Altri sette, lunghissimi anni... è stata l'elezione della massima carica dello stato più grottesca della storia italiana. Don Sergio, che tutto voleva tranne che passare altri sette anni a eseguire gli ordini del Bilderberg, alla fine è stato costretto a concedere il bis. Draghi, dobbiamo dirlo, ci ha provato, aveva dato il suo diktat: o me al Colle e un mio uomo a palazzo Chigi, o cade il governo. Ma stavolta, per un rigurgito di libertà o forse perché far colonizzare ai "tecnici" tutte le massime istituzioni italiane sarebbe stato davvero troppo, il parlamento non c'è stato. Herr Mario dovrà accontentarsi della botte piena, ma la moglie ben lucida, a ricordargli che al drago si obbedisce fin quando le vecchie caste hanno la garanzia di pappatoria: e anche Don Sergio si è dovuto decidere, dopo ben sette fumate nere.
Come al solito, lo spettacolo più triste lo stanno dando i media: immediatamente obliterata tutta la cagnara che ha preceduto la ripiegatissima fumata bianca, adesso è tripudio. Cinque minuti di applausi, giovani all'esterno che gridavano "Viva Mattarella!". "Parole che si scolpiranno nella storia e nel nostro ricordo", ha definito la conduttrice del TG1 Monica Maggioni il lapidario (neanche tre minuti) e visibilmente affannato discorso tenuto da Don Sergio "è stato un privilegio ascoltare le sue parole". Non c'è che dire, questa elezione conferma lo stato della democrazia italiana: ai minimi termini, se non fosse per la lunghezza delle lingue dei giornalisti di regime.
MDM 29/01/2022
carla 30 gennaio 2022
Mozzarella avrà iniziato sei mesi fa a dire che non voleva restare al colle.
Quando si parla spesso e troppo presto di una cosa significa che è la prima nei pensieri.
Hanno accumulato troppi cadaveri negli armadi per rischiare di farli vedere a qualcun altro.
oriundo2006 30 gennaio 2022
La lista e' lunga.
In ordine tempo recente, la Loggia Ungheria e quanto si e' capito dei rapporti da codice penale fra magistrati e politici dopo Amara e' istruttivo: Mattarella e' stato silente, scivolando nei corridoi dei Palazzi con un sussurrio degno di un cameriere inteso a non mettersi di contro al Principe: ma non e' lui il Principe ? Dobbiamo dunque cercarlo altrove, il dominus...
Alla fine e' sempre una distorsione schizofrenica di Mattarella politico democristiano che confligge con Matterella capo dello stato e sopratutto Mattarella adepto del cattolicesimo politico, prima regola del quale e' non muover foglia...e specie si e' sardi o siculi questa regola e' fondamentale per garantire la propria sopravvivenza politica, come del resto e' avvenuto.
La seconda criticabile impresa del Nostro sono i decreti DPCM che sono stati chiaramente extra legem, specie dopo i primissimi momenti. Anche li' ha firmato tutto ed il contrario di tutto, preso da un incoercibile desiderio di compiacere ad altri che non fosse il legittimo desiderio del popolo italiano di vedere razionalita' e misura nei provvedimenti governativi. Ma era una ghiotta occasione di far procedere il Piano...
Piu' indietro nel tempo e' il bombardamento di Sarajevo come ministro della difesa del governo D' Alema: evidentemente non gli fece difetto la coscienza democristiana nell' ordinare la distruzione di tanta parte della citta' serba...ma anche qui e' facile capire che 'qualcuno' lo sgravo' da si' onerosi sensi di colpa. Un pater, un'ave ed un gloria e tutto e' mondato 'ad majorem dei gloria', anche le munizioni ad uranio impoverito.
Il resto non voglio dirlo...ma se fate una piccola ricerca sul web lo troverete. Baciamo le mani.