Relazioni economiche e forme di governo

Dalla democrazia nell’economia della scarsità, a forme di autogoverno nell’economia dell’abbondanza.

Relazioni economiche e forme di governo

Di Domenico de Simone

La democrazia è la forma di governo gestita dal “demos”, termine con il quale oggi indichiamo genericamente il “popolo” ma che nell’antica Grecia aveva una sua specificità ben più articolata e concreta. Questa specificità era l’organizzazione territoriale concreta in cui era divisa la cittadinanza e che era articolata in una pluralità di “demi” che nell’Attica di Clistene raggiunsero il numero di 139 poi saliti a 174 secondo Strabone.

Ciascun “demo” aveva poi i suoi rappresentanti nella “Boulé”, il Consiglio Generale che controllava le magistrature ateniesi e gli Arconti. I rappresentanti venivano scelti per estrazione a sorte tra tutti i membri del “demo”. In questo senso, si trattava di una vera democrazia alla quale partecipavano tutti i cittadini e nella quale chiunque poteva essere scelto per entrare nella Boulé. Il termine viene dal verbo βουλεύω che significa consigliare, prendere decisioni, suggerire, partecipare a una decisione.

Alla Boulé potevano partecipare solo i cittadini, quindi non gli schiavi, e nemmeno i meteci, ovvero i cittadini di altre regioni che vivevano nell’Attica. E’ importante capire le proporzioni: Demetrio Falereo fece un censimento dal quale emerse che l’Attica era abitata da 21.000 cittadini, 10.000 meteci e 40.000 schiavi. Di fatto, quella forma di democrazia, che traeva il suo fondamento dalla produzione agricola e dalla pastorizia, si reggeva per la presenza di schiavi che assicuravano la sussistenza a tutta la popolazione. La struttura economica di quella società si fondava sulla produzione agricola, ma anche sul commercio e in questo ambito cadeva anche il commercio degli schiavi. Roma, poi, fece del commercio degli schiavi la principale attività economica dalla quale derivava la necessità di continue guerre di conquista. Anche qui qualche numero aiuta a capire: nei nove anni di guerre in Gallia, Giulio Cesare manda a Roma circa un milione di schiavi il cui prezzo fu dieci volte superiore a tutti i tributi pagati nello stesso periodo dalle tribù galliche assoggettate a Roma.

La necessità della schiavitù per sostenere il modello di produzione distorceva in modo radicale l’originaria uguaglianza che esisteva nel modo di governo per demi, e spingeva il sistema ad adottare forme di governo più adatte a gestire il diffuso malcontento e le periodiche ribellioni degli schiavi, sia in Grecia (cfr La caccia degli schiavi fuggitivi (Δραπεταγωγός) di Antifane) ma soprattutto a Roma. Le forme di governo più o meno autoritarie, dalle oligarchie alle monarchie che si sono alternate alla democrazia nel corso dei secoli, nascevano tutte dalla necessità di controllare le fonti di approvvigionamento della forza lavoro predominante, ovvero gli schiavi e dettare le regole affinché queste funzionassero a dovere. Di fatto, anche la democrazia con la “Ecclesia” divenne una sorta di aristocrazia, poiché all’assemblea generale partecipavano non più i membri dei demi estratti a sorte ma quelli eletti in base a criteri di scelta che tenevano conto sì delle qualità personali ma soprattutto dei rapporti di forza all’interno di ogni singola unità elettiva.

Nell’antica Roma queste esigenze si esprimevano con una sorta di ripartizione del potere tra il popolo e la classe aristocratica che deteneva i mezzi di produzione (terra e capitale), con il capitale che fungeva da spartiacque per le classi sociali e le attribuzioni politiche, cosa che peraltro era già presente anche in Grecia anche se qui la relazione economica tra le classi non era direttamente riflessa nella scelta delle magistrature. Nell’antica Roma c’è un ulteriore elemento interessante, ovvero che il potere dei magistrati derivava direttamente dal dio sommo, ovvero da Giove. Il comandante della legione pronunziava lo “jus”, ovvero la crasi dell’espressione “Jovis Filius” come se la sua voce fosse direttamente derivata dal sommo dio. Lo jus era allo stesso tempo sia il comando che il diritto, ed entrambi stabilivano la “veritas”, secondo la lectio di Heidegger. Verità che era nascosta e che doveva essere difesa con la forza, mentre nella filosofia greca originaria la verità era “àletheia” ovvero la disvelata, la rivelazione di qualcosa di preesistente ed eterno, il Tutto unitario e unico, che la forza del pensiero portava alla luce. Per il pensiero romano, invece, la verità viene costruita e difesa con la forza ed è vero ciò che vince, mentre è falso ciò che viene sconfitto, che appunto “fallit”, ovvero cade, di fronte allo jus del console e alla forza della legione (Heidegger, Parmenide).

Questo rovesciamento del senso della verità era perfettamente coerente con il modo di produzione e con i rapporti sociali che quel modo di produzione generava.

Il cristianesimo, in questo contesto, interviene come una grande e radicale rivoluzione dei rapporti sociali, poiché predica l’eguaglianza di tutti gli esseri umani davanti a Dio e poi anche nella società. Cosa rivoluzionaria a dirsi ma di fatto impraticabile finché non fossero mutati i rapporti economici e i sistemi di produzione. Per quanto si sforzassero di rendere gli uomini liberi, il superamento della schiavitù fu soltanto nominalistico: l’istituzione della servitù della gleba fu un modo per chiamare con altro nome un rapporto sociale che non era affatto diverso dall’originaria schiavitù e anche nel mondo moderno la costruzione dell’etica del lavoro fu un modo per nobilitare la schiavitù trasformando una pena in uno strumento di salvezza dell’anima e proiettando la liberazione nel mondo dello spirito dopo la morte.

La società greca e la sua democrazia era la diretta derivazione della originaria organizzazione di liberi e uguali delle società gilaniche, secondo la lectio di Marjia Gimbutas. In queste società il modo di produzione non prevedeva la presenza degli schiavi né tanto meno l’accumulazione di beni o riserve, poiché la natura donava abbondantemente per tutti e la relazione economica dominante era il dono. Per inciso, l’Arconte originario era il “prescelto” per donare ai cittadini gli spettacoli, privilegio quasi divino e che derivava dall’abitudine di considerare gli eccessi di produzione appartenenti a tutta la comunità, similmente alle cerimonie di potlatch dei nativi americani. Il richiamo dell’organizzazione sociale delle società gilaniche è essenziale per capire la genesi dei passaggi successivi e per comprendere le forze che determinano i movimenti di fondo delle società umane.

Seguendo la lettura di Althusser, “ogni modo di produzione implica la riproduzione delle condizioni politiche e ideologiche che ne assicurano la continuità”. Il modo di produzione schiavistico implica sia la scarsità delle risorse (terra, forza lavoro, capitale), sia a livello sovrastrutturale, la generazione di rapporti politici e ideologici elitari. In quell’ambito, ogni forma di democrazia si risolve necessariamente in una forma aristocratica o comunque elitaria. Questa è la contraddizione principale della struttura sociale che si fonda su un’economia schiavistica. Seguendo Althusser, questa contraddizione principale è accompagnata e supportata da contraddizioni secondarie che definiscono in modo non rigido il rapporto tra struttura e sovrastruttura. “La società è una totalità complessa strutturata, nella quale forze produttive, rapporti di produzione e sovrastruttura s’intrecciano secondo una struttura a dominante, definita dalla contraddizione principale, la quale determina l’unità del tutto”.

Tuttavia, questo non è sufficiente a spiegare la ragione per cui l’originaria società gilanica sia stata travolta e sostituita dalle forme di relazione generate dalla società patriarcale. Se pensiamo che questo sia avvenuto per la necessità di regolare la distribuzione di risorse oggettivamente scarse, o divenute tali per la crescita della popolazione, commettiamo un grave errore. In realtà possiamo dimostrare che le risorse sono sempre sufficienti e che esse crescono nel tempo soggettivo in eterno in misura esponenziale (By definition, the number of possible arrangements which can be coded by I bits of information is 2^I. Following Hayek and equating total wealth with the number of possible arrangements, we get 2^I for wealth of society, so the wealth grows as 2^(subjective time). This is exponential growth. Since subjective time goes from zero to plus infinity, this means that wealth increases exponentially forever in subjective time. Frank Tipler, Physics of immortality pag. 268). Quindi la ricchezza cresce con il crescere della vita.

Nell’arco di poche migliaia di anni, le regole della convivenza vengono completamente rovesciate. Nelle società gilaniche la regola era l’abbondanza delle risorse, in quella patriarcale la regola è la scarsità. L’uguaglianza degli esseri umani viene rovesciata nella istituzione delle classi sociali, della schiavitù e dell’inferiorità delle donne e degli infanti, almeno fino alla pubertà. La logica del dono viene sostituita dalla logica dello scambio, per il quale tutto è merce, compresa la vita, e l’unico valore eterno è il capitale. La sostanziale anarchia della società gilanica, in cui tutto si riconduceva all’autorità morale della grande madre, essere dotato di “Dunamis”, viene soppiantata dalla nascita della Arché e del Kratos. Da una società senza potere, si passa ad una società in cui la logica del potere è dominante. La libertà sessuale assoluta viene costretta in ambiti istituzionali precisi, con il maschio dominante e la femmina subordinata ad esso e con l’istituzione del matrimonio. Persino la visione del mondo cambia radicalmente, poiché da una sfera, come era vista la terra anche dai primi filosofi greci, si passa al cerchio piatto circondato dall’oceano. Il senso della verità passa dall’assoluto di un qualcosa di preesistente ed eterno che può essere disvelato dalla conoscenza, a qualcosa che deve essere costruito con la forza.

Non è sufficiente un’analisi delle contraddizioni del modo di produzione per spiegare una trasformazione così radicale. Il punto è che nelle società gilaniche la coscienza di sé era appena embrionale e, allo stesso tempo, le relazioni sessuali erano tali da impedire la generazione continua della vita. Paradossalmente, l’atto di impadronirsi di un altro, considerandolo altro-da-sé, genera coscienza individuale e, quando l’altro è veicolo per la riproduzione, moltiplica le possibilità di crescita della vita. Nelle società gilaniche la regola era l’omosessualità, interrotta durante le feste rituali, peraltro molto frequenti, in cui erano le donne a scegliere il maschio riproduttore, con la conseguenza di un impoverimento del patrimonio genetico, poiché molte donne sceglievano lo stesso maschio e gli altri venivano esclusi dalla riproduzione. Nel patriarcato, ogni maschio deve avere la possibilità di riprodurre i propri geni, con la conseguente moltiplicazione dei tipi genetici. In altri termini, alla base della ideazione del modo di produzione c’è una necessità che è allo stesso tempo di riproduzione della vita e spirituale. In questo modo la “Dunamis”, la qualità intrinseca di un individuo che lo rende attraente e gli conferisce “potere” nel senso di capacità di attrattiva e di persuasione, e che è in sé un’espressione del “bene”, dello “Agathon” platonico nel senso pregnante e metafisico che questo concetto ha nell’opera di Platone, viene affiancata e regolata nella Arché ovvero l’arte del governo cui si contrappone il Kratos, ovvero la relazione tra dominante e dominato. E’ proprio la crescita della coscienza, ovvero della Dunamis che pretende l’esercizio del Kratos che nella sua forma più alta diventa Arché (se pensata e gestita nell’interesse comune).

Sono quindi tre i piani da tenere a mente, uno di natura vitale e spirituale che genera forme di produzione che a loro volta generano sovrastrutture ideologiche e politiche nelle quali la vita e lo spirito si muove liberamente oppure viene costretto quando la crescita della coscienza è in grado di superare i limiti dettati da queste sovrastrutture. Questa successione di contraddizioni genera i processi complessi che definiscono la struttura globale della società. Per dirla con Althusser, è una “totalità complessa [che] possiede l’unità di una struttura articolata dominante” e che è in continuo movimento in funzione della crescita della coscienza, sia come sommatoria delle coscienze individuali, sia come consapevolezza di sé.

Nella nostra società, le contraddizioni presenti nella struttura patriarcale stanno esplodendo. La ragione è dovuta a diversi fattori.

La monogamia non è più necessaria per garantire la moltiplicazione dei tipi genetici.
La coscienza di sé si è sviluppata abbastanza da essere divenuta intollerante a forme invasive di potere, e spesso anche al potere in sé;
Il modo di produzione non ha più alcuna necessità di schiavi né di rapporti di tipo schiavistico.
La forza e la violenza non sono più strumenti necessari per regolare la vita sociale.
Appare sempre più evidente che la regola è l’abbondanza e non la scarsità dei beni e delle risorse. Questo rende intollerabile agli occhi di una quota crescente di popolazione, la povertà e la deprivazione di molti esseri umani, che per lungo tempo è stata invece considerata una regola ineluttabile.
La crescita della coscienza comporta un anelito crescente verso la libertà e la necessità di esprimerla attraverso la creatività.

La rivoluzione prossima ventura è già cominciata e vede come obiettivo primario la radicale riduzione fino alla scomparsa delle forme di potere, sia nella società che nei rapporti individuali e la ridefinizione nel senso originario del concetto di Dunamis.

Il punto è che il potere non è più necessario per la regolazione dei rapporti umani, né dal punto di vista individuale né da quello collettivo. Anzi, se esso ha favorito la crescita della coscienza individuale, ora ne è diventato la prigione, sempre più intollerabile. L’espressione “il re è nudo” è emblematica di questo concetto.

Il modo di produzione sarà dominato dai robot che sono in grado di svolgere tutte le funzioni per cui finora era necessaria la presenza di esseri umani. Questo comporta la scomparsa sempre più rapida del lavoro così come lo conosciamo, ma non è certo una disgrazia. Senza questo lavoro, sarà possibile che gli umani si dedichino alla creatività,che è la vera forma di generazione di ricchezza. Occorre quindi, anche una teoria della ricchezza che la liberi da ogni legame con la base materiale. Se nella società della scarsità la ricchezza è data dalla produzione di grano per alimentarsi e di acciaio per fare i cannoni, nella società dell’abbondanza la ricchezza è data dalla creatività e dalla capacità di utilizzo razionale delle risorse, così da rendere evidente l’assunto dimostrato che le risorse sono sempre sufficienti.

La forma più moderna di generazione del potere è quella finanziaria, ed è pertanto essenziale costruire un sistema in cui tale forma di potere sia depotenziata prime ed eliminata poi. La scarsità del denaro è una espressione del potere finanziario così come la sua distribuzione ineguale e la riduzione dei valori a merci. In una società dell’abbondanza non è necessaria alcuna accumulazione, soprattutto se immaginiamo la ricchezza come insieme delle capacità creative e di creazione di opportunità. Il denaro deve quindi perdere la funzione di riserva di valore, sia perché non è affatto un valore sia perché è tale funzione a conferirgli il potere, per diventare un mero strumento di misura. Questo può essere possibile solo mediante la sua eliminazione, e come passo intermedio, con l’applicazione del tasso negativo e di un criterio di distribuzione che tenga conto del fatto che tutti i cittadini partecipano alla costruzione della ricchezza di una società data qualunque sia il loro ruolo. Insomma, il reddito deve tutelare la vita, oltre che premiare i meriti individuali, e questo è possibile solo con l’istituzione del reddito di cittadinanza universale come distribuzione di parte della redditività del capitale sociale inteso come insieme delle conoscenze individuali in una società data.

Il potere va frammentato ricostruendo i demi, ovvero piccole comunità di liberi e uguali organizzate in ambiti territoriali, sia reali che virtuali. In questo modo si può ricostruire una società che si fonda sulla libertà individuale e su una collaborazione vantaggiosa per tutti i suoi membri.

Ovviamente se questa è la strada non è affatto detto che sarà percorsa fino in fondo, poiché il potere, sia la Arché che il Kratos, non si lasceranno sopraffare facilmente. Porteranno l’umanità fino alla distruzione piuttosto che cedere il passo. Sta a noi impedirglielo e dare l’impulso decisivo per la crescita della coscienza che è necessaria per questa rivoluzione. Così come la nascita del potere è stata essenziale per la sopravvivenza dell’umanità, ora è essenziale la sua morte e la nascita di un nuovo Olimpo e di nuovi dei. Che si chiamano libertà, cooperazione, creatività, ricerca, scoperte, scienza e soprattutto vita e amore.

Di Domenico de Simone

Domenico de Simone. E' nato a Roma da famiglia di origine e cultura meridionale, ha esercitato la professione di avvocato per circa trent’anni, seguendo la tradizione familiare. Con maggiore o minore continuità, ha proseguito ed approfondito gli studi di economia e di filosofia che aveva iniziato durante gli anni caldi del ’68 cui aveva partecipato dapprima nel movimento studentesco e poi, fino al 1975, nel Manifesto. Dopo aver lasciato la professione forense nell’ottobre del 2000, si è dedicato interamente alla scrittura ed alla diffusione delle idee contenute nei suoi libri.

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link fonte: https://domenicods.wordpress.com/2022/10/16/relazioni-economiche-e-forme-di-governo-2/

Commenti (97)

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    1. Fedeledellacroce 24 ottobre 2022

      Argomento complesso, e complicato dal linguaggio sofisticato.
      Comunque, alla base, se vediamo bene, la tanto demonizzata "schiavitú" altro non era che una ampia parte della popolazione mantenuta da una minoranza piú ricca (RDC?).
      Lo stesso nel feudalesimo.
      Lo stesso nelle fabbriche.
      Il RDC dal mio punto di vista, non é altro che una mancia agli schiavi moderni.
      Un milione al mese per continuare a fare una vita di merda.
      Nel senso che non é il milione al mese che ci rende di colpo felici.
      Per conquistare la felicitá non basta MasterCard. Ci vuole ben altro.
      Piuttosto gli stati dovrebbero garantire ad ogni cittadino un alloggio o un terreno, energia elettrica, acqua e pane.
      Ovviamente gratis.
      Il che alla fine equivale al milione al mese........
      Ma il circo deve andare avanti, per essere felici bisogna spendere!
      E allora si preferisce elargire denaro che poi, alla fine, andrá nelle tasche dei soliti noti: Grande Distribuzione Organizzata, narcotraffico e mignotte.

    1. Primadellesabbie 24 ottobre 2022

      Apprezzo molto questo articolo, ringrazio chi lo ha scelto e stimo chi lo ha scritto.

    1. GioCo 23 ottobre 2022

      Tutto molto giusto e corretto. Putroppo chi di dovere ha già capito per tempo e coerentemente ha già pensato a un modo straordinariamente efficace per blindare i rapporti di potere della società e renderli così straordinari da reggere anche in futuro con conseguenze spaventosamente disastrose. Dalle economie finanziarie si è già scivolati verso il valore dell'informazione. Oggi non è la moneta (che serve a velare la realtà) a dominare ma l'infrastruttura che è la rete che è la metastasi di un carcinoma che sta sfruttando la società risucchiandone risorse vitali come mai prima: l'angiogensi del carcinoma sta nello sviluppo di queste infrastutture che hanno un solo scopo, l'estrazione di valore che è informazione. Dove vai, cosa fai e dove sei, cosa dici, come lo dici, quando lo dici e cosa pensi sono tutte informazioni e sono tutte necessiariamente "estratte" da minatori, che agiscono come nelle miniere solo che la materia prima non è il minerale delle caverne ma sei TU ed è il tuo corpo e il tuo pensiero e i mezzi di produzione non sono più quelli grossolani per scavare la roccia, ma le I.A., le nostre tutrici come Alexa che provvede ai nostri bisogni nominalmente, come per le mandrie, il gestore spreme latte con la mungitura per estrarre la SUA ricchezza che è informazione e se non succede a te viene la mastite. La tragedia sta nell'aver scambiato un carcinoma succhia-vita con la salvezza dal futuro perché pensiamo tutti di dipendere da quel carcinoma e dal suo Potere succhiante. Il pensiero fa il Mondo e la sua pena è da noi così "scelta".

    1. R66 23 ottobre 2022

      Dato che è domenica, un bella dose di ottimismo non guasta.

      Se l'idea del reddito universale di suo non è malvagia, lo diventa dal momento che subentra un "se" alla concessione.

      "Ti darò finché, riceverai fin tanto" - al superare del limite ecco che la miglioria si dimostra prigione tramite il ricatto.
      L'introduzione di una condizione non la si potrà mai fermare, non dipende dalla forma di governo scelta, il tarlo è insito nell'uomo.

      In genere si ovvia all'obiezione con l'idea di un sistema dove nessuno andrebbe a sputare sul piatto in cui sta mangiando, ma è essa stessa una condizione.
      Non vorrei si immaginasse un reato vero e proprio come fuori limite, sto parlando di idee e proposte posteriori alla partenza.

      Sembra brutto?
      Il bello deve arrivare. 😉

      Secondo me il tabù risiede nella convivenza estesa, in una città, in uno stato, in un continente, l'uomo non riesce a gestirsi in tali termini, le pecche che vediamo oggi sono pezze in realtà.
      La vera anomalia è nella pretesa.
      In passato limiti fisici hanno evitato l'implosione, con la tecnologizzazione questi limiti si vanno sempre più assottigliando e al momento c'è una corsa contro il tempo che da qualunque angolazione la si osservi non presenta un epilogo benevolo:
      1) imploderà
      2) "reggerà" per via di modifiche dell'origine (transumanesimo & C.)

      Il primo punto non è da guardare con tanto sospetto, tolta la prima fase di caos, c'è la possibilità che i "vecchi limiti" si introdurranno in automatico.

    2. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Lo ripeto anche a te, se il RDC ha un se anche minimo non è RDC.
      Quindi si parla di cose diverse.

    3. R66 23 ottobre 2022

      Non può non prevedere una condizione in quanto chi lo elargisce ne è soggetto a priori.
      Non nasce dalla terra, non è gestito dai saggi venusiani, viene distribuito dallo stesso, gruppo, ente o singolo che sia, che può ritirarlo o limitarlo.
      Non c'è un impedimento reale alla sua non più elargizione, quindi il "se" è automatico dalla partenza.

    4. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Non c'è nessun se automatico. Se è universale e incondizionato, non ammette se.
      E non è distribuito da nessuno, anche per questo non verrà mai implementato, nonostante alcune esperienze limitate in merito che ci sono state hanno dato tutte risultati più che positivi, proprio perché non avendo nessun controllo, a "loro" non conviene.
      Stai parlando di una cosa che è diversa. Capisco la grande confusione che è stata fatta appositamente, ma sarebbe ora di uscirne fuori.

    5. R66 23 ottobre 2022

      Non ho capito allora chi dovrebbe amministrare il sistema che distribuisce il reddito, se non è lo stesso uomo, chi lo fa?

    6. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      E questo che vorrebbe dire? Secondo questo concetto allora qualunque cosa amministrata dall'uomo è negativa a priori?
      Esistono cose non amministrate dall'uomo per l'uomo?

    7. R66 23 ottobre 2022

      Sto dicendo che se non è previsto un impedimento fisico per il suo ritiro, la condizione è implicita.
      Se io ho accesso alla distribuzione, ho anche accesso alla non distribuzione.
      Come può essere altrimenti?

      Mica si intenderà una sorta di Skynet che, una volta accesa, "smitraglierà" qualunque ingegnere vi si accosti, no?
      Mi predispongo con volontà a capire l'inghippo, ma che sia spiegato però, non sottointeso o detto a metà.

      Non vorrei star a dialogare per ore per poi realizzare che si tratta della solita soluzione utopica che sottintende tutti i partecipanti favorevoli e allergici a qualsiasi sgarro.
      Perché con questi presupposti chiunque avrebbe la soluzione in pugno, nel caso sarebbe pure difficile non farla funzionare.

    8. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Allora il RDC vero è di una portata così rivoluzionaria che ha in sé il potenziale di tutte le rivoluzioni avvenute sulla faccia della terra. Nessuna la eguaglierebbe. Io credo che non vi rendiate conto della portata che avrebbe: la società umana non sarebbe più la stessa.
      Quindi non è una cosa che si può ritirare, perché qualcuno lo elargisce a suo capriccio.
      Una volta partito non sarà possibile ritirarlo. Non è un'elemosina, o una sussistenza, o un sussidio. È, sarebbe, un diritto di nascita. Il diritto che chiunque si trovi a venire in questo mondo abbia il minimo indispensabile per sopravvivere, senza aprire il *bip* a ventaglio.
      È chiaramente un'utopia, e non conviene a molti, soprattutto a quelli che detengono il potere poiché andrebbe contro proprio quel potere.
      Per questo l'ho paragonato alla Free Energy. Anche quella se mai un giorno dovesse essere implementata, porterebbe una rivoluzione enorme. E anche quella una volta partita non potrà essere ritirata.
      Per il momento niente di tutto questo, è probabile che ci aspetteremo forme condizionate, o finte "free energy".

    9. R66 23 ottobre 2022

      Non nutro obiezioni verso i suoi vantaggi, fin dal primo messaggio l'ho detto.
      Non voglio parlare di questo in quanto concordo.

      Il problema ricade sul "non la si può ritirare".

      Visto che non siamo in una chat, ho cercato di ovviare a possibili risposte dicendo: "se questa impossibilità è affidata alla volontà dell'uomo, so già come finirà e poco mi interessa il progetto."
      In caso contrario sono tutt'orecchi.

      Riassumendo: qual è il limite fisico per cui una volta partito il progetto, non si potrà mai più intervenire in merito anche volendo?

    10. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Perché i benefici sarebbero così evidenti, che il solo pensare di ritirarlo provocherebbe reazioni.
      Perché al momento che sarebbe implementato in una sola nazione si diffonderebbe immediatamente a tutte le altre. Poiché quella nazione averebbe un vantaggio enorme sulle altre.
      Stiamo parlando di qualcosa di eccezionale e quindi avrebbe risposte eccezionali.
      Come ti posso dire, entriamo in un piano diverso dai soliti, per cui non valgono i ragionamenti che si usano fare.
      Io l'ho paragonato alla Free Energy, dove forse è un po' più chiaro il ragionamento. Se immagini che un dispositivo dal costo contenuto sia in grado di produrre energia sempre a un costo molto contenuto, quasi vicino allo zero. E questo dispositivo per qualche miracolo fosse a disposizione di tutti, pensi che potrebbe essere ritirato? Sarebbe impossibile e si diffonderebbe in brevissimo tempo.
      E anche questo è un evento eccezionale.

      Poiché sia il RDC sia la Free Energy libererebbero l'uomo come nient'altro sarebbe in grado di fare. Una volta che hai conosciuto la libertà non è così semplice liberarsene.

      Ma ripeto, è chiaro che è un'utopia, per arrivare a eventi così eccezionali anche buona parte dell'umanità deve passare a un piano superiore per così dire. Ci vuole la volontà di molti o l'imposizione "illuminata" di pochi.

    11. R66 23 ottobre 2022

      Poco sopra ho già risposto all'autore dell'articolo, qui dovrei replicare.
      Mi limito ad un riassunto, con il "se tutti facessero" chiunque sarebbe buono a trovare soluzioni
      Purtroppo c'è il "tutti fanno come gli pare".

      Io continuo a ribadire che si cerca una soluzione per un problema irrisolvibile, la pretesa va spostata e di molto.
      Anzi, il problema sta proprio nella pretesa del tutti insieme appassionatamente.
      Assicuro comunque una mia immediata inversione di rotta semmai qualcuno dovesse risolvere l'arcano.

    12. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Se tutti facessero....Tanti hanno risposto come te ma poi nella storia si è andati avanti e piano piano tutti hanno fatto. Non devo di certo fare esempi.
      Quindi perché no? D'altronde la direzione è quella o la distruzione. Non ci sono alternative.
      Non dipende certo da me solo ma preferirei quella direzione, l'altra la lascio volentieri.
      Non è speranza è quello che accadrà.

    13. R66 23 ottobre 2022

      Qui si apre un problema di percezione; fattore normalissimo, ognuno di noi analizza diversamente il mondo.
      Tu pensi che "abbiamo fatto" nel senso di merito per l'esser sopravvissuti, io penso che non abbiamo potuto fare di peggio in termini di distruzione.
      Il merito quindi andrebbe all'assenza di tecnologia, ora che c'è, ne stiamo saggiando i primi risultati.
      Ottimi direi!

      P.S.: comunque non sono io a risolvere con il "se tutti facessero", al contrario, la mossa la imputavo a te! 🤣

    14. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Non è questione di quello che penso o meno. Se proprio vuoi saperlo io tifo per la distruzione, a me l'umanità fa abbastanza schifo.
      Ma l'umanità è composta anche da persone e non sono poi così pochissime che hanno dei meriti.

      "Con tutti i suoi inganni,i lavori ingrati e i sogni infranti,è ancora un mondo stupendo." *1
      Io vedo solo le possibilità che vi sono. Nient'altro. Ognuno scelga quale vuole. Io ho già scelto.

      *1 Dal desiderata di Baltimora

    15. Martin 24 ottobre 2022

      "Soldi e figa. Per tutti!"
      "Todos caballeros!"

    1. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Il mito dei cicli storici è presente in molte culture non solo quella Greca.
      E questo fa pensare che un fondo di verità ci deve essere.

    1. Rama 23 ottobre 2022

      Tra tutti gli Traci unici a non avere schiavi furono i Daci!

    1. Martin 23 ottobre 2022

      Da dove uno inizia, quando legge queste "visioni" messianico-marxiste?
      E' dura!

      Iniziamo con le "societa' gilaniche".

      Trattasi di una letterale invenzione della sociologa Riane Eisler, un' altra Ebrea tedesca (come Marcuse, Horkheimer, Adorno e Fromm) emigrata dalla Germania nazista. Una degli esponenti minori della cd "scuola" di Francoforte.

      Secondo la citata, non ci sarebbero semplicemente state fasi di matriarcato (confermate da alcuni comunque discussi reperti archeologici) ma - attenzione! - una intera epoca, tra l'8000 ed il 2500 AC, caratterizzata dall'eguaglianza tra i sessi e l'assenza di gerarchia e autorita'.
      In sintesi, un matriarcato millenario originario (in sintesi, il Bene) preesistente e contrapposto al successivo patriarcato specie romano (il Male).

      Che peccato che mentre - ripeto - esistono elementi che autorizzano a ipotizzare l'esistenza di fasi e societa' matriarcali (gli stessi Etruschi sembra fossero molto meno patriarcali dei Romani), NON ESISTE UN LETTERALE STRACCIO DI PROVA di una preesistente MILLENARIA EPOCA MATRIARCALE che avrebbe preceduto la successiva epoca patriarcale.
      Stiamo pertanto parlando di una FAVOLA IDEOLOGICA di proporzioni proprio BIBLICHE, che batte alla grande perfino l' altra FAVOLA o MITO di segno opposto, ossia nazista, quella del progresso umano creato e diffuso solo dalle popolazioni di ceppo Ariano o Nordico.

      A che serve tale delirio antistorico ed onirico?
      A propagandare la supposta esistenza, tipica del pensiero marxista, di un precedente stato naturale in cui "gli uomini erano buoni" - prima che arrivasse lo sfruttamento del "capitale" perpetrato dall'autoritarismo patriarcale e maschilista. Ripeto, non alcune fasi, ma una epoca millenaria di abbondanza ed eguaglianza, di cui non c'e' traccia alcuna nelle analisi archeologiche, antropologiche e storiche. Pura FUFFA, o "talking shit".

      Da tale PSEUDO MITO o DELIRIO IDEOLOGICO scaturisce l'inevitabile criminalizzazione della societa' patriarcale e maschilista fondata sullo sfruttamento del "capitale", elevato da Marx in poi ad una sorta di forza o categoria pressoche' soprannaturale.

      Per poi passare ad ipotizzare un nuovo regno dell'abbondanza, sempre caratterizzato dall'eguaglianza tra i sessi e l'assenza di gerarchia ed autorita' - l'utopia del socialismo o comunismo marxista - che lo sfruttamento del "capitale" patriarcale e maschilista impedirebbe.
      Una "utopia" in nome della quale si e' arrivati a forme di oppressione e barbarie dittatoriali storicamente note, ma pazienza.
      Tra poco ci arriveremo naturalmente, se eliminiamo il capitale patriarcale autoritario e maschilista (Herbert Marcuse and company)....con le buone o con le cattive, no?

      In questo livello di DELIRIO, non poteva mancare il francese di turno!
      Il neo marxista Louis Althusser - quello della follia iper totalitaria marxista de "il personale e' politico", ma si potrebbero aggiungere anche Sartre, Guattari, Foucault e Derrida (tutti piccoli ladruncoli di alcuni aspetti del pensiero di Martin Heidegger, poi incrociato con quello marxista). Mi risparmio analisi specifiche, perche' ne ho fin sopra i capelli.

      Andando avanti: il femminismo.
      Qualunque beota e' in grado di capire che la "subordinazione" millenaria delle donne e' derivata da:
      a) la loro minore capacita' fisica per guerre, caccia e lavoro agricolo e manuale (decisivi per millenni per non morire di guerra, fame o freddo), nonche' le limitazioni indotte da gravidanza e allattamento;
      b) la loro sorveglianza da parte degli uomini, per assicurarsi che i figli fossero effettivamente loro e non...... di qualcun' altro.

      I Romani utilizzavano tre nomi: il primo era il nome vero e proprio (Marcus), il secondo quello della famiglia (Tullius) ed il terzo quello della gens (Cicerone). Come dire, la sicurezza delle origini:
      non essere ne' figli e ne' nipoti di stupri o ratti di guerra, di padre ignoto o straniero, tanto per cominciare;
      non essere "figli di puttana", tanto per finire, ossia di una madre promiscua nell'assenza totale del padre (come gli scimpanze', tanto per essere chiari).

      Ma guarda che caso, sfugge ai grandi e profondi analisti marxisti che per millenni, i metodi anticoncezionali erano difettosi, inaffidabili e quasi interamente affidati al controllo maschile (il profilattico, gia' circolante in forma rudimentale e artigianale nell'alto Medio Evo).

      Se una donna andava con un altro, non si sapeva piu' chi era il padre. E' cosi' difficile da capire? Vi sembra un bocconcino facile da ingoiare?

      Dopo decine di millenni in questo "stato delle cose", alla fine degli anni 60 e' arrivata la pillola anticoncezionale, il primo metodo anticoncezionale effettivo e funzionante, rimesso esclusivamente al controllo femminile. Una novita' assoluta - rispetto ai MILLENNI - millenni - precedenti, che ha appunto portato al femminismo. Sorvegliare le donne e' diventato inutile.

      Qui mi fermo, penso di aver contribuito abbastanza ad illuminare i Lucignoli dalle nebbie delle continue evocazioni del Paese della Cuccagna - perche' di questo si tratta.

      Lucignoli e Pinocchi dovrebbero riflettere meglio sul Gatto e la Volpe. Sono figure attualissime!

    2. Arian Van Heisen 23 ottobre 2022

      A parte la solita disgressione nazista ( il Nazional Socialismo non voleva imporre nulla a nessuno..! che poi durante il periodo svilupparono un progresso scientifico superiore a tutti gli altri è un dato di fatto non una Favola )
      Le favole invece sono quelle che ancor oggi ci propinano e raccontano i marxisti che si vergognano di definirsi comunisti e si inventano nuove formule utopiche , ma quando gli chiedi di spiegarle si arrampicano sugli specchi o non ti rispondono

      “Il RdC Universale, che come sai non è quella cagata che i 5S hanno…”

      loro i criptocomunisti lo sanno , ma non lo spiegano ...?
      eheheh..!

    3. domenicodesimone 23 ottobre 2022

      Caro Arian, basta informarsi. Sul RdC universale ho scritto diversi libri, il primo pubblicato nel 1996. Un milione al mese a tutti, uscito nel 1999 è quello che lo definisce nel modo migliore, e "Un'altra Moneta" pubblicato nel 2003 e ripubblicato nel 2011 con il nome "FAZ" lo inquadra in una prospettiva più general, cercando anche le strade per realizzarlo. Quindi non mi sto arrampicando sugli specchi, ma prima di criticare leggi altrimenti è difficile capirsi. Oltre ai libri, che comunque sono tutti in formato pdf nel mio sito, trovi anche numerosi articoli, riassunti, interventi e quant'altro per riuscire a capire che cosa sia il RdC universale e come si può attuare. Buona lettura!

    4. Arian Van Heisen 23 ottobre 2022

      Continua a non rispondere , indica un link che riassuma il suo RDC universale ?
      la critica è alla base dello strumento, perchè un RDC universale implicherebbe un Mondo perfetto con uomini perfetti ed allora questa è un utopia perchè la perfezione non è in questo mondo e tra gli uomini esndo i imperfetti
      per loro natura ed in questo mondo solo per acquisire Consapevolezza .

    5. domenicodesimone 23 ottobre 2022

      Ma chi l'ha detto che un RdC implica un mondo perfetto con uomini perfetti? E perché mai dovrebbe implicarlo? Comunque, questo è il link a un mio articolo sul tema, che contiene diversi riferimenti ad altri articoli e libri. Lo so che è dura leggere, ma insomma, senza è impossibile capire. https://domenicods.wordpress.com/2019/03/22/perche-il-reddito-di-cittadinanza-universale-e-non-il-minimo-di-sussistenza-2/#more-11648
      P.S.: Nel 2006 (o forse 2005, non ricordo bene) la Comunità Politica Avanguardia organizzò un seminario sul mio libro Un'altra Moneta e mi invitarono ancorché fossimo su posizioni assolutamente diverse. Qualcuno l'aveva letto ed aveva pensato che valesse la pena una riflessione collettiva del loro movimento. C'erano 200 persone da tutta Italia, e la cosa fu molto interessante, poiché la maggior parte di loro aveva letto in modo approfondito il libro ed altri miei scritti. Il livello della discussione fu di conseguenza elevato e istruttivo. Per quel dibattito, subii ostracismi, insulti e cancellazioni da parte della sedicente sinistra. Qualcuno arrivò a bruciare in piazza pubblicamente i miei libri e quelli della Malatempora, rea di pubblicarli, e anche per il fatto che il compianto Angelo Quattrocchi mi aveva accompagnato a tenere i seminario. Visto che avevamo parlato con i fascisti, eravamo fascisti pure io e Angelo. Ovviamente io parlo con tutti, soprattutto se c'è un dialogo costruttivo basato sulla conoscenza: non discuto con gli imbecilli, perché come diceva Oscar Wilde, ti portano fatalmente sul loro piano e lì ti battono facilmente. Il clima guerrafondaio dei nostri giorni, viene da lontano..

    6. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Domenico, lascia perdere, è come parlare a un muro. Lo conosciamo bene qui nel forum.
      Tra l'altro dice che il RDC è da cripto comunisti quando in realtà, i comunisti lo avversano per lo più, visto che hanno radicato in sé il mito del lavoro. E considerano il RDC come un invito a non lavorare. Cosa che non è chiaramente.

    7. Martin 23 ottobre 2022

      Non era quello il punto, ma il MITO degli Ariani quali UNICI creatori e portatori di civilta', propagandato in particolare da Rosenberg, Himmler ed altri teorici nazisti e prenazisti (De Gobineau, Chamberlain). Non c'e' prova alcuna della realta' di tale MITO, come non ce n'e' alcuna dell'altro PSEUDO MITO delle cd societa' gilaniche o di un MATRIARCATO MILLENARIO preesistente alla societa' patriarcale, farfugliato dall'autore di questo pietoso articolo per i suoi fini politici.

    8. Martin 23 ottobre 2022

      Ma lascia perdere la citazione sugli imbecilli e Oscar Wilde, quando dai per esistente uno stato di matriarcato millenario precedente alla cultura patriarcale di cui NON ESISTE UNO STRACCIO REMOTO DI PROVA.

    9. Martin 23 ottobre 2022

      Ma certo che no, eh! RDC per tutti!
      Mi domando: chi spurga le fogne? Chi pulisce i cessi? Chi assiste i malati? Chi guida gli autobus? Chi sta al pronto soccorso per assistere gli infartati?

      Temo che "quelli" dovranno essere pagati un pochino di piu' di quelli che stanno in spiaggia a farsi le canne.

      E neanche una mezzoretta dopo, si riparte con le differenze economiche e sociali.

      Altro che Marx, qui bisogna tornare a Esopo.
      Mus rusticus e mus urbanus...............

    10. domenicodesimone 23 ottobre 2022

      I miti nazisti non c'entrano niente con quello che ho scritto. Sul matriarcato o società gilaniche, leggere le decine di ponderosi e di ricerche archeologiche da Bachofen a Marija Gimbutas prima di scrivere insulti e insulsaggini.

    11. Martin 23 ottobre 2022

      Ma piantala, una cosa sono alcune isolate fasi matriarcali, peraltro discusse in estensione, natura e durata, e tutta un' altra propagandare una asserita fase millenaria matriarcale precedente al cd patriarcato, di cui non esiste prova alcuna. Le teorie di Bachofen e della Eisler sono fantasie prive di alcun riscontro.

      Quello del matriarcato millenario antecedente al patriarcato e' un mito ancora piu' privo di fondamento del mito nazista dei Nordici come unici portatori e creatori di civilita'.

    12. R66 23 ottobre 2022

      Non ho letto i tuoi libri, mi son limitato all'articolo, al link che hai fornito in questo messaggio e soprattutto al mio personalissimo meditare.

      Qui ogni tanto compaiono risolutori che credono di avere trovato la pietra filosofale, ma in realtà ogni loro proposta si basa su un assunto: se tutti facessero.

      Ora con il "se tutti facessero" sfido chiunque a far non far funzionare le dinamiche.

      Il problema è che tutti fanno come azzo gli pare.
      Così, semmai qualcuno trovasse una soluzione per far funzionare l'intera faccenda con questo presupposto ben venga, in caso contrario si farà parte della raccolta chiamata "grazie al piffero".
      Gli scaffali delle librerie ne sono stracolmi.

      Dici di non pretendere che tutti siano perfetti, beh... allora perché non è già in atto la proposta?
      Non sono forse gli "imperfetti" a negarla?
      Quindi?
      Punto e a capo?

    13. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Ma non ci sei te e l'amico tuo per questo?
      Ci vanno le persone come te a pulire le fogne.

    14. Arian Van Heisen 23 ottobre 2022

      Si hai ragione Prof. azzccagarbugli il RDC è un incentivo al lavoro eh..!
      ahahah..!

    15. Arian Van Heisen 23 ottobre 2022

      Facciamo prima togliamo il lavoro cosi non ci sarà nemmeno bisogno del RdC,,,!

      non ci vule un genio od uno scrittore di best sellers per capire che il RDC è un disincentivo al lavoro, basta leggere qualche testo di Antropologia.

    16. Arian Van Heisen 23 ottobre 2022

      non ci sono prove oppure sono nascoste ?
      l' era moderna ed il suo sviluppo da li vengono e dalla
      conoscenza di Atlantide, Rosenberg ed Himmler non c'entrano nulla con la Thule i Vril e gli ariani erano dei Nazional Socialisti con ruplo politici e militari.

    17. Martin 24 ottobre 2022

      Bisogna restare sui risultati delle molteplici analisi archeologiche ed antropologiche. Nonche' delle analisi genetiche esplose dal 2005 con l'isolamento del genoma umano, che stanno dimostrando inoppugnabilmente la dimensione anche biologica e genetica dei diversi gruppi razziali umani - ma delle quali la cd cultura mainstream non parla. La differenza tra i gruppi razziali umani si e' formata in soli 60.000 anni. L'evoluzione umana continua.

    18. Martin 24 ottobre 2022

      Puro senso comune

    19. Martin 24 ottobre 2022

      "Mus rusticus e mus urbanus" - Esopo, 600 AC. Mi sembra che ci sia anche una versione cartoon della Walt Disney. Ha tanto da insegnare, ancora oggi.

    1. Violetto 23 ottobre 2022

      Mi limito a una riflessione sperando di non andare troppo fuori tema.

      Per apprendere una qualunque disciplina è necessaria “disciplina” ovvero il seguire una serie di norme, leggi, ordini, etc.
      Una volta “acquisita” la disciplina si diventa “liberi” nell'esercitarla eppure pur deviando in maniera “creativa” da essa la “struttura” base del proprio agire sarà “in quella” disciplina.
      Esempi sono:

      • la disciplina necessaria ad imparare a suonare uno strumento musicale: la disciplina ferrea comporta una postura del corpo, delle dita, una disciplina nell'eseguire determinati esercizi e nel suonare determinate musica in uno specifico modo.
      • Le arti marziali che comportano una altrettanta disciplina “fisica” ma anche “mentale”.

      Chi ha praticato e/o pratica arti marziali sa (o dovrebbe) che il raggiungimento della “cintura nera” viene considerato l'inizio della vera pratica di quella disciplina, e non il punto di arrivo.

      Questo preambolo per cosa?

      Una società in cui, in nome della democrazia, viene rifiutata ogni tipo di disciplina e/o regolamentazione a fine “etico”, non produrrà “virtù”.

      L'accumulo compulsivo andrebbe “disciplinato”.
      Non dovrebbe essere permesso a un individuo di accumulare tutta la ricchezza che può accumulare “perché è nel suo diritto” di esercitare la libertà di godere dei benefici a cui ha la possibilità di accedere.

      Certo, questa “regolamentazione” (che ci ricorda il “comunismo”?) mal viene accettata da chiunque.
      Ma poi, allora perché lamentarsi se i ricchi accumulano ricchezza e di conseguenza potere sui poveri e impotenti?

      Il totalitarismo liberista di cui si è già parlato, non consente una visione diversa di quella dell'uomo premiato per la sua capacità in termini di ricchezza materiale che deriva dalla riforma protestante iniziata nel 1517 da Lutero.
      I protestanti consapevoli che “il disegno di Dio” fosse "imperscrutabile" e che la “grazia” fosse solo una concessione di Dio svincolata da qualunque possibilità di “conoscenza” per l'essere umano, si “inventarono” la tesi che il benessere materiale (fino a quel momento inviso come possibilità di “dannazione” e “peccato”) fosse un segno della benedizione di Dio.

      La democrazia degli Stati Uniti d'America si fonda su questi concetti.

      Chi accetterebbe, dunque oggi, uno Stato che imponesse una limitazione all'accumulo di ricchezze a fine pedagogico/etico?

    2. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      La virtù da cui il termine virtuoso che è applicato ai musicisti, non è altro che una forza, non ha una connotazione morale o etica, che ha in sé sia la disciplina e sia la creatività. Il virtuoso è uno che ha padroneggiato con la disciplina uno strumento ma poi lo ha arricchito con la creatività.
      Quando si suona un pezzo, per prima cosa lo si impara bene, e a questo serve la disciplina. Ripeterlo centinaia di volte a velocità adatta all'esecutore finché non si è incorporato bene l'essenza del motivo musicale. Poi però tutto questo va abbandonato, per così dire, ed entra in gioco l'interpretazione cioè la creatività dell'esecutore.
      Resta il fatto che la disciplina non deve essere rigida. Negli strumenti è vero che c'è una codifica in cui si crede che la migliore posizione per suonare sia quella, ma poi non è detto che sia così. Molti grandi musicisti prendono posizioni al di fuori dei canoni. Ma una disciplina è sempre presente, solo che anche quella si deve adattare alle caratteristiche individuali.

    3. JA 23 ottobre 2022

      avevao risposto al post sbagliato :(

    4. Violetto 23 ottobre 2022

      A mio parere il disciplinare il proprio comportamento dovrebbe essere principalmente fatto per apprendere e imparare "se stessi".

      Il principale fraintendimento relativamente alle pratiche generalmente chiamate "ascetiche" cioè quella serie di "limitazioni" che possono riguardare diversi aspetti della vita, dal cibo al sesso, è relativo al fatto che vivere in maniera cos' disciplinata è una "mortificazione" come lo stesso Nietzsche sostiene.

      L'ascesi è pratica comune in gran parte della cosiddetta religione orientale.

      Ma l'ascesi ha senso solo se viene vissuta come "esercizio" e "disciplina" non fine a se stessa.
      Non sono morigerato nel cibo e nel sesso perchè è bene perchè me lo ha detto dio (questo è per un basso livello di consapevolezza)
      Sono morigerato nel cibo e nel sesso (e altro) perché per ottenere il mio scopo ho bisogno di essere puro.

      Non posso mangiarmi un pollo con le patatine immediatamente prima della maratona o dei 1000mt stile libero. Non perchè me lo ha detto dio o l'allenatore ma perchè empiricamente non è bene, fa male, non mi aiuta anzi mi danneggia.

      Lo scopo della disciplina ascetica è e dovrebbe essere quella di "preparare" mente e corpo alla PRATICA spirituale che ha lo scopo di portare il praticante in un determinato stato fisico e mentale che ha scopo "conoscitivo/indagativo".

      Una volta che una certa indagine è stata compiuta e una certa conoscenza è stata acquisita la disciplina non serve più eppure qualunque cosa si farà nella vita sarà comunque IN quella disciplina.

      Lo stesso vale per l'etica.
      se voglio indagare il mio "essere" (anche solo psicologicamente) dovrò vedere come mi comporto, cosa sento etc in determinate situazioni.

      L'accumulo compulsivo di ricchezza e potere è una "disfunzione" psicologica.
      L'analisi come la disciplina dovrebbe servire a fare "analisi" e quindi a risalire all'origine della disfunzione.
      Poi non serve più disciplinarsi.
      La guarigione regalerà un certo equilibrio.

    5. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      perché per ottenere il mio scopo ho bisogno di essere puro

      Non hai bisogno di essere puro ma hai bisogno di energia.
      La grande confusione che si è fatta è che la disciplina o le pratiche ascetiche abbiano un significato etico (l'essere puro) ma in realtà servono ad avere abbastanza energia. Se la mente è dominata dall'ego, la mente userà la sua energia solo per quello e poco più. Se la mente tiene a bada l'ego, allora avrà l'energia necessaria per poter fare altro.
      Ad esempio, mangiare molto cibo non da energia come si suol credere ma la toglie. Vale anche se si mangia pochissimo. Mangiare moderatamente da energia. È anche provato scientificamente che una dieta povera allunga la vita. Quindi essere frugali non è per chissà quale motivo trascendentale è semplicemente per avere a disposizione energia.
      Aggiungo. Anche quando si suona uno strumento è così. Suonare uno strumento è faticosissimo, specialmente alcuni. La tecnica, la disciplina non servono a suonare bene di per sé, servono a risparmiare energia e averne il massimo possibile per suonare bene. Se non hai energia non suoni.

    6. R66 23 ottobre 2022

      La parte curiosa è che i primi ad esser contrari all'idea di regolamentazione, sono i "sotto-limite" nel caso fosse imposta.
      Difendendo il mito, per via dell'aspettativa, difendono automaticamente la causa della condizione che detestano.
      Da un certo punto di vista è un capolavoro, seppur le frasi sul "lustrare" le proprie catene non sono nuove, restano comunque attualissime.

    7. Violetto 23 ottobre 2022

      chi deve dominare l'ego?
      dominare l'ego è esattamente ciò che l'ego vorrebbe fare.

      non si deve dominare l'ego ma "capire", comprendere, disvelare il funzionamento e la natura di se stessi.

      Per farlo normalmente sono prescritte delle norme ascetiche di vario tipo

      Ma tutte hanno lo scopo di metterti nella condizione di avere una "esperienza".

      In quella esperienza o in quellE esperienzE vedendo, realizzando in un sol colpo la tua natura e quindi dell'ego la "necessità" o "volontà" di dominare l'ego svanisce nel nulla.

    8. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Dominare l'ego è solo un modo di dire, ma rende il senso. Se hai un cavallo di razza e non lo "domini" quello se ne va dove vuole andare e sprechi energia.
      Le norme ascetiche non valgono nulla, o meglio valevano solo in un determinato contesto e tempo. Ora come ora sono solo un ennesimo risultato della "briglia sciolta" dell'ego. Sono un suo prodotto.
      E per fare esperienza come dici si ha bisogno d'energia, altrimenti non vai da nessuna parte.
      E per avere energia devi dominare l'ego.
      Poi puoi pure chiamare tutto ciò "capire" ma in sostanza non devi più permettere che una parte per lo più estranea a te domini e controlli la tua energia. L'ego non è la coscienza o il sé.

    9. Violetto 23 ottobre 2022

      insisto nel dire che secondo la mia personale esperienza se non capisci e realizzi, cioè vedi direttamente il funzionamento della intera struttura compreso l'ego, ogni "azione" su di essa è vana.

      Appena preso un nuovo prodotto tecnologico andiamo subito a leggere le istruzioni e il manuale d'uso.

      Come si può stabilire di dover dominare l'ego se non si è letto il manuale e non si conosce il funzionamento?

      Su ciò che si è sentito dire anche da eminenti scienziati sulla materia?

      No. Nel caso specifico è assolutamente, e dico assolutamente necessaria l'esperienza personale perché trattasi di conoscenza pratica e non teorica.

      Potrai leggere e studiare come si guida una macchina ma fino a che non ti siedi, metti in moto e parti resta teoria.

    10. Violetto 23 ottobre 2022

      ps: ti faccio notare che l'espressione "dominare l'ego" presuppone una separazione fra un "te" e il tuo ego come se fossi "due" parti in lotta tra loro e con la tendenza a dominarsi l'un l'altra.

      Ritengo profondamente traviante questa "visione" di matrice Platonica (dal mito della biga alata) che si è perpetrata nei secoli fino a essere poi descritta da Freud come l'Es, cavallo impazzito che l'io, cavaliere indomito, dovrebbe dominare.

      Questa visione è anche in embrione nella religione cristiana sotto forma di diavolo (dia, due) e quindi della parte negativa e tentatrice (o l'es freudiano) dell'anima, la parte buona (o l'io freudiano) e dio (il super io freudiano, il "padre") che detta la legge.

    11. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      L'ego è il frutto dei condizionamenti sociali e familiari quindi sì è una parte separata da te.
      Come hai detto tu l'ego è una macchina. Non vorrai mica dirmi che è la macchina che guida te? Perché questo è quello che succede spesso.
      Quindi tocca decidersi: o ci si fa dominare da una parte estranea ed essere come dei robottini, o si cerca di dominare quella parte estranea.
      Se c'è qualcosa da capire è questo che va capito. Una volta capito non puoi farti condizionare da un robot.
      E non c'entra niente qui Platone o Freud. Questo concetto è presente in tutte le culture spirituali. Tutte.
      Ed è il diavolo. Parola azzeccatissima visto che significa colui che separa, e l'ego separa, spezzetta, atomizza.
      Poi che abbia una sua funzione non c'è dubbio. Io ho detto di dominarlo non di eliminarlo.

    12. R66 23 ottobre 2022

      @LuxIgnis @Violetto
      Credo che non ne verrete a capo perché avete una diversa percezione di ciò che si descrive come ego.
      Pensare che esso sia un'introduzione esterna o vederlo come un fattore proprietario, cambia tutto.
      Ovviamente cambia anche il lavorio che si fa in merito.

    13. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Ho avuto anch'io questo sospetto della confusione sui termini.
      Ma è esterno. D'interno c'è un meccanismo con cui l'ego lavora. Ed è la mente binaria. L'emisfero Sx del cervello. Che ha la sua funzione, è chiaro, e anche importante. Ma la sostanza viene dall'esterno.

    14. R66 23 ottobre 2022

      Non voglio intromettermi nel fornire una descrizione, mi limito a far notare che le differenze sono a monte, per cui difficilmente ne verrete fuori con un parere unanime.
      Poi quello che è o non è, comunque ognuno se lo deve gestire per proprio conto, l'unanimità diventa "gossip" in questo caso.

    15. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Ve bene ma on sono comunque convinto che le differenze siano a monte.
      Da ego viene egoismo, è una parola adatta per me.

    16. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Si lo avevo capito.

    17. Violetto 23 ottobre 2022

      Per me la separazione tra "te" e il tuo "ego" è solo virtuale o illusoria.

      Vedersi separati in due e il tentare di dominare una parte di te ( l'ego) è proprio il motivo della "nevrosi".

      in fondo cosa sono se non quei "condizionamenti" che ti dicono di dover dominare l'ego?

      Allora il "decondizionarsi" (da cui la pratica di "purificazione" ascetica") è condizione per fare l'esperienza di se in maniera "pura", disintossicata da qualunque condizionamento.

      Vedendosi per ciò che si è ci si "riunifica" dalla separazione virtuale e non esiste quindi più una parte separata dall'altra dunque alcuna necessità di dominio.

      Questa è l'"estinzione" della sofferenza o Nirvana, poichè la "sofferenza" nasce dal condizionamento della "separatezza" che costituisce, in altro modo di dire" il peccato nonché il senso di colpa nonché la "credenza" di dover essere diversi da ciò che si è e la conseguente NON accettazione della sofferenza e morte.

    18. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      L'ego è la sorgente di ogni nevrosi.
      L'ego è la sorgente della sofferenza e della paura della morte.
      L'ego è la sorgente della separazione, e questo l'avevo già anche detto.
      Ora tu mi dici che vuoi mantenere in unione quello che è la causa della separazione. Vuoi mantenere in casa colui che ti ruba dentro casa?
      Buona fortuna.
      Mi auguro che tu stia parlando di altro.

    19. Violetto 23 ottobre 2022

      no no, io dentro casa non ho nessuno!
      ma nessuno nessuno!
      è vuota!

      capisco che l'ego possa sembrare un estraneo scomodo ma è una illusione.

      Tutta la dottrina orientale vuole portarti a VEDERE quella illusione.

      Quando l'hai vista non c'è più tu e l'ego.
      Non è che sparisca l'ego e rimani tu.
      non c'è piu nessuno!
      n e s s u n o!

    20. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Caro mio se vogliamo parlare nei massimi sistemi tutto è un'illusione. La materia? Un'illusione.
      Ma come disse un fisico è un'illusione maledettamente persistente.
      Quando riusciremo a passare attraverso i muri ne riparleremo.

    21. Violetto 24 ottobre 2022

      parlo di "Tradizione" non di massimi sistemi, ovvero della Sapienza.

    22. LuxIgnis 24 ottobre 2022

      Va interpretata la tradizione.
      La lotta contro qualcosa che "apparentemente" è esterno (è un po' più complesso di così la questione ma la minimizzo) è presente in tutte le tradizioni.
      Il Cristo che lotta contro le tentazioni dei demoni, Il Buddha che fa lo stesso sotto l'albero di fico, persino nel Taoismo ci sono queste fasi, nell'induismo la Bhagavad Gita è un esempio perfetto di quello che stiamo parlando, nello Zen le bastonate che si ricevono quando si è in meditazione, nell'Islam con il vero significato di Jihad, nel Sufismo con l'imparare a imparare, per non parlare dello sciamanismo che in tutte le sue culture parla spesso di questa lotta.
      Di quale tradizioni parliamo?
      Prima di arrivare alla percezione dell'illusione, devi sconfiggere un qualcosa, altrimenti quella percezione dell'illusione è solo un altro trucco di quel qualcosa. Un mero vuoto in cui rifugiarsi, ma non un vuoto creativo.

    1. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Domenico de Simone (almeno penso sia lui e non un omonimo) è stato uno dei primi in Italia a parlare del reddito di cittadinanza universale incondizionato col suo libro del 1999 "Un milione al mese a tutti".
      Ricordo che lo lessi appassionatamente, e mi convinse come mi convince tuttora che il RDC sarebbe una soluzione semplice a un'enormità di problemi. Fa piacere rileggerlo.
      Ma non verrà mai implementato, andrebbe a scardinare tutto ciò che l'articolo dice. Articolo che è giusto nel suo insieme, nelle parti forse opinabile.
      Il RDC è come l'energia a costi bassi (Free Energy) quella teorizzata e ricercata da Tesla e altri. Non credo sia un'illusione ho forti sospetti che sia una realtà molto ben nascosta. Il RDC eliminerebbe le disparità economiche e sarebbe un passo decisivo verso l'egualitarismo oltre che farebbe risparmiare un sacco di soldi, e la Free Energy eliminerebbe la necessità e la dipendenza dalle fonti energetiche tradizionali. In poche parole eliminerebbe lo sfruttamento e le guerre. L'energia pesa come un macigno nell'economia individuale e di un paese. Moltissimo.

      Ma sono cose che non possono far piacere ai "padroni del vapore". Per loro e per i loro stratosferici guadagni tutto deve essere entro un certo limite. L'energia deve essere costosa e limitata e le persone devono stare per lo più a un livello basso di sussistenza. Altrimenti "loro" non avrebbero più motivo di esistere.
      E tutto deve passare per le proprie mani. "Loro" decidono quanto e come denaro ed energia deve arrivare. "Loro" decidono il prezzo. "Loro" controllano il pozzo del paese.
      Altro che ideologie! Queste sono le cose basilari per la liberazione dell'umanità.
      Ha ragione quando dice che è la creatività che produce ricchezza. È sempre stato così.

      Volenti o meno ci stiamo andando verso quell'obbiettivo. Ma è chiaro che prima ci saranno svariate catastrofi. Non molleranno certo così facilmente, anche perché la maggior parte della gente non comprende discorsi del genere. Anzi li osteggia come utopici. In realtà li sostiene perché pensa sempre che l'importante è che non sia io a raccogliere il letame dalle strade.

    2. indipendente 23 ottobre 2022

      Quando in italia ci sarà la fame, il reddito di sopravvivenza lo accetteranno tutti pur di non crepare, con un bel chip personalizzato collegato al boia centralizzato...

    3. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Quello non è il reddito di cittadinanza. Se cadete in queste confusioni allora siete anche responsabili della situazione.

    4. domenicodesimone 23 ottobre 2022

      Caro Luxignis (bel nick!) Non sono un omonimo ma proprio l'originale! Lol Grazie per le tue considerazioni. Il momento è un passaggio decisivo per l'umanità intera ed è necessario l'impegno di tutti per cercare di superarlo. L'idea di fare la "freedom fries" non mi piace per niente, anche perché di freedom nell'occidente liberal c'è rimasto poco o nulla. Qualcosa forse sta cambiando anche qui, la narrazione è sempre più confusa e incerta anche se i paladini della guerra a oltranza non demordono affatto (ma non c'era da dubitarne). Il RdC Universale, che come sai non è quella cagata che i 5S hanno deliberatamente chiamato con lo stesso nome per indurre confusione e avversione, appare sempre più come la svolta necessaria, ma è anche necessario un rovesciamento del potere finanziario, altrimenti non è fattibile e non servirebbe comunque a niente. Il potere finanziario è ormai attaccato, anche se con strumenti ancora vecchi e basati sulla stessa logica, ma il diverso avanza, basti pensare all'esplosione delle crypto. Vedremo.

    5. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Il cognome De Simone è molto diffuso, c'è anche un allenatore ed ex giocatore di calcio con quel cognome, quindi qualche piccolo dubbio ce l'avevo.

      Ho il sospetto che i 5S e nella fattispecie Grillo lo abbiano fatto apposta. All'inizio Grillo parlava di quello vero e pare con entusiasmo, poi in realtà ha implementato un sorta di sussidio di disoccupazione, tra l'altro fatto anche male, usurpando il nome e creando confusione.
      Confusione che a quanto pare molti ci cascano appieno; spero in buonafede.

    6. Arian Van Heisen 23 ottobre 2022

      "Il RdC Universale, che come sai non è quella cagata che i 5S hanno..."

      Allora a noi peregrini e poveri ignoranti ci apra lei il vaso di Pandora ?

    7. Arian Van Heisen 23 ottobre 2022

      Sono confuso, spiegami il vero RDC per aprire il vaso di Pandora ?

    8. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      A te non spiego nulla sarebbe come parlare a una zucca.

    9. domenicodesimone 23 ottobre 2022

      Eh già, ho un forte sospetto anche io. Il Milione" è uscito a novembre 1999, e a gennaio Grillo venne a Roma a fare un suo spettacolo. Al termine alcuni amici che lo conoscevano mi portarono da lui in camerino e gli diedi una copia del libro. Le sue idee erano allora fortemente influenzate dal buon Auriti, ma io gli ponevo una prospettiva e un'analisi affatto diversa. All'inizio era entusiasta, ma poi credo che si sia spaventato delle conseguenze della "prospettiva diversa" che comportava una lotta radicale contro il sistema di potere finanziario. Lo capisco, era difficile mettersi contro tutto il mondo capitalistico e non proponendo il tasso negativo (anche se poi dal 2009 è diventato pratica corrente nel sistema finanziario, per la banale ragione che era inevitabile). Tuttavia, i 5S avrebbero potuto chiamare il loro meccanismo assistenziale con il loro nome, il RdC non c'entra un beneamato piffero. Che qualcuno l'abbia fatto apposta è possibile, oppure semplicemente l'hanno chiamato così per richiamare quello che Grillo diceva negli spettacoli con grande entusiasmo. Non c'è limite alla stupidità e alla demagogia che il 5S ha praticato a profusione...

    1. JA 23 ottobre 2022

      Chissà se Domenico de Simone ci crede veramente alle favole sociologiche che racconta.

    2. domenicodesimone 23 ottobre 2022

      Caro Anonimo, a vent'anni credevo fortemente, a trenta un po' meno e ora, che ho passato i settanta, ho smesso di credere da tempo immemore. Non ho perso la curiosità di capire e cerco di farlo anche se sono sempre assalito da mille dubbi e interrogativi. Ma solo così possiamo andare avanti e dare un senso alla nostra precaria presenza in questo mondo. L'idea che noi siamo macchine per la perpetuazione del patrimonio genetico è di Dawkins e non mia, ma mi sembra che abbia un senso. E che le società gilaniche fossero sull'orlo dell'estinzione e un dato scientifico. E anche noi siamo sull'orlo dell'estinzione con le armi atomiche. Il solo fatto di averle mette l'intera umanità a rischio, figuriamoci se a qualcuno viene in mente di usarle. Forse è arbitrario pensare che il sistema genetico possa intervenire così come forse era arbitrario dirlo a proposito del passaggio dalle società gilaniche al patriarcato, ma mi sembra che la cosa abbia un senso, o quanto meno possa essere da stimolo per un discutere ma soprattutto per un fare. Se c'è una possibilità di uscita, dobbiamo farla.

    3. JA 23 ottobre 2022

      ...che la cosa abbia un senso...”
      Esatto. Già il fatto di creare gilanici termini esotici per personalizzare ancora di più l’interpretazione del passato che nessuno ha mai vissuto e che proprio per questo viene in continuazione reinterpretato, mi lascia sempre molti dubbi non che abbia un senso ma che abbia senso.
      Buon lavoro: “Cos' è in fondo la storia, quando non sia la re-visione del passato, forse la mitica visione del "conta-storie" antico?anonimo JA :)

      PS mi scuso ma mi sono accorto ora di aver risposto al post sbagliato. :(

    4. Martin 23 ottobre 2022

      Ovvio che no, uno che farfuglia delle societa' gilaniche

    5. Martin 23 ottobre 2022

      De Simone, ci deve essere un limite a favole e stronzate ideologiche. Non c'e' traccia alcuna delle cd societa' gilaniche come fase millenaria antecedente al patriarcato. E' pura fuffa ideologica.

    6. JA 23 ottobre 2022

      Solo incubi gendrici di frustrate femministe acculturate dopo uno o due brindisi :-D :
      Riane Eisler
      È stata descritta come una storica della cultura, una "metastorica" [dopo qualche Whisky], una teorica dei modelli evolutivi umani, una studiosa di antropologia. In questo campo è considerata la miglior erede di Marija Gimbutas da cui ha tratto il concetto di gilania (dal greco gyné = donna + lyein/lyo = liberare) a cui ha contrapposto quello di androcrazia (dal greco anér, andròs = uomo + kratòs = governo); in quest'ultimo ha identificato le società caratterizzate da autoritarismo e violenza.”
      https://it.wikipedia.org/wiki/Riane_Eisler

    1. Rnamessaggero 23 ottobre 2022

      Il RDCmondiale esiste già, lo chiamano stampa del valore monetario dal nulla. Comunque se partiamo dai froci della Gimbutas non arriviamo da nessuna parte, troppi elementi in ballo che non hanno alcuna intenzione di estinguersi. La verità è come la Svizzera, ha parenti in molti cantoni, possiamo capire cosa ci accade ma non certo cambiare incisivamente il corso dei fenomeni.
      Il messaggio di Cristo è molto semplice, "fatti i cazzi tua" in quanto dei cazzi tua andrai a rispondere, se non è il massimo della coscienza questo, non saprei cos' altro.

    2. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Il RDCmondiale esiste già, lo chiamano stampa del valore monetario dal nulla.

      Vero, ma è riservato a pochi eletti. Questo dimostra però che il RDC può essere facilmente implementato se lo si volesse.

    3. Rnamessaggero 23 ottobre 2022

      Direi anche che sembra riservato ai compiacenti, quelli che in cambio vendono l' anima per un piatto di lenticchie.

    4. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      È riservato ai ricchi non ai compiacenti.

    5. Rnamessaggero 23 ottobre 2022

      I giornalai di regime, i politici ecc. non sono i ricchi, intendevo questi scarti alimentari umani.

    6. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Son ricchi anche loro. Almeno rispetto alla stragrande maggioranza delle persone. Se vai a vedere quanto guadagnano...
      Io sarei la persona più felice del mondo con quegli introiti.

    1. IlContadino 23 ottobre 2022

      Spesso diciamo che l'uomo, l'essere umano, è fatto così o cosà, per natura. L'essere umano ha questa inclinazione, questo modo d'essere, questa peculiarità, e aggiungiamo tutto quel che sappiamo, o crediamo di sapere, in proposito.
      Quando leggo questo genere di scritti mi nasce ogni volta la forte sensazione che l'uomo, l'essere umano, si comporta in base a come viene trattato. Quando parliamo di libertà intendiamo libertà dai condizionamenti, cos'altro? Mannaggia, mi riesce difficile farmi intendere, come posso spiegarmi?
      Immaginiamo un animale selvatico, che ne so un lupo, o un orso. Se lo cresciamo fin da piccino ne possiamo modellare i comportamenti, le attitudini, la natura stessa. Proviamo a farlo con ogni singolo lupo o orso che abita questa terra, alla lunga la vera natura di questi animali si perderà nel tempo, e ad un certo punto ci si chiederà: cosa sono un lupo libero o un orso libero? Qual è la loro natura? Ho l'impressione che tutto il ragionare che facciamo sull'essere umano non tenga mai in considerazione questo aspetto. Secondo me, un uomo libero, selvatico, senza condizionamenti, tenderà sempre a comportarsi come un lupo o un orso libero, cioè si farà fondamentalmente i cazzi suoi, in armonia con ciò che lo circonda.
      Forse mi sono spiegato, forse no, sintetizzare certi concetti non mi è proprio semplice. Però posso dire che ogni volta che mi relaziono con qualcuno tengo a mente questo ragionamento, cerco di annusare il potenziale selvatico delle persone insomma:-))

    2. Rnamessaggero 23 ottobre 2022

      A tal proposito proprio ieri sera, mentre guardavo un documentario sui coccodrilli nati in cattività, veniva messo in evidenza, da parte degli addetti, la totale mancanza da parte dei coccodrilli della possibilità di essere anche solo un minimo addomesticabili. Sono tra quelli che credono l' uomo un piccolo contenitore di tutti gli archetipi animali, e con tendenze ad averne quantomeno uno, diciamo dominante o in maggior evidenza. Resta però il fatto che piaccia o meno, il coccodrillo è sempre presente, per non parlare dei serpenti. Il lupo e l' orso sono, nella media, praticamente umani ma non sono gli unici animali che compongono, in un assemblaggio casuale l' uomo. Niente di dotto, sia mai, prendi il mio come un saluto di buona domenica.

    3. Primadellesabbie 23 ottobre 2022

      "L'uomo selvatico" è una autentica rarità, al massimo troverai l'addomesticato che si spaccia per selvatico o il forzatamente reinselvatichito.

      Le galline nate dalle uova incubate non covano.

    4. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Purtroppo l'uomo non è un lupo. Il lupo non è addomesticabile, al limite ci puoi fare amicizia. O lo puoi costringere in una gabbia. Mentre l'uomo in linea di massima lo è.

    5. Hospiton 23 ottobre 2022

      Belle riflessioni, caro Contadino... quello sui condizionamenti sociali è un dibattito che in alcuni momenti storici si è fatto davvero aspro, come ai tempi del buon Rousseau (che forse avrebbe sottoscritto gran parte del tuo commento!) https://it.m.wikipedia.org/wiki/Buon_selvaggio

    1. oriundo2006 23 ottobre 2022

      Mi fermo qui: ''.. predica l’eguaglianza di tutti gli esseri umani davanti a Dio e poi anche nella società..''. Questo è quello che dicono i cristiani successivi: specie nelle parrocchie di oggi.
      E' falso.
      Quelli dell' epoca di Paolo, sulla base delle sue Epistole ( lettera a Filemone ), dicevano ben altro: la schiavitù era tale per natura e lo schiavo doveva essere consapevole che se 'dio' lo aveva messo in quella condizione doveva restarci e basta.
      Un pò di ripasso non guasta.
      La schiavitù si tramuta in una generale servitù di tutti a seguito del comando statale con Diocleziano che, istituendo il colonato e limitando la mobilità sociale in modo estremo, nonchè imponendo tassazioni pro-capite, principia il sistema sociale medievale ( aspetto determinante nella storia di quelle età lontane ) e sopratutto cessa quasi definitivamente con i barbari, che non la conoscevano se non marginalmente specie dopo provata sulla loro stessa pelle.
      I barbari longobardi, questi misconosciuti e disprezzati germani, odiati dal cattolicesimo di allora e di oggi, sono tra l'altro talmente innovativi da compiere un atto rivoluzionario: istituire sul corpo morto dell' impero e sulle sue vacillanti istituzioni, inette a concepire il 'nuovo' che avanzava, ed anzi ostili in modo viscerale a tutto ciò che non era 'ordo vetus', il Regno d' Italia.
      Occorrerebbe iniziare da lì la Storia d' Italia, con la perpetua esecrazione del mostro cattolico e delle sue chiacchere false.
      Il papato, non tollerando una simile 'novità', origine di una embrionale 'uguaglianza' fra le genti della penisola a prescidere dalle gerarchie ecclesiastiche e dalle loro origini etniche ( così importanti per il mondo romano ) perchè il relazione diretta con i duchi longobardi sulla base della capacità a portare le armi, ordina la calata in Italia dei Franchi, bellicosi, servili e ignoranti popoli del Nord.
      Per favore, prima di scrivere panegirici sul nazareno ed i suoi seguaci, informatevi meglio.

    2. Rnamessaggero 23 ottobre 2022

      Si lo so Paolo, il feroce assassino americano, è citato in particolar modo dai cattolici, per i cristiani era ed è solo un fariseo dal quale stare lontano.

    3. LuxIgnis 23 ottobre 2022

      Beh, una cosa è quel personaggio che chiamiamo il Cristo e una altra Saul o Paolo su cui poi si fonda veramente la cristianità.
      Che poi la chiesa abbia sempre avallato la schiavitù, vi sono bolle papali che lo dimostrano.

    4. Fantine 23 ottobre 2022

      Caro Oriundo,
      è sempre un piacere leggerti, ma la Lettera a Filemone dice l'opposto, come quella ai Galati, ai Corinzi e agli Efesini e in linea con il pensiero Paolino.
      Non attribuiamo a San Paolo ciò che non ha detto, né ha inteso.

      Per questo, pur avendo in Cristo piena libertà di comandarti ciò che devi fare, preferisco pregarti in nome della carità, così qual io sono, Paolo, vecchio, e ora anche prigioniero per Cristo Gesù; ti prego dunque per il mio figlio, che ho generato in catene, Onesimo, quello che un giorno ti fu inutile, ma ora è utile a te e a me. Te l’ho rimandato, lui, il mio cuore. … Forse per questo è stato separato da te per un momento perché tu lo riavessi per sempre; non più però come schiavo, ma molto più che schiavo, come un fratello carissimo in primo luogo a me, ma quanto più a te, sia come uomo, sia come fratello nel Signore.

      Durante la sua carcerazione a Roma, Paolo aveva incontrato e «generato» alla fede uno schiavo di nome Onesimo (vv. 10-11).
      Ebbene, "Onesimo" era fuggito dalla casa di Filemone.
      Filemone era un "amico" di Paolo, cristiano, che metteva a disposizione la sua casa per gli incontri tra cristiami e a lui si rivolge Paolo.
      Secondo il diritto romano Onesimo doveva essere restituito al padrone che ne poteva decidere la sorte, anche condannandolo a morte.
      Poi sulla "schiavitù" presso l'antica Roma c'è molto da dire.
      (Come del resto sul pater familias e, visto ciò di cui "parla" l'articolo sul diritto pretorio e su tanto altro, di cui vengono dette delle cose che mi fanno drizzare i miei lunghi capelli e a cui vorrei rispondere, ma non ho tempo, e soprattutto, onestamente, voglia. E non per l'autore, col quale interloquirei volentieri e le cui conclusioni finali mi trovano molto più che d'accordo).
      Tornando a Paolo, egli avanza una richiesta che dà la misura della "concezione dello schiavo" come "uomo", ben nota, e del cristiano come fratello.
      In buona sostanza gli chiede/dice 'Caro Filemone, devi riaccogliere Onesimo non solo non vendicandoti, ma lo devi abbracciare come un fratello carissimo.
      Tale egli è, continua Paolo, non solo perché è un uomo come te e me, ma soprattutto perché ora è cristiano e quindi fratello nel Signore'.
      Paolo aveva già scritto ai Galati che «non c’è più schiavo né libero, ma tutti sono uno in Cristo Gesù» (3,28).
      Lo schiavo è così divenuto fratello.
      Poi Paolo gioca con le parole, per il nome Onesimo, che in greco significa "utile"
      «lui, un giorno, ti fu inutile, ora è utile a te e a me» (v. 11).
      Si riferisce al fatto che può essergli "utile" per compiere il bene e agire da cristiano.
      Anzi, nella Lettera aggiunge «Se in qualcosa ti è debitore, metti tutto sul mio conto. Io, Paolo, lo scrivo di mio pugno: pagherò io. Per non dirti, però, che anche tu mi sei debitore, e proprio di te stesso» attraverso la conversione alla fede (vv. 18-19).
      «Noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito, in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi» (1Corinzi 12,13).
      E i padroni – come aveva scritto agli Efesini – devono «mettere da parte le minacce contro gli schiavi, sapendo che il Signore, loro e vostro, è nei cieli e in lui non vi è preferenza di persona» (6,9).
      Mi sembrava doveroso, Oriundo.
      Ti auguro una buona domenica, con cordialità, anzi con ben più della cordialità.

    5. R66 23 ottobre 2022

      Probabilmente Paolo ha scritto due lettere a Filemone, una delle quali ce l'hai solo tu, l'altra, quella disponibile a chiunque, non dice assolutamente ciò che hai asserito, dato che è brevissima invito chiunque a verificare.

    6. R66 23 ottobre 2022

      Complimenti per la volontà, io ne ho avuta assai meno. 😉

    7. Fantine 23 ottobre 2022

      Non so cosa hai letto tu, R66, forse i due versetti che di solito estrapolano.
      Di versetti ne ha 25.
      Buona lettura.

    8. R66 23 ottobre 2022

      Il commento voleva essere sarcastico, la lettera la conosco bene, tant'è che sotto alla tua spiegazione ti ho fatto i complimenti. 😉

    9. Fantine 23 ottobre 2022

      Visto che molti conoscono la versione breve, dei due soliti versetti, poiché l'hai definita brevissima, credevo fossi incorso nel medesimo disguido, diciamo così. E diciamo che non avevo colto il tuo sarcasmo ;)
      Buona domenica, R66!

    10. R66 23 ottobre 2022

      Ho usato "brevissima" perché si tratta della terza più breve di tutta la "raccolta", ci si mette un attimo a leggerla, soltanto le ultime due di Giovanni sono più corte.

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