regolarmente vada incontro a possibili danni. Per ovviare a questo, la natura lo ha dotato di una capacità unica rispetto a tutti gli organi di rigenerarsi.
Ma la capacità del corpo di guarire se stesso e rigenerarsi diminuisce normalmente con l’età, per questo motivo gli scienziati si sono chiesti se anche la capacità di rinnovamento del fegato diminuisse con l’età. Ebbene, analizzando i fegati di più individui morti tra i 20 e gli 84 anni la squadra del Dr. Bergmann ha riscontrato che le cellule del fegato di tutti i soggetti avevano più o meno la stessa età, ovvero meno di tre anni.

DUNQUE il fegato è un organo altamente rigenerativo che rimane giovane anche a tarda età. La massa epatica, cioè, si adatta alle esigenze dell’organismo attraverso la costante sostituzione delle cellule epatiche e questo processo si mantiene anche nelle persone anziane.

I ricercatori hanno anche scoperto che non tutte le cellule del nostro fegato sono così giovani: ce ne sono alcune che possono vivere fino a 10 anni prima di rinnovarsi, sono cellule epatiche che trasportano più DNA delle cellule tipiche del fegato. Le cellule tipiche, dunque, si rinnovano una volta all’anno, mentre quelle più ricche di DNA possono vivere per un massimo di 10 anni.
Resta una questione importante da affrontare: se le cellule a vita lunga rendano il fegato più suscettibile alle malattie dipendenti dall’età o agiscano come fattore di resilienza per far fronte allo stress cellulare, prevenendo così la perdita della funzione d’organo e il cancro. La nostra attuale comprensione dell’omeostasi del fegato umano è, quindi, tutt’altro che completa.

Al momento il gruppo Bergmann sta esplorando anche i meccanismi che guidano la rigenerazione di altri tessuti considerati statici, come il cervello o il cuore. Il team ha già utilizzato la propria esperienza nella datazione retrospettiva al radiocarbonio per dimostrare che la formazione di nuove cellule cerebrali e cardiache non si limita al tempo prenatale, ma continua per tutta la vita. Nello specifico, attualmente, il gruppo sta studiando se è ancora possibile generare nuove cellule del muscolo cardiaco umano nelle persone con malattie cardiache croniche.

C’è ancora molto da scoprire riguardo il corpo umano. E’ una macchina perfetta, a maggior ragione se – attraverso alimentazione equilibrata, attività fisica, controllo delle emozioni negative e attenzione alle sostanze introdotte nell’organismo – la mettiamo nelle condizioni migliori per funzionare.
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VB

 

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