Silvana De Mari: “Arrendersi oggi significa inginocchiarsi per sempre”

di Valentina Bennati
comedonchisciotte.org

Specializzata in chirurgia generale, endoscopia digestiva e psicoterapia, la dottoressa Silvana De Mari è anche una straordinaria scrittrice di libri fantasy. Mi sono ‘innamorata’ di lei in questo anno di follia covid, ascoltando le parole infuocate dei video che quasi ogni giorno da mesi registra nella sua casa sulla collina e che poi sono seguiti da migliaia di persone.

Censurata più volte da facebook e youtube, non si è fatta intimorire e prosegue imperterrita perché ha giurato che continuerà a dire quello che sa essere vero “anche se mi sta costando denaro, la carriera, anzi due carriere, medico e scrittore, forse la libertà, forse la vita, se qualcuna delle persone che mi scrive che vuole la mia morte passa all’atto”. E’ una donna coraggiosa, Silvana De Mari, come la sua antenata Barbara che nell’undicesimo secolo combatté i saraceni a colpi d’ascia sulla costa settentrionale della Corsica “e i suoi contadini sono rimasti liberi perché lei ha combattuto”, racconta fiera la dottoressa.

Incuriosita da tanto ardore mi sono decisa ad acquistare un suo libro e sono partita da ‘Arduink il Rinnegato’ che apre la Saga degli Ultimi, storie epiche che raccontano di amore e di lotta, di sangue, forza, coraggio e onore, di sacrificio e di riscatto. Sono ambientate in un tempo e un luogo immaginario, ma parlano di noi, della nostra vita perché nella letteratura fantastica sempre è nascosta la realtà storica, anche la più cupa, quella non raccontabile.

Arduink l’ho letto tutto d’un fiato e lo consiglio, l’ho trovato di grande attualità e farebbe bene anche a tanti ragazzini, indeboliti da informazioni superficiali e intrattenimenti alienanti. Le vicende del protagonista ricordano che nella vita bisogna fare delle scelte per evitare di essere travolti dagli eventi e dagli arroganti di turno.

Lo conosciamo ancora bambino, Arduink, all’inizio del romanzo, piccolo orco figlio di una madre assassinata di botte dal padre, il quale lo destinerà a otto anni alla guerra e a una morte sicura,  tuttavia lui crescerà, di esperienza in esperienza, fino a diventare un grandissimo guerriero, il salvatore di quegli uomini, che, da orco, avrebbe invece dovuto annientare.

Come ama ripetere spesso la De Mari “noi siamo le scelte che facciamo”.

Dobbiamo essere consapevoli che abbiamo questo potere.

Se lo utilizziamo, tutto può cambiare.

 

Dottoressa, si vuol presentare? Chi è Silvana De Mari?

“Sono una che combatte per la difesa dell’ovvio. Non mi diverte essere odiata, ma se devo andare sola contro tutti per quello in cui credo, per dire che due più due fa quattro, sono disposta a farlo.
Siamo diventati un branco di fobici ipocondriaci addestrati alla passività, quindi a dipendere da cosa ci raccontano altri. Dobbiamo imparare a non avere paura, a riscoprire il coraggio”.

 

In effetti oggi la depressione e i disturbi fobici sono aumentati. Il dottor Bolognesi, psichiatra, ha osservato che “si è ribaltato il cardine assiologico della nostra cultura occidentale: l’eroe di oggi non è più quello del mito a noi noto, ma è chi abbraccia il panico, chi considera la paura come segno distintivo di superiorità, mentre chi vi si oppone è considerato un pericoloso incivile” . Le emozioni possono essere contagiose?

“Le emozioni sono molto contagiose. E l’emozione più violentemente trasmissibile è la paura. Con la paura si può intrappolare un popolo e distruggerlo, in più la gente spaventata tratterà da proprio nemico colui che sta dicendo la verità, quello che fino a un attimo prima era un vicino di casa può diventare un nemico giurato. In questo momento siamo spaccati e divisi, anche i bambini non vengono fatti giocare insieme con la scusa che possono scambiarsi virus e batteri. E poi c’è stato l’effetto Bergamo che è stato fondamentale per ispirare il terrore in Italia e all’estero, con i carri che hanno portato i morti alle dieci di sera a 5 km all’ora per cremarli.
La verità è che stiamo assistendo alla distruzione di una civiltà, la nostra civiltà. I medici che da mesi curano con successo la malattia covid a casa sono stati a lungo ignorati e chi ha parlato delle terapie possibili, dal plasma a quelle domiciliari, è stato censurato. Io ho avuto il mio profilo Facebook continuamente bloccato e il mio canale YouTube è stato abolito perché dicevo che questa malattia si può curare.
La paura permette di governare le menti deboli e la stampa ha avuto e ha una grandissima responsabilità. Stiamo diventando sempre più chiusi, isolati, sedentari, sospettosi e deboli. Ma ricordiamoci che un popolo che rinuncia alla libertà per terrore della malattia, perderà la libertà e avrà anche la malattia”.

 

In uno dei suoi tanti video lei ha parlato di ‘guerra psicologica’. Siamo quindi in guerra?

“Sì ed è bene esserne consapevoli, i mezzi di comunicazione di massa hanno saputo fare un bel lavaggio del cervello, i più sono ipnotizzati e hanno accettato di perdere tutto per una cosa che, nella maggioranza dei casi non dà sintomi e, quando ne dà, è curabile se si interviene tempestivamente e con i farmaci giusti.
Per una malattia che, al di sotto dei 70 anni, ha una letalità dello 0,05% ci siamo fatti assassinare e, in nome della nostra salute, abbiamo accettato di subire limitazioni forti delle nostre libertà. Dagli stessi governi che non hanno mai punito lo spaccio o vietato il fumo? Non è buffo?
Sono riusciti a convincere la stragrande maggioranza delle persone che non è importante vivere nella libertà e che è bene farsi iniettare dei farmaci sperimentali. DPCM e decreti legge riescono a raggiungere l’obiettivo di creare una consuetudine, ma non dimentichiamo che non sono sostitutivi della Costituzione.
La paura è quello che loro vogliono: un popolo ‘impecorito’. Perché il mondo sì, si divide in pecore e lupi. E poi ci sono i cani da pastore. Noi siamo i cani da pastore e dobbiamo aiutare le pecore ipnotizzate a mettersi in salvo. Siamo sopravvissuti al crollo dell’impero romano, alle pestilenze medioevali e due guerre mondiali: sopravviveremo anche a tutto questo”.

 

Come ne usciremo secondo Lei?

“Solo combattendo. Dicendo NO, ribellandosi. Abbiamo la Costituzione e avvocati e giudici che possono aiutarci a farla rispettare e liberarci da questa follia. Ognuno di noi però deve diventare un portatore di verità, ognuno deve convincere con molta calma, con molta pazienza, con molta dolcezza, almeno una persona. Se ognuno di noi riesce a convincere almeno una persona, la verità pian piano riuscirà a venir fuori. La verità è figlia del tempo ed è come l’acqua, prima o poi riaffiora.
Cercate di vivere, reagite. Smettete di guardare tv, sottraete il cervello a una comunicazione ipnotica. Siamo in un momento drammatico e rischiamo di essere obbligati tutti quanti a trattamenti sanitari che non vogliamo.
Saranno mesi durissimi, ma siamo di fronte a un bivio. Alzatevi e combattete! Dobbiamo combattere per la libertà, per il diritto di lavorare, per l’inviolabilità dei nostri corpi. Dobbiamo combattere per uscire da questo incubo”.

 

A proposito di inviolabilità dei nostri corpi: il decreto legge n.44 del primo aprile scorso ha previsto l’obbligo di vaccinazione per chi lavora nella sanità. C’è agitazione e malumore, non sono pochi infatti gli operatori sanitari contrari. Cosa si sente di dire ai suoi colleghi?

“Vogliono rendere obbligatoria la vaccinazione tra i medici e tutti gli altri operatori sanitari perché vogliono ribadire il concetto che il nostro corpo appartiene allo Stato, concetto che è già passato nel 2017 sui bambini con un quantitativo di vaccinazioni di cui non è stata finora dimostrata l’utilità e l’innocuità.
Ma prima di rendere obbligatorio qualcosa bisogna essere sicuri che sia innocuo e utile. Colleghi, vi prego di non cedere, da bravi medici sapete che i vaccini sono medicinali e, in quanto tali, hanno effetti collaterali. Bisogna sempre calcolare il rapporto costi-benefici e qui non vale assolutamente la pena di rischiare perché i cosiddetti vaccini anti-covid sono farmaci sperimentali dagli effetti sconosciuti, mentre la malattia è curabile e, se trattata subito bene, ha una mortalità inferiore a una normale influenza.
Non sottoponetevi a questo arbitrio incredibile, non possono radiarvi, tenete duro e non cedete. L’obbligo è un bluff, gli ordini professionali non possono radiarvi e i datori di lavoro non possono licenziarvi, non cadete nell’inganno. Oltretutto al di là degli effetti sconosciuti  per voi, aumentate anche il rischio di contagio perché non si fanno mai vaccinazioni durante le epidemie. Vaccinando durante un’epidemia si selezionano i mutanti e si selezionano anche le forme di virus più aggressive, infatti adesso iniziano ammalarsi anche le persone più giovani.
Cominciate a combattere, se voi vi rifiutate questo sistema crollerà immediatamente. L’associazione La Genesi e altre associazioni come Rinascimento Italia, Comicost e Comilva, ma anche gli avvocati Polacco, Fusillo, Scifo, Corrias e molti altri legali si sono attivati per assistere tutti coloro che non vogliono farsi iniettare questi farmaci sperimentali.
Alzatevi in piedi e combattete, questo è il momento! Se dite no, potete essere la spallata che fa crollare tutto questo. Il nostro coraggio può essere quello che salva tutti dall’incubo di una dittatura sanitaria”.

 

Lei si definisce “una cattolica integralista” ma è stata per molti anni atea, cosa ha cambiato il corso della sua vita? E che pensa del Papa che ha definito la vaccinazione una scelta etica e ha invitato tutti a procedere in tal senso?

“Sono stata completamente atea perché mi rifiutavo di credere a una divinità che non intervenisse sul dolore innocente, poi  passati i 50 anni la mia vita è cambiata anche grazie a due osservazioni scientifiche inoppugnabili: è impossibile che la cellula si sia formata da sola per aggregazione casuale di atomi ed è impossibile che il DNA si sia formato da solo per aggregazione casuale di atomi. E poi c’è la sindone che non è una produzione artistica: la tela non ha pigmenti di colore né segni di putrefazione (che compaiono dopo circa 40 ore dalla morte) e il sangue non è sbavato, segno che nessuno ha  mosso o trascinato via quel corpo le cui ferite corrispondono esattamente a quelle descritte nei Vangeli riguardo la passione di Gesù Cristo: quel corpo è scomparso e la luce ha impresso la tela, è un negativo tridimensionale.
Riguardo il Papa ci sarebbero molte cose da dire. Il Papa è il vicario di Cristo. Cristo era uno, non aveva fratelli gemelli. Il Papa è uno. Il primo requisito per un’elezione valida al papato è che la sede sia vacante. Il Papa precedente deve essere morto, non malato, ferito in coma farmacologico, proprio morto. Oppure deve avere abdicato con una abdicazione valida. Il Papa non dà le dimissioni, non è un amministratore delegato. Il Papa abdica e nella sua abdicazione deve essere contenuta la frase ‘io rinuncio’, la rinuncia deve essere sia dall’essere Papa che dalla funzione di Papa e non deve contenere nessuna ambiguità. Nel caso sia scritta, sarebbe raccomandabile che non contenesse errori di ortografia. Nella abdicazione di Benedetto XVI manca la frase ‘io rinuncio’ e ci sono due clamorosi errori di ortografia latina e un errore nella data ed è altamente improbabile che un testo come un’abdicazione papale diventi pubblico senza essere stato revisionato”.

 

Come spiegare allora l’attuale situazione?

“L’unica spiegazione logica a tutto questo è che Benedetto XVI sia sotto attacco e sotto ricatto. Se era sotto attacco otto anni fa, quando ha annunciato la sua abdicazione, è sotto ricatto anche adesso. La declaratio scritta da Ratzinger è stata scritta in maniera da dare l’impressione che sia un’abdicazione, ma non lo è. È stata scritta con errori ortografici impensabili che sono il primo indizio, il secondo è che leggendo con attenzione ci si rende conto che il Papa non stava abdicando dall’essere il Papa (Muuns), ma rinunciava a fare il Papa (ministerium), cioè a svolgere alcune funzioni.
Il Papa è uno solo, lo ha sottolineato anche Benedetto XVI al corriere in una recente intervista. E’ Benedetto XVI che si firma Pontifex, Giorgio Bergoglio ha rifiutato i simboli della sovranità papale, la mazzetta rossa, ha rifiutato l’appellativo di Vicario di Cristo e si è sempre dichiarato Vescovo di Roma.
Benedetto liberamente ha scritto un testo estremamente ambiguo che contemporaneamente afferma e nega la sua abdicazione. Lo ha fatto con coscienza, l’ha fatto con assoluta attenzione. L’abdicazione non c’è mai stata. È uno solo il Papa: Sua Santità Benedetto XVI”.

 

Bergoglio è però anche amato dalla gente, per molti credenti cattolici le sue dichiarazioni sui vaccini hanno indubbiamente un peso.

“Ripeto, ci vogliono almeno 5 anni per sperimentare un vaccino e questi cosiddetti vaccini anti-covid sono in realtà medicinali che per la prima volta vengono testati su esseri umani sani. Non fermano il contagio, quindi non sono un gesto etico e non si conoscono effetti su fertilità, tantomeno a distanza di tempo, si deve infatti firmare un foglio dove si scarica la responsabilità sia dei produttori che dei tizi che li stanno iniettando. Sono state moltissime nel mondo le reazioni avverse anche fatali e questo è documentato, anche se non pubblicizzato. Molto meglio rischiare di prendersi la malattia che si può curare e guarire, come stanno dimostrando da mesi i medici del Movimento Ippocrate e del Gruppo della terapia domiciliare covid-19.
Inoltre ai credenti cattolici dovrebbe interessare il fatto che alcuni di questi pseudovaccini sono stati fatti con feti abortiti negli anni 70, ci sono state due madri che hanno scelto la morte per i loro figli, li hanno abortiti vivi a 5 mesi e questi bimbi, fatti partorire vivi, sono stati squarciati senza anestesia per prendere le cellule renali perché fossero vitali e non inquinate dai farmaci anestetici. Anche se si trattasse di un bambino solo sacrificato con la giustificazione di salvare altre vite, per chi si professa cristiano dovrebbe essere ignobile e inaccettabile. E anche se fosse efficace, sarebbe qualcosa di mostruoso, non si può essere cristiani se non rispettiamo l’etica e non proteggiamo la vita. Per chi è lontano dalla fede c’è comunque una legge in Medicina: quando facciamo qualcosa in medicina deve essere nell’interesse di quel paziente e non di altri, altrimenti stiamo facendo sperimentazioni. Chi, per salvare milioni di persone, dice che è bene sacrificare una vita, cominci a sacrificare la sua e non quella di un altro.
Bergoglio, piuttosto che raccomandare i vaccini, dovrebbe parlare dei cristiani massacrati in Nigeria, delle bambine cristiane rapite in Pakistan e date spose a ottantenni, del martirio dei cristiani in Asia e in terra d’Africa. Dovrebbe dire che Dio ha creato l’uomo e la donna per amarsi e levare forte la voce contro l’abominio che è l’aborto”

 

Qual è il suo pensiero in merito al lockdown?
“La segregazione con arresti domiciliari, vezzosamente chiamata con l’anglicismo Lockdown, non è solo inutile, ma favorisce la malattia in quanto danneggia il sistema immunitario e distrugge la salute. Lo stanno finalmente dicendo in molti. Lo ha detto, per esempio,  il direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, dottor Francesco Vaia, lo ha detto uno studio aggiornato al 5 febbraio di quattro professori dell’università Stanford in California guidati dal professor John P.A. Ioannidis: hanno paragonato le chiusure durissime di Italia, Francia, Germania, Iran, Stati Uniti, Olanda e Spagna con quelle molto più soft di Svezia e Corea del Sud e i risultati delle seconde sono clamorosamente migliori. Eppure si continua a parlare di giallo, arancione, rosso e di chiusure dei locali e delle attività. I disoccupati aumentano a milioni, i bambini impazziscono a milioni.
Essere contagiati, positivi, non vuol dire nulla: tutte le malattie si estinguono in questa maniera, contagiano una grande parte della popolazione, questa popolazione fabbrica gli anticorpi, la malattia si estingue. Se il contagio non c’è, la malattia non si estingue, diventa endemica, e compaiono le mutazioni, oggi non si sa perché dette varianti”.

 

Le mascherine servono?

“Nessuno studio randomizzato fatto su grandi numeri dimostra che portare la mascherina riduca la contagiosità del covid-19. Anzi il dottor Donzelli, medico, specialista in Igiene e Medicina preventiva,  esperto di sanità pubblica, già membro del Consiglio Superiore di Sanità, ha spiegato che la mascherina può trasformare un asintomatico in un sintomatico o far aggravare un paucisintomatico fino a portarlo a essere un malato vero.
La mascherina è utile se siamo in sala operatoria, al di sopra di un paziente che stiamo operando, o a 50 cm da un’altra persona, per esempio sul tram. Può essere una situazione di buon senso tenerla al chiuso: il virus in questione come tutti i virus influenzali si trasmette al chiuso, non all’aperto. Occorre però anche ricordare che per poter avere una trasmissione del virus occorre un contatto continuativo, non basta essere passati vicino a un altro, perché in questo caso la carica virale non sarebbe sufficiente.
Invece, portate come oggi dalla maggior parte della gente, indossate continuamente e toccate con le mani, le mascherine favoriscono ipossia e nelle lunghe distanze deprimono il sistema immunitario, col vapore acqueo inumidite diventano un’incubatrice e fanno ammalare: stanno aumentando faringiti, tonsilliti, sinusiti e anche le carie perché si modifica il microbiota della bocca e molte delle polmoniti di adesso sono polmoniti micotiche e batteriche da mascherina.
Ricordo che anche sui DPCM c’era scritto di portare la mascherina solo se a meno di un metro di distanza. Ma si torna lì: se 10 su un milione non portiamo le mascherine verremo fucilati, se invece saremo in molti non potranno fare nulla.
Dobbiamo imparare tutti quanti a dire ‘no, non lo faccio, è sbagliato’. Se pagate le multe non c’è più nulla da fare, ma se non le pagate gli avvocati possono toglierle. La normalità dobbiamo riacquistarla noi con coraggio e  determinazione. C’è una quota di avvocati, medici e magistrati coraggiosi e obiettivi e tutti quanti insieme ce la faremo. Ma dobbiamo combattere per riconquistare la normalità, dobbiamo diventare tutti quanti persone che fanno obbedienza civile solo alla Costituzione”.

 

I tamponi sono utili?

“I tamponi a tappeto sull’intera popolazione sono un’idiozia e uno spreco inutile, sono una maniera di inventare malati e di inchiodare una popolazione. Il 90 % dei tamponi sono falsi positivi, sono un medico e mi assumo la responsabilità di quello che sto dicendo: i tamponi sono una ridicola buffonata con cui la gente è stata torturata e persone sane trattate come fossero appestati, con cui sono state fatte fallire le imprese e i vostri bambini torturati.
Piantatela di fare tamponi, ci rinchiudono a causa dei vostri tamponi. Il tampone lo faranno solo le persone che si ammalano per capire se è coronavirus o meno, come si fa in Giappone. Pensiamo piuttosto a rafforzare il sistema immunitario e poi a curare la malattia covid quando si presentano i sintomi.”

 

Dunque come si cura la malattia da sars-cov-2?

“In Italia abbiamo due esperienze eccezionali: ippocrateorg.org, movimento fondato da Mauro Rango e terapiadomiciliarecovid19.org, gruppo creato dall’Avvocato Erich Grimaldi. Ci sono medici che da un anno si sono attivati sul territorio a domicilio salvando vite umane. Perché, come da mesi sta rendendo noto anche la stampa indipendente, la malattia covid si cura a casa facilmente evitando di intasare gli ospedali, ma occorre intervenire subito all’emersione dei primi sintomi e con i farmaci giusti. Altro che tachipirina e vigile attesa! Sono state scritte linee guida criminali che hanno fatto aggravare e ricoverare molte persone e, di queste, alcune non si sono potute salvare, sono morti che potevano essere evitati e gridano giustizia.
La mia totale stima invece a quei  medici che non hanno rispettato i protocolli onorando il giuramento di Ippocrate e si sono messi in gioco. I colleghi che vogliono davvero fare quello per cui hanno studiato, cioè prendersi cura dei malati, aderiscano immediatamente a una di queste due realtà contattando i siti di riferimento. E’ urgente arrivare ad avere più medici perché al momento ancora sono pochi rispetto alle richieste di aiuto.
Colleghi, soprattutto i medici di base, vi prego, attivatevi e ce la faremo, siamo noi che dobbiamo sconfiggere i due mostri: il nuovo coronavirus che, se mal curato, è devastante e la dittatura sanitaria. Uniti possiamo superare questa situazione”

 

Che fare in caso di sintomi sospetti?

“Per stabilire se è covid o meno, in caso di febbre, in farmacia cercate il sierologico, vi pungete un dito, un buchetto, con la pipetta prendete la goccia e la mettete sulla piastrina, dentro c’è il test con il reagente e le istruzioni: se viene una stanghettina non avete mai incontrato il sars-cov-2; se viene la stanga grossa IGG vuol dire che l’avete avuto e potete anche donare il plasma iperimmune; se viene IGM allora avete il covid. E’ bene anche avere in casa un saturimetro, se la saturazione di ossigeno inizia a scendere sotto 94 è possibile che sia covid.
Così abbiamo subito distinto perché, se non avete covid, è inutile stare in isolamento. Invece se avete la malattia covid avete bisogno di tre cose:  antinfiammatorio ad esempio aspirina, antibiotico della classe dei macrolidi (come l’azitromicina) che hanno anche azione antivirale e idrossiclorochina che ha avuto alterne vicende in Italia, ma è stata utilizzata con successo anche nella prima sars. Ad ogni modo ci sono varie fasi della malattia e i farmaci cambiano, è necessario quindi farsi seguire dai medici esperti delle cure domiciliari sia per i dosaggi che per il cambio eventuale di medicinali. Contattateli immediatamente ai siti di riferimento. E non abbiate paura perché si guarisce se la malattia è trattata in modo tempestivo e adeguato”.

 

Può dare qualche consiglio per un’efficace prevenzione?

“Abbiamo moltissime armi che possiamo usare. A cominciare dagli integratori: vitamine D, A e C, Omega 3, zinco, selenio, esperidina, quercitina, resveratrolo, lattoferrina, per fare alcuni esempi.
La prima difesa per questo virus e altri, come per il cancro, è comunque il sistema immunitario. Covid-19 colpisce prevalentemente chi ha patologie pregresse: ipertensione, diabete e obesità, malattie che peggiorano rinchiudendo la gente in casa. Quindi state all’aria aperta ogni volta che potete, camminate, prendete il sole. E attenzione perché la cosa che più distrugge il sistema immunitario, oltre alla sedentarietà e al confinamento in casa, è la nostra psiche, soprattutto la paura e l’insicurezza. Lo stress permette di adattaci alle situazioni ma, nel momento in cui è prolungato, diventa negativo e innesca malattie.
Dovremmo arrabbiarci tutti, sostituire la parola resilienza con resistenza. Quindi imparate ad arrabbiarvi perché lo stress si annulla nella collera. Nel momento in cui siete frustrati e avete paura state distruggendo il vostro sistema immunitario, ma se riuscite ad arrabbiarvi, a capire che siete in guerra, che dovete combattere, il vostro stress paradossalmente diminuisce perché voi siete dei combattenti di una guerra difficile e non delle foglie sbattute dal vento.
E come si fa a combattere? Amate. Chi ama combatte e non si arrende mai anche quando tutto sembra perso. Fate un dispetto al sistema, spegnete la tv perché ha capacità ipnotiche di cui voi non siete coscienti anche se siete molto intelligenti e critici.
Portate la mascherina il meno possibile e siate vivi e felici. Mangiate bene, leggete bei libri, ascoltate musica, guardate film comici, fate movimento, fate l’amore con chi amate e cercate la bellezza. Ora più che mai dobbiamo mantenere l’attenzione su ciò che è bello – come l’alba e la natura in primavera – e su ciò che funziona in questo momento nella nostra vita. Le nostre disgrazie non sono la nostra unica narrazione. Non esiste nessuna situazione dove non esiste nemmeno un atomo di bellezza. Padre Massimiliano Kolbe aveva trovato in Auschwitz la bellezza di aiutare gli altri. La bellezza ci salverà. L’ha detto un tizio che si chiamava Dostoevskij.
Infine pregate, anche la preghiera produce endorfine. Imparate a dire il rosario in latino, studi fatti a Ginevra da un neuroscienziato di Pavia hanno evidenziato come questa pratica favorisca la coerenza cardiaca. E poi aiuta a guadagnarsi il Paradiso che potrebbe essere una cosa interessante”.

 

Lei è molto impegnata in questo periodo anche per l’uscita della sua ultima fatica letteraria “Cronache di vascello del capitano Aquindici” che contiene tre racconti per un pubblico più giovane, perciò La ringrazio per aver accetto di fare questa intervista e del tempo che mi ha dedicato, nel concluderla vuole aggiungere qualcosa?

“Sì, vorrei dire che tante lacrime e tanto sangue sono stati versati per creare questa nazione. Siamo stati uno Stato magnifico e potremo tornare ad esserlo.
Operatori sanitari, insegnanti, avvocati, giudici, forze dell’ordine, cittadini tutti, decidetevi da che parte stare e, se state dalla parte della verità e della libertà, alzatevi e combattete perché tutto quello che sta avvenendo è anticostituzionale e stanno assassinando una nazione.
A Lepanto e Vienna abbiamo combattuto con le spade e abbiamo vinto, oggi non occorrono armi ma è necessario avere il coraggio e la determinazione di dire NO.
Unendo voci, energie e competenze possiamo uscire da questa follia. Arrendersi ora significa inginocchiarsi per sempre.”

FONTE: https://valentinabennati.it/silvana-de-mari-arrendersi-oggi-significa-inginocchiarsi-per-sempre/