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SALVANDO LA SPAGNA SALVEREMO GLI SPAGNOLI ?

DI MIKE WHITNEY
counterpunch.org

“Il costo della ricapitalizzazione delle banche insolventi o le acquisizioni di banche solvibili ma in perdita ricadrà sui cittadini spagnoli”. – Karl Whelan, economista del University College di Dublino.

Prima di approvare il salvataggio di 100 miliardi di euro per la Spagna, i ministri delle finanze avrebbero dovuto porsi una domanda: Ma questo sarà un aiuto vero?

Certo, terremo i mercati sulla corda fino a metà settimana, almeno fino a quando la paura delle elezioni greche li sosterrà, (17 giugno), ma questo è tutto. Non risolverà certo i problemi di fondo della zona euro, infatti, non hanno nemmeno provato ad affrontarli. Il vero scopo di questo “salvataggio” è quello di sostenere le banche insolventi e puntellarle per evitare un’altra catastrofe, tipo quella di Lehman Brothers. Tutto qui.

In altre parole, i 100 miliardi non aumenteranno la competitività, né stimoleranno la crescita, non ridurranno la disoccupazione e non aumenteranno l’integrazione fiscale e politica. Non succederà niente di tutto ciò, infatti il debito-PIL spagnolo si gonfierà ancora di più con il costo dei nuovi accordi presi dai suoi leader. Questo significa, che le persone che lavorano in Spagna dovranno sopportare condizioni ancora più dure per un periodo di tempo ancora più lungo per ripagare i nuovi debiti assunti da Madrid. Ma che aiuto sarebbe?

L’Eurogruppo ha accettato di prestare 100 miliardi di euro alla Spagna, ma non hanno modo di sapere di quanto ancora avrà bisogno in futuro il paese. Per spiegare meglio diamo un’occhiata a questa nota:

“Le banche spagnole hanno oltre € 300 miliardi di esposizione nel settore immobiliare, soprattutto dovuti a mutui concessi agli immobiliaristi. Circa € 180 miliardi di questa esposizione sono considerati “problematici” dalla banca centrale spagnola. Le stime dicono che ci sono circa 700 mila case di nuova costruzione vuote, ma comprese le proprietà già pignorate il totale potrebbe superare il milione o anche più. Agli attuali livelli di vendita, ci vorranno molti anni per eliminare l’arretrato, che sarà composto da molti immobili non ancora ultimati e da mettere sul mercato. I prezzi delle case sono scesi del 15- 20%, ma dovrebbero scendere ancora fino al 50-60%. Una grave recessione e la disoccupazione al 25% significano per la Spagna che le perdite di oltre € 600 miliardi sui mutui ipotecari sono destinate ad aumentare.
I prezzi delle case devono fare ancora una lunga strada in discesa, il che significa che la crisi sta per entrare in un vortice infinito che metterà ancora più pressione sui bilanci delle banche. Dobbiamo aspettarci parecchi altri salvataggi. I 100 miliardi sono solo la punta dell’iceberg.”

E, ricordiamoci che il piano di salvataggio non allenterà le condizioni del credito. Il denaro verrà impiegato per rinnovare i debiti, per ristrutturare e ricapitalizzare le banche con l’acqua alla gola. La verità è che finora nessuno dei salvataggi ha mai favorito una ripresa del credito. Anche dopo che la BCE ha buttato tanti miliardi di euro a lungo termine in una operazione di rifinanziamento (ORLT) a tre anni con prestiti a basso interesse concessi alle istituzioni finanziarie, si è ancora fermi senza vedere nessun segno di miglioramento. Quindi, non aspettiamoci che questo salvataggio possa portare ad una ripresa.

La stessa regola si applica agli oneri finanziari. Il salvataggio non garantisce che i rendimenti sul debito della Spagna si abbasseranno o che le agenzie di rating non continuino ad abbassare la quotazione delle banche e dei titoli di stato (che faranno aumentare il costo dell’indebitamento), infatti, altri 100 miliardi sul debito pubblico, probabilmente porteranno ancora altro downgrade, che farà calare il debito spagnolo allo status di junk.

Infine, il piano di salvataggio non fermerà la corsa emozionale che ha visto ritirare dagli sportelli 100 miliardi di euro nell’ultimo anno in Spagna. (Che strana coincidenza !) Il paese sta prendendo a prestito la stessa quantità di denaro svanita perché le regole della zona euro sono difettose e non prevedono nessuna copertura a garanzia dei depositi.

Ecco un estratto dalla dichiarazione dell’Eurogruppo sulla Spagna:

“L’Eurogruppo sostiene gli sforzi delle autorità spagnole per affrontare risolutamente la ristrutturazione del settore finanziario ed accoglie la loro intenzione di chiedere assistenza finanziaria agli Stati membri dell’area dell’euro in questo senso ………..   L’assistenza finanziaria dovrebbe essere fornita dal EFSF / ESM per la ricapitalizzazione delle istituzioni finanziarie. Il prestito sarà dimensionato per dare una copertura efficace a qualsiasi requisito patrimoniale identificato da uno studio diagnostico che le autorità spagnole hanno commissionato a valutatori esterni e a revisori internazionali. L’importo del prestito deve coprire il fabbisogno stimato di capitali, con un margine di sicurezza aggiuntivo, stimato come somma fino a 100 miliardi di euro in totale …. L’Eurogruppo ritiene che il Fondo per la ristrutturazione bancaria ordinaria (Frob), che agirà per il governo spagnolo, potrebbe ricevere i fondi e convogliarli alle istituzioni finanziarie interessate. Il governo spagnolo manterrà la piena responsabilità dell’assistenza finanziaria e firmerà un memorandum d’intesa. “

Così, il primo ministro Mariano Rajoy che dice “Non abbiamo bisogno di aiuto” dovrà accettare un team di monitoraggio del FMI per spulciare i libri delle banche spagnole in difficoltà e sottolineare in rosso tutta la corruzione che ci si trova dentro. Il coinvolgimento del FMI vuol dire che un sacco di azionisti saranno duramente colpiti, e anche gli obbligazionisti subiranno gravi perdite.

La Spagna si unirà agli altri paesi che ormai dipendono dai salvataggi, Grecia, Portogallo e Irlanda, anche se non le verrà chiesto di aumentare le misure di austerità che Rajoy ha già messo in atto “con gusto”. Con l’economia già in profonda recessione e la disoccupazione ormai al 25 %, i Ministri delle Finanze della Zona Euro ritengono che un’altra stretta alla cintura sarebbe controproducente. Di conseguenza, la Commissione europea ha deciso di dare alla Spagna un anno in più per portare il deficit di bilancio entro il limite UE del 3% del PIL.

Ecco come l’economista greco Yanis Varoufakis riassume i recenti sviluppi in Spagna:

“La situazione attuale della Spagna è istruttiva: per ricevere i soldi da dare a banche decrepite, tutta la nazione deve essere umiliata e sottoposta ad un altro strangolamento fiscale tanto che l’Italia e altri paesi si sono già dissuasi dal rivolgersi al EFSF (Fondo europeo di stabilità finanziaria) per chiedere aiuto.
Per questo motivo, quando i funzionari europei dicono che in Spagna non c’è bisogno di altre azioni perché è pronto il fondo EFSF per aiutare, si invitano gli spagnoli a rinchiudersi in carcere per passarvi una vita di miseria immeritata al posto dei loro banchieri. Ed hanno pure il coraggio di chiamare questa condanna “solidarietà con il popolo spagnolo”.”

Il salvataggio delle banche della Spagna servirà solo a peggiorare le cose e ad accollare tutte le perdite accumulate da istituti finanziari corrotti sulle spalle dei lavoratori che dovranno pagarle con l’aumento delle tasse, con tagli ai programmi sociali, e con la svendita dei beni demaniali.

I danni li pagheranno loro, così i ladri potranno continuare ad andare in giro a piede libero.

Mike Whitney vive nello stato di Washington. Collabora con Hopeless per cui ha scritto : “Barack Obama e la politica dell’Illusione” (AK Press). [email protected] .

Fonte : http://www.counterpunch.org

Link : http://www.counterpunch.org/2012/06/11/the-bailout-of-spain/

11.06.2012

Tradotto per ComeDonChisciotte da ERNESTO CELESTINI

Pubblicato da Bosque Primario

  • xcalibur

    E’ lo “schema Shylock”, l’usuraio del Mercante di Venezia di Shakespeare…
    Grazie a politici corrotti ed ignoranti si indebitano gli Stati, ben sapendo che non potranno mai ripagare i loro debiti per comprarne poi la sovranita’…

  • Tao

    Lettrici e lettori vorranno certamente sapere e capire in che cosa consiste il «salvataggio» del sistema bancario spagnolo. In verità è difficile dirlo con precisione perché dipende da quale fonte verrà erogata la somma di 100 miliardi di euro. La questione l’ha sollevata Robert Peston sulla Bbc di domenica. Se i soldi verranno dal nascente Esm (European Stability Mechanism) quest’organismo avrà priorità nei rimborsi rispetto ai creditori privati. Se invece la fonte sarà il vecchio Efsf (European Financial Stability Facility), non vi sarà precedenza per gli Stati qualora, come è probabile, la Spagna avesse difficoltà a effettuare i rimborsi. In tal caso scatteranno le obiezioni della Finlandia che chiede delle garanzie in attività reali, come già fece con la Grecia. La dimensione formale del finanziamento mette in luce il ruolo tossico delle istituzioni di salvataggio ideate tra Bruxelles e Francoforte. Da un lato, pur non chiamandolo col suo vero nome, alla Spagna viene accollato un rescate che ne aggrava l’indebitamento pubblico, esattamente come sta succedendo con la Grecia.

    Dall’altro, gli organismi europei preposti al «salvataggio» sono tossici perché hanno la struttura dei Cdo (Collateral Debt Obligations). I 100 miliardi di euro hanno aumentato notevolmente il rapporto debito-pil della Spagna, mentre le prospettive di crescita del paese sono molto negative. In questo contesto anche applicando un tasso di interesse molto più basso dei famosi spread, l’onere sociale dell’accresciuto debito diventa disastroso per la popolazione.

    Ne consegue che la natura del «salvataggio» distrugge le finanze pubbliche spagnole, ne fragilizza i titoli di Stato creando le condizioni per nuove impennate negli spread. Inoltre i 100 miliardi di euro, una volta erogati, vengono addebitati per la quota parte agli Stati che contribuiscono al fondo che così vedono aumentare il proprio rapporto debito-pil. L’esperienza di questi ultimi due anni ha mostrato come le misure di austerità aggravino la situazione, affossando il pil e aumentando quindi il tasso di indebitamento. La Spagna, in quanto economia «grande» e proveniente da deficit di bilancio minimi e da un basso livello di debito, ne è l’esempio più lampante. Secondo le stime effettuate dall’Ocse nel suo ultimo Economic Outlook reso noto il mese scorso, il rapporto debito-pil passerà dal 63% del 2009 all’88% del 2012. Si stima che la disoccupazione salirà al 26% il che, considerando che l’area di sotto-occupazione si espande a sua volta, implica una disoccupazione della stessa grandezza della popolazione occupata. La vicenda non appare per niente chiusa sullo stesso fronte bancario: per via della depressione economica, i prezzi immobiliari continuano a calare svalutando quindi le cartolarizzazioni in mano alle banche che quindi possono uscire dal ciclo delle perdite solo scaricandole sullo Stato.

    Joseph Halevi
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it
    12.06.2012

  • Affus

    La massoneria finanziaria europea , quella che unificò l’ Italia e molti stati europei con le logge massoniche e che finanziò Garibaldi e i mille , dopo avere liquidato il comunismo e avere conquistato tutti i mercati. Cerca oggi di unificare i popoli europei sul piano giuridico e fiscale .

  • Tanita

    Se il Diavolo esistesse, direi che s’aggira per la povera Europa, dov’è nato quasi tutto quanto di più bello abbia creato l’uomo e anche quanto di peggio registri la Storia, compresi gli usurai.

  • Giovina

    Il bello si constata di fronte al brutto e viceversa.

    Cio’ che l’uomo fa sempre e’ perdersi dentro l’una e l’altra realta’ senza soluzione di continuita’, dimentico sempre di se’ stesso mentre la verita’ piu’ potente e’ cio’ che gli viene sempre misteriosamente ricordato: che sua e’ la possibilita’ di scelta.
  • dana74

    sintesi semplicemente perfetta

  • xcalibur

    Grazie.

  • andyconti

    Ritornare alla fiorente Europa degli staterelli. Meglio le gabelle dell’euro.

  • ProjectCivilization

    La domanda da porsi , e’ se le ( poche ) persone un po’ lucide , debbano tirarsi fuori dallo sfruttamento , e ‘ gestire comunita’ autonome .